{"id":1837,"date":"2024-05-28T10:43:34","date_gmt":"2024-05-28T08:43:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1837"},"modified":"2024-05-28T10:54:03","modified_gmt":"2024-05-28T08:54:03","slug":"la-revisione-delle-indicazioni-per-il-curricolo-per-insegnare-lidentita-italiana-un-passo-indietro-per-leducazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1837","title":{"rendered":"La revisione delle Indicazioni per il Curricolo per insegnare l\u2019Identit\u00e0 italiana: un passo indietro per l&#8217;educazione?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1841\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/national-identity-150x150.jpeg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/national-identity-150x150.jpeg 150w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/national-identity-300x300.jpeg 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/national-identity-768x768.jpeg 768w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/national-identity-230x230.jpeg 230w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/05\/national-identity.jpeg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>La revisione delle Indicazioni per il Curricolo per insegnare l\u2019Identit\u00e0 italiana: un passo indietro per l&#8217;educazione?<\/strong><br \/>\n<em><strong>di Mario Di Maio<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiar se stesso.<\/em><br \/>\n<em>(Lev Tolstoj)<\/em><\/p>\n<p><strong>1.Premessa<\/strong><\/p>\n<p>Le ultime dichiarazioni del ministro Valditara sulla revisione\u00a0delle\u00a0\u201cIndicazioni nazionali e delle linee guida relative al primo e al secondo ciclo di istruzione\u201d hanno destato numerose perplessit\u00e0 nel mondo della Scuola.<!--more--> Associazioni professionali, esperti di didattica, professori universitari e insegnanti hanno espresso forti dubbi sulla necessit\u00e0 di un\u2019operazione delicata e a dir poco colossale, considerata la complessit\u00e0, i tempi lunghi (non bisogna dimenticare le procedure che furono implementate per il varo delle Indicazioni per il 2012), come insegnano le riforme relative alle Indicazioni programmatiche degli ultimi vent\u2019anni.<\/p>\n<p>L\u2019Andis, sui propositi di riforma del governo, ha espresso queste considerazioni: \u201cIn queste settimane si \u00e8 tornati a discutere di Indicazioni Nazionali, con non poche preoccupazioni riguardo alle possibili direzioni di questa revisione. I punti di domanda includono l\u2019impatto di visioni politiche sull\u2019educazione, l\u2019interpretazione dell\u2019identit\u00e0 nazionale, e il ruolo delle discipline scientifiche e umanistiche nell\u2019insegnamento\u201d. <em>(1)<\/em> \u201cEsse hanno il grande merito di rappresentare un alveo di proposte educative che supera il concetto di \u2018programma scolastico\u2019 fisso e vincolante a favore di un quadro culturale ampio e plurale all\u2019interno del quale le scuole esercitano la loro piena e libera autonomia progettuale e didattica formalizzata nel curricolo\u201d.<em>(2)<\/em><\/p>\n<p>Italo Fiorin, coordinatore della commissione per le Indicazioni nazionali del primo ciclo del 2012, in un\u2019intervista a Il Fatto quotidiano si \u00e8 detto \u201cpreoccupato non tanto perch\u00e9 le considero sacre; sono un testo di lavoro, un documento partecipato\u201d, ma se i valori che le ispirano \u201cvenissero toccati allora potrebbe diventare un problema. Quest\u2019idea della commissione spuntata come un fungo sottintende una strana idea di dialogo\u201d.<em> (3)<\/em><\/p>\n<p>Tra i tanti pareri che concordano sulla inutilit\u00e0 di una revisione, ci sono quelli degli specialisti disciplinaristi \u201cIntanto c\u2019\u00e8 poca chiarezza sull\u2019obiettivo della revisione \u2013 osserva Francesca Gallina, associata al Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica dell\u2019universit\u00e0 di Pisa \u2013 e poi si deve dire, prima di cambiare, cosa non funziona nelle indicazioni attuali\u201d. <em>(4)<\/em> La lettera al ministro Valditara \u00e8 firmata da 19 associazioni dell\u2019area umanistica: &#8220;Da parte nostra riteniamo che sia possibile e opportuno procedere innanzitutto a una riflessione sulla validit\u00e0 e la diffusione delle Indicazioni attualmente in uso e solo successivamente a una eventuale revisione, con la proposta di modifiche che aiutino la scuola a rispondere ai bisogni sempre pi\u00f9 complessi di quanti la vivono quotidianamente, questione che certamente sta a cuore a chi, come le nostre associazioni, si occupa di scuola e di educazione linguistica e letteraria da tempo\u201d.<em> (5)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>2.L\u2019intento del Ministro<\/strong><\/p>\n<p>La nomina di una commissione per la revisione delle Indicazioni composta di soli pedagogisti guidati dalla professoressa Loredana Perla, docente con una precisa connotazione di pensiero rispetto all\u2019idea di una scuola identitaria che deve \u201cistruire educando\u201d, seguendo quanto indicato nell&#8217;ultimo libro scritto con Ernesto Galli della Loggia \u201cInsegnare l&#8217;Italia, una proposta per la scuola dell&#8217;obbligo\u201d rivela, in modo abbastanza esplicito, gli intendimenti del Ministro. La risposta all\u2019 interrogazione parlamentare rivolta alla sottosegretaria all\u2019Istruzione Paola Frassinetti che replica: \u201cL\u2019obiettivo del ministero \u00e8 di ripristinare la centralit\u00e0 dei saperi e della loro forza educativa, nonch\u00e9 valorizzare la funzione culturale dei docenti\u201d \u00e8 piuttosto vaga, mentre alcune interviste rivolte al Ministro forse sono un po\u2019 pi\u00f9 rivelatrici. \u201cA scuola si insegna \u201ctroppa roba\u201d. \u00c8 il parere del ministro Valditara, intervistato a Futuro Direzione Nord.\u201d E soprattutto troppi dettagli di un passato lontano, spiegando il suo punto di vista sui programmi: \u201cIn terza elementare si va a narrare e a spiegare tutte le specie di dinosauri. Addirittura, c\u2019era un animale vissuto 40 milioni di anni fa e questi bambini devono studiare e imparare questo animale vissuto in Messico ed estinto da milioni di anni. Tutto questo, ma a che serve?\u201d. <em>(6)<\/em> Valditara prosegue: \u201c\u00c8 tutto inutile se poi non conosciamo le esperienze pi\u00f9 importanti del nostro passato, che ci hanno dato i grandi valori dell\u2019Occidente\u201d. \u201cBisogna pensare a programmi nuovi in linea con la societ\u00e0 moderna. Semplificare un poco, non nel nome del semplicismo, ma per far prevalere la qualit\u00e0 sulla quantit\u00e0\u201d. <em>(7)<\/em> Affermazioni che, data l\u2019importanza e la delicatezza della questione, sar\u00e0 opportuno chiarire e declinare meglio.<\/p>\n<p>Gli intendimenti del Ministro risultano invece pi\u00f9 chiari, anche se non pi\u00f9 esaustivi, \u00a0nella conferenza della presentazione del libro \u201c Insegnare l\u2019Italia\u201d in cui \u00e8 sottolineata l\u2019esigenza di fare dell\u2019\u2019identit\u00e0 italiana\u201d la chiave di volta di tutto il curricolo sia del Ciclo Primario sia di quello Secondario, un\u2019identit\u00e0 \u201cdepennata da ogni riferimento etnico e razziale\u201d (sic!).<em> (8)<\/em>\u00a0 Per il Ministro bisogna rifarsi ad un\u2019identit\u00e0 che scaturisce dall\u2019esame della Storia, in modo particolare da quella Romana. Roma era una societ\u00e0 aperta, con una grande attenzione alla persona, societ\u00e0 inclusiva, caratterizzata da quella che egli ha definito \u201cpatriottismo costituzionale\u201d attraverso l\u2019adesione agli ideali del \u201ccivis romanus\u201d, in cui anche gli schiavi erano ritenuti delle persone! <em>(9)<\/em>\u00a0 I Romani non avevano alcuna idea di razzismo. Continua il Ministro affermando che l\u2019idea razziale non appartiene all\u2019identit\u00e0 occidentale. Passa poi ad affrontare un\u2019altra riflessione sulla democrazia mondiale che, secondo il Ministro \u201cnega il concetto di democrazia perch\u00e9 la democrazia \u00e8 collegata alla cittadinanza\u201d. <em>(10)<\/em><\/p>\n<p>Che cosa si pu\u00f2 fare per insegnare l\u2019identit\u00e0 italiana? Prima di rispondere a questa domanda il Ministro fa una breve deviazione sul problema dell\u2019immigrazione, sulla presenza nelle classi di alunni extracomunitari di prima e di seconda generazione, affermando che essa costituisce un tema drammatico delle periferie del Nord Italia, in quanto dai dati dell\u2019INVALSI, \u201cle performances degli studenti delle periferie di Torino e di Milano sono perfino peggiori della Campania\u201d. <em>(11)<\/em><\/p>\n<p>Ritornando al discorso sull\u2019identit\u00e0, questa \u00e8 stata contrastata da \u201cuna pedagogia mainstream che non ama la Storia nazionale, preme affinch\u00e9 il suo insegnamento s\u2019ispiri ad un\u2019ideologia universale e cosmopolita\u201d. <em>(12)<\/em> \u201cLa polidentit\u00e0 accresce la confusione del bambino, causa la mancanza di un ancoraggio\u201d. <em>(13)<\/em> L\u2019identit\u00e0 \u00e8 talmente importante che, citando Fromm, in sua assenza l\u2019individuo cade in una vera e propria situazione di alienazione. Da qui l\u2019importanza di tenere viva la \u201cmanutenzione dell\u2019identit\u00e0\u201d, dal pensiero liberale di Locke, e quindi il Ministro sottolinea l\u2019importanza della Storia e di come, insieme all\u2019identit\u00e0 italiana, debba essere risolta, da un punto di vista metodologico, con l\u2019utilizzazione della \u201cnarrazione\u201d di fatti e anche di miti e leggende. L\u2019argomento dell\u2019identit\u00e0 deve coinvolgere tutte le discipline. Il Ministro accenna all\u2019importanza della personalizzazione e della contestualizzazione delle attivit\u00e0 d\u2019insegnamento. Bisogna partire dal contesto dell\u2019ambiente in cui vive l\u2019alunno, evidenziare la bellezza dei luoghi sia dal punto di vista dei monumenti, sia da quello naturalistico, per contrastare \u201cuna societ\u00e0 sempre pi\u00f9 laida\u201d. <em>(14)<\/em> Concretezza invece dell\u2019astrazione. Evitare \u201cle cose fumose che vengono dalle Indicazioni Nazionali\u201d. \u00c8 sua intenzione, quindi, avviare una forte revisione del Documento programmatico per ovviare alla negazione dell\u2019identit\u00e0. Questo disconoscimento \u00e8\u201d l\u2019espressione di un pensiero astratto, ideologico, di un pensiero che prescinde dalla concretezza della realt\u00e0 e delle necessit\u00e0 di una determinata societ\u00e0 ma costruisce modelli che stanno un po\u2019 nell\u2019empireo\u201d. Il Ministro conclude affermando che \u00e8 importante comprendere come si \u00e8 passati da una visione positiva dell\u2019identit\u00e0 a quella negativa, quasi \u201cdiabolica\u201d. <em>(15)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>3. Le Indicazioni Nazionali per il curricolo<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2012, le Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell&#8217;infanzia e del primo ciclo d&#8217;istruzione hanno rappresentato un momento di svolta nel sistema educativo italiano. Questi documenti, emanati dal Ministero dell&#8217;Istruzione, sono stati elaborati per garantire una base comune di conoscenze e competenze per gli studenti italiani, promuovendo un approccio educativo uniforme e inclusivo. L&#8217;importanza di queste indicazioni, insieme ai successivi aggiornamenti, \u00e8 stata cruciale non solo per la qualit\u00e0 dell&#8217;istruzione, ma anche per la coesione sociale e lo sviluppo culturale del paese. Tuttavia, di fronte ai tentativi del governo di riformare questi standard, \u00e8 fondamentale comprendere le ragioni per cui le indicazioni del 2012 e i successivi aggiornamenti devono essere difesi e considerati come pilastri irrinunciabili del sistema educativo italiano.<\/p>\n<p>Esse sono state elaborate con l&#8217;obiettivo di creare un sistema educativo pi\u00f9 coerente e allineato con le esigenze di una societ\u00e0 in rapida evoluzione. Questi documenti delineano gli obiettivi educativi, i contenuti disciplinari e le competenze chiave che gli studenti devono acquisire durante il loro percorso scolastico. Tra le principali innovazioni introdotte vi sono:<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0Centralit\u00e0 dello Studente: Le indicazioni mettono al centro l&#8217;alunno, promuovendo un apprendimento attivo e partecipativo.<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0Competenze Chiave: Viene data enfasi alle competenze trasversali, come il pensiero critico, la capacit\u00e0 di problem solving e le competenze digitali.<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0Inclusione e Personalizzazione: Si sottolinea l&#8217;importanza di adattare l&#8217;insegnamento alle esigenze individuali degli studenti, inclusi quelli con bisogni educativi speciali.<\/p>\n<p>Le Indicazioni del 2012 hanno contribuito a migliorare la qualit\u00e0 dell&#8217;istruzione in Italia, fornendo una struttura chiara e ben definita per l&#8217;insegnamento. Questo ha permesso agli insegnanti di avere una guida precisa su cui basare la loro attivit\u00e0 didattica, garantendo un&#8217;educazione pi\u00f9 omogenea e di buon livello in tutto il paese.<\/p>\n<p>Promuovendo l&#8217;inclusione e la personalizzazione dell&#8217;insegnamento, le Indicazioni \u00a0hanno giocato un ruolo fondamentale nel ridurre le disuguaglianze educative. Questo approccio ha permesso di supportare meglio gli studenti con difficolt\u00e0 di apprendimento e quelli provenienti da contesti socio-economici svantaggiati, cercando di favorire una maggiore equit\u00e0 nel sistema scolastico.<\/p>\n<p>La focalizzazione sulle competenze chiave prepara gli studenti ad affrontare le sfide del futuro, in un mondo sempre pi\u00f9 globale e tecnologico. Le competenze trasversali, come la capacit\u00e0 di lavorare in gruppo, il pensiero critico e la flessibilit\u00e0, sono essenziali per il successo personale e professionale nel XXI secolo.<\/p>\n<p>Dopo il 2012, il Ministero dell&#8217;Istruzione ha continuato a rivedere e aggiornare le Indicazioni nazionali per rispondere alle nuove esigenze educative e sociali. Questi aggiornamenti hanno incluso l\u2019integrazione delle competenze digitali in modo che, con l&#8217;avanzare della tecnologia, \u00e8 stato necessario integrare ulteriormente le competenze digitali nei curricula attraverso il Digcomp 2.2. Si \u00e8 dato, inoltre, maggiore risalto all&#8217;educazione civica e alla cittadinanza attiva, per formare cittadini consapevoli e partecipativi e, infine, \u00e8 stata introdotta una maggiore attenzione ai temi ambientali e allo sviluppo sostenibile, riflettendo la crescente consapevolezza dell&#8217;importanza di questi temi.<\/p>\n<p>In modo specifico si riportano alcuni brani presenti nelle Indicazioni rispetto all\u2019identit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cCultura Scuola Persona\u201d (La scuola nel nuovo scenario)\u201dla scuola non pu\u00f2 abdicare al compito di promuovere la capacit\u00e0 degli studenti di dare senso alla variet\u00e0 delle loro esperienze, al fine di ridurre la frammentazione e il carattere episodico che rischiano di caratterizzare la vita dei bambini e degli adolescenti.\u201d (omissis) \u201cAlla scuola spetta il compito di fornire supporti adeguati affinch\u00e9 ogni persona sviluppi un\u2019identit\u00e0 consapevole e aperta\u201d. \u201cCultura Scuola Persona\u201d (Nuova cittadinanza) \u201cPer educare a questa cittadinanza unitaria e plurale a un tempo, una via privilegiata \u00e8 proprio la conoscenza e la trasmissione delle nostre tradizioni e memorie nazionali: non si possono realizzare appieno le possibilit\u00e0 del presente senza una profonda memoria e condivisione delle radici storiche. A tal fine sar\u00e0 indispensabile una piena valorizzazione dei beni culturali presenti sul territorio nazionale, proprio per arricchire l\u2019es\u001fperienza quotidiana dello studente con culture materiali, espressioni artistiche, idee, valori che sono il lascito vitale di altri tempi e di altri luoghi\u201d. \u201cCultura Scuola Persona\u201d (Per un nuovo Umanesimo) \u201cInoltre, le esperienze personali che i bambini e gli adolescenti hanno degli aspetti a loro prossimi della natura, della cultura, della societ\u00e0 e della storia sono una via di accesso importante per la sensibilizzazione ai problemi pi\u00f9 generali e per la conoscenza di orizzonti pi\u00f9 estesi nello spazio e nel tempo. Ma condizione indispensabile per raggiungere questo obiettivo \u00e8 ricostruire insieme agli studenti le coordinate spaziali e temporali necessarie per comprendere la loro collocazione rispetto agli spazi e ai tempi assai ampi della geografia e della storia umana\u201d.<em> (16)<\/em><\/p>\n<p>\u201cLa scuola dell\u2019Infanzia\u201d\u00a0\u201cEssa si pone la finalit\u00e0 di promuovere nei bambini lo sviluppo dell\u2019identit\u00e0, dell\u2019autonomia, della competenza e li avvia alla cittadinanza\u201d<\/p>\n<p>(omissis). \u201cConsolidare l\u2019identit\u00e0\u00a0significa vivere serenamente tutte le dimensioni del proprio io, stare bene, essere rassicurati nella molteplicit\u00e0 del proprio fare e sentire, sentirsi sicuri in un ambiente sociale allargato, imparare a conoscersi e ad essere riconosciuti come persona unica e irripetibile. Vuol dire sperimentare diversi ruoli e forme di identit\u00e0: quelle di figlio, alunno, compagno, maschio o femmina, abitante di un territorio, membro di un gruppo, appartenente a una comunit\u00e0 sempre pi\u00f9 ampia e plurale, caratterizzata da valori comuni, abitudini, linguaggi, riti, ruoli\u201d. \u201cTraguardi per lo sviluppo della competenza\u201d<\/p>\n<p>\u201cSviluppa il senso dell\u2019identit\u00e0 personale, percepisce le proprie esigenze e i propri sentimenti, sa esprimerli in modo sempre pi\u00f9 adeguato. Sa di avere una storia personale e familiare, conosce le tradizioni della famiglia, della comunit\u00e0 e le mette a confronto con altre\u201d. <em>(17)<\/em><\/p>\n<p>\u201cLa Scuola del Primo Ciclo\u201d (Cittadinanza e Costituzione) \u201c\u00c8\u00a0compito peculiare di questo ciclo scolastico porre le basi per l\u2019esercizio della cittadinanza attiva, potenziando e ampliando gli apprendimenti promossi nella scuola dell\u2019infanzia.\u00a0L\u2019educazione alla cittadinanza viene promossa attraverso esperienze significative che consentano di apprendere il concreto prendersi cura di s\u00e9 stessi, degli altri e dell\u2019ambiente e che favoriscano forme di cooperazione e di solidariet\u00e0. Questa fase del processo formativo \u00e8 il terreno favorevole per lo sviluppo di un\u2019adesione consapevole a valori condivisi e di atteggiamenti cooperativi e collaborativi che costituiscono la condizione per praticare la convivenza civile. Obiettivi irrinunciabili dell\u2019educazione alla cittadinanza sono la costruzione del senso di legalit\u00e0 e lo sviluppo di un\u2019etica della responsabilit\u00e0, che si realizzano nel dovere di scegliere e agire in modo consapevole e che implicano l\u2019impegno a elaborare idee e a promuovere azioni finalizzate al miglioramento continuo del proprio contesto di vita\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<strong>Storia<\/strong>\u201d( Il senso dell\u2019insegnamento della storia)\u201d Nel nostro Paese la storia si manifesta alle nuove generazioni nella straordinaria sedimentazione di civilt\u00e0 e societ\u00e0 leggibile nelle citt\u00e0, piccole o grandi che siano, nei tanti segni conservati nel paesaggio, nelle migliaia di siti archeologici, nelle collezioni d\u2019arte, negli archivi, nelle manifestazioni tradizionali che investono, insieme, lingua, musica, architettura, arti visive, manifattura, cultura alimentare e che entrano nella vita quotidiana. La Costituzione stessa, all\u2019articolo 9, impegna tutti, e dunque in particolare la scuola, nel compito di tutelare questo patrimonio. Lo studio della storia, insieme alla memoria delle generazioni viventi, alla percezione del presente e alla visione del futuro, contribuisce a formare la coscienza storica dei cittadini e li motiva al senso di responsabilit\u00e0 nei confronti del patrimonio e dei beni comuni\u201d (Identit\u00e0, memoria e cultura storica) \u201cNei tempi pi\u00f9 recenti il passato e, in particolare, i temi della memoria, dell\u2019identit\u00e0 e delle radici hanno fortemente caratterizzato il discorso pubblico e dei media sulla storia. Un\u00a0insegnamento\u00a0che\u00a0promuova la padronanza degli strumenti critici permette di evitare che la storia venga usata strumentalmente, in modo improprio.\u201d<\/p>\n<p>\u201c<strong>Geografia<\/strong>\u201d \u201cLa conoscenza e la valorizzazione del patrimonio culturale ereditato dal passato, con i suoi \u201csegni\u201d leggibili sul territorio, si affianca allo studio del paesaggio, contenitore di tutte le memorie materiali e immateriali, anche nella loro proiezione futura. Tali percorsi consentono sintesi con la storia e le scienze sociali, con cui la geografia condivide pure la progettazione di azioni di salvaguardia e di recupero del patrimonio naturale, affinch\u00e9 le generazioni future possano giovarsi di un ambiente sano\u201d<\/p>\n<p>\u201c<strong>Arte e immagine<\/strong>\u201d \u201cLa disciplina arte e immagine ha la finalit\u00e0 di sviluppare e potenziare nell\u2019alunno le capacit\u00e0 di esprimersi e comunicare in modo creativo e personale, di osservare per leggere e comprendere le immagini e le diverse creazioni artistiche, di acquisire una personale sensibilit\u00e0 estetica e un atteggiamento di consapevole attenzione verso il patrimonio artistico\u201d. <em>(18)<\/em><\/p>\n<p><strong>4.Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019operazione di revisione dei Documenti programmatici pu\u00f2 destare alcune critiche e preoccupazioni.<\/p>\n<p>Una dei principali aspetti critici alla proposta di riforma riguarda la potenziale perdita di continuit\u00e0 educativa. Le Indicazioni del 2012 e i successivi aggiornamenti sono stati il risultato di un lungo processo di consultazione e sviluppo, e cambiarle radicalmente potrebbe creare confusione e disorientamento tra insegnanti e studenti.<\/p>\n<p>Una riforma imperniata sull\u2019insegnare l\u2019identit\u00e0 \u201citaliana\u201d potrebbe portare a un\u2019 eccessiva standardizzazione, riducendo la flessibilit\u00e0 degli insegnanti nell&#8217;adattare l&#8217;insegnamento alle esigenze specifiche dei loro studenti, anche perch\u00e9 nelle parole del Ministro non c\u2019\u00e8 nessun accenno ai processi di apprendimento e alle strategie che vedono l\u2019alunno protagonista dell\u2019acquisizione delle competenze, col rischio di minare l&#8217;approccio personalizzato e inclusivo promosso dalle Indicazioni del 2012.<\/p>\n<p>Esse hanno rappresentato un significativo passo avanti per il sistema educativo italiano, migliorando la qualit\u00e0 dell&#8217;istruzione e promuovendo l&#8217;inclusione e le competenze chiave. Di fronte ai tentativi del governo di riformare questi standard, \u00e8 cruciale valutare attentamente le potenziali conseguenze di tali cambiamenti. La sfida sar\u00e0 trovare un equilibrio tra l&#8217;innovazione necessaria per affrontare le sfide future e la preservazione dei principi fondamentali che hanno reso le Indicazioni del 2012 un punto di riferimento essenziale per l&#8217;educazione in Italia. Si riporta, infine, relativamente al concetto dell\u2019identit\u00e0 italiana, alcune considerazioni di Franco Cardini: \u201cnella realt\u00e0 municipale ch\u2019\u00e8 la vera sostanza profonda del nostro paese ( la gente) preferisce tenersi stretti semmai i suoi gonfaloni cittadini, mentre in certe aree della sua opinione pubblica un po\u2019 pi\u00f9 colta si chiede se meglio non sarebbe semmai lavorare a diffondere una coscienza patriottica europeistica nella quale riassumere (non, badate, dissolvere\u00a0 e fondere) quella italiana\u201d ed ancora \u201cForse l\u2019identit\u00e0 nazionale italiana non esiste: nel senso che le nazioni non sono mai frutto di determinismi etnogeografici di sorta, bens\u00ec di volont\u00e0. Si \u00e8 nazione perch\u00e9 si vuol divenire tale: e nessuna forza storica \u00e8 mai riuscita a farci sul serio e a lungo sentire nazione. <em>(19)<\/em> La stessa ricchezza culturale delle nostre tradizioni cittadine e regionali c\u2019impedisce di sviluppare un forte senso nazionale\u201d. Forse ci riuscir\u00e0 il ministro Valditara?<\/p>\n<hr \/>\n<p><em>\u00a0(1) Documento del Consiglio Nazionale dell\u2019Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici, Battipaglia (SA), 11 maggio 2024.<\/em><\/p>\n<p><em>(2) ibidem<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0(3) Articolo del \u201cFatto quotidiano\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>(4)\u00a0 I. Venturi, Scuola, Valditara nomina il gruppo per rifare i programmi ministeriali, ma \u00e8 polemica: \u201cMancano insegnanti e due esperti su nove vengono dagli atenei telematici, \u201cRepubblica\u201d, 3 maggio 2024<\/em><\/p>\n<p><em>(5)\u00a0 ibidem<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0(6) Riportato da D\u2019Elia, Giuseppe Valditara: \u00abI dinosauri si sono estinti: a che serve studiarli? La Voce della Scuola, 9 maggio 2024.<\/em><\/p>\n<p><em>(7)\u00a0 ibidem<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0(8) Video conferenza su Radio Radicale, presentazione del libro \u201cInsegnare l\u2019Italia \u201cdi Galli della Loggia, Perla, Roma, 6\/12\/2023<\/em><\/p>\n<p><em>(9) La societ\u00e0 dell\u2019antica Roma prevede una distinzione delle persone che emerge in modo chiaro dalle parole di Gaio, un giurista vissuto fra l\u2019et\u00e0 di Adriano e quella di Commodo. Egli, infatti, scrive che \u201ccertamente la maggiore differenza riguardo al diritto delle persone \u00e8 questa, che tutti gli uomini o sono liberi o sono schiavi\u201d (Institutiones 1,8). Quest\u2019ultimo \u00e8, infatti, considerato una cosa facente parte del patrimonio del suo proprietario. Tale concezione traspare inequivocabilmente nel De agricultura dell\u2019autore Marco Porcio Catone, nelle cui righe vengono dati consigli su come utilizzare e sfruttare al meglio la servit\u00f9 con freddezza e puro calcolo economistico. Emblematico \u00e8 in merito il passo in cui afferma: \u201c[il pater familias] venda l\u2019olio [\u2026]; venda il vino, il frumento che avanza; venda i buoi vecchi, le mandrie svezzate, le pecore svezzate, la lana, le pelli, il carro vecchio, gli utensili vecchi, lo schiavo anziano, lo schiavo malato\u201d (De agricultura\u00a02)<\/em><\/p>\n<p><em>(10) L\u2019ONU celebra il 15 settembre di ogni anno \u201cLa Giornata internazionale della democrazia\u201d \u201cper cogliere questo momento decisivo per costruire un mondo pi\u00f9 equo, inclusivo e sostenibile, nel pieno rispetto dei diritti umani\u201d (dal discorso del Segretario Generale dell\u2019ONU), New York, 2020.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0(11) Video conferenza su Radio Radicale, presentazione del libro \u201cInsegnare l\u2019Italia \u201cdi Galli della Loggia, Perla, Roma, 6\/12\/2023<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0(12) Questo punto \u00e8 fortemente in contrasto con l\u2019ispiratore delle precedenti Indicazioni, E. Morin che, nei \u201cSette saperi necessari \u2026\u201d commissionato dall\u2019Unesco, cita tra i Saperi \u201cAcquisire un\u2019etica del genere umano\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>(14) Il ministro riporta una frase del libro<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0(15) Video conferenza su Radio Radicale, presentazione del libro \u201cInsegnare l\u2019Italia \u201cdi Galli della Loggia, Perla, Roma, 6\/12\/2023<\/em><\/p>\n<p><em>(16) Indicazioni nazionali per il Curricolo della Scuola dell\u2019infanzia e del Primo Ciclo, 2012<\/em><\/p>\n<p><em>(17) ibidem<\/em><\/p>\n<p><em>(18) ibidem<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0(19) F. Cardini, NOTE STORICHE SULL\u2019IDENTITA\u2019 ITALIANA E SULLE PROSPETTIVE DI UNA SUA RIDEFINIZIONE, 10 luglio<\/em> 2017<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La revisione delle Indicazioni per il Curricolo per insegnare l\u2019Identit\u00e0 italiana: un passo indietro per l&#8217;educazione? di Mario Di Maio Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiar se stesso. (Lev Tolstoj) 1.Premessa Le ultime dichiarazioni del ministro Valditara sulla revisione\u00a0delle\u00a0\u201cIndicazioni nazionali e delle linee guida relative al primo e al secondo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-1837","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1837","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1837"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1837\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1843,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1837\/revisions\/1843"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1837"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1837"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1837"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}