{"id":1137,"date":"2020-12-03T20:19:01","date_gmt":"2020-12-03T19:19:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1137"},"modified":"2020-12-03T20:19:01","modified_gmt":"2020-12-03T19:19:01","slug":"didattica-digitale-integrata-visione-cercasi-disperatamente-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1137","title":{"rendered":"Didattica digitale integrata: visione cercasi disperatamente"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1133\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/DDI-300x168.jpg\" alt=\"DDI\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/DDI-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/DDI-409x230.jpg 409w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/DDI.jpg 1000w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Didattica digitale integrata: visione cercasi disperatamente<\/strong><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>di Antonio Valentino<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p><em>1. Il Decreto di agosto. Linee guida: per dove?<\/em><\/p>\n<p>Parto dal Decreto sulla Didattica Digitale Integrata (DDI) del 26 giugno scorso (in GU dal 20.8), per cercare di capire qualcosa in pi\u00f9 sullo stato dell\u2019arte della nostra scuola a tre mesi dall\u2019inizio dell\u2019anno scolastico: con l\u2019Infanzia, la Primaria e le prime classi della secondaria di I grado \u00a0\u00a0aperte da settembre, ma con alterna fortuna e non ovunque (dal 30 novembre, anche le seconde e le terze di quest\u2019ultima); e le \u2018Superiori\u2019 che continuano con la Didattica da remoto, con le varianti previste dal Decreto.<!--more--><\/p>\n<p>Decreto la cui \u2019sostanza\u2019, come \u00e8 noto ai pi\u00f9, pu\u00f2 essere cos\u00ec sintetizzata:<\/p>\n<p>l\u2019obiettivo: fornire indicazioni (Linee Guida) sulla DDI \u2013 intesa come metodologia innovativa di insegnamento-apprendimento\u201d (?!) \u2013;<\/p>\n<p>il compito: \u201cintegrare la didattica in presenza\u201d (con attivit\u00e0 laboratoriali e interventi sugli studenti con BES, ove possibile, entro per\u00f2 spazi orari delimitati), garantendo comunque un \u201cbilanciamento tra attivit\u00e0 sincrone e asincrone\u201d;<\/p>\n<p>i destinatari: \u201ctutti gli studenti della scuola secondaria di II grado, nelle situazioni in cui c\u2019\u00e8 Didattica a Distanza\u201d (DaD).<\/p>\n<p>La DDI \u2013 si stabilisce &#8211; pu\u00f2 per\u00f2 essere estesa anche agli altri ordini e gradi scuola, ma solo in caso di un nuovo lockdown generalizzato.<\/p>\n<p>Questo, in buona approssimazione, il quadro generale delle disposizioni entro cui la nuova metodologia della DDI dovrebbe poter esprimere la sua carica innovativa. Se, ovviamente cercandola, la si trovi.<\/p>\n<p>Il passaggio principe previsto, perch\u00e9 l\u2019operazione si concretizzi: \u201cElaborare un Piano Scolastico di Didattica Digitale Integrata\u201d. Di questo in effetti, in tanti tra ds e docenti, avvertivano acuta mancanza.<\/p>\n<p>Il quale Piano per\u00f2, per essere elaborato come si deve, deve qualificarsi con \u2018ingredienti\u2019 di peso puntualmente indicati nel Decreto. Tra questi, si segnalano, a ben leggere, soprattutto i seguenti tra i fondamentali:<\/p>\n<p>&#8211; \u201cintegrare il Regolamento d\u2019Istituto con specifiche disposizioni in merito alle norme di comportamento da tenere durante i collegamenti \u2026.\u201d (guai &#8211; si sottintende &#8211; a evitare questo imperdibile passaggio);<\/p>\n<p>&#8211; \u201cdisciplinare le modalit\u00e0 di svolgimento dei colloqui con i genitori, degli Organi Collegiali \u2026 e di ogni altra ulteriore riunione\u201d (la cui urgenza e significativit\u00e0, chi la pu\u00f2 negare?);<\/p>\n<p>&#8211; \u201cIndividuare gli strumenti per la verifica degli apprendimenti inerenti alle metodologie utilizzate\u201d &#8211;\u00a0 e qui siamo nell\u2019ordinario \u2013 e\u00a0 specificare (\u00e8 la nota qualificante) che \u201c\u2026 qualsiasi modalit\u00e0 di verifica di una attivit\u00e0 svolta in DDI non [pu\u00f2] portare alla produzione di materiali cartacei \u2026\u201d (non sia mai \u2026)<\/p>\n<p>Una perla a s\u00e9 \u00e8 la seguente:<\/p>\n<p>&#8211; preoccuparsi (soggetto, gli insegnanti) \u201cdi salvare gli elaborati (sic!) degli alunni medesimi e di avviarli alla conservazione (sic! Sic!) all\u2019interno degli strumenti di repository a ci\u00f2 dedicati\u201d (No comment)<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da chiedersi, anche solo con questi richiami, e senza voler tirare in ballo l\u2019autonomia e altro: ma, un Ministro come fa a pensarle cos\u00ec e tutte insieme o a consentirle? Ce ne vuole!<\/p>\n<p><em>2. Se oggi siamo messi cos\u00ec. I terreni scoperti<\/em><\/p>\n<p>Ironia a parte, quello che si intende qui mettere in evidenza \u00e8 che alla base del disorientamento e delle difficolt\u00e0 che si percepisce tra docenti, dirigenti e personale scolastico in generale, c\u2019\u00e8 certamente la confusione sull\u2019apertura delle scuole a livello nazionale, ma ha il suo peso anche la poca chiarezza \u00a0di idee chiare sulla Didattica digitale \u2013 a cui tra l\u2019altro il Decreto di agosto \u00e8 intestato \u2013 e la sua collocazione in un discorso di prospettiva. Per tacere d\u2019altro.<\/p>\n<p>Si sconta evidentemente su tali questioni non solo la sottovalutazione di una riflessione, condivisa tra i vari livelli istituzionali, sui mesi della prima ondata della pandemia, ma anche la disattenzione \u2013 chiamiamola cos\u00ec \u2013 alle condizioni primarie per la ripartenza di settembre. Quando le cose sono andate come sono andate, e in parte continuano ad andare, proprio perch\u00e8 a tali condizioni non si \u00e8 lavorato con la necessaria determinazione e chiarezza di prospettiva.<\/p>\n<p>Il riferimento \u00e8 soprattutto alle tre questioni su cui ancora oggi la partita non appare conclusa[1]:<\/p>\n<p>quella degli organici, a partire dall\u2019organico di scuola, ancora oggi, in alcune realt\u00e0 ancora ballerino, e dalla previsione e garanzia di un organico aggiuntivo di supplenti, per fronteggiare le prevedibili assenze dei docenti delle scuole perch\u00e8 contagiati o in quarantena per l\u2019emergenza: senza queste disponibilit\u00e0 \u00e8 chiaro che \u00e8 difficoltosa anche la gestione delle scuole \u2018aperte\u2019 e\u00a0 la previsione\u00a0 \/ garanzia di un orario scolastico ridotto il meno possibile.<\/p>\n<p>Ma anche la questione dei trasporti per i ragazzi delle scuole superiori; terreno sul quale andavano studiate per tempo e rese effettive le intese con le amministrazioni territoriali, ma che ancora adesso appare confuso e diversificato; e quella dei tracciamenti del contagio, per fronteggiare al meglio il prevedibile lento sfaldamento delle classi e il silenzioso processo di abbandono da parte degli studenti pi\u00f9 \u2018deboli\u2019, di cui scrivono un po\u2019 tutti i giornali.<\/p>\n<p>Per non parlare della formazione de personale. Per la quale, se si vuole fare sul serio, andrebbe comunque previsto un piano analogo al PNF del 2016, specificamente sulla Didattica Digitale e le sue implicazioni.<\/p>\n<p><em>3. Visione cercasi. Quello che pi\u00f9 manca<\/em><\/p>\n<p>Riprendendo specificamente il discorso sulla D.D. \u2013 dalla quale non si pu\u00f2 comunque prescindere (ragionamenti di prospettiva a parte) per tutto il periodo della pandemia che ci condizioner\u00e0 ancora per diversi mesi, se non per tutto l\u2019anno scolastico \u2013 mi pare evidente che le assenze pi\u00f9 vistose del Decreto,\u00a0 (almeno in rapporto alle aspettative della parte pi\u00f9 avveduta del mondo della scuola e dell\u2019arcipelago circostante) riguardano soprattutto<\/p>\n<p>la collocazione della didattica digitale \u2013 sia in situazioni in presenza, sia \u2018da remoto\u2019 &#8211; nel pi\u00f9 generale scenario di una scuola in buona parte da ripensare e ridisegnare alla luce degli sconvolgimenti epocali che stiamo vivendo;<\/p>\n<p>ma anche<\/p>\n<p>le strategie da mettere in campo perch\u00e9 si sviluppino in modo diffuso consapevolezze mature su cos\u2019\u00e8 cultura digitale: i suoi fondamenti, le tecnologie e loro padronanza, le opportunit\u00e0 che si aprono a tutti i livelli; e ovviamente i rischi, anch\u2019essi all\u2019odg nel dibattito internazionale gi\u00e0 da anni; e<\/p>\n<p>le interazioni obbligate e possibili tra la didattica pi\u00f9 avanzata della nostra cultura scolastica e le opportunit\u00e0 e potenzialit\u00e0 di una didattica digitale.<\/p>\n<p>Appiattire invece, come di fatto fa il Decreto,\u00a0 la D.D. sulla DaD (questa s\u00ec, misura emergenziale), , non fa cogliere le direzioni di marcia da individuare in questo momento.<\/p>\n<p>Prima fra tutte, quella che si pone come traguardo: far crescere in modo diffuso, contestualmente alle necessarie competenze, una cultura digitale capace di andare oltre la pur fondamentale padronanza delle tecnologie informatiche, per farla diventare soprattutto motore di integrazioni metodologiche e tecnologiche delle attivit\u00e0 di insegnamento[2].<\/p>\n<p>Occorre per\u00f2, per questa problematica, essere consapevoli che in buona parte del personale della scuola c\u2019\u00e8 ancora la convinzione diffusa che le trasformazioni indotte dalla rivoluzione digitale interessino solo marginalmente il sistema di istruzione. E che pertanto la D.D. va trattata essenzialmente come un optional, se non proprio come il dono dei Danai ai Troiani del quale temere (il famoso \u2018cavallo di Troia\u2019 dell\u2019epopea omerica, ripresa da Virgilio). Convinzione ancora maggioritaria, anche se sappiamo essere, per fortuna, in decrescita, come si dice adesso.<\/p>\n<p><em>4.\u00a0 Il piano scolastico per la D.D.: le consapevolezze da sviluppare.<\/em><\/p>\n<p>Se \u00e8\u00a0 cosi, allora il progetto sulla cui base costruire il Piano per la D.D. di cui parla il Decreto andrebbe sostanzialmente riscritto con attenzioni e finalit\u00e0 pi\u00f9 chiare e congruenti;\u00a0 puntando in primo luogo a sviluppare\u00a0 preliminare consapevolezza che<\/p>\n<ol>\n<li>la rivoluzione digitale (rete, internet, connessioni) si sta dimostrando sempre di pi\u00f9 come una grande risorsa anche sui terreni dell\u2019istruzione, della formazione e della comunicazione; e<\/li>\n<li>che con essa ci tocca comunque fare i conti; ma anche<\/li>\n<li>che le tecnologie informatiche, come tutte le tecnologie, hanno sempre e comunque una natura strumentale; che, se si perde, fino a diventare causa e fine a se stante, fa correre il rischio, molto prevedibilmente sul fronte scuola, di oscurare il patrimonio di ricerche, esperienze, acquisizioni che in non pochissime nostre scuole continuano a dimostrare senso e vitalit\u00e0.<\/li>\n<\/ol>\n<p>E sempre a proposito di consapevolezze da promuovere, andrebbe anche richiamato<\/p>\n<p>&#8211; che comunque la D.D., perch\u00e8 abbia valore nella scuola, o \u00e8 integrata &#8211; e quindi si collega e coniuga con le esperienze e le acquisizioni pi\u00f9 significative, innovative e qualificanti a cui si faceva sopra riferimento \u2013 o non \u00e8. E lo \u00e8, non nel senso che integra la didattica da remoto con attivit\u00e0 in presenza &#8211; come fa il Decreto che qui si considera &#8211; ma nel senso che si integra con le funzioni e le pratiche pi\u00f9 innovative della nostra cultura scolastica[3];<\/p>\n<p>&#8211; che, pertanto, la formazione digitale per il mondo della scuola, se non sa alimentarsi di una cultura pedagogica dei processi di istruzione ed educazione, corre il rischio di non essere alleata preziosa dell\u2019auspicabile rinnovamento, ma piuttosto fattore di snaturamento dei suoi aspetti identitari pi\u00f9 preziosi.<\/p>\n<p>Cultura pedagogica, va sottolineato, che sia in grado di riportare in primo piano la dimensione educativa del fare scuola &#8211; assieme alla centralit\u00e0 del soggetto che apprende nella sua interezza &#8211; e la curvatura dell\u2019insegnamento sulla linea dell\u2019apprendimento (per sviluppare potenzialit\u00e0 e competenze inespresse).<\/p>\n<p>Un\u2019ultima non secondaria consapevolezza da promuovere: che i miglioramenti pi\u00f9 significativi dei processi cognitivi e del funzionamento della mente si verificano \u2013 come chiariscono studi e ricerche [4] &#8211; quasi esclusivamente se &#8211; tra allievi e tecnologie e reti &#8211; c\u2019\u00e8 intermediazione da parte del docente. E questo \u00e8 un punto che va enfatizzato. Anche perch\u00e9 dovrebbe essere motivo di riflessione, ma anche di orgoglio per una categoria che, per le pi\u00f9 diverse ragioni, sembra averlo perso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>5.\u00a0 La D.D. nel piano formativo di istituto. Le offerte sul web, numerose e di qualit\u00e0, una miniera preziosa per le scuole.<\/em><\/p>\n<p>Una considerazione finale a proposito del Piano formativo di Istituto (PFI) rilanciato dal Decreto.<\/p>\n<p>Si moltiplicano, in queste settimane, iniziative di formazione e approfondimento<\/p>\n<p>da pi\u00f9 parti sulle tematiche del digitale, con l&#8217;intento di fornire strumenti da utilizzare in aula per una didattica ibrida e funzionale. A leggere i titoli di iniziative e pubblicazioni si coglie l&#8217;intento di assumere le tecnologie informatiche come possibili e importanti alleate per un fare scuola in modo pi\u00f9 vario e accattivante; senza comunque nessuna sottovalutazione dei rischi di cui si \u00e8 prima detto.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 queste iniziative non si disperdano in rivoli poco efficaci, sarebbe importante che i PFI in questa fase nascessero &#8211; \u00e8 la proposta sensata di una dirigente dell\u2019area milanese &#8211; dalla selezione mirata (e contenuta) tra le diverse iniziative \u2013 e ovviamente tra le altre di Istituti come l\u2019INVALSI e l\u2019INDIRE &#8211;\u00a0 senza pesare sul budget delle scuole e senza appesantimenti particolari, per le stesse, sul piano organizzativo (dove l\u2019impegno sarebbe riservato soprattutto alla ricerca di webinar e piattaforme\u00a0 pi\u00f9 in uso da parte delle scuole e alla messa a punto del loro utilizzo).<\/p>\n<p>Scontato criterio base per la ricerca: cogliere le rispondenze migliori ai diversi bisogni formativi del personale della scuola in generale e degli insegnanti in particolare.\u00a0 Per meglio interpretare le esigenze dei propri studenti e assicurare loro le risposte pi\u00f9 promettenti. Cos\u00ec ci mettiamo in regola anche con \u2026. una Linea Guida indicata dal Decreto.<\/p>\n<hr \/>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[1] Anche se adesso c\u2019\u00e8 qualche elemento positivo in pi\u00f9: la Nota ministeriale del 9 novembre in cui si raccolgono le proposte sindacali di maggiore attenzione alle condizioni del lavoro docente in questa fase; ma anche una maggiore concretezza per le previsioni di apertura anche delle scuole superiori dopo le festivit\u00e0 natalizie. Ma comunque, la sensazione di disagio e anche di confusione per molti versi permane.<\/p>\n<p>[2] Interessanti le annotazioni sul punto di <strong>Cesare Rivoltella,<\/strong> <em>Superare facili contrapposizioni.<\/em>\u00a0<em>In presenza o a distanza la didattica merita di pi\u00f9,<\/em> in Avvenire.it (27 novembre 2020). \u201cLa scuola ha sicuramente bisogno di formazione e sviluppo professionale in tema di innovazione. Che non vuol dire, per\u00f2, training all\u2019uso dello strumento. Occorre non confondere le competenze informatiche di base con l\u2019expertise nelle tecnologie educative: <em>\u00e8 un problema di pedagogie e di didattiche, non di icone da cliccare<\/em>\u201d. \u00a0In questo stesso articolo, l\u2019Autore, a proposito del valore dello \u2018sguardo pedagogico\u2019, dopo aver richiamato l\u2019importanza della <em>relazione<\/em> e il suo stretto rapporto con <em>l\u2019intenzionalit\u00e0 educativa<\/em> , annota opportunamente che\u00a0 \u201c<em>Posso essere in aula e totalmente non relazionale. Posso lavorare in rete ed essere vicinissimo ai miei studenti<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>[3] Da ci\u00f2 la percezione che le Linee Guida per la DDI si collochino al di sotto della prospettiva attesa; percezione avvalorata gi\u00e0 dal senso attribuito al termine <em>integrata<\/em> che nel decreto appare riferito alle attivit\u00e0 che le scuole possono organizzare in presenza (attivit\u00e0 di laboratorio, interventi per BES \u2026) nei periodi di sospensione delle lezioni <em>e non invece alla integrazione tra la DD e Didattica agita da molte nostre scuole che fanno bene il loro mestiere. <\/em><\/p>\n<p>[4] <strong>R. Baldascino<\/strong>, <em>Google<\/em>, in \u201cVoci della scuola\u201d, Tecnodid X- 2011, p. 284 riporta studi e ricerche al riguardo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Didattica digitale integrata: visione cercasi disperatamente di Antonio Valentino 1. Il Decreto di agosto. Linee guida: per dove? 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