{"id":2004,"date":"2025-06-05T15:30:25","date_gmt":"2025-06-05T13:30:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=2004"},"modified":"2025-06-05T15:31:38","modified_gmt":"2025-06-05T13:31:38","slug":"affrontare-la-dispersione-scolastica-e-la-poverta-educativa-una-pista-di-studio-per-degli-interventi-efficaci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=2004","title":{"rendered":"Affrontare la dispersione scolastica e la povert\u00e0 educativa: Una pista di studio per degli interventi efficaci"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2005\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/swot-150x150.jpeg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/swot-150x150.jpeg 150w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/swot-300x300.jpeg 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/swot-230x230.jpeg 230w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/swot.jpeg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/>Affrontare la dispersione scolastica e la povert\u00e0 educativa: Una pista di studio per degli interventi efficaci<\/strong><br \/>\n<em><strong>di Mario Di Maio e Gennaro Salzano\u00a0<\/strong><\/em><\/p>\n<h5 style=\"text-align: right;\">\u201cIl mondo pu\u00f2 essere salvato<br \/>\nsolo dal soffio della scuola\u201d.<br \/>\n(<em>Talmud<\/em>)<\/h5>\n<p><strong>1.Introduzione<\/strong><\/p>\n<p>In\u00a0 seguito al\u00a0 Convegno Nazionale ANDIS del marzo 2024, su abbandono scolastico e povert\u00e0 educative, il Direttivo Provinciale Andis di Napoli, dopo un\u2019approfondita riflessione, ha sentito l\u2019esigenza di elaborare un documento programmatico, attraverso il quale implementare azioni concrete, per un articolato approccio alle complesse problematiche emerse sul tema, mediante interventi di affiancamento nelle scuole, in modo tale che i contributi, pure preziosissimi e di grande rilevanza pedagogica e scientifica evidenziati nel corso del Convegno, non si riducessero ad un mero momento occasionale e limitato al periodo in cui esso si era tenuto.<!--more--><\/p>\n<p>Per quanto attiene al profilo normativo, che ha fatto da supporto al nostro intervento, importanti indicazioni alle scuole erano state emanate dal Ministero attraverso il D.M. n. 170 del 24\/06\/2022, per progettare o riprogrammare, su base pluriennale, piani di intervento per la prevenzione e il contrasto alla dispersione scolastica.<\/p>\n<p>Il suddetto D.M. ne evidenziava i principali obiettivi di prevenzione e di contrasto:<\/p>\n<ul>\n<li>\u00a0il potenziamento delle competenze di base a partire dal primo ciclo, con particolare attenzione a coloro che presentassero fragilit\u00e0 negli apprendimenti, tramite un approccio di tipo preventivo dell\u2019insuccesso scolastico;<\/li>\n<li>il contrasto alla dispersione scolastica, attraverso un approccio globale e integrato che valorizzasse la motivazione e i talenti di ogni discente all\u2019interno e all\u2019esterno della scuola, in raccordo con le risorse del territorio;<\/li>\n<li>\u00a0il miglioramento dell\u2019approccio inclusivo della didattica curricolare ed extracurricolare delle istituzioni scolastiche in un\u2019ottica di personalizzazione dell\u2019apprendimento.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il DM indicava altres\u00ec le modalit\u00e0 operative da privilegiare:<\/p>\n<p>&#8211; \u201cattivit\u00e0 di co-progettazione e cooperazione fra la scuola e la comunit\u00e0 locale, valorizzando la sinergia con le risorse territoriali sia istituzionali (servizi sociali e sanitari, del lavoro, della giustizia minorile, di orientamento e formazione professionale, etc.) che del volontariato e del terzo settore, per migliorare l\u2019inclusione e l\u2019accesso al diritto allo studio a tutti;<\/p>\n<p>&#8211; ciascuna istituzione scolastica [\u2026]<em> costituisce un gruppo di lavoro per il coordinamento della prevenzione della dispersione scolastica, individuando uno o pi\u00f9 docenti referenti, con il compito di rafforzare l\u2019autonomia scolastica in materia di prevenzione della dispersione, migliorare l\u2019organizzazione interna in chiave inclusiva e gestire le relazioni con eventuali altri soggetti\u201d<\/em>.<\/p>\n<p><strong>2. Piano di affiancamento<\/strong><\/p>\n<p>Queste le premesse sulle quali il Gruppo di ricerca sulla dispersione scolastica (Paolo Battimiello, Michele Candida, Silvana Casertano, Lucia Di Lorenzi, Mario Di Maio, Nino Marchesano, Gennaro Salzano), nato in gran parte all\u2019interno del Direttivo Andis Napoli, si \u00e8 proposto d\u2019implementare un\u2019approfondita pista di studio ed un articolato piano d\u2019intervento sul quale far riflettere ed operare l\u2019istituzione scolastica che, volontariamente, voleva condividerlo ed attivarlo.<\/p>\n<p>Il gruppo, dopo una serie d\u2019incontri per approfondire le principali tematiche relative alla dispersione sia quella esplicita, sia quella implicita, ha prodotto un articolato dossier che potesse costituire la cornice concettuale ed operativa del Piano di affiancamento, privilegiando la pista della ricerca-azione sul campo. Esso ci ha permesso di evidenziare alcuni aspetti fondamentali della problematica.<\/p>\n<p><strong>3.La dispersione scolastica<\/strong><\/p>\n<p>La scuola rappresenta uno dei pilastri fondamentali per la crescita personale e lo sviluppo socio-economico di una nazione. Tuttavia la dispersione scolastica rappresenta uno dei fenomeni pi\u00f9 preoccupanti che minano l\u2019efficacia del sistema educativo.<\/p>\n<p>Essa non solo compromette il futuro individuale di molti giovani, ma incide anche negativamente sul tessuto sociale ed economico del paese. La dispersione scolastica si manifesta, com\u2019\u00e8 noto, in due forme principali: \u201c<strong>esplicita<\/strong>\u201d, quando lo studente abbandona definitivamente il percorso di studi, e \u201c<strong>implicita<\/strong>\u201d, quando lo studente prosegue formalmente la scuola senza per\u00f2 acquisire competenze significative.<\/p>\n<p>La dispersione scolastica, purtroppo,\u00a0evidenzia il fallimento del sistema educativo nel garantire un livello minimo di istruzione e competenze agli studenti. \u00c8 un fenomeno complesso e multifattoriale, influenzato da variabili individuali, familiari, sociali ed economiche.<\/p>\n<p>In Italia, la dispersione esplicita \u00e8 spesso misurata attraverso il tasso di \u201c<strong>Early Leavers from Education and Training\u00a0(ELET)<\/strong>\u201d, ossia la percentuale di giovani tra i 18 e i 24 anni che non hanno completato il ciclo secondario e non seguono alcun percorso formativo, mentre quella implicita, pi\u00f9 insidiosa e difficile da rilevare, riguarda gli studenti che, pur frequentando la scuola, non raggiungono livelli adeguati di competenza. Tali studenti possono essere promossi formalmente ma non sono in grado di utilizzare in modo efficace le conoscenze acquisite.<\/p>\n<p>I primi <em>\u201channo maggiori probabilit\u00e0 di essere disoccupati o inattivi; di essere impiegati in lavori mal retribuiti con scarse o nulle prospettive di formazione e di ulteriore avanzamento di carriera; sono pi\u00f9 inclini all&#8217;esclusione sociale e alla povert\u00e0, inclusa la povert\u00e0 lavorativa; e hanno maggiori probabilit\u00e0 di sperimentare livelli inferiori di salute, benessere e soddisfazione di vita\u201d<\/em>.\u00a0Gli altri, comunque, non possiedono le competenze necessarie per svolgere, a pieno titolo, un ruolo attivo e consapevole nel contesto socio-culturale nel quale si muovono.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito del nostro approfondimento, abbiamo evidenziato che le cause della dispersione esplicita sono numerose e complesse. Esse sono da annoverarsi nei fattori socio-economici, come la povert\u00e0, l\u2019esclusione sociale e le difficili condizioni abitative che spingono spesso i giovani a lasciare la scuola per contribuire al reddito familiare.<\/p>\n<p>Il contesto familiare con famiglie con basso livello di istruzione o disinteressate al percorso scolastico dei figli che possono influenzare negativamente la motivazione allo studio ed ancora l\u2019insuccesso scolastico con bocciature e difficolt\u00e0 di apprendimento che possono generare frustrazione e abbandono, costituiscono altri due formidabili motivi per la disaffezione alla Scuola.<\/p>\n<p>Abbiamo analizzato anche le cause della dispersione implicita arrivando alla conclusione che la Didattica poco \u201c<strong>inclusiva<\/strong>\u201d con metodologie trasmissive, scarso uso di tecnologie e mancanza di personalizzazione possono lasciare indietro gli studenti. Un altro fattore fortemente negativo \u00e8 il <strong>clima scolastico<\/strong>\u00a0caratterizzato da scarse competenze relazionali del docente. Un ambiente poco stimolante o ostile pu\u00f2 scoraggiare la partecipazione attiva. Non bisogna trascurare, inoltre, le difficolt\u00e0 personali o psicologiche: ansia, depressione, disturbi dell\u2019apprendimento o del comportamento possono compromettere l\u2019esperienza scolastica.\u00a0Un ruolo determinante, infine, \u00e8 giocato dalle <strong>strategie valutative<\/strong>\u00a0non coerenti: la promozione automatica o la mancanza di una valutazione attenta pu\u00f2 nascondere il reale livello di preparazione degli studenti.<\/p>\n<p><strong>4. L\u2019intervento<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019opera di affiancamento che ha visto coinvolte, attraverso l\u2019interessamento e la partecipazione dei Dirigenti scolastici e dei docenti, tre Istituzioni scolastiche, una di Scuola Secondaria di secondo grado e due Istituti comprensivi della Provincia di Napoli ha avuto come finalit\u00e0 una riflessione partecipata sulle problematiche relative alla dispersione avendo, tra gli altri, come riferimento teorico il \u201c<strong>professionista riflessivo<\/strong>\u201d di Schon.<\/p>\n<p>L\u2019\u201c<strong>agire riflessivo<\/strong>\u201d \u00e8 un costrutto epistemologico la cui natura \u00e8 descritta nei due maggiori contributi del filosofo americano (1993; 2006), nei quali <em>\u201cil professionista che agisce in \u201cmaniera riflessiva\u201d \u00e8 colui che si pone come\u00a0ricercatore\u00a0e\u00a0\u2013 grazie a tale atteggiamento \u2013 accresce conoscenze e competenze riflettendo\u00a0sull\u2019azione mentre essa si svolge.\u201d<\/em><\/p>\n<p>La pianificazione dell\u2019intervento formativo ha previsto tre incontri pomeridiani, cos\u00ec strutturati:<\/p>\n<p>1) un primo incontro realizzato attraverso l\u2019implementazione di un \u201c<strong>focus group tra pari<\/strong>\u201d con i docenti con incarichi di responsabilit\u00e0 (funzioni strumentali, referente per la dispersione scolastica, responsabili dei dipartimenti, ecc.) della scuola. Detto incontro, attraverso un metodo dialogico, ci ha permesso, attraverso delle domande-guida di identificare le principali problematiche relative all\u2019argomento in oggetto, come l\u2019Istituzione scolastica le ha affrontate, quali difficolt\u00e0 sono state rilevate, il contesto delle famiglie e, pi\u00f9 in generale quello socio-culturale del Territorio.\u00a0 Il focus, come da modalit\u00e0 standard, ha visto la partecipazione da un minimo di 8 ad un massimo di 12 dei partecipanti, tranne che per la Scuola Secondaria di secondo grado che ha presentato un numero di docenti presenti oltre la ventina, per cui il conduttore del focus ha dovuto rimodulare la procedura.\u00a0 La scelta del focus group si \u00e8 concretizzata come una intervista di gruppo,<em> \u201cuna sorta di situazione di laboratorio che consente di riconoscere le dinamiche relazionali che entrano in gioco in quel contesto scolastico, e dunque di acquisire informazioni non solo sulle opinioni dei singoli, ma anche sul clima e sulla cultura di scuola\u201d<\/em><\/p>\n<p>2) Un secondo incontro laboratoriale (<strong>formazione situata<\/strong>) ha visto gli insegnanti utilizzare due strumenti, che sono stati proposti dai due conduttori, che consentissero un\u2019analisi pi\u00f9 attenta a procedure di tipo scientifico e logico quali<strong> l\u2019analisi SWOT e il diagramma di Ishikawa<\/strong>.<\/p>\n<p>La metodologia SWOT, acronimo di Strengths (Punti di Forza), Weaknesses (Punti di Debolezza), Opportunities (Opportunit\u00e0) e Threats (Minacce), rappresenta uno strumento fondamentale nell&#8217;analisi strategica. Essa permette di valutare i fattori interni ed esterni che possono influenzare un&#8217;organizzazione, un progetto o una decisione. I punti di forza e di debolezza sono attributi interni all&#8217;entit\u00e0 analizzata, come risorse, competenze o carenze gestionali. Le opportunit\u00e0 e le minacce, invece, derivano dall&#8217;ambiente esterno, includendo gli esperti esterni, fondi attribuiti alle Scuole per iniziative e progetti di vario tipo, per le opportunit\u00e0, cambiamenti normativi che appesantiscono l\u2019organizzazione,<\/p>\n<p>contesti socio-ambientali negativi, ecc. per le minacce.<\/p>\n<p>L&#8217;analisi SWOT si presenta tipicamente come una matrice 2&#215;2, dove vengono elencati i quattro elementi, fornendo una visione sintetica e chiara della situazione. L&#8217;obiettivo \u00e8 utilizzare i punti di forza per sfruttare le opportunit\u00e0 e mitigare le minacce, superando al contempo le debolezze.<\/p>\n<p>Il Diagramma di Ishikawa, noto anche come diagramma a lisca di pesce o diagramma causa-effetto, \u00e8 uno strumento visuale utilizzato per identificare le potenziali cause di un problema specifico. Sviluppato da Kaoru Ishikawa negli anni &#8217;60, il diagramma rappresenta il problema o l&#8217;effetto come la &#8220;testa&#8221; di un pesce, mentre le possibili categorie di cause sono rappresentate dalle &#8220;spine&#8221; che si diramano dalla spina dorsale. Le categorie di cause pi\u00f9 comuni, nell\u2019ambito del contesto aziendale, sono le cosiddette &#8220;6M&#8221;:<\/p>\n<p>Manpower (Manodopera), Methods (Metodi), Materials (Materiali), Machines (Macchinari), Measurement (Misurazione) e Mother Nature (Ambiente). Nell\u2019ambito scolastico queste categorie devono essere adattate al contesto specifico dell&#8217;analisi. Per ogni categoria principale, vengono poi identificate le cause secondarie e terziarie attraverso un processo di brainstorming e di analisi del &#8220;perch\u00e9&#8221;.<\/p>\n<p>Il Diagramma di Ishikawa facilita la comprensione delle relazioni causa-effetto e aiuta i team a concentrarsi sulle radici del problema piuttosto che sui sintomi, promuovendo un approccio strutturato alla risoluzione dei problemi e al miglioramento continuo.<\/p>\n<p>L\u2019utilizzo dei suddetti strumenti ha permesso ai docenti di accostarsi alle problematiche della dispersione in modo pi\u00f9 razionale e meno \u201ccaotico\u201d.<\/p>\n<p>3) Il terzo incontro, partendo dalle conclusioni evidenziate dagli strumenti di analisi ha portato a delle considerazioni relative alle azioni da implementare per il prossimo anno scolastico con l\u2019ulteriore stesura di un \u201cManifesto sulla dispersione scolastica\u201d. Esso \u00e8 nato, quindi, dal desiderio di condividere l\u2019esperienza professionale in cui ciascun docente ha mostrato sensibilit\u00e0, contribuendo a promuovere un significativo interesse nei confronti di un fenomeno che ha la necessit\u00e0 di elevare il livello delle dinamiche relazionali sottese al processo di insegnamento\/apprendimento e il contributo responsabile della famiglia e degli altri attori territoriali (enti, associazioni professionali e terzo settore), a tutela del presente e del futuro delle giovani generazioni cui \u00e8 strettamente collegato il progresso culturale, materiale e immateriale, della societ\u00e0.<\/p>\n<p>In esso vengono, inoltre evidenziate le strategie di contrasto da mettere in campo.<\/p>\n<p>Tra i primi interventi occorre implementare delle significative pratiche di accoglienza e di orientamento che rappresentano percorsi essenziali per fronteggiare il disagio giovanile e scolastico con tecniche comunicative, strategie motivazionali e metodologie didattiche a sostegno di una relazione educativa che miri alla crescita personale e all&#8217;apprendimento, perch\u00e9 nessuno venga lasciato indietro nel percorso educativo.<\/p>\n<p>Grande importanza dev\u2019essere data allo spazio educativo degli ambienti di apprendimento, in quanto essi rappresentano una parte integrante dello sviluppo cognitivo e sociale per programmare specifici interventi di didattica inclusiva in cui allievi, educatori, docenti si sentano a loro agio e sviluppino il piacere di fare insieme.<\/p>\n<p>Occorre implementare una risposta sistematica gestita dal Dirigente e dai docenti per realizzare un intervento strutturato,\u00a0(permanente e continuo), differenziato\u00a0(flessibile e misurabile) e territoriale\u00a0(interistituzionale e comunitario), nei confronti delle difficolt\u00e0 che impediscono ad alunni e alunne di vivere positivamente la scuola nel contesto sociale di riferimento.<\/p>\n<p>La Scuola dovrebbe porsi come centro propulsivo per una progettualit\u00e0 declinata sull\u2019analisi dei dati relativa alla situazione specifica di contesto e pianificata da un piano esecutivo scandito nei tempi e nei modi ed aperto al dialogo, per realizzare un efficace processo di costruzione della comunit\u00e0 educante, come espressione di un\u2019idea condivisa, fondata su un approccio partecipativo, cooperativo, solidale della societ\u00e0, con delle alleanze territoriali tra scuole, enti locali, soggetti del terzo settore e del civismo attivo centrate sulla pari dignit\u00e0 e sul reciproco riconoscimento di tutti gli attori coinvolti, anche attraverso la promozione di un Patto educativo di comunit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>5. Considerazioni conclusive<\/strong><\/p>\n<p>La dispersione scolastica, sia quella \u201cesplicita\u201d sia quella \u201cimplicita\u201d, rappresenta una delle principali sfide del sistema educativo contemporaneo. \u00c8 un fenomeno che colpisce trasversalmente, ma che ha radici profonde in disuguaglianze sociali, lacune educative e difficolt\u00e0 personali. Combatterla significa investire nella scuola, nell\u2019innovazione didattica, nella formazione degli insegnanti e nella costruzione di un sistema educativo davvero inclusivo.<\/p>\n<p>La scuola non pu\u00f2 essere solo un luogo di trasmissione di contenuti, ma deve diventare un ambiente di vita e di crescita, dove ogni studente possa sentirsi accolto, valorizzato e messo nella condizione di apprendere. Solo cos\u00ec sar\u00e0 possibile garantire un futuro equo e sostenibile per le nuove generazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Affrontare la dispersione scolastica e la povert\u00e0 educativa: Una pista di studio per degli interventi efficaci di Mario Di Maio e Gennaro Salzano\u00a0 \u201cIl mondo pu\u00f2 essere salvato solo dal soffio della scuola\u201d. 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