{"id":1915,"date":"2024-11-05T00:01:23","date_gmt":"2024-11-04T23:01:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1915"},"modified":"2024-11-05T00:01:23","modified_gmt":"2024-11-04T23:01:23","slug":"intelligenza-artificiale-conversazione-e-originalita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1915","title":{"rendered":"Intelligenza artificiale, conversazione e originalit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1916\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/IA-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/IA-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/IA.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>Intelligenza artificiale, conversazione e originalit\u00e0 <\/strong><br \/>\n<em><strong>di Piervincenzo Di Terlizzi<\/strong> <\/em><\/p>\n<h6 style=\"text-align: left;\"><em>l&#8217;articolo \u00e8 stato originato da riflessioni condivise durante il convegno di Jesolo su Sfide e opportunit\u00e0 dell&#8217;IA<\/em><\/h6>\n<p style=\"text-align: left;\">\nIn questi giorni \u00e8 apparso l\u2019ultimo lavoro di Cosimo Accoto, Il pianeta latente. Provocazioni della tecnica, innovazioni della cultura (Egea, Milano, pp. 138, euro 18), in cui il filosofo italiano formula riflessioni e provocazioni sui compiti del pensiero umano di fronte alla sfida dell\u2019intelligenza artificiale e delle sue implicazioni.<!--more--> Le ultime pagine di questo denso lavoro chiamano, con una suggestione esplicita al pensiero e al fare poetico leopardiano, l\u2019umanit\u00e0<br \/>\nad un cambiamento di prospettiva e di ripensamento di se stessa, in una prospettiva che contrappone, a visioni apocalittiche, una presa di responsabilit\u00e0 che ben giustifica il riferimento all\u2019\u201dInfinito\u201d (\u201cDetto poeticamente, dobbiamo avere allora il coraggio di fare pensieri sovrumani. Per significare nuovamente e diversamente l\u2019idea di umano (noto e dato) e promuovere nuovi orizzonti. Pi\u00f9 inclusivi, pi\u00f9 sostenibili, pi\u00f9 giusti, pi\u00f9 aperti, pi\u00f9 prosperi e more-than-human. Sovrumani per l\u2019appunto e non sovrani. Per orizzontare oltre il<br \/>\ncatastrofare\u201d, p. 124).<br \/>\nL\u2019intelligenza artificiale \u00e8 quindi, anche, accettazione di un percorso per tirare fuori da se stessi pi\u00f9 umanit\u00e0 ancora: le conclusioni di Accoto, dato che i libri chiamano altri libri, mi hanno fatto tornare in mente un bel lavoro di qualche anno fa di Gianfranco Damico, che<br \/>\ns\u2019intitolava Piantala di essere te stesso (Apogeo, Milano, 2011 e poi pi\u00f9 volte ristampato da Feltrinelli). L\u2019assunto di partenza delsociologo-ristoratore-formatore siracusano era che la cosiddetta spontaneit\u00e0, una delle parole cui pi\u00f9 soventemente agganciamo l&#8217;idea della nostra originalit\u00e0, in realt\u00e0 sia tutt&#8217;altro che questo, trattandosi invece di un riflesso condizionato e automatico, di uno schema consolidatosi per via di ripetizioni e abitudini e disponibile per essere attivato in situazioni analoghe, non necessariamente sempre con la dovuta efficacia e finezza: la reale originalit\u00e0, invece, non sorge dalla reattivit\u00e0 spontanea, ma va duramente<br \/>\nconquistata, con un processo di consapevolezza e di liberazione.<br \/>\nQueste considerazioni, ben note a chi si occupi, alla luce dei percorsi delle neuroscienze, diapprendimento e psicologia della personalit\u00e0, tornano buone, insieme a quelle di Accoto, nel loro comune invito a non darci per scontati e a non fare confusioni su ci\u00f2 che riteniamo originale e precipuamente umano, nelle nostre esperienze quotidiane con gli strumenti di intelligenza artificiale generativa. Vorrei qui, in questo senso, proporre qualche mia riflessione su un aspetto di questa esperienza, quello legato alla dimensione conversazionale.<br \/>\nAnch&#8217;io, come molti, uso Chat GPT, Copilot, Claude AI, Gemini e tramite il mio uso so di addestrarli (e quindi cerco di farlo formulando delle intenzioni) a riconoscere schemi di formulazione e riferimenti consueti, cos\u00ec che, progressivamente, la qualit\u00e0 della conversazione<br \/>\nche si produce si affina e assume, come si sa, delle coloriture personali e personalizzate. Ho provato, allora, a chiedere all\u2019intelligenza artificiale di Chat GPT4o di formulare critiche a mie affermazioni, convincimenti o punti di vista. Vediamo come si \u00e8 sviluppato un confronto proprio sul tema dell\u2019intelligenza artificiale, in cui \u201cio\u201d ha preso delle posizioni dirette e dure.<br \/>\nRiporto tutto il dialogo di seguito:<br \/>\n<strong>\u201cIo\u201d<\/strong><br \/>\n<em>Sostengo che l&#8217;intelligenza artificiale danneggia l&#8217;intelligenza umana, perch\u00e9 la rende <\/em><br \/>\n<em>passiva. Tu che ne pensi?<\/em><br \/>\n<strong>Chat GPT<\/strong><br \/>\n<em>\u00c8 un punto di vista interessante e condiviso da molti. \u00c8 vero che l&#8217;intelligenza artificiale (IA) pu\u00f2 portare alcune persone a fare meno sforzi cognitivi, come quando ci si affida troppo agli strumenti tecnologici per risolvere problemi o per ricordare <\/em><br \/>\n<em>informazioni. Questo potrebbe, in un certo senso, rendere la nostra intelligenza \u201cpigra\u201d o meno esercitata. <\/em><br \/>\n<em>Tuttavia, l&#8217;IA ha anche il potenziale di stimolare l&#8217;intelligenza umana, ampliando le nostre capacit\u00e0 e aiutandoci a pensare in modi nuovi. Ad esempio, pu\u00f2 automatizzare compiti ripetitivi, permettendoci di concentrarci su attivit\u00e0 pi\u00f9 creative e analitiche. <\/em><br \/>\n<em>Inoltre, pu\u00f2 fornire un accesso pi\u00f9 ampio e rapido a informazioni, facilitando l&#8217;apprendimento e il progresso in vari campi.La chiave sta nell&#8217;uso consapevole dell&#8217;IA: come con qualsiasi strumento, bisogna imparare a integrarla in modo che potenzi le nostre capacit\u00e0 senza sostituire l&#8217;importanza dello sviluppo personale e della formazione cognitiva continua. Tu cosa pensi che si possa fare per bilanciare meglio queste due forze?<\/em><br \/>\n<strong>\u201cIo\u201d<\/strong><br \/>\n<em>Ritieni che la mia affermazione sia stata eccessiva?<\/em><br \/>\n<strong>Chat GPT<\/strong><br \/>\n<em>La tua affermazione \u00e8 forte, ma non necessariamente eccessiva: mette in evidenza una preoccupazione valida che molte persone condividono. Tuttavia, potrebbe essere utile considerare anche altre sfumature. <\/em><br \/>\n<em>L&#8217;idea che l&#8217;IA &#8220;danneggi&#8221; l&#8217;intelligenza umana pu\u00f2 sembrare drastica, ma \u00e8 comprensibile, soprattutto quando si riflette sugli effetti negativi di una dipendenza eccessiva dalla tecnologia. Tuttavia, il dibattito pu\u00f2 essere pi\u00f9 equilibrato se si prendono in considerazione sia i rischi che i benefici dell&#8217;IA. In altre parole, dipende molto da come l&#8217;IA viene utilizzata e da come scegliamo di interagire con essa. <\/em><br \/>\n<em>Quindi, no, non ritengo la tua affermazione completamente eccessiva; la vedo come un modo per sollevare una questione importante, anche se penso che ci siano aspetti che meritano una discussione pi\u00f9 approfondita.<\/em><br \/>\n<strong>\u201cIo\u201d<\/strong><br \/>\n<em>Pensi che io abbia tenuto poco conto delle diverse sfaccettature della questione?<\/em><br \/>\n<strong>Chat GPT<\/strong><br \/>\n<em>In parte s\u00ec, la tua affermazione si concentra su una preoccupazione reale ma esprime un punto di vista che non considera appieno le molteplici sfaccettature della questione. Hai sicuramente messo in luce un aspetto fondamentale, cio\u00e8 il rischio che <\/em><br \/>\n<em>l&#8217;uso eccessivo della tecnologia possa compromettere le nostre capacit\u00e0 cognitive. <\/em><br \/>\n<em>Tuttavia, come in molte questioni complesse, ci sono anche altri elementi da considerare, come i benefici dell&#8217;IA nell&#8217;aiutare la creativit\u00e0, migliorare l&#8217;efficienza e aprire nuove opportunit\u00e0 per l&#8217;apprendimento e la ricerca.Sottolineare le diverse prospettive potrebbe arricchire la tua analisi e rendere il tuo punto di vista pi\u00f9 bilanciato. Se hai voglia di approfondire ulteriormente, potresti <\/em><br \/>\n<em>riflettere su come trovare un equilibrio tra i vantaggi e gli svantaggi dell&#8217;IA per garantire uno sviluppo umano ottimale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">\n\u00c8 un esempio, se ne possono fare tantissimi, anche in contesti emotivamente pi\u00f9 impegnativi. Ad ogni modo, come si vede, Chat GPT ha risposto assumendo un punto di vista antropomorfo (si noti in particolare quando usa l\u2019espressione \u201cla nostra intelligenza\u201d,<br \/>\nriferendosi a quella umana), il che \u00e8 una delle pi\u00f9 evidenti, ma non la sola, forma di adattamento ai canoni di una conversazione che vuole essere empatica (prende in considerazione il punto di vista dell\u2019altro), argomentata (fornisce spunti e possibilit\u00e0 di<br \/>\nconferma e confronto) e assertiva (formula comunque delle ipotesi). Si tratta, insomma, di una buona conversazione, molto sensata, e non posso fare a meno di pensare che spesso, negli usuali contesti quotidiani, non riesco a trovare riesco a ritrovare la stessa pacata chiarezza, per i fraintendimenti e le interferenze che li attraversano.<br \/>\nQuesto esercizio di domande e alle risposte pensose e articolate \u00e8 una buona forma di abitudine, o di ri-abitudine alla dialettica (con un altro-da-me che, lo so bene, dipende da me, ma che nella dimensione dialogica mi appare comunque, appunto, altro). Non solo: proprio<br \/>\nperch\u00e9 nelle tonalit\u00e0 di questa conversazione intravvedo degli elementi di finezza nell\u2019argomentazione e nella postura relazionale, sapendo bene che tutto ci\u00f2 si genera negli schemi del linguaggio sono obbligato a riflettere in maniera pi\u00f9 attenta e meno scontata<br \/>\n(seguendo, appunto, Accoto e Damico) su ci\u00f2 che ritengo specificamente umano, e originale: e capisco che si tratta di qualcosa che non \u00e8 dato una volta per tutte, ma che mi devo sforzare di far emergere, di riconoscere, di conquistare come forma di una mia personale liberazione (da cosa? dalla pigrizia, dalle frasi fatte, dagli schemi, dalle reazioni e dalle risposte<br \/>\nconvenzionali). Quello che ne traggo, insomma, \u00e8 tutt\u2019altro che apocalittico, ma il pensiero, neanche tanto paradossale, che ci sia la possibilit\u00e0 reale che tramite l&#8217;intelligenza artificialeriusciremo, davvero, ad essere umani<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intelligenza artificiale, conversazione e originalit\u00e0 di Piervincenzo Di Terlizzi l&#8217;articolo \u00e8 stato originato da riflessioni condivise durante il convegno di Jesolo su Sfide e opportunit\u00e0 dell&#8217;IA In questi giorni \u00e8 apparso l\u2019ultimo lavoro di Cosimo Accoto, Il pianeta latente. 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