{"id":1410,"date":"2022-06-11T23:29:22","date_gmt":"2022-06-11T21:29:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1410"},"modified":"2022-06-11T23:30:37","modified_gmt":"2022-06-11T21:30:37","slug":"antropologia-del-digitale-le-risposte-della-scuola-di-fronte-allennesima-sfida-epocale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1410","title":{"rendered":"Antropologia del Digitale: le risposte della scuola di fronte all\u2019ennesima sfida epocale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1411\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/nativi-digitali-150x150.jpg\" alt=\"nativi digitali\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Antropologia del Digitale: le risposte della scuola di fronte all\u2019ennesima sfida epocale<br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\">di Domenico Ciccone<\/span><\/em><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inizio questo intervento con una domanda che \u00e8 anche una vera e propria provocazione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0i nativi digitali hanno davvero una marcia \u201c digitale\u201d\u00a0 in pi\u00f9, rispetto alle generazioni precedenti?<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ambito delle tecnologie digitali, infatti, il confronto generazionale \u00e8 stato caratterizzato intensamente dal concetto di \u00abnativo digitale\u00bb, in una sorta di scontata contrapposizione &#8211; tra le nuove generazioni, implicitamente esperte di tecnologie digitali e di relativo utilizzo ottimale &#8211; e quelle precedenti, che sono state definite \u00abimmigrati digitali\u00bb ritenute inesperte, impacciate e poco propense all\u2019uso delle tecnologie. Queste tesi si sono dimostrate perfino fantasiose alla luce di recenti studi come l\u2019indagine ICILS <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> che quantomeno le mettono in discussione in un dibattito che \u00e8 ancora vivacemente aperto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rapporto tra giovani e tecnologie va approfondito, per cercare di comprendere quali caratteristiche del sistema educativo favoriscono lo sviluppo di competenze digitali; capire se esiste una relazione tra et\u00e0 di inizio dell\u2019uso delle tecnologie, frequenza d\u2019uso e tipologia d\u2019uso e le competenze digitali nei diversi ambiti, estendendo la riflessione al ruolo della scuola e delle politiche educative nell\u2019uso dei dispositivi digitali e di internet da parte degli allievi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Peraltro, il dato non trascurabile \u00e8 che, in quest\u2019epoca storica, l\u2019impatto delle tecnologie e degli strumenti digitali, sulla vita di ogni giorno, ha dato luogo alla nascita di una nuova affascinante materia di approfondimento sociale e scientifico, per offrire, a tutti noi, chiavi di lettura utili a comprendere il mondo che ci circonda e le relazioni che instauriamo dopo l\u2019avvento pervasivo e assorbente delle nuove tecnologie. L&#8217;<strong>Antropologia digitale<\/strong>, infatti, studia i comportamenti dell&#8217;uomo che vive nei territori\u00a0<strong>digitali<\/strong> e che usa strumenti tecnologici e connessi tra loro per comunicare con gli altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La connessione umana non pu\u00f2 mai esistere al di fuori di un contesto culturale e materiale, o di una cornice; quella digitale, sicuramente, porta con s\u00e9 le implicazioni morali e politiche che di solito sono state\u00a0 frutto, varie volte nel tempo storico, dei nostri artefatti scientifici e tecnologici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una nuova nozione molto complessa: i territori digitali<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come anticipato, la nozione di territorio digitale \u00e8 complessa; volendo ricondurla brevemente ad alcuni concetti, essa rimanda a :<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>La digitalizzazione crescente dei territori fisici, nella pratica concreta e quotidiana.Pensiamo a quante innovazioni hanno caratterizzato il nostro agire quotidiano nei diversi contesti di vita. Quando entriamo in un locale cerchiamo quello che ci interessa e, subito dopo, ci connettiamo alla rete WI-FI, fotografiamo un codice OR , cerchiamo contenuti digitali, spesso ancora prima di dialogare con le persone.<\/li>\n<li>L\u2019apertura di campi del sapere connessa alla concettualizzazione dei nuovi ambienti digitali (territori \u2018born digital\u2019) e alla loro relazione con lo sviluppo delle AI (Intelligenza Artificiale). Negli ultimi anni le informazioni digitali di tutto il mondo sono pi\u00f9 che raddoppiate e questa tendenza \u00e8 destinata ad aumentare, con un fenomeno esponenziale che genera straordinarie quantit\u00e0 di dati elettronici: i Big Data. Il termine Big Data \u00e8 stato originariamente coniato dagli scienziati della NASA nel 1997 in seguito alla difficolt\u00e0 di visualizzare e memorizzare un set dati troppo grande, limitandone di conseguenza l\u2019analisi. I Big Data sono caratterizzati dalle 4 \u2018V\u2019: Volume (grandi quantit\u00e0), Velocit\u00e0 (vengono continuamente riversati nella rete), Variet\u00e0 (sono file di tutti i tipi: testi, immagini, video, audio, etc.), Veridicit\u00e0 (le fonti non sono sempre verificabili , quindi prendere decisioni basandosi sui Big Data in modo acritico pu\u00f2 essere pericoloso).<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> Fin dal 2020 l\u2019universo digitale contiene tanti bit quante sono le stelle dell\u2019Universo e la tendenza ad aumentare negli ultimi due anni \u00e8 vicina al raddoppio.<\/li>\n<li>Le sfere pubbliche digitali come nuovo spazio di interazione sociale e politica e come flusso di big data<strong>. <\/strong>Queste nuove sfere e nuovi discorsi pubblici sono caratterizzati dall\u2019emergere e dalle trasformazioni dei modi di espressione e comunicazione. Anche l\u2019avvio e lo svolgersi del dibattito e della produzione di significato attraverso le piattaforme online (YouTube, Instagram, Twitter, Facebook, ecc.) e le modalit\u00e0 multidimensionali di circolazione tra le varie piattaforme, sono emblematici di un allargamento incontenibile delle sfere digitali. I telefoni cellulari consentono la realizzazione, la manipolazione, l\u2019editing, la pubblicazione di foto e video in movimento. La possibilit\u00e0 di condividere istantaneamente le immagini, commentarle, utilizzare complessi sistemi di ordinazione o raccolta aggiungendo qualsiasi commento si voglia: musicale, scritto oppure realizzato con simboli grafici, come le emoticons o i graffiti, fanno s\u00ec che le nuove forme, visive e testuali di (auto) espressione e partecipazione, influenzino non solo il panorama politico in quanto tale, ma anche lo sviluppo delle soggettivit\u00e0 politiche e civiche.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nuova nozione di cittadinanza<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo proposito, la nuova nozione di cittadinanza che ne deriva, viene spesso discussa in relazione ai giovani e, in particolare, alla questione di come la societ\u00e0 civile possa \u201cgenerare\u201d cittadini, assicurando che apprendano l\u2019etica e le competenze richieste per la partecipazione civica e politica.\u00a0<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ormai non \u00e8 pi\u00f9 necessario dare un&#8217;occhiata in giro per rendersi conto di come lo smartphone, un artefatto umano, abbia influenzato in modo significativo il modo in cui comunichiamo ed il modo in cui ci poniamo socialmente e culturalmente.<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Domande che nascono spontanee<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio in quanto l\u2019Antropologia del digitale invade tutte le sfere dell\u2019agire umano \u00e8 lecito chiedersi il perch\u00e8 \u00a0di alcuni fenomeni come, ad esempio, quello che determina, nei social e nel gaming, l\u2019attrazione fino alla dipendenza?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Quale \u00a0significato assume nella storia dell\u2019umanit\u00e0 l\u2019idea che siano i giovani ad insegnare ai \u00abvecchi\u00bb?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forse \u00a0hanno ragione quelli che ipotizzano la teoria che Il nostro cervello si avvia ad una nuova evoluzione dettata dal digitale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La risposta nell\u2019evoluzione da Homo Sapiens a Homo Sapiens Digitalis?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tecnologia ci fa vivere in un continuo presente (<a href=\"https:\/\/www.solotablet.it\/blog\/tabulario\/il-tempo-e-solo-presente-the-big-now\">Il tempo \u00e8 solo presente: The Big <\/a><a href=\"https:\/\/www.solotablet.it\/blog\/tabulario\/il-tempo-e-solo-presente-the-big-now\">Now<\/a><a href=\"https:\/\/www.solotablet.it\/blog\/tabulario\/il-tempo-e-solo-presente-the-big-now\">!<\/a>), \u00a0\u00abun qui e ora\u00bb fatto di tempo reale che ha cancellato il passato e reso superfluo il futuro, annullato la storia e la consapevolezza di ci\u00f2 che ci circonda? Questa domanda ha una risposta ovvia, poich\u00e9 l\u2019approccio educativo, quello che qui ci interessa commentare, si basa fondamentalmente su due specifiche dimensioni, ben descritte da J. Bruner e condivise da molta parte della comunit\u00e0 scientifica: la narrazione e il pensiero propositivo o paradigmatico, quello conosciuto anche come pensiero logico-scientifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella storia evolutiva dell\u2019uomo, il narrare ha risposto e continua a rispondere a una necessit\u00e0 profonda, addirittura primordiale. La narrazione si presenta come un concetto trasversale all\u2019oralit\u00e0 (tipica dei popoli primitivi) e alla scrittura (tipica delle societ\u00e0 pi\u00f9 evolute). Sia le \u201ccivilt\u00e0 illitterate\u201d sia le \u201ccivilt\u00e0 alfabetiche\u201d hanno utilizzato la narrazione, pur avendo forme comunicative diverse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altro modo, \u00a0con cui gli esseri umani organizzano e gestiscono la loro conoscenza del mondo, \u00e8 il pensiero propositivo o paradigmatico, quello logico-scientifico.<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a> Ad esso rimandano forme convenzionali di narrazione che sono caratterizzate dall\u2019uso di codici particolari e settoriali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa epoca della Storia dell\u2019umanit\u00e0, il digitale appare come un campo minato che aggiunge, al gi\u00e0 rischioso attraversamento, l\u2019ulteriore incognita dell\u2019Intelligenza artificiale, vista da alcuni come una pericolosa direzione di sviluppo del progresso, tesa ad annullare la volont\u00e0 e l\u2019arbitrio umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo nuovo modello di relazione con la conoscenza, probabilmente, denota il passaggio da Homo Sapiens e Homo Sapiens Digitalis. Il primo si chiama cos\u00ec perch\u00e9 ha iniziato a produrre artefatti sviluppando le relative tecniche e tecnologie, secondo le esigenze e i bisogni che lo interessavano: il secondo si caratterizza per una nuova classe di artefatti contraddistinti dal linguaggio digitale con le sue numerose confluenze tecnologiche, che non sono nati per la sopravvivenza o non sono il risultato della lotta per sopravvivere ma hanno generato nuovi bisogni e nuove esigenze che derivano da comportamenti prevalentemente indotte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019Intelligenza Artificiale: la nuova frontiera del digitale <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intelligenza artificiale realizza sistemi informatici che possono eseguire attivit\u00e0 normalmente svolte dall\u2019intelligenza umana. La percezione visiva, il riconoscimento del linguaggio, la capacit\u00e0 di prendere delle decisioni e il tradurre da una lingua all\u2019altra sono funzioni di certa complessit\u00e0 che non erano, fino a pochi anni fa, riconosciute alle macchine digitali. Con l\u2019Intelligenza Artificiale \u00e8 in atto una rivoluzione culturale, tecnologica e scientifica centrata sull\u2019applicazione dell\u2019apprendimento automatico a database di grandissime dimensioni. Intelligenza Artificiale, visione artificiale e sistemi di apprendimento automatico stanno dimostrando che oggi le macchine analizzano grandi quantit\u00e0 di dati pi\u00f9 velocemente e meglio degli esseri umani. Il nuovo paradigma di una scienza che \u201csimula il ragionamento umano\u201d ha instillato dubbi sul fatto che questo fenomeno sia rimanga sotto il controllo degli esseri umani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, i confini tra il digitale ed il reale sembrano quasi dissolti ma in realt\u00e0 non lo sono. Questa distorsione appare soltanto alle persone che non hanno un dominio delle tecnologie, quanto mai necessario in questa epoca storica ed in questa realt\u00e0 tecnologica. I confini tra il reale ed il virtuale, peraltro, sembrano quasi cancellati dalla vita sui social, che appare erroneamente alternativa alla vita sociale vissuta di persona anche se, in realt\u00e0, \u00e8 parallela ad essa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IoT &#8211; Internet delle cose.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei cambiamenti proviene dalla novit\u00e0, che ognuno deve affrontare, per il mutamento dei modelli sociali e da Internet delle cose (IOT) . Le relazioni e i modelli sociali saranno sempre pi\u00f9 condizionati dalle novit\u00e0 provenienti dallo sviluppo di Internet delle cose. Con\u00a0<strong>Internet of Things<\/strong>\u00a0(<strong>IoT<\/strong>) ci\u00a0<strong>si<\/strong>\u00a0riferisce al processo di connessione a\u00a0<strong>Internet<\/strong>\u00a0di oggetti fisici di utilizzo quotidiano, dagli oggetti pi\u00f9 familiari usati in casa, come le lampadine o la TV, alle applicazioni di carattere sanitario come i dispositivi medici, ai dispositivi smart, a quelli indossabili ed alle smart home.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste novit\u00e0 importanti producono, come conseguenza, lo sviluppo di modelli e processi fondati sui dati e non sulle competenze delle singole persone al comando,\u00a0 che \u00abazzardano\u00bb ipotesi di soluzione sulla base di esperienza e sensibilit\u00e0 nell\u2019interpretazione dei contesti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questo deriva l\u2019assunto che i dati raccolti sono un patrimonio inestimabile che aiuta a programmare macchine e apparati per ridurre errori, sprechi, problemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di conseguenza, le persone di successo, che possono competere con il cambiamento, apparentemente destinato ad essere dominato dall\u2019intelligenza Artificiale, sono quelle capaci di fungere da interfaccia tra dati e macchine mettendo a disposizione esperienze, conoscenze e competenze complesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pensare ad una scuola che persegue i suoi scopi istituzionali senza tener conto della portata epocale di queste trasformazioni \u00e8 un comportamento paragonabile al voler nascondere la testa sotto il tappeto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Scuola innovativa, con il tablet in mano.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019innovazione della scuola e delle sue metodologie \u00e8 un\u2019indispensabile declinazione delle enormi dimensioni del cambiamento che, in molti casi, continua ad essere ignorata o avversata con sterili contrapposizioni tra cultura classica e cultura tecnologica. Queste posizioni dimenticano che le cosiddette \u201cculture\u201d, non sono dei compartimenti stagni ma costituiscono il risultato di un\u2019evoluzione chiara e definita dell\u2019umanit\u00e0, nella quale non si possono e non si devono trovare antitesi a tutti i costi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza voler schematizzare, entrando in particolari non analizzabili in questa sede, possono essere individuati dei principi per realizzare un\u2019innovazione pervasiva della didattica attraverso metodologie attive che garantiscano:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>l\u2019uso responsabile delle risorse digitali come premessa metodologica che rifugga la tendenza diffusa di rilevare una contraddizione tra le tecnologie e la scuola con le sue \u201ctradizionali \u201c attivit\u00e0.<\/li>\n<li>L\u2019edificazione della didattica e della cittadinanza digitale fondate sullo stesso paradigma, non solo in relazione alla necessit\u00e0 del fare scuola ma nella prospettiva che preveda, detta cittadinanza digitale, come una dimensione irrinunciabile di ogni cittadino, gi\u00e0 a partire da subito.<\/li>\n<li>La valorizzazione delle competenze digitali ponendole sullo stesso livello di importanza delle altre competenze. Questa dimensione non ha bisogno di commenti, alla luce delle considerazioni contenute nella Raccomandazione europea del 2006 come ribadite nel documento europeo sulle competenze chiave del 22 maggio 2018.<\/li>\n<li>La centratura sullo studente delle attivit\u00e0 di apprendimento poich\u00e9 il modello di progettazione per Unit\u00e0 di Apprendimento (UdA) \u00e8 una necessit\u00e0 ineluttabile che soddisfa l\u2019esigenza di partecipazione degli studenti alle attivit\u00e0 di insegnamento\/apprendimento e la necessit\u00e0 di modellazione, sul compito e sui processi che lo generano, delle attivit\u00e0 che la scuola pone in essere.<\/li>\n<li>La valutazione per l\u2019apprendimento e la valutazione come apprendimento quali irrinunciabili modelli che, \u00a0spostando il baricentro sui processi che hanno determinato i risultati, richiedono la partecipazione dello studente alla propria valutazione, \u00a0in maniera tale che essa diventi ulteriore occasione di apprendimento e di meta &#8211; cognizione.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Mondo che verr\u00e0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Mondo che verr\u00e0 sar\u00e0 dominato dal cambiamento e saranno quindi vincenti la capacit\u00e0 di cambiare, la disponibilit\u00e0 a trasformare pi\u00f9 volte i propri modelli e i propri schemi, la competenza personale indotta alla versatilit\u00e0 ed alla flessibilit\u00e0. Il Framework \u201c Learning to become\u201d dell\u2019 UNESCO lo ricorda e auspica che la sua realizzazione avvenga, con il ruolo centrale e irrinunciabile della scuola, entro l\u2019anno 2050, non senza sottolinearne la complessit\u00e0 anche con la presenza di un termine tanto lungo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le zone franche a scuola, una soluzione praticabile. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Peraltro, Roberto Maragliano, proprio alla luce di una complessit\u00e0 crescente che non accenna a fermarsi, propone una soluzione sensata e realizzabile di sblocco dell\u2019impasse, \u201clegata alla possibilit\u00e0, che andr\u00e0 elaborata culturalmente e tecnicamente e politicamente, di costruire dentro le scuole, delle \u2018zone franche\u2019 dove adulti e giovani, al di l\u00e0 dei ruoli fissati e differenziati fra chi insegna e apprende, possano incontrarsi e collaborare liberamente, senza dover subire la cappa dell\u2019articolazione oraria, della pertinenza disciplinare, della valutazione che incombe, del \u2018cosa portare all\u2019esame\u2019, e godano delle infinite risorse che il digitale offre a chi sia disponibile a mettersi in gioco e giocare\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La rivoluzione digitale non era nelle corde dei poeti del \u2018900; neppure potevano immaginarla e, fortunatamente, non hanno provato a farlo. A noi, nemmeno, compete provare ad ipotizzare quale sar\u00e0 il futuro per giudicarlo fin d\u2019ora in maniera oscurantista. Dobbiamo educare al cambiamento senza tentare inutilmente di conoscere e scrutare l\u2019impossibile, con la supponenza di chi crede di poter governare il futuro col passato e con le sue categorie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sensibilit\u00e0 di poeta, peraltro scomparso quasi cento anni fa, convinto in misura ancora maggiore dell\u2019imperscrutabilit\u00e0 del futuro, fece scrivere a <em>\u00a0Kahlil Gibran<\/em>, parlando dei figli e rivolgendosi ai genitori:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cPerch\u00e9 le loro anime abitano la casa del domani,<\/em><br \/>\n<em>che voi non potete visitare, neppure nei vostri sogni.\u201d<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> L\u2019indagine ICILS (International Computer and Information Literacy Study) svolta in contesti territoriali definiti, intende<\/p>\n<ul>\n<li>effettuare dei confronti tra i paesi riguardo le competenze raggiunte dagli allievi;<\/li>\n<li>verificare come gli aspetti istituzionali, infrastrutturali o relazionali in campo di educazione, contribuiscano allo sviluppo delle conoscenze informatiche;<\/li>\n<li>di individuare quali, tra le conoscenze informatiche in possesso degli allievi, derivano da insegnamenti scolastici e quali altre, invece, sono state acquisite altrove;<\/li>\n<li>individuare possibili legami tra il livello di competenza raggiunto dagli allievi e determinati fattori contestuali.<\/li>\n<\/ul>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> JAMD | www.jamd.it | ISSN 2532-4799 (online) vol. 21-3 oct. 2018<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> 21 luglio 2021 Marco Guastavigna \u201cSfera pubblica digitale\u201d &#8211; Contenuto on-line<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Achille De Tomaso \u201c Antropologia Digitale: Tecnologia e Connessioni Umane\u201d<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> J. Bruner \u201cLa cultura dell&#8217;educazione. Nuovi orizzonti per la scuola\u201d\u00a0 &#8211; Milano \u2013 2000.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Antropologia del Digitale: le risposte della scuola di fronte all\u2019ennesima sfida epocale di Domenico Ciccone Inizio questo intervento con una domanda che \u00e8 anche una vera e propria provocazione: \u00a0i nativi digitali hanno davvero una marcia \u201c digitale\u201d\u00a0 in pi\u00f9, rispetto alle generazioni precedenti?<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-1410","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1410","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1410"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1410\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1413,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1410\/revisions\/1413"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1410"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1410"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1410"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}