{"id":1084,"date":"2020-09-19T17:50:45","date_gmt":"2020-09-19T15:50:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1084"},"modified":"2020-09-19T17:50:45","modified_gmt":"2020-09-19T15:50:45","slug":"dress-code-in-classe-con-classe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1084","title":{"rendered":"Dress Code: in classe con classe"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1085\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/dress-code-300x168.png\" alt=\"dress-code\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/dress-code-300x168.png 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/dress-code-408x230.png 408w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/dress-code.png 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Dress Code: in classe con classe<br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\">di Rossella De Luca<\/span><\/em><\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00c8 noto che la scuola ha avuto, ha e presumibilmente &#8211; purtroppo &#8211; avr\u00e0 problemi pi\u00f9 seri di cui occuparsi (COVID a parte, ma questo \u00e8 un altro discorso), eppure qualcosa significher\u00e0 il fatto che ogni anno, complice l\u2019afa estiva, si verifichino episodi legati alla \u201clibert\u00e0 di espressione\u201d intesa quale libert\u00e0 di indossare ci\u00f2 che pi\u00f9 piace a prescindere dai contesti.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono degli ultimi giorni gli episodi verificatisi in un liceo romano (dove all\u2019invito di una docente a qualche studentessa di indossare abiti meno succinti, le allieve hanno risposto organizzando \u201cla rivolta delle minigonne\u201d, protesta che ha dato avvio ad un\u2019indagine del Ministero tramite l\u2019Ufficio scolastico regionale del Lazio), cos\u00ec come in Francia (dove la protesta, partita dal liceo Borda di Boulogne-sur-Mer, si \u00e8 allargata a molti istituti francesi in cui erano stati banditi <em>crop top<\/em> e gonne corte perch\u00e9 considerati provocanti, capi di abbigliamento che invece le studentesse hanno continuato ad indossare come forma di protesta, determinando l\u2019intervento del ministro dell&#8217;Istruzione Rebecca Amsellem\u00a0 che ha affermato &#8220;In troppi pensano ancora che una scollatura profonda danneggi l&#8217;ordine pubblico o che le idee femministe mettano in pericolo lo Stato&#8221;).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Storie, insomma, che si verificano in ogni parte del nostro variegato mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altrettanto spesso capita che solerti dirigenti scolastici producano circolari per ricordare le essenziali norme per contrastare la cattiva abitudine di molti allievi (e di qualche docente) di entrare in classe in tenuta poco consona all\u2019ambiente scolastico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Shorts, infradito, canotte, minigonne, complice il caldo che fino a ottobre accompagna le lezioni in buona parte del nostro Paese, cominciano a fare la propria comparsa con la ripresa delle lezioni e, con buona pace del buonismo che per anni ha contagiato il bel Paese, si registrano abitudini che poco hanno a che vedere con l\u2019eleganza e il buon gusto e talora rasentano addirittura la sconvenienza. Certo non sar\u00e0 l\u2019abbigliamento a salvare la scuola o a determinare un\u2019inversione di tendenza nel modo di concepire e vivere l\u2019istituzione, dall\u2019interno o dall\u2019esterno, ma l\u2019educazione passa anche attraverso questo aspetto, che denota attenzione e rispetto per s\u00e9 e per gli altri: se \u00e8 vero che noi siamo anche quello che sembriamo, la dimensione estetica della sfera pubblica, nell\u2019era della comunicazione e dell\u2019immagine, comunica e veicola messaggi importanti e forse pu\u00f2 essere di aiuto nel fronteggiare un abbrutimento dei comportamenti e una deriva dei rapporti interpersonali che stanno assumendo dimensioni allarmanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A conferma che la forma \u00e8 spesso anche sostanza (non solo nell\u2019abbigliamento), mentre in passato gli inviti dei dirigenti scolastici hanno suscitato qualche consenso, ma pi\u00f9 spesso hanno sollevato un polverone di critiche (con studenti che prima trasgredivano le istruzioni impartite, poi si atteggiavano a vittime, ostentando il timore di poter divenire oggetto di sanzioni disciplinari, perch\u00e9 la colpa deve sempre finire fuori dallo stretto e scomodo recinto della responsabilit\u00e0 personale), particolare successo ha riscosso qualche anno fa la comunicazione, permeata di senso dell\u2019umorismo e garbata ironia, di una DS vicentina:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">AGLI STUDENTI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A beneficio di tutti si ricorda che l&#8217;importanza del dress code non \u00e8 avvertita come esigenza pressante solo al momento di entrare in discoteche, pub, club, feste private o affini ma anche \u2013 anzi, soprattutto \u2013 al momento di frequentare quel diverso (ed assai pi\u00f9 importante) tipo di locali, anche noti come &#8220;locali scolastici&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed infatti, chiunque debba, con pi\u00f9 o meno piacere, condividere una considerevole parte del proprio tempo settimanale in questi ambienti comuni a tutti, \u00e8 chiamato, per rispetto del luogo istituzionale e delle persone (voi studenti in primis) che ci lavorano, a rispettare un preciso <em>dress code<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si badi bene che non si tratta n\u00e9 di imporre uniformi, n\u00e9 di porre limiti alla creativit\u00e0 modaiola di alcuni, n\u00e9, tantomeno, di impedire di esprimere le individualit\u00e0 di ciascuno mediante la scelta delle <em>mises<\/em> pi\u00f9 originali, quanto, piuttosto, di continuare a svolgere \u2013 anche in questo caso \u2013 la primaria funzione della Scuola: educare. Educare, nello specifico, all&#8217;eleganza. Dal latino <em>eligere<\/em> (scegliere), l&#8217;eleganza \u00e8 la capacit\u00e0 di scegliere, tra pi\u00f9 alternative possibili, la sola adatta al caso concreto. Non a caso si tratta di un concetto estremamente affine a quello di etica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed allora, cos\u00ec come un uomo in smoking, o una donna in abito da sera, non necessariamente saranno i pi\u00f9 eleganti laddove l&#8217;occasione non richieda un abbigliamento del genere, nessuno di voi &#8211; <em>rectius<\/em> di noi &#8211; sar\u00e0 elegante qualora dovesse vestirsi in maniera non consona al luogo\/locale in cui si trova. Una Scuola, appunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A titolo meramente esemplificativo: a Scuola gli infradito non sono eleganti. In spiaggia, magari, s\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Scuola una minigonna non \u00e8 elegante. In discoteca, magari, s\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Scuola, un pantalone corto non \u00e8 elegante. E non lo \u00e8 da nessun&#8217;altra parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Scuola, far vedere le ascelle non \u00e8 elegante. Dal dottore, magari, s\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Scuola, mostrare le proprie mutande mentre si cammina per i corridoi non \u00e8 elegante. Se si dovesse diventare testimonial di qualcuno, magari, s\u00ec.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da ultimo \u2013 certa di essere stata sufficientemente chiara sul comportamento che ognuno di noi sar\u00e0 chiamato a tenere nel corso dei rimanenti giorni dell&#8217;anno scolastico che ci separano dalle giustamente desiderate vacanze \u2013 mi permetto di prevenire qualsiasi possibile istanza avente ad oggetto la pretesa percezione di temperature subsahariane che potrebbero, nell&#8217;ottica di qualcuno, fungere da giustificazione a scelte di abbigliamento pi\u00f9 adatte ad una spiaggia che non ad una Scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abbiamo la fortuna di vivere in una zona del mondo beneficiata dal cos\u00ec detto clima temperato mediterraneo: senza entrare nello specifico, estati secche ed inverni miti. C&#8217;\u00e8 di peggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualora doveste mai frequentare scuole situate in zone di clima equatoriale, ne potremo riparlare. Al momento, no<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saluti &#8220;calorosi&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Firmato:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Dirigente Scolastico XY<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Una ventata di freschezza, questa circolare della DS vicentina, sull\u2019importanza del modo di vestire in ambiente scolastico. Si comprende chiaramente come non si tratti di voler essere anacronistici o reazionari: non bisogna confondere lo stile con l\u2019autoritarismo e soprattutto si deve essere consapevoli che l\u2019educazione passa per vari canali e tra questi anche quello dell\u2019abbigliamento, segno &#8211; come si diceva &#8211; di rispetto per se stessi e per gli altri, ma anche verso l\u2019istituzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi che \u201cla vita bassa\u201d sembra essere diventata metafora dei nostri tempi e della condizione umana, sempre pi\u00f9 spesso i regolamenti di istituto devono ricordare agli alunni di tenere un comportamento corretto e un abbigliamento decoroso, \u201cnecessari anche all\u2019affermazione del dialogo educativo tra le componenti scolastiche, nel rispetto dei reciproci ruoli e compiti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non si tratta (per carit\u00e0!) di rimpiangere i tempi in cui si indossava la divisa, ma nemmeno si pu\u00f2 passivamente continuare ad accettare che ogni tentativo di dettare una regola sia considerato un attentato alla libert\u00e0, alla libera espressione di se stessi, alla democrazia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fino al secondo dopoguerra, infatti, il problema non esisteva: si andava a scuola in divisa o indossando un\u2019uniforme, obbligatoria per gli studenti e in alcuni casi anche per i docenti. La divisa era segno di ordine e di pulizia. In effetti, ancora oggi essa pu\u00f2 servire a dare un&#8217;indicazione del rango sociale, della classe cui un individuo appartiene, della sua professione (per esempio il camice bianco per il medico o la divisa di diverso colore per i militari appartenenti ai vari corpi), la religione (l&#8217;hijab per le donne musulmane, la tunica e il velo per le suore), lo stato civile (per esempio la fede nuziale nei Paesi occidentali). Molti ancora oggi ne sostengono il valore, in quanto essa a scuola annullerebbe le differenze sociali e rappresenterebbe un tangibile segno di uguaglianza, dal momento che consente anche a chi non pu\u00f2 permettersi abiti costosi e firmati di non sentirsi inferiore. Ma non \u00e8 questo quello che ora interessa sottolineare: nel tempo l\u2019introduzione di nuovi stili di insegnamento, di nuove teorie in ambito pedagogico-didattico (socio-costruttivismo, ricerche sullo sviluppo delle intelligenze), di un modello meno autoritario nel rapporto insegnante-allievo ha pian piano condotto all\u2019abbandono della divisa. Eppure ancora oggi sono molti a sostenere che le politiche scolastiche che tuttora suggeriscono l\u2019adozione di un determinato tipo di abbigliamento uguale per tutti abbiano dei risvolti positivi: contribuirebbe a migliorare l\u2019ordine e la disciplina (termini oramai non pi\u00f9 di moda), ridurrebbe la stratificazione sociale tra gli alunni, almeno la parte \u201cvisibile\u201d, permetterebbe di conseguire migliori risultati scolastici, diminuirebbe il tasso di assenteismo e farebbe calare il logoramento dei docenti. In assenza di evidenze scientifiche, per\u00f2, meglio soprassedere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, gli inviti al decoro e alla cura del proprio aspetto in ambito scolastico non possono pi\u00f9 essere ignorati o snobbati: non si tratta, a ben vedere, di un adempimento burocratico, ma \u00e8 un modo per richiamare a un dialogo aperto e sincero con alunni e famiglie, senza \u201c<em>laissez faire, laissez passer<\/em>\u201d, senza quel permissivismo che per anni ha caratterizzato la vita della scuola e che non sembra aver prodotto grandi modelli di civilt\u00e0. Il richiamo non \u00e8, dunque, solo questione di <em>bon ton<\/em>, non ha solo un valore estetico, ma etico, in un contesto in cui ogni tentativo di dare una regola sembra essere considerato un attentato alla libert\u00e0. Certo non sar\u00e0 solo e semplicemente un abito a produrre un\u2019inversione di tendenza nel modo di concepire la scuola, n\u00e9 si tratta di voler essere moralisti: la sensazione, per dirla con P. Sermonti, \u00e8 che oggi si viva \u201cin un campo di tensione tra il desiderio dell&#8217;autorit\u00e0 e il terrore dell&#8217;autoritarismo o, esattamente al contrario, tra il desiderio di autoritarismo e il terrore dell&#8217;autorit\u00e0\u2026 Sappiamo che il diritto al desiderio, il diritto a un infaticabile consumo, il diritto ancor pi\u00f9 grave al capriccio, non ci hanno portato da nessuna parte e ci hanno reso piuttosto infelici. Sar\u00f2 banale, ma io credo sia cruciale il ripristino di una diffusa cultura della moralit\u00e0. S\u00ec, banale e moralista. Mi va benissimo. Il fatto che qui da noi il termine &#8220;moralista&#8221; abbia un unico significato deprecativo, la dice lunga sul genere di moralismo che pratica chi lo depreca. Vedo mestamente imperversare l&#8217;etica truccata, verticale e consumistica del desiderio, mentre io amerei che si ripristinasse un patto comune, capace di riattivare l&#8217;orizzontalit\u00e0 dei rapporti tra cittadini, con tutti i suoi negoziabili vantaggi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto qui: dovremmo cercare di ripristinare quanto meno un\u2019estetica sociale che valuti seriamente il ricco sistema di segnali che offriamo alla percezione e all\u2019attenzione degli altri e che struttura le nostre relazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSi confida nella responsabilit\u00e0 e nel buon senso di ciascuno\u201d: potrebbe essere questo il principio, ma anche il momento e il luogo per iniziare una vera rivoluzione culturale e sociale, oggi pi\u00f9 che mai necessaria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dress Code: in classe con classe di Rossella De Luca \u00a0\u00c8 noto che la scuola ha avuto, ha e presumibilmente &#8211; purtroppo &#8211; avr\u00e0 problemi pi\u00f9 seri di cui occuparsi (COVID a parte, ma questo \u00e8 un altro discorso), eppure qualcosa significher\u00e0 il fatto che ogni anno, complice l\u2019afa estiva, si verifichino episodi legati alla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-1084","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1084","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1084"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1084\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1086,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1084\/revisions\/1086"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1084"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1084"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1084"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}