{"id":1947,"date":"2025-01-18T14:55:20","date_gmt":"2025-01-18T13:55:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1947"},"modified":"2025-01-18T14:55:20","modified_gmt":"2025-01-18T13:55:20","slug":"una-visione-di-scuola-in-una-parola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1947","title":{"rendered":"Una visione di scuola in una parola"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1948\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/Class_Road_Map-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Una visione di scuola in una parola<\/strong><br \/>\n<em><strong>di Clara Alemani<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Mi preme segnalare come, da una singola parola della recente ordinanza sulla valutazione nella scuola primaria, sia possibile desumere, o almeno intuire, la visione complessiva di scuola che il Ministero sta promuovendo e sulla quale credo sia opportuno ri\ufb02ettere e interrogarsi come associazione.<!--more--><br \/>\nLa parola cui mi riferisco, possono, si trova nell\u2019articolo 3, comma 3, dove si legge:<br \/>\n<em>Le istituzioni scolastiche possono riportare nel documento di valutazione i principali obiettivi di apprendimento previsti nel curricolo di istituto per ciascuna disciplina.<\/em><br \/>\nIl verbo non \u00e8 frutto del caso, dal momento che riguarda un punto su cui il CSPI aveva sollevato obiezioni, chiedendo di assegnare (quanto meno, mi viene da dire) un giudizio sintetico a ciascuno degli obiettivi di apprendimento disciplinari signi\ufb01cativi anzich\u00e9 all\u2019intera disciplina. Tuttavia, come si legge nelle premesse dell\u2019ordinanza stessa, il Ministero ha ritenuto di non poter accogliere tale richiesta per<em> esigenze di chiarezza e sempli\ufb01cazione<\/em>.<br \/>\nCome dire che l\u2019articolazione in obiettivi, e la conseguenza che potrebbero essere valutati con un giudizio diverso l\u2019uno dall\u2019altro, non consentirebbe di rispondere a un\u2019esigenza di chiarezza e sempli\ufb01cazione.<br \/>\nMi domando innanzi tutto da chi sia avvertita tale esigenza: dalle scuole? Dai\/Dalle docenti? Dalle famiglie? Dagli\/e alunni\/e? Dal ministero stesso? Se si tratta delle scuole e\/o dei\/delle docenti, sarebbe stato sufficiente indagare con i diretti interesati, attraverso un\u2019azione sistematica di monitoraggio su ci\u00f2 che le scuole hanno prodotto in questi cinque anni di vigenza della OM 172. Sappiamo che ci\u00f2 non \u00e8 avvenuto, anzi proprio questa assenza \u00e8 stata una delle principali obiezioni mossa da pi\u00f9 parti, sia dalle scuole sia da pedagogisti, quali Cristiano Corsini e Daniele Novara, tanto per citarne alcuni. Non mi risulta che il Ministero abbia interrogato le famiglie e ne ricavo quindi l\u2019idea che tale esigenza sia soprattutto del Ministero stesso. E perci\u00f2 credo che proprio quel possono sia rivelatore di una visione di scuola su cui \u00e8 necessario ri\ufb02ettere.<br \/>\nL\u2019articolazione dei<em> principali obiettivi di apprendimento<\/em> \u00e8 lasciata dunque alla discrezionalit\u00e0 delle singole scuole. Secondo quanto previsto dalla norma, \u00e8 sufficiente che ci sia un giudizio sintetico perogni disciplina. La disciplina appare dunque nella scheda di valutazione, cio\u00e8 nel documento pi\u00f9 signi\ufb01cativo per la comunicazione sugli apprendimenti tra scuola e famiglia, come un costrutto monolitico, che si d\u00e0 per scontato sia conosciuto e condiviso nella sua sostanza da tutti gli attori coinvolti, cio\u00e8 docenti e famiglie. Si suggerisce che non \u00e8 importante soffermarsi su ci\u00f2 che concorre a costituire un determinato sapere nella scuola primaria, perch\u00e9 tanto si sa di che cosa si tratta. Sipossono quindi ignorare come dati secondari gli obiettivi su cui una classe si \u00e8 impegnata e di conseguenza, visto che<em> gli obiettivi sono organizzati in nuclei tematici(1)<\/em>, i nuclei tematici stessi in cui le discipline sono articolate nelle<em> Indicazioni<\/em>. Ne deriva una visione che, con l\u2019intento di apparire sempli\ufb01cata, \ufb01nisce per essere grossolana, monolitica appunto, destinata inevitabilmente a non promuovere dialogo tra scuola e famiglia e tanto meno ri\ufb02essioni articolate tra i\/le docenti su<br \/>\nprogettazione e valutazione, su che cosa proporre e come articolare le proposte per facilitare da parte degli alunni il raggiungimento dei <em>Traguardi di competenza<\/em> previsti nelle <em>Indicazioni<\/em>.<br \/>\nCome dire, un tanto al chilo: italiano \u00e8 <em>quella roba l\u00ec<\/em>, matematica anche, tecnologia pure, ecc, ecc. Da ex docente di lingua inglese penso con sgomento che questa <em>sempli\ufb01cazione<\/em> rappresenta un colpo di spugna su anni e anni di ricerca condotta anche in ambito europeo! Mi preoccupa questa visione di scuola che intende rifuggire dalla complessit\u00e0, compresa quella che riguarda i fondamenti epistemologici di ciascuna disciplina.<br \/>\nQuanto poi alla valutazione numerica attribuita alla disciplina, articolata o non articolata attraverso i suoi obiettivi, mi premono un paio di osservazioni.<br \/>\nInnanzi tutto, come gi\u00e0 evidenziato dalla ricerca docimologica, la media pi\u00f9 o meno matematica tra scale ordinali come sono quelle dei voti o dei giudizi, non \u00e8 scienti\ufb01camente fondata, dal momento che nelle scale ordinali il valore numerico \u00e8 assegnato in maniera arbitraria e non si presuppongonointervalli regolari tra un numero e l\u2019altro.<br \/>\nIn secondo luogo, ma non voglio dilungarmi su di un punto ampiamente sottolineato e di sconcertante ovviet\u00e0, il voto \/ giudizio non dice nulla su ci\u00f2 che un\/a alunno\/a sa, su ci\u00f2 che sa fare, su come lo fa, su come lo potrebbe fare meglio, su come potrebbe imparare, \u2026 Insomma, anche in questo caso \u2026 <em>un tanto al chilo<\/em>: in italiano (e tutti sappiamo che cosa signi\ufb01ca Italiano, no?), Pierino legge (\u00e8 chiaro, no?) molto bene (cio\u00e8?), ma scrive (vale a dire?) maluccio (??). Quindi facciamo discreto, un giudizio che ha sempre goduto di grande popolarit\u00e0 tra molti\/e docenti, anche della scuola secondaria di primo grado,che a lungo ne hanno lamentato l\u2019assenza dai documenti ufficialie che ora viene \ufb01nalmente sdoganato.<br \/>\nE cos\u00ec mentre gli\/le esperti parlano di valutazione evolutiva, di valutazione formatrice (<em>assessment as learning<\/em>), di valutazione educativa, di <em>feed back<\/em> formativi, ecco che le scuole sono chiamate a <em>sempli\ufb01care e chiarire<\/em>. Si ripropone in maniera evidente lo iato tra mondo della ricerca (educativa, didattica, docimologica, \u2026) e scuola, con grave danno per entrambi gli universi.<br \/>\nUn ultimo punto riguarda quanto previsto al comma 6 del medesimo articolo 3, che riporto di seguito:<br \/>\n<em>Le istituzioni scolastiche, nell\u2019ambito dell\u2019autonomia didattica di cui all\u2019articolo 4, comma 4 del DPR n. <\/em><br \/>\n<em>275\/1999, elaborano i criteri di valutazione, da inserire nel Piano triennale dell\u2019offerta formativa,declinando, altres\u00ec, per ciascun anno di corso e per ogni disciplina del curricolo la descrizione dei livelli di apprendimento correlati ai giudizi sintetici riportati nell\u2019Allegato A alla presente ordinanza.<\/em><br \/>\nMi pare che, quanto a chiarezza, proprio non ci siamo. Le scuole devono elaborare i criteri di valutazione<em> declinando la descrizione dei livelli di apprendimento correlati ai giudizi sintetici.<\/em> Devono cio\u00e8 de\ufb01nire criteri e indicatori (la descrizione) per ciascuno dei giudizi sintetici previsti dall\u2019ordinanza. Ne deduco che le descrizioni riportate nell\u2019Allegato A siano una sorta di esempio che le scuole possono seguire nell\u2019elaborazione dei criteri. Tali descrizioni sembrano basarsi sulle dimensioni di cui all\u2019OM. 172\/2020: autonomia, continuit\u00e0, tipologia della situazione, risorse mobilitate, con l\u2019aggiunta di una frase relativa all\u2019esprimersi <em>correttamente, con particolare propriet\u00e0 di linguaggio, capacit\u00e0 critica e di argomentazione, in modalit\u00e0 adeguate al contesto.<\/em> Quindi mi immagino che le scuole dovranno elaborare descrizioni simili per ciascuna disciplina, per ciascun anno di corso e per ciascun giudizio sintetico. E poich\u00e9 la vaghezza, l\u2019indeterminazione e la genericit\u00e0 sembrano essere le cifre stilistiche delle descrizioni riportate nell\u2019Allegato A, penso che non sar\u00e0 difficile per le scuoleformulare criteri di valutazione altrettanto generici e vaghi, infarciti di aggettivi quali, ad esempio, <em>adeguato, appropriato, corretto, originale, personale e di avverbi come non sempre, solo episodicamente, non del tutto, parzialmente<\/em>. Si tratta del resto di termini che ben si iscrivono nell\u2019universo dei signi\ufb01cati chiari e immediati di cui il Ministero sembra essersi fatto promotore.<br \/>\nAl di l\u00e0 delle battute, credo che proprio l\u2019elaborazione dei criteri e dei descrittori potr\u00e0 continuare a essere terreno di ricerca (e di scontro) nelle scuole primarie e secondarie. Ci sono alcuni punti di attenzione che, soprattutto i\/le dirigenti, dovranno mantenere saldi anche per non correre il rischio di vani\ufb01care il lavoro svolto dai collegi in questi anni a proposito di valutazione e, come logicaconseguenza, di progettazione.<br \/>\nPer poter individuare criteri di valutazione e descrizioni, le scuole dovranno inevitabilmente stabilire gli obiettivi per ciascuna disciplina e per ciascun anno di corso, anche se poi sceglieranno di non riportarli nel documento di valutazione. Credo tuttavia che si tratti di un compito gi\u00e0 affrontato dallescuole e non di un nuovo aggravio. Si \u00e8 trattato in molti casi di una ri\ufb02essione feconda che ha condotto a profonde revisioni del curricolo di scuola, a dimostrazione dell\u2019indissolubile rapporto tra valutazione e progettazione.<br \/>\nGli obiettivi saranno presumibilmente articolati (sarebbe opportuno che lo fossero, in ogni caso) come la OM.172 richiedeva, cio\u00e8 in modo da esplicitare sia il<em> processo o prestazione cognitiva<\/em> sia il <em>contenuto<\/em> relativo a tale prestazione<em>(2)<\/em>.<br \/>\nSi dovranno poi individuare criteri e descrittori (o rubriche valutative, se si preferisce) che:<br \/>\n&#8211; siano coerenti con la\/e prestazione\/i oggetto di valutazione;<br \/>\n&#8211; permettano di osservare, misurare e valutare <strong>come<\/strong> la prestazione viene eseguita da chi apprende, in una duplice accezione. Si tratter\u00e0 di osservare, misurare e valutare sia il <strong>processo<\/strong> (o i processi) di apprendimento messo in atto dall\u2019allievo\/a per svolgere quella attivit\u00e0, sia il <strong>prodotto<\/strong> realizzato. Al processo facevano riferimento le dimensioni dell\u2019OM. 172 ora parafrasate nell\u2019allegato A; al prodotto sembra essere riferita l\u2019ultima frase delle descrizioni riportate nel medesimo allegato. Le scuole dovrebbero quindi elaborare criteri che consentano di osservare, misurare e valutare sia gli aspetti processuali e dinamici cio\u00e8 i progressi e gli sviluppi in termini di autonomia, continuit\u00e0, risorse mobilitate, tipologia delle situazioni proposte, sia i risultati, gli esiti di tali processi, utilizzando per questi ultimi criteri pi\u00f9 squisitamente disciplinari, quali, ad esempio per le discipline linguistiche, l\u2019ampiezza e la variet\u00e0 del lessico, la correttezza grammaticale, ortogra\ufb01ca,sintattica, la pertinenza, \u2026<br \/>\nChi dirige dovr\u00e0 promuovere una ri\ufb02essione affinch\u00e9 vengano de\ufb01nite modalit\u00e0 comuni per amisurazione e valutazione delle veri\ufb01che e delle attivit\u00e0 condotte in corso d\u2019anno, per la loro comunicazione ad alunni\/e e famiglie e per la loro registrazione. Quello della registrazione \u00e8, ed \u00e8 stato, un punto su cui molte scuole si sono interrogate, lamentando le difficolt\u00e0 legatealle rigidit\u00e0 strutturali dei registri elettronici. Si tratta a mio avviso di un problema molto sovrastimato che rischia di distogliere l\u2019attenzione dalla difficolt\u00e0 vera cio\u00e8 dalla de\ufb01nizione di modalit\u00e0 di comunicazione della valutazione chiare e comprensibili (<em>semplici<\/em>??). I registri elettronici sono <em>strumenti di lavoro<\/em>, esattamente come i libri di testo; non possono diventare gabbie in grado di imprigionare l\u2019operato di chi insegna o di indirizzarne le scelte strategiche. \u00c8 un punto su cui \u00e8 necessaria la massima chiarezza.<br \/>\nDa queste ri\ufb02essioni dovrebbero nascerne altre relative a metodologie, strumenti, strategie didattiche ed educative che chi insegna dovrebbe mettere in campo per favorire il raggiungimento degli obiettivi da parte di chi apprende, proprio perch\u00e9, come gi\u00e0 ricordato, ri\ufb02ettere sulla valutazione comporta ri\ufb02ettere sulla progettazione, soprattutto in chiave autoregolativa. Si tratta anche in questo caso di una ri\ufb02essione che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere rimandata. Occorre ri\ufb02ettere sulle metodologie didattiche ed educative che le scuole devono sviluppare, proprio nel momento in cui ingenti somme di denaro vengono investite per l\u2019allestimento di ambienti di apprendimento il cui carattere innovativo rischia di rimanere sulla carta, se non sostenuto da ri\ufb02essioni sistematiche sul <em>fare scuola<\/em>.<br \/>\nUn altro aspetto su cui il\/la dirigente dovr\u00e0 vigilare \u00e8 la continuit\u00e0 tra scuola primaria e scuola secondaria che non potr\u00e0 essere affidata unicamente ala analogia tra le scale ordinali dei giudizi (in primaria) e dei voti numerici (nella secondaria di primo grado). Questo \u00e8 stato del resto uno dei punti pi\u00f9 problematici derivati dall\u2019applicazione dell\u2019OM.172. Sar\u00e0 necessario e doveroso salvaguardare la continuit\u00e0 di dimensioni costitutive degli istituti comprensivi, quali ad esempio, la progressione diobiettivi, metodologie, attivit\u00e0, mantenendo una visione di scuola condivisa non solo sulla carta, ma nell\u2019agire quotidiano di chi vi lavora.<br \/>\nMi chiedo tuttavia quanti\/e dirigenti si sentiranno di affrontarenei collegi temi cos\u00ec spinosi e quanti, soprattutto coloro che provengono da esperienze di insegnamento nella secondaria di secondo grado, sapranno cogliere l\u2019importanza di questa partita e dotarsi, se necessario, delle competenze speci\ufb01che che essa richiede. Sar\u00e0 pi\u00f9 facile, temo, imboccare la strada tracciata dal Ministero stesso ed evitare inutili complicazioni: le docenti della primaria elaboreranno i criteri parafrasando le descrizioni dell\u2019Allegato A e i processi di valutazione, intermedi, \ufb01nali, in corso d\u2019anno, viaggeranno pi\u00f9 speditamente. Parafrasando Forrest Gump, non credo sia necessario aggiungere altro.<br \/>\nMi preoccupa, per \ufb01nire, la revisione in corso delle <em>Indicazioni nazionali<\/em> di cui i giornali stanno dando ampie anticipazioni, ma mi consola sapere che comunque la scuola \u00e8 popolata anche da persone sagge che sapranno resistere alle lusinghe della chiarezza e della sempli\ufb01cazione, in nome della competenza professionale e del mandato istituzionale loro affidato:promuovere il successo formativo di alunni e alunne.<\/p>\n<hr \/>\n<p><em>(1)<\/em>DM. 254\/2012,<em> Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell\u2019infanzia e del primo ciclo d\u2019istruzione<\/em>.<br \/>\n<em>(2)<\/em> Si veda a tale proposito R. Trinchero,<em> La formulazione degli obiettivi di apprendimento, <\/em>in A cura di E Nigris e G. Agrusti,<em> Valutare per apprendere<\/em>, Pearson Italia, Milano \u2013 Torino, 2021, pag.22<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una visione di scuola in una parola di Clara Alemani Mi preme segnalare come, da una singola parola della recente ordinanza sulla valutazione nella scuola primaria, sia possibile desumere, o almeno intuire, la visione complessiva di scuola che il Ministero sta promuovendo e sulla quale credo sia opportuno ri\ufb02ettere e interrogarsi come associazione.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-1947","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1947","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1947"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1947\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1949,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1947\/revisions\/1949"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1947"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1947"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1947"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}