{"id":1239,"date":"2021-06-07T18:47:40","date_gmt":"2021-06-07T16:47:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1239"},"modified":"2021-06-07T22:12:24","modified_gmt":"2021-06-07T20:12:24","slug":"1239","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1239","title":{"rendered":"Se la scuola dei piccoli animer\u00e0 il dibattito \u2026"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1240\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/childrensrights-150x150.jpg\" alt=\"Hands Circle\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/childrensrights-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/childrensrights-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/childrensrights-230x230.jpg 230w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/childrensrights.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>Se la scuola dei piccoli animer\u00e0 il dibattito \u2026<\/strong><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>di Paola Bortoletto<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019occasione \u00e8 quella del dibattitto voluto intorno alla bozza \u201cDocumento base &#8211; Linee pedagogiche per il sistema integrato \u201czerosei\u201d, presentate ufficialmente il 31 marzo scorso alla presenza del Ministro prof. P. Bianchi e del presidente della Commissione nazionale per il Sistema integrato di educazione e istruzione che le ha elaborate, il compianto e indimenticato G. Cerini.<!--more--><br \/>\nLe successive consultazioni pubbliche degli stakeholders a partire dalle Associazioni professionali di docenti e dirigenti a quelle dei genitori, al terzo settore e le schede da compilare rivolte ad una vasta platea, dal singolo genitore alle gi\u00e0 citate associazioni (ma quanti lo faranno!), si concluderanno il 10 luglio 2021 e potranno offrire spunti interessanti agli estensori, per licenziare un documento realmente condiviso e arricchito di punti di vista.<br \/>\nDi fronte a ineludibili richieste di senso e di sistema che possano facilitare la ripresa dei tassi di natalit\u00e0; coltivare la vocazione all\u2019accoglienza, favorire le pari opportunit\u00e0 nella crescita economica, sociale, civica; contrastare la povert\u00e0 materiale e la povert\u00e0 educativa e ridurre i rischi dell\u2019insuccesso educativo, il Decreto legislativo n. 65\/2017 da cui ha preso forma la Commissione citata che ha elaborato le 40 pagine di Linee pedagogiche, punta a valorizzare il sistema integrato 0 &#8211; 6 anni, mettendo al centro i diritti delle bambine e dei bambini con l\u2019obiettivo precipuo di far superare le profonde disuguaglianze, vissute e ancor pi\u00f9 acuite dalla pandemia, proprio grazie ad un intervento di educazione ed istruzione di qualit\u00e0 sin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0. La missione 4 del PNRR evidenzia, infatti che si deve continuare ad investire nell\u2019estensione della rete 0 &#8211; 6 anni e attraverso le risorse europee si deve raggiungere per lo 0 &#8211; 3 l\u2019obiettivo europeo del 33% di accessibilit\u00e0, dato il grave ritardo in cui versa il nostro Paese, oltre a lavorare per la generalizzazione della scuola dell&#8217;infanzia, intervenendo a sostegno soprattutto delle famiglie pi\u00f9 fragili.<br \/>\nANDIS, l\u2019Associazione Nazionale Dirigenti scolastici, fra le proposte al governo per il PNRR ha evidenziato la necessit\u00e0 di mettere in campo un\u2019idea di perequazione degli interventi volta a sanare i forti squilibri esistenti nel nostro Paese, in termini di infrastrutture e di servizi (nidi, scuole dell\u2019infanzia, \u2026), squilibri che si ripercuotono in modo drammatico anche sui risultati dell\u2019azione educativa. Senza la scuola le disuguaglianze sono destinate ad accentuarsi e forse irrimediabilmente.<br \/>\nLa necessit\u00e0 di una rete di strutture educative, di nidi, di scuole dell&#8217;infanzia rappresenta una prospettiva che mette al centro il bambino e la risposta competente ai suoi bisogni di crescita, di sviluppo, di apprendimento. Nidi e scuole dell\u2019infanzia hanno due storie distinte che il progetto 0-6 vuole rispettare nelle identit\u00e0 delle due strutture, non annullandole, anzi rafforzandole attraverso la costruzione di un contesto in cui vi sia dialogo, sostenuto da un lessico pedagogico condiviso: parole come cura, routine, contesto, benessere, corpo devono intrecciarsi<br \/>\ncon quelle di sviluppo, competenza, apprendimento, gioco, linguaggi, campi di esperienza.<br \/>\nLe Linee pedagogiche rappresentano una cornice di senso al sistema 0-6, sulla base dei documenti europei, quale ad esempio la fondamentale raccomandazione della<br \/>\nCommissione europea del maggio 2019, e delle norme italiane.<br \/>\nNel Capitolo 1^ &#8211; I diritti dei bambini \u00e8 significativo l\u2019aver sottolineato il passaggio da una stagione socio-assistenziale ad un progetto educativo, in cui centrali siano i diritti del bambino all\u2019educazione e all\u2019apprendimento. Nel progetto educativo si mette al centro il bambino per promuovere il suo sviluppo attraverso un ambiente sicuro, in cui progressivamente siano perseguite sia vicinanza che distanziamento, cura ed educazione.<br \/>\nCon il progetto 0 &#8211; 6 si dovrebbe trasformare una domanda sociale in un progetto educativo che concili bisogni come il lavoro, l\u2019organizzazione familiare, l\u2019emancipazione femminile.<br \/>\nNel Capitolo 2^ &#8211; Un ecosistema formativo si tratteggiano i grandi cambiamenti che riguardano la nostra societ\u00e0, i cambiamenti nelle famiglie, nella cultura, nelle tecnologie, negli stili di vita. Nel documento si rileva il ruolo attribuito alle famiglie, ai genitori per cercare di costruire un rapporto di fiducia verso le istituzioni, a partire da una delle prime istituzioni che le famiglie possono incontrare. La famiglia \u00e8 parte di una comunit\u00e0 in cui si impara non solo ad accompagnare, ma anche ad anticipare le trasformazioni della societ\u00e0.<br \/>\nNel Capitolo 3^ &#8211; La centralit\u00e0 dei bambini, le linee pedagogiche vogliono riscoprire il bambino; cogliendone le caratteristiche dinamiche evolutive.<br \/>\nNelle Linee si ribadisce che ciascuna bambina e ciascun bambino sono unici, irripetibili, ma per crescere hanno bisogno degli altri, di altri bambini, di adulti competenti, di genitori sereni perch\u00e9 possono contare sul supporto di servizi e di scuole di qualit\u00e0.<br \/>\nRappresenta una potente sfida educativa il fatto che i bisogni dei bambini non devono essere contrapposti a quelli dei genitori. L\u2019accento va posto sulla necessit\u00e0 di cambiare mentalit\u00e0 generale per creare realisticamente una conciliazione educativa rinnovata, in cui l&#8217;alleanza tra scuola, servizi e famiglie sia molto forte, in cui il bambino progressivamente sia capace di autoregolarsi, di alimentare la sua curiosit\u00e0, superando il prevedibile e lo standardizzabile, in un contesto ricco di stimoli.<br \/>\nNel Capitolo 4^ &#8211; Curricolo e progettualit\u00e0: le scelte organizzative, si evidenziano gli obblighi dell\u2019adulto verso il bambino che non deve crescere da solo, ma deve essere accolto in un ambiente ad alta intensit\u00e0 relazionale, luogo di cura, caratterizzato da responsabilit\u00e0 etica e da attenzione a tutte le manifestazioni dei piccoli. Importante la sottolineatura di uno spazio \u201cparlante\u201d, di un ambiente inteso come terzo educatore, di un tempo connotato pedagogicamente.<br \/>\nUn ideale curricolo 0-6 dovrebbe:<br \/>\n&#8211; favorire il benessere e soddisfare i bisogni e il potenziale unici di ciascun bambino;<br \/>\n&#8211; garantire equilibrio tra sviluppo socio-emotivo e cognitivo;<br \/>\n&#8211; promuovere partecipazione, iniziativa, autonomia, creativit\u00e0, ma anche<br \/>\nempatia, rispetto reciproco, uguaglianza, diversit\u00e0;<br \/>\n&#8211; promuovere l\u2019ascolto attraverso un ambiente inclusivo;<br \/>\n&#8211; favorire il contatto con le lingue e l\u2019apprendimento linguistico precoce;<br \/>\n&#8211; sensibilizzare gli operatori sull\u2019uso corretto del digitale;<br \/>\n&#8211; promuovere la continuit\u00e0 orizzontale e verticale.<br \/>\nNel Capitolo 5^ &#8211; Coordinate della professionalit\u00e0 emerge un adulto che deve saper svolgere un accompagnamento competente alla crescita del bambino e vi si illustra lo specifico investimento sulla professionalit\u00e0. Nella cassetta degli attrezzi degli educatori non devono mancare l&#8217;osservazione, la documentazione e una valutazione formativa, intesa come capacit\u00e0 di leggere la crescita e lo sviluppo in termini di competenze sempre pi\u00f9 piene.<br \/>\nI cinque profili professionali che si vorrebbe caratterizzassero l\u2019insegnante sono esaustivi, pur se potrebbero essere ulteriormente integrati. Dall\u2019Adulto accogliente all\u2019 Adulto incoraggiante; dall\u2019Adulto \u201cregista\u201d, gi\u00e0 presente negli Orientamenti \u201891 e nelle Indicazioni Nazionali 2012 all\u2019Adulto responsabile fino all\u2019 Adulto partecipe, che potrebbe essere integrato dall\u2019Adulto in ascolto.<br \/>\nPer avere servizi di qualit\u00e0 0 \u2013 6, per\u00f2 \u00e8 basilare la qualit\u00e0 del personale 0 &#8211; 6. Infatti, la qualificazione del personale rimanda alla formazione iniziale ed in servizio in forma unitaria, elemento individuato gi\u00e0 dal Decreto legislativo n. 65\/2017, ma che ha ancora un lungo percorso da compiere.<br \/>\nSi aggiunga una formazione continua in dialogo con il segmento successivo, che pu\u00f2 essere ben raccordato negli Istituti Comprensivi e che pu\u00f2 trovare nelle \u201csezioni primavera\u201d spazi di riflessione e di ricerca inesauribili.<br \/>\nNel Capitolo 6^ &#8211; Le garanzie della governance, gi\u00e0 ben delineate nel Decreto 65, le responsabilit\u00e0 statali si dovrebbero integrare con quelle dei territori, dei contesti e delle realt\u00e0 operative.<br \/>\nIl percorso 0-6 \u00e8 sostanzialmente costituito da due strutture (educative) diverse con specifiche identit\u00e0 organizzative e istituzionali:<br \/>\n\u2022l\u2019asilo nido, che risponde a circa il 23% della fascia di et\u00e0 (0-3 anni), con pilotaggio legislativo regionale e gestione affidata ai comuni e a privati convenzionati e\/o autorizzati (50% circa per i due comparti);<br \/>\n\u2022la scuola dell\u2019infanzia, che risponde a circa il 95% della fascia di et\u00e0 (3-6 anni), con pilotaggio legislativo statale e gestione affidata allo Stato (60%), ai Comuni (10%), al privato paritario (30%).<br \/>\nServizi e scuole dell&#8217;infanzia, nelle loro tipologie e nella loro diffusione, costituiscono, usando una metafora di Giancarlo Cerini, dei punti luce che forse non sempre si vedono l&#8217;uno con l&#8217;altro.<br \/>\nSolo sporadicamente, in modo occasionale e non strutturato, lo 0 &#8211; 3 e il 3 &#8211; 6 sono riusciti a dialogare, con riferimento agli aspetti pedagogici, organizzativi, strutturali, istituzionali che risultano radicati in realt\u00e0 assolutamente differenti.<br \/>\nEssi compongono i tasselli di un mosaico in cui ciascun elemento \u00e8 speciale, riconoscibile, con una propria identit\u00e0, ma dovrebbero non essere frammentati proprio per sostenere le innovazioni. Tra queste ultime si annoverano i poli per l\u2019infanzia, realizzabili secondo i bisogni dei territori, vere potenzialit\u00e0 per contesti differenti, sistemi ragionati e flessibili, e il coordinamento pedagogico, aspetto gi\u00e0 esistente, ma per quanto riguarda i servizi per l&#8217;infanzia indicato per la prima volta con chiarezza in un documento di indirizzo, da coordinare attraverso una cabina di regia a livello ministeriale. In questo senso molto c\u2019\u00e8 ancora da fare.<br \/>\nIl primo punto di contatto vero \u00e8 costituito dal Decreto legislativo n. 65 del 2017<br \/>\ne le Linee pedagogiche costituiscono un elemento che tenta di unificare lo 0 &#8211; 6, con valenza prettamente pedagogica, ma anche con istanze di tipo organizzativo, gestionale, pur se debolmente declinate.<br \/>\nForte \u00e8, infatti la necessit\u00e0 di certezze a lungo termine e nell\u2019ordinario delle risorse per il sistema.<br \/>\nLe scuole ed i territori sono di fronte ad una sfida da non perdere per rimettere al centro le bambine e i bambini e la loro crescita, che sar\u00e0 anche quella di un intero Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se la scuola dei piccoli animer\u00e0 il dibattito \u2026 di Paola Bortoletto L\u2019occasione \u00e8 quella del dibattitto voluto intorno alla bozza \u201cDocumento base &#8211; Linee pedagogiche per il sistema integrato \u201czerosei\u201d, presentate ufficialmente il 31 marzo scorso alla presenza del Ministro prof. 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