{"id":1538,"date":"2022-11-20T12:07:44","date_gmt":"2022-11-20T11:07:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1538"},"modified":"2022-11-20T12:08:21","modified_gmt":"2022-11-20T11:08:21","slug":"1538","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1538","title":{"rendered":"Divari territoriali, valutazione senza voti, bocciature"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1539\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/equity.png\" alt=\"equity\" width=\"330\" height=\"153\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/equity.png 330w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2022\/11\/equity-300x139.png 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 330px) 100vw, 330px\" \/>Divari territoriali, valutazione senza voti, bocciature<br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\">di Stefano Stefanel<\/span><\/em><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 In questa fase della scuola italiana, che coincide con l\u2019avvio del PNRR, sulla scuola si stanno abbattendo alcuni dibattiti solo apparentemente distanti tra loro, che ruotano tutti attorno ad un\u2019unica \u201cragione sociale\u201d: selezionare o includere. Tutto quanto viene discusso, per\u00f2, lo \u00e8 in maniera un po\u2019 convulsa e non sempre gli obiettivi del sistema sembrano essere chiari a tutti.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Per i cos\u00ec detti <em>divari territoriali<\/em> un congruo numero di scuole ha ricevuto complessivamente 500 milioni di euro dallo stato (circa 250.000 euro a scuola), con uno stanziamento comunicato a giugno, quasi come un <em>fulmine a ciel sereno<\/em>, visto che le scuole nulla avevano chiesto. Anche i parametri indicati dal Ministero, per decidere il finanziamento, hanno individuato situazioni di criticit\u00e0 non ritenute critiche da molte scuole e hanno fatto pervenire cospicui finanziamenti per sanare situazioni problematiche che alcune scuole non ritenevano di essere tali. In attesa delle <em>Linee guide<\/em> sull\u2019argomento sono per\u00f2 gi\u00e0 trascorsi quasi cinque mesi dall\u2019invio della comunicazione e l\u2019anno scolastico 2022\/23 ha gi\u00e0 percorso un tratto della sua strada. In questo clima e con il passaggio del ministero alla destra si sta sviluppando anche un dibattito sul voto numerico e la sua eliminazione, sul concetto di valutazione formativa in contrapposizione a quella sommativa. La valutazione attraverso voto numerico e il concetto stesso di bocciatura (ripetere nell\u2019anno successivo tutto quello che si \u00e8 fatto nell\u2019anno precedente) vanno nella direzione di aumentare i divari territoriali e la dispersione e dunque un ragionamento sulla valutazione sta in stretto rapporto con gli elementi da introdurre per recuperare questi divari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019impostazione solo numerica della valutazione nella scuola secondaria italiana aiuta a combattere la dispersione o la genera? Su questa domanda sono sorte varie teorie ed opinioni, a partire da quelle che nasce nella scuola primaria a seguito della trasformazione della valutazione numerica in valutazione i obiettivi &#8211; e non di materie &#8211; attraverso livelli e non voti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un altro elemento interessante da analizzare \u00e8 quello relativo alla possibilit\u00e0 che i divari territoriali si sanino con un maggior numero di bocciature e di studenti insufficienti, cio\u00e8 se i 500 milioni di euro possano servire per mettere in sicurezza una parte degli studenti non curandosi degli altri. Questo potrebbe portare ad una sorta di corso di recupero generalizzato e di massa che supporti gli studenti che si collocano a vario titolo nell\u2019ambito della dispersione, attraverso un tentativo generico di risollevare il sistema dell\u2019istruzione con metodi tradizionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Tutto questo, per\u00f2, ruota attorno all\u2019idea che il numero sia l\u2019unico modo per valutare e che le verifiche tradizionali (compiti in classe e interrogazioni) ancora svolgano la loro funzione pedagogica e formativa. Non credo che, in questa fase, sia utile addentrarsi troppo in considerazioni di pedagogia generale, perch\u00e9 alla fine il PNRR porter\u00e0 a valutazione dei risultai raggiunti non da parte del sistema scolastico italiano, ma da parte dell\u2019Unione Europea. Se i soldi spesi per recuperare i divari territoriali non li avranno recuperati ci sar\u00e0 stato solo un travaso di risorse su <em>venditori <\/em>ed <em>almanacchi <\/em>per un tentativo (a quel punto non riuscito) di raggiungere l\u2019obiettivo della diminuzione della dispersione. Non credo che questa sia una strada realisticamente percorribile. Non potr\u00e0 restare tutto cos\u00ec com\u2019\u00e8, questo almeno dovrebbe essere chiaro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Allora resta solo la messa in atto di strumenti, strutture e didattiche che puntino a rafforzare gli elementi positivi degli studenti deboli, per far salire il rendimento generale attraverso una modifica strutturale della didattica di fascia bassa. Credo sia necessario cancellare dalla scuola italiana l\u2019idea che possa esistere una scuola attraverso cui si forniscono conoscenze, abilit\u00e0 e competenze uguali per tutti gli studenti e che questi poi vengano sottoposti ad una semplice fotografia in cui alcuni hanno raggiunto risultati soddisfacenti e altri no, quasi che il ruolo dell\u2019insegnante sia solo quello di trasmettere e misurare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un piano che vada a coprire i divari territoriali deve porsi dalla parte dei pi\u00f9 deboli per vedere come pu\u00f2 farli diventare pi\u00f9 forti, partendo dall\u2019idea preliminare che non sempre il pi\u00f9 debole \u00e8 in grado di mettere in campo strumenti personali e sociali utili a costituire una solida base di apprendimento. Detto in termini \u201c<em>western spaghetti<\/em>\u201d molto spesso il ragazzo debole, che studia poco, \u00e8 disinteressato e demotivato non \u00e8 \u201cbuono\u201d, ma \u00e8 proprio \u201cbrutto e cattivo\u201d. Se, per\u00f2, vogliamo eliminare i divari territoriali dobbiamo addentrarci tra i \u201cbrutti e cattivi\u201d dove \u00e8 difficile produrre grandi cambiamenti, ma pu\u00f2 essere interessante cementare apprendimenti (anche tecnici e pratici e non solo teorici).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nell\u2019immediato la strada pi\u00f9 semplice ed efficace mi pare quella che procede attraverso quattro passaggi:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>analisi dei (pochi) punti di forza e dei (molti) punti di debolezza degli studenti deboli o in dispersione;<\/li>\n<li>predisposizione di <em>Piani di apprendimento personalizzati<\/em> (quindi percorsi totalmente autonomi ed individuali, non un abbassamento dei livelli o degli obiettivi) che rafforzino i punti di forza e semplicemente presidino in forma essenziale i punti di debolezza<\/li>\n<li>valutazione dell\u2019anno scolastico centrata sui punti di forza e non sulla situazione generale dello studente<\/li>\n<li>azione orientativa per l&#8217;uscita dal primo ciclo dell&#8217;istruzione o per l\u2019uscita dal sistema dell\u2019istruzione verso il mondo del lavoro.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Si tratta di agire su base sociale e pedagogica per avviare lente modifiche in parti complesse del sistema, con l\u2019idea che il cambiamento della didattica impone un\u2019idea pedagogica e non disciplinare di apprendimento. Su questo, per\u00f2, le associazioni culturali e professionali sono chiare: oltre un certo limite non si pu\u00f2 e non si deve scendere, perch\u00e9 altrimenti non si insegna pi\u00f9 la disciplina, ma si fanno azioni pedagogiche e formative generiche. Ecco che allora diventa necessario verificare con attenzione se tutto quello che si insegna nella scuola secondaria deve essere necessariamente imparato da tutti: perch\u00e9 se \u00e8 cos\u00ec quelli che impareranno tutto diminuiranno sempre di pi\u00f9 e quelli che impareranno poco o niente aumenteranno sempre di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Parafrasando potremmo dire \u201c<em>che cento latini fioriscano, che cento matematiche gareggiano<\/em>\u201d, cio\u00e8 che si vada verso la didattica di discipline che raggiungono una parte di popolazione in maniera profonda e approfondita e una parte di popolazione semplicemente con una infarinatura culturale. Nella vita degli adolescenti e dei ragazzi si deve fare strada un rispetto per il generalismo e al tempo stesso una possibile apertura verso il disciplinare di medio e alto livello. Proviamo a declinare un paio di domande e un paio di risposte:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>quante matematiche si devono sviluppare in una classe dunque?<\/li>\n<li>quante servono<\/li>\n<li>quante matematiche sono possibili?<\/li>\n<li>infinite<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo \u00e8 possibile? Con il <em>Piano Rigenerazione scuola<\/em>, il <em>PNRR- Futura<\/em>, il <em>Piano Nazionale Scuola Digitale<\/em> s\u00ec, ma per farlo bisogna rispettare il passato, non trattarlo da presente, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Quindi le scuole davanti al problema di come ridurre i divari territoriali dovranno scegliere se prendere la strada della pedagogia o quella delle discipline. Davanti all\u2019obiezione: come si pu\u00f2 fare pedagogia senza discipline? la risposta \u00e8 molto semplice: la pedagogia \u00e8 pedagogia di discipline, ma le precede, non pu\u00f2 semplicemente essere uno stratagemma per definire il concetto di recupero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui sta l\u2019elemento pi\u00f9 difficile da progettare e attivare: slegare il concetto di corso o attivit\u00e0 di recupero a quello di azione per il recupero dei divari territoriali. I divari sono una cosa seria, il recupero fatto dalle nostre scuole spesso non lo \u00e8. E non lo \u00e8 non per carenza di mezzi, impegno, passione, interesse per gli alunni, ma per carenza di pedagogia, quasi che un argomento spiegato al pomeriggio diventi pi\u00f9 semplice da comprendere dello stesso argomento spiegato al mattino. Qui forse \u00e8 il caso di entrare nel merito del concetto di \u201cspiegato\u201d. Spiegare vuol dire ampliare, cio\u00e8 collocare la meta-conoscenza (spiegazione) sulla conoscenza, quasi che la seconda sia per sua natura pi\u00f9 semplice e comprensibile della prima. Quindi lo spiegare amplia e produce i risultati che tutti consociamo: ottimi su alcuni alunni, medi o mediocri su altri, pessimi su una parte sempre crescente di alunni. Agire pedagogicamente significa saper scegliere e selezionare cosa \u201cspiegare\u201d cosa \u201cpiegare\u201d, cio\u00e8 cosa trasmettere per sintesi e cosa per estensione, cosa \u00e8 essenziale e cosa non lo \u00e8, cosa serve a chi tende al massimo e cosa serve a chi non tende da nessuna parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Credo che le scuole farebbero bene a lavorare in rete e a costruire solidi team progettuali con la consulenza di esperti esterni in linea con il progetto della scuola. Serve, penso, un po\u2019 di umilt\u00e0 e capire che chi \u00e8 finito in un divario territoriale far\u00e0 bene a non cercare di chi \u00e8 la colpa (la scuola tende comunque a dire degli studenti che non studiano come si deve, delle famiglie che non fanno pi\u00f9 il loro dovere, del digitale imperante), ma a capire con chi allearsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concludo indicando il luogo dove trovare la linea per comprendere come eliminare i divari territoriali, l\u2019Obiettivo 4 dell\u2019Agenda 2030: \u201c<em>Obiettivo 4: Fornire un\u2019educazione di qualit\u00e0, equa ed inclusiva, e opportunit\u00e0 di apprendimento per tutti<\/em>\u201d. \u00a0In questa splendida definizione non c\u2019\u00e8 la parola uguaglianza (che piace tanto alla nostra scuola a livello di enunciazione ma non di fatti) ma ci sono altre parole chiave:<\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Educazione di Qualit\u00e0<\/strong> (don Lorenzo Milani: \u201c<em>non c\u2019\u00e8 ingiustizia pi\u00f9 grande che far parti uguali tra diversi<\/em>\u201d)<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Educazione Equa <\/strong>(il Maestro Antonio Manzi: \u201c<em>quello che pu\u00f2 fa, quello che non pu\u00f2 non fa<\/em>\u201d)<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Educazione Inclusiva<\/strong> (Edgar Morin: \u201c<em>servono teste ben fatte, non teste ben piene<\/em>\u201d)<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Opportunit\u00e0 di apprendimento per tutti<\/strong> (John Dewey: \u201c<em>Una societ\u00e0 consiste di un certo numero di individui tenuti insieme dal fatto di lavorare in una stessa direzione in uno spirito comune, e di perseguire mire comuni<\/em> \u201c).<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Divari territoriali, valutazione senza voti, bocciature di Stefano Stefanel \u00a0 In questa fase della scuola italiana, che coincide con l\u2019avvio del PNRR, sulla scuola si stanno abbattendo alcuni dibattiti solo apparentemente distanti tra loro, che ruotano tutti attorno ad un\u2019unica \u201cragione sociale\u201d: selezionare o includere. 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