{"id":1003,"date":"2020-01-12T20:38:00","date_gmt":"2020-01-12T19:38:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1003"},"modified":"2020-01-12T20:38:00","modified_gmt":"2020-01-12T19:38:00","slug":"il-complicato-intreccio-tra-il-futuro-della-scuola-e-quello-dei-dirigenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1003","title":{"rendered":"Il complicato intreccio tra il futuro della scuola e quello dei dirigenti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1004\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/sfera-di-cfristallo-300x221.jpg\" alt=\"sfera di cfristallo\" width=\"300\" height=\"221\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/sfera-di-cfristallo-300x221.jpg 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/sfera-di-cfristallo-312x230.jpg 312w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/sfera-di-cfristallo.jpg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Il complicato intreccio tra il futuro della scuola e quello dei dirigenti<br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\">di Stefano Stefanel<\/span><\/em><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nessuno possiede la sfera di cristallo per prevedere dove realmente vanno la scuola italiana e la sua dirigenza e neppure per prevedere se riusciranno ad andare nella stessa direzione. Ci sono per\u00f2 dei segnali che mostrano alcuni dati problematici che \u2013 messi insieme \u2013 possono far intravedere un intreccio difficile per il futuro della scuola italiana e per quello della sua dirigenza. Il futuro della scuola italiana ha un unico obiettivo possibile: migliorare le competenze, gli apprendimenti e i risultati dei propri studenti; altri obiettivi di sistema non possono esserci e nulla di legato espressamente all\u2019efficienza pu\u00f2 sovrastare la necessit\u00e0 di una scuola che formi i suoi studenti nel modo migliore. <!--more-->Poich\u00e9 da anni ormai al vertice del sistema c\u2019\u00e8 un Ministero sempre alle prese con nuove riforme o modifiche di riforme non concluse o solo annunciate, alla fine sono i dirigenti scolastici che devono tenere le fila di una scuola ormai organizzata attraverso singoli sistemi locali non sempre connessi realmente e sostanzialmente con il sistema nazionale. Il posizionamento della dirigenza scolastica dentro questa enorme complessit\u00e0 \u00e8 molto squilibrato, con differenze enormi sia di esiti di che di azioni nelle varie parti d\u2019Italia. Diventa dunque essenziale cercare di valutare la complessit\u00e0 del presente da vari punti di vista, per comprendere se il futuro professionale della dirigenza coincida realmente con quel futuro che le scuole italiane sempre dichiarano (lo studente al centro), ma troppo spesso non riescono a realizzare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ci sono alcuni elementi oggettivi che hanno spostato il lavoro del dirigente scolastico da quelli che sono gli obiettivi didattici e formativi del sistema verso elementi di pura e semplice efficienza in campi che dovrebbero spettare ad altri e che invece ricadono sulla professionalit\u00e0 ordinaria della professione dirigenziale. Ne cito solo tre che stanno diventando ogni giorno pi\u00f9 complessi e di difficile governo: la sicurezza, la tutela della privacy, la gestione contabile e amministrativa. Non mi addentro in queste tre questioni molto delicate, che richiederebbero nelle scuole personale specializzato e che invece pretendono dal dirigente scolastico una specializzazione che non ha, dovendo poi appoggiarsi a supporti che spesso non sono all\u2019altezza del compito. D\u2019altronde sia l\u2019RSPP (sicurezza), sia il DPO (privacy), sia il DSGA (amministrazione) alla fine non rispondono praticamente di nulla a fronte di un dirigente scolastico che invece risponde di tutto. Questa anomalia italiana non pare aver alcuna possibilit\u00e0 di essere a breve riassorbita e dunque la professione tende a concentrarsi soprattutto su questi problemi. Tant\u2019\u00e8 che moltissimi dirigenti scolastici (spesso di recentissima nomina) misurano la propria riuscita in rapporto a obiettivi, compiti e risultati solo ed esclusivamente in funzione dell\u2019espletamento degli adempimenti collegati al lato amministrativo della professione. Una rapidissima ricognizione dice che tutti i dirigenti scolastici redigono piani per la tutela della sicurezza e della privacy, approvano programmi annuali e conti consuntivi, stipulano contratti con i sindacati e con i fornitori. Inoltre tutte le scuole italiane svolgono attivit\u00e0 didattica per oltre 200 giorni, tutte le scuole italiane fanno gli esami, tutte le scuole italiane svolgono le attivit\u00e0 burocratiche e amministrative necessarie al sistema per andare avanti e al contempo garantiscono l\u2019erogazione del servizio scolastico. Poich\u00e9 dunque tutto avviene come deve avvenire potremmo anche dire che interrogarsi sul futuro della scuola \u00e8 un esercizio futile (\u201c<em>il futuro sar\u00e0 come il passato<\/em>\u201d) e interrogarsi su quello della dirigenza ancora pi\u00f9 futile (\u201c<em>il futuro sar\u00e0 come il passato: le scuole apriranno e chiuderanno per tempo<\/em>\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>MA FORSE C\u2019E\u2019 DELL\u2019ALTRO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nel dubbio che ci sia anche dell\u2019altro andrei a vedere se effettivamente il sistema scolastico italiano risponde alle esigenze della societ\u00e0 e raggiunge gli obiettivi cui dovrebbe tendere: leggendo quando si scrive in giro ed ascoltando quello che si sente dire, parrebbe di no, visto che si ragiona sempre pi\u00f9 spesso su temi come la lotta alla dispersione scolastica (che pare vada maluccio visto che abbiamo una delle pi\u00f9 alte dispersioni dell\u2019area Ocse), la bassa competenza di comprensione di una larga fascia di studenti italiana (\u201cscatenando\u201d una tifoseria sempre attiva a favore di bocciature, poesie e tabelline a memoria, ironia sulle competenze, richiamo alla bella scuola di un tempo, e cose di questo genere), la difficolt\u00e0 dei giovani italiani a trovare lavoro stabile (con richiami alla scuola a fare di pi\u00f9 per un rapporto organico col mondo del lavoro e osteggiando allo stesso tempo l\u2019alternanza scuola-lavoro), l\u2019aumento dei NEET cio\u00e8 dei giovani dai 17 ai 25 che non studiano e non lavorano e che in Italia sono quasi un milione, la difficolt\u00e0 a gestire troppi studenti in grande difficolt\u00e0 anche comportamentale, il problematico rapporto tra gli studenti e le dipendenze (dal web , dalle droghe, dall\u2019alcool). Diciamo che mi fermo qui, dopo aver citato solo gli argomenti pi\u00f9 eclatanti di cui si sta occupando l\u2019opinione pubblica di questi tempi, spesso con debole competenza didattica ed educativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se si mettono insieme per\u00f2 la tendenza dirigenziale a gestire le scuole come enormi strutture amministrative, in cui la parte didattica ha una sua funzione residuale spesso non presidiata e le difficolt\u00e0 a raggiungere gli obiettivi propri di qualunque sistema scolastico e cio\u00e8 il miglioramento degli apprendimenti, allora forse \u00e8 possibile intravedere un pericolo all\u2019orizzonte e cio\u00e8 che il dirigente scolastico abbandoni qualunque consistente intervento sulla parte didattica e si limiti ad amministrare l\u2019efficienza che riesce a dare al suo istituto. Se manca nel progetto scolastico la funzione didattica della sua dirigenza apicale non \u00e8 chiaro da dove possa provenire quel miglioramento che tutti ritengono necessario per rispondere ai problemi che sopra ho indicato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Chi lavora nella scuola ed ha come scopo il miglioramento degli studenti vede con chiarezza che certe pratiche del passato non hanno pi\u00f9 presa, che un\u2019idea enciclopedica di sapere trasmesso difetta proprio degli elementi necessari alla trasmissione, che le conoscenze scolastiche spesso non sono spendibili con successo n\u00e9 all\u2019Universit\u00e0, n\u00e9 nel mondo del lavoro. Il Ministero questo pare saperlo bene in quanto ha strutturato tutto il meccanismo rendicontativo verso un\u2019idea di miglioramento attuabile attraverso piani di istituto e non di area e non nazionali. L\u2019impostazione fortemente didattica dell\u2019input ministeriale non coincide con quella totalmente amministrativista e tesa agli adempimenti dello Stato (che spesso non ragiona come il suo Ministero: vedi la sicurezza, la privacy, il ruolo dei revisori dei conti). Sempre pi\u00f9 spesso alle scuole arrivano finanziamenti ( Formazione, Pon, Piano Nazionale Scuola Digitale, Progetti, ecc.) di difficile gestione per le difficolt\u00e0 che lo Stato introduce nella gestione dei fondi che ha erogato. E, infatti, il mestiere del dirigente scolastico \u00e8 anche quello di riuscire a spendere fondi che la burocrazia sembra non voler far spendere e che trovano troppi ostacoli da parte di chi dovrebbe invece essere di supporto (uffici scolastici decentrati, revisori dei conti, procedure inventate dallo Stato stesso che sembrano costruite per non far raggiungere lo scopo, segreterie scolastiche, ecc.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Dentro questo presente che non fa presagire un grande futuro ci sta una dirigenza scolastica che deve decidere da che parte vuole andare e da che parte vuole orientare la propria scuola, al di l\u00e0 degli adempimenti che tutti poi alla fine riusciamo a portare fino in fondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CURRICOLI E DIDATTICA PER COMPETENZE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Poich\u00e9 esiste un evidente oscurantismo didattico e culturale che si sta facendo facile strada nell\u2019opinione pubblica, ma che conta anche molte \u201cquinte colonne\u201d nelle scuole, credo sia compito della dirigenza scolastica italiana osservare con attenzione uno dei problemi pi\u00f9 gravi del sistema didattico e formativo italiano: tutti i documenti ministeriali (<em>Indicazioni nazionali per il primo ciclo e per i licei<\/em>, <em>Linee guida per gli istituti tecnici e professionali<\/em>, <em>Esame di stato conclusivo del secondo ciclo<\/em>, <em>normativa sugli studenti H, DSA e BES<\/em>, <em>lotta alla dispersione scolastica<\/em>, ecc.) individuano nel Curricolo d\u2019Istituto, nella Didattica per competenze e nella Progettualit\u00e0 collegata agli esiti gli elementi portanti di un sistema scolastico che deve rispondere a dispersione scolastica, classi difficili, inserimento di soggetti problematici, inserimento di alunni stranieri, personalizzazione dei percorsi e degli apprendimenti, esisti a distanza, ecc. Su tutto questo viene fatta molta formazione, tutta la struttura della rendicontazione sociale ha fatto leva su questi elementi, i richiami ministeriali sono continui e indicano una chiara direzione da prendere, che vada oltre il tentativo, privo di possibilit\u00e0 di riuscita, di trasferire sapere e contenuti attraverso una didattica solo trasmissiva e frontale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma allora se le necessit\u00e0 sono quelle di combattere i gravi problemi della scuola e la metodologia non pu\u00f2 essere che quella che organizza una didattica attorno ad un curricolo d\u2019istituto come accade che la scuola italiana continui a scivolare indietro nelle rilevazioni internazionali e una parte notevole del Paese sia sotto una soglia culturale accettabile? Perch\u00e9 si fa tanta formazione sul curricolo e sulle competenze e poi si continua ad insegnare programmi e a valutare su conoscenze mnemoniche? Io credo che in questo passaggio cruciali si determini il rapporto tra il futuro della scuola italiana e quello della sua dirigenza. Poich\u00e9 il sistema scolastico non \u00e8 governabile dal centro, che ormai ha solo una \u201ccentralit\u00e0\u201d burocratica e amministrativa spesso di ostacolo, \u00e8 necessario che sia governato dal basso. E dal basso lo possono governare solo i dirigenti scolastici. Il taglio didattico e formativo della scuola passa attraverso l\u2019organizzazione della stessa e sar\u00e0 comunque una decisione del dirigente scolastico se i collaboratori, i referenti, i capi dipartimento, i progettisti hanno funzioni amministrative o didattico-formative. Le figure di sistema, gli staff, i referenti di area o di progetto o di dipartimento si occupano di adempimenti e burocrazia o presidiano l\u2019area didattica, la monitorano, verificano i meccanismi valutativi e di recupero, costruiscono un sistema di relazioni formative e professionali a favore di una didattica inclusiva e per competenze?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La domanda dunque riguardo al futuro della scuola e della sua dirigenza \u00e8 che cosa si vuole realmente presidiare, su quali processi si intende intervenire: la questione del curricolo non \u00e8 banale perch\u00e9 il curricolo e la sua redazione \u201clocale\u201d hanno due grandi nemici molto potenti e cio\u00e8 le case editrici, che vogliono continuare a sfornare manuali cartacei tradizionali che per loro stessa natura collidono con l\u2019idea di curricolo, e i sindacati che hanno perfettamente compreso come dietro una gestione curricolare della didattica diventa necessaria una flessibilit\u00e0 oraria e gestionale che non ha nulla a che vedere con classi di concorso, orari rigidi, adempimenti formali e ripetitivi. L\u2019idea che alla base della professione docente (e dirigenziale) vi sia una forte formazione viene costantemente ostacolata dall\u2019idea che sia la \u201csanatoria\u201d delle proprie esperienze a rendere un docente preparato. La mancanza di percorsi formativi lunghi e prodromici ha reso anche la dirigenza scolastica una pratica esperienziale, dove spesso la riflessione e la formazione si fanno solo se non di hanno altri problemi da affrontare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo mancato presidio della didattica \u00e8 molto evidente davanti ai monolitici e marmorei curricoli delle scuole, redatti con coscienziosit\u00e0 dopo formazioni impegnative e di alto livello, ma che poi vanno a sbattere contro la serialit\u00e0 del libro di testo e la prevalenza dell\u2019adempimento sul progetto scolastico. Poich\u00e9 il sistema non riesce a governarsi dal centro a questo punto bisognerebbe fare in modo che il futuro della scuola italiana e quello della dirigenza scolastica vadano nella stessa direzione per un miglioramento non solo dichiarato e progettato, ma anche realizzato<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il complicato intreccio tra il futuro della scuola e quello dei dirigenti di Stefano Stefanel \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nessuno possiede la sfera di cristallo per prevedere dove realmente vanno la scuola italiana e la sua dirigenza e neppure per prevedere se riusciranno ad andare nella stessa direzione. Ci sono per\u00f2 dei segnali che mostrano alcuni dati [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-1003","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1003","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1003"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1003\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1005,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1003\/revisions\/1005"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1003"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1003"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1003"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}