{"id":1396,"date":"2022-05-02T20:38:50","date_gmt":"2022-05-02T18:38:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1396"},"modified":"2022-05-02T20:38:50","modified_gmt":"2022-05-02T18:38:50","slug":"patti-educativi-di-comunita-una-significativa-risorsa-per-le-istituzioni-scolastiche-per-i-docenti-per-gli-studenti-e-per-le-famiglie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1396","title":{"rendered":"Patti educativi di Comunit\u00e0: una significativa risorsa per le Istituzioni scolastiche, per i docenti, per gli studenti e per le famiglie."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1400\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/collettivo-150x150.jpeg\" alt=\"collettivo\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Patti educativi di Comunit\u00e0: una significativa risorsa per le Istituzioni scolastiche, per i docenti, per gli studenti e per le famiglie.<\/strong><br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>di Mario Di Maio<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">1.Premessa<\/span><br \/>\nVorrei iniziare queste mie considerazioni sui Patti Educativi di Comunit\u00e0 citando due proverbi africani: \u201cPer crescere un bambino ci vuole un intero villaggio\u201d e \u201cSe vuoi andare veloce, vai da solo. Se vuoi andare lontano, vai insieme\u201c(Proverbio della Tanzania). Il fatto che questi \u201cmodi di dire\u201d siano frutto della cultura africana \u00e8 particolarmente significativo, in quanto indicano, come in quelle Societ\u00e0, l\u2019aspetto comunitario \u00e8 ancora molto importante.<!--more--> Questa riflessione \u00e8 ancora pi\u00f9 pregnante se la paragoniamo alla \u201cWeltanschauung\u201d (visione del Mondo) dei Paesi Occidentali in cui, invece, predomina l\u2019aspetto individualistico, talvolta \u201cnarcisistico\u201d1 di come le persone esercitano la propria socialit\u00e0 e la propria relazionalit\u00e0 nei rapporti con gli altri.<br \/>\nLa pandemia ha, per certi aspetti, attenuato tale atteggiamento, ma, in alcune situazioni ha peggiorato le competenze relazionali degli adulti e dei giovani.<br \/>\n\u201c La pand\u00e9mie a eu au moins le m\u00e9rite de d\u00e9montrer combien nos existences sont fragiles et combien nos destins sont inextricablement li\u00e9s. Il est n\u00e9cessaire et urgent d\u00e9sormais, d\u2019agir collectivement pour changer de cap et r\u00e9inventer notre avenir ..( omissis) ..il doit enfin renforcer l\u2019\u00e9ducation comme projet public et un bien commun de l\u2019humanit\u00e9\u201d2.<br \/>\nLe decisioni relative al distanziamento sociale causato dalla pandemia hanno isolato non soltanto gli studenti che hanno utilizzato la DAD, trasformata successivamente in DID, ma le stesse Scuole, che hanno dovuto rinunciare, in massima parte, alle iniziative che vedevano le scolaresche impegnate in progetti ed eventi caratterizzati dalla partecipazione a manifestazioni di tipo pubblico.<br \/>\nIl disagio dei pi\u00f9 giovani \u00e8 nata dalla carenza di socialit\u00e0 durante la pandemia e, purtroppo, adesso ne vediamo le conseguenze.<br \/>\nUna mancanza data non solo dalla didattica a distanza, utilizzata negli ultimi due anni, ma anche dalla riduzione estrema delle attivit\u00e0 extrascolastiche &#8211; fortemente ridotte e dalla limitazione fisica negli spostamenti. Secondo il Censis, Il 76,8% dei dirigenti scolatici sottolinea che gli studenti vivono in una fase di sospensione, senza disporre di prospettive chiare per i loro progetti di vita. I ragazzi si ritrovano continuamente sollecitati e stimolati, eppure in alcuni momenti si dimostrano apatici e indifferenti a tutto ci\u00f2 che li circonda.<br \/>\nLe ripercussioni di tali atteggiamenti si ritrovano nelle difficolt\u00e0 che i docenti riscontrano nelle normali attivit\u00e0 didattiche, soprattutto se queste continuano ad essere effettuate attraverso l\u2019utilizzazione di metodologie didattiche obsolete di tipo esclusivamente trasmissivo.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">2. Il Patto educativo di comunit\u00e0<\/span><br \/>\nUna risposta, almeno parzialmente risolutiva e da sottoporre ad un continuo ed attento monitoraggio attraverso le strategie di ricerca psico-sociologica, \u00e8 quella dell\u2019introduzione, a livello estensivo, nelle diverse realt\u00e0 territoriali, di un Patto educativo di Comunit\u00e0 che \u00e8 gi\u00e0 presente in numerose Citt\u00e0 e Regioni italiane.<br \/>\nIl Patto \u00e8 giustificato da una considerazione che \u201cnessuno insegna da solo\u201d3 ed \u00e8 supportato dal concetto pedagogico di Comunit\u00e0 educante. Essa costituisce un insieme di persone, in questo caso di \u201caddetti\u201d all\u2019educazione delle giovani generazioni, che condividono valori ed ideali che si traducono in azioni concrete armonizzate tra di loro e finalizzate alla formazione e all\u2019inclusione di bambini e ragazzi.<br \/>\nLa comunit\u00e0 educante determina \u201cun agire collettivamente\u201d4, o per dirlo in modo poetico, un\u2019unione di \u201camorosi sensi\u201d, in cui la collaborazione tra i docenti e tra questi e le altre Agenzie educative, in primis la famiglia, costituisce l\u2019elemento determinante di qualsiasi aspettativa di successo del percorso di educazione e di formazione degli alunni.<br \/>\nIn tale contesto la scuola \u00e8 in grado di generare \u201cuna diffusa convivialit\u00e0 relazionale, intessuta di linguaggi affettivi ed emotivi, ed \u00e8 anche in grado di promuovere la condivisione di quei valori che fanno sentire i membri della societ\u00e0 come parte di una comunit\u00e0 vera e viva\u201d. 5<br \/>\nL\u2019aspetto comunitario dell\u2019insegnamento \u00e8 rafforzato in questo periodo di pandemia, in cui l\u2019isolamento tra le persone ha determinato e determina un aumento del bisogno di relazionarsi in modo positivo con gli altri, sia dal punto di vista esistenziale sia da quello professionale. L\u2019ascolto, il confronto con i colleghi, il condividere sentimenti e difficolt\u00e0 sembrano le uniche strategie che consentano il superamento del disagio psicologico, spesso sfociato in una vera e propria ansia esistenziale, provocato dalla pandemia.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"> 3.Aspetti normativi<\/span><br \/>\nL\u2019importanza dei Patti educativi di comunit\u00e0 \u00e8 stata sottolineata da un recente Documento del Ministero dell\u2019istruzione, il Piano Scuola 2020, in cui la sua realizzazione viene intesa come una strategia importante nell\u2019ambito dei processi della valorizzazione dell\u2019autonomia scolastica e dell\u2019inclusione, con particolare attenzione al mondo della disabilit\u00e0 \u201cPriorit\u00e0 irrinunciabile sar\u00e0 quella di garantire, adottando tutte le misure organizzative ordinarie e straordinarie possibili, sentite le famiglie e le associazioni per le persone con disabilit\u00e0, la presenza quotidiana a scuola degli alunni con Bisogni educativi speciali, in particolar modo di quelli con disabilit\u00e0, in una dimensione inclusiva vera e partecipata\u201d6. Si tratta di un processo meno istituzionalizzato rispetto ad altri Patti di collaborazione tra Scuole ed Enti Locali, ma come tale pu\u00f2 assumere dei connotati molto pi\u00f9 vicini ai bisogni ed alle contingenze della Realt\u00e0 territoriale per la quale viene progettato. Di conseguenza ha trovato modelli di attuazione molto diversi a seconda dei territori. Un possibile iter si definisce con la richiesta da parte della Scuola e\/o dall\u2019Ente locale di indire una conferenza dei servizi che avvii anche in questo caso il processo di confronto e co-progettazione.<br \/>\nLa relazione scuola territorio trova la sua piena attuazione nell\u2019implementazione del Patto che rappresenta l\u2019ultimo tassello di un processo che ha dei fondamentali richiami normativi, come, ad esempio nelle \u201cIndicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell\u2019infanzia e del primo Ciclo d\u2019istruzione\u201d, gi\u00e0 prima richiamate, in cui si afferma che \u201cLa scuola si apre alle famiglie e al territorio circostante, facendo perno sugli strumenti forniti dall\u2019autonomia scolastica, che prima di essere un insieme di norme \u00e8 un modo di concepire il rapporto delle scuole con le comunit\u00e0 di appartenenza, locali e nazionali\u201d ed ancora: \u201c la centralit\u00e0 della persona trova il suo pieno significato nella scuola intesa come comunit\u00e0 educativa, aperta anche alla pi\u00f9 larga comunit\u00e0 umana e civile, capace di includere le prospettive locale, nazionale, europea e mondiale\u00bb.7<br \/>\nQueste considerazioni trovano un ulteriore e pi\u00f9 importante riferimento nella nostra Legge fondamentale, in cui relativamente alla relazione tra Territorio e Scuola, nell\u2019ambito del Principio di sussidiariet\u00e0 orizzontale, che costituisce l\u2019ossatura di qualsiasi Patto educativo, all\u2019art. 118, ultimo comma, recita: \u00abStato, Regioni, Citt\u00e0 metropolitane, Province e Comuni favoriscono l\u2019autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attivit\u00e0 di interesse generale, sulla base del principio di sussidiariet\u00e0\u00bb. I Patti consentono di progettare insieme l\u2019offerta formativa che le scuole offrono al territorio attraverso il contributo di esperti esterni che, talvolta, presentano delle competenze che non sono presenti nei docenti delle Scuole. Si viene, cosi, ad implementare un\u2019attivit\u00e0 formativa in contesti informali e non formali che possono arricchire il bagaglio culturale degli studenti. L\u2019altro aspetto importante \u00e8 che si viene a creare una situazione concreta relativa alle problematiche del territorio che consentono agli alunni \u201cd\u2019imparare facendo\u201d, realizzando, cos\u00ec, quel learning by doing che costituisce una metodologia didattica dell\u2019imparare le cose facendole, che \u00e8 applicabile con ottimi risultati in tutti i campi della conoscenza umana<br \/>\nGli obiettivi principali comprenderanno:<\/p>\n<p>&#8211; sviluppare il senso di appartenenza comunitario;<br \/>\n&#8211; sviluppare tra i vari attori della Comunit\u00e0 delle azioni significative, di collaborazione e coerenti tra loro;<br \/>\n&#8211; recuperare \u201calleanze educative\u201d all\u2019interno della comunit\u00e0;<br \/>\n&#8211; educare insieme al rispetto, a valori comuni ed alla solidariet\u00e0 sociale;<br \/>\n&#8211; realizzare momenti d\u2019incontro e di riflessione sulle principali tematiche educative e formative con i docenti e con le famiglie.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">4. L\u2019importanza del Patto per le Scuole<\/span><br \/>\nL\u2019implementazione del Patto rappresenta per le Scuole una strategia significativa perch\u00e9 consente di riflettere sulla ricerca di \u201csenso\u201d, presupposto fondamentale per l\u2019attivit\u00e0 educativa e formativa di cui deve farsi carico. Questa responsabilit\u00e0 viene, per\u00f2, condivisa dal contesto territoriale, permettendole di assumere una \u201cforza\u201d sociale e culturale che non avrebbe se fosse isolata.<br \/>\nLe collaborazioni previste dal Patto consentono alle scuole di poter accedere a risorse e competenze presenti nel Territorio, di cui pu\u00f2 disporre pi\u00f9 facilmente, rispetto alla ricerca che dovrebbe fare se dovesse agire da sola.<br \/>\nGli scenari educativi sviluppati dall\u2018 OCSE (Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo) suggeriscono che le scuole debbono rafforzare la loro posizione all\u2018interno delle societ\u00e0 future. Ci\u00f2 pu\u00f2 accadere solo se le scuole diventano reti di apprendimento che riflettono i bisogni e i problemi delle comunit\u00e0 a cui fanno riferimento. Uno degli scenari che l\u2019OCSE ha delineato nella pubblicazione del 15 settembre 2020, (Back to the future of education: Four OECD Scenarios for Schooling, un documento che si propone di fornire vari stimoli per sviluppare una visione strategica a lungo termine dell\u2019istruzione), prevede una scuola che si configura come learning hub 8 per una comunit\u00e0 che mobilita tutte le sue risorse per massimizzare le opportunit\u00e0 di apprendimento per i suoi cittadini nella prospettiva della learning city . La definizione che d\u00e0 l\u2019\u2019UNESCO di \u201cCitt\u00e0 per l\u2019apprendimento\u201d si presta in modo significativo all\u2019ulteriore precisazione delle caratteristiche poste alla base del Patto. In essa si d\u00e0 particolare importanza al fatto che la Comunit\u00e0 mobilita efficacemente le sue risorse in tutti i settori per promuovere l\u2019apprendimento inclusivo, dall\u2019istruzione di base fino a quella avanzata; rivitalizza l\u2019apprendimento nelle famiglie e nelle comunit\u00e0; facilita l\u2019apprendimento per e all\u2019interno del mercato del lavoro; estende l\u2019uso di moderne tecnologie di apprendimento; accresce la<br \/>\n8 Ritorno al futuro dell\u2019educazione: quattro scenari OCSE per la scuola (Back to the future of education: Four OECD Scenarios for Schooling) OCSE 2020 qualit\u00e0 e l\u2019eccellenza dell\u2019apprendimento; promuove la cultura dell\u2019apprendimento continuo9<br \/>\nIn questo contesto la Scuola diventa il fulcro di un ecosistema educativo ampio e in continua evoluzione, che si avvale del territorio per ripensare il curricolo e la didattica, modificando il tempo-scuola e la mobilit\u00e0 di docenti e studenti<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">5.L\u2019importanza del patto per i docenti<\/span><br \/>\nLa situazione professionale dei docenti, che comporta anche dei forti riflessi dal punto di vista psicologico o, bisognerebbe dire, di problematiche relative al disagio psicologico e del relativo burnout, risente di un forte ridimensionamento del prestigio della loro figura di educatori.<br \/>\nL\u2019implementazione di un Patto educativo di Comunit\u00e0 potrebbe alleviare tale posizione attraverso un nuovo e pi\u00f9 effettivo protagonismo dei docenti, in quanto esso sollecita la collaborazione di tutte le figure professionali relative alla formazione. Essi, attraverso il Patto, non sarebbero pi\u00f9 dei semplici esecutori di curricoli e progettazioni stabilite dall\u2019alto, ma avrebbero un importante ruolo di co-ideatori e realizzatori di percorsi di formazione e di ricerca.<br \/>\nPotrebbero realizzare importanti scambi di proposte ed iniziative tra i docenti delle varie scuole e tra gli esperti. Potrebbero mettere in comune risorse ed esperienze su come si \u00e8 proceduto nelle diverse aree disciplinari, condividendo successi ed errori.<br \/>\nLa partecipazione al Patto anche da parte delle famiglie, sarebbe un ulteriore elemento di positivit\u00e0 verso i docenti, in quanto mettere in evidenza e condividere il cammino formativo potrebbe, finalmente, far comprendere ai genitori la difficolt\u00e0 e la complessit\u00e0 dei processi d\u2019insegnamento\/ apprendimento che gli insegnanti mettono in atto nei riguardi di alunni e studenti.<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 degli insegnanti, nell\u2019ambito dell\u2019implementazione del Patto, \u00e8 favorita anche per quanto riguarda i processi d\u2019inclusione che costituiscono uno dei cardini fondamentali su cui far \u201cgirare\u201d il Patto stesso, attraverso una maggiore sinergia tra Scuola, Enti e istituzioni locali (ASL), Associazioni, esperti e famiglie.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">6.L\u2019importanza del Patto per genitori e studenti<\/span><br \/>\nI ragazzi e i genitori trarrebbero grande beneficio dalla realizzazione del Patto educativo di Comunit\u00e0.<br \/>\nTra i principi da cui esso parte c\u2019\u00e8 la consapevolezza che gli adulti con responsabilit\u00e0 educative, a partire dalla famiglia, non possano sempre farsi carico da soli dei bisogni e delle domande che i bambini e i ragazzi manifestano. Appare invece utile recuperare i principi della sussidiariet\u00e0 e complementariet\u00e0, e una rinnovata cultura della \u201cgenitorialit\u00e0 sociale\u201d, anche come risposta a sempre pi\u00f9 diffuse forme di isolamento e privatizzazione educativa, viste anche le emergenze sociali e culturali dovute all\u2019insorgere della pandemia da Covid .<br \/>\nLe famiglie potrebbero partecipare in una nuova ottica, in cui essi rappresentano degli stakeholder che hanno il potere di agire e rappresentano un ruolo chiave in qualsiasi progetto di collaborazione. Il Patto le sosterrebbe nelle situazioni di disagio sociale e culturale che, assai frequentemente, costituiscono i principali motivi della difficolt\u00e0 che gli alunni incontrano nell\u2019ambito della realt\u00e0 scolastica.<br \/>\nIn generale, a parte le situazioni border line, che, comunque, costituiscono in alcune realt\u00e0 territoriali delle vere e proprie emergenze sociali, tra le azioni previste nei diversi Patti ci sono quelle relative a dei corsi di educazione alla genitorialit\u00e0.<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">7.L\u2019importanza del Patto per la Comunit\u00e0<\/span><br \/>\nLe considerazioni fin qui riportate evidenziano l\u2019importanza del Patto per tutta la Comunit\u00e0 presente in quella determinata realt\u00e0 sociale e culturale.<br \/>\n\u201cL\u2018apprendere ed il fare insieme aumentano il senso di responsabilit\u00e0 condivisa, in merito al futuro di una comunit\u00e0, rispondendo al contempo all\u2019esigenza della societ\u00e0 contemporanea di svilupparsi attraverso reti di collaborazione\u201d.10<br \/>\nIl sostegno al Patto da parte della Comunit\u00e0 deve basarsi principalmente sulla creazione di reti, sulla necessit\u00e0 di cambiamento, sulle azioni di orientamento e di sostegno che sono utili a fornire una cornice di riflessione atta a sviluppare e a compiere una matura collaborazione tra comunit\u00e0 e scuola.<br \/>\nNella Comunicazione della Commissione Europea n.280 del 2013 si evidenziava l\u2019importanza \u201cdelle autorit\u00e0 locali nei paesi partner per raggiungere gli obiettivi di sviluppo ed un impegno pi\u00f9 strategico per garantirne la realizzazione\u201d. Si sottolineava che: \u201cDovremmo promuovere un approccio territoriale allo sviluppo che sia adatto alle caratteristiche ed alle esigenze del territorio. L\u2018approccio territoriale allo sviluppo \u00e8 caratterizzato dall\u2018essere un approccio dal basso, dinamico e a lungo termine, basato su un orientamento multi-attoriale e multi-settoriale, in cui diverse istituzioni ed attori locali lavorano insieme per definire le priorit\u00e0, pianificare e implementare le strategie di sviluppo. \u201c11<br \/>\nL\u2019educazione dei giovani ha come obiettivo, tra gli altri, di raggiungere il benessere proprio e quello della societ\u00e0 in cui vivono ma questo si pu\u00f2 realizzare quando la Comunit\u00e0 ha valori condivisi che sono alla base di azioni concrete. Del resto, la partecipazione ai processi decisionali \u00e8 anche particolarmente rilevante a livello locale, in quei luoghi dove vivono i cittadini e dove gli stessi lavorano, ed ancora dove si offrono servizi di base e dove, tramite le imprese, si consolidano processi economici.<br \/>\nUn approccio locale allo sviluppo sostenibile \u00e8 un buon modo di rispondere alle questioni globali, sociali e ambientali. Il Patto ha la finalit\u00e0 di coinvolgere il maggior numero possibile di stakeholder, in quanto pu\u00f2 rappresentare il fattore chiave per il raggiungimento di risultati significativi nell\u2019ambito di quelle \u201ceducazioni\u201d che rappresentano gli obiettivi da raggiungere nel medio e lungo termine attraverso l\u2019azione sinergica della Comunit\u00e0 educante. Il Patto educativo che vuole migliorare la realt\u00e0 culturale e sociale di un Territorio deve avere come \u201cstella polare\u201d l\u2019\u2019educazione allo sviluppo sostenibile che si riverbera in diversi filoni come l\u2019educazione ambientale, l\u2019approccio globale allo sviluppo umano, l\u2019educazione alla cittadinanza, ai diritti umani, alla salute e all\u2018economia. Esso, soltanto se riuscir\u00e0, concretamente, a raggiungere tali finalit\u00e0, potr\u00e0 sostenere di avere raggiunto lo scopo di migliorare il contesto territoriale, le persone che lo animano ma soprattutto l\u2019educazione e la formazione delle giovani generazioni.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>1 C. Bollas, Tre caratteri, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2022<\/em><br \/>\n<em> 2 Repanser notre future ensamble Un nouveau contrat social pour l\u2019\u00e9ducation Unesco 2021<\/em><br \/>\n<em> 3 M.Di Maio, \u201cNessuno insegna da solo\u201d, rivista AIMC ( Associazione Italiana Maestri Cattolici) nov-dic 2021<\/em><br \/>\n<em> 4 Repanser notre future ensamble Un nouveau contrat social pour l\u2019\u00e9ducation Unesco 2021<\/em><br \/>\n<em> 5 Indicazioni Nazionali Miur 2012<\/em><br \/>\n<em> 6 Piano scuola 2020-2021 Documento per la pianificazione delle attivit\u00e0 scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione. MI<\/em><br \/>\n<em> 7 Indicazioni Nazionali del 2012 MIUR<\/em><br \/>\n<em> 8 Ritorno al futuro dell\u2019educazione: quattro scenari OCSE per la scuola (Back to the future of education: Four OECD Scenarios for Schooling) OCSE 2020<\/em><br \/>\n<em> 9 UNESCO Global Network of Learning Cities 2015<\/em><br \/>\n<em> 10 Toolbox per migliorare la collaborazione tra scuola e comunit\u00e0, Codes<\/em><br \/>\n<em> 11Comunicazione della Commissione Europea n.280\/2013<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Patti educativi di Comunit\u00e0: una significativa risorsa per le Istituzioni scolastiche, per i docenti, per gli studenti e per le famiglie. di Mario Di Maio 1.Premessa Vorrei iniziare queste mie considerazioni sui Patti Educativi di Comunit\u00e0 citando due proverbi africani: \u201cPer crescere un bambino ci vuole un intero villaggio\u201d e \u201cSe vuoi andare veloce, vai [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-1396","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1396","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1396"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1396\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1401,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1396\/revisions\/1401"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1396"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1396"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1396"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}