{"id":1073,"date":"2020-09-04T17:09:57","date_gmt":"2020-09-04T15:09:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1073"},"modified":"2020-09-04T17:09:57","modified_gmt":"2020-09-04T15:09:57","slug":"ripartire-decisamente-si-ma-bene","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1073","title":{"rendered":"Ripartire: decisamente s\u00ec. Ma bene."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1074\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/restart.jpg\" alt=\"restart\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/restart.jpg 225w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/restart-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/>Ripartire: decisamente s\u00ec. Ma bene.<br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\">di Antonio Valentino<\/span><\/em><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><strong>Se la ricostruzione comincia dalla scuola\u2026<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Sono confortanti tutti questi pronunciamenti per la riapertura della scuola e la parola d\u2019ordine che \u2018non una sola ora di lezione si perda pi\u00f9\u2019.<\/p>\n<p>Mai la scuola aveva avuto tanti <em>fan<\/em> di ogni colore politico e tanti riconoscimenti della sua importanza. Strano che non sia stato ancora coniato lo slogan <em>Scool First<\/em>. Ma forse solo perch\u00e9 va forte ancora la disputa accesa sulle misure di sicurezza, con tutti i suoi sviluppi quotidiani da prima pagina.<\/p>\n<p>Per carit\u00e0, la individuazione di misure appropriate, di problemi ne pone; e certamente i problemi legati alla sicurezza sanitaria \u2013 causa pandemia &#8211; sono assolutamente inediti. Ma una gestione cos\u00ec sconfortante &#8211; e per giunta arretrata &#8211; di questa emergenza era forse prevedibile, ma non a questi livelli.<!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non a caso ho parlato prima di <em>gestione arretrata<\/em>. In quanto fatta di parole d\u2019ordine che, se giustamente richiamano l\u2019importanza e la necessit\u00e0 di riaprire le scuole, non riescono ad andare oltre. Il Presidente Conte ha parlato, da par suo, di \u2018imperativo assoluto\u2019 e la Ministra, ormai <em>convertita<\/em>, dopo aver chiuso la scuola per pi\u00f9 di sei mesi, ha ripetuto il <em>refrai<\/em>n, senza porsi le domande giuste sui mali cronici della nostra scuola che l\u2019emergenza da Covid ci ha gettato sotto gli occhi \u2013 e in qualche caso ha accresciuto in modo netto e drammatico.<\/p>\n<p><strong>Certamente <em>aprire<\/em> \u00e8 una <em>\u00a0priorit\u00e0<\/em> assoluta; ma non meno importante \u00e8 sapere come e con quali prospettive dare un senso all\u2019apertura<\/strong>.<\/p>\n<p>Certamente, considerata l\u2019importanza, sotto il profilo sociale e culturale, di riprendere una normalit\u00e0 di rapporti tra insegnanti e studenti, tra scuola e famiglie &#8211; bene si \u00e8 fatto a fissare la data della ripresa delle lezioni senza tentennamenti. Ma quale attenzione si \u00e8 riservata al <em>partire bene<\/em>? Favorendo, ad esempio, la consapevolezza non generica dei problemi che l\u2019emergenza ha messo sotto gli occhi di tutti? Problemi che nascono, in buona parte, da un <em>prima<\/em> fatto di ritardi cronici, diffuse arretratezze culturali e professionali, di diseguaglianze tra <em>i nord<\/em> del Paese e <em>i suoi tanti sud<\/em> che si collocano anche nel <em>nord geografico,<\/em> e che evidenziano ritardi e incongruenze su aspetti importanti del fare scuola.<\/p>\n<p>A partire \u2013 vale la pena ripeterseli &#8211;<\/p>\n<ul>\n<li>da curricoli e competenze in uscita ormai disancorati dalle grandi rivoluzioni della nostra epoca,<\/li>\n<li>da didattiche e metodologie ancora centrate in prevalenza sull\u2019insegnamento frontale e in molti casi non adeguatamente \u2018attrezzate\u2019 di cultura digitale,<\/li>\n<li>da relazioni e clima in cui la centralit\u00e0 di chi apprende \u00e8 in molti casi un obiettivo difficile da centrare,<\/li>\n<li>da spazi di apprendimento e da un patrimonio edilizio ormai fuori dal tempo e da tecnologie digitali spesso obsolete o mancanti,<\/li>\n<li>da un profilo docente ancora caratterizzato da autoreferenzialit\u00e0 e separatezza.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Evidenze e problemi che non diventano ancora per\u00f2 consapevolezze diffuse.<\/p>\n<p>Tra questi, se ne vuole richiamare soprattutto una che \u00e8 emersa con particolare urgenza dall\u2019inizio della pandemia: quella delle molte situazioni di studenti e famiglie che non hanno potuto \/ saputo collegarsi con i loro insegnanti per partecipare alle lezioni a distanza. Si parla del 15-20% &#8211; della popolazione scolastica, ma \u00e8 da presumere che il dato della rilevazione \u00e8 per difetto. In ogni caso si tratta di un numero enorme di studenti (dal milione e mezzo ai 2 milioni) che ha vissuto la scuola come istituzione lontana, difficile da raggiungere, anche dove non \u00e8 mancato l\u2019impegno dei docenti. Ne conosciamo le cause &#8211; anche perch\u00e9 si tratta di casi vissuti come problematici gi\u00e0 prima del Covid-19 &#8211; di fronte ai quali le strategie messe in campo dalle scuole si sono dimostrate inadeguate. Povert\u00e0 educativa &#8211; associata spesso a povert\u00e0 economica, sfiducia, disagi familiari, emigrazione &#8211; hanno vanificato anche l\u2019impegno di quei dirigenti e docenti che pure hanno teso a creare contatti personali e fornito strumenti opportuni per favorire una \u2018offerta\u2019 accettabile.<\/p>\n<p>Quella vista in questi mesi, raccontata in altri termini, \u00e8 l\u2019immagine di un servizio scolastico che ancora mal si posiziona dentro una idea convinta di uguaglianza e quindi di equit\u00e0 ed inclusione<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong>A proposito delle nuove consapevolezze da sviluppare.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Con riferimento alle emergenze riportate in evidenza dalla pandemia, la questione pi\u00f9 immediata, che soprattutto gli istituti superiori si trovano ad affrontare prima dell\u2019apertura generalizzata delle scuole, riguarda, come \u00e8 noto, le attivit\u00e0 previste da una specifica <em>Ordinanza ministeriale del 16 maggio<\/em> scorso (prevista dal DL n.22\/2020); con la quale si fa obbligo alle scuole di pianificare tali attivit\u00e0, per offrire agli studenti , con la riapertura delle scuole (1 settembre), sia percorsi\u00a0 \u2018individualizzati\u2019 di \u2018recupero\u2019 nelle materie in cui erano state rilevate insufficienze negli scrutini di giugno (PAI), sia attivit\u00e0 di \u2018integrazione degli apprendimenti\u2019, che la pandemia non aveva permesso di affrontare nel secondo quadrimestre. Nell\u2019Ordinanza, come \u00e8 noto, si parla distintamente di Piani individualizzati di apprendimento (PIA), sia di Piano di integrazione degli apprendimenti (PIA).<\/p>\n<p>Ma, a rileggerla &#8211; l\u2019Ordinanza -, \u00e8 difficile trovare riferimenti ad una chiara consapevolezza sulle questioni emerse, da cui far derivare impegni precisi. Consapevolezza che avrebbero richiesto, in primo luogo,\u00a0 attenzione prioritaria alle risorse professionali e finanziarie\u00a0 necessarie\u00a0 per pianificare e organizzare gli interventi previsti.<\/p>\n<p>Si ha l\u2019impressione invece di trovarsi di fronte pi\u00f9 a un documento volto a giustificare la scelta della promozione generalizzata degli studenti alla classe successiva &#8211; criticata da settori influenti della scuola e da fette di opinione &#8211; che di un atto di indirizzo finalizzato a evidenziare il senso dell\u2019operazione proposta e renderne possibile la realizzazione migliore.<\/p>\n<p>A riprova pu\u00f2 essere portato il comportamento della Ministra, che dopo alcune iniziali dichiarazioni difensive su tale Ordinanza &#8211; volte soprattutto a magnificare e a nobilitare la ragione della sua scelta \u2018di rigore\u2019 &#8211; ha preferito, nelle numerose interviste e apparizioni televisive di questi mesi, puntare tutto e solo sulle questioni\u00a0 della sicurezza, regalandoci descrizioni appassionate sulle diverse tipologie di metri per il distanziamento nelle scuole, piuttosto che sul tipo di banchi (si \u00e8 capito che lei ama quelli a rotelle) o sul miracoloso plexiglass; o ancora &#8211; e soprattutto\u00a0 &#8211; sull\u2019algoritmo da applicare alla misurazione degli spazi, che avrebbe risolto <em>d\u2019embl\u00e8e,<\/em> dentro le aule, e anche fuori e altrove, tutti i problemi della ripartenza.<\/p>\n<p>Ovviamente \u2013 e su questo non ci piove &#8211; la sicurezza sanitaria \u00e8 una condizione primaria. Ma se essa continua a essere l\u2019unica preoccupazione, tra l\u2019altro ingigantita in misura tale da oscurarne il senso e le finalit\u00e0, allora vuol dire che qualcosa non gira per il verso giusto. Con il rischio che gi\u00e0 i corsi di recupero e integrazione curricolare delle due prime settimane di settembre, previste dall\u2019Ordinanza, diventino pannicelli caldi per qualche ulteriore illusione.<\/p>\n<p>Tra l\u2019altro, su tali corsi c\u2019\u00e8 in ballo una <em>controversia Amministrazione-Sindacati<\/em> che rischia di rendere ancora pi\u00f9 incerto il clima. \u00c8 di alcuni giorni fa, 26 agosto, l\u2019Ordinanza a firma del dott. Bruschi che, a proposito dei Piani di recupero e integrazione, chiarisce che le attivit\u00e0 in essi previste, \u201cdebbano intendersi quale attivit\u00e0 didattica e quindi non retribuibili \u201ccon emolumenti di carattere accessorio\u201d. \u2018Alveo degli adempimenti contrattuali ordinari\u2019 a parte, quello che non si capisce \u00e8 perch\u00e9, su un caso come questo, certamente destinato a introdurre <strong>\u2013 <\/strong>in una situazione delicata e particolarmente pesante &#8211; ulteriori motivi di dissapori e conflitti, non si sia voluto puntare a chiarimenti e ricomposizione nei mesi precedenti. Tanto che uno si chiede: Ma per\u00a0 casi come questi, non c\u2019\u00e8 l\u2019ARAN \u2013 e il buon senso e l\u2019opportunit\u00e0 -?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong>Il Piano scuola 2020-2021: occasione per ridisegnare il POFT e programmare il nuovo a.s. sulle priorit\u00e0 evidenziate nel periodo della DaD. <\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Allargando poi\u00a0 lo sguardo dai <em>Piani<\/em> previsti dell\u2019Ordinanza del maggio scorso alla ripresa generale dell\u2019attivit\u00e0 didattica, appare evidente che l\u2019attenzione andrebbe posta sulla ricerca di un clima di riflessione e condivisione, <em>in primis<\/em> dentro le scuole, delle consapevolezze che l\u2019emergenza sanitaria ha sollecitato, per mettere a punto un nuovo patto formativo tra tutti gli attori in campo.<\/p>\n<p>Ma la sensazione \u00e8 che sembrano mancare, per una operazione di questo tipo, segnali attendibili dallo stesso Ministero. Ne \u00e8 segnale, a suo modo preoccupante, il Decreto ministeriale del 26 giugno sul <em>Piano Scuola 2020-2021<\/em>.<\/p>\n<p>Tale Decreto viene presentato come documento per la pianificazione delle attivit\u00e0 per il 2020-2021, che certamente sar\u00e0 ancora segnato dal COVID\u201319. Ma nel documento poco si colgono le aspettative \u2013 e quindi le misure e gli investimenti \u2013 che gi\u00e0 da alcuni mesi hanno cominciato a delinearsi da pi\u00f9 parti nel dibattitto sulla scuola.<\/p>\n<p>Vi prevale invece lo <em>stile esortativo<\/em> delle migliori occasioni (\u201cvalorizzare le forme di flessibilit\u00e0 derivanti dall\u2019Autonomia scolastica\u201d, \u201caggiornare il POFT con i PIA e PAI\u201d, \u201cstudiare <em>gli accomodamenti ragionevoli\u201d<\/em> per una gestione all\u2019altezza della situazione degli alunni con disabilit\u00e0, riorganizzare, migliorare e valorizzare eventuali spazi presenti nelle scuole\u201d); e si richiamano\u00a0 e si mettono ben in fila, alla fine del documento, azioni e strumenti per la ripartenza; ma solo quelli a carico delle scuole.<\/p>\n<p>Il ruolo dell\u2019Amministrazione &#8211; la sua parte in termini di condizioni da costruire direttamente e di risorse e supporti da garantire &#8211; \u00e8 visibilmente riservato invece a impegni e attenzioni sostanzialmente ordinarie. Solo nei capitoli dedicati alla <em>Formazione<\/em> e al <em>Piano scolastico per la didattica digitale<\/em> (e, in quest\u2019ottica, al Piano scolastico per la <em>didattica integrata<\/em>) si coglie pi\u00f9 attenzione alle condizioni richieste sui due fronti; anche se la \u2018visualit\u00e0\u2019 complessiva appare ancora piuttosto miope.<\/p>\n<p>Mi riferisco all\u2019assenza di richiami alle <em>forme<\/em> stimolanti del fare formazione, previste dal Contratto Integrativo del novembre scorso, quali: la <em>formazione tra parie dentro gruppi di approfondimento e miglioramento e attraverso attivit\u00e0 laboratoriali, la formazione di ricerca ed innovazione didattica e la ricerca-azione.<\/em><\/p>\n<p><em>Forme<\/em> importanti perch\u00e9 configurano modalit\u00e0 formative tese 1. a sviluppare \u2013 con opportuni supporti esterni &#8211; competenze professionali soprattutto <em>sul campo<\/em> (all\u2019interno cio\u00e8 del proprio ambiente di lavoro e in coerenza coi bisogni formativi dei propri studenti); 2.\u00a0 a privilegiare non solo la dimensione collegiale della formazione, ma anche il protagonismo dei soggetti coinvolti (degli insegnanti in primo luogo). Prospettiva in gran parte da costruire dentro le scuole e tra le scuole, che ripropone essa stessa l\u2019interrogativo: \u201cE il ruolo di indirizzo e garanzie di condizioni, da parte dell\u2019Amministrazione Centrale?\u201d.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Quello che comunque appare fondamentale per questi primi mesi \u00e8 che<em> il Piano scuola del 2020-2021 e il Piano di formazione di Istituto (PFI)<\/em> diventino occasione speciale per dare coerenza &#8211; valorizzando al meglio gli spazi dell\u2019autonomia &#8211; al discorso delle priorit\u00e0 dell<em>\u2019essere e fare scuola<\/em> in questa fase e attrezzarsi per dargli gambe.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> L\u2019ONU nell\u2019Agenda 2030, nel suo Obiettivo n\u00b0 4, dedicato alla Formazione, scrive: \u201c<em>Fornire un\u2019educazione di qualit\u00e0, equa e inclusiva, e opportunit\u00e0 di apprendimento per tutti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ripartire: decisamente s\u00ec. 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