{"id":1203,"date":"2021-04-30T23:45:53","date_gmt":"2021-04-30T21:45:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1203"},"modified":"2021-05-17T00:16:19","modified_gmt":"2021-05-16T22:16:19","slug":"se-la-dad-non-basta-scuola-e-didattica-ad-un-anno-dallinizio-della-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1203","title":{"rendered":"Se la DAD non basta. Scuola e didattica ad un anno dall\u2019inizio della pandemia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1204\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/20210430_234320-134x150.jpg\" alt=\"20210430_234320\" width=\"134\" height=\"150\" \/>Se la DAD non basta.<\/strong><br \/>\n<strong>Scuola e didattica ad un anno dall\u2019inizio della pandemia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>di Paola Bortoletto<\/strong> <\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Didattica a distanza, didattica in presenza, teledidattica, didattica digitale integrata, didattica inclusiva. <!--more-->Mai come in questo ultimo anno si \u00e8 parlato di didattica non solo fra gli addetti ai lavori, ma anche fra i genitori, nell\u2019opinione pubblica, nei media, nei social. Non possiamo dimenticare che abitiamo nella complessit\u00e0 dove tutto \u00e8 in relazione con tutto.<br \/>\nCerto i pedagogisti la considerano una scienza, scienza dell\u2019istruzione nel suo pi\u00f9 ampio significato, compito specifico della scuola (M. Baldacci), meraviglioso intreccio tra l\u2019apprendimento e l\u2019insegnamento.<br \/>\nCerto da febbraio\/marzo 2020 la scuola \u00e8 dovuta passare dal caldo di sguardi, di gesti \u201cpazienti e ricorsivi\u201d (A. Canevaro), di toni di voce rassicuranti o inquisitori al freddo dei dispositivi tecnologici e digitali.<br \/>\nQuella tecnologia, non sempre praticata nelle scuole, che fino ad allora isolava dall\u2019umano \u00e8 passata a connettersi con l\u2019umano, che improvvisamente \u00e8 diventato orfano proprio di quelle emozioni che rendono unica la relazione educativa e favoriscono apprendimenti significativi attraverso la mediazione dell\u2019insegnamento.<br \/>\nTutta la diatriba tra detrattori e sostenitori della didattica a distanza (DAD) o della didattica in presenza (DIP), forse potrebbe raggiungere un equilibrio insperato se riflettessimo su un ambiente di apprendimento che non pu\u00f2 prescindere, al di l\u00e0 degli spazi fisici o virtuali, da:<br \/>\n&#8211; la centralit\u00e0 dell\u2019alunno e la responsabilit\u00e0 nella costruzione del proprio apprendimento<br \/>\n&#8211; una didattica centrata sull\u2019esperienza, contestualizzata nella realt\u00e0, fatta di compiti significativi<br \/>\n&#8211; un approccio all\u2019apprendimento prevalentemente induttivo, meno passivo e pi\u00f9 autonomo<br \/>\n&#8211; l\u2019affidamento all\u2019 alunno, oltre alla responsabilit\u00e0, di progettualit\u00e0 e presa di decisioni<br \/>\nUn ambiente di apprendimento cos\u00ec definito per favorire tutto il potenziale di ogni alunno implica nei docenti:<br \/>\n&#8211; l\u2019attenzione agli aspetti affettivo-emotivi dell\u2019apprendimento come la curiosit\u00e0, l\u2019interesse, la significativit\u00e0, la fiducia, l\u2019empatia<br \/>\n&#8211; l\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 educativa, perch\u00e9 la scuola \u00e8 s\u00ec il luogo dell\u2019istruzione, ma anche della formazione della persona e del cittadino autonomo e responsabile, per perseguire l\u2019obiettivo dell\u2019interdipendenza dialettica tra istruzione e formazione, per dare risposta alle grandi domande di senso e di significato, in termini socio &#8211; affettivi e valoriali<br \/>\n&#8211; la consapevolezza di essere mediatore, facilitatore e tutor, non semplice trasmettitore<br \/>\n&#8211; l\u2019attenzione ai differenti stili e modi di apprendimento degli alunni, per rendere la scuola veramente inclusiva.<br \/>\nSe si parte da questi assunti ogni tipo di didattica (DAD, DIP, DDI) pu\u00f2 trovare la propria dignit\u00e0 e il proprio valore adattandosi al contesto interno e, ahim\u00e8, esterno in questo difficile momento della nostra storia, pur se sappiamo che i pi\u00f9 piccoli, i pi\u00f9 fragili, i pi\u00f9 votati alla dispersione proprio nella relazione trovano linfa per apprendere e rimanere uniti a quella scuola, che pu\u00f2 mantenere in vita il legame debole con l\u2019apprendere.<br \/>\nLa DAD ha pervaso i mesi primaverili, si \u00e8 trasformata in Didattica Digitale Integrata (DDI) supportata da Regolamenti e Piani come previsto dalle Linee guida ministeriali di agosto, all\u2019avvio dell\u2019anno scolastico nel 2\u00b0 ciclo proprio per rispondere alle esigenze di contenimento del numero di alunni per classe e per Istituto, e si \u00e8 ripresentata in autunno ed all\u2019inizio dell\u2019inverno per le scuole secondarie di 2\u00b0 e per alcune realt\u00e0 regionali e territoriali anche del 1\u00b0 ciclo, mentre nella gran parte d\u2019Italia le scuole dell\u2019infanzia, primarie e secondarie di 1\u00b0, va ribadito, sono ritornate in presenza e, pur tra quarantene e isolamenti, stanno continuando una didattica in presenza e\/o una didattica digitale integrata, che in primis, dovrebbe essere rispettosa della centralit\u00e0 dell\u2019alunno.<br \/>\nLa DAD e la DDI hanno avuto il merito di far emergere in tutta la sua portata la necessit\u00e0 di riflettere sugli ambienti di apprendimento e su forme di didattica trasmissiva e ripetitiva: le scuole dopo un primo momento di sbandamento o hanno ripreso ci\u00f2 che con lungimiranza avevano gi\u00e0 iniziato a compiere da tempo o si sono attivate con tutte le fatiche che una pandemia in atto richiedeva. Non \u00e8 stato facile : c\u2019erano scuole con piattaforme gi\u00e0 attive e pronte per l\u2019implementazione, altre che avevano iniziato un percorso formativo prima di avventurarsi nel digitale , altre ancora che si sono aggrappate a tutte le forme tecnologiche e non, per appropriarsi nuovamente della relazione con i bambini e i ragazzi, per riprendere quella didattica che \u00e8 il fulcro dell\u2019azione della scuola, di quell\u2019apprendimento formale che accanto all\u2019 informale e al non formale, visto che oggi si sono moltiplicate le occasioni di apprendimento, diventa l\u2019elemento forte per raggiungere le competenze chiave europee. La scuola, infatti deve rispettare il proprio mandato principale: formare le nuove generazioni alla cittadinanza responsabile e solidale.<br \/>\nNon \u00e8 stato e non \u00e8 facile trovare la strada maestra per traghettare in questa pandemia. Per un dirigente, ad esempio, dopo aver passato l\u2019estate a misurare ostinatamente aule e distanze tra i banchi, a richiedere grandi o piccoli interventi di edilizia agile, a comprare mascherine e gel, ad individuare nuovi spazi ed accessi , ad acquistare e catalogare computer e tablet per raggiungere tutti e per dotare il maggior numero di famiglie &#8211; e nelle scuole del 1\u00b0 ciclo e nelle aree pi\u00f9 periferiche e degradate non \u00e8 tutto cos\u00ec scontato &#8211; quello che emerge ancora lampante \u00e8 la necessit\u00e0 della formazione dei docenti non tanto e non solo per migliorare le competenze tecnologiche e le abilit\u00e0 ad utilizzare piattaforme didattiche e canali interattivi, ma per offrire loro percorsi in cui effettivamente innovare la didattica nella scuola, certo senza pi\u00f9 prescindere dal digitale, ma anche esplorando nuove frontiere di lavoro in presenza in un modello blended che solo il docente potr\u00e0 sapientemente calibrare in base al contesto e agli alunni. Le tecnologie dell\u2019informazione portano all\u2019omologazione, ma anche alla diversificazione dei ritmi di apprendimento, di nuove esperienze, ad un uso individuale del proprio apprendere, occasione da non gettare per tornare ad una presenza che serve per la relazione, per l\u2019emozione, per l\u2019apprendimento condiviso. Va compreso che due ore di video sono un tempo enorme e se i docenti trasformano le loro lezioni \u00abclassiche\u00bb in video il sovraccarico cognitivo dello studente \u00e8 altamente probabile, in aggiunta, lasciare da soli gli studenti a gestire in autonomia una grossa mole di informazioni pu\u00f2 generare confusione e rifiuto, quindi meglio selezionare (o produrre) informazioni mirate, senza ridondanze o elementi accessori. Un piccolo esempio per dimostrare che si pu\u00f2 cambiare la didattica tenendo conto del contesto e degl\u2019interlocutori. Quanto mi ha emozionato visionare il video di quel docente di scuola secondaria che ha svolto una lezione all\u2019interno di un\u2019area archeologica vicino casa, facendo vivere ad una classe di liceali un\u2019esperienza \u201cin prima persona\u201d con passione ed entusiasmo, sicuramente da rivivere al termine della pandemia. O ancora la foto documentaria di un semplice abaco costruito da un bambino di 2\u00b0 primaria con pongo e legnetti a corredo di un compito autentico assegnato a distanza.<br \/>\nDiventa sfidante per i docenti rigenerarsi nella propria funzione intellettuale verso nuove prospettive ed orizzonti.<br \/>\nIn questo quadro il dirigente, pur tra sondaggi continui e contatti quotidiani con le autorit\u00e0 sanitarie territoriali, tra domeniche passate al telefono o al pc pur di riuscire a mantenere il servizio e il diritto allo studio di tutti e di ciascuno e le rimostranze delle famiglie, ha dovuto, ma ancora dovr\u00e0 assumere il ruolo di coordinamento e promozione delle professionalit\u00e0 interne alla scuola:<br \/>\n&#8211; presidiando e salvaguardando una ricaduta significativa e rispettosa dei tempi dei bambini\/e e dei ragazzi\/e<br \/>\n&#8211; incoraggiando la progettualit\u00e0 e l\u2019identit\u00e0 della scuola attraverso l\u2019elaborazione e rielaborazione del curricolo. In tal senso l\u2019occasione di cambiamento della valutazione nella scuola primaria pu\u00f2 veramente aprire il dibattito sull\u2019autentica valutazione formativa non solo in quel grado di scuola, ma anche nei successivi<br \/>\n&#8211; coinvolgendo i collegi dei docenti in attivit\u00e0 pensate in modo condiviso e partecipato<br \/>\n&#8211; promuovendo e monitorando le attivit\u00e0 con una visione strategica e di accompagnamento.<br \/>\nCi\u00f2 richiede di avviare un autentico apprendimento trasformativo anche per chi nella scuola ci lavora tutti i giorni con professionalit\u00e0, ma che corregga tutte le forme di attenzione bloccata, di chiusura difensiva, di distorsione del reale, che ancora permangono. Soltanto l\u2019esercizio accorto della corresponsabilit\u00e0 e l\u2019ascolto reciproco possono costituire l\u2019antidoto risolutivo per contrastare le ansie ed il senso di solitudine che hanno colto e continuano a cogliere gli alunni, i docenti, i dirigenti e le famiglie. La scuola, infatti \u00e8 una comunit\u00e0 palpitante di cui anche le famiglie sono parte integrante. Queste possono relazionarsi in maniera corretta ed efficace solo se perfettamente consapevoli della complementariet\u00e0 delle diverse funzioni, specie nella scuola dei piccoli, ma senza dimenticare gli adolescenti, molti dei quali, proprio in questo periodo pandemico si sono avvicinati ai loro genitori, che convenzionalmente sono da contrastare per affermare la propria identit\u00e0.<br \/>\nCredo che lo sforzo di tutta la comunit\u00e0 educante, e la scuola dovr\u00e0 compiere la sua parte, sar\u00e0 quello di formare persone capaci di comprendere l\u2019inedito, di abituarsi al disordine, alla riorganizzazione per rivedere l\u2019ordine delle priorit\u00e0, per dare senso ad una nuova forma di cittadinanza, oltre la pandemia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>&#8220;La vita non \u00e8 aspettare<\/em><br \/>\n<em>che passi la tempesta, ma<\/em><br \/>\n<em>imparare a ballare<\/em><br \/>\n<em>sotto la pioggia.&#8221;<\/em><br \/>\n<em>Mahatma Gandhi<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se la DAD non basta. 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