{"id":1636,"date":"2023-07-11T21:42:45","date_gmt":"2023-07-11T19:42:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1636"},"modified":"2023-07-11T21:47:07","modified_gmt":"2023-07-11T19:47:07","slug":"intelligenza-artificiale-libri-di-testo-riassunti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1636","title":{"rendered":"Intelligenza artificiale, libri di testo, riassunti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1638\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/intelligenza-artificiale-150x150.jpg\" alt=\"intelligenza artificiale\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Intelligenza artificiale, libri di testo, riassunti<br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\">di Stefano Stefanel<\/span><\/em><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intelligenza artificiale e, soprattutto, il suo uso umanistico ha preso alla sprovvista tutti. La scuola, come sempre avviene, tende ad arretrare davanti ad ogni novit\u00e0 e la scandaglia con i crismi della conservazione, chiedendosi, piuttosto attonita, in che modo la sua tradizionale concezione del sapere venga scossa da ogni nuova \u201cdiavoleria\u201d in arrivo. L\u2019intelligenza artificiale, sotto le spoglie nemmeno troppo anonime di Chapt A.I., sta dando alle certezze della scuola una scossa quasi pari a quella data dalla pandemia, che ha trasformato in una settimana gli insegnanti in \u201cesperti\u201d sull\u2019utilizzo delle piattaforme digitali, con modalit\u00e0 di apprendimento molto veloci anche se un po\u2019 caserecce e artigianali.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima domanda che ci dobbiamo porre \u00e8 quella relativa alla propriet\u00e0 di un testo e quindi al confine che deve esistere tra plagio, citazione, rielaborazione. Il plagio \u00e8 quando copio qualcosa da qualcuno e non dico che l\u2019ho copiata; la citazione \u00e8 quando copio qualcosa da qualcuno ed evidenzio chiaramente che cosa ho copiato e dico pubblicamente da chi l\u2019ho copiato (di solito in nota), la rielaborazione \u00e8 quando prendo spunto da qualcosa scritta o detta da qualcuno, la rielaboro e me ne approprio (e a volte \u201cquesto qualcuno\u201d lo cito, mentre altre volte non lo cito). Personalmente sono stato convinto da quanto sosteneva San Tommaso D\u2019Aquino, l\u2019ho imparato all\u2019Universit\u00e0 quasi cinquant\u2019anni fa, non ho mai avuto dubbi che alla base di ogni corretta pedagogia ci fosse quel pensiero. Durante i <em>quolibet<\/em>\u00a0all\u2019Universit\u00e0 di Parigi nel Trecento gli studenti dovevano sostenere una discussione su un tema introdotto dal San Tommaso. Lo dovevano fare appoggiandosi alle autorit\u00e0 del passato classico o alla contemporaneit\u00e0 del sapere cristiano, spesso contaminata da elementi arabi. Su una cosa San Tommaso non transigeva: lo studente doveva citare la fonte da cui aveva tratto la sua argomentazione. Se non lo faceva veniva punito duramente o addirittura espulso dall\u2019Universit\u00e0 parigina perch\u00e9 aveva peccato contro Dio che lo favoriva facendolo studiare e contro la sua famiglia che pagava gli studi. E aveva peccato di un peccato gravissimo per San Tommaso: l\u2019arroganza di ritenere, da studente, di aver pensato qualcosa di originale, che qualche grande maestro del passato o del presente non aveva mai pensato prima. Quindi per San Tommaso l\u2019unico sapere vero \u00e8 quello che si riferisce ad una fonte, autorevole (nel caso suo spesso anche un po\u2019 troppo autoritaria) e certa. Quindi bisognava copiare, dire cosa si aveva copiato e da che autore ci era \u201cabbeverati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa idea non \u00e8 quella della scuola italiana, che invece pare amare l\u2019originalit\u00e0 degli adolescenti, spesso costruita su orribili argomentazioni nate non si sa bene dove ed ha orrore assoluto della copiatura, sia questa un ingiustificabile plagio, sia questa una corretta citazione. La scuola italiana ritiene che il riassunto sia invece ci\u00f2 che produce apprendimento. Il libro di testo manualistico \u00e8 un riassunto, le citazioni antologiche toccano i punti salienti di un testo e quindi ne riassumono i tratti essenziali, la spiegazione frontale del docente \u00e8 un riassunto spesso di un altro riassunto (il manuale). Tutto insomma si tende a fare a scuola, tranne un sano lavoro sul testo senza mediazione alcuna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questo meccanismo che continua a ritenere che la lezione frontale sia il metodo migliore per trasferire apprendimenti da una testa ben piena (quella del docente) ad una testa ben vuota (quella dello studente) si \u00e8 abbattuta l\u2019intelligenza artificiale e soprattutto Chapt A.I. che, a velocit\u00e0 irraggiungibile per qualunque essere umano (sulle possibilit\u00e0 dei replicanti si sa poco), produce testi ben scritti, corretti, banali, informati. Testi che comunque possono far prendere bei voti, perch\u00e9 spesso sono molto migliori di quelli prodotti con grande fatica da molti studenti. Personalmente ritengo che se un testo qualcuno lo scrive meglio di me sia corretto che lo scriva lui o lei e non io. Se poi l\u2019intelligenza artificiale mi aiuta a produrre relazioni o testi divulgativi che io poi rielaboro e faccio miei non avr\u00f2 scrupoli ad usarla, magari citando in calce l\u2019aiuto che ho ricevuto. In questo momento sto scrivendo di mio pugno, anche perch\u00e9 sto esponendo una tesi che trovo molto difficile far interagire con Chapt A.I.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La tesi \u00e8 questa: perch\u00e9 studiare su un libro di testo (manuale) che riassume qualcosa sia migliore che interrogare Chapt A.I. (o un motore di ricerca) su un qualunque argomento? Personalmente sono da sempre contrario ai libri di testo e alla loro adozione, perch\u00e9 in un\u2019ottica curricolare non capisco che cosa si possa realmente apprendere dentro un sapere stantio e immobile prodotto altrove in rapporto molto stretto con i vecchi programmi ministeriali. Ma ai docenti italiani piace il libro di testo (manuale), piace spiegarlo, piace risentirlo raccontato dai propri studenti, piace decidere di non utilizzarlo anche se \u00e8 stato fatto comprare, piace corredarlo di molte fotocopie. E allora perch\u00e9 non piace anche l\u2019intelligenza artificiale, che trasmette, in tempo reale, il libro di testo nella sua realizzazione pi\u00f9 immediata e aggiornata? Questa domanda permette di entrare nella logica della scuola (non solo italiana) dove il sapere \u00e8 controllo e non ricerca. Una delle idee-base \u00e8 che \u00e8 necessario riferirsi ad un sapere certo e codificato per poterlo trasmettere, perch\u00e9 la base dell\u2019apprendimento \u00e8 comunque di tipo trasmissivo. Da qui ci si sposta poco e lentamente: un salto era stato fatto con la pandemia che aveva imposto idee nuove e nuovi orizzonti. Ma la fine della pandemia ha prodotto il pi\u00f9 grande tentativo di restaurazione della storia della pedagogia italiana: tentativo molto forte che sta producendo danni irreparabili ed esiti di apprendimento con molti elementi critici. A chi chiede un ritorno indietro (magati al 1967) bisogna rispondere che il ritorno c\u2019\u00e8 gi\u00e0 ed \u00e8 forte, ma trova qualche impedimento e l\u2019intelligenza artificiale, nel campo umanistico, \u00e8 uno di questi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto spesso intellettuali, docenti e giornalisti irridono l\u2019intelligenza artificiale perch\u00e9 fornisce risposte sbagliate. E\u2019 balzato alle cronache mondiali un avvocato americano che ha citato in dibattimento sentenze inventate dall\u2019intelligenza artificiale, che, successivamente interrogata sul motivo della sua trasmissione di dati falsi, ha chiarito \u00a0che aveva solo fatto un esempio tecnico di come si doveva strutturare una mozione che facesse riferimento a vecchie sentenze, che erano state inventate per meglio esemplificare. Tutti sostengono che la mente umane sia pi\u00f9 profonda dell\u2019intelligenza artificiale, anche se nessuno sostiene che \u00e8 pi\u00f9 veloce. Ma allora chiedo io: perch\u00e9 il libro di testo s\u00ec e l\u2019intelligenza artificiale no? Visto che entrambi non vanno direttamente alla fonte se non in forma antologica o riassuntiva, non vanno direttamente sul testo ma lo selezionano antologizzandolo? Tra un riassunto manualistico e un riassunto dell\u2019intelligenza artificiale c\u2019\u00e8 solo una differenza: \u00a0\u00a0il manuale trasmette ci\u00f2 che gli autori sanno mentre lo scrivono, l\u2019intelligenza artificiale sa ci\u00f2 che i suoi \u201cgestori\u201d in quel momento hanno immesso, e che cambia e si alimenta ogni giorno. Perch\u00e9 il riassunto del sapere posseduto dal soggetto che scrive il libro di testo vale pi\u00f9 del sapere posseduto da un motore di ricerca o dall\u2019elaborazione fatta in questo momento dall\u2019intelligenza artificiale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema dell\u2019apprendimento \u00e8 stato messo a nudo da Chapt A.I.: se non si va direttamente al testo, si deve procedere per riassunti e tutti i riassunti, vanno rielaborati, analizzati, compresi, rifatti. Il problema si sposta dalla trasmissione del sapere riassunto all\u2019elaborazioni di una argomentazione che poggia su un sapere conosciuto. Mi sfugge perch\u00e9 le scuole adottino manuali di storia e non semplicemente Wikipedia (facendo risparmiare un sacco di soli ai propri studenti), che in tempo reale, pu\u00f2 portarci dentro l\u2019argomento che in quel momento ci interessa. Non mi soffermo su una dato certo: i manuali contengono pi\u00f9 errori di Wikipedia, infatti nessuno adotta il manuale nell\u2019edizione del 1998, ma sempre quella del 2023 per il semplice motivo che quella del 1998 \u00e8 un\u2019edizione con troppi errori, imperfezione, cose superate. Che per\u00f2 sono state insegnate fino a poco prima. Chapt A.I. fa lo stesso: \u00e8 un manuale a domanda, che interagisce col soggetto che fa le domande. Si tratta di passare dalla valutazione dell\u2019elaborazione e della sua originalit\u00e0, alla valutazione delle competenze di controllo e rielaborazione. Quindi lo studente non deve \u201cripetere\u201d, ma deve rielaborare e argomentare imparando a citare correttamente la fonte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il passare dal sapere trasmesso al sapere costruito, dalla riscrittura o ripetizione del riassunto alla gestione argomentata del riassunto, dalla staticit\u00e0 delle informazioni ad informazioni in movimento, dai dati acquisiti ai dati cercati pu\u00f2 essere aiutato e non poco dall\u2019intelligenza artificiale. Allora forse \u00e8 il momento di rimuovere la diffidenza verso la tecnologia per far comprendere agli insegnanti la tecnologia e il suo uso, dentro formazioni di senso e non procedure \u201cfai da te\u201d. Credo si debba riflettere su questo: l\u2019intelligenza artificiale \u00e8 un libro di testo che risponde solo alle domande che vengono fatte. Quindi bisogna insegnare a farle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ah, dimenticavo, poi ci sono i testi. La <em>Critica della ragion pura<\/em>\u00a0di Kant non teme l\u2019intelligenza artificiale. E\u2019 stata scritta cos\u00ec e cos\u00ec va letta. E\u2019 perfetta perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 nulla da cambiare. Ma questa \u00e8, veramente, un\u2019altra scuola.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intelligenza artificiale, libri di testo, riassunti di Stefano Stefanel L\u2019intelligenza artificiale e, soprattutto, il suo uso umanistico ha preso alla sprovvista tutti. 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