{"id":171,"date":"2014-12-23T23:49:15","date_gmt":"2014-12-23T22:49:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=171"},"modified":"2014-12-29T23:57:27","modified_gmt":"2014-12-29T22:57:27","slug":"171","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=171","title":{"rendered":"Alcuni pensieri su alternanza scuola-lavoro e &#8220;canale duale\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-174\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2014\/12\/resize.jpg\" alt=\"resize\" width=\"147\" height=\"147\" \/>Alcuni pensieri su alternanza scuola-lavoro e &#8220;canale duale\u201d.<\/strong><br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>di\u00a0 Aldo Tropea<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La giornata conclusiva della prima fase di dibattito intorno ai temi della \u201cBuona scuola\u201d che si \u00e8 svolta a Roma il 13 dicembre scorso ha rappresentato una prima sistemazione della grande messe di contributi pervenuti dai diversi soggetti dopo il lancio della proposta ad opera del governo. A livello di orientamento generale credo si sia trattato di un buon lavoro, caratterizzato anche da un \u201cclima\u201d sorprendentemente positivo, quale ormai raramente \u00e8 possibile trovare nel mondo della formazione, provato da decenni di incertezze, tagli ministeriali e veti sindacali.<!--more--><br \/>\nAd onta di alcune informazioni giornalistiche, tese a rappresentare ancora l\u2019universo scolastico come chiuso in se stesso e teso solo alla conservazione, anche le posizioni enunciate nel documento conclusivo, se da un lato chiudono a concezioni del merito legati unicamente a \u201cpremialit\u00e0\u201d di stampo brunettiano, dall\u2019altro aprono significativamente ad una articolazione della funzione docente che comporta una vera e priopria \u201ccarriera\u201d, che vuole dire esercizio di compiti diversificati ed anche comportanti impegni crescenti di lavoro riconosciuti sul piano retributivo in maniera stabile e costituenti gradini verso la dirigenza scolastica e\/o ispettiva.<br \/>\nNaturalmente, tutto sta poi nel verificare i criteri di formazione dei titoli che entreranno nel portfolio di ciascuno, che debbono sicuramente rimandare a momenti e soggetti di valutazione diversi, ma insomma: nessuno potr\u00e0 invocare il dissenso della categoria di fronte a un tema che spesso \u00e8 stato considerato tab\u00f9.<br \/>\nL\u2019altro tema grande tema, realmente decisivo, su cui a un avanzamento in termini di principio deve ancora corrispondere un impegno rilevante e tutt\u2019altro che scontato di ricerca e di revisione di posizioni del passato \u00e8 quello del rapporto tra sistema formativo e lavoro.<br \/>\nPer un verso sembrano infatti definitivamente superate le idiosincrasie verso la finalizzazione del percorso scolastico anche verso la gli sbocchi occupazionali. Si dice infatti nel documento conclusivo \u201cAbbiamo sempre pi\u00f9 necessit\u00e0 di una scuola che costruisca le competenze necessarie ad affrontare il mercato del lavoro\u201d, nella consapevolezza che la dimensione territoriale e le esigenze del mondo produttivo possono rappresentare una bussola per orientare i percorsi formativi\u201d. Non solo. Con ancor maggiore chiarezza si assume il prncipio secondo cui occorre definitivamente superare quel pregiudizio contrario ad ogni modo innovativo di insegnare secondo cui la \u201cformazione tecnica e professionale sarebbe una formazione di serie B\u201d.<br \/>\nDall\u2019altra parte, per\u00f2, queste buone intenzioni non sembrano sufficienti a superare un l\u2019 equivoco contenuto nel testo originario della \u201cBuona scuola\u201d, l\u00e0 dove per un verso si valorizza giustamente l\u2019esperienza che molte scuole stanno conducendo nei percorsi di alternanza scuola-lavoro, dall\u2019altro si individua questo strumento come la via per arrivare a una sorta di versione italiana del \u201ccanale duale tedesco\u201d, fino ad arrivare a sostenere la possibilit\u00e0 di una obbligatoriet\u00e0 di tali percorsi nel curricolo, almeno per duecento ore annuali.<br \/>\nE\u2019 evidente che questa posizione nasce dalla giusta valorizzazione del carattere di metodologia didattica dell\u2019alternanza, ma \u00e8 altrettanto chiaro che non ha nessun senso dilatare tale valenza fino ad avanzare una ipotesi di obbligatoriet\u00e0 che equivarrebbe ad attribuire lo stesso significato e la stessa modalit\u00e0 di attuazione sia nei tecnici, sia nei licei, sia nei professionali, sia nel sistema di istruzione e formazione professionale.<br \/>\nE ci\u00f2 non soltanto per l\u2019ovvia considerazione, avanzata in tutti gli incontri dall\u2019associazionismo imprenditoriale, che semplicemente non esiste la possibilit\u00e0 materiale di portare in azienda milioni di studenti per due mesi l\u2019anno, ma soprattutto perch\u00e9 la base del sistema duale sta proprio nel suo carattere specificamente professionalizzante, mirante a fornire allo studente (anzi, sarebbe pi\u00f9 giunto dire al lavoratore-studente, viste le dimensioni e la struttura normativa del contratto di apprendistato in Germania) competenze direttamente orientate se non proprio in una specifica azienda almeno in un settore, con un intervento strutturale delle aziende nella definizione dei curricola.<br \/>\nVoglio dire che l\u2019alternanza che si pratica oggi nei percorsi sperimentati positivamente negli istituti tecnici e professionali e , sempre pi\u00f9 largamente, nei licei, \u00e8 comunque finalizzata ad una preparazione di base, seppure innervata nelle situazioni che ne fanno sperimentare l\u2019utilit\u00e0 tecnica e sociale, mentre quella presente nei percorsi di istruzione e formazione professionale ha il significato di far conseguire competenze operative e, attraverso queste, il loro sviluppo in percorsi di istruzione tecnica superiore.<br \/>\nNon a caso gli istituti professionali di stato, che si trovano a mezza strada tra gli uni e gli altri, stanno vivendo una profonda crisi di identit\u00e0.<br \/>\nAltra cosa ancora \u00e8 la prospettiva di sviluppare il canale dell\u2019apprendistato che purtroppo nel nostro paese \u2013 al di l\u00e0 delle buone intenzioni della riforma varata con il Decreto Legislativo 34\/2014 &#8211; \u00e8 ancora largamente inattuato, tanto che copre solo il 17% dei contratti dei giovani tra 16 e 29 anni.<br \/>\nCome dice il recente documento della Conferenza delle Regioni e delle province autonome, spedito dal presidente Chiamparino come contributo alla \u201cBuona scuola\u201d il problema che ne mina la diffusione \u00e8 proprio \u201c la mancata correlazione tra salario e impegno formativo dell\u2019apprendista, come avviene con successo in Germania, dove un apprendistato riceve circa il 30% di un lavoratore gi\u00e0 qualificato\u201d.<br \/>\nRimane perci\u00f2 da capire \u2013 ed \u00e8 questione centrale \u2013 su quale base si voglia avviare la prospettiva di contratti di apprendistato nel triennio dei tecnici e dei professionali. Interessante, ma tutta da esplorare e non priva di criticit\u00e0, appare infatti la prospettiva con cui si conclude la scheda di sintesi finale della \u201cBuona Scuola\u201d quando afferma che \u201cla riflessione va posta sul concetto di contratto di lavoro, definendolo come contratto formativo anzich\u00e9 come contratto lavorativo con fini formativi\u201d<br \/>\nIo penso che vada davvero incoraggiato, riconosciuto e generalizzato il lavoro generoso e qualificato che svolgono insegnanti progettisti e tutor nelle scuole in cui centinaia di studenti vanno in azienda per rinforzare le loro competenze e per ri-unificare gli aspetti di istruzione generale e di indirizzo con percorsi di natura curricolare che sono parte integrante di ciascun specifico percorso formativo e collocati in orario scolastico. Per questo gli apprendimenti acquisiti attraverso l\u2019esperienza sul campo debbono essere messi in rapporto con quelli acquisiti nel contesto d\u2019aula, costantemente verificati e certificati congiuntamente dalle imprese e dalle scuole, diventando parte integrante della valutazione disciplinare. In questo quadro vanno anche inquadrate le imprese didattiche, che non sono solo quelle &#8211; per intenderci &#8211; che si sviluppano negli istituti agrari o alberghieri e che si collocano nel mercato reale, ma anche quelle simulate e operanti su piattaforma web, a lungo e colpevolmente trascurate dal MIUR.<br \/>\nL &#8216; &#8220;obbligatoriet\u00e0\u201d dovrebbe allora avere il senso di assicurare il diritto all\u2019alternanza in tutti gli indirizzi, ciascuno con le sue specifiche modalit\u00e0 e con modalit\u00e0 specifiche di formazione dei docenti impegnati nella loro progettazione, nel tutorato e nel monitoraggio ma non pu\u00f2 sfociare in una sorta di canale duale italiano.<br \/>\nIn questa direzione, viceversa. potrebbero andare le esperienze condotte nell\u2019ambito dell\u2019istruzione e formazione professionale e dell\u2019istruzione tecnica superiore cos\u00ec come chiede il documento delle Regioni sopra citato.<br \/>\nL\u2019IeFP infatti, che presenta in alcune regioni quote orarie di permanenza in azienda non lontane dal 35% del curricolo, interessa oggi l\u20198% dei 14-18enni e assicura al 60% dei qualificati il collocamento nel mondo del lavoro a sei mesi dalla qualifica. N\u00e9 costituisce solo una seconda chance contro la dispersione ( e sarebbe gi\u00e0 un elemento della massima importanza) ma spesso costituisce \u2013 come avviene nel mondo di lingua tedesca \u2013 una via verso l\u2019istruzione tecnica superiore.<br \/>\nTuttavia, stanno venendo al pettine molti nodi irrisolti:<br \/>\n\u2022 molte legislazioni regionali sono ancora ferme al 1978;<br \/>\n\u2022 manca ancora un rigoroso regolamento nazionale per l\u2019accertamento dei livelli essenziali di prestazione in tutto il paese, cos\u00ec come previsto dall&#8217;art. 15 del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226; in questo ambito appare indispensabile che le prove INVALSI vadano estese anche al sistema dell\u2019IeFP;<br \/>\n\u2022 non esiste ancora una adeguata regolamentazione per disciplinare i passaggi dal sistema scolastico a quello formativo e viceversa, applicando la norma prevista e mai attuata dal D.l. 226\/2005<br \/>\n\u2022 a seguito degli \u201corganici raccordi\u201d del 2010 fra i percorsi degli istituti professionali di Stato e le agenzie formative accreditate dalle Regioni, si sono rivelate molte criticit\u00e0, soprattutto nei percorsi di \u201csussidiariet\u00e0 integrativa\u201d, cio\u00e8 che consentono agli studenti di conseguire contemporaneamente una qualifica triennale di IeFP e un diploma quinquennale di istruzione<br \/>\n\u2022 proprio nelle situazioni pi\u00f9 avanzate avanza una crisi finanziaria profonda, se si pensa che dal Ministero del Lavoro arrivano alle Regioni fondi corrispondenti a mille euro per studente e che i bilanci delle Regioni sono sempre meno capaci di sostenere autonomamente percorsi che conducono comunque all\u2019assolvimento dell\u2019obbligo di istruzione<br \/>\nLe Regioni vanno prese in parola quando dicono che esse devono \u201cgarantire il rispetto di una serie di disposizioni relative all\u2019offerta,ai livelli di qualit\u00e0 delle strutture formative e dei percorsi\u201d.<br \/>\nSviluppare le intuizioni della \u201cBuona scuola\u201d sui rapporti tra formazione e lavoro, insomma, significa da un lato creare le condizioni necessarie perch\u00e9 la metodologia didattica dell\u2019alternanza in tutte le sue forme possa generalizzarsi. Dall\u2019altro, precisare, rinforzare e controllare il settore che \u00e8 pi\u00f9 vicino al modello tedesco, quello dell\u2019istruzione e formazione professionale.<br \/>\nSe si vuole farlo, si deve cominciare subito, poich\u00e9 occorre sapere che anche le scuole con pi\u00f9 esperienza hanno avuto questo anno un momento di scoraggiamento nel prendere atto degli ulteriori tagli ai fondi stanziati per l\u2019alternanza; e che anche nelle Regioni pi\u00f9 avanti nella costruzione dell\u2019IeFP c\u2019\u00e8 il rischio di non assicurare servizi sempre pi\u00f9 essenziali per il recupero della dispersione, per l\u2019orientamento e per lo sviluppo delle competenze pi\u00f9 vicine al sistema delle piccole e medie aziende.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcuni pensieri su alternanza scuola-lavoro e &#8220;canale duale\u201d. di\u00a0 Aldo Tropea La giornata conclusiva della prima fase di dibattito intorno ai temi della \u201cBuona scuola\u201d che si \u00e8 svolta a Roma il 13 dicembre scorso ha rappresentato una prima sistemazione della grande messe di contributi pervenuti dai diversi soggetti dopo il lancio della proposta ad [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-171","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/171","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=171"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/171\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":175,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/171\/revisions\/175"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=171"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=171"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=171"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}