{"id":1278,"date":"2021-07-23T17:34:43","date_gmt":"2021-07-23T15:34:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1278"},"modified":"2021-07-23T17:34:43","modified_gmt":"2021-07-23T15:34:43","slug":"le-figure-di-sistema-una-questione-rimossa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1278","title":{"rendered":"\u201cLe Figure di sistema\u201d: una questione rimossa?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1280 size-medium\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/new_teacher-1-e1588171214853-300x138.jpeg\" alt=\"new_teacher-1-e1588171214853\" width=\"300\" height=\"138\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/new_teacher-1-e1588171214853-300x138.jpeg 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/new_teacher-1-e1588171214853-500x230.jpeg 500w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/new_teacher-1-e1588171214853.jpeg 900w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u201cLe Figure di sistema\u201d: una questione rimossa?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong> di Antonio Valentino\u00a0<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1. Ha sorpreso non poco \u2013 nella Misura dedicata a Istruzione e Ricerca del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) &#8211; la mancanza di riferimenti alle figure di insegnanti non solo insegnanti, indicate finora generalmente come \u2018figure di sistema\u2019 o \u2018figure intermedie\u2019 o Middle Management . O anche \u2013 e forse pi\u00f9 giustamente \u2013 \u2018Figure di supporto all\u2019Autonomia\u2019.<!--more--><br \/>\nEppure sono chiari e interessanti i segnali che abbiamo letto su tale questione nel Rapporto finale di fine luglio 2020 della Commissione Ministeriale (nominata dell\u2019allora Ministra Azzolina): \u201cIdee e proposte per una scuola che guarda al futuro\u201d , coordinata a suo tempo dall\u2019attuale Ministro.<br \/>\nAd essa infatti si riserva un intero capitolo (Formazione e valorizzazione delle figure a supporto dell\u2019autonomia, pp. 44-49) e se ne evidenziano non solo il senso e l\u2019importanza, ma anche le condizioni e i passaggi necessari (quadro di riferimento giuridico e contrattuale, meccanismi di valorizzazione delle professionalit\u00e0, sviluppi di carriera e accordi contrattuali) e i problemi da prevedere e risolvere per affrontarla.<br \/>\nMa segnali inequivoci al riguardo il prof. Bianchi li ha lanciati direttamente anche da ministro.<br \/>\nDa ci\u00f2 la sorpresa, in quanti ci avevano contato, per la totale assenza nel PNRR di riferimenti all\u2019argomento.<br \/>\nNe ha dato voce recentemente, tra gli altri, e in modo preoccupato, la Rivista telematica DDi del giugno scorso , dedicata all\u2019analisi della Misura sopra citata del Piano.<br \/>\nSi tratta in effetti di \u2018una assenza\u2019 che non andrebbe sottovalutata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. Ad oggi non \u00e8 dato conoscere le ragioni di tale omissione: avranno probabilmente pesato timori e diffidenze nelle Organizzazione sindacali della scuola, ma anche tra gli insegnanti, per una operazione mai adeguatamente approfondita nelle sedi giuste; oppure la sottovalutazione, nello staff del ministro, della posta in gioco. Ma forse ha giocato anche la diffusa percezione che si tratti di questione a s\u00e9, scollegata, o marginale, rispetto ai grandi problemi del fare scuola.<br \/>\nProbabilmente per\u00f2 tutte e tre queste possibili ragioni hanno pesato nell\u2019impedire una regolazione chiara e precisa &#8211; in termini di tipologia di incarichi e responsabilit\u00e0, di requisiti per accedervi, di disciplina giuridica e contrattualizzazione sindacale &#8211; che ha fatto parlare giustamente, per quelle attuali, di figure aleatorie e instabili, mandate allo sbaraglio, anche perch\u00e9 generalmente prive della necessaria preparazione. Figure pertanto prive di appeal; e tali comunque da creare frequentemente situazioni di incertezza e instabilit\u00e0 nell\u2019organizzazione e gestione della scuola e nel lavoro del DS; trattandosi, tra l\u2019altro di nomine annuali.<br \/>\n3. Probabilmente per\u00f2 la percezione che si avverte \u00e8 che non si coglie ancora diffusamente l\u2019importanza e l\u2019urgenza della questione, sebbene il quadro complessivo nel quale ci si muove veda aumentate \u2013 e di molto &#8211; responsabilit\u00e0 e incombenze delle scuole e i livelli di complessit\u00e0 siano decisamente cresciuti negli ultimi decenni. Si pensi alle trasformazioni introdotte dai processi di inclusione e dagli impegni per la sicurezza e, pi\u00f9 in generale, ai cambiamenti che impegnano la scuola &#8211; almeno a partire dalla istituzione dell\u2019Autonomia &#8211; sul fronte della progettazione collegiale delle attivit\u00e0 formative, e del loro monitoraggio, previsti per il POFT; dell\u2019autovalutazione e rendicontazione di Istituto del SNV del 2013; della pianificazione della formazione di istituto del personale, prevista dalla L. 107\/15 e dal CCNI del 2019\u2026. . Tutte attivit\u00e0 che vanno organizzate e gestite opportunamente perch\u00e9 non vengano considerate degli optional o comunque vissute dentro logiche da puri adempimenti formali.<br \/>\n\u00c8 all\u2019interno di tale quadro che si pu\u00f2 cogliere pi\u00f9 facilmente il senso di Figure professionali, opportunamente \u2018regolate\u2019 per sostenere i cambiamenti, e vederle come promettente risorsa per aiutare il sistema a superare le difficolta da essi prodotti.<br \/>\n4. Ma perch\u00e9 questo atteggiamento maturi, vanno sviluppate e chiarite alcune consapevolezze che danno fondamento al senso e alla necessit\u00e0 di queste figure e ai termini di una loro regolazione. E prime tra queste:<br \/>\na. che la didattica non pu\u00f2 continuare ad essere vista come una faccenda individuale del singolo docente e la progettazione collettiva un optional ;<br \/>\nb. che la qualit\u00e0 e l\u2019efficacia della didattica non si possono concretizzare senza l\u2019impegno differenziato e la preparazione di chi (insegnanti motivati e attrezzati, appunto) si facciano carico delle condizioni operative e degli strumenti e materiali che permettono l\u2019effettivo funzionamento delle diverse articolazioni del Collegio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">N\u00e9, d\u2019altra parte, si pu\u00f2 continuare a pensare che gestire i gruppi in modo efficace e competente sia la stessa cosa che presiedere una riunione; e che, quindi, tempo a disposizione e preparazione e gestione degli incontri siano fattori ininfluenti sull\u2019efficienza e sull\u2019efficacia del lavoro dei gruppi o del presidio di aree specifiche della vita scolastica.<br \/>\nOppure ritenere che tutti i docenti abbiano esperienze e competenze \u2013 o siano interessati ad averle &#8211; per svolgere le funzioni previste per il coordinamento degli organismi collegiali o la cura specifica di iniziative e progetti.<br \/>\nChe sia giusto e doveroso che tutti i docenti abbiano le competenze per insegnare &#8211; e insegnare bene &#8211; e partecipare agli impegni collettivi, \u00e8 scontato .<br \/>\nQui per\u00f2 il discorso \u2013 come \u00e8 subito evidente &#8211; non riguarda i compiti e le competenze dell\u2019insegnante in quanto insegnante, ma competenze e compiti altri e diversi che devono essere svolti per garantire efficacia al lavoro nelle scuole .<br \/>\nA questo punto, il problema si sposta su come (cio\u00e8 con quali dispositivi contrattuali e giuridici con quale nuova cultura professionale e quindi con quali percorsi formativi) far diventare consapevolezze e pratica professionale diffusa (e non mero adempimento formale) i ragionamenti di cui sopra; ma soprattutto su chi se ne debba far carico. Su quest\u2019ultimo interrogativo, la risposta, in una situazione di normalit\u00e0, dovrebbe essere ovvia. Ma purtroppo, nella nostra situazione non \u00e8 sempre cos\u00ec.<br \/>\nAnche il mondo della scuola per\u00f2 &#8211; a partire dall\u2019associazionismo professionale e dalle OOSS della scuola &#8211; non pu\u00f2 tirarsi indietro e fare al riguardo la propria parte. La scuola \u00e8 del Paese, ma chi la fa sono quelli che ci lavorano, che devono quindi sentire il dovere di proteggerla e migliorarla.<br \/>\n5. Ultimo punto. Il funzionamento dei gruppi nei quali si sviluppa la collegialit\u00e0 docente rinvia per forza di cose alla pi\u00f9 generale questione organizzativa delle nostre scuole e alla necessit\u00e0 di un suo ripensamento per recuperarne senso e valore (la parola d\u2019ordine della partecipazione dei DD del 1974 \u00e8 ormai inadeguata a cogliere esigenze e attese della realt\u00e0 di oggi). Al riguardo, l\u2019idea, di una strutturazione reticolare del Collegio &#8211; non certo nuova, ma sempre l\u00ec appesa, come i caciocavalli di Benedetto Croce &#8211; pu\u00f2 diventare una risposta promettente solo se le sue articolazioni (i vari gruppi di lavoro: consigli, dipartimenti, gruppi di progetto e di approfondimento \u2026), diventano unit\u00e0 operative funzionali al POF di scuola (e \u2013 a voler volare &#8211; prime anticipazioni di comunit\u00e0 di pratica nelle nostre scuole).<br \/>\nE tutto questo \u2018chiama\u2019, verosimilmente, due essenziali condizioni: la prima che riguarda proprio le Figure degli insegnanti non solo insegnanti e la necessit\u00e0 di un loro profilo professionale potenziato &#8211; dentro il ruolo docente ; la seconda che ci porta al profilo del DS e alla necessit\u00e0 di una sua opportuna rimodulazione che si faccia carico delle nuove \u2018competenze\u2019 della scuola e dei cambiamenti del lavoro docente e delle responsabilit\u00e0 che ne derivano (e delle quali abbiamo difficolt\u00e0 a parlarne). Rimodulazione che tenda a spostare il focus dell\u2019impegno professionale ds<br \/>\na. su una maggiore vicinanza al lavoro dei suoi insegnanti, anche per prevenire eventuali difficolt\u00e0 professionali e facilitare il loro coinvolgimento nei lavori delle articolazioni collegiali;<br \/>\nb. sul supporto alle figure professionali impegnate nella conduzione dei gruppi ecc..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla base di queste considerazioni &#8211; fermo restando il necessario approfondimento degli aspetti ancora problematici -, passaggi ulteriori dovrebbero riguardare la costruzione di una di una leadership distribuita, in grado di valorizzare competenze ed esperienze che maturano nelle figure professionali al centro di queste riflessioni. E non solo di esse, ovviamente.<br \/>\nMa con questi temi, siamo oltre gli intenti di queste note.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLe Figure di sistema\u201d: una questione rimossa? di Antonio Valentino\u00a0 1. 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