{"id":1269,"date":"2021-07-12T21:32:42","date_gmt":"2021-07-12T19:32:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1269"},"modified":"2021-07-12T21:32:42","modified_gmt":"2021-07-12T19:32:42","slug":"una-scuola-a-misura-di-studente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1269","title":{"rendered":"Una scuola a misura di studente"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1271\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/exam-stress-150x150.jpg\" alt=\"exam-stress\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/exam-stress-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/exam-stress-300x297.jpg 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/exam-stress-1024x1017.jpg 1024w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/exam-stress-231x230.jpg 231w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/exam-stress.jpg 1031w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>Una scuola a misura di studente<\/strong><br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>di Stefano Stefanel<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una scuola a misura di studente \u00e8 uno slogan un po\u2019 vecchiotto e un po\u2019 retorico, ma rende ugualmente bene l\u2019idea della scuola dentro la societ\u00e0 della conoscenza, che ha cura per tutti i suoi studenti. <!--more-->Gli studenti dovrebbero trovare nel sistema scolastico quello che risponde meglio alle loro singole esigenze, nell\u2019interesse comune di aumentare le possibilit\u00e0 e le potenzialit\u00e0 di tutti e quindi anche il benessere (sociale, culturale, economico) di ogni nazione. Nei fatti, per\u00f2, accade spesso che sia pi\u00f9 corretto lo slogan opposto: Uno studente a misura di scuola. Il sistema scolastico non si struttura come un servizio verso le esigenze di ogni singolo studente, ma propone delle strade e cerca studenti che si adattino a queste. Tutta le questioni dell\u2019orientamento, delle bocciature, dei percorsi opzionali, delle materie di indirizzo, delle valutazioni docimologiche trasformano l\u2019idea di essere, come scuola, \u201ca misura di studente\u201d a quella pi\u00f9 pragmatica di cercare studenti \u201ca misura di scuola\u201d. Ma fin qui siamo nella normalit\u00e0 del rapporto diretto tra dichiarato ed agito, una questione su cui la scuola sta dibattendo ormai da almeno vent\u2019anni, quelli dell\u2019autonomia, e che i vari tentativi di accountability non sono riusciti a modificare.<br \/>\nSe, per\u00f2, prima di occuparci delle esigenze degli studenti dobbiamo occuparci di adeguare alla capienza dei mezzi di trasporto il numero di studenti da far salire sugli autobus (ma non su quelli cittadini che possono continuare a girare pieni), di far entrare nelle classi pi\u00f9 studenti possibile pur non rispettando le distanze di sicurezza, di garantire che gli insegnanti che vogliono si vaccinano e quelli che non vogliono non lo fanno, di continuare a valutare attraverso numeri assegnati a seguito di compiti in classe scritti e di interrogazioni gestite su base mnemonica e ripetitiva, se dobbiamo occuparci di quanti alunni possono entrare nelle palestre o nei laboratori, se dobbiamo ascoltare i prefetti su quando si deve fare scuola, se dobbiamo decidere d\u2019estate che banchi ci servono d\u2019inverno, se dobbiamo continuare a credere e a far credere che il \u201cvecchio\u201d esame di stato con le prove scritte e l\u2019orale sia una cosa seria da ripristinare, se dobbiamo parlare di povert\u00e0 educative e di dispersione come se fossero fenomeni indipendenti rispetto alle condizioni in cui vivono le persone, difficilmente avremmo tempo, voglia e possibilit\u00e0 di occuparci di quello di cui hanno bisogno gli studenti per apprendere, migliorare, crescere.<br \/>\nTutto questo, comunque, potrebbe anche essere fatto rientrare nella solita e solida battaglia tra chi vuole cambiare il sistema scolastico e chi lo vuole mantenere inalterato, senza mai commuoversi per quello che hanno dimostrato gli studenti italiani in questi due ultimi anni scolastici. La questione diventa pi\u00f9 seria, per\u00f2, se tutti coloro che, in qualche modo, devono prendere decisioni in una situazione particolarmente drammatica come la pandemia, non si accontentano di una considerazione umanamente ovvia come la comprensione per aver dovuto fare scelte difficili in un periodo difficile, ma pretendono di dimostrare di non aver sbagliato nulla neppure davanti agli errori pi\u00f9 ignobili. E cos\u00ec si assiste alla sequela delle questioni su cui di deve tacere, perch\u00e9 altrimenti si viene assaliti dall\u2019aggressivit\u00e0 dei decisori, che vogliono prendere decisioni sbagliate ricevendo solo applausi, traendo conclusioni scorrette perch\u00e9 nascono da premesse poco scientifiche, facendo sempre ricadere le colpe sugli altri. Sui trasporti non si pu\u00f2 dire nulla, sui tracciamenti neppure, sulle decisioni dei prefetti nemmeno, sulla solitudine in cui gli Uffici scolastici regionali hanno lasciato le scuole si rischia il procedimento disciplinare, sull\u2019incompetenza dei docenti a valutare (sia in presenza sia a distanza) tutto tace, sulle stupidaggini di chi vuole una scuola che boccia di pi\u00f9 nessuno da voce a chi ritiene che il sistema scolastico si valuti in base a quanto insegna, non a quanto boccia (lo ha detto anche il Ministro Bianchi, guardando \u201cstupito\u201d l\u2019aumento delle bocciature). E via di seguito, fino ad arrivare ai dirigenti scolastici che tutti hanno sempre operato bene e guai a chi dice il contrario. Insomma una situazione in cui tutti sono bravi e competenti e solo (alcuni) studenti non lo sono.<br \/>\nDAD, DDI E DINTORNI<br \/>\n\u201cLa Didattica a Distanza \u00e8 negativa\u201d: questa banale osservazione viene enunciata come una perla di saggezza infinita, come se nella scuola ci fosse qualcuno che dice che, invece, la DAD \u00e8 positiva. La scuola da marzo a giugno del 2020 ha dovuto ricorrere alla Didattica a Distanza perch\u00e9 l\u2019alternativa era nessuna didattica. E quindi ha usato in emergenza un metodo didattico (l\u2019e-learning) che non pu\u00f2, nell\u2019ordinario, sostituire la scuola in presenza. Quando una colossale banalit\u00e0 diventa elemento di ragionamento pubblico vuol dire che siamo proprio messi male. Anche se nell\u2019estate del 2020 il Ministero ha introdotto il concetto di Didattica Digitale Integrata, che non vuol dire DAD, perch\u00e9 \u201cintegrare\u201d non significa \u201csostituire\u201d, mi pare che pochi abbiano colto il senso della questione, che, molto semplicemente, \u00e8 trarre il meglio da tutte le possibili opportunit\u00e0. Ragionandoci su non \u00e8 poi cos\u00ec difficile capire che integrando la didattica ordinaria con quella digitale possiamo raggiungere meglio tutti gli studenti, dare ascolto e corso ai loro bisogni, riorganizzare tempi e modi dell\u2019apprendimento, imparare metodi di verifica e valutazione meno \u201cpre-industriali\u201d. Tutta la filiera della formazione ha lavorato in questo senso e nel complesso ha lavorato molto bene.<br \/>\nAlmeno dentro il mondo della scuola dovrebbe esserci la consapevolezza delle grandi potenzialit\u00e0 del digitale e dell\u2019importanza di creare una didattica integrata. Il digitale pu\u00f2 sviluppare le condizione per grandi risparmi di tempo, ma dentro un paradigma mutato. Il digitale \u00e8 molto utile per il colloquio colto e il focus group, molto poco utile, invece, lo \u00e8 per l\u2019interrogazione mnemonica e per il compito scritto. Si tratta di verificare qual \u00e8 la condizione migliore, imparare a lavorare in piattaforma e lasciare alle attivit\u00e0 in presenza il loro imprescindibile ruolo nel contatto, nel confronto, nella socializzazione, nel lavoro in team. Invece per una parte consistente del mondo della scuola le attivit\u00e0 migliori da realizzare in presenza sono e rimangono i compiti scritti e le interrogazioni. E allora \u00e8 chiaro che torna prepotente il concetto di Didattica a Distanza, proprio per cercare ancora una volta di chiudere la porta a quel digitale a scuola, nel momento in cui tutta la vita reale \u00e8 dentro il digitale.<br \/>\nMULTIDISCIPLINARIETA\u2019 e INTERDISCIPLINARIETA\u2019<br \/>\nL\u2019esame di stato degli ultimi due anni in entrambi i cicli ha dimostrato che \u201cun altro mondo \u00e8 possibile\u201d. La massa inutile di compiti scritti nel primo ciclo e quella nociva nel secondo ciclo ha ceduto il posto ad un colloquio che ha evidenziato il lato migliore della scuola. Permane ancora in troppi docenti l\u2019idea che senza una domanda contenutistica non siamo di fronte ad un vero esame, ma questo perch\u00e9 si sta scontando nella scuola italiana una lunga e potente tradizione di disciplinarismo monadico, dove ogni disciplina si chiude dentro il suo recinto orario e non dialoga con nessuno.<br \/>\nSia il multidisciplinarismo (molte materie che concorrono in forma autonoma ad affrontare un unico argomento da pi\u00f9 punti di vista), sia il transdisciplinarismo (le materie che vengono utilizzare per ragionare attorno ad un argomento, ma non in forma ordinata o completa perch\u00e9 l\u2019interesse \u00e8 sull\u2019argomento non sulla materia) vanno studiati, prima dai docenti e poi dagli studenti. L\u2019importante passaggio valutativo che ha toccato la scuola primaria, con l\u2019introduzione della valutazione per obiettivi, tende proprio a combattere la secondarizzazione di quel segmento di scuola, mentre la nuova forma dell\u2019esame di stato tende a \u201cprima rizzare\u201d la scuola secondaria dentro l\u2019esigenza di saperi non pi\u00f9 divisi. Le discipline devono essere usate per capire, non per presidiare centri di potere (la famigerata \u201cpari dignit\u00e0\u201d delle discipline definita per via normativa e non culturale).<br \/>\nEcco che allora diventa importante comprendere in che modo il digitale pu\u00f2 aiutare lo studente ad integrare il suo sapere e a dotarlo delle competenze necessarie per padroneggiare questo digitale, senza farsi ingoiare da lui. Impresa complicata, ma che gli attuali contorcimenti linguistici non fanno che rendere ancora pi\u00f9 complicata.<br \/>\nBOCCIARE E DISPERDERE COME SORVEGLIARE E PUNIRE<br \/>\nTutta la questione della distanza e della presenza rientra nell\u2019unica categoria, purtroppo immortale, del \u201csorvegliare e punire\u201d, dove la fanno da padroni l\u2019appello, la presenza obbligatoria, l\u2019idea che devi esserci anche se questa tua presenza non ti produce alcun vantaggio. Se quello che conta \u00e8 il contenuto della risposta dentro una sorta di eterno quiz mnemonico, poi quando lo studente si trover\u00e0 a dover elaborare un pensiero dovr\u00e0 saperlo fare con i mezzi suoi, non con quelli che gli ha trasmesso la scuola. Nel mondo ormai non si tratta di \u201csaper dare la risposta esatta\u201d, ma di \u201csaperla cercare\u201d, che \u00e8 un po\u2019 diverso.<br \/>\nTutto questo si connette con la necessit\u00e0 di rendere la presenza a scuola un elemento di virt\u00f9 non di obbligo, mentre siamo dentro il dibattito su come far tornare tutti sempre in presenza, senza contagiarsi, senza riempire i pullman, mantenendo le distanze di sicurezza dentro aule troppo piccole. Il PNRR \u2013 Next Generation Eu si occupa d\u2019altro, non di come risolvere i problemi delle scuole in modo che queste diventino il luogo a misura di studente. Si sta spingendo perch\u00e9 le domande sull\u2019efficacia e l\u2019efficienza siano cancellate, cercando di spingere gli studenti ad essere felici di essere a misura di scuola. L\u2019idea di ammettere a scuola tutti gli studenti con la Green Card e sugli altri attenersi alle possibilit\u00e0 del momento non pare venir presa in considerazione, forse perch\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 democratico che chi non vuole vaccinarsi non lo faccia, anche se questo \u00e8 pericoloso per gli altri.<br \/>\nL\u2019idea, poi, di aumentare le bocciature viene sempre pi\u00f9 spesso sbandierata come la grande innovazione per il ritorno ad una scuola pi\u00f9 severa e selettiva, quasi che l\u2019Italia non sia gi\u00e0 il Paese dell\u2019Unione Europea che boccia di pi\u00f9 e che non sa cosa fare dei propri bocciati, costretti a rifare l\u2019anno dopo sia le cose che sanno, sia quelle che non sanno. Viene il dubbio che anche le bocciature siano diventate un problema occupazionale, perch\u00e9 se si eliminassero avremmo bisogno di meno organico e i numeri sarebbero cos\u00ec chiari che si potrebbe finalmente programmare flussi certi di presenza degli studenti a scuola. Invece la percentuali dei bocciati chiede pi\u00f9 organico, perch\u00e9 per loro non c\u2019\u00e8 un progetto, ma solo un grande e spesso inutile ripasso.<br \/>\nOgni sistema viene analizzato e studiato per i suoi punti di forza e dunque se l\u2019attuale esame di stato del secondo ciclo dice che il 20% degli studenti esce col voto massimo vuol dire che \u00e8 un buon esame. Io credo che pi\u00f9 del 30% dei nostri studenti dovrebbe uscire col voto massimo e se un esame certifica qualcosa di diverso \u00e8 sbagliato l\u2019esame e sbaglia chi quell\u2019esame lo conduce. L\u2019esame di fine ciclo dovrebbe essere simile alla la discussione della tesi di laurea, non un luogo dove non si boccia ma si ripetono gli stanchi riti delle verifiche tradizionali, bens\u00ec il luogo del confronto sul livello alto dell\u2019apprendimento. Poi magari sarebbe il caso di introdurre le certificazione per i livelli reali di competenza disciplinari, da definire a fine aprile della quinta, che certificano cosa lo studente sa realmente fare (cos\u00ec se sa fare poco in matematica non devi essere bocciato, ma semplicemente interdetto dall\u2019iscriversi all\u2019Universit\u00e0 di Matematica, Fisica o Ingegneria. E cos\u00ec pere l\u2019inglese, il latino, ecc.).<br \/>\nServirebbe un bel piano di supporto agli studenti e alle loro necessit\u00e0 che punti al futuro, non questa corsa a giustificarsi con l\u2019idea che lo studente si deve adattare alle mancanze del sistema. E\u2019 necessario agire su alcuni punti essenziali: piano personalizzato di apprendimento per tutti gli studenti, certificazione dei livelli reali di competenza nelle discipline, sviluppo dell\u2019interdisciplinariet\u00e0, esami di fine ciclo come discussione di fine percorso. Si potrebbe partire estendendo la valutazione per obiettivi anche alle scuole secondarie e utilizzando i soldi del PNRR per rifare gli edifici scolastici che non sono pi\u00f9 in grado di stare al passo con la societ\u00e0 della conoscenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una scuola a misura di studente di Stefano Stefanel Una scuola a misura di studente \u00e8 uno slogan un po\u2019 vecchiotto e un po\u2019 retorico, ma rende ugualmente bene l\u2019idea della scuola dentro la societ\u00e0 della conoscenza, che ha cura per tutti i suoi studenti.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-1269","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1269","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1269"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1269\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1272,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1269\/revisions\/1272"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1269"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1269"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1269"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}