{"id":1748,"date":"2023-11-30T17:55:51","date_gmt":"2023-11-30T16:55:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1748"},"modified":"2023-11-30T17:55:51","modified_gmt":"2023-11-30T16:55:51","slug":"valditara-gli-influencer-e-lautonomia-scolastica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1748","title":{"rendered":"Valditara gli influencer e l\u2019autonomia scolastica"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align:center\"><strong> Valditara gli influencer e l\u2019autonomia scolastica<br><em> di Nicola Puttilli<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2023\/11\/influencer.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-1749\" width=\"146\" height=\"102\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni giorni fa un\u2019insegnante della scuola che dirigevo a Nichelino, realt\u00e0 allora particolarmente problematica dell\u2019hinterland torinese, mi ricordava con un messaggio che pi\u00f9 di una ventina di anni fa istituimmo nella scuola elementare un laboratorio di educazione all\u2019affettivit\u00e0 e alla sessualit\u00e0, osservando, con una punta di ironia, come gi\u00e0 allora fossimo all\u2019avanguardia, anche senza il supporto degli influencer.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"> &nbsp;Influencer o meno l\u2019avvio del laboratorio fu reso possibile grazie a quel poco di organico funzionale e di risorse aggiuntive (L 440\/97) che accompagn\u00f2 la prima attuazione dell\u2019autonomia scolastica, voluta dall\u2019allora ministro dell\u2019istruzione, recentemente scomparso, Luigi Berlinguer. Il laboratorio, cos\u00ec come lo stesso tentativo di dare vita a una vera, per quanto iniziale, autonomia, ebbe breve vita. Il ministro che, come non bastasse l\u2019autonomia, si era messo in testa di riformare anche gli ordinamenti scolastici, sostanzialmente risalenti alla riforma Gentile, fu presto trafitto dal fuoco amico e costretto alle dimissioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal 2001, ministro Letizia Moratti, cominciarono gli anni delle vacche magre: tagli indiscriminati, di finanziaria in finanziaria, fino a praticamente dimezzare in poco pi\u00f9 di un ventennio la quota di PIL destinata all\u2019istruzione. Operazione, quest\u2019ultima, in cui si distinse per accanimento e perseveranza la ministra Gelmini.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019autonomia scolastica si tradusse presto nello scarico verso le scuole di tutte le procedure burocratiche e amministrative che prima facevano capo ai provveditorati agli studi. Gli organici funzionali furono rapidamente dimenticati e nella scuola primaria tagliate drasticamente &nbsp;le compresenze sul tempo pieno, rendendo sempre pi\u00f9 difficili quelle preziose esperienze laboratoriali che ne avevano caratterizzato la nascita negli anni\u201970. Negli altri ordini di scuola \u00e8 costantemente lievitato il numero di alunni per classe e per converso drasticamente diminuito il numero di autonomie scolastiche (istituzioni oggi per lo pi\u00f9 sovradimensionate, cariche di compiti amministrativi, con il dirigente scolastico sempre pi\u00f9 lontano dai temi educativi e didattici che dovrebbero invece maggiormente caratterizzarne la dimensione professionale).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli esiti di questa fallimentare politica scolastica purtroppo li conosciamo bene: risultati di apprendimento insoddisfacenti, deficit relazionali e comportamentali, dilagante analfabetismo di ritorno, tassi di abbandono e dispersione tra i pi\u00f9 alti d\u2019Europa e con fortissimi squilibri regionali e territoriali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con l\u2019eccezione della L 107\/15, anch\u2019essa peraltro declinata burocraticamente, dopo Berlinguer i governi e i ministri che si sono succeduti hanno praticamente rinunciato a occuparsi di scuola, considerandola una riserva di caccia per le leggi finanziarie e limitandosi a interventi di piccolo cabotaggio (chi ricorda il \u201ccacciavite\u201d di Fioroni?) o, peggio, tesi a lasciare una qualche traccia purchessia della propria presenza (per onor del vero c\u2019\u00e8 stato anche il caso del ministro Fioramonti che si \u00e8 dimesso perch\u00e9 gli investimenti promessi non erano stati confermati, o almeno cos\u00ec ha dichiarato, caso unico per quel che riguarda le dimissioni, regola confermata per i mancati investimenti).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Si sono cos\u00ec ripetute, a seconda degli echi di cronaca del momento, le misure, pi\u00f9 o meno andate a segno, tese ad imporre dall\u2019alto ore aggiuntive praticamente su tutto. Dall\u2019educazione stradale in caso di incidenti gravi, all\u2019educazione motoria cara al ministro gi\u00e0 insegnante di educazione fisica, nella primaria. Dall\u2019orientamento quando la pubblica opinione discute del disallineamento tra offerta formativa delle scuole ed esigenze del mondo imprenditoriale, all\u2019educazione civica se il tema del giorno \u00e8 quello del bullismo, fino all\u2019 educazione alle relazioni e ai sentimenti (per la sessualit\u00e0 si pu\u00f2 sempre aspettare) in caso di femminicidio, senza dimenticare le ore di religione cattolica gi\u00e0 presenti dal 1984.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;Nella mente dei nostri ministri continua a prevalere l\u2019idea dei vasi da riempire, come se i comportamenti derivassero pi\u00f9 dalla quantit\u00e0 dei contenuti appresi che dalla qualit\u00e0 degli stessi e, soprattutto, dalla qualit\u00e0 degli approcci metodologici e delle relazioni che gli insegnanti sono in grado di impostare fin dalla scuola dell\u2019infanzia e a prescindere dalla specifica disciplina di insegnamento, in ogni istante del loro rapporto con gli studenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I problemi della scuola italiana sono enormi e strutturali, a poco servono interventi- immagine e ore aggiuntive distribuite qua e l\u00e0. Anche se le riforme di sistema, nella scuola in particolare, non hanno mai pagato politicamente, sarebbe forse ora di assumersi la responsabilit\u00e0 di ritornare a una visione generale, a un progetto di grande respiro in grado di dare speranza alla nostra scuola. Le vie individuate da Luigi Berlinguer pi\u00f9 di venti anni fa possono ancora &nbsp;essere un importante punto di riferimento: sia la riforma dei cicli utile a contrastare la selezione precoce e la successiva dispersione scolastica sia, e soprattutto, una vera autonomia scolastica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 di vent\u2019anni fa a Nichelino IV circolo eravamo stati in grado di intercettare le esigenze del territorio e di fornire risposte significative, senza imbeccate ministeriali e tanto meno interventi di influencer o simili dell\u2019epoca. La scuola italiana ha bisogno di investimenti importanti, dalla sicurezza delle scuole alla &nbsp;qualit\u00e0 degli ambienti di apprendimento, fino alla formazione del personale- Non sarebbe male cominciare con il rispedire agli uffici ministeriali territoriali scartoffie e pratiche burocratiche varie e dare fiducia e mezzi, in termini di organici funzionali e di risorse, ai nostri insegnanti e ai nostri dirigenti scolastici, riprendendo, l\u00e0 dove l\u2019avevamo lasciata, la strada di una vera autonomia scolastica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Valditara gli influencer e l\u2019autonomia scolastica di Nicola Puttilli Alcuni giorni fa un\u2019insegnante della scuola che dirigevo a Nichelino, realt\u00e0 allora particolarmente problematica dell\u2019hinterland torinese, mi ricordava con un messaggio che pi\u00f9 di una ventina di anni fa istituimmo nella scuola elementare un laboratorio di educazione all\u2019affettivit\u00e0 e alla sessualit\u00e0, osservando, con una punta di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-1748","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1748","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1748"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1748\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1759,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1748\/revisions\/1759"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1748"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1748"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1748"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}