{"id":1042,"date":"2020-04-03T15:55:02","date_gmt":"2020-04-03T13:55:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1042"},"modified":"2020-04-03T15:55:02","modified_gmt":"2020-04-03T13:55:02","slug":"apprendere-a-distanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1042","title":{"rendered":"Apprendere a distanza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1043\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/online-learning-1-1046x588-300x168.png\" alt=\"online-learning-1-1046x588\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/online-learning-1-1046x588-300x168.png 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/online-learning-1-1046x588-1024x575.png 1024w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/online-learning-1-1046x588-409x230.png 409w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/online-learning-1-1046x588.png 1046w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Apprendere a distanza<\/strong><br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>di\u00a0Maurizio Tiriticco<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi si fa un gran parlare di didattica a distanza! Cosa assolutamente nuova per la scuola italiana, ma assolutamente \u201cvecchia\u201d per chi si occupa di ISTRUZIONE e, volendo, anche di FORMAZIONE ed EDUCAZIONE, che, comunque, sono \u201ccose\u201d diverse. Ricordo, ad esempio, che materiali di istruzione a distanza furono prodotti nei primi anni di vita dell\u2019Unione Sovietica, quando occorreva trasformare \u2013 e rapidamente \u2013 un Paese di tradizione agricola in un Paese industriale! <!--more-->Come raggiungere migliaia di \u201cnuovi\u201d operai in un territorio cos\u00ec vasto come l\u2019Urss? Soprattutto con l\u2019istruzione a distanza, appunto. E con l\u2019invio di materiali di studio e l\u2019individuazione dei necessari mediatori culturali. Ma non mancano esperienze italiane: ad esempio, la \u201cScuola RadioElettra di Torino\u201d, attiva fin dal 1951.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per non dire poi di Accademia di Roma, oggi non pi\u00f9 attiva, per cui ho lavorato per un certo periodo. Ricordo la fatica anche fisica in quegli anni lontani di dover spedire per posta dispense, a cui erano allegate le relative prove di verifica: in genere un certo numero di item (proposizioni) a quattro uscite, di cui una sola corretta. Poi il ritorno delle prove eseguite ed il rinvio delle correzioni; e sempre via posta. Quindi tempi molto lunghi sia per insegnare che per apprendere! In effetti, forse era pi\u00f9 la fatica fisica che quella intellettuale. E non c\u2019erano ancora i \u201ccomputer da casa\u201d! Questi apparvero in Italia solo alla fine degli anni sessanta: erano composti in pi\u00f9 parti, con dischetti da inserire e disinserire, e occupavano a volte un\u2019intera scrivania. Oggi con i pc e l\u2019ausilio del web, di google, della email e di tante altre diavolerie, possiamo dire di vivere in un altro mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tornando a noi, il problema dell\u2019istruzione a distanza non \u00e8 solo e tanto quello di produrre materiali ad hoc, quanto quello di produrre conseguentemente le necessarie prove di verifica. Ed ecco i famigerati test! Perch\u00e9 famigerati? Perch\u00e9 i test, o meglio determinate prove di verifica oggettive, sono da sempre considerati dalla nostra scuola come un qualcosa di estraneo! Il vero e il falso sembrano concetti eccessivamente poveri per gestire processi di apprendimento. Ma non \u00e8 cos\u00ec. E non \u00e8 un caso che le prove Invalsi, che ormai da qualche anno \u201csi abbattono\u201d sulle nostre scuole, in genere sono considerate dai nostri insegnanti come una vera e propria \u201cinvalsione\u201d sulle loro quotidiane attivit\u00e0. In effetti va detto che le prove Invalsi, come del resto tutte le prove oggettive, hanno un limite profondo: valutano \u201cconoscenze\u201d, ma non sono in grado di valutare alcun livello di creativit\u00e0. Mi spiego meglio: un soggetto, indipendentemente dall\u2019et\u00e0, pu\u00f2 essere \u201cignorante\u201d in materia di grammatica (fonologia, morfologia e sintassi), ma \u201coriginale\u201d e \u201ccreativo\u201d quando si esprime, anche se scorrettamente, sotto il profilo grammaticale. Pertanto un alunno pu\u00f2 \u201cfallire\u201d nelle prove Invalsi, anche se di fatto \u00e8, appunto, \u201coriginale\u201d e \u201ccreativo\u201d e, a volte, non solo nel linguaggio o nella matematizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi piace ricordare che su queste questioni ci sono ricerche interessanti, \u00a0a volte anche datate, nelle quali le prove oggettive sono analizzate e considerate per quello che sono e per ci\u00f2 che valgono. Ecco quindi: ALDO VISALBERGHI, \u201cMisurazione e valutazione nel processo educativo\u201d, Milano, Edizioni di Comunit\u00e0, 1955; MARIO GATTULLO, \u201cDidattica e docimologia, misurazione e valutazione nella scuola\u201d, Roma, Armando, 1967; BENEDETTO VERTECCHI; \u201cManuale della valutazione, analisi degli apprendimenti\u201d, Editori Riuniti, Roma, 1984. E mi piace anche ricordare una serie di fascicoli dal titolo \u201cProve strutturate e semistrutturate di verifica finale dell\u2019apprendimento per il biennio della scuola secondaria superiore\u201d, esito di una serie di seminari condotti con insegnanti e coordinati dal Prof. Gaetano Domenici, a cui partecipai anch\u2019io come ispettore coordinatore: era la fine degli anni novanta. Possiamo dire, quindi, che la didattica a distanza non solo non nasce oggi, ma ha anche autori illustri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Occorre comunque ricordare, per correttezza non solo formale, che a monte di tutto c\u2019\u00e8 tutta la scuola del comportamentismo statunitense! Due soli nomi: John B. Watson e Burrhus Skinner, attivi negli anni sessanta e settanta del secolo scorso. Le loro ricerche influenzarono profondamente la didattica, soprattutto per quanto attiene il mondo delle prove di verifica. E non si creda che i suggerimenti d\u2019oltre oceano riguardino solo i test. Non bisogna far torto al grande John Dewey che negli anni venti (il suo \u201cDemocracy and Education\u201d \u00e8 stato pubblicato a New York nel lontano 1916) \u201cfece uscire\u201d \u2013 se si pu\u00f2 dir cos\u00ec \u2013 i problemi educativi dall\u2019ambito puramente scolastico per proporli come un problema sociale di educazione anche e soprattutto civile. Per non dire poi di Jerome Bruner\u00a0<em>The Process of Education<\/em>, 1960; traduzione italiana: \u201c<em>Dopo Dewey: il processo di apprendimento nelle due culture\u201d<\/em>, Roma, Armando, 1966. E\u00a0<em>Toward a Theory of Instruction<\/em>, 1966; traduzione italiana \u201c<em>Verso una teoria dell\u2019istruzione\u201d<\/em>, Roma, Armando, 1982.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ci\u00f2 che si insegna, ovviamente va appreso. Ed \u00e8 stranoto che la valutazione degli apprendimenti \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 non facile. complessa e complicata. E non \u00e8 un caso che il nostro Ministero dell\u2019Istruzione ce lo ricorda con opportuni documenti normativi. Se non erro, l\u2019ultimo atto \u00e8 il dlgs 62\/2017, che detta, appunto, \u201cNorme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell\u2019articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107. (17G00070) (GU n.112 del 16-5-2017 \u2013 Suppl. Ordinario n. 23)\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, per quanto mi riguarda, ho scritto pi\u00f9 volte che la VALUTAZIONE deve essere sempre preceduta dalla MISURAZIONE. Ad esempio, rilevare cinque errori in un elaborato di una pagina non \u00e8 la stessa cosa che rilevarli in un prodotto di venti o trenta pagine. Ma sulla misurazione il nostro Ministero tace! E da sempre! Costringendo poi i nostri insegnanti, in sede di uno scrutinio finale, a verbalizzare che il cinque dell\u2019alunno X viene \u201cportato a sei\u201d, testualmente, in considerazione di\u2026. Quando, invece, va detto che il cinque \u00e8 l\u2019esito di una o pi\u00f9 MISURAZIONI di competenza di un insegnante, mentre il sei \u00e8 l\u2019esito di una VALUTAZIONE adottato responsabilmente da un consiglio di classe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voglio ora ricordare che cosa \u00e8 una prova di verifica oggettiva, o meglio quella pi\u00f9 nota che va sotto il nome di test. Un test \u00e8 costituito di un insieme di item, o meglio di proposizioni \u2013 in genere non meno di dieci e non pi\u00f9 di trenta \u2013 che si concludono in pi\u00f9 uscite, in genere quattro, di cui una sola \u00e8 quella vera. Ecco due esempi: Napoleone \u00e8 morto a S. Elena il 5 maggio 1821\u2026 a Parigi il 7 luglio 1820\u2026 all\u2019Isola d\u2019Elba il 14 luglio 1824\u2026 ad Ajaccio il 7 agosto 1822. La seconda guerra mondiale \u00e8 scoppiata nel 1937\u2026 nel 1938\u2026 nel 1939\u2026 nel 1940. Un alunno ben preparato risponde correttamente a tutti i quesiti, per\u00f2\u2026 non \u00e8 detto che a questo buon livello di \u201cconoscenza\u201d \u2013 in effetti pu\u00f2 avere un ottimo livello di memorizzazione \u2013 corrisponda un livello analogo di \u201ccomprensione\u201d. Ci\u00f2 significa che occorre produrre prove di verifica che abbiano anche un certo grado di complessit\u00e0. Ed il che, ovviamente, non \u00e8 sempre facile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le \u201ccose\u201d fin qui dette sono OGGI di particolare attualit\u00e0, in quanto, con la forzata chiusura delle scuole in forza di questo maledetto corona virus, gli insegnanti si trovano a doversi forzatamente misurare con l\u2019istruzione a distanza. Poco o nulla da eccepire in ordine alla \u201clezione\u201d, o meglio ai contenuti di cui viene proposto l\u2019apprendimento. Si tratta di predisporre dei materiali da proporre agli alunni, ma non in presenza. La questione insorge con la valutazione del\u2019apprendimento: come verificare se l\u2019alunno x \u201cha studiato\u201d? In larga misura si possono predisporre dei test costruiti su determinati contenuti che gli sono stati offerti precedentemente. Ovviamente la \u201ccosa\u201d \u00e8 adattissima per le cosiddette materie letterarie: di meno per alcune materie cosiddette scientifiche. Mi si scusi per il \u201ccosiddette\u201d, ma \u00e8 sempre difficile individuare una separazione netta tra i due ordini di discipline. Basti pensare al fatto che Galieo propose una rivoluzione planetaria \u2013 copernicana, di fatto \u2013 quando scrisse un\u2019opera che possiamo definire letteraria. Si tratta di quel \u201cDialogo sopra i due massimi sistemi del mondo\u201d, che, com\u2019\u00e8 noto, cre\u00f2 mille difficolt\u00e0 alla Chiesa che da sempre sosteneva il sistema tolemaico geocentrico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di fatto, non esiste una separazione netta tra \u201cdiscipline di ricerca\u201d, che attengono, appunto al mondo della ricerca; ma esiste, invece, tra \u201cdiscipline di studio\u201d, nelle scuole. Ad esempio, com\u2019\u00e8 noto, un\u2019ora \u00e8 dedicata all\u2019italiano, l\u2019ora successiva alla fisica, e poi alla filosofia e poi ancora alla chimica! Il tutto scandito inesorabilmente dal suono della campanella, che disciplina i tempi di un intero edificio scolastico. Tempi che non sempre coincidono con quelli dell\u2019insegnare per apprendere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con l\u2019istruzione a distanza i tempi della lezione, dello studio, della misurazione e della valutazione si modificano profondamente e \u2013 credo \u2013 a favore di chi apprende. Il quale ha pi\u00f9 tempo per maturare e produrre una risposta ed anche per \u201cdocumentarsi\u201d: quella operazione che, se male intesa e mal condotta, pu\u00f2 ridursi in genere al semplice copiare! Ma un certo copiare non \u00e8 affatto un male! Copiamo tutti e sempre, ogni momento, dalla nascita alla morte. Se il nuovo nato non \u201ccopiasse\u201d dal linguaggio, dalle abitudini, dalle regole di comportamento dei suoi attanti (i genitori, i famigliari, il gruppo parentale e sociale), non entrerebbe nel \u201cgruppo\u201d e non ne sarebbe in progress partecipe attivo. Ovviamente, ci\u00f2 vale quando il \u201ccopiare\u201d significa \u201cadattarsi\u201d progressivamente alla lingua, alle abitudini, ai costumi, alla cultura del contesto in cui si nasce, si cresce, si apprende, si opera\u2026 e si insegna anche. Si pensi in effetti alle difficolt\u00e0 di apprendimento e di socializzazione di un bambino autistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, ritengo che insegnare ed apprendere a distanza non \u00e8 una diminuzione rispetto a ci\u00f2 che accade nell\u2019insegnamento\/apprendimento in presenze! E\u2019 semplicemente una \u201ccosa altra\u201d. Se non, addirittura un qualcosa di pi\u00f9, forse pi\u00f9 celato che palese. Ma questa alterit\u00e0 occorre saperla individuare ed utilizzare al meglio. Insomma, siamo tutti di fronte ad una grande occasione per riflettere\u2026 sul sistema di istruzione in generale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Apprendere a distanza di\u00a0Maurizio Tiriticco Oggi si fa un gran parlare di didattica a distanza! Cosa assolutamente nuova per la scuola italiana, ma assolutamente \u201cvecchia\u201d per chi si occupa di ISTRUZIONE e, volendo, anche di FORMAZIONE ed EDUCAZIONE, che, comunque, sono \u201ccose\u201d diverse. 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