{"id":1991,"date":"2025-05-09T13:19:13","date_gmt":"2025-05-09T11:19:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=1991"},"modified":"2025-05-09T13:26:57","modified_gmt":"2025-05-09T11:26:57","slug":"la-sindrome-del-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=1991","title":{"rendered":"La sindrome del 3%"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-1992\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/rigenerazione-urbana-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/>La sindrome del 3%<\/strong><br \/>\n<em><strong>di Nicola Puttilli<\/strong><\/em><\/p>\n<p>In un convegno dell\u2019ANDIS svoltosi recentemente a Montegrotto si \u00e8 parlato di rigenerazione urbana e di come l\u2019intreccio virtuoso fra protagonismo degli enti locali e progettazione delle autonomie scolastiche sia in grado di produrre piccoli gioielli di partecipazione democratica, cura del territorio e proposta pedagogica. <!--more-->Esperienze che si stanno realizzando su tutto il territorio nazionale, senza distinzione tra nord e sud, citt\u00e0 metropolitane e piccoli comuni, ordini di scuola.<\/p>\n<p>Nel sentire parlare con giustificato entusiasmo docenti, dirigenti scolastici e architetti di queste brillanti esperienze non ho potuto non ripensare con una certa dose di rammarico a quanto accaduto nell\u2019area torinese a cavallo tra gli anni \u201970 e \u201980.<\/p>\n<p>A seguito delle grandi innovazioni pedagogiche introdotte negli anni \u201960\/\u201970 nella scuola elementare e in parte anche nella scuola media, a partire dal tempo pieno e dalla didattica per laboratori ispirata in gran parte a Francesco De Bartolomeis, docente di pedagogia nell\u2019universit\u00e0 di Torino, furono progettate e costruite nei quartiere periferici della citt\u00e0, una decina di scuole che rispondevano in buona misura ai criteri di questo modello pedagogico: pareti mobili per trasformare le aule in atelier\/laboratori, \u201cbuca\u201d circondata da gradinate per le attivit\u00e0 teatrali, spazi esterni da adibire ad orto e attrezzature per attivit\u00e0, si direbbe oggi, outdoor. Anche la citt\u00e0, sotto la regia di due assessori ex direttori didattici come Gianni Dolino e Fiorenzo Alfieri, si dispose come un immenso laboratorio mettendo a disposizione delle scuole teatri, musei, spazi di incontro e perfino ex colonie marine trasformate in laboratorio mediterraneo.<\/p>\n<p>La \u201cverve\u201d innovativa dur\u00f2 alcuni anni, poi, complice anche la tragedia dell\u2019incendio al cinema \u201cStatuto\u201d nel 1984 con i suoi 64 morti, cominci\u00f2 lentamente ma inesorabilmente a declinare. La pi\u00f9 che giustificata attenzione alla sicurezza divenne , in alcuni casi, vera e propria ossessione inducendo molti capi istituto a logiche pi\u00f9 che prudenziali. Le prime ad essere \u201cchiuse\u201d furono le buche teatrali, troppo il rischio che qualche bambino un po\u2019 distratto facesse qualche brutta caduta, poi si rinunci\u00f2 alle pareti mobili, ritornando un po\u2019 alla volta alla pi\u00f9 tranquillizzante routine della classe e lasciando all\u2019attivit\u00e0 laboratoriale qualche specifico spazio specializzato, utilizzato sempre pi\u00f9 sporadicamente.<\/p>\n<p>Le principali ragioni del ritorno a una \u201carchitettura\u201d e a una didattica tradizionale non furono, ovviamente, legate solo a ragioni di sicurezza ma soprattutto all\u2019incapacit\u00e0 del nuovo modo di fare scuola di tradursi in un processo consolidato e duraturo e, soprattutto, fatto proprio dalla generalit\u00e0, o quasi, del corpo docente.<\/p>\n<p>Nel convegno di Montegrotto qualcuno ha detto che le scuole innovative che rompono il rapporto classe\/aula attraverso una serie di spazi formativi in grado di disarticolare la didattica puramente trasmissiva, costituiscono circa il 3% dell\u2019intero patrimonio scolastico italiano. Anche oggi, come ai tempi delle esperienze torinesi, esistono insegnanti, dirigenti scolastici, amministratori locali, professionisti con volont\u00e0 e competenze per innovare e sperimentare; ancora oggi rappresentano avanguardie che non riescono a trasformarsi in massa critica per modificare nella sostanza il \u201cmodo di essere\u201d della nostra scuola. Per questo salto di qualit\u00e0 (oltre alle ingenti risorse, ma neanche quelle del PNRR hanno prodotto cambiamenti significativi) \u00a0servirebbero alcuni passaggi strutturali che la scuola italiana \u00e8 stata, nel tempo, in grado di individuare e definire ma non di realizzare. Molto sinteticamente i principali nodi irrisolti sembrano essere:<\/p>\n<p>&#8211; \u00a0\u00a0la \u00a0formazione di tutto il personale, non \u00e8 infatti possibile il passaggio generalizzato da una didattica trasmissiva a una didattica attiva e partecipata senza un\u2019adeguata e continua formazione, a partire da quella iniziale, anche per i dirigenti scolastici nella logica di una leadership formativa tesa al raggiungimento degli \u00a0\u00a0obiettivi (nella quale rientra l\u2019accettazione di un margine di rischio ragionevole, con le opportune garanzie);<\/p>\n<p>&#8211; \u00a0\u00a0\u00a0la dotazione alle autonomie scolastiche di un \u201corganico funzionale\u201d sganciato dal rigido rapporto con l\u2019unit\u00e0 classe e legato al progetto di istituto nelle sue varie \u00a0articolazioni;<\/p>\n<p>&#8211; \u00a0\u00a0il rafforzamento dell\u2019autonomia scolastica, anche dal punto di vista finanziario, per la realizzazione del proprio progetto educativo senza le continue interferenze e gli eccessivi vincoli della burocrazia ministeriale.<\/p>\n<p>Disponiamo di un quadro normativo che non solo consente ma prevede la realizzazione di un\u2019autonomia scolastica compiuta, cos\u00ec come abbiamo avuto tentativi di organico funzionale fin dalla legge 440 del \u201997 e di formazione generalizzata del personale (legge 107: formazione obbligatoria, permanente e strutturale). Purtroppo molto, quasi tutto, \u00e8 rimasto sulla carta; sono venuti meno i decreti attuativi, gli accordi contrattuali e soprattutto le risorse e la volont\u00e0 politica di realizzare quanto previsto dal legislatore e un po\u2019 alla volta la burocrazia scolastica si \u00e8 ripresa gli spazi che non sarebbero pi\u00f9 di sua competenza.<\/p>\n<p>Il governo attuale tende a ignorare completamente questi aspetti, concentrato com\u2019\u00e8 da un lato a dare un ulteriore colpo all\u2019autonomia intervenendo anche sulle minutaglie dell\u2019organizzazione scolastica e dall\u2019altro in un\u2019operazione tutta ideologica ( vedi indicazioni primo ciclo ma non solo) tesa \u00a0a stabilire sulla scuola italiana \u00a0l\u2019egemonia culturale di una parte politica il cui pensiero pedagogico \u00e8 fermo a Giovanni Gentile.<\/p>\n<p>Per andare oltre il 3% dobbiamo aspettare ancora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sindrome del 3% di Nicola Puttilli In un convegno dell\u2019ANDIS svoltosi recentemente a Montegrotto si \u00e8 parlato di rigenerazione urbana e di come l\u2019intreccio virtuoso fra protagonismo degli enti locali e progettazione delle autonomie scolastiche sia in grado di produrre piccoli gioielli di partecipazione democratica, cura del territorio e proposta pedagogica.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-1991","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1991","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1991"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1991\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1995,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1991\/revisions\/1995"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1991"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1991"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1991"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}