{"id":1826,"date":"2024-05-16T20:44:04","date_gmt":"2024-05-16T18:44:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1826"},"modified":"2024-05-16T20:44:04","modified_gmt":"2024-05-16T18:44:04","slug":"motivare-gli-insegnanti-per-motivare-gli-alunni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1826","title":{"rendered":"Motivare gli insegnanti per motivare gli alunni"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">(La conoscenza del DS dei fattori strutturali per la motivazione alla professione docente)<\/p>\n\n\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Motivare gli insegnanti per motivare gli alunni<\/strong><br \/><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1828\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/motivazione2-150x150.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/motivazione2-150x150.png 150w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/motivazione2-300x300.png 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/motivazione2-230x230.png 230w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/motivazione2.png 720w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>(La conoscenza del DS dei fattori strutturali per la motivazione alla professione docente)<\/strong><br \/><em><strong>di Mario Di Maio<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>\u201cL\u2019unico\u00a0tratto\u00a0che accomuna davvero tutti i\u00a0leader\u00a0efficaci \u00e8 la\u00a0motivazione,<\/em><br \/><em> una forma di\u00a0gestione\u00a0del s\u00e9 che ci consente di mobilitare<\/em><br \/><em> le nostre\u00a0emozioni\u00a0positive per proiettarci verso un\u00a0obiettivo.\u201d<\/em><br \/><em>(D. Goleman<\/em>)<\/p>\n<p><strong>1.Premessa<\/strong><\/p>\n<p>Nell&#8217;ambito dei processi di educazione e di formazione, la motivazione \u00e8 un elemento cruciale per il successo degli studenti.<!--more--> Ci concentriamo, spesso, sulla motivazione degli alunni, ma trascuriamo l&#8217;importanza di motivare gli insegnanti. Questa azione rientra nei compiti del dirigente scolastico che vuol realizzare, nell\u2019ambito dell\u2019Istituzione scolastica che governa, una vera e propria \u201cComunit\u00e0 educante\u201d.<\/p>\n<p>Motivare i docenti per motivare gli alunni rappresenta un tentativo di fornire agli insegnanti quei valori e quegli strumenti necessari a far comprendere agli studenti l\u2019interesse che l\u2019Istituzione scolastica ha nei confronti delle loro esigenze educative e dei bisogni esistenziali che essi manifestano, soprattutto in questo momento storico e sociale in cui si promuovono numerosi appelli per contrastare il disagio che provano le nuove generazioni. Difficolt\u00e0 psicologiche che, spesso, gli adolescenti imputano ad un difficile rapporto con l\u2019Istituzione scolastica e con i docenti. \u201cSiamo malati di ansia\u00bb. \u00abAbbiamo il diritto di stare bene\u00bb. \u00abVogliamo gli psicologi a scuola\u00bb. \u00abSentiamo il cuore in gola\u00bb. \u00abCurateci\u00bb. Era il 2021 e con le prime manifestazioni dopo la clausura del Covid migliaia di studenti tornavano nelle strade affamati di aria e di vita. Ma accanto ai cartelli per il diritto allo studio, contro la scuola azienda \u00a0per la prima volta un\u2019intera generazione portava in piazza una rivolta esistenziale: stiamo male, la competizione ci devasta, la Dad ci ha isolati, lo Stato si faccia carico del nostro malessere.\u201d<em>(1)<\/em> \u201c I due anni di pandemia, con la restrizione alla mobilit\u00e0 e la persistenza nel tempo di limitazioni alla vita sociale e relazionale, hanno determinato un impatto sulla componente \u00a0psicologica ed emotiva della salute, \u00a0che \u00e8 risultata evidente tra i pi\u00f9 giovani\u201d<em>(2)<\/em> Dalle ultime inchieste fatte, la situazione, a due anni dalla conclusione dell\u2019epidemia che ha sconvolto il Mondo, non \u00e8 per niente migliorata, anzi le indagini effettuate hanno determinato un peggioramento delle situazioni esistenziali di molti ragazzi per i quali la Scuola, pur non essendo il primo fattore distressogeno, svolge, comunque, un ruolo che facilita l\u2019insorgenza di disagi e difficolt\u00e0. \u00a0<\/p>\n<p>Da ci\u00f2 deriva che gli insegnanti \u00a0devono dar vita ad una relazione educativa ricca di empatia e di dialogo costruttivo ed efficace, dimostrando una motivazione all\u2019impegno formativo che, attraverso un circuito virtuoso, possa incentivare gli studenti ad essere pi\u00f9 resilienti alle situazioni di disagio che possono incontrare nella realt\u00e0 scolastica e nella societ\u00e0 contemporanea, in quanto un insegnante motivato sar\u00e0 in grado di impostare una didattica aperta alle esigenze educative dei propri allievi, riuscendo cos\u00ec a creare un ambiente di apprendimento in cui gli studenti possano trovarsi a loro agio. \u00a0\u00a0<\/p>\n<p><strong>2.Il Ruolo Cruciale degli Insegnanti<\/strong><\/p>\n<p>Gli insegnanti sono il cuore del sistema educativo. Essi non solo trasmettono conoscenze, ma fungono anche da modelli di comportamento, sono mentori e fonti di ispirazione per gli studenti. La loro motivazione e il loro impegno influenzano direttamente l&#8217;apprendimento degli alunni e costituiscono una parte essenziale dell\u2019impianto sul quale costruire le proprie competenze. La motivazione coinvolge \u201cin toto\u201d le loro conoscenze ed abilit\u00e0 e influenza le loro performances lavorative. In modo specifico, un insegnante motivato \u00e8 in grado di realizzare un ambiente di apprendimento in cui un clima relazionale di tipo empatico e aperto ai bisogni degli allievi ne determina i livelli affettivo-emotivi e cognitivi. Un ambiente di apprendimento \u201ccostruito\u201d su questi criteri, costituisce, inoltre, una valida risposta alle problematiche relative all\u2019abbandono scolastico e alla dispersione implicita.<\/p>\n<p>Una positiva motivazione al lavoro, inoltre, consente di superare gli eventuali disagi propri della professione docente, migliorando la qualit\u00e0 del \u201cclima\u201d lavorativo.<\/p>\n<p>L\u2019organizzazione scolastica deve favorire e, nel caso, sviluppare la motivazione professionale degli insegnanti. Ci sono, infatti, molti studiosi che hanno messo l\u2019accento sulle modalit\u00e0 che devono essere implementate per permettere che i docenti trovino, nell\u2019ambito della scuola, dove lavorano, un ambiente favorevole. Esso dovrebbe rispondere a quei bisogni di gratificazione professionale cos\u00ec importanti per essere motivati a lavorare meglio ed in modo pi\u00f9 efficace.<\/p>\n<p>Le caratteristiche delle organizzazioni possono influenzare gli esiti esistenziali delle persone che ne fanno parte, le quali, a loro volta, possono mettere in atto delle strategie non sempre funzionali al corretto procedere dell\u2019Istituzione, in quanto, nell\u2019ambito dell\u2019organizzazione, gli \u201cattori sociali\u201d, in questo caso i docenti, tendono ad interpretare il loro \u201druolo\u201d in base ad atteggiamenti, aspetti valoriali, attitudini molto personali e non sempre congruenti con quelle che sono le finalit\u00e0 della scuola. Un primo tentativo di soluzione dev\u2019essere un momento di riflessione relativamente al ruolo del docente, ai valori che egli, effettivamente, mette in campo, nell\u2019ambito dell\u2019attivit\u00e0 d\u2019insegnamento. La ricerca del \u201csenso\u201d, del significato di essere docenti nella nostra epoca, \u00e8 un compito improcrastinabile su cui ogni docente dovrebbe riflettere, possibilmente condividendo con i colleghi le sue considerazioni.<\/p>\n<p>Numerosi sono, poi, gli altri aspetti da considerare perch\u00e9 l\u2019organizzazione possa rispettare quei criteri che permettono al docente di maturare personalmente e professionalmente. Tra essi ci sono il maggiore coinvolgimento nelle decisioni che devono essere prese, l\u2019eliminazione di disparit\u00e0 di trattamento tra un docente ed un altro, la gratificazione relativamente alle cose positive che l\u2019insegnante ha realizzato.<\/p>\n<p>In questo contesto il ruolo del dirigente scolastico \u00e8 indispensabile in quanto rappresenta (o dovrebbe rappresentare) l\u2019elemento centrale di un\u2019organizzazione efficace e delle dinamiche relazionali positive che si \u201cgiocano\u201d nell\u2019ambito dell\u2019Istituzione scolastica.<\/p>\n<p>\u00a0La gestione dello stress, quella del tempo, la crescita professionale, la comunicazione nell\u2019ambito dell\u2019organizzazione costituiscono degli aspetti determinanti sui quali intervenire per migliorare l\u2019ambiente lavorativo e, in modo particolare, quello della scuola.<\/p>\n<p><strong>3. Gli aspetti teorici della motivazione nell\u2019ambito delle organizzazioni<\/strong><\/p>\n<p>Gli psicologi motivazionalisti affermano che, quando un lavoro \u00e8 vario e stimolante produce una situazione di benessere e rafforza lo spirito di gruppo. Essi si propongono di fornire dei veri e propri strumenti operativi che permettano una riprogettazione dell&#8217;organizzazione. Il rilievo dato, anche nel campo lavorativo, all&#8217;esigenza di rispondere ai bisogni di ogni individuo \u00e8 legato al nucleo centrale della teoria motivazionalista, vale a dire il modello della scala dei bisogni proposto dallo psicologo americano A. Maslow. Egli parte dalla premessa che il comportamento di ogni individuo \u00e8 motivato dalla tendenza a soddisfare determinati ordini di bisogni. Si parte dai bisogni pi\u00f9 semplici, quelli di tipo fisiologico a quelli pi\u00f9 complessi, di tipo sociale. Maslow afferma che i bisogni sono differenti per natura e per complessit\u00e0. \u00c8 chiaro che nella nostra societ\u00e0 i bisogni primari potranno essere soddisfatti molto pi\u00f9 facilmente di quelli secondari come quelli di affermarsi socialmente e, ad esempio, avere successo nel lavoro.<em>(3)<\/em> Questo traguardo sociale avr\u00e0 bisogno di una serie di comportamenti e di traguardi in una dimensione temporale che pu\u00f2 comprendere gran parte della vita di un individuo. Tali considerazioni permettono; secondo la scuola motivazionalista, di prevedere il comportamento degli individui nelle situazioni di lavoro. Facendo un&#8217;estrapolazione nell&#8217;ambito scolastico, a degli insegnanti di una scuola sprovvista di locali idonei per l&#8217;attivit\u00e0 scolastica, di sussidi didattici e di altri strumenti necessari per l&#8217;insegnamento, sarebbe inutile proporre dei progetti di grande spessore ed importanza, perch\u00e9 ci\u00f2 non desterebbe alcun interesse e quasi sicuramente apparirebbe una provocazione per eludere i bisogni reali della scuola stessa mentre lo stesso progetto, proposto in una scuola dotata di strutture idonee, potrebbe costituire una motivazione per una realizzazione professionale dei docenti che vi lavorano. \u00c8 in queste situazioni che bisogna riprogettare la struttura organizzativa, in modo da pervenire ad un maggiore equilibrio tra bisogni e motivazioni.<\/p>\n<p>Tra gli studiosi che si rifanno alla scuola motivazionalista Chris Argyris \u00e8 quello che afferma che il processo di crescita psicologico, per cui l&#8217;individuo passa dallo stato dell&#8217;infanzia a quello di adulto, \u00e8 caratterizzato da alcune importanti trasformazioni. Tra esse ricordiamo il passaggio da uno stato di passivit\u00e0 ad uno di attivit\u00e0, da una situazione di dipendenza dagli altri ad uno di relativa indipendenza, da un comportamento rituale e meccanico ad una pluralit\u00e0 di comportamenti a seconda delle diverse situazioni, da interessi spesso superficiali ad altri pi\u00f9 profondi.<em>(4)<\/em><\/p>\n<p>Un punto che ci sembra importante sottolineare \u00e8 che Argyris afferma che il grado di maturit\u00e0 del soggetto non \u00e8 definito soltanto dal livello a cui \u00e8 pervenuto in quegli atteggiamenti, ma anche della capacit\u00e0 che l&#8217;individuo stesso possiede per far pervenire a possedere quelle caratteristiche ad altri. Questa situazione pu\u00f2 essere riportata anche a livello scolastico, in cui \u00e8 compito del dirigente realizzare una \u201ccomunit\u00e0\u201d di docenti in cui gli insegnanti possano utilizzare la loro attivit\u00e0 di educazione e formazione come uno strumento per l\u2019arricchimento del proprio bagaglio culturale e professionale. Tale aspetto deve, per\u00f2, essere curato consapevolmente dal dirigente attraverso una pratica coerente che tenga conto dei bisogni e delle esigenze degli insegnanti. Essere maturo non \u00e8 un requisito soltanto individuale, ma deve essere una qualit\u00e0 condivisa con gli altri e che permetta agli altri di ottenerla. Questa dimensione relazionale di crescita condivisa richiede, quindi, che anche le organizzazioni in cui gli uomini lavorano per fini collettivi debbano essere strutturate per facilitare il conseguimento di quegli obiettivi e in questo quadro dovrebbe rientrare anche l\u2019Istituzione scolastica.<\/p>\n<p>La soluzione di tutto ci\u00f2 \u00e8 un cambiamento dell&#8217;organizzazione del lavoro; esso, per\u00f2, non deve essere attuato per via gerarchica e formale, in quanto ci\u00f2 produrrebbe nuovamente l\u2019affermarsi di quei principi classici del management che Argyris ritiene negativi. Il cambiamento deve avvenire attraverso la creazione di gruppi di lavoro che si autogestiscono in modo democratico, garantendo la partecipazione di tutti. Anche in questo passaggio il sociologo americano sottolinea che, nel momento in cui l&#8217;organizzazione tiene conto, attraverso un cambiamento delle sue strutture, delle esigenze dei suoi lavoratori, questi realizzeranno i loro compiti in modo ottimale e ci\u00f2 permetter\u00e0 all&#8217;organizzazione stessa di raggiungere i migliori risultati possibili. Un ulteriore contributo al discorso sulle dinamiche che si svolgono nell&#8217;ambito di un&#8217;organizzazione, \u00e8 quello dato da Argyris quando introduce e definisce l\u201f \u201capprendimento organizzativo\u201d. Egli afferma che l&#8217;organizzazione rappresenta una struttura che mette ordine, ma anche una &#8220;struttura cognitiva&#8221;. Sottolinea, cio\u00e8, che l&#8217;organizzazione non \u00e8 rappresentata soltanto da un insieme di persone che lavorano con compiti ben determinati per conseguire dei risultati precisi, ma anche un gruppo di individui che apprendono insieme, ossia &#8220;concorrono attivamente a modificare il modo di vedere la realt\u00e0 (mappa cognitiva) utilizzato dall&#8217;organizzazione&#8221;.<em>(5)<\/em> Il concetto di struttura cognitiva porta poi alla differenza tra &#8220;apprendimento individuale&#8221;, quando la scoperta e la correzione di un errore rimangono a livello dell&#8217;esperienza del singolo, e &#8220;apprendimento organizzativo&#8221;, quando l&#8217;individuazione dell&#8217;errore e la sua eliminazione diventa patrimonio di tutto il gruppo e vien utilizzato per un aggiustamento collettivo della mappa concettuale.<em>(6)<\/em><\/p>\n<p>I contributi teorici di Argyris possono costituire una valida base a quelle strategie (il gruppo come struttura cognitiva, l&#8217;apprendimento organizzativo), che aiuterebbero i docenti a superare il senso d&#8217;isolamento che spesso si avverte nella loro attivit\u00e0 professionale e che rappresenta un importante elemento di demotivazione nelle attivit\u00e0 d\u2019insegnamento. Sottolineare l&#8217;aspetto cognitivo dell&#8217;organizzazione, stare insieme per imparare, pu\u00f2 costituire, inoltre, una valida risposta all&#8217;esigenza di condividere la responsabilit\u00e0 dell&#8217;azione educativa.<\/p>\n<p>Un ulteriore contributo alla discussione sui fenomeni che intervengono nei rapporti tra l&#8217;organizzazione e le persone che vi lavorano \u00e8 offerto da un altro studioso della scuola motivazionalista: F. Herzberg. Egli si occupa, in modo particolare, di quelle persone che, nell&#8217;ambito di una struttura organizzativa, non raggiungono quei livelli di autorealizzazione che Maslow mette in cima alla scala dei bisogni, che si accontentano di soddisfare esigenze meno elaborate. <em>(7)<\/em> Questi soggetti trovano il loro stato di equilibrio nella realizzazione di lavori subalterni, o, nel caso dei docenti, di attivit\u00e0 di mera routine professionale in cui non occorre prendere l&#8217;iniziativa. Herzberg affronta in termini teorici e pratici l&#8217;esistenza di due tipi di popolazione, nell&#8217;ambito di un&#8217;organizzazione, partendo da un&#8217;indagine per individuare i fattori che sono alla base dei sentimenti di soddisfazione e di insoddisfazione del lavoro. L&#8217;indagine \u00e8 stata effettuata chiedendo ai lavoratori di fare un elenco delle cose che, sul lavoro, davano pi\u00f9 soddisfazioni e quelle che, invece, provocavano un sentimento d\u00ec scontentezza. I risultati dell&#8217;inchiesta determinarono che gli avvenimenti che causavano soddisfazione erano legati, soprattutto, ai contenuti specifici dell\u2019attivit\u00e0, mentre quelli che causavano frustrazione erano legati all&#8217;ambiente. di lavoro e alla remunerazione. Herzberg ha dedotto, da queste ricerche, una teoria basata sulla distinzione tra due grandi serie di fattori: i fattori &#8220;igienici&#8221; e i fattori &#8220;motivazionali&#8221; I primi riguardano i fenomeni &#8220;esterni&#8221; al lavoro vero e proprio: l&#8217;ambiente di lavoro, il suo comfort, l&#8217;ambiente sociale in cui si svolge, il salario. I fattori motivazionali sono quelli che comprendono le caratteristiche intrinseche dell&#8217;attivit\u00e0 lavorativa: la creativit\u00e0, l&#8217;indipendenza e la democraticit\u00e0 delle decisioni. Herzberg afferma che i fattori igienici non possono dare soddisfazione. Il loro miglioramento, un posto di lavoro pi\u00f9 salubre, una migliore retribuzione possono diminuire la scontentezza. Per aumentare la soddisfazione occorre agire sulle caratteristiche intrinseche del lavoro, dare pi\u00f9 responsabilit\u00e0 al lavoratore, rendere l&#8217;attivit\u00e0 pi\u00f9 creativa, ecc&#8230; In altri termini queste due modalit\u00e0 non si trovano sulla stessa linea, ma rappresentano due dimensioni distinte. Esse permettono di comprendere che, nell&#8217;ambito di un&#8217;organizzazione, ci possono essere due tipi di popolazione: i &#8220;ricercatori di motivazione&#8221; e i &#8220;ricercatori di igiene&#8221;. Il primo gruppo \u00e8 formato da quei soggetti che cercano nel lavoro una fonte di crescita, di autorealizzazione. Per questi lavoratori i fattori igienici sono importanti, ma quelli che a loro interessano sono i motivazionali. Per essi occorre che la struttura organizzativa debba essere predisposta per permettere una continua crescita psicologica. I ricercatori d&#8217;igiene sono, invece, sensibili soltanto agli aspetti esterni del lavoro, che pu\u00f2 essere anche monotono, ripetitivo, burocratico, purch\u00e9 siano ottimali le caratteristiche igieniche. Herzberg prospetta anche le diverse situazioni che vengono a crearsi tra le persone e le caratteristiche del lavoro. Il ricercatore di motivazioni si trova in uno stato di &#8220;salute mentale&#8221; quando il lavoro soddisfa sia le esigenze di crescita della personalit\u00e0 che quelle di un giusto stipendio e dell&#8217;ambiente di lavoro. Per lo stesso individuo una situazione di malessere \u00e8 rappresentata da un lavoro che, pur soddisfacendo alle caratteristiche &#8220;igieniche&#8221;, \u00e8 monotono e ripetitivo. Una certa infelicit\u00e0 pu\u00f2 essere provocata anche da una situazione lavorativa in cui le motivazioni sono valide, ma la retribuzione \u00e8 bassa. Il lavoratore si trova nel dilemma di non lasciare un posto di lavoro stimolante, ma continuare a percepire uno scarso stipendio o rimanere in un ambiente di lavoro malsano. I ricercatori d&#8217;igiene possono. trovarsi in situazioni diverse. Per essi la motivazione al lavoro \u00e8 un elemento di scarsa importanza, per cui avranno un atteggiamento positivo in una situazione che presenta delle buone &#8220;caratteristiche &#8220;igieniche. Si troveranno in condizioni di sofferenza mentale quando il lavoro \u00e8 stimolante, ma si svolge in una situazione in cui i requisiti &#8220;igienici&#8221; sono scarsi o del tutto inadeguati.<em> (8)<\/em><\/p>\n<p>La stessa organizzazione scolastica potrebbe ispirarsi ai criteri indicati dal sociologo americano. L\u2019autonomia didattica ed organizzativa regolamentata dal DPR.275 del 1999 e le successive normative che si sono succedute nel corso degli anni fino ai nostri giorni, \u00a0da un lato, hanno ampliato i poteri decisionali delle scuole, riprendendo, per certi aspetti, i fattori pi\u00f9 qualificanti enunciati da Herzberg e, nella sua esplicitazione prassica, permettendo di delineare un modello di scuola in cui il decentramento delle decisioni, la presa in carico delle responsabilit\u00e0, il superamento della divisione tra progettazione ed esecuzione aumenterebbero la motivazione professionale e permetterebbero \u00a0una diminuzione delle situazioni di disagio dei docenti e la crescita sociale e culturale dell\u2019Istituzione scolastica. D\u2019altra parte la difficolt\u00e0 dell\u2019Amministrazione Centrale e di quella periferica di rinunciare alla gestione del potere continua a rappresentare un ostacolo alla piena autonomia delle scuole e un pesante fardello burocratico.<\/p>\n<p><strong>4.la Motivazione degli Insegnanti<\/strong><\/p>\n<p>La motivazione degli insegnanti \u00e8 influenzata da una serie di fattori, tra cui il riconoscimento del loro lavoro, le opportunit\u00e0 di sviluppo professionale, un ambiente di lavoro positivo e il sostegno della leadership scolastica.<\/p>\n<p>Le ricerche effettuate in tempi recenti, nel campo specifico della motivazione professionale dei docenti hanno determinato alcuni aspetti interessanti insieme, per\u00f2, all\u2019evidenziazione di fattori che potremmo definire \u201cdemotivazionali\u201d che tendono a farla ridurre. Nel 2009 un\u2019interessante indagine svolta dalla Fondazione Agnelli forniva alcuni dati relativi alla motivazione che aveva spinto le persone a scegliere l\u2019insegnamento. \u201cPer l\u201980% del campione intervistato sono prevalse motivazioni vocazionali nella scelta della professione docente, quelle che identificano l\u2019insegnante come un educatore dedito ad un elevato compito sociale (\u2026) a dispetto del percorso formativo seguito e del titolo culturale conseguito. (\u2026) oltre all\u2019importanza della funzione sociale, in tali motivazioni sono compresi anche aspetti pi\u00f9 personali quali il desiderio di realizzazione e la passione per tale lavoro. Solo il 5,3% dichiara di aver scelto l\u2019insegnamento per conciliare la vita familiare con quella professionale, mentre il 6,2% come alternativa ad un altro lavoro. Il 3% confessa di essersi trovato casualmente ad insegnare mentre un altro 6,3% perch\u00e9 non ha avuto migliori alternative\u201d.<em>(9)<\/em> Nell\u2019ambito della letteratura, ci sono degli studi realizzati da due psicologi inglesi, Travers e Cooper, che riguardano i docenti della Gran Bretagna che hanno individuato numerosi fattori che pi\u00f9 che motivare gli insegnanti, costituiscono delle situazioni che danneggiano la loro attivit\u00e0 professionale:<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0la scarsa considerazione, da parte del governo, della categoria;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0i continui cambiamenti degli ordinamenti e la carente informazione su di essi;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0lo scarso rispetto che si ha, a livello sociale, degli insegnanti;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0i programmi ministeriali;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0l&#8217;insufficiente rapporto tra stipendio ed impegno professionale;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0la difficolt\u00e0 di valutare gli alunni;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0il comportamento degli alunni;<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0la mancanza di tempo da dedicare alle attivit\u00e0 di programmazione;<\/p>\n<p>\u00b7 l&#8217;assenza dello sviluppo della carriera. <em>(10)<\/em><\/p>\n<p>Le scuole inglesi sono organizzate in modo diverso rispetto a quelle italiane, ma, nonostante ci\u00f2, i fattori che danneggiano una \u201csana\u201d motivazione professionale, indicati nella ricerca inglese, sono presenti anche nella nostra situazione scolastica, anzi l&#8217;elenco potrebbe essere \u201carricchito\u201d\u00a0da altre situazioni, proprie dell&#8217;organizzazione scolastica italiana.<\/p>\n<p>Gli elementi di cui deve tener conto il dirigente scolastico per favorire e potenziare la motivazione professionale dei docenti sono numerosi e possono essere migliorati.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 il riconoscimento professionale. Gli insegnanti devono sentirsi apprezzati per il loro lavoro e questa valutazione positiva pu\u00f2 assumere varie forme, come fornire incentivi, elogiare pubblicamente i docenti e creare opportunit\u00e0 di crescita professionale, sempre con modalit\u00e0 comunicative che evitino pericolose manifestazioni di rivalit\u00e0 lavorativa o personale.<\/p>\n<p>E\u2019 opportuno favorire lo sviluppo professionale per aiutarli a rimanere aggiornati sulle migliori pratiche educative e a sviluppare le proprie competenze attraverso l\u2019organizzazione di workshop, corsi di formazione e programmi di mentoring.<\/p>\n<p>Un altro fattore \u00e8 la realizzazione di un ambiente di lavoro positivo in quanto esso favorisce la soddisfazione degli insegnanti, incoraggia relazioni collaborative con i colleghi e un clima scolastico inclusivo.<\/p>\n<p>\u00c8 essenziale rendere concreta una leadership educativa in cui il dirigente scolastico svolga un ruolo attivo nel sostenere e valorizzare il lavoro degli insegnanti, implementando la comunicazione efficace, svolgendo compiti di affiancamento e di supporto per la risoluzione dei problemi nonch\u00e9 la messa a disposizione di risorse. Egli \u00e8 tenuto ad avviare una serie di strategie che, in modo scientifico, gli consenta d\u2019inquadrare i vari aspetti della motivazione professionale e di attuare una politica scolastica (con tutte le difficolt\u00e0 che, spesso, vincolano l\u2019agire del dirigente) che si poggia su delle azioni concrete per esaltarla o, in casi di scarsa motivazione, di rimediare a tale situazione. Gli obiettivi da raggiungere sono:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0esplicitare, attraverso una riflessione da condividere con i docenti, le aree relative alla motivazione all\u2019impegno professionale;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0individuare le carenze dell\u2019organizzazione rispetto alle aree dichiarate;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0precisare le possibili soluzioni per rispondere alle carenze.<\/p>\n<p>L\u2019altro grande filone da considerare, avviandoci cos\u00ec alla conclusione di queste note, \u00e8 il rapporto con i discenti che costituisce un ulteriore e, forse, pi\u00f9 importante, fattore di motivazione professionale. Per gli insegnanti appassionati della propria disciplina o materia \u00e8 un motivo di grande gratificazione e soddisfazione riuscire ad attrarre l\u2019interesse e l\u2019impegno degli studenti, cos\u00ec come la loro demotivazione influisce sulla condizione psicologica dei docenti. \u201cLa causa motivante pi\u00f9 importante \u00e8 la relazione educativa con gli alunni; poi seguono l\u2019agire per uno scopo, il vivere questo lavoro come una missione, la collaborazione tra i docenti, la motivazione proveniente dagli stimoli professionali, dalle sfide e difficolt\u00e0; anche motivazioni strumentali possono influire positivamente, le gratificazioni, la formazione professionale, il motivare gli alunni allo studio e all\u2019apprendimento.\u201d <em>(11)<\/em><\/p>\n<p>L\u2019azione del dirigente scolastico, anche nell\u2019ambito dei rapporti tra docenti e discenti \u00e8 fondamentale. Occorre creare un ambiente scolastico positivo e inclusivo dove promuovere un clima scolastico che sia accogliente, sicuro e stimolante, ponendo grande attenzione al rispetto per la diversit\u00e0, alla promozione dell&#8217;inclusione e all&#8217;adozione di politiche anti-bullismo. Un ambiente favorevole aumenta il senso di appartenenza degli studenti e la loro motivazione a partecipare attivamente.<\/p>\n<p>Incoraggiare l&#8217;innovazione pedagogica attraverso il supporto e l\u2019incentivazione per l&#8217;adozione di metodologie didattiche innovative che rendano l&#8217;apprendimento pi\u00f9 interessante e coinvolgente. Questa sollecitazione pu\u00f2 includere l&#8217;uso di tecnologie educative, l&#8217;apprendimento basato su progetti, l\u2019utilizzazione di compiti di realt\u00e0 e altre strategie che rendano le lezioni pi\u00f9 interattive e pertinenti per gli studenti.<\/p>\n<p>\u00c8 importante riconoscere e valorizzare i successi degli studenti creando occasioni per celebrare i loro successi scolastici, favorendo, soprattutto quelli dovuti a forme di collaborazione tra i discenti. Tale azione pu\u00f2 includere premi, riconoscimenti pubblici e altre forme di apprezzamento. Il riconoscimento dei successi pu\u00f2 incentivare gli studenti a continuare a impegnarsi e a migliorare.<\/p>\n<p>Occorre favorire la partecipazione attiva degli studenti attraverso il loro coinvolgimento nella vita scolastica e nelle decisioni che li riguardano in modo tale da aumentare il loro senso di responsabilit\u00e0 e motivazione. Il dirigente scolastico garantisce il funzionamento delle assemblee studentesche che costituiscono un\u2019occasione di partecipazione democratica per l\u2019approfondimento dei problemi della scuola e della societ\u00e0 in funzione della formazione culturale e civile degli studenti\u00a0e pu\u00f2 incentivare la creazione di consigli studenteschi in quei gradi di scuola in cui non sono previste forme di rappresentanza.<\/p>\n<p>E \u2018importante implementare gruppi di lavoro e altre forme di partecipazione attiva che permettano agli studenti di condividere i curricula, esprimere le loro opinioni e contribuire al miglioramento della scuola. Il dirigente dovrebbe assicurarsi che vengano utilizzati, nell\u2019ambito della didattica, percorsi di tipo individualizzato e, nei casi di particolari carenze, organizzare un supporto personalizzato, come tutoraggio, consulenza psicologica e programmi di recupero, utilizzando anche le risorse previste nei recenti provvedimenti legislativi relativi alle Linee guida per l\u2019orientamento.\u00a0Comprendere e rispondere alle esigenze individuali degli studenti pu\u00f2 aiutare a superare le difficolt\u00e0 e a mantenere alta la motivazione all&#8217;apprendimento.<\/p>\n<p><strong>5.Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>In definitiva, motivare gli insegnanti \u00e8 un investimento fondamentale per il successo degli studenti. Soltanto insegnanti motivati possono \u201criverberare\u201d il loro impegno esistenziale e professionale sugli allievi, facendo crescere cos\u00ec, attraverso la creazione di un circuito educativo sempre pi\u00f9 virtuoso, gli aspetti motivazionali fondamentali per una conoscenza significativa. Gli insegnanti motivati sono in grado di creare ambienti di apprendimento stimolanti per migliorare l&#8217;esperienza educativa complessiva degli studenti.<\/p>\n<p>Il dirigente scolastico, dal canto suo, deve possedere una chiara visione educativa e la capacit\u00e0 di ispirare il corpo docente. Una leadership efficace \u00e8 fondamentale per creare un clima scolastico positivo e orientato al successo formativo. Un dirigente che dimostra passione, integrit\u00e0 e una visione condivisa \u00e8 pi\u00f9 propenso a motivare i docenti, che a loro volta trasmetteranno questo entusiasmo agli alunni.<\/p>\n<hr \/>\n<p><em>1) M. N. De Luca, \u201cMale dentro. L\u2019epidemia di ansia e crisi di panico nelle scuole: dove nasce (e come curare) il nuovo disagio dei ragazzi\u201d, Repubblica del 29 aprile 2024<\/em><\/p>\n<p><em>2) \u00a0ISTAT, Rapporto Bis 2022, 20 aprile 2023<\/em><\/p>\n<p><em>3) \u00a0A. H. Maslow, Motivazione e personalit\u00e0, Roma, Armando Editore, 1977<\/em><\/p>\n<p><em>4) \u00a0C.Argyris, Lo sviluppo organizzativo dei quadri direttivi, tr.it., Milano, ISEDI, 1972<\/em><\/p>\n<p><em>5)\u00a0ibidem<\/em><\/p>\n<p><em>6) ibidem<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a07) F. Herzberg, The motivation of work, New York, Wiley, 1959<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0 8) \u00a0ibidem<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a09)Documento Fondazione Agnelli 2009, citato in Tesi Dottorato di ricerca\u201d Incentivare la motivazione professionale degli insegnanti\u201d Dottoranda: Monica Bianchi, Universit\u00e0 Roma tre, 2015<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a010) C.I. Travers, C.L. Cooper, Teachers under stress, tr.it.,1997<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a011) M. Bianchi, Incentivare la motivazione professionale degli insegnanti, Tesi di dottorato di ricerca Universit\u00e0 di Roma 3, 2015<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(La conoscenza del DS dei fattori strutturali per la motivazione alla professione docente) Motivare gli insegnanti per motivare gli alunni(La conoscenza del DS dei fattori strutturali per la motivazione alla professione docente)di Mario Di Maio \u201cL\u2019unico\u00a0tratto\u00a0che accomuna davvero tutti i\u00a0leader\u00a0efficaci \u00e8 la\u00a0motivazione, una forma di\u00a0gestione\u00a0del s\u00e9 che ci consente di mobilitare le nostre\u00a0emozioni\u00a0positive per proiettarci [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-1826","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1826","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1826"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1826\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1829,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1826\/revisions\/1829"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1826"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1826"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1826"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}