{"id":130,"date":"2014-11-28T23:24:07","date_gmt":"2014-11-28T22:24:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=130"},"modified":"2014-11-28T23:28:32","modified_gmt":"2014-11-28T22:28:32","slug":"cara-emma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=130","title":{"rendered":"Cara Emma"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-131\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/grammatica-150x150.jpg\" alt=\"grammatica\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Cara Emma<\/strong><br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>di Maurizio Tiriticco<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al convegno \u201cNulla dies sine linea\u201d oggi 28 novembre sono stati presentati gli esiti di una iniziativa condotta in alcune scuole primarie della Provincia sull\u2019apprendimento linguistico. Ho partecipato e ho voluto ringraziare gli organizzatori dell\u2019evento, i professori Emma Nardi e Benedetto Vertecchi,<!--more--> del Laboratorio di Pedagogia Sperimentale dell\u2019universit\u00e0 di RomaTre, con la seguente lettera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cara Emma! Caro Benedetto! Grazie per la bella mattinata e per le \u201ccose\u201d che state facendo! Si tratta di questioni su cui oggi c\u2019\u00e8 un silenzio assordante (almeno cos\u00ec percepisco) e sulle quali, invece, negli anni Settanta e Ottanta lavoravamo, sulla scorta delle tante sollecitazioni, da Manzi a Don Milani, per non dire dei classici, Chomsky e De Saussure, per non dire delle suggestioni di Escarpit, degli analitici inglesi e delle funzioni di Jakobson. E c\u2019erano pure i nuovi programmi del \u201979 e dell\u201985 (la \u201cgrande\u201d Falcucci), in cui l\u2019educazione linguistica era trattata con rilievo e con alto profilo culturale (ricordo le 5 definizioni dell\u2019\u201985; e ricopio: \u201cnessuna definizione globale pu\u00f2 esaurire la complessit\u00e0 del fenomeno linguistico\u2026\u201d). Allora con i seminari con Laporta e nelle scuole come ispettore mi occupavo di educazione linguistica. Ero stato affascinato da Bernstein e dai \u201creattivi\u201d grafici che utilizzava per sollecitare produzione linguistica e verificare la natura e la struttura dei codici, ristretto o elaborato. Erano anche gli anni delle prime 150 ore! Ora sono una routine per prendersi un po\u2019 di riposo!!! Per me si tratt\u00f2 di una grossa intuizione: sollecitazioni iconiche, quindi senz\u2019altro \u201ccomprensibili\u201d a vista, a cui si rispondeva con il linguaggio simbolico, difficile e complesso. Capirete benissimo: un conto \u00e8 la banana oggetto, o foto o disegno, \u201cuniversalmente\u201d comprensibile, altro conto \u00e8 la parola, o meglio le mille parole nelle mille possibili lingue. Insomma la pipa di Magritte (ho saccheggiato la sua produzione allora per produrre reattivi; quest\u2019estate a Bruxelles \u201cmi sono ripassato\u201d le sue opere) non \u00e8 una pipa, ma il disegno di una pipa. Oggetti reali, disegni, foto, sono COSE, le parole non sono cose, ma SIMBOLI\u2026 E i reattivi servivano a questo: sollecitare con una situazione grafica, una strisca, alla Bernstein, la risposta simbolica. Sono cose che ho anche scritte nelle mie prime pubblicazioni\u2026 Ora avverto una decadenza nell\u2019insegnamento linguistico: cose che in quegli anni sembravano conquiste certe ora sono disperse! Si insiste con queste grammatiche come LIBBBRI di testo, sempre pi\u00f9 ponderosi e inutili! La grammatica non \u00e8 un LIBRO: \u00e8 una cosa \u201caltra\u201d rispetto alla produzione linguistica, \u00e8 la produzione linguistica stessa! Il LIBRO di grammatica \u00e8 un impedimento, non uno stimolo! La grammatica non si studia, si costruisce. La mia polemica con gli amici dell\u2019Invalsi, quando chiedono se in un dato periodo la subordinata \u00e8 una finale o una consecutiva! Ma che importa la definizione! E\u2019 la funzione che conta!!! La grammatica \u00e8 quella che c\u2019\u00e8 nella testa di ciascuno di noi!!! Perch\u00e9 ciascuno di noi \u00e8 anche un parlante. C\u2019\u00e8 quella povera e quella ricca. Il bambino, quando supera le prime lallazioni, dice \u201cmamma pappa\u201d, e magari anche \u201ccacca\u201d \u2013 le prime tre parole \u2013 costruisce i primi legami logici che poi con il tempo diventano \u201cmamma, ho fame\u201d\u2026 \u201cmamma, mi scappa la cacca\u201d. L\u2019avete detto anche voi! In effetti, ci sono parole che DICONO, nomi, verbi, banana, cavallo, mela, computer, mangiare, bere, e parole che SERVONO, articoli, preposizioni, congiunzioni. Il, se, ma, di, con non \u201cdicono\u201d assolutamente nulla. E il discorso \u00e8 una costruzione logica e finalizzata di tanti mattoncini di parole che dicono e parole che servono! \u201cIo male letto\u201d diventa \u201cIo sto male e voglio andare a letto\u201d. Per non dire della pausazione, che non si vede, ma che c\u2019\u00e8 e che nella composizione scritta dobbiamo imparare a utilizzare! Il miracolo della lingua che giorno dopo giorno si costruisce, PERO\u2019 se il \u201cbagno\u201d in cui il nuovo nato \u00e8 immerso (Laurence Lentin, Vigotskij, se volete) \u00e8 \u201cricco\u201d, se l\u2019attante, in genere la madre, sa usare la lingua. Quante suggestioni mi avete dato! E quanti ricordi! Confesso che vi ho anche invidiato! Sono stato felice stamane! Allora\u2026 non tutto \u00e8 perduto! Vorrei tanto che la vostra esperienza venisse pubblicizzata e generalizzata il pi\u00f9 possibile! Mi sono stufato di sentire da parte di tanti insegnanti \u2013 e soprattutto delle superiori\u2026 cosiddette \u2013 solo lamentele! E\u2019 vero che la lingua oggi \u00e8 maltrattata, ma \u00e8 anche vero che, se\u2026 se damo da fa\u2019, come disse un papa, si pu\u00f2 recuperare il tempo perduto. E che la Buona scuola sia una scuola Migliore e, soprattutto, Diversa! Un abbraccio grosso cos\u00ec! E un grazie pi\u00f9 grosso!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cara Emma di Maurizio Tiriticco Al convegno \u201cNulla dies sine linea\u201d oggi 28 novembre sono stati presentati gli esiti di una iniziativa condotta in alcune scuole primarie della Provincia sull\u2019apprendimento linguistico. 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