{"id":1967,"date":"2025-03-01T15:57:38","date_gmt":"2025-03-01T14:57:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1967"},"modified":"2025-03-01T15:58:27","modified_gmt":"2025-03-01T14:58:27","slug":"addio-ai-giudizi-descrittivi-come-funziona-la-nuova-valutazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1967","title":{"rendered":"Addio ai giudizi descrittivi? Come funziona la nuova valutazione!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1968\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/03\/valutazioneperapprendimento-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Addio ai giudizi descrittivi? Come funziona la nuova valutazione!<\/strong><br \/>\n<em><strong>di Mario Di Maio<\/strong><\/em><\/p>\n<h5 style=\"text-align: right;\"><em>\u201cLa scuola la vorrei senza pagelle e con tante<br \/>\n<\/em><em>cordiali chiacchierate<\/em> <em>coi genitori, perch\u00e9,\u00a0alla<br \/>\nfine,<\/em> <em>invece di una bella pagella, si<\/em>\u00a0<em>abbia un bel<br \/>\nragazzo, cio\u00e8 un ragazzo libero, sincero,<br \/>\nmigliore<\/em>\u00a0<em>comunque.\u201d<\/em>(Mario Lodi)<\/h5>\n<p>I recenti interventi normativi relativi alla valutazione nella Scuola primaria e, in misura minore, nella Scuola secondaria di primo grado, hanno, nuovamente, riacceso i riflettori su questo essenziale momento delle attivit\u00e0 di apprendimento e d\u2019insegnamento.<!--more--><\/p>\n<p>Il precedente articolo pubblicato sul blog dell\u2019Andis sull\u2019importanza di una revisione dei \u201cModelli valutativi\u201d di Bruno Lorenzo Castrovinci e quello sulla \u201cResponsabilit\u00e0 dei docenti e ruolo strategico del dirigente\u201d di Rita La Tona e Maria Rosa Turrisi, nell\u2019individuare alcuni aspetti fondamentali del processo valutativo, segnalano un\u2019attenzione particolare alla problematica della valutazione. Le affermazioni del primo estensore sono fortemente condivisibili, anche se i recenti provvedimenti emanati dal Ministro vanno in direzione del tutto contraria. Afferma, infatti, Castrovinci \u201cQuesto metodo dovrebbe superare i limiti del voto numerico e dei giudizi sintetici, ormai archetipi consolidati che spesso non riescono a cogliere la complessit\u00e0 del percorso di apprendimento. La valutazione dovrebbe diventare un processo che valorizzi il progresso, le competenze e le potenzialit\u00e0 degli studenti in modo pi\u00f9 completo e autentico. Parallelamente, sperimentare un modello di scuola senza voti rappresenterebbe un\u2019occasione unica per ripensare radicalmente il sistema educativo\u201d[1].<\/p>\n<p>La Tona e Turrisi delineano la stretta relazione tra la progettazione e la valutazione.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019azione valutativa \u00e8 pertanto strettamente interrelata con il curricolo di scuola, con i percorsi disciplinari, con le attivit\u00e0 quotidiane, con la flessibilit\u00e0 della didattica, con l\u2019individualizzazione e la personalizzazione dell\u2019insegnamento\u2026( omissis)\u2026anche le attuali modifiche normative dovrebbero essere interpretate come una occasione per le scuole di ripensare, collegialmente, alla coerenza delle azioni didattiche rispetto ai presupposti indicati nel curricolo, all\u2019adeguatezza degli indicatori utilizzati per le valutazioni disciplinari e del comportamento, alle modalit\u00e0 di condivisione degli strumenti e dei protocolli per documentare e comunicare in merito ai processi valutativi.\u201d[2]<\/p>\n<p>Vediamo qual \u00e8 il quadro concreto che attende i dirigenti e i docenti della Scuola primaria nell\u2019ambito della valutazione per la fase finale di quest\u2019anno scolastico. La legge 1\u00b0 ottobre 2024, n. 150 recante \u201cRevisione della disciplina in materia di valutazione delle studentesse e degli studenti, di tutela dell\u2019autorevolezza del personale scolastico nonch\u00e9 di indirizzi scolastici differenziati\u201d, ha normato la nuova valutazione introducendo per gli alunni di Scuola primaria dei giudizi sintetici correlati alla descrizione dei livelli di apprendimento raggiunti, modificando e integrando gli articoli 2 e 6 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62. La successiva ordinanza ministeriale del 9 gennaio 2025, n. 3, disciplina le modalit\u00e0 della valutazione periodica e finale degli apprendimenti degli alunni della scuola primaria introducendo sei livelli da \u201cottimo\u201d a \u201cnon sufficiente\u201d che dovranno essere inseriti nel nuovo documento di valutazione. Essa prevede, come si \u00e8 gi\u00e0 detto, che le nuove modalit\u00e0 di valutazione siano applicate a partire dall\u2019ultimo periodo dell\u2019anno scolastico 2024\/2025 definito in base all\u2019autonoma determinazione di ciascuna istituzione scolastica (trimestre, quadrimestre o pentamestre). In questa indicazione c\u2019\u00e8 il primo vulnus dei tanti che sono presenti nei Documenti ministeriali da poco emanati. La domanda (come diceva un famoso giornalista napoletano in una nota trasmissione televisiva) \u201cnasce spontanea\u201d e se la sono posta tutti i docenti e i dirigenti che, in corso d\u2019anno, devono affrontare una nuova modalit\u00e0 di valutazione con un\u2019impostazione del tutto diversa rispetto a questi ultimi quattro anni. La \u201cfuria \u201cdestruens del Ministro e dei suoi collaboratori non poteva aspettare la fine di quest\u2019anno scolastico continuando ad utilizzare i giudizi descrittivi indicati dalla precedente normativa? O forse torme di genitori incapaci di comprendere, nonostante l\u2019opera meritoria di docenti e dirigenti di spiegare cosa indicassero i termini di \u201cavanzato\u201d, \u201cintermedio\u201d, \u201cbase\u201d, \u201cin via di prima acquisizione\u201d dei livelli di competenza manifestate dagli alunni, avevano \u201ccinto d\u2019assedio\u201d la sede del MIM chiedendo la modifica delle modalit\u00e0 valutative? Qualcuno del Ministero ha interpellato docenti e dirigenti per questo cambio di rotta, che, in un precedente articolo pubblicato nel blog ANDIS, ho definito (scusate l\u2019autocitazione!) \u201cun compromesso\u201d? Nonostante tutte le difficolt\u00e0, le Scuole, comunque, si attrezzeranno per operare, per la fine dell\u2019anno, una nuova valutazione. Nuova soltanto nella definizione degli elementi aggettivali da utilizzare nella individuazione dei livelli di apprendimento. Infatti molte delle indicazioni presenti nei precedenti Documenti sulla valutazione sono rimasti nell\u2019odierna Ordinanza. Si continua a sottolineare la valenza formativa delle strategie valutative, intesa come un superamento del limitarsi a certificare i risultati degli studenti per giungere a svolgere un ruolo cruciale nel migliorare il processo di apprendimento. Insieme a questa viene sottolineata l\u2019importanza della valutazione per l\u2019apprendimento. \u201cLa valutazione ha per oggetto il processo formativo e i risultati di apprendimento degli alunni, ha finalit\u00e0 formativa ed educativa, documenta lo sviluppo dell\u2019identit\u00e0 personale e promuove la autovalutazione di ciascuno in relazione alle acquisizioni di conoscenze, abilit\u00e0 e competenze, concorrendo al miglioramento degli apprendimenti e al successo formativo\u201d[3] La valutazione formativa e quella per l\u2019apprendimento sono due approcci complementari che mirano a supportare gli studenti nel loro percorso educativo. La prima costituisce un processo continuo di raccolta di informazioni sull\u2019apprendimento degli studenti al fine di adattare l\u2019insegnamento e migliorare le prestazioni. A differenza della valutazione sommativa, che ha lo scopo di certificare il livello raggiunto, la valutazione formativa si concentra sul monitoraggio e sul feedback immediato. Strumenti come osservazioni, domande in classe, quiz senza voto e discussioni permettono agli insegnanti di comprendere le difficolt\u00e0 degli studenti e di intervenire tempestivamente.<\/p>\n<p>La valutazione per l\u2019apprendimento (Assessment for Learning &#8211; AfL) si basa sulla stessa idea della valutazione formativa, ma enfatizza maggiormente il coinvolgimento attivo degli studenti nel processo di apprendimento. Questo approccio promuove l\u2019autovalutazione, la metacognizione e il miglioramento continuo, aiutando gli studenti a sviluppare consapevolezza dei propri progressi e strategie per migliorare le proprie competenze. Tecniche come rubriche di valutazione, diari di apprendimento e feedback tra pari favoriscono una maggiore autonomia e responsabilit\u00e0 nello studio.<\/p>\n<p>Un elemento chiave di entrambe gli le modalit\u00e0 \u00e8 il feedback formativo, che deve essere chiaro, tempestivo e orientato al miglioramento. Esso non si limita a segnalare errori, ma suggerisce strategie concrete per superarli, favorendo una crescita continua.<\/p>\n<p>Integrare la valutazione formativa e la valutazione per l\u2019apprendimento nella didattica significa passare da una logica di controllo a una di supporto, in cui l\u2019errore non \u00e8 visto come fallimento, ma come opportunit\u00e0 di crescita. Questo approccio favorisce una didattica pi\u00f9 inclusiva e personalizzata, migliorando la motivazione e il successo scolastico degli studenti.<\/p>\n<p>Tutte queste considerazioni sono mantenute nell\u2019O.M. e nella successiva Nota del 23 gennaio che recita, ad esempio,\u201d Viene, pertanto, sottolineata l\u2019ottica della valutazione per l\u2019apprendimento, che utilizza le informazioni rilevate anche per adattare l\u2019insegnamento ai bisogni educativi concreti degli alunni, ai loro stili di apprendimento in una prospettiva di personalizzazione e valorizzazione dei talenti\u201d. [4]<\/p>\n<p>I giudizi indicati costituiscono una scala ordinale di sei livelli che va da \u201cOttimo\u201d a \u201cNon sufficiente\u201d. Questa scala dovrebbe fornire una valutazione pi\u00f9 dettagliata e sfumata delle competenze degli studenti rispetto ai precedenti livelli, anche per migliorare la comunicazione tra scuola e famiglie, rendendo la valutazione pi\u00f9 trasparente e comprensibile. Attraverso l&#8217;uso di giudizi sintetici, si intende fornire un feedback chiaro sul livello di apprendimento degli studenti, facilitando cos\u00ec la comprensione dei punti di forza e delle aree che necessitano di miglioramento.<\/p>\n<p>\u00c8 importante notare che, oltre alle discipline tradizionali, il giudizio sintetico riguarda anche lo sviluppo delle competenze di cittadinanza, l&#8217;insegnamento della religione cattolica e le attivit\u00e0 alternative. Questo approccio integrato mira a offrire una visione completa del percorso formativo dello studente.<\/p>\n<p>La presenza di ben sei livelli rappresenta l\u2019altra difficolt\u00e0 che i docenti dovranno affrontare in quanto un numero elevato di livelli di valutazione non garantisce una migliore valutazione in quanto essi possono anche rendere la valutazione pi\u00f9 soggettiva e difficile da standardizzare. Molti esperti di docimologia sostengono che un numero eccessivo di livelli pu\u00f2 generare ambiguit\u00e0 e rendere la valutazione meno affidabile. La differenza tra &#8220;Buono&#8221; e &#8220;Discreto&#8221;, ad esempio, pu\u00f2 risultare soggettiva e difficile da definire in modo chiaro e uniforme tra insegnanti diversi.<\/p>\n<p>Le criticit\u00e0 possono essere tante:<\/p>\n<p>o\u00a0\u00a0 Difficolt\u00e0 di distinzione \u2013 I confini tra livelli vicini possono essere sfumati e interpretati in modi diversi.<\/p>\n<p>o\u00a0\u00a0 Soggettivit\u00e0 \u2013 Gli insegnanti potrebbero avere criteri diversi nel distinguere tra un livello e l&#8217;altro.<\/p>\n<p>o\u00a0\u00a0 Minore affidabilit\u00e0 \u2013 Pi\u00f9 livelli rendono meno stabile il giudizio, perch\u00e9 lo stesso studente potrebbe ricevere valutazioni diverse a seconda del docente.<\/p>\n<p>Un\u2019alternativa pi\u00f9 efficace poteva essere quella indicata da molti studi che suggeriscono che una scala pi\u00f9 ristretta (ad esempio tre o quattro livelli) garantisce una valutazione pi\u00f9 chiara e coerente.<\/p>\n<p>Per esempio: Eccellente \u2013 Soddisfacente \u2013 Sufficiente \u2013 Non Sufficiente<br \/>\nviene indicata da molti autori, anche esperti di docimologia, che sostengono che una scala su quattro livelli consente una migliore valutazione.<\/p>\n<p>Tra gli studiosi e gli esperti di docimologia che hanno messo in luce i limiti di scale troppo articolate e hanno sostenuto l\u2019efficacia di un sistema a quattro livelli, troviamo Giovanni Domenici che nel suo \u201cManuale della valutazione scolastica\u201d sottolinea come una scala ridotta \u2013 ad esempio, articolata in quattro livelli \u2013 possa migliorare la chiarezza e l\u2019affidabilit\u00e0 del giudizio, riducendo la soggettivit\u00e0 ed ancora Benedetto Vertecchi che, nel testo \u201cManuale della valutazione. Analisi degli apprendimenti e dei contesti\u201d, evidenzia che semplificare la scala (passando da sei a quattro livelli) aiuta a contenere l\u2019ambiguit\u00e0 nei confronti dei criteri, rendendo pi\u00f9 stabile il processo valutativo ma \u00e8, soprattutto, Calonghi che, trattando della valutazione e degli \u201c aggettivi\u201d che vengono usati \u201c a commento del voto ed anche ( specie nella scuola elementare) in sostituzione di esso\u201d[5] afferma che \u201c Gli aggettivi sono una forma d\u2019espressione alquanto imprecisa\u201d e continua \u201c in campo valutativo, gli aggettivi \u2026(omissis)\u2026vengono usati con connotazioni che non \u00e8 possibile interpretare correttamente solo in base ad una buona conoscenza della Lingua italiana, n\u00e9 con l\u2019aiuto di grammatiche e dizionari\u00a0 ( per es. eccellente ed ottimo sono considerati sinonimi dai dizionari, mentre per gli insegnanti \u201cottimo\u201d corrisponde ad un livello inferiore di \u201ceccellente\u201d\u201d[6]. Sempre nella parte del testo di Calonghi riferito agli \u201c aggettivi\u201d nella valutazione si dice \u201c gli aggettivi non consentono di esprimere adeguatamente i diversi livelli di profitto\u201d e poi fa riferimento proprio ad uno dei giudizi indicati nell\u2019Ordinanza: \u201c distinto\u201d, affermando che esso \u201c \u00e8 di uso assai infrequente nell\u2019espressione spontanea d\u2019insegnanti e di alunni, comporta un grado elevato d\u2019incertezza di significato , non esprime un livello significativamente diverso da un altro aggettivo incluso nella scala ( si esprime quasi in modo profetico! N.d.R.) \u201cbuono\u201d\u201d[7] Le considerazioni di questo importante pedagogista sono tantissime e tutte di forte critica all\u2019utilizzazione di una scala ordinale fatta di aggettivi.<\/p>\n<p>Il Ministro ha poi, nell\u2019ambito dell\u2019Allegato A, descritto quelle che nelle precedenti Linee guida dell\u2019O.M. 172 del 2020 venivano indicate come \u201cdimensioni\u201d di cui tener conto nella stesura dei giudizi descrittivi relativamente agli obiettivi delle diverse discipline e che, nelle prossime modalit\u00e0 di compilazione dei giudizi sintetici, devono servire per l\u2019individuazione dei livelli di apprendimento. La scelta di attribuire il giudizio all\u2019intera disciplina e non agli obiettivi didattici comporter\u00e0 da parte dei docenti un ulteriore nocumento, in quanto se durante la valutazione \u201cin itinere\u201d i risultati dell\u2019alunno saranno particolarmente positivi nell\u2019ambito, ad esempio, della lettura e della comprensione del testo, mentre quelli relativi alla produzione scritta risultano carenti, quale giudizio potr\u00e0 essere attribuito allo studente stesso, in quanto \u00e8 inimmaginabile, sia dal punto di vista logico sia da quello docimologico, compilare una media dei giudizi ? Una soluzione , anche se ci\u00f2 comporta un aumento del \u201c carico compilatorio\u201d del docente, viene offerta dalla Nota n.2867 del 23 gennaio 2025, avente come oggetto \u201c Indicazioni in merito alla valutazione periodica e finale degli apprendimenti nella scuola primaria e alla valutazione del comportamento nella scuola secondaria di primo grado\u201d, che recita:\u201d Fermo restando che la valutazione periodica e finale espressa in giudizi sintetici \u00e8 riferita a ciascuna disciplina di studio nella sua interezza, ogni istituzione scolastica ha la facolt\u00e0 di inserire nel documento di valutazione i principali obiettivi disciplinari, rendendo pi\u00f9 esplicita e funzionale la correlazione con la progettazione di classe. Si intende, in questo modo, confermare e valorizzare il lavoro delle istituzioni scolastiche nell\u2019individuare e inserire nel PTOF gli obiettivi di apprendimento, oggetto di valutazione periodica e finale per ogni classe e ogni disciplina, ritenuti indispensabili per il raggiungimento dei traguardi per lo sviluppo delle competenze\u201d.[8] Entrando nel \u201cmerito\u201d dei livelli della scala ordinale dei giudizi da assegnare agli alunni, ci sono ulteriori difficolt\u00e0 per\u00a0 l\u2019attribuzione di alcuni di essi agli allievi. Mi riferisco, in modo particolare, al giudizio \u201cdiscreto\u201d che viene caratterizzato dalle seguenti \u201cdimensioni\u201d: \u201cL\u2019alunno svolge e porta a termine le attivit\u00e0 con parziale autonomia e consapevolezza. \u00c8 in grado di utilizzare alcune conoscenze, abilit\u00e0 e competenze per svolgere compiti e risolvere problemi non particolarmente complessi.\u201d[9] Gli insegnanti come devono intendere la \u201cparziale autonomia\u201d e \u201ci problemi non particolarmente complessi \u201ce questa descrizione non dovrebbe appartenere a livelli pi\u00f9 \u201cbassi\u201d, anche facendo riferimento alla Lingua italiana che del termine discreto d\u00e0 la seguente definizione: \u201cIn giudiz\u00ee qualitativi, abbastanza buono, soddisfacente\u201d?[10] Il livello della sufficienza \u00e8 invece caratterizzato dalle seguenti dimensioni:\u201d L\u2019alunno svolge le attivit\u00e0 principalmente sotto la guida e con il supporto del docente. \u00c8 in grado di applicare alcune conoscenze e abilit\u00e0 per svolgere semplici compiti e problemi, solo se gi\u00e0 affrontati in precedenza. Si esprime con un lessico limitato e con qualche incertezza\u201d[11]; anche in questo caso, facendo i conti con la definizione di \u201csufficiente\u201d non ritroviamo la giusta connotazione, infatti questo aggettivo significa \u201cChe basta, che \u00e8 adeguato, anche se di misura, a una determinata necessit\u00e0, utilizzazione o finalit\u00e0\u00a0\u201c.[12] Questa ulteriore contraddizione era stata segnalata anche nel parere del CSPI del 18 novembre 2024 che si esprimeva nei seguenti termini: \u201c(Il CSPI) evidenzia la necessit\u00e0 che siano rinominati e rimodulati i due giudizi sintetici \u201csufficiente\u201d e \u201cnon sufficiente\u201d con altre formulazioni pi\u00f9 funzionali al miglioramento degli apprendimenti\u201d.[13]<\/p>\n<p>Vorrei concludere queste mie note ricordando la \u201ctestimonianza\u201d di Alberto Manzi il \u201cmaestro\u201d televisivo di \u201cNon \u00e8 mai troppo tardi \u201cdi cui da poco si sono concluse le iniziative relative alla celebrazione del suo pensiero pedagogico per i cento anni dalla nascita che, nel 1981, si rifiut\u00f2 di redigere le \u201cschede di valutazione\u201d, appena introdotte dalla riforma della scuola in sostituzione della pagella. La spiegazione del suo rifiuto fu semplice: \u201cNon posso bollare un ragazzo con un giudizio, perch\u00e9 il ragazzo cambia, \u00e8 in movimento; se il prossimo anno uno legge il giudizio che ho dato quest\u2019anno, l\u2019abbiamo bollato per i prossimi anni\u201d.[14] Il Ministero della Pubblica Istruzione per\u00f2 non grad\u00ec il suo rifiuto e il maestro Manzi ebbe una sanzione disciplinare venendo sospeso dall\u2019insegnamento e dallo stipendio, proprio lui che aveva reso possibile l\u2019alfabetizzazione di milioni d\u2019Italiani grazie alla trasmissione Rai di cui fu il protagonista.<\/p>\n<p>L\u2019altro grande \u201cmaestro\u201d, Mario Lodi scriveva nei testi che ci ha lasciato: \u201cLa pagella, cos\u00ec com\u2019\u00e8 oggi, uno strumento di valutazione impreciso e soggettivo. Il numero (o il giudizio sintetico che ne rappresenta un succedaneo N.d.R.) che dovrebbe essere scritto nelle caselle corrispondenti alle \u201cmaterie\u201d o a gruppi di attivit\u00e0, \u00e8 il risultato di una strana miscela di sensazioni riguardo alle attivit\u00e0 del bambino, che il maestro compie sulla base di un modello di sufficienza che varia da insegnante a insegnante. Non sono rari i casi di \u201ctemi\u201d giudicati in modo diverso, a volte opposto, da maestri e professori\u2026(omissis)\u2026Ci\u00f2 dipende dal fatto che ogni materia racchiude diverse capacit\u00e0. Un numero per la \u201clingua italiana\u201d col quale sintetizzare pi\u00f9 attivit\u00e0 come la lettura, la scrittura, l\u2019ortografia, la sintassi, la propriet\u00e0 di linguaggio, la fantasia, la capacit\u00e0 di conversare ecc.\u201d[15]<\/p>\n<p>In conclusione la nuova valutazione segna un cambiamento rispetto ai giudizi descrittivi, puntando su criteri che dovrebbero essere pi\u00f9 chiari per alunni e genitori. Resta da vedere come docenti, studenti e famiglie si adatteranno a questo nuovo sistema e quali saranno gli effetti a lungo termine sul percorso educativo, senza dimenticare che la valutazione continua a costituire un momento fondamentale per la formazione degli alunni.<\/p>\n<hr \/>\n<p>[1] B. L. Castrovinci, Ripensare la valutazione scolastica, verso un approccio innovativo, in Blog ANDIS, 11 gennaio 2025<br \/>\n[2] R. La Tona e M. R. Turrisi, Ripensare la valutazione. Responsabilit\u00e0 dei docenti e ruolo strategico del dirigente, in Blog ANDIS, 17 febbraio 2025<br \/>\n[3] O.M. n.3 del 9 gennaio 2025<br \/>\n[4] Nota n.2867 del 23 gennaio 2025, Indicazioni in merito alla valutazione periodica e finale degli apprendimenti nella scuola primaria e alla valutazione del comportamento nella scuola secondaria di primo grado.<br \/>\n[5] L. Calonghi, Valutazione, Brescia, La Scuola Editrice, 1976<br \/>\n[6] ibidem<br \/>\n[7] ibidem<br \/>\n[8] Nota n.2867 del 23 gennaio 2025, Indicazioni in merito alla valutazione periodica e finale degli apprendimenti nella scuola primaria e alla valutazione del comportamento nella scuola secondaria di primo grado.<br \/>\n[9] Allegato A all\u2019O.M. n.3 del 9 gennaio 2025<br \/>\n[10] https:\/\/www.treccani.it\/vocabolario<br \/>\n[11] Allegato A all\u2019O.M. n.3 del 9 gennaio 2025<br \/>\n[12] https:\/\/www.treccani.it\/vocabolario<br \/>\n[13] Parere CSPI n.136 del 18 novembre 2024<br \/>\n[14] Alberto Manzi. L&#8217;ultima intervista al maestro di &#8220;Non \u00e8 mai troppo tardi&#8221;, Rai, 2013<br \/>\n[15] M. Lodi da \u201cLe pagelle\u201d, in Cooperazione Educativa, n. 5-6, 1974, Firenze, La Nuova Italia, ora in Cooperazione Educativa, vol. 63, n. 2, 2014, Trento, Ericsson<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Addio ai giudizi descrittivi? 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