{"id":1388,"date":"2022-04-14T20:58:29","date_gmt":"2022-04-14T18:58:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1388"},"modified":"2022-04-14T20:58:29","modified_gmt":"2022-04-14T18:58:29","slug":"ricordando-giancarlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1388","title":{"rendered":"Ricordando Giancarlo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1390\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Giancarlo2012-150x150.jpg\" alt=\"Giancarlo2012\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Ricordando Giancarlo<\/strong><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>di Maurizio Tiriticco<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conosco Giancarlo da tanti anni! Non ricordo da quando. So soltanto che mi chiam\u00f2 molti molti anni fa (anni settanta) a Forl\u00ec: lui era un maestro di scuola elementare ed io ero un professore di scuola secondaria, \u201cdistaccato\u201d \u2013 era il linguaggio ministeriale \u2013 presso la cattedra di \u201cpedagogia\u201d del Prof. Raffaele Laporta alla Terza Universit\u00e0 di Roma. Dove dovevo condurre attivit\u00e0 di aggiornamento \u2013 l\u2019espressione \u201cformazione continua in servizio\u201d non era ancora stata coniata \u2013 nei confronti di insegnanti di scuola secondaria, in ordine a tematiche che allora cominciavano a vedere la luce! Relative alla Pedagogia!<!--more--> Alla Didattica! Parole e discipline da sempre estranee alla formazione professionale di insegnanti di scuola secondaria di primo e di secondo grado. Ma ormai in quegli anni, sessanta e settanta, l\u2019accesso all\u2019istruzione secondaria di secondo grado cominciava a generalizzarsi. Pertanto, non pi\u00f9 la \u201cprofessoressa\u201d \u2013 per usare il linguaggio di Don Milani \u2013 della scuola media, ma quella del biennio postobbligatorio incontrava grosse difficolt\u00e0 a misurarsi con un pubblico giovanile che, dopo avere frequentato \u2013 e non sempre volentieri \u2013 la scuola media obbligatoria, cominciava ad \u201cinvadere\u201d anche l\u2019istruzione secondaria di secondo grado!<br \/>\nErano giovani attratti dal miraggio di un diploma pi\u00f9 premiante in un\u2019Italia ormai quinta potenza al mondo! Dove un lavoro tecnico non pi\u00f9 soltanto manuale era sempre pi\u00f9 richiesto. Altro che l\u2019Italia di un tempo, quel Paese trascinato in una guerra sciagurata da una dittatura! Ormai un Paese che, grazie alla Resistenza a ai suoi tanti martiri, aveva trovato un suo autorevole posto nel mondo. Lo studio post scuola media era pressoch\u00e9 obbligatorio. Ed in generale negli istituti tecnici e professionali. E forse anche nel liceo scientifico. Il classico era \u201cimmune\u201d da questa invasione: lo spauracchio era il greco! Nonch\u00e9 la prospettiva di un \u201clavoro intellettuale\u201d non molto appagante per un giovane. Era gi\u00e0 pi\u00f9 che sufficiente misurarsi con il latino.<br \/>\nIl Ministero della Pubblica Istruzione avvert\u00ec l\u2019esigenza di una formazione supplementare \u2013 diciamo cos\u00ec \u2013 dei suoi insegnanti di istruzione secondaria, e proprio quelli del primo biennio! Occorreva forse una seconda \u201clettera a una professoressa\u201d, stavolta attiva nell\u2019istruzione superiore. I seminari annuali che avviammo presso la cattedra del Prof. Laporta erano essenzialmente dedicati ad una formazione \u201csupplementare\u201d dei nostri insegnanti dell\u2019istruzione secondaria su materie pedagogico\/didattiche a loro di fatto sconosciute.<br \/>\nEd io compresi che, con questa sorta di \u201cscolarizzazione forzata\u201d, anch\u2019io avrei dovuto fare i conti con la ricerca pedagogica. E i miei interessi pedagogici e didattici trovarono una sede originale presso la Casa Editrice Tecnodid, di Napoli, che da anni pubblicava quindicinalmente una rivista preziosa per gli operatori scolastici, direttori, presidi, segretari, \u201cNotizie della Scuola\u201d. E in seguito \u2013 non ricordo esattamente dove, come e quando, io, Antonio Crusco, responsabile Tecnodid, e Giancarlo Cerini avvertimmo l\u2019esigenza di pubblicare un qualcosa di operativo per gli insegnanti, e soprattutto in materia di valutazione. Ormai la ricerca educativa ci aveva insegnato che la valutazione non \u00e8 solo dare voti, promuovere o bocciare. Implica operazioni altre e pi\u00f9 complesse! La valutazione iniziale, quella intermedia, quella conclusiva. E ci aveva anche detto che la prestazione offerta da un alunno, prima di essere valutata, deve essere misurata. E sono operazioni che rinviano ad una specifica disciplina di ricerca, la docimologia! Se ne sono occupati, in Italia, studiosi importanti: Mario Gattullo, con \u201cDidattica e docimologia, misurazione e valutazione nella scuola\u201d, Armando, Roma, 1957; Clotilde Pontecorvo, Aldo Visalberghi, Luigi Calonghi (fondanti i suoi \u201cReattivi nella scuola\u201d e \u201cI test di acquisizione e di profitto\u201d).<br \/>\nInsomma, in questa situazione cos\u00ec in movimento, una scuola che deve istruire tutti, ma che deve anche orientare e valutare tutti, e con i criteri pi\u00f9 attendibili, se non scientifici, possibili, occorreva intervenire nei confronti degli gli insegnanti! Ma non con il linguaggio accademico, ma quello della scuola, comprensibile, chiaro, operativo, quello di uomini di scuola. Ed io e Giancarlo siamo, eravamo uomini di scuola; con la scuola, con gli insegnanti avevamo dimestichezza, lavoravamo! E allora? Perch\u00e9 non scrivere un qualcosa sulla valutazione, che fosse di estrema chiarezza e soprattutto operativo?<br \/>\nE fu cos\u00ec che, agli inizi degli anni novanta, in occasione del varo delle \u201cnuove schede di valutazione\u201d per la scuola elementare e per la scuola media (si vedano le CM 167\/1993 e 237\/93), l\u2019Editore affid\u00f2 a me e a Giancarlo il compito di scrivere qualcosa in merito e che fosse soprattutto operativo per gli insegnanti. Fu cos\u00ec che nacque \u201cLe nuove schede di valutazione nella scuola dell\u2019obbligo, indicazioni per la compilazione nella prospettiva della continuit\u00e0 educativa\u201d. E Gaetano Domenici fu cos\u00ec cortese da scrivere un\u2019introduzione per nulla di circostanza! Ben otto pagine! Significa che era convito della validit\u00e0 del nostro scritto.<br \/>\nMa non finisce qui! Nello stesso anno io e Giancarlo scrivemmo a quattro mani sempre per la Tecnodid \u201cValutare perch\u00e9 e come\u201d. La parte prima riguardava la scuola elementare (allora si chiamava ancora cos\u00ec); la parte seconda, scritta da me, riguardava la scuola media. E la nostra collaborazione, che in effetti veniva da lontano, continu\u00f2. E in forme diverse: ad esempio nei tanti convegni organizzati dalla Tecnodid ad Ischia, nel periodo estivo. Convegni, per altro affollatissimi, di insegnanti e dirigenti scolastici! Chi legge penser\u00e0: s\u00ec ad Ischia! Con tutto quel mare\u2026 \u00e8 vero! Nonostante \u201ctutto quel mare\u201d, al mattino interventi preziosi e stimolanti, e al pomeriggio lavori di gruppo. Ma la Tecnodid non dava tregua n\u00e9 agli insegnanti n\u00e9 ai suoi esperti: in autunno, altri convegni, a Scanno.<br \/>\nE Giancarlo era sempre presente, con i suoi interventi ricchi, articolati: tante carte sul tavolo e le sue mani a farle scorrere, a ritrovare i mille spunti che arricchivano il suo parlare, lento, chiaro, ricco, convincente. Questo era Giancarlo: nei convegni! E nel quotidiano? Sempre pronto a rispondere a qualsiasi quesito, ad aiutare l\u2019operatore scolastico a superare difficolt\u00e0 d\u2019ogni sorta. E per finire? Che pensare? Che scrivere? Per tutte queste cose, e per mille altre, Giancarlo rimarr\u00e0 sempre nei nostri ricordi, nella nostra mente e nel nostro cuore. Come concludere? Salutare per sempre qualcuno \u00e8 sempre difficile, ancora di pi\u00f9 se dobbiamo salutare una persona a cui vogliamo bene, perch\u00e9 a Giancarlo tutti vogliamo bene. Un maestro ci ha lasciati! Ma ci ha lasciato una grande eredit\u00e0. Abbiamo perduto un maestro, ma non abbiamo perduto i suoi insegnamenti. La sua eredit\u00e0 \u00e8 nella mente e nel cuore di tutti noi.<\/p>\n<p>Roma, 23 aprile 2021<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricordando Giancarlo di Maurizio Tiriticco Conosco Giancarlo da tanti anni! Non ricordo da quando. 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