{"id":1114,"date":"2020-11-08T21:26:56","date_gmt":"2020-11-08T20:26:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1114"},"modified":"2020-11-08T21:27:46","modified_gmt":"2020-11-08T20:27:46","slug":"1114","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1114","title":{"rendered":"Riflessioni sui dirigenti scolastici"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-1115\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/riflessioni-300x300.jpg\" alt=\"riflessioni\" width=\"182\" height=\"182\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/riflessioni-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/riflessioni-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/riflessioni-230x230.jpg 230w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/riflessioni.jpg 786w\" sizes=\"auto, (max-width: 182px) 100vw, 182px\" \/>Riflessioni sui dirigenti scolastici<br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\">di Stefano Stefanel<\/span><\/em><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019emergenza coronavirus ha fatto scoprire all\u2019opinione pubblica, ai mass media, ai social, ai genitori e forse anche agli studenti la figura del dirigente scolastico, ritenuto, probabilmente, prima del Covid 19 una figura di contorno, non sempre fondamentale per la vita della scuola. Da febbraio a tutti \u00e8 stato chiaro che senza i dirigenti scolastici la scuola non sarebbe potuta andare avanti e non sarebbe riuscita a\u00a0 organizzarsi neppure nelle minime incombenze. <!--more-->Ed \u00e8 stato chiaro a tutti che se la scuola \u00e8 stata in grado di fare la sua parte sia durante il lockdown di primavera, sia in questa drammatica ripartenza, \u00e8 perch\u00e9 i dirigenti scolastici hanno lavorato sempre sodo e senza sosta, spesso nella solitudine peggiore, quella delle decisioni senza appello. In questi ultime settimane poi si \u00e8 finalmente scoperto che solo una gestione capace, efficiente ed efficace avrebbe permesso di applicare in tempo reale decisioni prese e cambiate nel giro di poche ore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>GLI OBBLIGHI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ci sono ancora molti dirigenti, soprattutto tra quelli giovani di breve nomina, che credono che una decisione presa col supporto degli organi collegiali della scuola o sentito il parere (che, se viene dato, \u00e8 al massimo di tipo orale) dell\u2019Ufficio scolastico regionale di riferimento, possa sgravare dalle responsabilit\u00e0 monocratiche. Sia sulla sicurezza, sia sulla responsabilit\u00e0 patrimoniale a seguito di negoziazione, sia sulle nomine del personale, sia sulle decisioni riguardanti l\u2019emergenza coronavirus \u00e8 diventato evidente a tutti (Ministero incluso) che per l\u2019ordinamento italiano risponde solo chi si prende la responsabilit\u00e0 della decisione e la firma. E poich\u00e9 nelle scuola la rappresentanza legale ce l\u2019ha un solo soggetto, credo sia importante avere chiaro in mente il ciclo del comando, la sua catena di trasmissione, la necessit\u00e0 di motivare tutto attentamente. Non credo sia molto utile cercare improbabili alleanze, quanto avere chiara in mente una linea di governo dell\u2019istituzione affidata e condividere questa linea con gli organi collegiali, i gruppi di lavoro, i delegati, il personale, gli studenti, le famiglie. Condividere una linea dove la decisione finale \u00e8 di chi risponde non vuol dire mai cedere alle pressioni della collegialit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Non credo di dire una cosa sconosciuta se affermo che davanti all\u2019emergenza nessun soggetto esterno alla scuola ha voluto interloquire con organi collegiali, docenti delegati, gruppi di lavoro o altri organismi. Tutti i soggetti esterni alla scuola hanno sempre e solo voluto rapportarsi col dirigente scolastico che ha dovuto decidere, rispondere, monitorare, firmare. Non riporto qui un elenco ormai noto a tutti, ma la questione delle distanze, delle sanificazioni, degli acquisti, dei contratti al personale, dei monitoraggi anche a ridosso di Ferragosto e di moltissime altri obblighi, hanno richiesto sempre la decisione del solo dirigente scolastico. Dove c\u2019era un obbligo per la scuola, questo obbligo si \u00e8 sviluppato come una pianta rampicante che per crescere vuole il muro e quel muro era solo il dirigente scolastico. La solitudine di certe decisioni ha fatto in questo periodo il paio con la sordit\u00e0 dei soggetti che facevano le domande e che volevano solo risposte, chiedevano celerit\u00e0 ma non erano celeri a loro volta. La questione dei banchi \u00e8 sotto gli occhi di tutti, ma anche quella ben pi\u00f9 drammatica dei tracciamenti e dei <em>Dipartimenti di prevenzione<\/em> pronti a chiedere azioni immediate alle scuole nella segnalazione di contagi e dei <em>cluster<\/em>, ma lenti nel dare le risposte susseguenti, lasciando il dirigente scolastico da solo nella scelta di chi lasciare a casa, per quanto tempo e come. Perch\u00e9 il dirigente scolastico ha dovuto decidere anche il \u201ccome\u201d su materie nuove, prive di giurisprudenza, ma sotto gli occhi di sindacati, giudici, avvocati: <em>smart working<\/em>, conteggi di ferie e permessi in rapporto all\u2019emergenza, quarantene, lavoratori fragili, inquadramenti giuridici di profili nuovi di assenza, mascherine, distanziamenti, prodotti per la sanificazione, sono solo alcuni argomenti che fino a febbraio non riguardavano la scuola e che improvvisamente sono diventati la sua quotidianit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vorrei per\u00f2 fosse chiaro come il mio non \u00e8 un ragionamento per cercare la comprensione o peggio orientare alla critica, ma solo il tentativo di far comprendere come il sistema scolastico italiano ha deciso di mettere in capo ad una persona sola tutte le responsabilit\u00e0 della scuola, lasciando come contorno soggetti che a volte aiutano e a volte ostacolano, ma non rispondono mai. Se un Consiglio d\u2019Istituto approva un Regolamento sbagliato o una negoziazione fuori dalle norme dell\u2019anti corruzione non risponde di nulla, mentre il dirigente scolastico risponde anche di tutto quello che \u00e8 stato deciso da altri. Per cui forse \u00e8 meglio imparare a decidere in solitudine e poi interloquire per togliersi dei dubbi, sapendo che quando si mette una firma sotto un foglio di carta quella firma \u00e8 per sempre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LE SCELTE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019emergenza coronavirus ha per\u00f2 fatto emergere anche la necessit\u00e0 che il dirigente scolastico abbia una forte capacit\u00e0 di scelta. La scelta non \u00e8 un obbligo, ma orienta, guida, indirizza, condiziona. Anche in questo caso non ci sono manuali di riferimento o indicazioni semplici e ogni dirigente scolastico decide se essere il controllore dei minuti di <em>Didattica Digitale Integrata<\/em> erogati da ogni docente o colui che orienta la didattica affinch\u00e9 sia incisiva e garantisca gli apprendimenti; se essere colui che perde le giornate a capire come va giuridicamente inquadrato un docente in isolamento fiduciario o colui che telefona al docente per sapere come sta e cosa \u00e8 possibile fare a favore degli alunni; se essere colui che misura tempi e spazi dei collaboratori scolastici quando la scuola \u00e8 vuota o li motiva perch\u00e9 siano pronti quando la scuola si riempir\u00e0; se essere colui che si preoccupa che gli studenti da casa rispondano alle domande dei docenti senza sbirciare sui libro o colui che fa capire ai docenti come la distanza non \u00e8 mai la presenza; se essere colui che emana <em>Linee guida<\/em> di duecento pagine su tutto o colui che cerca di farsi capire con poche parole; se essere colui che sulla carta \u00e8 sempre protetto o colui che protegge gli altri con decisioni su questioni che solo il futuro potr\u00e0 permettere di verificare nella loro correttezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le scelte sono importanti quanto gli obblighi perch\u00e9 costringono chi dirige la scuola a scegliere tra il dibattito costante su tutto o le decisioni che rassicurano e aiutano. L\u2019incredibile e astruso dibattito sulle ore da 45 o 50 minuti con o senza recupero mostra naturalmente che i vicoli ciechi sono fatti apposta perch\u00e9 qualcuno vi si infili dentro. C\u2019\u00e8 una legge che mai nessuno ha cambiato (la Bassanini Uno, legge n\u00b0 59 del 1997) che parla di \u201cobblighi annuali di servizio\u201d dei docenti e \u201cmonte ore annuale delle discipline\u201d degli studenti. La risposta c\u2019\u00e8 gi\u00e0 e va al di l\u00e0 dei contratti, basta semplicemente porre le domande nel modo giusto e non limitarsi a battaglie di principio senza chiedersi poi quel principio a cosa porter\u00e0. Che siano 45, 50 o 60 i minuto servono ad insegnare qualcosa, non a far passare il tempo. Meno conteggi e pi\u00f9 obiettivi, meno adempimenti e pi\u00f9 progetto: non serve contare i minuti, ma capire a cosa servono quei minuti. Scelte non mansionari, scelte non discussioni, scelte non assemblee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Le scelte riguardano anche rapporti con soggetti esterni, che a parole aiutano la scuola e nei fatti invece aiutano se stessi. In Italia per\u00f2 non \u00e8 possibile ammettere gli errori, perch\u00e9 chi lo fa \u00e8 subito indagato da un giudice. E infatti errori macroscopici &#8211; nessuno dei quali compiuto dalle scuole &#8211;\u00a0 durante l\u2019emergenza non trovano nessun messaggio di scuse, perch\u00e9 ognuno difende la sua posizione, preoccupato che a qualche giudice quella \u201cdifesa\u201d non vada bene. E\u2019 chiaro che la scuola ha fatto tutto quello che doveva fare e in modo puntuale: ma la scuola \u00e8 retta da un dipendente statale che risponde all\u2019amministrazione centrale e alla legge, non ad un soggetto che risponde agli elettori e all\u2019opinione pubblica. Gli enti locali sono retti da politici che rispondono agli elettori e che non avranno alcun problema a scaricare su altri il peso di propri eventuali errori. Le questioni dei trasporti, degli spazi scolastici e delle mense sono sotto gli occhi di tutti, ma si sentono in giro solo accuse e non prese in carico di responsabilit\u00e0. Il dirigente scolastico questo non lo pu\u00f2 fare: ha delle responsabilit\u00e0 e le deve esercitare e non ha nessuna opinione pubblica votante da convincere, ma solo studenti a cui garantire l\u2019apprendimento, la formazione, l\u2019educazione. Il dirigente scolastico guida un\u2019istituzione votata all\u2019istruzione e alla formazione, non un servizio sociale da esercitarsi per le ore ritenute necessarie dalle famiglie o dagli enti locali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA COMUNICAZIONE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mai come in questa fase il dirigente scolastico \u00e8 diventato soggetto pubblico che deve saper comunicare. A molti \u00e8 costato troppo aver sottovalutato un esercizio comunicativo importante come \u00e8 stata la <em>Rendicontazione sociale<\/em>, perch\u00e9 al momento della comunicazione spesso si viene travolti dalla propria incompetenza comunicativa. I mass media e i social cercano la notizia ad effetto, il numero dei contagiati, il numero dei banchi, il numero delle mascherine, il numero degli studenti non connessi. Cos\u00ec ci sono quelli \u201cfurbi\u201d che non danno il numero dei contagiati della propria scuola e quelli \u201ctrasparenti\u201d che lo danno: attenzione perch\u00e9 in entrambi i casi i giornalisti o i cittadini cercano il negativo, non il positivo, perch\u00e9 il positivo fa \u201cnotizia breve\u201d, mentre il negativo fa il le \u201cotto colonne\u201d. La regola base della comunicazione \u00e8 che se un cane morde un uomo non c\u2019\u00e8 notizia, mentre se un uomo morde un cane s\u00ec. Dunque bisogna stare attenti a non trasformarsi in notizia e comprendere che \u201c<strong>il medium \u00e8 il messaggio<\/strong>\u201d come ebbe a dire Marshal McLuhan cinquant\u2019anni fa. Il giornale deve avere una sua aggressivit\u00e0 di vasto momento, altrimenti \u00e8 noioso e non viene letto da nessuno;\u00a0 la televisione centra l\u2019attenzione su qualcosa e poi si volta immediatamente altrove; i social invece vanno dove e come vogliono loro lasciando dietro \u201cmorti e feriti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019inavvedutezza della comunicazione scolastica fa scambiare i propri comunicati per comunicazione e le proprie spiegazioni per motivazioni. Invece \u00e8 tutto molto mescolato: per comunicare bene bisogna essere pronti a rispondere sempre a tono e brevemente, per spiegare bene qualcosa bisogna saperlo fare in venti parole. Senn\u00f2 vincono i mass media e i social, che possono decidere la lunghezza della comunicazione e il tempo da dedicare ad un problema. Proprio perch\u00e9 il ruolo del Dirigente scolastico \u00e8 diventato un ruolo esposto ed evidente bisogna saper comunicare, saper anticipare, saper sintetizzare. Mai farsi travolgere da un problema, mai polemizzare pubblicamente, mai attaccare. Perch\u00e9 alla fine nessuno difender\u00e0 il dirigente scolastico che ha sbagliato di comunicare: il rilancio all\u2019esterno di ci\u00f2 che avviene a scuola corre sempre il rischio che prevalga l\u2019enfasi e il rumore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il dirigente scolastico deve imparare a porsi in forma autonoma davanti agli obblighi, deve saper scegliere quale direzione far prendere alla progettualit\u00e0 della propria scuola, deve imparare a comunicare in un mondo che cerca gli sbagli altrui. E\u2019 un mestiere difficile ma i fatti hanno dimostrato che \u00e8 un mestiere in mano a ottimi professionisti. Non aspettiamo le norme che descrivano la realt\u00e0 dei fatti, quelle, forse, arriveranno dopo: attrezziamoci perch\u00e9 la seconda ripartenza sar\u00e0 anche pi\u00f9 dura della prima, avr\u00e0 molti obblighi, imporr\u00e0 molte scelte e si svolger\u00e0 dentro una comunicazione aggressiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Riflessioni sui dirigenti scolastici di Stefano Stefanel \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019emergenza coronavirus ha fatto scoprire all\u2019opinione pubblica, ai mass media, ai social, ai genitori e forse anche agli studenti la figura del dirigente scolastico, ritenuto, probabilmente, prima del Covid 19 una figura di contorno, non sempre fondamentale per la vita della scuola. 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