{"id":1736,"date":"2023-11-21T23:12:54","date_gmt":"2023-11-21T22:12:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1736"},"modified":"2023-11-22T08:52:27","modified_gmt":"2023-11-22T07:52:27","slug":"sulla-violenza-di-genere-una-riflessione-sul-ruolo-della-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1736","title":{"rendered":"Sulla violenza di genere: una riflessione sul ruolo della scuola"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align:center\"><strong>Sulla violenza di genere: una riflessione sul ruolo della scuola<br><em> di Rosanna Perillo<\/em><\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"164\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/noviolence-e1700604623302.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1737\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>\u201cLa violenza contro le donne non \u00e8 inevitabile. Le giuste politiche e i giusti programmi portano risultati. Questo significa strategie globali e sul lungo termine, che affrontino le radici delle cause della violenza, proteggendo i diritti delle donne e delle ragazze, promuovendo un forte e autonomo movimento per i diritti delle donne<\/em>.\u201d <strong>Ant\u00f2nio Gutteres, Segretario Generale delle Nazioni Unite<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 25 novembre celebriamo la Giornata internazionale per l\u2019eliminazione della violenza contro le donne, un fenomeno che non accenna a diminuire e che, al contrario, \u00e8 cronaca quotidiana. Dal dossier annuale del Ministero dell\u2019Interno emerge un dato allarmante rispetto ai dati relativi ai femminicidi: nel periodo che va dal 1 gennaio al 12 novembre 2023 sono state 102 le donne uccise in Italia per mano di partner ed ex partner. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La violenza contro le donne e le ragazze \u00e8 una delle pi\u00f9 diffuse, persistenti e devastanti violazioni dei diritti umani, al mondo. Violenza che non accenna a diminuire e che non pu\u00f2 che interrogare le coscienze di tutte e tutti noi. Se la Giornata internazionale \u00e8 necessaria per aumentare il livello di consapevolezza su questi temi, la complessit\u00e0 del tema della violenza di genere richiede interventi pi\u00f9 profondi e a lungo raggio. Mi riferisco alla necessit\u00e0, ormai ineludibile, di inserire, in forma trasversale e sistematica, l\u2019educazione alle differenze nelle scuole italiane di ogni ordine e grado, volta a prevenire, in particolare, le discriminazioni di genere. Se la scuola \u00e8 veicolo per l\u2019acquisizione di conoscenze, se essa ha il compito di affiancare le giovani generazioni nel loro percorso di crescita personale e di scoperta della propria identit\u00e0, se ha il compito di sviluppare e potenziare le competenze, essa, allora, non pu\u00f2 non porsi il problema di quale educazione e di quali competenze di relazione crescono e maturano al suo interno.&nbsp;Imparare a gestire positive relazioni umane, fondate sul rispetto e sul riconoscimento delle differenze, deve divenire compito precipuo della scuola attuale.&nbsp;Ne consegue che la Scuola deve essere il luogo deputato in cui vivere e sperimentare relazioni improntate al rispetto di genere, il luogo di educazione contro la violenza di genere e di tutte le forme di discriminazione. Questo compito fondamentale, nel percorso di crescita delle giovani generazioni, \u00e8 attribuito alla scuola anche dalla legge 107 del 2015, la cosiddetta buona scuola, che, al comma 16 dell\u2019articolo 1, affida alla scuola, attraverso il &nbsp;Piano triennale dell\u2019offerta formativa, \u201c<em>l\u2019attuazione dei princ\u00ecpi di pari opportunit\u00e0 promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l\u2019educazione alla parit\u00e0 tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni, al fine di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti e i genitori sulle tematiche indicate dall\u2019articolo 5, comma 2, del decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 ottobre 2013, n. 119, nel rispetto dei limiti di spesa di cui all\u2019articolo 5-bis, comma 1, primo periodo, del predetto decreto-legge n. 93 del 2013.\u201d <\/em>Ora, il comma 2 dell\u2019articolo 5 della legge 119 affida al Ministro delegato per le pari opportunit\u00e0 il compito di promuovere \u201c<strong><em><strong><em>un&#8217;adeguata formazione del personale della scuola alla relazione e contro la violenza e la discriminazione di genere e promuovere, nell&#8217;ambito delle indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell&#8217;infanzia e del primo ciclo di istruzione, delle indicazioni nazionali per i licei e delle linee guida per gli istituti tecnici e professionali, nella programmazione didattica curricolare ed extra-curricolare delle scuole di ogni ordine e grado, la sensibilizzazione, l&#8217;informazione e la formazione degli studenti al fine di prevenire la violenza nei confronti delle donne e la discriminazione di genere, anche attraverso un&#8217;adeguata valorizzazione della tematica nei libri di testo.\u201d<\/em><\/strong><\/em><\/strong>&nbsp;Inutile dire che di tutto questo ben poco viene fatto nelle scuole, laddove, invece, persistono e si consolidano stereotipi e false rappresentazioni di genere. L\u2019esclusivo uso di un linguaggio al maschile, la quasi esclusiva presenza nei libri di testo di figure maschili (senza spiegare il perch\u00e9 dell\u2019assenza di figure femminili), la rappresentazione, ancora oggi stereotipata dei ruoli, che emerge in tanti libri di testo, dalla scuola dell\u2019infanzia alla secondaria di secondo grado, invece che risolverlo, consolidano il problema. Che fare allora? Non si tratta, come ovvio, di creare una nuova disciplina, ma al contrario di creare un approccio trasversale all\u2019educazione\/istruzione. L\u2019obiettivo deve essere quello di fornire gli strumenti critici necessari per decostruire i modelli dominanti legati alle identit\u00e0 di genere e ad una stereotipata visione tossica del maschile, incapace di accettare la perdita, la sconfitta, il controllo possessivo sul corpo e la libert\u00e0 delle donne. Abbiamo come adulte\/adulti, come educatrici ed educatori una grande responsabilit\u00e0 morale. La povert\u00e0 educativa \u00e8 anche quella che si manifesta nell\u2019incapacit\u00e0 di educare alla perdita, alla sconfitta, all\u2019abbandono. La povert\u00e0 educativa \u00e8 anche quella che si manifesta in relazioni tossiche di dipendenza e che non riconosce l\u2019altra\/o diversa\/o da s\u00e9. La povert\u00e0 educativa \u00e9 quella che nasce dentro una cultura patriarcale che, a fronte dei grandi passi compiuti dalle donne, e del sempre pi\u00f9 grande bisogno di autodeterminazione e libert\u00e0 delle ragazze, risponde con la sopraffazione e la violenza. La povert\u00e0 educativa \u00e8 anche assenza di empatia, assenza e\/o disordine dell\u2019affettivit\u00e0. Nell\u2019era dei social tutto ci\u00f2 \u00e8 amplificato da immagini, video, rappresentazioni, linguaggio d\u2019odio, di cui le donne sono le vittime privilegiate. Le donne sono di gran lunga le maggiori destinatarie del discorso d\u2019odio on line. A livello europeo, una donna su dieci, dai 15 anni in su, \u00e8 stata oggetto di cyberviolenza. In generale, le donne corrono pi\u00f9 rischi di aggressioni e molestie virtuali su tutti i social media, fenomeni che sono alimentati dalla rappresentazione che si fa delle donne nella pubblicit\u00e0, nei talk show, in cui il corpo delle donne \u00e8 oggettificato. Non possiamo pi\u00f9 aspettare. Siamo chiamate\/i a rispondere con forza e immediatezza a un fenomeno che non accenna a diminuire. Non pi\u00f9 violenza. Non pi\u00f9 femminicidi. Non una di meno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sulla violenza di genere: una riflessione sul ruolo della scuola di Rosanna Perillo \u201cLa violenza contro le donne non \u00e8 inevitabile. Le giuste politiche e i giusti programmi portano risultati. 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