{"id":105,"date":"2014-11-26T00:10:26","date_gmt":"2014-11-25T23:10:26","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost\/wordpress\/?p=105"},"modified":"2014-11-28T23:26:40","modified_gmt":"2014-11-28T22:26:40","slug":"concorso-per-ds-aspettando-il-nuovo-bando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=105","title":{"rendered":"Concorso per DS: aspettando il nuovo bando"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-127\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/ostacoli-150x150.jpg\" alt=\"ostacoli\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Concorso per DS: aspettando il nuovo bando.<\/strong><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong> di Antonio Valentino<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p>Entro dicembre dovr\u00e0 essere bandito il prossimo concorso per aspiranti al ruolo di DS.<br \/>\nCome \u00e8 noto, il nuovo concorso si svolger\u00e0 con modalit\u00e0 concorsuali in parte diverse da quello del 2011. Se ne richiamano le pi\u00f9 significative<!--more--><br \/>\n\u2022 Viene bandito annualmente &#8211; per tutti i posti vacanti e disponibili nelle dotazioni organiche regionali &#8211; e gestito dalla Scuola Nazionale della pubblica Amministrazione, che curer\u00e0 anche la formazione dei vincitori di concorso<br \/>\n\u2022 le prove scritte saranno nazionali (non pi\u00f9 quindi definite regionalmente; come pure saranno, per le stesse, definiti criteri comuni per la valutazione<br \/>\n\u2022 il colloquio si svolger\u00e0 a Roma.<br \/>\nSulla tipologia delle prove scritte \u00e8 probabile che non si ricorrer\u00e0 pi\u00f9, per la prima, all\u2019elaborato (il vecchio tema), ma piuttosto a dei quesiti a risposta sintetica; questa modalit\u00e0 di svolgimento potr\u00e0 essere anche della seconda prova scritta di carattere pratico (che dovrebbe riguardare ancora l\u2019analisi di casi).<\/p>\n<p>L\u2019emanazione a breve del Regolamento permetter\u00e0 di avere risposta ai vari aspetti ancora problematici &#8211; uno di questi riguarda la conferma o meno della prova preselettiva &#8211; e di disporre del calendario degli adempimenti e delle prove.<br \/>\nIn questa fase, un po\u2019 di recupero di memoria dei fatti pi\u00f9 problematici e incresciosi dell\u2019ultimo concorso potr\u00e0 probailmente fare bene.<br \/>\nTralasciando i non pochi casi imputabili a incuria (che sembra essere diventata ormai un tratto comportamentale del nostro paese), potrebbe riuscire utile concentrarsi su alcuni aspetti che appaiono nodali. Qui se ne consideranno i seguenti: il senso della prova preselettiva attraverso quesiti a scelta multipla, le caratteristiche della seconda prova scitta (l\u2019analisi dei casi), la scelta e la formazione delle commissioni.<br \/>\nOvviamente, non per gusto di accademia, ma perch\u00e9, attraverso le associazioni professionali e le organizzazioni sindacali, possa arrivare alle \u201calte sfere\u201d qualche utile sollecitazione.<\/p>\n<p><strong>Sulla prova preselettiva<\/strong>: non mi iscriver\u00f2 anch\u2019io alla lista dei denigratori dei quiz a tutti i costi.<br \/>\nI quiz presentano certamente criticit\u00e0 di varia natura (anche se fatti bene), ma comunque, per una prova preselettiva che serva a sfoltire in prima battuta il numero dei partecipanti, attraverso l\u2019accertamento di \u201cconoscenze di base per lo svolgimento delle funzioni\u201d, i quesiti a scelta muplipla ci possono ben stare. Qui ovviamente non si considerano i casi di quesiti mal costruiti o sbagliati o pesantemente ambigui dell\u2019ultimo concorso. Che pure qualche interrogativo lo pongono, visto che si tratta di 1000 quesiti su 5000: un mare!<br \/>\nPotrebbe risultare invece pi\u00f9 interessante approfondire il discorso del numero complessivo di domande da cui selezionare i quesiti per i singoli candidati. Nella tornata precedente era, se non sbaglio, intorno alle 5000 unit\u00e0 ed \u00e8 stato opportunamente messo a disposizione dei candidati per orientarne, penso, la preparazione.<br \/>\nUn primo interrogativo: un numero cos\u00ec consistente di quesiti (per ciascuna delle sei aree tematiche superano generalmente le 700 domande) \u00e8 pi\u00f9 orientante o pi\u00f9 dispersivo?<br \/>\nE ancora: se l\u2019obiettivo della prova preselettiva rimane quello di accertare \u201cle conoscenze di base\u201d, non andrebbe forse garantita una maggiore coerenza con l\u2019assunto del Regolamento concorsuale, evitando il nozionismo insensato e soprattutto garantendo che le domande attengano a conoscenze di base?<br \/>\nSe la prima richiesta implicita nel primo interrogativo pu\u00f2 presentare difficolt\u00e0 di gestione in una prova con le finalit\u00e0 richiamate (personalmente, credo per\u00f2 le difficolt\u00e0 non siano poi tante: ci sono \u201cbuone pratiche\u201d della Scuola di Pubblica amministrazione al riguardo, ma anche dell\u2019INVALSI e di alcune Universit\u00e0 che potrebbero offrire sensate soluzioni), decisamente meno problematica appare una risposta positiva alla seconda domanda: ri-scorrendo anche solo velocemente i ben 5000 quesiti del precedente concorso, molto spesso si incorre in quesiti di lana caprina, lontanissimi in non pochi casi dalle problematiche legate alle funzioni del DS.<br \/>\nPerch\u00e9 non circoscrivere allora i quesiti ad ambiti tematici che sanno poco di accademia e di nozioni non significative e privilegiare dati, elementi, concetti, aspetti effettivamente sensati?<br \/>\nIl senso del ragionamento sotteso alle due domande \u00e8 duplice:<br \/>\n\u2022 trasformare la preparazione iniziale attraverso i quiz (\u00e8 inevitabile) nella possibilit\u00e0 di individuare meglio, attraverso le conoscenze che non possono essere tralasciate (quelle da accertare attraverso i quesiti) i filoni tematici \u201cforti\u201d del concorso, da riprendere e approfondire nelle fasi successive. Ovviamente questo non esclude un addestramento alla soluzione dei quesiti che personalmentenon ritengo scandaloso, se ancorato ad una preparazione generale esigente e di spessore;<br \/>\n\u2022 valorizzare non solo la capacit\u00e0 di memorizzazione, ma anhe altre capacit\u00e0 non meno importanti per un concorso come questo: mi riferisco soprattutto a quelle (ma non solo) di correlazione e associazione, di deduzione e ricostruzione mentale di concetti e dati per arrivare alla risposta esatta; capacit\u00e0 queste ultime che certamente si avvalgono della prima, ma che non sono riconducibili in toto ad essa.<br \/>\nSe poi quesiti meno nozionistici e campati in aria possano richiedere pi\u00f9 tempo per la risposta, non credo rappresenti una questione dirimente. Non credo possa essere un problema portare i tempi della prova da un\u2019ora ad un\u2019ora e mezzo. Punto fermo \u00e8 solo quello che i tempi della correzione e attribuzione del punteggio non subiscano dilatazione. Ma l\u2019automaticit\u00e0 di queste operazioni esclude un rischio di questo tipo.<\/p>\n<p>La \u201cpresunzione\u201d che c\u2019\u00e8 dietro le proposte sopra prospettate \u2013 ovviamente da affinare e verificare \u2013 \u00e8 che non solo cos\u00ec si privilegerebbe uno studio meno mnemonico, ma si getterebbe anche un ponte pi\u00f9 solido tra le acquisizioni da maturare per la prova preselettiva e quelle necessarie per la prima formazione di una cultura dirigenziale &#8211; di cui si comincino a cogliere e approfondire specificit\u00e0 e differenze rispetto al \u201cmestiere\u201d di insegnante &#8211; da dimostrare in sede di prove scritte.<\/p>\n<p><strong>Sul secondo nodo (quale analisi dei casi)<\/strong>, la memoria dell\u2019ultimo concorso ci rimanda a procedure e situazioni che sono prova provata di una gestione complessiva dell\u2019intera operazione concorsuale che, se riproposta anche in questo concorso, farebbe correre ulteriori seri rischi alla credibilit\u00e0 dell\u2019amministrazione scolastica e alla conclamata volont\u00e0 governativa di \u201ccambiare verso\u201d, anche sul fronte scolastico.<br \/>\nAnnotavo a suo tempo, sulla base delle varie tracce proposte e di un confronto con \u201cgente del mestiere\u201d, che non era \u201c sempre facile capire il grado di coerenza tra tracce proposte e tipologia di prova indicata nel bando (nel senso che non sempre le tracce proponevano \u201ccasi\u201d da risolvere)\u201d e che l\u2019impressione diffusa era che ogni commissione avesse letto il bando a modo suo, tali e tante erano le difformit\u00e0 rilevabili nelle tracce, sia nel metodo che nel merito della prova\u201d. L\u2019impressione diffura era che fossero in altri termini mancate linee guida e coordinamento generale a livello nazionale anche a proposito della stessa nozione di \u201ccaso\u201d, oltre che di risultato previsto dalla prova. E questo, nonostante il buon lavoro svolto in quella circostanza dalla piattaforma INDIRE.<br \/>\n<strong>Sul terzo nodo<\/strong> infine, riguardante la costituzione e le competenze omogenee delle commissioni. Richiamo al riguardo solo il caso della Lombardia per economia di discorso e perch\u00e9 emblematico rispetto al ragionamento che qui si sta facendo<br \/>\nPer quanto il caso Lombardia costituisca un caso a s\u00e9 (per diversi aspetti) e al di l\u00e0 di quello che \u00e8 realmente accaduto nella gestione dei vari passaggi, gli elementi che qui si intendono mettere sotto osservazione sono le discrepanze clamorose, <strong>e<\/strong> <strong>soprattutto molto diffuse<\/strong>, nella valutazione degli stessi scritti, da parte della seconda commissione rispetto alla prima a cui era subentrata; si tratta in non pochi casi di differenze fino a 15 punti su 30!<br \/>\nQuesta annotazione pone bene in evidenza un elemento di forte problematicit\u00e0 del nostro sistema, di cui tener conto nelle prossime mosse per il concorso: la debolezza diffusa della cultura valutativa anche all\u2019intermo di professionisti della formazione di livello medio alto, quali non possono non essere i commissari nominati per le operazioni concorsuali.<\/p>\n<p>Concludo con una considerazione di carattere generale che riguarda l\u2019idea di ds che il tipo di prove dell\u2019ultimo concorso ha messo in primo piano e che potrebbe essere utile adesso riconsiderare.<br \/>\nLa recupero da una annotazione, ai margini delle prove scritte dell\u2019ultimo concorso, riportata in un articolo del 2012 sulla visione della dirigenza.<br \/>\nQuesto il passaggio che si ripropone: <em>\u201cComunque (\u2026. ) sembra venir fuori come prevalente \u2013 soprattutto nella seconda prova &#8211; l\u2019immagine di un Ds le cui competenze sono generalmente volte a risolvere i molti e complessi problemi che quotidianamente gli si pongono. E, solo in pochi casi, a impostare e affrontare questioni di sviluppo, di promozione, di sperimentazione di nuove pratiche organizzative e didattiche, fondamentali per gestire con profitto le complessit\u00e0 del presente e del prossimo futuro. Anzi, mi sembra che, nelle 34 tracce, questi termini non siano mai stati usati. E neanche la parola \u2018coordinamento\u2019. La qual cosa, in un concorso per DS, fa pensare.\u201d<\/em> (1)<br \/>\nMa qui il discorso si fa ancora pi\u00f9 spesso. E lo si lascia a ragionamenti pi\u00f9 raffinati.<\/p>\n<p>__________________________________________________________________<\/p>\n<h6>(1) <em>A. Valentino, Idea di scuola e immagine del DS nelle prove scritte concorsuali, in: www.scuolaoggi.it e www.pavonerisorse.it.<\/em><\/h6>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Concorso per DS: aspettando il nuovo bando. di Antonio Valentino Entro dicembre dovr\u00e0 essere bandito il prossimo concorso per aspiranti al ruolo di DS. 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