{"id":1443,"date":"2022-07-07T13:53:39","date_gmt":"2022-07-07T11:53:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1443"},"modified":"2022-07-07T13:53:39","modified_gmt":"2022-07-07T11:53:39","slug":"listituzione-sinapsi-alcuni-pensieri-su-scuola-e-suo-mandato-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1443","title":{"rendered":"L&#8217;istituzione-sinapsi. Alcuni pensieri su scuola e suo mandato sociale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1444\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/sinapsi3-150x150.jpg\" alt=\"sinapsi3\" width=\"150\" height=\"150\" \/>L&#8217;istituzione-sinapsi. Alcuni pensieri su scuola e suo mandato sociale<br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\">di Piervincenzo Di Terlizzi<\/span><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fare il dirigente scolastico nelle scuole dell&#8217;autonomia vuol dire cercare di conoscere ed interpretare, con la maggior profondit\u00e0 possibile, la complessit\u00e0 di una comunit\u00e0 alla quale si \u00e8 affidati. In questo senso, l&#8217;autonomia scolastica recupera uno dei suoi significati originari ed originanti: un modo per essere istituzione, con la maggior vicinanza possibile a coloro i quali con l\u2019istituzione dialogano e che, in realt\u00e0, sono essi stessi l&#8217;istituzione (altro che \u201cutenti\u201d). Evidentemente, questa operazione \u00e8 sempre in movimento.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Prendo ad esempio la piccola citt\u00e0 del Nordest in cui vivo e lavoro. Leggendone oggi la geografia dei luoghi del sapere, rilevo la presenza di una serie di scuole, che si intrecciano soprattutto in un&#8217;area centrale; nella stessa area, operano diverse istituzioni culturali, ciascuna con la sua storia, con i suoi alti e bassi. Ad un altro capo della citt\u00e0, si trova il consorzio universitario; pi\u00f9 fuori, un polo tecnologico. In complesso, poi, riconosco un tessuto di attivit\u00e0\u00a0 produttive e associazioni, che connotano quotidianamente saperi informali e non formali. A questa comunit\u00e0, visibile fisicamente, si associa la comunit\u00e0 virtuale, nei suoi vari segmenti e rappresentazioni (gruppi d&#8217;interesse su Facebook, Instagram, TikTok); e a questa si aggiunge, tutta ancora da scrivere ma carica di attese, la comunit\u00e0 che ora nasce e che si svilupper\u00e0 nel metaverso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 Vista insieme, la comunit\u00e0 che fa da riferimento al mio lavoro \u00e8, quindi, un po&#8217; qui attorno a me e un po&#8217; sparsa per il mondo e per il tempo; essa trova comunque un punto simbolico di riferimento, per varie ragioni, nella mia piccola cittadina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In questo panorama, da dirigente scolastico, quindi, mi chiedo quale sia, o quali siano, la (le) comunit\u00e0 verso cui si esercita il mio mandato (e quale per conseguenza esso sia). Se, come si \u00e8 visto, ci sono tanti gruppi che apprendono e fanno conoscenza, se ci sono tante microcomunit\u00e0 che apprendono e fanno conoscenza, ne esiste un punto in comune, un tratto unitario, cui fate riferimento? Tenderei a rispondere di s\u00ec, che esista questa dimensione unitaria: essa non \u00e8 un dato di fatto inamovibile, ma un processo, e consiste nell&#8217;esercizio della cittadinanza, fisica e digitale, necessariamente dinamico. La manifestazione di questi saperi di comunit\u00e0 produce comunit\u00e0 e, soprattutto, richiesta di comunit\u00e0, come spazio di evidenza, di riconoscimento, di negoziazione. Avere presente questo significa, per me,\u00a0 interpretare il mio mandato istituzionale come impulso a essere costruttore di relazioni all&#8217;interno di questa comunit\u00e0 ad assetto e a manifestazioni variabili e complesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Agendo nella stagione presente e viva, l&#8217;istituzione scolastica si pone come elemento di abilitazione a queste relazioni: non pu\u00f2 essere, non \u00e8 pi\u00f9, se mai lo \u00e8 stato,\u00a0 l&#8217;unico soggetto detentore di sapere, n\u00e9 detentore di un sapere statico, o con un carattere di esclusivit\u00e0; \u00e8 invece il luogo pi\u00f9 evidente all&#8217;interno del quale la dimensione sociale della costruzione del sapere diventa riconoscibile: una dimensione agita mediante le relazioni che fanno cittadinanza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 Rispetto alla scuola-monolite (e a tutti i correlati retorici che le si associano nell&#8217;immaginario), alla situazione descritta si riferisce meglio la scuola-sinapsi, elemento di connessione tra dimensioni e forme di sapere plurime. E questo non pu\u00f2 che interrogare profondamente il senso politico (nell&#8217;accezione pi\u00f9 nobile) del ruolo della scuola e, pi\u00f9 modestamente, del mio mestiere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;istituzione-sinapsi. Alcuni pensieri su scuola e suo mandato sociale di Piervincenzo Di Terlizzi Fare il dirigente scolastico nelle scuole dell&#8217;autonomia vuol dire cercare di conoscere ed interpretare, con la maggior profondit\u00e0 possibile, la complessit\u00e0 di una comunit\u00e0 alla quale si \u00e8 affidati. 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