{"id":1801,"date":"2024-03-14T14:42:49","date_gmt":"2024-03-14T13:42:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1801"},"modified":"2024-03-14T14:56:06","modified_gmt":"2024-03-14T13:56:06","slug":"a-volte-ritornano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1801","title":{"rendered":"A volte ritornano                                           (Giudizi Descrittivi VS Voti per un\u2019efficace valutazione formativa)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1802\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/03\/numeri-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/>A VOLTE RITORNANO<\/strong><br \/><strong>(Giudizi Descrittivi VS Voti per un\u2019efficace valutazione formativa)<\/strong><br \/><em><strong>di Mario Di Maio<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\u00ab\u00a0<em><i>Valutare non \u00e8 solo attribuire un voto, ma illuminare una strada<\/i><\/em>\u00bb.<br \/><strong><b>PHILIPPE PERENNOUD<\/b><\/strong><\/p>\n<p>1.<strong>PREMESSA<\/strong><\/p>\n<p>In una recente video-conferenza organizzata dalla rivista Tuttoscuola, la dottoressa Carmela Palumbo, Capo Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e Formazione\u00a0del Ministero ha commentato l\u2019emendamento presentato nell\u2019ambito del Disegno di legge in discussione al Senato sulla riforma del voto di condotta e che, ricordiamolo, recita: \u201cA decorrere dall&#8217;anno scolastico 2024\/2025, la valutazione periodica e finale degli apprendimenti, ivi compreso l&#8217;insegnamento di educazione civica, delle alunne e degli alunni delle classi della scuola primaria \u00e8 espressa con giudizi sintetici correlati alla descrizione dei livelli di apprendimento raggiunti.<!--more--> Le modalit\u00e0 della valutazione di cui al primo e al secondo periodo sono definite con ordinanza del Ministro dell&#8217;istruzione e del merito.<em><i>&#8220;<\/i><\/em>. La funzionaria ha sottolineato che l\u2019intendimento dell\u2019emendamento non costituisce un ritorno al voto ma, soltanto, un tentativo di rendere comunicativamente pi\u00f9 semplice una valutazione basata su aggettivazioni di pi\u00f9 comprensibile ed immediata conoscenza; d\u2019altronde, ha affermato la dottoressa Palumbo, anche l\u2019Ordinanza n. 172 del 4 dicembre\u00a02020 sulla valutazione\u00a0periodica\u00a0e\u00a0finale degli apprendimenti delle alunne\u00a0e\u00a0degli alunni delle classi della Scuola primaria. e le relative Linee-guida prevedevano dei livelli di apprendimento [che, probabilmente, come sar\u00e0 discusso successivamente, non corrispondono a dei giudizi sintetici (N.d.R.)]. Le modalit\u00e0 della valutazione saranno definite dall\u2019Ordinanza che sar\u00e0 emanata in seguito all\u2019approvazione del DDL con dei giudizi che continueranno ad essere correlati ai livelli di apprendimento raggiunti.<\/p>\n<p>\u00a0La funzionaria del Ministero non si \u00e8 voluta pronunciare sulla terminologia dei giudizi sintetici e, soprattutto, da quale livello parte la valutazione, come sufficiente o insufficiente.<\/p>\n<p>Le stesse considerazioni le ha fatte il Ministro che, in una recente presentazione di un suo libro, ha affermato che non intende eliminare, bens\u00ec semplificare l\u2019attuale valutazione, per renderla chiara e comprensibile soprattutto per le famiglie, aggiungendo alla valutazione analitica (che quindi resterebbe) una sorta di &#8220;<em><i>pagella<\/i><\/em>&#8221; con un giudizio sintetico espresso in forma di voto (che \u00e8 una sintesi ordinale che pu\u00f2 essere numerica o non numerica, come quella verso la quale ci si orienterebbe).<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong>L\u2019Ordinanza n.172 del 4 dicembre 2020 e le Linee-guida<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Il documento ministeriale dell\u2019O.M. n.172 del 4 dicembre 2020 e delle Linee- guida ad esso allegate, rispondeva ad un\u2019esigenza, pi\u00f9 che mai giustificata, di abbandonare un costrutto docimologico basato sui voti numerici per una valutazione per l\u2019apprendimento fondata su elementi di descrittivit\u00e0, anche se poi si \u00e8 risolta in un ulteriore aggravio di strutturazioni complesse e, spesso, artificiose, per la compilazione, da parte dei docenti, del documento relativo all\u2019individuazione delle competenze disciplinari degli alunni.<\/p>\n<p>Bisogna aggiungere, per onest\u00e0 intellettuale, che, nell\u2019ambito delle Linee-guida, con l\u2019esplicitazione delle dimensioni (che rappresentano i principali aspetti dell\u2019apprendimento) si offrivano precise indicazioni per la formulazione del giudizio descrittivo, rendendo meno complesso il lavoro dei docenti nell\u2019elaborazione dei giudizi. D\u2019altro canto, una certa prescrittivit\u00e0 delle dimensioni relative all\u2019apprendimento su cui basare l\u2019individuazione dei livelli, vincolava, in qualche modo la valutazione anche se si cercava di attenuare tale vincolo con il riferimento alla possibilit\u00e0 che la Scuola, nell\u2019ambito della propria autonomia, potesse inserire ulteriori dimensioni che avrebbero potuto accompagnare il giudizio.<\/p>\n<p>Un\u2019 ulteriore difficolt\u00e0, anche se nella \u201cmente\u201d del Legislatore (o della Commissione) la soluzione proposta poteva favorire l\u2019attribuzione delle diverse dimensioni, era quella che gli insegnanti trovavano nelle precisazioni relative ai criteri che, a parte la continuit\u00e0, hanno reso, in alcune situazioni, piuttosto problematiche le prove di verifica.<\/p>\n<p>Le indicazioni scaturite dai Documenti del 2020 rimandavano, ancora una volta alla funzione certificativa della valutazione che andrebbe decisamente depotenziata perch\u00e9 ogni forma di certificazione significa\u201d omologazione: significa identificare uno scostamento da uno standard o l\u2019allineamento con lo stesso, l\u2019esatto contrario della valorizzazione dell\u2019apprendimento che ogni studente ha sviluppato, nei suoi modi, nelle sue caratteristiche di qualit\u00e0, nella sua unicit\u00e0\u201d.<em>(1)<\/em><\/p>\n<p>Sarebbe stato pi\u00f9 opportuno puntare su strategie valutative che tenessero conto di altri aspetti relativi alla valutazione per l\u2019apprendimento, come quelli che scaturiscono dal\u201d Modello Castoldi\u201d, da allargare dalla valutazione per competenze alla valutazione tout court. Esso presenta le prove per la valutazione \u201coggettiva\u201d, in primis quelle di verifica riguardanti l\u2019analisi delle prestazioni ma sottolinea l\u2019importanza dei compiti autentici e della documentazione dei processi. Accanto a queste, le riflessioni del pedagogista milanese prendono in considerazione l\u2019autovalutazione attraverso il diario di bordo e l\u2019autobiografia cognitiva e l\u2019etero-valutazione, basata soprattutto sui protocolli di osservazione e sull\u2019interazione tra pari. <em>(2)<\/em><\/p>\n<p>Il giudizio descrittivo, comunque, \u00e8 un riscontro che denota qualche timido progresso per giungere ad una valutazione \u201ccertificativa\u201d che non contraddica il costrutto della valutazione come opportunit\u00e0 di apprendimento.<\/p>\n<p>Il Documento di valutazione, infine, ha costituito un importante \u201cbanco di prova\u201d in cui le Scuole e i docenti, anche con l\u2019aiuto degli esperti intervenuti nei numerosi Corsi di formazione organizzati per un\u2019efficace implementazione delle nuove strategie valutative, hanno dovuto compiere un\u2019attenta riflessione per cercare di mettere in pratica le richieste scaturite dall\u2019Ordinanza e dalle modifiche dell\u2019impianto valutativo: in modo particolare l\u2019attenzione che il Documento ministeriale sottolineava nella \u201ccostruzione\u201d di obiettivi di apprendimento osservabili, privi di ambiguit\u00e0 interpretative e\u00a0coerenti con le Indicazioni Nazionali. Le Linee-guida<\/p>\n<p>sgombravano, finalmente, il campo da quegli obiettivi che, spesso, non individuavano in modo preciso quali prestazioni si volessero ottenere dagli alunni, fornendo ai docenti delle indicazioni preziose su come compilarli.<em><u>(3)<\/u><\/em><\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong>I voti e i giudizi sintetici sono pi\u00f9 comprensibili dei giudizi descrittivi?<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>La principale giustificazione per rimodulare completamente la normativa relativa alla valutazione nell\u2019ambito della Scuola Primaria, con particolare attenzione ai giudizi sintetici, a soli quattro anni da una precedente e significativa modifica, \u00e8 che i livelli di apprendimento espressi attraverso \u201cavanzato, intermedio, base, in fase di prima acquisizione\u201d fossero di difficile comprensione sia da parte delle famiglie sia degli allievi.<\/p>\n<p>Una prima considerazione \u00e8 relativa al metodo con cui viene esplicitata questa osservazione. Nell\u2019ambito di questi quattro anni il Ministero ha implementato un\u2019attivit\u00e0 di ricerca relativa all\u2019introduzione delle innovazioni riguardanti la valutazione? In altri termini, si \u00e8 operato a livello ministeriale per effettuare \u201cuna valutazione della valutazione\u201d? La risposta \u00e8 negativa. Non \u00e8 stato effettuato nessun monitoraggio e, quindi, le affermazioni, rispetto alla comunicazione ai genitori, del Ministro e dei suoi funzionari non sono avallate da nessuna ricerca. <em>(4)<\/em><\/p>\n<p>Per quanto concerne le questioni di merito si \u00e8 convinti che il livello di apprendimento \u201cin via di prima acquisizione\u201d, che, comunque \u00e8 una sintesi collegata ad una descrizione concreta ed analitica di processi ed attivit\u00e0 relativi ad obiettivi ben precisi,<em>(5)<\/em> sia pi\u00f9 \u201cfumoso\u201d del giudizio sintetico di\u201d insufficiente\u201d, soprattutto se esso non \u00e8 collegato ad un riscontro descrittivo? \u201cMa che senso ha l\u2019uso di questi termini? L\u2019alunno \u00e8 sufficiente, mediocre rispetto a che? Alla situazione di partenza forse? Alle sue reali capacit\u00e0\u201d. <em>(6)<\/em><\/p>\n<p>Un giudizio di insufficienza dato in modo generico ad un bambino della prima classe della Primaria o, addirittura, come ha paventato il ministro, \u201cgravemente insufficiente\u201d, provoca una situazione di grave disagio psicologico, che pu\u00f2 facilmente trasformarsi in un giudizio alla persona piuttosto che ai livelli di apprendimento conseguiti. Questi aggettivi hanno, comunque, un significato \u201cvaloriale nella semantica\u201d: \u201cinsufficiente\u201d ha un valore negativo. <em>(7)<\/em><\/p>\n<p>Il professor Trinchero, dell\u2019Universit\u00e0 degli studi di Torino afferma che: \u201c le Linee-guida definiscono un impianto valutativo centrato sul passaggio da un approccio orientato alla valutazione sommativa (espressa da livelli numerici spesso non legati in modo esplicito agli obiettivi di apprendimento raggiunti dagli allievi) ad un approccio orientato alla valutazione formativa, in grado di produrre giudizi con un elevato potere informativo nei confronti di allievi e famiglie e di indirizzare con chiarezza gli sforzi di tutti gli attori nella direzione del miglioramento dell\u2019allievo.\u201d<em>(8)<\/em><\/p>\n<p>Esse sembrano essere particolarmente efficaci dal punto di vista della comunicazione, in quanto collocate in una normativa\u201d che fa della trasparenza uno dei motivi conduttori dei processi di valutazione. Le indicazioni, per effetto anche delle pi\u00f9 recenti politiche di rafforzamento del principio di trasparenza nei domini plurali della pubblica amministrazione, soddisfano inoltre istanze pi\u00f9 generali di accessibilit\u00e0 piena del patrimonio informativo pubblico e forme diffuse di controllo sull\u2019azione amministrativa\u201d. <em>(9)<\/em><\/p>\n<p>Un ulteriore contributo alla discussione che a detta di illustri pedagogisti il Ministero non ha, per niente, aperto, \u00e8 quello \u00a0del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, che nel parere discusso e approvato nella seduta plenaria n. 48 del 02\/12\/2020 \u00a0riconosce che nell\u2019Ordinanza e nelle relative Linee-guida c\u2019\u00e8 un cambio di prospettiva ed una \u00a0forza propulsiva \u201c nel riportare la scuola e i docenti a considerare la valutazione un\u2019operazione complessa &#8211; che necessita di una chiara definizione degli obiettivi di apprendimento, dei contenuti e degli approcci metodologici oltre che dei criteri e delle modalit\u00e0 &#8211; collegandola alla progettazione didattica in un processo unitario che il voto ha finora schiacciato in una pseudo oggettivit\u00e0 e trasparenza che di fatto non esistono, \u00a0auspicando inoltre che l\u2019innovazione prevista per la scuola primaria possa contribuire ad avviare una fase di riflessione sulla valutazione degli apprendimenti nel sistema scolastico italiano e a prevedere nell\u2019immediato per la scuola secondaria di primo grado il superamento della valutazione attraverso voti espressi in decimi, in coerenza con le finalit\u00e0 del decreto \u201cvalutazione\u201d e con le Indicazioni Nazionali per il Curricolo\u201d. <em>(10)<\/em><\/p>\n<p>In sintesi i voti, spesso rappresentati da numeri o lettere, forniscono una valutazione quantitativa del rendimento degli studenti in un determinato compito, esame o corso. I voti, per\u00f2, possono essere soggetti a interpretazioni soggettive e non forniscono una panoramica completa delle abilit\u00e0 e delle competenze dell&#8217;individuo.<\/p>\n<p>I giudizi sintetici, anch&#8217;essi brevi e diretti, offrono un resoconto rapido del rendimento complessivo di uno studente in un determinato ambito ma, spesso, mancano di dettagli e contestualizzazione.<\/p>\n<p>I giudizi descrittivi, al contrario, forniscono una valutazione pi\u00f9 dettagliata e contestualizzata del rendimento degli studenti. Offrono la possibilit\u00e0 di esprimere in modo pi\u00f9 preciso le abilit\u00e0, le competenze e i progressi di uno studente attraverso descrizioni narrative e specifiche. Questo approccio favorisce una comprensione pi\u00f9 approfondita del rendimento degli studenti e pu\u00f2 essere particolarmente utile per identificare le aree di miglioramento e fornire un feedback costruttivo.<\/p>\n<p>4.<strong>Il Dirigente scolastico e la valutazione formativa<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019attesa dell\u2019Ordinanza relativa alla nuova organizzazione della valutazione, \u00e8 importante che il Dirigente scolastico, nello svolgimento di una corretta leadership educativa, dovrebbe continuare ad implementare una serie di azioni adeguata ai principi della valutazione formativa. Questa visione della valutazione rappresenta un pilastro fondamentale del sistema educativo contemporaneo, orientato a garantire un apprendimento significativo e duraturo agli studenti. In questo contesto, il dirigente scolastico emerge come figura centrale, responsabile di coordinare e implementare pratiche di valutazione efficaci che promuovano il successo degli studenti e il miglioramento continuo delle istituzioni educative.<\/p>\n<p>Egli, quale leader educativo, riveste un ruolo chiave nell\u2019indirizzare la cultura valutativa all&#8217;interno della scuola. Deve favorire un clima di fiducia e collaborazione tra docenti, studenti e genitori, incoraggiando una valutazione autentica e inclusiva che rispecchi le diverse esigenze e abilit\u00e0 degli studenti.<\/p>\n<p>La valutazione formativa si distingue per il suo scopo orientato al miglioramento continuo, piuttosto che alla semplice assegnazione di voti. Il dirigente scolastico ha il compito di promuovere una comprensione condivisa di questo concetto tra gli insegnanti, incoraggiandoli a utilizzare una variet\u00e0 di strumenti e metodologie valutative per monitorare il progresso degli studenti in modo accurato e significativo.<\/p>\n<p>\u00a0Deve fornire supporto e risorse ai docenti affinch\u00e9 possano sviluppare competenze valutative avanzate e adattare le pratiche di valutazione alle esigenze specifiche delle diverse discipline e dei diversi contesti di apprendimento.<\/p>\n<p>La valutazione formativa non si limita alla misurazione delle conoscenze acquisite dagli studenti, ma mira anche a sviluppare competenze trasversali cruciali per il successo nel mondo contemporaneo, come la capacit\u00e0 critica, la risoluzione dei problemi e la collaborazione.<\/p>\n<p>Il dirigente scolastico ha il compito di garantire che la valutazione sia inclusiva e equa, riducendo al minimo il rischio di discriminazione e favoritismi. Deve promuovere la diversificazione delle pratiche valutative per adattarsi alle diverse modalit\u00e0 di apprendimento degli studenti e garantire opportunit\u00e0 di successo a tutti.<\/p>\n<p>Un altro aspetto fondamentale del ruolo del dirigente scolastico, nella valutazione formativa, \u00e8 la gestione dei dati valutativi. Egli deve collaborare con gli insegnanti per analizzare e interpretare i dati raccolti, individuando tendenze e aree di miglioramento per informare le decisioni pedagogiche e metodologiche.<\/p>\n<p>Il dirigente scolastico ha anche il compito d\u2019incoraggiare i docenti affinch\u00e9 \u00a0coinvolgano attivamente gli studenti nel processo valutativo, incoraggiandoli a riflettere sul proprio apprendimento, fissare obiettivi personali e partecipare attivamente alla valutazione dei propri progressi.<\/p>\n<p>Egli, insieme agli insegnanti, deve comunicare in modo chiaro e trasparente con gli studenti e le loro famiglie sui criteri e gli obiettivi della valutazione formativa, promuovendo una partnership educativa basata sulla condivisione di responsabilit\u00e0 e obiettivi comuni.<\/p>\n<p>Il dirigente scolastico ha il compito di monitorare, insieme con il suo staff, l\u2019efficacia delle pratiche valutative all&#8217;interno della scuola, determinando l&#8217;impatto sulle esperienze di apprendimento degli studenti e apportando eventuali aggiustamenti necessari per garantire un ambiente educativo inclusivo, stimolante e centrato sugli studenti.<\/p>\n<p>Il dirigente scolastico, infine, svolge un ruolo essenziale nella promozione della valutazione formativa all&#8217;interno delle istituzioni educative. Attraverso il suo impegno e la sua leadership, pu\u00f2 favorire un clima di apprendimento positivo e collaborativo, dove gli studenti sono incoraggiati a crescere, a svilupparsi e a raggiungere il loro pieno potenziale.<\/p>\n<p>5.<strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019auspicio \u00e8 quello che il Ministro non sconvolga l\u2019impianto definito dall\u2019Ordinanza sulla valutazione del 4 dicembre 2020, accogliendo le istanze che, da tante parti, gli vengono rivolte, come nella petizione\u00a0sostenuta da educatori e ricercatori. \u00a0\u201cValutare significa dare valore, la valutazione ha la finalit\u00e0 pi\u00f9 ampia di dare valore al percorso di apprendimento di ogni singolo alunno che deve tener conto del contesto da cui proviene, dello stato di partenza, delle difficolt\u00e0 incontrate come la mancata continuit\u00e0 didattica, ad esempio, dovuta al precariato \u2013 scrivono il pedagogista Novara e il maestro Corlazzoli -. Valutare non \u00e8 \u00a0certificare attestare, rendicontare ma \u201cdescrivere\u201d il cammino umano e pedagogico di uno studente\u201d.<\/p>\n<p>Si spera che la nuova Ordinanza renda pi\u00f9 semplice la valutazione affidandola, anche dal punto di vista delle procedure, in misura maggiore alle Scuole, senza rinunciare all\u2019impianto descritto in quella precedente, in cui la valutazione formativa pu\u00f2 essere paragonata alla bussola che guida il viaggiatore e il suo accompagnatore durante il percorso educativo. Cos\u00ec come la bussola indica la direzione da seguire e fornisce feedback costante sulla posizione attuale, la valutazione formativa dovrebbe orientare gli allievi nel loro apprendimento, indicando loro dove sono e dove dovrebbero puntare. Essa, attraverso un processo dinamico e continuo di raccolta di informazioni e di adattamento, non solo misura il progresso degli alunni, ma li supporta nel raggiungimento dei loro obiettivi, consentendo loro di navigare con successo attraverso il complesso terreno dell&#8217;apprendimento.<\/p>\n<hr \/>\n<p><em>(1) G.Marcolato, Sulla nuova valutazione nella Primaria: criticit\u00e0 concettuali e operative, 2021<\/em><br \/><em>(2) M.Castoldi, Valutare a scuola. Dagli apprendimenti alla valutazione di sistema, Carocci, Roma, 2012<\/em><br \/><em>(3)\u00a0 Le Linee Guida O.M. 2020<\/em><br \/><em>(4) C.Corsini, Valutazione, si cambia. Di nuovo. Video-conferenza Tuttoscuola, 6 marzo2024<\/em><br \/><em>(5) A.M.Notti, Introduzione alla docimologia, Ediprint, Siracusa,1995<\/em><br \/><em>(6) F.Da Re, Valutazione, si cambia. Di nuovo. video-conferenza Tuttoscuola, 6 marzo 2024<\/em><br \/><em>(7) R. Trinchero, Valutare per formare. Come formulare buoni giudizi descrittivi nella scuola primaria\u00a0\u00a0[29.12.2020], http:\/\/www.edurete.org\/mat\/vf.pdf<\/em><br \/><em>(8) A. Turano, L\u2019italiano della valutazione nei giudizi descrittivi della scuola primaria, Italiano a scuola, 4 (2022), \u00a0https:\/\/italianoascuola.unibo.it<\/em><br \/><em>(9) Parere del Consiglio Superiore dell\u2019Istruzione, n. 48 del 2\/12\/2020<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A VOLTE RITORNANO(Giudizi Descrittivi VS Voti per un\u2019efficace valutazione formativa)di Mario Di Maio \u00ab\u00a0Valutare non \u00e8 solo attribuire un voto, ma illuminare una strada\u00bb.PHILIPPE PERENNOUD 1.PREMESSA In una recente video-conferenza organizzata dalla rivista Tuttoscuola, la dottoressa Carmela Palumbo, Capo Dipartimento per il Sistema Educativo di Istruzione e Formazione\u00a0del Ministero ha commentato l\u2019emendamento presentato nell\u2019ambito del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-1801","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1801","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1801"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1801\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1808,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1801\/revisions\/1808"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1801"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1801"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1801"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}