{"id":1631,"date":"2023-07-11T21:28:26","date_gmt":"2023-07-11T19:28:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1631"},"modified":"2023-07-11T21:38:02","modified_gmt":"2023-07-11T19:38:02","slug":"francesco-de-bartolomeis-la-pedagogia-oltre-la-pedagogia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1631","title":{"rendered":"Francesco De Bartolomeis: la pedagogia oltre la pedagogia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1633\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/De-Bartolomeis-150x150.jpg\" alt=\"De Bartolomeis\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Francesco De Bartolomeis: la pedagogia oltre la pedagogia<br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\">di Renzo Stio<\/span><\/em><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 davvero ampio, non solo come arco temporale, il contributo di Francesco De Bartolomeis alla pedagogia della seconda met\u00e0 del \u2018900 e degli anni a seguire. Molti temi sono noti, tanti ancora da esplorare. Avendo avuto la fortuna di stringere con lui un rapporto di sincera amicizia, vorrei provare a tratteggiare il profilo dell\u2019uomo, e dell\u2019uomo di scienza, attraverso qualche nota che va oltre, pur rimanendo assolutamente coerente, l\u2019ambito strettamente pedagogico.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">De Bartolomeis \u00e8 noto nella storia della pedagogia italiana come uno dei principali interpreti dell\u2019attivismo e come il teorico dell\u2019\u201dantipedagogia\u201d, intesa come antidoto alla mera trasmissione del sapere quando questo serve solo ad affermare l\u2019egemonia di una cultura dominante classista e reazionaria. Molti di meno sono quelli che hanno conosciuto il De Bartolomeis attratto dal mondo fatto di problemi, enigmi, domande, esplorazioni, sperimentazioni di cui si nutre l\u2019esperienza artistica. Insignito a 99 anni del titolo di \u201cAccademico ad honorem\u201d della storica Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, \u00e8 stato tra i pi\u00f9 attenti estimatori e studiosi del genio di Lucio Fontana (1), col quale trascorse lunghe giornate a osservarlo nel suo studio per comprenderne il lavoro. \u00c8 stato anche tra i pochi a dichiarare con onest\u00e0 e senza infingimento alcuno, che i famosi \u201ctagli\u201d dell\u2019artista \u2013 tratto di riconoscimento divenuto marchio internazionale \u2013 ad un certo punto hanno assunto interesse da supermercato a dispetto di tanti altri ambiti di ricerca di Fontana molto pi\u00f9 promettenti sul piano della capacit\u00e0 di indagine dei problemi formali dell\u2019arte. Un atteggiamento che lo ha sempre portato ad esprimersi con radicale e autentica onest\u00e0 rispetto alla qualit\u00e0 dell\u2019arte e degli artisti, con quella stessa limpidezza mentale e di coscienza che lo condusse a sviluppare argomentazioni critiche sull\u2019idealismo di Benedetto Croce, il quale pure gli scrisse \u201c\u2026 il suo lavoro \u00e8 ben altro che dei soliti\u201d(2), rintracciando peraltro una consonanza col suo pensiero che in verit\u00e0 De Bartolomeis non ha mai avuto. Ma erano tempi in cui, probabilmente, l\u2019onest\u00e0 intellettuale e la sincerit\u00e0 dei rapporti avevano un valore almeno pari alla tensione all\u2019affermazione di s\u00e9 e delle proprie idee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ha scritto tanto di arte e \u2013 come ebbe a dichiarare in un breve saggio (3) \u2013 ha dipinto anche lui, proprio per quella sua tendenza a discutere solo di ci\u00f2 di cui \u201crealmente\u201d aveva contezza. Oltre al merito di aver contribuito alla conoscenza del lavoro di Fontana, \u00e8 opportuno ricordare saggi quali: <em>L&#8217;esperienza dell&#8217;arte<\/em>\u00a0(1989); <em>La tridimensionalit\u00e0 nell&#8217;arte contemporanea<\/em>\u00a0(2004); <em>Con l&#8217;arte con gli artisti,<\/em>\u00a0<em>amici, parole, segni<\/em>\u00a0(2004); <em>Arte oggi: il nuovo, il banale, l&#8217;offensivo<\/em>\u00a0(2007); <em>Insieme agli artisti cerco di capire<\/em>\u00a0(2017); <em><i>Se Lucio Fontana non avesse fatto buchi e tagli<\/i><\/em>\u00a0(2021);\u00a0<em><i>La cultura dell\u2019arte<\/i><\/em>\u00a0(2022);\u00a0<em><i>La realt\u00e0 dell\u2019arte<\/i><\/em>\u00a0(2022); <em>I bambini, l\u2019arte, la cultura <\/em>(2022).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per tornare al lavoro di pedagogista e formatore, a lui si devono alcune \u201cinvenzioni\u201d come la formula ante litteram <em>scuola dell\u2019infanzia <\/em>sostitutiva dell\u2019anacronistica e fuorviante <em>scuola materna<\/em>; l\u2019idea del <em>sistema formativo integrato<\/em>, anticipatore dei concetti di <em>continuit\u00e0 orizzontale <\/em>e <em>verticale<\/em>; l\u2019idea di una scuola-laboratorio, che traduce l\u2019attivismo in forme di lavoro cooperativo attraverso quelli che oggi chiamiamo \u201ccompiti di realt\u00e0\u201d; la necessit\u00e0 di considerare come corpo unico il <em>sistema 0-6<\/em>, oggi all\u2019attenzione delle riforme finanziate con il PNRR. E ancora giova ricordare le collaborazioni con Ernesto Codignola \u2013 di cui fu assistente \u2013, Lamberto Borghi, Loris Malaguzzi. Non vado oltre per non lasciare dietro tanti altri nomi di spicco del panorama nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi sia consentito di ricordare un episodio che forse racconta meglio di ogni altro esempio il profilo umano \u2013 non dissociabile da quello scientifico \u2013 di Francesco De Bartolomeis. Il 15 novembre del 2005 ebbi il mio primo incontro con Francesco. Ebbi la fortuna e l\u2019onore di averlo ospite a Salerno nell\u2019ambito di un convegno, del quale curai l\u2019organizzazione, dal titolo \u201cPedagogia, arte, epistemologia\u201d. Nel corso del convegno ci fu spazio anche per la presentazione di un mio libro appena pubblicato che trattava proprio delle intersezioni tra pensiero artistico e prospettive pedagogiche. Fu l\u2019ispettore Umberto Landi, al quale non finir\u00f2 mai di essere grato, a proporre di invitare De Bartolomeis, sapendo del suo interesse per l\u2019arte. Con mio stupore e piacere, accett\u00f2 l\u2019invito anche perch\u00e9 fu per lui l\u2019occasione di ritornare nei suoi luoghi di origine (Pellezzano, Comune in provincia di Salerno). Si trattenne qualche giorno e, ovviamente, volle visitare il suo paese. Era la sera che precedeva l\u2019evento. Un saluto istituzionale del Sindaco nella Casa Comunale e poi la visita al luogo della sua casa natia. Quando arrivammo sul posto l\u2019edificio \u2013 una sorta di casolare di campagna \u2013 era ancora l\u00ec. Francesco lo osserv\u00f2 attentamente, poi mi guard\u00f2 e disse: \u201cLo ricordavo pi\u00f9 piccolo, sar\u00e0 la mia tendenza a ridimensionare ogni cosa\u201d. Una risposta che va decisamente contro l\u2019esperienza comune di ogni adulto che, a distanza di anni, rivede i luoghi della sua infanzia, inevitabilmente sovradimensionati nella percezione fisica ed emotiva di un bambino. Una risposta \u201ccontrocorrente\u201d, come la sua antipedagogia. Una risposta intrisa di umilt\u00e0, modestia, senso della realt\u00e0, consapevolezza dei limiti delle nostre tesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da quel momento ci siamo incontrati diverse altre volte a casa sua a Torino. Il piacere di ascoltare il racconto di un secolo di storia della cultura del nostro Paese dalla viva voce di chi quegli episodi li aveva vissuti dall\u2019interno e con grande coinvolgimento, era per me un incredibile dono. In tutti questi anni gli ho scritto spesso e ogni volta, puntualmente, mi ha risposto col linguaggio asciutto di chi sa che \u00e8 sempre meglio dire con dieci parole ci\u00f2 che vorremmo dire con cento. Abbiamo discusso di scuola, di politica e di arte. Non gli ho mai telefonato. Con una sorta di implicito accordo, abbiamo costruito il nostro dialogo coltivando l\u2019esperienza sempre pi\u00f9 marginale e sincopata della scrittura epistolare, capace di dare la forma migliore alle idee prima di esprimerle, dotandole di quel senso che altrimenti rischierebbe di evaporare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesco De Bartolomeis ci consegna il testimone di una ricerca senza fine. Temi su cui continuare a riflettere, \u201cPensieri su cui pensare\u201d (De Bartolomeis, 2022) e per i quali vale la pena continuare a spendersi.<\/p>\n<hr \/>\n<ol>\n<li>De Bartolomeis, <em>Segno antidisegno in Lucio Fontana<\/em>, Edizioni d&#8217;arte Pozzo, Torino,1967.<\/li>\n<li>De Bartolomeis, <em>Percorsi educativi nelllo spazio e nel tempo<\/em>, Zeroseiup, Citt\u00e0 di Castello,2022, p. 8.<\/li>\n<li>De Bartolomeis, <em>Io e l\u2019arte. Riflessioni Fantasie Disorientamenti<\/em>, Comune di Pellezzano, novembre 2005.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Francesco De Bartolomeis: la pedagogia oltre la pedagogia di Renzo Stio \u00c8 davvero ampio, non solo come arco temporale, il contributo di Francesco De Bartolomeis alla pedagogia della seconda met\u00e0 del \u2018900 e degli anni a seguire. Molti temi sono noti, tanti ancora da esplorare. 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