{"id":1260,"date":"2021-06-16T15:59:55","date_gmt":"2021-06-16T13:59:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1260"},"modified":"2021-06-16T15:59:55","modified_gmt":"2021-06-16T13:59:55","slug":"un-modello-per-la-classe-post-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1260","title":{"rendered":"Un modello per la classe post-pandemia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1264\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/steam-education-wheel-infographic-steam-education-wheel-infographic-science-technology-engineering-arts-math-157795670-150x150.jpg\" alt=\"steam-education-wheel-infographic-steam-education-wheel-infographic-science-technology-engineering-arts-math-157795670\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/steam-education-wheel-infographic-steam-education-wheel-infographic-science-technology-engineering-arts-math-157795670-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/steam-education-wheel-infographic-steam-education-wheel-infographic-science-technology-engineering-arts-math-157795670-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/steam-education-wheel-infographic-steam-education-wheel-infographic-science-technology-engineering-arts-math-157795670-229x230.jpg 229w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/steam-education-wheel-infographic-steam-education-wheel-infographic-science-technology-engineering-arts-math-157795670.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>Un modello per la classe post-pandemia<\/strong><br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>di Renato Candia<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le evidenze riferite al sistema scuola e portate alla luce dalla pandemia, sono certamente pi\u00f9 complesse e articolate dell\u2019unico tema prevalente che sembrerebbe per ora animare i dibattiti quotidiani quasi pi\u00f9 di un campionato di calcio, ovvero la questione della Didattica a Distanza.<!--more--><br \/>\nSenza nulla togliere alla crucialit\u00e0 dell\u2019esperienza DaD, andrebbe per esempio opportunamente ri-considerata con maggior attenzione l\u2019esperienza del contenimento del numero di alunni per classe che, da obbligata dai vincoli del distanziamento anti-contagio, ha dimostrato palesemente la sua efficacia (per altro gi\u00e0 piuttosto chiara ai professionisti della scuola) nell\u2019offrirsi come ambiente di apprendimento capace di privilegiare esperienze, linguaggi e relazioni piuttosto che semplice trasmissione dei saperi. Si \u00e8 mostrato come sia necessario intervenire con una visione progettuale e normativa pi\u00f9 ampia nella pianificazione degli organici, prevedendo stabilmente classi di non pi\u00f9 15\/20 alunni (superando cos\u00ec i parametri attuali), magari incrementando ulteriormente il modello dell\u2019organico funzionale e dell\u2019organico di potenziamento, verso tutti gli ordini di scuola laddove le componenti affettive, ciascuna per la propria fascia d\u2019et\u00e0, evidenzierebbero bisogni importanti e non trascurabili.<br \/>\nMigliorare il rapporto numerico alunni-insegnante, quindi, \u00e8 un evidenza palese e un\u2019urgenza improrogabile. Questo permette di riconsiderare nuove e diverse vie per un approccio pi\u00f9 empirico alle conoscenze e agli apprendimenti. Nella sua recente lectio magistralis, per la Laurea ad honorem conferitagli dall\u2019Universit\u00e0 di Palermo, Franco Lorenzoni (il maestro fondatore, tra tutto il resto, della Casa laboratorio di Cenci, in Umbria), ha insistito sul bisogno di ogni bambino di essere ascoltato, di esercitare linguaggi sensoriali multipli e diversi, costruire, suonare, leggere, studiare, fare teatro, disegnare, ecc.. Ma l\u2019ascolto, ovviamente, \u00e8 molto spesso silenzioso, fatto di osservazioni, rilevazioni e intuizioni, e parte dalla comprensione, da parte dell\u2019insegnante, di ci\u00f2 che l\u2019alunno sa piuttosto che dal computo di ci\u00f2 che non sa.<br \/>\nUn rapporto numerico alunni-insegnante pi\u00f9 adeguato promuove pi\u00f9 efficacemente la relazione. Partendo allora da una prospettiva macro, per esempio, torna sempre utile ripensare alla relazione scuola-societ\u00e0: il mondo cambia quando, per necessit\u00e0 o per virt\u00f9, cambia la visione che si ha di esso. Si tratta di un tema piuttosto attuale nel dibattito in corso all\u2019interno della sociologia della scienza: il pensiero scientifico parla il linguaggio della verit\u00e0? Il pensiero scientifico \u00e8 neutro? Il pensiero scientifico esprime l\u2019epoca che lo produce? Il pensiero scientifico \u00e8 in grado di descrivere la realt\u00e0 cos\u00ec com\u2019\u00e8? Il processo temporale di evoluzione della scienza, come sosteneva Karl Popper, \u00e8 fatto di congetture che a loro volta funzionano fino a quando non vengono confutate da altre congetture che sono in grado di descrivere meglio e pi\u00f9 efficacemente ci\u00f2 di cui si occupano. Non esistono teorie del tutto, quindi, ma piuttosto, per citare sempre il filosofo austriaco, congetture e confutazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella relazione insegnante-alunno questa prospettiva si allarga verso una dimensione filosofica vera e propria dell\u2019apprendimento. E della sua efficacia ne sono ottima testimonianza i successi sempre pi\u00f9 diffusi nelle nostre scuole dei progetti e delle iniziative STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) e STEAM (scienza, tecnologia, ingegneria, arti e matematica), che spostano la centralit\u00e0 dei processi di apprendimento e della loro programmazione a forme sempre pi\u00f9 inter-intra-disciplinari attraverso il superamento ormai netto dell\u2019idea di discipline principe e discipline gregarie, che era fortemente consolidato nella scuola dei Programmi, precedente la scuola delle Indicazioni, verso un\u2019idea pi\u00f9 costruttiva di mutuo soccorso pluri-disciplinare. La scuola dunque come terreno di narrazioni, nel senso stretto che questo termine ha assunto oggi nei contesti della comunicazione mediale, o meglio di un\u2019unica grande narrazione capace di essere contemporaneamente sapere e visione del mondo (sapere e visione della quotidianit\u00e0). Conoscere le cose ma capire anche che possono essere diverse da come sembrano: immaginare che si poteva conversare stando a grandi distanze port\u00f2 all\u2019invenzione del telefono, immaginare che un selettore di numeri a rotella o a tasti potesse essere sostituito da pi\u00f9 seduttive e gratificanti superfici sensibili al tatto ha portato all\u2019invenzione dello smartphone, immaginare qualcosa che prima non c\u2019era e poi non ne puoi assolutamente fare a meno ha portato alla rivoluzione digitale di Steve Jobs e Bill Gates. In tal senso qualunque approccio a questa narrazione esercitata (e\/o esercitabile) dalla scuola pu\u00f2 essere legittimato dal conoscere le sensibilit\u00e0 di ciascuno dei nostri interlocutori, ovvero il modo per poter interagire a partire dalla curiosit\u00e0, ovvero dall\u2019esercizio di emozioni, che accompagnano la relazione alunno-insegnante.<br \/>\n\u00c8 interessante osservare i modi editoriali con cui le discipline, a loro volta, stanno manifestando una certa crescente attenzione ad agire dando il pi\u00f9 possibile forma divulgativa a conoscenze e saperi considerati fino a non troppo tempo fa, almeno apparentemente, specialistici e settoriali. Oltre alla documentaristica facilmente accessibile sui canali web e televisivi, si pensi ai libri di scienziati come Carlo Rovelli, matematici come Piergiorgio Odifreddi, storici come Alessandro Barbero o designer come Riccardo Falcinelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto infine sia importante e urgente mettere concretamente la relazione al centro dei processi di apprendimento ce lo racconta la quotidianit\u00e0. Gli esperti del marketing, per fare un esempio, studiano la relazione produttore-cliente la cui approfondita conoscenza \u00e8 finalizzata ad un mercato commerciale il pi\u00f9 conveniente e redditizio possibile. Negli ultimi due decenni l\u2019evoluzione del pubblico televisivo in soggetto fruitore di social media e piattaforme streaming, passato perci\u00f2 dalla visione di qualche decina di spot tv al consumo indotto di qualche migliaio di annunci pubblicitari al giorno, ha portato al crollo totale della pubblicit\u00e0 di massa a favore di processi contenuti di fidelizzazione del consumatore su specifici prodotti: \u00e8 lo stesso consumatore, anche fruendo dei contatti sui social media frequentati, che \u2018comunica\u2019 quel prodotto, con una sorta di passa parola a catena, diventando cos\u00ec esso stesso vettore primario di promozione pubblicitaria. Questa narrazione del consumatore si fa canale di condivisione della sua soddisfazione (il feedback di ogni campagna di vendita si chiama non a caso Customer Satisfaction, ovvero soddisfazione del cliente), che diviene a sua volta motore motivazionale della narrazione stessa. Ancora una volta esercizio di emozioni: nella classe ideale la relazione diretta alunno-insegnante promuove l\u2019esercizio delle emozioni, che a sua volta motiva il contesto di una narrazione generale, al cui centro, ripetiamo, possono efficacemente trovare collocazione una giusta curiosit\u00e0 verso ci\u00f2 che ancora non si conosce, ovvero, agli occhi e tra le mani dell\u2019alunno, ci\u00f2 che probabilmente ancora non esiste.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un modello per la classe post-pandemia di Renato Candia Le evidenze riferite al sistema scuola e portate alla luce dalla pandemia, sono certamente pi\u00f9 complesse e articolate dell\u2019unico tema prevalente che sembrerebbe per ora animare i dibattiti quotidiani quasi pi\u00f9 di un campionato di calcio, ovvero la questione della Didattica a Distanza.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-1260","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1260","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1260"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1260\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1265,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1260\/revisions\/1265"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1260"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1260"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1260"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}