{"id":1790,"date":"2024-03-02T18:51:51","date_gmt":"2024-03-02T17:51:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1790"},"modified":"2024-03-02T18:51:51","modified_gmt":"2024-03-02T17:51:51","slug":"e-pluribus-unum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1790","title":{"rendered":"E pluribus unum"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1791\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/scuolaautoritaria-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/>E pluribus unum<br \/>\n<\/strong><strong>di Stefano Stefanel<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Ci sono tre locuzioni che stanno quasi come \u201cmotto\u201d sopra le scuole, perch\u00e9 costituiscono la cornice ovvia entro cui situare l\u2019autonomia funzionale delle scuole italiane: sono le \u201c<em>finalit\u00e0 generali del sistema<\/em>\u201d, gli \u201c<em>obiettivi generali del sistema formativo<\/em>\u201d, i \u201c<em>livelli essenziali delle prestazioni<\/em>\u201d. \u00a0Le prime due locuzioni si trovano nel DPR 275\/1999 e la terza alla lettera m) dell\u2019art. 117 della Costituzione cos\u00ec come modificato dalla legge costituzionale n\u00b0 3 del 2001.<!--more--> Chi sta fuori dal sistema scolastico nazionale pu\u00f2 immaginare di trovarsi di fronte ad un libro in cui finalit\u00e0, obiettivi e livelli essenziali delle prestazioni siano definiti in modo chiaro ed enciclopedico. Tutto numerato e ordinato, con precisi riferimenti normativi, contratti del personale firmati regolarmente di conseguenza, nessuna sovrapposizione o contraddizione. E invece, il sistema si ordina per salti, senza nessun documento che definisca tutto quello che \u00e8 in vigore e che deve essere applicato (o disapplicato), con anche le modalit\u00e0 di applicazione.<\/p>\n<p>Forse in un momento cos\u00ec convulso, com\u2019\u00e8 quello attuale, pu\u00f2 essere interessante comprendere perch\u00e9 il sistema si sia ordinato in questo modo e non come una semplice enciclopedia che tutti (giudici inclusi) possono, alla bisogna, consultare. Solo quest\u2019anno il sistema scolastico italiano ha licenziato (finora) le <em>Linee guida per l\u2019orientamento<\/em>, \u00a0la nomina dei tutor e del tutor orientatore, il Liceo Made in Italy che convive con Liceo Economico Sociale, dopo che era stato annunciato che l\u2019avrebbe assorbito, il percorso di 4 e non 5 anni per gli Istituti Tecnici su base vocazionale (scelta delle scuole e scelta delle famiglie), lo sviluppo piuttosto senza regole degli ITS, l\u2019attuazione del PNRR, il PNRR sui \u201cdivari territoriali\u201d, i D.M. 65 e 66, il personale ata assunto fino a dicembre sul PNRR e poi prorogabile con le modalit\u00e0 decise dal ministero, ma pagato coi fondi delle scuole, il concorso straordinario per dirigenti scolastici aperto a chi ha perso l\u2019ultimo concorso ma ha fatto ricorso e, poi, molto \u00a0altro di varia entit\u00e0. Oltre ai provvedimenti ci sono le quotidiane esternazioni sul ripristino dei voti e poi dei giudizi nella scuola primaria, del voto numerico per il comportamento nella scuola secondaria di primo grado, sulla tutela legale per i docenti aggrediti dagli studenti (non ricordo se c\u2019\u00e8 anche per chi \u00e8 aggredito dai genitori e per i dirigenti aggrediti da chiunque), sulle norme sull\u2019occupazione delle scuole da parte degli studenti, sulle classi differenziate per gli stranieri e, anche qui, via enumerando. Una volta questi argomenti venivano trattati uno a biennio e davano vita a manualistiche complesse, piuttosto enciclopediche poi confluite tutte nel testo unico del 1994, di cui sono rimaste ampie tracce, ma che \u00e8 stato, anche lui, modificato attraverso tagli e incollature. Da ultimo, ma non ultimo, il nuovo contratto dei docenti con modifiche ad anno in corso, il tentativo del ritorno tout court in presenza anche laddove \u00e8 pi\u00f9 efficace ed efficiente lavorare a distanza e poi azioni che si sommano ad altre azioni senza sostituirle. Tutto questo con lo sfondo integratore dell\u2019autonomia differenziata che \u201c<em>ci sia ognun lo dice, dove sia nessun lo sa<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Dentro un simile oceano si potrebbe ritenere che il \u201c<em><i>dividi et impera<\/i><\/em>\u201d sia la base strutturale del sistema scolastico italiano, ma io credo non sia cos\u00ec. Il sogno di ogni Ministro o di ogni Direttore di Dipartimento o di Ufficio Scolastico sarebbe quello di avere tutto sotto controllo, a cominciare dalla rubrica di ci\u00f2 che va tenuto sotto controllo. E questo, dal punto di vista solo formale ma non sostanziale, \u00e8 ci\u00f2 che avviene. Rimane un <em><i>vulnus<\/i><\/em>\u00a0costituzionale, laddove l\u2019autonomia delle scuole prevista dalla Costituzione non \u00e8 tutelata da alcuna possibilit\u00e0 che le singole scuole (in quanto autonomie funzionali dello Stato) possano impugnare un provvedimento ministeriale che sia ritenuto eccessivo rispetto ai poteri statali, che comunque non potrebbero ledere l\u2019autonomia delle scuole costituzionalizzata. Cos\u00ec i limiti dell\u2019autonomia sono definiti in forma unilaterale dallo Stato, attraverso provvedimenti che dichiarano sempre che questa autonomia \u00e8 fatta salva, anche se spesso a chi lavora nella scuola non pare sia proprio cos\u00ec. Quindi il sistema si muove in forma frammentata e plurale perch\u00e9 manca un\u2019idea generale e condivisa che non sia generica o di parte: si sa, per\u00f2, che le cose generali poi nei particolari fanno annidare i problemi e che in Italia nessuna parte \u00e8 mai riuscita a prevalere in maniera definitiva.<\/p>\n<p>Quindi sono molti gli elementi che non permettono l\u2019enciclopedia di finalit\u00e0, obiettivi e livelli essenziali di prestazione, perch\u00e9 il soggetto titolato ad amministrare decide in autonomia i perimetri senza un reale possibile contraddittorio con chi quell\u2019autonomia ha il diritto di applicarla dentro un quadro normativo certo, non incerto e sempre in evoluzione. Per cui tutto \u00e8 finalit\u00e0, tutto \u00e8 obiettivo, tutto \u00e8 livello essenziale di prestazione e questo determina una sovrapposizione di note, circolari, decreti ministeriali, ordinanze, leggi, decreti-legge, decreti legislativi, regolamenti, dichiarazioni, proposte, interviste e quant\u2019altro la burocrazia e la politica hanno inventato per complicare le cose semplici. Resta il fatto che nessuno tocca organici, orari, discipline, tempi neppure quando tutto questo diventa obsoleto, stantio e rallentante. L\u2019esperienza del Covid non ha insegnato niente, dato che tutti vogliono tornare al gennaio del 2020, anche a rifare cose che si facevano male a quel tempo e che poi si \u00e8 dimostrato si possono fare bene in modo totalmente diverso. A tutto questo si somma il fatto che la piramide decisionale non funziona pi\u00f9 n\u00e9 a livello di macrosistema, n\u00e9 a livello di micro organizzazione, laddove le risorse e le progettualit\u00e0 provengono da soggetti fuori dalle piramidi ordinarie. Sono nate cos\u00ec le Autorit\u00e0 di gestione e le Autorit\u00e0 di missione, nelle scuole ci sono Animatori digitali, Tutor, Team di progetto. Nascono nuovi nomi (Mentor, Tutor, Facilitatore, Coach) e gli insegnanti si percepiscono non pi\u00f9 come centrali, ma tendono, ugualmente, a lavorare come se la centralit\u00e0 fosse rimasta intatta. Cos\u00ec si alimenta la confusione e il Ministro invia circolari prive di valore normativo, mentre l\u2019Autorit\u00e0 di missione condiziona la vita delle scuole dentro finanziamenti epocali. A livello scolastico il collaboratore del dirigente gestisce i quattro soldi delle ore eccedenti, mentre l\u2019animatore digitale pu\u00f2 gestire PON e PNRR da centinaia di migliaia di euro. La piramide \u00e8 crollata, ma tutti la venerano lo stesso.<\/p>\n<p>Il PNRR viene attuato dallo Stato attraverso <em><i>performance<\/i><\/em>\u00a0decise dall\u2019Unione Europea ma operativamente attuate dalle scuole. La <em><i>performance <\/i><\/em>pi\u00f9 complessa \u00e8 quella che riguarda la formazione di almeno 680.000 docenti (sono quelli dell\u2019organico di diritto) che sono conteggiati \u201c<em><i>per testa<\/i><\/em>\u201d e non \u201c<em><i>per attestato<\/i><\/em>\u201d (se qualche volonteroso docente frequenta dieci corsi di formazione vale sempre uno). Cos\u00ec una questione strategica, un LEP ovvio (docenti formati che forniscono istruzione di qualit\u00e0), determina un\u2019inondazione di soldi nelle scuole senza una logica di sistema, perch\u00e9 l\u2019obiettivo \u00e8 difficile da raggiungere dato che l\u2019obbligo di formarsi non c\u2019\u00e8 (c\u2019\u00e8 invece un comico\/drammatico diritto, che troppi docenti \u2013 soprattutto di materie STEM \u2013 declinano come diritto non fare formazione, tanto la materia la so gi\u00e0 e se gli studenti non imparano \u00e8 perch\u00e9 non studiano abbastanza).<\/p>\n<p>Per cui spesso non si comprende se la finalit\u00e0 e l\u2019obiettivo del sistema scolastico italiano siano quelli di diminuire la dispersione implicita ed esplicita oppure quella di bocciare di pi\u00f9, perch\u00e9 nel secondo caso il \u201c<em><i>gravemente insufficiente<\/i><\/em>\u201d alle primarie \u00e8 un\u2019ottima intuizione, nel primo caso l\u2019anticamera della catastrofe. Per\u00f2 nella narrazione quotidiana ognuno narra quello che vuole e possono stare insieme un sistema scolastico di alto livello e gli ultimi posti nelle rilevazioni OCSE-Pisa, un sistema scolastico che valorizza la matematica e al tempo stesso la certificazione europea del peggior divario di genere in matematica di tutta l\u2019area OCSE, con le ragazze italiane che tendono a non appassionarsi troppo alle STEM. Con la lettura dei fenomeni in atto si certifica, al tempo stesso, che gli insegnanti di matematica italiani sono ottimi e le studentesse di matematica svogliate ( e si vede ad occhio nudo che non \u00e8 cos\u00ec). Se non vogliamo dire che il sistema scolastico italiano propugna il principio di non contraddizione per poi contraddirsi, diciamo almeno che il tentativo di attuate l\u2019<em>e pluriumus unum <\/em>\u00e8 almeno un po\u2019 velleitario.<\/p>\n<p>Forse per\u00f2 su una cosa possiamo metterci d\u2019accordo: le \u201c<em>finalit\u00e0 generali del sistema<\/em>\u201d, gli \u201c<em>obiettivi generali del sistema formativo<\/em>\u201d, i \u201c<em>livelli essenziali delle prestazioni<\/em>\u201d dovrebbero essere frasi che, inserite in un motore di ricerca qualsiasi, forniscono un bel testo elencativo ed esplicativo alla portata di tutti e comprensibile da tutti. La somma delle pluralit\u00e0 anarchiche non fa unitariet\u00e0 di sistema neppure nel mondo delle <em><i>enneadi <\/i><\/em>di Plotino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E pluribus unum di Stefano Stefanel Ci sono tre locuzioni che stanno quasi come \u201cmotto\u201d sopra le scuole, perch\u00e9 costituiscono la cornice ovvia entro cui situare l\u2019autonomia funzionale delle scuole italiane: sono le \u201cfinalit\u00e0 generali del sistema\u201d, gli \u201cobiettivi generali del sistema formativo\u201d, i \u201clivelli essenziali delle prestazioni\u201d. \u00a0Le prime due locuzioni si trovano nel [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-1790","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1790","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1790"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1790\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1792,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1790\/revisions\/1792"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1790"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1790"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1790"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}