{"id":1499,"date":"2022-09-22T20:46:54","date_gmt":"2022-09-22T18:46:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1499"},"modified":"2022-09-22T20:51:21","modified_gmt":"2022-09-22T18:51:21","slug":"lacquisizione-delle-competenze-non-cognitive-nei-processi-di-formazione-degli-studenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1499","title":{"rendered":"L&#8217;acquisizione delle competenze non cognitive nei processi di formazione degli studenti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1501\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/skills2-150x150.jpg\" alt=\"skills2\" width=\"150\" height=\"150\" \/>L&#8217;acquisizione delle competenze non cognitive nei processi di formazione degli studenti<\/strong><br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\"><em><strong>di Mario Di Maio<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa capacit\u00e0 emozionale \u00e8 indispensabile alla messa in opera di comportamenti razionali\u201d. ( E.Morin , I sette saperi necessari all\u2019educazione del futuro).<br \/>\nLa recente crisi di Governo, con lo scioglimento delle Camere, ha interrotto l\u2019iter parlamentare di numerosi provvedimenti legislativi e tra questi il Disegno di legge n.2372, discusso nella Camera dei Deputati ed approvato nel gennaio di quest\u2019anno, trasmesso poi al Senato per la definitiva convalida, che stabiliva l\u2019introduzione nei diversi gradi di scuola dell\u2019insegnamento di competenze non cognitive.<!--more--><br \/>\nLa necessit\u00e0 di elaborare un Documento parlamentare che trattava di tale argomento, al difuori dello stop dovuto allo scioglimento delle Camere, e dell\u2019eventuale, successiva ripresa nell\u2019ambito dei lavori del nuovo Parlamento, costituisce uno spunto significativo per innescare, nell\u2019ambito del dibattito pedagogico, una riflessione sulle competenze non cognitive.<br \/>\nLe finalit\u00e0 di tale inserimento, recitava il Disegno di legge, erano la promozione della cultura della competenza, l\u2019integrazione dei saperi disciplinari e le relative abilit\u00e0 fondamentali e il miglioramento del successo formativo attraverso la prevenzione degli \u201canalfabetismi funzionali, della povert\u00e0 educativa e della dispersione scolastica\u201d.<em>1<\/em><br \/>\nL\u2019intervento legislativo rivelava, ancora una volta, la scarsa conoscenza, da parte dei nostri (ex) Deputati e Senatori, degli aspetti pedagogici, psicologici e metodologici che costituiscono i significati di \u201csenso\u201d dei Documenti normativi e programmatici che regolano gli assetti ordinamentali delle nostre Istituzioni scolastiche.<br \/>\nIn attesa di esponenti parlamentari pi\u00f9 competenti relativamente alle conoscenze dell\u2019assetto culturale e pedagogico della realt\u00e0 scolastica ( sic!) , \u00e8 opportuno aprire un\u2019ampia \u201c finestra\u201d sul significato di competenze non cognitive, di cui, nel Documento Legislativo, si davano dei chiarimenti poco significativi o, addirittura, negli altri passaggi del Documento, si richiamava ad un lavoro successivo di definizione \u201cLa sperimentazione di cui al comma 1 \u00e8 finalizzata: all&#8217;individuazione delle competenze non cognitive il cui sviluppo \u00e8 pi\u00f9 funzionale al successo formativo degli alunni e degli studenti\u201d.<em>2<\/em><br \/>\nPer un primo accenno alle incongruit\u00e0 contenute nel Documento si pu\u00f2 far riferimento all\u2019articolo di Lucio Cottini del Dipartimento di Studi Umanistici dell\u2019Universit\u00e0 Carlo Bo di Urbino, in cui l\u2019illustre pedagogista, ricordando alcune delle competenze non cognitive indicate nel Disegno di legge, sottolinea che esse sono \u201celementi connessi alla dimensione cognitiva, affettivo-emozionale e sociale\u2026di fatto non sono scindibili dal pensare, operare e partecipare\u201d.<em>3<\/em><br \/>\nIn un altro articolo, Santo Di Nuovo, Presidente dell\u2019AIP (Associazione italiana Psicologi) denuncia l\u2019impostazione degli aspetti concettuali delle competenze non cognitive, affermando \u201ccome se cognitivo ed emotivo-affettivo fossero realt\u00e0 separate\u201d. <em>4<\/em><\/p>\n<p><strong>COSA SONO LE LIFE SKILLS<\/strong><br \/>\nNel Disegno di Legge non \u00e8 precisato se le competenze non cognitive si possano identificare con le Life Skills ma il continuo riferimento alle problematiche che il loro \u201c insegnamento\u201d dovrebbe portare a risoluzione, fa intendere che esse possono essere assimilate a quegli stili di vita che conducono a comportamenti positivi e di adattamento, che rendono capaci di affrontare in modo efficace le sfide che la vita ogni giorno pone sulla nostra strada, di gestire l\u2019ansia e le situazioni conflittuali, di agire nei riguardi degli altri con quella che Goleman definisce preoccupazione empatica.<em>5<\/em> Nei Documenti dell\u2019OMS (Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0) esse vengono definite come&#8221;&#8230; le competenze che portano a comportamenti positivi e di adattamento che rendono l\u2019individuo capace di far fronte efficacemente alle richieste e alle sfide della vita di tutti i giorni\u201d<em>6<\/em>. La descrizione data implica che le competenze che possono essere comprese nelle Life Skills sono quasi incalcolabili anche se esaminandole pi\u00f9 in profondit\u00e0, \u201cemerge l\u2019esistenza di un nucleo fondamentale di abilit\u00e0 che sono alla base delle iniziative di promozione della salute e del benessere di bambini e bambine e degli adolescenti.&#8221; <em>7<\/em> Il nucleo fondamentale delle Life Skills, identificato dall\u2019OMS, \u00e8 costituito da 10 competenze che possono essere raggruppate secondo 3 aree:<br \/>\n<strong>&#8211;<\/strong>EMOTIVE- consapevolezza di s\u00e9, gestione delle emozioni, gestione dello stress;<br \/>\n-RELAZIONALI &#8211; empatia, comunicazione efficace, relazioni efficaci;<br \/>\n-COGNITIVE &#8211; risolvere i problemi, prendere decisioni, pensiero critico, pensiero creativo.<br \/>\nL\u2019OMS motiva l\u2019acquisizione e l\u2019applicazione in modo efficace delle Life Skills per il raggiungimento di un \u201cbenessere mentale \u201cche incrementa la nostra motivazione a prenderci cura di noi stessi e degli altri, la prevenzione del disagio mentale e dei problemi comportamentali e della stessa salute in generale. Le \u201ccompetenze per la vita\u201d possono condizionare il nostro modo di porci nell\u2019ambito della relazione intra-personale e di quella con gli altri ed il modo con cui le altre persone si relazionano con noi. Le Life Skills entrano nella costruzione della nostra percezione di auto-efficacia intesa come il giudizio che ciascuno di noi si d\u00e0 circa la propria capacit\u00e0 di riuscire a portare a termine determinati compiti. L\u2019autoefficacia comporta sia la possibilit\u00e0 di raggiungere uno scopo, sia la perseveranza davanti alle difficolt\u00e0.8 Esse sono fondamentali per la crescita e per la tenuta dell\u2019autostima, intesa come il prodotto che scaturisce dalle interazioni con gli altri, che si crea durante il corso della vita come una valutazione riflessa di ci\u00f2 che le altre persone pensano di noi e che, a sua volta, attiva la fiducia in noi stessi. Le Life Skills sono state prese in considerazione e, quindi, definite, anche dal mondo del lavoro, in cui, per\u00f2, c\u2019\u00e8 una sorta di \u201cpeccato originale\u201d, nel senso che pi\u00f9 che pensare alla loro acquisizione per una crescita integrale della personalit\u00e0 di ogni bambino e bambina e degli adolescenti, vengono viste in funzione di un\u2019efficiente attivit\u00e0 lavorativa. In questo contesto si preferisce il termine di NCS (Non Cognitive Skill). Esse comprendono:<br \/>\n&#8211; la creativit\u00e0;<br \/>\n&#8211; la flessibilit\u00e0;<br \/>\n&#8211; la capacit\u00e0 critica;<br \/>\n&#8211; il problem solving;<br \/>\n&#8211; la resilienza;<br \/>\n&#8211; la comunicativit\u00e0;<br \/>\n&#8211; la capacit\u00e0 di lavorare in gruppo.<br \/>\nAlcune delle competenze indicate vengono anche definite character skills. Esse, infatti, appaiono nei primi anni di vita, condizionano l\u2019apprendimento e le abilit\u00e0 lavorative, come afferma Hackman nel suo testo del 2014. La letteratura che s\u2019interessa di dare un quadro pi\u00f9 preciso non ci aiuta molto, in quanto non abbiamo un\u2019unica tassonomia di riferimento, ma esistono pi\u00f9 frame work a livello internazionale. L\u2019Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) ha dato un ulteriore contributo alla discussione sulle NCS, elaborando un modello chiamato \u201cBig Five\u201d che individua appunto cinque dimensioni principali: collaborazione, esecuzione di un compito, regolazione delle emozioni, ingaggio con gli altri e apertura mentale. Queste, per\u00f2, sono ancora influenzate dall\u2019esigenza del reclutamento del personale in ambito lavorativo, in quanto vengono \u201cmisurate\u201d nei contesti lavorativi, attraverso l\u2019utilizzazione dei test relativi al \u201cBig Five\u201d che pu\u00f2 essere utile in diverse fasi: dall\u2019orientamento professionale, all\u2019assunzione, ma anche per valutare le potenzialit\u00e0 dei candidati e la predisposizione di piani di avanzamento, comunque tutti aspetti che continuano a riguardare il mondo delle aziende. Un apporto di tipo pi\u00f9 psicologico alla discussione di una definizione delle competenze non cognitive \u00e8 quello offerto da Daniel Goleman che, nel suo libro, \u201cA scuola di futuro\u201d, ci riporta in una dimensione pi\u00f9 prettamente educativa, in cui sottolinea, per una significativa educazione sociale ed emotiva, che gli alunni devono pervenire al possesso di una serie di cinque abilit\u00e0. Esse sono:<br \/>\n&#8211; l\u2019autoconsapevolezza;<br \/>\n&#8211; l\u2019autogestione;<br \/>\n&#8211; l\u2019empatia;<br \/>\n&#8211; le abilit\u00e0 sociali;<br \/>\n&#8211; le capacit\u00e0 decisionali.<em>9<\/em><br \/>\nPer Goleman l\u2019autoconsapevolezza \u00e8 la capacit\u00e0 di concentrarsi su s\u00e9 stessi, sul proprio mondo interiore, per cercare di comprendere il nostro modo di agire, il diventare edotto dei nostri sentimenti ed emozioni, di come utilizzarli nelle relazioni con gli altri, attraverso un\u2019azione di autogestione dei propri modi di essere e di fare. L\u2019empatia \u00e8, invece, la capacit\u00e0 di sintonizzarsi sugli altri, di comprendere le emozioni e i sentimenti di chi si relaziona con noi, comprendendo, quindi, il loro modo di vedere la realt\u00e0. \u201cQuesto genere di empatia conduce alla cura degli altri e alla capacit\u00e0 di lavorare insieme: elementi fondamentali delle relazioni efficaci e connesse\u201d.<em>10<\/em> Le abilit\u00e0 sociali comprendono un insieme di comportamenti, con abitudini, emozioni e pensieri che sono integrati in essi. Esse influenzano la generazione della comunicazione tra le persone. Inoltre, se ben utilizzate, promuovono l\u2019instaurazione di uno stato di benessere riscontrabile sia a livello personale sia comunitario. Comprendono l\u2019assertivit\u00e0 intesa come la capacit\u00e0 di agire e di esprimere le proprie opinioni e idee, instaurando un rapporto di reciproco rispetto nei riguardi dei sentimenti altrui, la capacit\u00e0 di lavorare insieme agli altri per un traguardo comune, l\u2019empatia, l\u2019ascolto attivo e il rispecchiamento. Un\u2019attenzione particolare viene riservata all\u2019apprendimento delle capacit\u00e0 che fanno delle persone dei buoni decisori. Nell\u2019ambito del testo, l\u2019altro autore di \u201cA scuola di futuro\u201d, Peter Senge, sottolinea che questa competenza non \u00e8 di facile illustrazione, in quanto essa deve prendere in considerazione l\u2019aspetto sistematico di ogni situazione che lo studente e l\u2019individuo in generale si trovano ad affrontare. Senge sottolinea che, fortunatamente, ognuno di noi possiede, geneticamente, un\u2019intelligenza sistematica, che, per\u00f2 dev\u2019essere coltivata. \u201cLa nostra prima relazione \u00e8 con la Madre Terra; tutte le altre vengono formate da questa\u201d<em>11<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA SCUOLA E I DOCUMENTI PRGRAMMATICI<\/strong><br \/>\nUna riflessione, ormai decennale, sui contenuti delle Indicazioni Nazionali sul Curricolo per la Scuola dell\u2019infanzia e per il Ciclo primario, mette in evidenza che quelle che il Disegno di legge individua come competenze non cognitive, proponendone il loro insegnamento, sono presenti a pieno titolo nell\u2019ambito dei Documenti programmatici, anzi ne costituiscono la struttura portante. La Scuola pubblica che persegue, come finalit\u00e0 generale, \u201clo sviluppo armonico e integrale della persona, all\u2019interno dei principi della Costituzione italiana e della tradizione culturale europea, nella promozione della conoscenza e nel rispetto e nella valorizzazione delle diversit\u00e0 individuali \u2026\u201d<em>12<\/em> e i riferimenti alla centralit\u00e0 dell\u2019allievo che apprende, l\u2019 integralit\u00e0 della persona, l\u2019 integrazione dei saperi, l\u2019orientamento e l\u2019autorientamento, lo sviluppo di competenze di cittadinanza fanno parte del quadro pi\u00f9 generale delle Life Skills come le abbiamo declinate.<br \/>\nGli stessi Documenti sulla conoscenza della Commissione europea, nell\u2019ambito della dichiarazione delle competenze chiave per l\u2019apprendimento permanente, elencano quattro competenze, delle otto, che sono essenzialmente delle NCS. La Competenza personale, sociale e la capacit\u00e0 di imparare a imparare riprendono quelle soft skills che si esplicitano nella capacit\u00e0 di riflettere su s\u00e9 stessi, di gestire efficacemente il tempo e le informazioni, di lavorare in gruppo per pervenire ad un traguardo comune e di esercitare la giusta resilienza nelle difficolt\u00e0 che si vivono nella propria esistenza.<br \/>\nLa Competenza in materia di cittadinanza riguarda quei principi che si devono poi trasformare in atteggiamenti e azioni che presiedono alla solidariet\u00e0, all\u2019empatia, alla comprensione dei rapporti sociali. Quella imprenditoriale si riferisce alla comprensione delle strategie necessarie per implementare un progetto, alla sua esecuzione, alle modifiche da apportare per un migliore raggiungimento dei risultati. La Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali implica la conoscenza di quei processi relativi al riconoscimento della propria identit\u00e0, quindi dell\u2019appartenenza a un certo contesto socio-culturale e sviluppa atteggiamenti di confronto e di comprensione di altri sistemi culturali.13 Le altre competenze-chiave che potremmo definire cognitive o, in senso lato tecniche, sono per\u00f2 strettamente intrecciate alle NCS.\u201d Gli strumenti di autogesione e autoconsapevolezza offerte dall\u2019 Educazione sociale ed emotiva migliorano qualsiasi tipo di apprendimento\u201d14. Infatti la stessa competenza digitale presuppone l\u2019interesse per le tecnologie informatiche ed una serie di conoscenze ed abilit\u00e0 relative al loro utilizzo per apprendere, lavorare e partecipare alla societ\u00e0.<br \/>\nIn questa rassegna dei Documenti ministeriali che testimoniano che la Scuola \u00e8 da molto tempo consapevole del suo compito di far acquisire a scolari e a studenti le Life Skills \u00e8 l\u2019esame della certificazione delle competenze che dev\u2019essere compilata alla fine della classe quinta e al termine del ciclo primario.<br \/>\nEssere in grado di ricercare nuove informazioni, impegnarsi in nuovi apprendimenti, anche in modo autonomo, avere cura e rispetto di s\u00e9, degli altri e dell\u2019ambiente, rispettare le regole condivise e collaborare con i compagni e gli altri descrittori elencati in questo modello ed in quello per la certificazione per la Scuola secondaria di primo grido, rispecchiano, significativamente, le NCS che sono l\u2019oggetto di una formazione integrale.<br \/>\nUn ultimo accenno dev\u2019essere fatto prendendo in considerazione le recenti Linee-guida per la compilazione dei giudizi descrittivi nell\u2019ambito della valutazione nella Scuola Primaria. I criteri per l\u2019attribuzione dei diversi livelli dell\u2019apprendimento prendono in considerazione quattro dimensioni fondamentali: l\u2019autonomia che l\u2019alunno dimostra nello svolgimento delle diverse attivit\u00e0, la continuit\u00e0 che mette in campo nell\u2019esecuzione dei vari compiti, la capacit\u00e0 di ricorrere a risorse esterne relativamente a quelle fornite nell\u2019ambito scolastico, il saper fronteggiare una situazione di apprendimento nuova, tutte competenze non cognitive, che fanno da sfondo all\u2019attivit\u00e0 di formazione dei discenti. <em>15<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COME INSEGNARE LE LIFE SKILLS<\/strong><br \/>\nLa domanda che (una volta avremmo detto!) sorge spontanea \u00e8 la seguente: le Life Skills si possono insegnare come le altre materie? E\u2019 possibile ipotizzare \u201cl\u2019ora di \u201cempatia\u201d o quella di \u201cresilienza\u201d? Una prima risposta \u00e8 che alcune di esse, come quelle che abbiamo indicate nell\u2019esempio, le possiamo sviluppare in opportuni ambienti di apprendimento e attraverso opportune metodologie didattiche. Non ha senso occuparsi dell\u2019insegnamento delle NCS considerandole come delle discipline; l\u2019aspetto essenziale \u00e8 una forte integrazione con ci\u00f2 che s\u2019insegna a scuola. Una progettazione accurata delle attivit\u00e0 didattiche consente di utilizzare i momenti d\u2019insegnamento proprio per sviluppare dei contenuti disciplinari integrandoli con attivit\u00e0 finalizzate all\u2019acquisizione di competenze non cognitive.<br \/>\nUna recente ricerca realizzata dal Dipartimento Istruzione e Cultura della Provincia Autonoma di Trento, sintetizzata in una presentazione avente come titolo \u201cMisura, didattica e valutazione delle competenze non cognitive\u201d, arriva, attraverso un percorso di ricerca su un campione rappresentativo di scuole e di classi, alla conclusione che non si pu\u00f2 pensare alle competenze non cognitive in modo isolato.<em>16<\/em> Esse possono essere considerate sia delle acquisizioni a livello individuale ma influenzano anche i livelli sociali e istituzionali. Le competenze non cognitive sono\u201d educabili\u201d e potenziabili nell\u2019ambito dell\u2019esperienza scolastica.<em>17<\/em><br \/>\nDa un punto di vista pi\u00f9 strettamente metodologico-didattico, l\u2019attivit\u00e0 scolastica che pi\u00f9 \u00e8 adeguata all\u2019acquisizione di alcune Life Skills \u00e8 l\u2019utilizzazione dei compiti di realt\u00e0, in quanto mettono \u201cin gioco\u201d le competenze degli alunni non legate strettamente a compiti di tipo cognitivo.<br \/>\nI compiti di realt\u00e0 sono attivit\u00e0 per risolvere problemi posti da situazioni concrete, che mettono in gioco conoscenze, abilit\u00e0 e competenze personali.<em>18<\/em><br \/>\nCostituiscono delle attivit\u00e0 di apprendimento che hanno una connessione diretta con il mondo reale e richiedono agli alunni la capacit\u00e0 di pensare le conoscenze in modo integrato [\u201cle une con le altre\u201d] e di ragionare su cosa stanno facendo e come lo stanno facendo.<br \/>\nLa loro implementazione viene effettuata attraverso varie fasi:<br \/>\n&#8211; Presentazione di una situazione\/problema di tipo concreto, legato all\u2019esperienza degli alunni o con il quale essi possano, comunque, confrontarsi;<br \/>\n&#8211; Confronto dialogico tra gli studenti e il docente con la proposta delle strategie di soluzione<br \/>\n&#8211; Pianificazione delle attivit\u00e0 con la previsione di lavorare in gruppo, non tralasciando la possibilit\u00e0 di contributi personali;<br \/>\n&#8211; Esecuzione delle attivit\u00e0 previste attraverso attivit\u00e0 di ricerca-azione, consultazione di testi e documenti cartacei e multimediali;<br \/>\n&#8211; Valutazione e autovalutazione dei risultati raggiunti; \uf0b7 Riflessione sui processi attivati dagli studenti;<br \/>\n&#8211; Presentazione del prodotto ed il racconto del processo, solitamente a persone esterne alla classe.<br \/>\nIn questa sommaria esposizione dell\u2019implementazione di un compito di realt\u00e0 nell\u2019ambito dell\u2019attivit\u00e0 didattica, le Life Skills che possono essere acquisite e consolidate, come la capacit\u00e0 di confrontarsi con gli altri, quella della resilienza che si sviluppa nei \u201c normali\u201d conflitti di opinioni e di idee, gli aspetti di empatia che si realizza nelle modalit\u00e0 di comunicazione e di relazione tra gli studenti e il docente e i docenti, sono soltanto alcune delle competenze non cognitive, delle tante, che si possono conseguire. Un altro aspetto nell\u2019 \u201cinsegnamento \u201cdelle Life Skills \u00e8 quello di avviare delle attivit\u00e0 relative all\u2019educazione emotiva. Essa ha l\u2019obiettivo di sviluppare competenze emotive, cio\u00e8 quelle conoscenze, abilit\u00e0, capacit\u00e0 e attitudini necessarie a prendere coscienza, consapevolezza delle proprie emozioni, di saperle esprimere e controllare. Lo studio di queste competenze costituisce l\u2019ambito che \u00e8 stato sintetizzato nel concetto di intelligenza emotiva: un termine descritto in psicologia nel 1990 da due psicologi statunitensi, John Maiese e Peter Salovey e reso celebre da Daniel Goleman.<em>19<\/em> Gli studi di questi scienziati hanno, ancora una volta, portato alla conclusione che non ci pu\u00f2 essere una cesura tra competenze cognitive e Life Skills. \u201cGuidare i bambini a riconoscere e prendere contatto con le proprie emozioni pu\u00f2 aiutarli a essere pi\u00f9 sereni, collaborativi, meglio disposti all\u2019apprendimento\u201d<em>20<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> IL RUOLO DEI DIRIGENTI E DEI DOCENTI<\/strong><br \/>\nL\u2019implementazione delle attivit\u00e0 didattiche volte all\u2019acquisizione, da parte degli studenti, delle Life Skills comporta una piena accettazione dei valori e dei principi sopra-enunciati. Essa, per\u00f2, richiede anche l\u2019esplicitazione concreta di modalit\u00e0 relazionali che coinvolgono i Dirigenti, i docenti nell\u2019ambito della loro attivit\u00e0 individuale nei confronti degli alunni e tra di loro, nei rapporti con i genitori e con il pi\u00f9 ampio contesto socio-culturale in cui agisce la Scuola. In altri termini agli allievi bisogna fornire un modello di comportamento che tenga conto di elementi di empatia, di collaborazione, di condivisione da parte degli insegnanti, in quanto, agendo diversamente, fornirebbero uno stridente esempio d\u2019incoerenza.<br \/>\nIn questo processo il dirigente scolastico assume un ruolo di grande importanza nel consigliare ai docenti una relazionalit\u00e0 che fornisca agli alunni i giusti appigli per l\u2019acquisizione delle Life Skills. Egli deve esplicitare, utilizzando anche lo strumento della lettera d\u2019indirizzo che si compila all\u2019inizio dell\u2019anno scolastico, gli aspetti teorici e pratici per l\u2019acquisizione delle competenze non cognitive, sottolineando il rapporto virtuoso tra esse e gli aspetti cognitivi relativi ai processi di apprendimento. Deve invitare i docenti al confronto su queste problematiche, promuovendo, eventualmente, corsi di aggiornamento.<br \/>\nA questo proposito anche le attivit\u00e0 di formazione rivolte agli insegnanti dovranno svolgersi con modalit\u00e0 nuove e particolarmente pianificate. A fronte di limitati input teorici, occorreranno strategie concrete d\u2019intervento per il consolidamento delle competenze relazionali e per quelle relative alle altre Soft Skills su cui basare gli interventi didattici innovativi. I giochi di ruolo, quelli di simulazione e le esercitazioni psicosociali, insieme a dei momenti di riflessione critica e di compilazione di un diario di bordo dovrebbero costituire le strategie principali per le attivit\u00e0 di formazione.<br \/>\nIn questo contesto il dirigente dovrebbe incoraggiare l\u2019implementazione di percorsi di ricerca-azione, in cui i docenti possano diventare protagonisti dei percorsi d\u2019innovazione.<em>21<\/em><br \/>\nEssi, in quanto i diretti proponenti delle strategie metodologiche e didattiche da implementare nell\u2019ambito delle attivit\u00e0 d\u2019insegnamento\/apprendimento, hanno un ruolo fondamentale per i buoni esiti di un\u2019efficace acquisizione delle Life Skills da parte degli studenti, un compito di grande impegno ed estremamente complesso. Esso comporta un vero e proprio cambiamento di rotta, dalla lezione frontale ad un approccio metodologico che consenta agli allievi di affrontare in modo critico le situazioni problematiche, di mettere in campo opinioni e soluzioni, di verificare e di valutare gli esiti delle proprie azioni, di lavorare in gruppo e cos\u00ec via.<br \/>\nPer un\u2019esemplificazione concreta del modo di procedere per il conseguimento delle Life Skills possiamo far riferimento alle iniziative svolte nell\u2019ambito del Progetto della Provincia di Trento gi\u00e0 citato. Prima di tutto occorre che i docenti effettuino una prima classificazione delle competenze non cognitive differenziandole per poter progettare specifiche attivit\u00e0. Ad esempio, nel progetto la classificazione prevedeva di prendere in considerazione quelle relative alla personalit\u00e0, come l\u2019estroversione, la stabilit\u00e0 emotiva, ecc., il capitale psicologico che comprende la resilienza, la speranza e l\u2019ottimismo e la motivazione con i suoi diversi aspetti. La ricerca presenta un punto di vista di grande importanza in quanto ha determinato quali di esse possano essere \u201ceducabili\u201d, come, ad esempio, le emozioni e quali, invece, presentano una bassa \u201cformabilit\u00e0\u201d, come tutto ci\u00f2 che riguarda gli aspetti genetici della personalit\u00e0.<br \/>\nIl lavoro si \u00e8 poi tradotto, anche per poter trasferirlo in altri contesti, in una serie di attivit\u00e0 concrete, come seminari, sperimentazioni e pubblicazione di poster che possono essere individuati come elementi di partenza per ulteriori attivit\u00e0 di ricerca.<em>22<\/em><br \/>\nLe conclusioni che possiamo trarre dalle considerazioni fin qui elaborate sono che le competenze non cognitive possono essere \u201ceducabili\u201d, ma il loro \u201cinsegnamento\u201d non pu\u00f2 essere distinto da quelle cognitive. Occorre una forte integrazione con ci\u00f2 che s\u2019insegna, in modo tale da sviluppare i contenuti disciplinari tenendo conto degli aspetti non cognitivi, avendo, sempre, come finalit\u00e0 la formazione integrale della persona.<\/p>\n<hr \/>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>1Disegno di Legge n.2493 del 12\/04\/2022, Senato, \u201c Introduzione dello sviluppo di competenze non cognitive nei percorsi delle istituzioni scolastiche e dei centri provinciali per l&#8217;istruzione degli adulti, nonch\u00e9 nei percorsi di istruzione e formazione professionale\u201d<\/em><br \/>\n<em>2 ibidem<\/em><br \/>\n<em>3 Lucio Cottini, Competenze non cognitive a scuola, in Psicologia e Scuola, maggio-giugno 2022, Giunti, Firenze<\/em><br \/>\n<em>4 Santo Di Nuovo , Competenze trasversali e life skills: si possono insegnare a scuola?, ibidem<\/em><br \/>\n<em>5 Peter Senge, Daniel Goleman, A scuola di futuro, 2017, BUR Rizzoli, Milano,<\/em><br \/>\n<em>6 LIFE SKILLS EDUCATION FOR CHILDREN AND ADOLESCENTS IN SCHOOLS, OMS, 1997<\/em><br \/>\n<em>7 idem<\/em><br \/>\n<em>8 A.Bandura, Autoefficacia. Teoria e applicazioni, 2000, Erckson, Trento<\/em><br \/>\n<em>9 D.Goleman, P.Senge, A scuola di futuro, 2017 Rizzoli editore, Milano<\/em><br \/>\n<em>10ibidem<\/em><br \/>\n<em>11 ibidem<\/em><br \/>\n<em>12 Indicazioni nazionali per il Curricolo, 2012, MIUR<\/em><br \/>\n<em>13 RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO del 22 maggio 2018 relativa alle competenze chiave per l\u2019apprendimento permanente<\/em><br \/>\n<em>14 ibidem<\/em><br \/>\n<em>15 O.M. n.172 del 4\/12\/2020 Valutazione periodica e finale degli apprendimenti delle alunne e degli alunni delle classi della scuola primaria. Linee Guida, MI<\/em><br \/>\n<em>16 Francesco Pisanu, \u201c Misura, didattica e valutazione delle competenze non cognitive\u201d, Provincia Autonoma di Trento, 2020 in Non cognitive skills: la materia oscura che muove lo sviluppo &#8211; Fondazione per la Sussidiariet\u00e0 (sussidiarieta.net)<\/em><br \/>\n<em>17 ibidem<\/em><br \/>\n<em>18 Catalogo Zanichelli<\/em><br \/>\n<em>19 D.Goleman, Intelligenza emotiva, Che cos&#8217;\u00e8 e perch\u00e9 pu\u00f2 renderci felici<\/em><br \/>\n<em>20 F.Celli, Lavorare con le emozioni a scuola, in Psicologia e scuola, n11, Settembre ottobre 2022, Firenze, Giuntiscuola<\/em><br \/>\n<em>21 Dpr 275\/99 sull\u2019Autonomia<\/em><br \/>\n<em>22 Francesco Pisanu, \u201c Misura, didattica e valutazione delle competenze non cognitive\u201d, Provincia Autonoma di Trento, 2020 in Non cognitive skills: la materia oscura che muove lo sviluppo &#8211; Fondazione per la Sussidiariet\u00e0 (sussidiarieta.net)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;acquisizione delle competenze non cognitive nei processi di formazione degli studenti di Mario Di Maio \u201cLa capacit\u00e0 emozionale \u00e8 indispensabile alla messa in opera di comportamenti razionali\u201d. ( E.Morin , I sette saperi necessari all\u2019educazione del futuro). La recente crisi di Governo, con lo scioglimento delle Camere, ha interrotto l\u2019iter parlamentare di numerosi provvedimenti legislativi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-1499","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1499","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1499"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1499\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1502,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1499\/revisions\/1502"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1499"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1499"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1499"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}