{"id":1061,"date":"2020-06-02T20:16:11","date_gmt":"2020-06-02T18:16:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1061"},"modified":"2020-06-02T20:16:11","modified_gmt":"2020-06-02T18:16:11","slug":"modeste-proposte-per-prevenire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1061","title":{"rendered":"Modeste proposte per prevenire"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1062\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/covid-19-kids-at-school-300x198.png\" alt=\"covid 19 kids at school\" width=\"300\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/covid-19-kids-at-school-300x198.png 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/covid-19-kids-at-school-347x230.png 347w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/covid-19-kids-at-school.png 960w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u00a0<strong>Modeste proposte per prevenire<br \/>\ndi Stefano Stefanel<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0L\u2019emergenza coronavirus non permette di vedere con chiarezza come sar\u00e0 il futuro, sia quello immediato pre-vaccino, sia quello lontano post-vaccino. Alcuni concetti per\u00f2 si sono chiariti, di l\u00e0 da qualsiasi previsione si potesse fare durante la fase pre-pandemica. Riguardano punti cardine della scuola italiana, ma anche della vita sociale e richiedono un\u2019attenta ed equilibrata progettazione per entrare a pieno titolo nel mondo scolastico. <!--more-->Credo possa essere utile guardare avanti e vedere, dentro tutte le possibili prospettive e soluzioni, quali innovazioni possiamo introdurre fin da subito nel sistema scolastico e quali elementi possono aiutare a curvare il sistema scolastico, anche per dare risposte sensate a un futuro vicino, ma ignoto e temibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema scolastico italiano ha tenuto in modo inatteso durante l\u2019emergenza e i docenti di tutti gli ordini scolastici si sono dimostrati categoria molto pi\u00f9 forte, resistente, resiliente, flessibile e concreta di quanto ci si potesse aspettare dall\u2019interno del sistema, ma anche certamente di come supponeva fosse chi la giudicava dall\u2019esterno. C\u2019\u00e8 un\u2019opinione pubblica oggettivamente colpita dal grande senso di responsabilit\u00e0 e dal grande senso dello Stato dimostrato dalla scuola italiana e questo \u00e8 un elemento che va giocato bene in funzione della ripartenza. Da varie parti vengono prospettate possibili soluzioni soprattutto sul rientro a settembre a scuola e, giustamente, non ci si avventura in territori pi\u00f9 lontani, viste le grandi difficolt\u00e0 a definire scenari futuribili dentro una simile e inedita pandemia. Ci sono idee che riguardano gli spazi, i materiali, i distanziamenti, i turni, la didattica, i tempi, ecc.: dentro questa enorme variabilit\u00e0 possono trovare cittadinanza delle considerazioni che aprono al lungo periodo, pur avviandone l\u2019attuazione nel breve periodo. Queste \u201cproposte\u201d possono aiutare a gestire le emergenze immediate e anche a modificare il futuro della scuola italiana. Alcuni di questi argomenti toccano alla base proprio l\u2019organizzazione e la struttura della scuola pre-pandemia e dunque devono essere attentamente studiati per produrre soluzioni aperte verso un futuro che, comunque vada, \u00e8 incerto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Affronto qui quattro argomenti (<em>presenza a scuola<\/em>, <em>edilizia scolastica<\/em>, <em>orario dei docenti e degli ata<\/em>, <em>catena decisionale<\/em>), che dovrebbero essere inseriti dentro una nuova idea di sistema scolastico nazionale, in modo da guidare la ripartenza delle scuole a settembre, condizionando tutto il prossimo anno scolastico al fine di aprire verso scenari futuri e attuabili. Per tutti e quattro gli argomenti consiglio di lasciare un po\u2019 da parte il passato e letto con un po\u2019 di pi\u00f9 di attenzione il futuro: volutamente mi mantengo dentro la sinteticit\u00e0 di un articolo perch\u00e9 intendo indicare solo l\u2019avvio del percorso, lasciando ai decisori la possibilit\u00e0 di tenere conto o meno di quello che scrivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA PRESENZA A SCUOLA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019idea che si possa apprendere solo stando fisicamente sempre a scuola \u00e8 andata in crisi con l\u2019irrompere del <em>lockdown<\/em>, della didattica a distanza, del nuovo concetto di distanziamento fisico, che purtroppo \u00e8 stato spesso anche distanziamento sociale. Le Linee guida del CTS, da poco emanate, indicano comunque l\u2019importanza di rivedere alcuni aspetti sociali legati alle piccole patologie (tosse, raffreddore, influenza, ecc.), cio\u00e8 a tutto quello che veicola contagi. L\u2019emergenza Covid-19 ha fatto comprendere come esiste una vulnerabilit\u00e0 sociale che va di l\u00e0 dalle attese e un mondo che si credeva invincibile e inattaccabile si \u00e8 trovato esposto alle goccioline, capaci di veicolare una pandemia. Anche in futuro sar\u00e0 meglio stare in casa pi\u00f9 spesso, non considerare la scuola come il luogo naturale del contagio (evidenziato dalla frase, sbagliata, propria del senso comune: \u201c<em>A scuola mio figlio si \u00e8 preso di tutto<\/em>\u201d) e bisogner\u00e0 fare in modo che a scuola meno bambini, meno ragazzi, meno docenti e meno personale sia contagiato anche da piccole patologie. Non \u00e8 solo questione di distanze, ma anche di igiene, di assenza di sintomi negativi quando si viene a scuola, di attenzione alle temperature, di misure che attenuino la trasmissione di germi e microbi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Cade cos\u00ec improvvisamente l\u2019idea di eguaglianza, che ha condizionato molta parte della scuola italiana e si rende necessario posizionare il servizio scolastico dentro il concetto di equit\u00e0 ed inclusione, come fa l\u2019ONU nell\u2019Agenda 2030, che nel suo Obiettivo n\u00b0 4, dedicato alla Formazione, scrive: \u201c<em>Fornire un\u2019educazione di qualit\u00e0, equa e inclusiva, e opportunit\u00e0 di apprendimento per tutti<\/em>\u201d. Il passaggio dall\u2019eguaglianza (stessi orari, stessi programmi, stessi giorni di scuola, stessi compiti, stesse interrogazioni, ecc.) all\u2019equit\u00e0 e all\u2019inclusivit\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 iniziato con meccanismi piuttosto farraginosi (PEI per i diversamente abili, PDP per i DSA e i BES, PAI per coloro che hanno un\u2019insufficienza pur essendo promossi,ecc.), ma quella dell\u2019equit\u00e0 sar\u00e0 l\u2019elemento caratterizzante il prossimo anno scolastico, dove chi avr\u00e0 di meno avr\u00e0 diritto ad avere di pi\u00f9. Gli studenti non saranno tutti sempre presenti, forse non saranno neppure sempre tutti insieme, molti seguiranno percorsi individualizzati o personalizzati: cadendo un\u2019idea generica di eguaglianza, che per\u00f2 ha prodotto enormi disparit\u00e0, ci si dovr\u00e0 attrezzare per valutare lo studente dentro il suo percorso \u201cpersonale\u201d o \u201cindividuale\u201d di apprendimento, all\u2019interno di una revisione temporale dei curricoli e delle presenze, con un\u2019attenzione all\u2019uso del BYOD, della didattica a distanza, dei sussidi, dei libri, dei <em>device<\/em>, dell\u2019intelligenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>GLI EDIFICI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019emergenza coronavirus ci ha dato la fotografia di un patrimonio di edilizia scolastica fuori dal tempo, fuori dalle necessit\u00e0 delle scuole, fuori da qualsiasi protocollo di distanziamento fisico, difficile da igienizzare, pensato per una scuola vecchia. Per paradosso sono pi\u00f9 attrezzati per il futuro i vecchi e giganteschi edifici dell\u2019Ottocento o dei primi del Novecento con le grandi aule, i grandi corridoi, i grandi \u201cspazi inutili\u201d, piuttosto che gli edifici di ultima generazione con aule piccole per tanti studenti e tutto utilizzato oltre la capienza in classi sempre troppo numerose per spazi sempre troppo angusti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Quello che pi\u00f9 mi stupisce \u00e8 che non vedo partire nessuna progettualit\u00e0: i soldi del MES per l\u2019emergenza sanitaria potrebbero permettere di costruire immediatamente tante nuove scuole capaci di garantire i distanziamenti (se serve) e l\u2019adattabilit\u00e0 alla didattica in modo da poter sempre tutelare la salute degli studenti. Invece vedo venire avanti richieste solo minimali di \u201c<em>fare lavori quest\u2019estate<\/em>\u201d, cio\u00e8 di adeguare il vecchio al vecchio, dando alle scuole, in cui sono fatti questi lavori pensati prima dell\u2019emergenza, una dote di altri cinquant\u2019anni di spazi inadeguati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ritengo, invece, dovrebbero essere percorse due strade parallele:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>a) Reperire da subito spazi pubblici e privati per dare alle scuole la possibilit\u00e0 di distanziare i propri studenti, rendendo meno angusta la convivenza in classe di 27,28 e pi\u00f9 studenti dentro spazi pensati per 20 studenti, di attivare una grande alleanza sociale col territorio che metta la scuola al primo posto o e permetta di portare avanti il servizio scolastico dentro luoghi pubblici e privati capaci di contenere molte persone. Faccio due esempi \u201cnazionali\u201d: il Lingotto a Torino e i giganteschi Musei sempre deserti all\u2019Eur a Roma. Ma potrei fare una miriade di esempi per tutte (dico proprio tutte) le localit\u00e0 italiane.<\/li>\n<li>b) Avviare un grande progetto di <em>Scuole Green<\/em>, ecocompatibili, con risparmio energetico, con molte possibilit\u00e0 di modifiche modulari interne da affiancare agli edifici tradizionali: tutto questo dovrebbe mettere fine allo scempio di scuole statali che vivono in locazioni private in edifici pensati per altro e alle scuole che continuano a stare dentro edifici non a norma. Faccio un solo un esempio: il Liceo scientifico \u201cLeonardo da Vinci\u201d di Sora (Frosinone) \u00e8 un Liceo di altissimo livello che sta in locazione in un edificio privato inadatto alla scuola e ci sta da moltissimi anni. Questa nuova progettazione di cui parlo non pu\u00f2 essere realizzata dagli Enti Locali con progetti propri, ma deve avere nel team di progetto anche la rappresentanza della scuola interessata per pensare e realizzare scuole che rispondano realmente alle esigenze della didattica e della connettivit\u00e0 legata alla didattica, argomenti che sono totalmente sconosciuti a progettisti e uffici tecnici.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ritengo, quindi, sia necessaria una duplice alleanza: con gli enti locali e i soggetti pubblici e privati per aumentare gli spazi a disposizione delle scuole nel prossimo anno scolastico e con gli stessi soggetti per avviare una progettazione di sistema per le scuole, aperta al futuro che ci ha travolto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019ORARIO DI DOCENTI E ATA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il dibattito che sta venendo avanti con ipotesi pi\u00f9 o meno realizzabili (ore di 40 minuti, classi divise per due o per tre, azioni in presenza distanziati e a distanza con la multimedialit\u00e0, ecc.) impongono un ripensamento dell\u2019orario del personale, visto che quello del dirigente scolastico proprio non c\u2019\u00e8. Credo sia il caso di dirlo che i dirigenti scolastici hanno lavorato senza pause e senza soste, anche nei giorni di festa, senza distinzione tra presenza e <em>smart working<\/em>, sempre connessi, sempre attivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019attuale spacchettamento dell\u2019orario dei docenti (ore di insegnamento; ore funzionali obbligatorie; ore per supplenze; ore non contabilizzate per preparare le lezioni, per\u00a0 correggere gli elaborati, per valutare; ore per gli esami, ore per l\u2019accompagnamento alle uscite e ai viaggi, ecc.) mi pare sia poco funzionale sia rispetto a quanto accaduto (riunioni <em>on line<\/em> e didattica a distanza: tutto questo \u00e8 stato un grande esempio di lavoro, di devozione, di impegno e di sperimentazione), sia rispetto a quello di cui ci sar\u00e0 bisogno. Io penso sia arrivato il momento di riconoscere con un numero chiaro e semplice qual \u00e8 l\u2019impegno complessivo annuale dei docenti lasciando poi alla scuola la loro declinazione. Non spetta a me indicare il numero esatto delle ore annuali (a occhio e croce dico che potrebbero essere pi\u00f9 o meno 1250), ma in questo orario senza distinzione farei ricadere tutte le ore che servono, appunto, per l\u2019insegnamento, per la funzionalit\u00e0, per gli esami, per la valutazione degli studenti, per l\u2019accompagnamento nelle uscite e nei viaggi, per la correzione dei compiti e la preparazione degli elaborati, per le supplenze orarie, per il ricevimento genitori, ecc.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019articolo 21, comma 8 della legge n\u00b0 59 del 15 marzo 1997 (Bassanini uno) spiega chiaramente come si potrebbe fare: \u201c<em>L&#8217;autonomia organizzativa \u00e8 finalizzata alla realizzazione della flessibilit\u00e0, della diversificazione, dell&#8217;efficienza e dell&#8217;efficacia del servizio scolastico, alla integrazione e al miglior utilizzo delle risorse e delle strutture, all&#8217;introduzione di tecnologie innovative e al coordinamento con il contesto territoriale. Essa si esplica liberamente, anche mediante superamento dei vincoli in materia di unit\u00e0 oraria della lezione, dell&#8217;unitariet\u00e0 del gruppo classe e delle modalit\u00e0 di organizzazione e impiego dei docenti, secondo finalit\u00e0 di ottimizzazione delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche, materiali e temporali, fermi restando i giorni di attivit\u00e0 didattica annuale previsti a livello nazionale, la distribuzione dell&#8217;attivit\u00e0 didattica in non meno di cinque giorni settimanali, il rispetto dei complessivi obblighi annuali di servizio dei docenti previsti dai contratti collettivi che possono essere assolti invece che in cinque giorni settimanali anche sulla base di un&#8217;apposita programmazione plurisettimanale<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo monte ore programmabile per i giorni di scuola o d\u2019esame garantirebbe un utilizzo delle risorse dove \u00e8 necessario, lasciando giustamente a casa (e in pace) i docenti quando non ci sono cogenti obblighi scolastici. Darebbe, inoltre, la possibilit\u00e0 alle scuole di modulare tempi e orari con progettazioni chiare che mettano il docente nella possibilit\u00e0 di realizzare sia attivit\u00e0 seriali (cio\u00e8 con lo stesso orario tutto l\u2019anno), sia attivit\u00e0 legate alle necessit\u00e0 della realizzazione del PTOF, sia attivit\u00e0 progettuali. Credo che l\u2019anno scolastico 2020\/21 potrebbe essere quello sperimentale e potrebbe indicare un nuovo modo di intendere la funzione docente, legando questo nuovo modello anche ad un rinnovo contrattuale con i giusti aumenti, legati all\u2019evidente risparmio di sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Allo stesso modo ritengo che l\u2019orario degli ata vada declinato su base plurisettimanale a fronte di un monte ore annuale in modo da rispondere alle reali esigenze del servizio e non alla necessit\u00e0 della presenza comunque. Tutto questo nel rispetto dei tempi di lavoro, di una programmazione condivisa, di carichi di lavoro equi, di analisi dei bisogni, degli spazi, delle esigenze pi\u00f9 proprie della scuola (didattica, formazione, valutazione).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>CATENA DECISIONALE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019emergenza coronavirus ha evidenziato come la catena decisionale anche nelle scuole debba essere pi\u00f9 snella, partecipata, effettiva, efficiente, efficace. I vecchi Organi collegiali devono andare in soffitta per fare posto a strumenti veloci che permettano di verificare le volont\u00e0 collegiali e confluire in decisioni chiare e tempestive, per far fronte a tutti i problemi. E\u2019 diventato evidente a tutti che l\u2019assemblearismo declaratorio e la puntuale adesione a vecchie strutture decisionali poco aiuta in una situazione critica dove le responsabilit\u00e0 alla fine cadono su una persona sola (sicurezza, privacy, organizzazione del lavoro, attivit\u00e0 negoziale, attivit\u00e0 contrattuale, controllo degli orari, piani delle attivit\u00e0, gestione amministrativa, ecc.). Credo sia necessario che le scuole si diano una propria <em>governance<\/em> nel rispetto delle responsabilit\u00e0 monocratiche del dirigente e del coinvolgimento di tutta la comunit\u00e0 scolastica nelle decisioni comuni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La trita polemica sui \u201c<em>pi\u00f9 poteri ai presidi<\/em>\u201d che fa il paio con quella sui \u201c<em>troppi poteri ai presidi<\/em>\u201d nulla riesce pi\u00f9 a dire sulla realt\u00e0 della scuola dentro l\u2019emergenza e dentro la societ\u00e0. Laddove ci sono responsabilit\u00e0 monocratiche i poteri devono essere monocratici, laddove \u00e8 necessaria una progettualit\u00e0 d\u2019insieme devono essere solo fissate linee generali di organizzazione lasciando che le scuole strutturino la propria catena decisione come \u00e8 necessario nel contesto in cui operano. E\u2019 noto a tutti che i rapporti con gli enti locali, i soggetti istituzionali, i soggetti privati non sono uguali e omogenei in tutta Italia e, dunque un unico sistema di governo della scuola, pensato per la scuola e la societ\u00e0 di cinquanta anni fa, non regge pi\u00f9 gli avvenimenti, il loro corso, la loro velocit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00b0\u00b0\u00b0\u00b0\u00b0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le mie sono solo modeste proposte per prevenire, aperte al dibattito (se ci sar\u00e0) e modificabili (magari in meglio).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Modeste proposte per prevenire di Stefano Stefanel \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0L\u2019emergenza coronavirus non permette di vedere con chiarezza come sar\u00e0 il futuro, sia quello immediato pre-vaccino, sia quello lontano post-vaccino. 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