{"id":1845,"date":"2024-06-01T21:12:19","date_gmt":"2024-06-01T19:12:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1845"},"modified":"2024-06-01T21:12:54","modified_gmt":"2024-06-01T19:12:54","slug":"governare-il-pcambiamento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1845","title":{"rendered":"Governare il cambiamento"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1850\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/IMG_20240601_210518-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Governare il cambiamento <\/strong><br \/>\n<em><strong>di Domenico Ciccone<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>\u201cThe only person who likes change is a baby with a wet diaper.\u201d<\/em><br \/>\n<em>\u201cL\u2019unica persona che vuole il cambiamento \u00e8 il bambino con il pannolino bagnato\u201d <\/em><br \/>\n<em>\u2013\u00a0Mark Twain<\/em><\/p>\n<p><strong>Il tempo del cambiamento.<\/strong><\/p>\n<p>Non sar\u00e0 facile, per gli storiografi, parlare di questo nostro periodo storico senza incorrere in numerose contraddizioni e dover spiegare i loro effetti agli interlocutori. <!--more-->Effetto della complessit\u00e0, categoria senza certezze, luogo della sconfitta definitiva dell\u2019umanit\u00e0 contro l\u2019imprevedibilit\u00e0 della vita.<br \/>\nNella scuola gli esiti di questa situazione sono noti a ognuna delle persone che in qualche maniera si avvicinano alle problematiche educative e coinvolgono dinamiche altrettanto complesse che vanno a scardinare vecchi paradigmi, collaudati e condivisi, pur non riuscendo a strutturarne di nuovi altrettanto comuni e testati.<br \/>\nA pensarci bene, E. Morin, filosofo e teorico della complessit\u00e0, somiglia spudoratamente a Eraclito, non tanto nelle premesse, di sicuro nelle conclusioni.<br \/>\nNaviga il presente, attento alle tempeste, fermati sugli arcipelaghi metaforici, cio\u00e8 sulle poche certezze che hai, per riposare e rassicurarti. E soprattutto, non anestetizzare l\u2019imprevedibile. Ti servir\u00e0 solo per qualche minuto fino al prossimo evento che nessuno aveva potuto prevedere.<br \/>\nGli studenti dell\u2019antica Grecia, pur abituati al mantra del \u201cpanta rei\u201d, peraltro aristocratici e benestanti, non se ne facevano un cruccio. Oggi nelle nostre scuole sembriamo tutti sopraffatti da questa aura di incertezza, alla quale i giovani stessi, sebbene figli del loro tempo, non riescono ad abituarsi facilmente.<\/p>\n<p><strong>Anche il cambiamento vuole il suo leader<\/strong><\/p>\n<p>Il dirigente scolastico che deve farsi carico del cambiamento, in realt\u00e0 arriva sempre ultimo. \u00c8 il naturale convettore delle istanze, dei bisogni, delle domande impossibili. Sembra che le scuole siano in un continuo stato di transizione. In un ambiente scolastico senza precedenti come quello di oggi, la trasformazione si sta verificando a una velocit\u00e0 straordinaria. E nei momenti di grandi cambiamenti il leader \u00e8 continuamente sollecitato per cercare rassicurazione e indicazioni. Guardare il leader, studiarlo per cercare di comprendere attraverso il suo comportamento, quali sono le strategie che sta mettendo in atto per superare, arginare oppure sfruttare un momento di crisi, questo o quello, non importa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1846\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Screenshot_2024-06-01-20-37-54-656_cn.wps_.moffice_eng-edit-300x205.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Screenshot_2024-06-01-20-37-54-656_cn.wps_.moffice_eng-edit-300x205.jpg 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Screenshot_2024-06-01-20-37-54-656_cn.wps_.moffice_eng-edit-768x526.jpg 768w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Screenshot_2024-06-01-20-37-54-656_cn.wps_.moffice_eng-edit-336x230.jpg 336w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Screenshot_2024-06-01-20-37-54-656_cn.wps_.moffice_eng-edit.jpg 843w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Di certo un dirigente scolastico non pu\u00f2 stare fermo davanti al mondo che si trasforma oppure limitarsi alla convinta adesione al coro dei lamentosi. Di fatto, come dimostrato da una recente indagine di McKinsey e C., con il crescere del numero di azioni che un leader mette in atto, di fronte ad una rivoluzione che coivolge il suo contesto, cresce anche la possibilit\u00e0 che il tasso di successo aumenti. Stare spento, aspettare che qualcun altro avvii un processo per poi capire in che direzione andare, rappresenta una strategia non vincente. Si cambia rotta? E allora tutti a fare la propria parte con il comandante in testa, altrimenti la nave finisce in pericolosa bonaccia o ingestibile tempesta.<\/p>\n<p><strong>Metodi tradizionali di leadership in piena crisi.<\/strong><\/p>\n<p>Nella \u201cvecchia scuola\u201d della dirigenza scolastica che ebbi modo di conoscere qualche lustro fa, girava un motto consolidato e condiviso \u201c Quieta non movere et mota quietare\u201d, pi\u00f9 volte lanciato come un monito contro noi , allora trentenni, che accedemmo alla funzione di Capo di istituto nell\u2019ultimo scorcio del vecchio millennio.<br \/>\nIl monito era in crisi anche allora, la sua inadeguatezza era lampante, di fronte ad una scuola in piena stagione dei riforme (si pensi alla Legge 148\/90) verso la quale si lanciavano continui strali e si attivavano barricate mentali insormontabili.<br \/>\nInfatti in molti si opponevano alle riforme adducendo che i modelli, ormai secolari, come il maestro unico, rappresentavano una garanzia di consolidata esperienza e con risultati tutto sommato accettabili, se non talvolta eccellenti.<br \/>\nUna leadership che non cambia nulla \u00e8, per\u00f2, destinata a soccombere e, qualora questa tendenza a resistere al cambiamento o adottare un comportamento gattopardesco, dovesse riscuotere successo nella comunit\u00e0 educante, convinta nel seguire il leader nella propria staticit\u00e0, possiamo dire, con certezza, di trovarci di fronte ad una intera scuola in piena decadenza.<\/p>\n<p><strong>Come si pu\u00f2 favorire il cambiamento secondo la Harward Business School.<\/strong><\/p>\n<p>La leadership del cambiamento \u00e8 diversa dalla gestione del cambiamento, che in genere \u00e8 di natura reattiva<\/p>\n<p>Gestire il cambiamento per ottenere un successo a breve termine non porta a ulteriori risultati, mentre la leadership del cambiamento si basa su un approccio a lungo termine decisamente pi\u00f9 rivoluzionario.<\/p>\n<p>Sfidare lo status quo ed essere in grado di influenzare altre persone e ispirarle ad agire, trasformare completamente l&#8217;organizzazione, vincere le resistenze, mobilitare tutte le risorse disponibili, a volte non \u00e8 sufficiente. Secondo uno studio condotto dalla Harward Business school possono essere identificati tre ruoli ben distinti e definiti da adottare nel percorso di leadership per il cambiamento: agitatore, innovatore, orchestratore!<\/p>\n<p><strong>E tu per quale Leadership del cambiamento sei fatto?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Agitatore<\/strong>: questo ruolo agita le acque aumentando la consapevolezza delle rimostranze di singoli individui o gruppi di persone. L&#8217;agitatore critica lo status quo, convincendo gli altri che il cambiamento \u00e8 necessario.<br \/>\nI leader che atteggiano come agitatori si impegnano a capire le sfide organizzative e a risolverle. Una volta identificata una sfida occorre mobilitare diversi attori per trovare le soluzioni pi\u00f9 consone all\u2019impegno necessario. La comunicazione \u00e8 un fattore chiave in questo ruolo, poich\u00e9 l&#8217;agitatore dedica molto tempo ad ascoltare e imparare dalle parti interessate.<br \/>\nL\u2019agitatore tende ad approfondire i problemi da prospettive precedentemente sconosciute. Concentrandosi chiaramente sulla misura in cui le persone si sentono agitate o frustrate dalle lamentele, l\u2019agitatore le coinvolge nello scopo che si propone e ne sfrutta la tensione all\u2019innovazione.<br \/>\nEssere un agitatore in un&#8217;organizzazione pu\u00f2 tuttavia causare problemi imprevedibili. Dover fronteggiare molteplici reclami e lamentele pu\u00f2 portare a iniziative frammentate ed a continue pause nei progressi.<\/p>\n<p><strong>Innovatore<\/strong>: mentre l&#8217;agitatore sfrutta le insoddisfazioni, l&#8217;innovatore sviluppa soluzioni pratiche per risolverle, adottando in questo scenario il ruolo di pianificatore.<\/p>\n<p>Se l\u2019agitatore \u00e8 un ascoltatore, l\u2019innovatore \u00e8 un creatore. Le preoccupazioni di tutti i membri del team con il tempo vengono adeguatamente comunicate; in questa fase, l\u2019innovatore \u00e8 responsabile di portare a compimento il cambiamento. Gli innovatori studiano i problemi e valutano le soluzioni attraverso una lente strategica di problem-solving.<\/p>\n<p>Pertanto, la leadership deve anticipare gli ostacoli ed essere pronta a delineare molteplici scenari. \u00c8 importante che gli innovatori si chiedano se le soluzioni portano ai risultati prefigurati. L\u2019innovatore pur essendo essenziale per il successo del cambiamento organizzativo, a volte non valuta le implicazioni negative delle loro soluzioni. Agire per obiettivi ristretti e risolvere problemi in maniera realistica pu\u00f2 portare a una leadership del cambiamento di maggior successo.<\/p>\n<p><strong>Orchestratore<\/strong>: si accerta che il piano dell&#8217;innovatore venga attuato in scala, all&#8217;interno di gruppi, organizzazioni e persino settori. Questo rappresenta spesso l&#8217;impegno pi\u00f9 visibile di una leadership del cambiamento efficace.<\/p>\n<p>Nel mentre l\u2019innovatore costruisce un piano verso il cambiamento, l\u2019orchestratore si occupa della diffusione e dell\u2019adozione delle azioni necessarie. La valutazione dei progressi esige una comprensione approfondita delle tempistiche, delle tappe fondamentali, della propriet\u00e0 delle attivit\u00e0 e delle battute d\u2019arresto.<br \/>\nGli orchestratori mantengono il ruolo di leadership del cambiamento nel raggiungimento di trasformazioni su larga scala e risultati misurabili. Infatti essi sono leader pratici che guidano ogni scenario immaginabile, compresi i successi a breve termine e le interruzioni impreviste. In un contesto di cambiamento, uno stile di leadership agile svolge al meglio questo ruolo perch\u00e9 la maggior parte delle iniziative non procede esattamente come previsto.<br \/>\nL\u2019orchestratore incontra difficolt\u00e0 con le iniziative di variazione quando, concentrandosi sul motivo per cui l\u2019organizzazione sta cambiando il suo modello, ne dimentica la vision. Solo tenendo ben fissa quest\u2019ultima si pu\u00f2 garantire che un orchestratore rimanga sulla buona strada.<br \/>\nRimane l\u2019esigenza per l\u2019orchestratore di essere capace di una non comune capacit\u00e0 organizzativa scrivendo, per ognuna delle persone chiave, uno \u201cspartito adhocratico\u201d che contribuisca all\u2019orchestrazione del modello di cambiamento.<\/p>\n<p><strong>Metti l\u2019Intelligenza Artificiale nell\u2019agenda del leader.<\/strong><\/p>\n<p>Un sistema di intelligenza artificiale \u00e8 un sistema basato su una macchina che\u00a0pu\u00f2\u00a0, per un dato insieme di\u00a0obiettivi\u00a0espliciti o impliciti\u00a0definiti dall&#8217;uomo ,\u00a0dedurre, dall&#8217;input che riceve, come generare output come\u00a0previsioni\u00a0,\u00a0contenuti\u00a0,\u00a0raccomandazioni o decisioni\u00a0che\u00a0possono\u00a0influenzare\u00a0ambienti\u00a0fisici\u00a0,\u00a0reali\u00a0o virtuali.<br \/>\nDiversi\u00a0sistemi di intelligenza artificiale\u00a0sono progettati per funzionare con\u00a0livelli\u00a0diversi\u00a0di\u00a0autonomia\u00a0e adattivit\u00e0 dopo l\u2019implementazione.<\/p>\n<p>La definizione di intelligenza artificiale sopra riportata \u00e8 in continua evoluzione e revisione delineando l\u2019ennesimo scenario complesso, senza certezze e con pochi riferimenti sicuri. Per questo motivo, i leader del cambiamento devono svolgere in maniera alternata i tre i ruoli sopra riportati. In fin dei conti, l&#8217;agitazione senza innovazione \u00e8 un semplice elenco di rimostranze senza scopo e l&#8217;innovazione senza orchestrazione \u00e8 un insieme di idee potenzialmente valide, ma che non hanno alcun impatto.<\/p>\n<p>Tornando alla IA dobbiamo necessariamente fare alcune riflessioni: la prima \u00e8 che siamo nel mezzo di una ennesima (la quinta) rivoluzione digitale. Le prime quattro sono state in moltissimi casi , assai pi\u00f9 impattanti di quella in atto dal punto di vista del cambiamento delle nostre abitudini. Esse possono essere cos\u00ec sintetizzate:<br \/>\n1- avvento e proliferazione dei personal computer;<br \/>\n2- espansione di Internet e della ricerca;<br \/>\n3- ascesa e influenza dei social media;<br \/>\n4- crescente ubiquit\u00e0 dell&#8217;informatica e della connettivit\u00e0 mobile<\/p>\n<p>La quinta fase non ha dato segni di graduale intensificazione. Infatti, negli ultimi mesi, ci siamo risvegliati da un letargo pandemico globale e siamo entrati bruscamente in un&#8217;altra rivoluzione digitale, che potrebbe far sembrare le altre minori al confronto. Si tratta della rivoluzione dell\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>Mentre la tecnologia dell&#8217;IA continua a permeare il nostro mondo, dobbiamo preservare e salvaguardare la diversit\u00e0 dei nostri sistemi di conoscenza e sviluppare le sue potenzialit\u00e0 in modo da proteggere ed espandere il nostro ricco patrimonio di conoscenze. Se possibile, occorre allineare l&#8217;intelligenza delle macchine ai valori umani evitando che lo strumento superi la sua effettiva utilit\u00e0.<br \/>\nIl vulnus pi\u00f9 oneroso da gestire \u00e8 che il modello dell\u2019AI non \u00e8 arrivato gradualmente nelle nostre vite ma \u00e8 giunto in maniera irruenta, improvvisa e invasiva. Non richiede apparentemente alcuna specializzazione, pu\u00f2 essere utilizzato abbastanza liberamente, con costi nulli o limitati, e rimanda ad un nuovo e preoccupante paradigma che si sta costruendo in maniera incontrollata.<br \/>\nCon buona probabilit\u00e0 ogni leader si sta ponendo le stesse domande che altri gli pongono senza trovare, al momento, risposta:<br \/>\nQuale sar\u00e0 il ruolo degli insegnanti e della scuola con questa tecnologia in grande diffusione?<br \/>\nChe aspetto avr\u00e0 la valutazione, ora che le utility dell&#8217;IA sono in grado di ottenere ottimi risultati in esami e selezioni per accesso a professioni?<\/p>\n<p>Domande sul &#8220;mondo conosciuto&#8221; che di solito consideriamo come punto di partenza per l&#8217;istruzione. Molti dei nostri vecchi presupposti e norme non sembrano in grado di sostenere il &#8220;peso&#8221; di questa nuova tecnologia.<br \/>\nUna complessa situazione da gestire nella quale i leader capaci di governare il cambiamento faranno la differenza e, non potendo affidarsi alla personale e consolidata modalit\u00e0 di conduzione delle proprie comunit\u00e0, dovranno optare per modelli forse discutibili ma efficaci, e tanto basta!<\/p>\n<hr \/>\n<p><em>(1) Leadership del cambiamento: definizione, suggerimenti e strategie &#8211; Meta workspace &#8211;<\/em><\/p>\n<p><em>(2) Per approfondire il concetto di adhocrazia vedi <a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/adhocrazia_(Dizionario-di-Economia-e-Finanza)\/\">https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/adhocrazia_(Dizionario-di-Economia-e-Finanza)\/<\/a><\/em><\/p>\n<p><em>(3) Vedi anche \u201cOCSE Framework for the Classification of AI Systems\u201d, sistema che aiuta a valutare le opportunit\u00e0 e le sfide politiche dell\u2019intelligenza artificiale, con un\u2019analisi su come cambia il modo in cui le persone imparano, lavorano, giocano, interagiscono e vivono a contatto con questa tecnologia<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Governare il cambiamento di Domenico Ciccone \u201cThe only person who likes change is a baby with a wet diaper.\u201d \u201cL\u2019unica persona che vuole il cambiamento \u00e8 il bambino con il pannolino bagnato\u201d \u2013\u00a0Mark Twain Il tempo del cambiamento. Non sar\u00e0 facile, per gli storiografi, parlare di questo nostro periodo storico senza incorrere in numerose contraddizioni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-1845","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1845","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1845"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1845\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1852,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1845\/revisions\/1852"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1845"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1845"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1845"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}