{"id":1206,"date":"2021-05-02T21:09:02","date_gmt":"2021-05-02T19:09:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1206"},"modified":"2021-05-17T00:15:51","modified_gmt":"2021-05-16T22:15:51","slug":"riflessioni-occhi-mascherine-cambiamenti-e-paure","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1206","title":{"rendered":"Riflessioni: Occhi, mascherine, cambiamenti e paure."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1207\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/1_back-to-school-canva-150x150.jpg\" alt=\"1_back-to-school-canva\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Riflessioni: Occhi, mascherine, cambiamenti e paure.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>di Bruno Lorenzo Castrovinci<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se qualcuno mi chiedesse com\u2019era la mia vita prima della pandemia, oggi non saprei rispondere, sembra assurdo, ma mi trovo cos\u00ec immerso in questa quotidianit\u00e0 che ho perso di vista me stesso.<!--more--><br \/>\nA guardar bene, uomini e donne nelle loro mascherine che lasciano liberi solo gli occhi, a volte neanche quelli in quanto vengono coperti da occhiali da sole, mostra uno scenario quotidiano insolito dove quelle che sono scomparse sono le labbra, la bocca e i sorrisi.<br \/>\nSembra una cosa da poco, ma in realt\u00e0 il nostro essere uomini e donne, ragazzi e ragazze, si riduce alla capacit\u00e0 di saper comunicare con lo sguardo.<br \/>\nOcchi che ridono, occhi che piangono, occhi tristi e occhi che sorridono, il nostro \u00e8 diventato un mondo di sguardi che si scrutano, facendo capolino dalle mascherine.<br \/>\nE poi le tristi mascherine chirurgiche, con i loro colori freddi e quasi irreali, oggi quello che inizialmente era uno dispositivo per proteggersi, si \u00e8 evoluto in un accessorio colorato.<br \/>\nMi viene da pensare agli innamorati di oggi che non sorridono mai, contatti rarefatti, frasi scritte su un freddo schermo nell\u2019attesa di una risposta di un segnale di un\u2019emoticon che non potr\u00e0 mai essere uguale a quella reale.<br \/>\nBanchi di scuola senza compagni di banco, studenti sempre pi\u00f9 soli. Se uno li guarda bene, da quegli occhi tristi sperano ancora che questo tempo prima o poi volger\u00e0 alla fine.<br \/>\nE gli adolescenti, per loro sentimenti mai nati o nati a met\u00e0, privati come sono della presenza, del momento dell\u2019incontro e ridotti ad una didattica a distanza dove non saprai se l\u2019altro sta veramente guardando te.<br \/>\nUn mondo strano che sembra ormai ordinario, tanto \u00e8 entrato nelle nostre vite, eppure prima non era cos\u00ec.<br \/>\nAstrazeneca, una parola, un\u2019angoscia, un vivere come se quello fosse l\u2019ultimo istante, il non sapere se uno si riuscir\u00e0 a svegliare il giorno dopo.<br \/>\nUn percorso spirituale, forse, in quanto dopo averlo fatto ti chiedi se tutto volge alla fine e guardi con angoscia a quello che avresti potuto fare e non hai fatto o a tutto quello che hai sbagliato ed ora, al termine di tutto, non potrai pi\u00f9 far nulla per rimediare.<br \/>\nDocenti, educatori, uomini e donne in un mondo dove non si riconoscono, con tanti occhi che ti guardano e che tu cerchi di fissare, come un surrogato ricordo di ci\u00f2 che era, di ci\u00f2 che \u00e8 stato.<br \/>\nTempi e momenti ormai cambiati, con la mensa in classe e i piatti sigillati che ai cibi hanno tolto pure il profumo.<br \/>\nMa questo \u00e8 solo ci\u00f2 che emerge in superficie. Se uno per\u00f2 ha il coraggio di guardare meglio, si accorge del dramma e dell\u2019angoscia collettiva.<br \/>\nMamme e padri in continuo stato di paura per i propri genitori, per i loro figli, per se stessi. Il solo pensiero che il loro tempo possa finire prima, fa rabbrividire.<br \/>\nEmozioni amplificate dalle notizie che si susseguono, in un ritmo ossessivo su chi non ce l\u2019ha fatta, su vite spezzate mentre cercavano una via per la speranza, un modo per tornare alla normalit\u00e0.<br \/>\nNell\u2019assenza della razionalit\u00e0 e della fiducia nelle istituzioni, la scuola diventa allora il luogo del contagio per elezione, il capro espiatorio di tutti i mali, di tutte le angosce, di tutte le rabbie che inevitabilmente crescono in un mondo ormai cambiato da tantissime limitazioni e conseguenti rinunce.<br \/>\nIn fondo, anche se sono state prese tutte le misure di sicurezza, con ambienti sicuri e controllati, puliti e sanificati, i notevoli sforzi dei collaboratori scolastici, del personale ATA dedito agli acquisti, dei dirigenti scolastici e dei DSGA, nessuno li riconosce.<br \/>\nTutti presi dalla fobia collettiva del contagio, esaltati da una rabbia repressa e mai espressa, come un male che cresce pi\u00f9 del contagio stesso, pi\u00f9 dei tanti morti che ci sono stati, dei lutti, della tristezza dell\u2019assenza, del vuoto, di quel silenzio che solo la morte sa dare.<br \/>\nSuccede allora che anche piccoli conflitti, piccole incomprensioni, sfociano in reazioni esagerate, esasperate dal momento, con docenti e dirigenti scolastici a rischio a volte della loro incolumit\u00e0 personale.<br \/>\nChiss\u00e0 se, quando tra i libri, intenti a prepararsi per il concorso, avrebbero mai immaginato questi scenari e stati d\u2019animo che avrebbero vissuto.<br \/>\nConcorsi che si portano dietro tutti, da quelli per il personale Docente a quelli per Dirigenti e DSGA, l\u2019amarezza, per molti, per non avercela fatta, che si amplifica in un tempo in cui, non ci si pu\u00f2 consolare, in quanto \u00e8 bandito ogni contatto umano.<br \/>\nUmanit\u00e0 di uomini e donne compromessa dalla vita. Ci sono stati attimi di entusiasmo, certo, la Didattica Digitale, una scoperta che affascina e che allo stesso tempo crea paure e preoccupazioni, di chi ormai alla fine della sua carriera un pc non lo aveva mai usato.<br \/>\nLa ricchezza dei webinar, che hanno reso pi\u00f9 popolare ed accessibile la formazione di qualit\u00e0, quei contatti con menti e formatori preparati e illuminati che ora possono dare un contributo alla crescita professionale e di conseguenza un aiuto concreto al lavoro di chi lavora in luoghi sperduti e lontani.<br \/>\nMaestri della scuola dell\u2019infanzia, con le loro visiere che li fanno diventare quasi extraterrestri alle prese con la legittima preoccupazione di mamme e pap\u00e0, che all\u2019essere diventati genitori, con tutto quello che comporta, ora si ritrovano a fare i conti con il terrore di restare soli senza i loro di genitori, ancora di salvezza di molte vite alla deriva che la pandemia ha portato sempre pi\u00f9 in fondo nel baratro della disperazione.<br \/>\nCarriere mai nate, progetti falliti, investimenti che non trovano la possibilit\u00e0 di rientrare, nella migliore delle ipotesi, risparmi sfumati nel peggiore dei casi, debiti contratti che segneranno per sempre delle vite.<br \/>\nSindaci, assessori alle prese con aule da cercare, servizi da mantenere a tutti i costi, cittadini, che soprattutto nei piccoli paesi in loro hanno riposto ogni speranza.<br \/>\nAl \u201cSignor sindaco, domani piover\u00e0\u201d ora emerge \u201cSignor Sindaco, domani mio figlio andr\u00e0 a scuola\u201d, \u201cSignor sindaco quando la mensa riaprir\u00e0\u201d.<br \/>\nNote, comunicati e provvedimenti, risorse aggiuntive che si devono spendere, pianificare, distribuire, rilevazioni continue, monitoraggi che si aggiungono, senza incremento delle risorse umane a disposizione, al gi\u00e0 consistente e frenetico lavoro ordinario fatto di date di scadenza, di casi da risolvere, di relazioni da mantenere perch\u00e9, si sa, in un mondo dove lavorano tante persone, i conflitti sono sempre in agguato.<br \/>\nRiconoscimenti mancati che lasciano il posto spesso a critiche, additamenti che corrono veloci sulle strade digitali dei social a volte prendono forma e forza nei surrogati virtuali delle piazze di un tempo, che oggi sono i blog e i post nelle pagine di gruppi chiusi o aperti, ai quali si aggiunge nel peggiore dei casi la potenza dei media, con la sua carta stampata o la televisione, la radio e le pagine digitali dei numerosi portali.<br \/>\nLa tristezza e la disperazione di chi si trova a perdere dei collaboratori validi a causa degli effetti collaterali del vaccino o semplicemente perch\u00e9 molti andranno in pensione approfittando delle opportunit\u00e0 di anticipare il tempo del meritato riposo.<br \/>\nEppure, per chi resta, il dramma che si amplifica scrutando l\u2019orizzonte, scuole che a settembre si troveranno sole, senza quei pilastri che ne mantenevano salda la struttura, senza la possibilit\u00e0 di riuscire a formare un ricambio generazionale, con Dirigenti Scolastici e DSGA sempre pi\u00f9 alle prese, oltre che con il loro lavoro ordinario, con impegni necessari per sostituirsi e surrogare quegli anelli mancanti nella loro organizzazione che, per quanto a legami deboli, oggi non riesce pi\u00f9 ad adattarsi alla velocit\u00e0 con cui si susseguono gli eventi.<br \/>\nRiforme in atto, riforme mancate, desiderio di normalit\u00e0 per tutti, dagli agenti delle case editrici dei libri di testo al personale che produce domanda per le graduatorie o di mobilit\u00e0, alcuni distanti da casa centinaia, migliaia di chilometri. Oggi sempre pi\u00f9 soli, in quanto da dietro le mascherine i loro occhi pur sforzandosi non riescono a trovare compagnia.<br \/>\nRelazioni mai nate, cuori che sospirano in silenzio, per alcuni anche donne ed uomini amati che si sono dovuti lasciare per andare lontano, a cui per le madri si aggiungono i figli e per le zie i nipoti, quei figli mancati che la vita non gli ha dato.<br \/>\nAssociazioni sindacali fatte di uomini e donne al servizio del prossimo, ma anche incasinate nel trovare un posto all\u2019interno delle rispettive organizzazioni, casi che un tempo venivano contenuti e risolti, oggi vengono lasciati senza soluzione, con rapporti logorati in alcuni contesti dove al servizio si sostituisce il desiderio di continuare quelle lotte, oggi quanto mai inopportune, che dovrebbero lasciare lo spazio alla collaborazione reciproca, che ha da sempre contraddistinto l\u2019umanit\u00e0.<br \/>\nDirigenti Scolastici lasciati soli, con casi difficili da risolvere, immersi nell\u2019angoscia di fare il loro dovere, sapendo che a quella azione ne seguiranno altre che li trascineranno in un vortice senza fine, fatto di aule di tribunali o pec e lettere velatamente minacciose a cui inevitabilmente dovranno rispondere.<br \/>\nLa solitudine vissuta in silenzio, che a volte trova la solidariet\u00e0 dei colleghi, a volte invece consumata da soli, nel dramma,di uno stress che inevitabilmente prima o poi mieter\u00e0 le sue prime vittime.<br \/>\nGite mancate, viaggi mai fatti, sogni infranti di studenti e personale della scuola, una valvola di evasione, un mezzo per creare e consolidare le relazioni, cos\u00ec come le cene, i pranzi, gli incontri fino al pi\u00f9 semplice collegio docenti o consiglio di classe.<br \/>\nLuoghi e momenti di relazione relegate al virtuale. Ma dove sono i tempi in cui in queste occasioni si trovavano gli amici di una vita o nascevano quegli amori che ti facevano battere il cuore e che ti facevano sentire vivo.<br \/>\nVirtuale, tante facce silenziose che ascoltano, magari qualcuno spera sogna, ma non pu\u00f2 interagire con l\u2019altro, la fine di un&#8217;umanit\u00e0 fatta anche di sogni, speranze, ed emozioni che ti facevano battere il cuore.<br \/>\nAlla didattica a distanza del lockdown, che in fondo aveva trovato una sua stabilit\u00e0, ora il navigare a vista con un alternarsi di lezioni in presenza e a distanza, con tempi e modi in continuo mutamento. Note, ordinanze, circolari si susseguono e segnano il tempo, determinando i destini e di conseguenza il futuro di tanti uomini e donne che ci hanno creduto e che in fondo continuano a credere nella loro missione di vita.<br \/>\nEstate, vacanze, libri che attendono di essere letti, momenti rimandati, aspettati contando i giorni, sopportando in silenzio quella mascherina per ore, vivendo nello sconforto della consapevolezza che i risultati non sono quelli sperati, sforzi, strategie messe in atto che non hanno funzionato e se da un lato il cuore di ogni insegnante \u00e8 rivolto ai suoi piccoli e grandi studenti che ama e che gli riempiono il cuore, dall\u2019altro sa che non ha la forza per poter dare di pi\u00f9 dopo un anno che sembra non finire mai.<br \/>\nNubi minacciose all\u2019orizzonte preannunciano un\u2019estate diversa, l\u2019ennesima vittima, della pandemia, un altro pezzo di scuola che se ne va.<br \/>\nCammina silenzioso, il Dirigente Scolastico, per i corridori. Con i suoi lenti passi cerca di ritrovare una scuola che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9, sente che il tempo \u00e8 cambiato e nel silenzio occhi tristi gli fanno capolino dalle porte che ogni tanto si aprono,con le onnipresenti mascherine e nel suo cuore si rende conto che la scuola \u00e8 cambiata e che questo in fondo nessuno ancora lo ha veramente ancora capito fino in fondo.<br \/>\nSuona la campanella, scandisce il tempo, zaini ancora pesanti tornano a casa sulle spalle di studenti che da dietro le loro mascherine sognano una scuola che ormai non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riflessioni: Occhi, mascherine, cambiamenti e paure. di Bruno Lorenzo Castrovinci Se qualcuno mi chiedesse com\u2019era la mia vita prima della pandemia, oggi non saprei rispondere, sembra assurdo, ma mi trovo cos\u00ec immerso in questa quotidianit\u00e0 che ho perso di vista me stesso.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-1206","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1206","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1206"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1206\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1219,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1206\/revisions\/1219"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1206"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1206"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1206"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}