{"id":2021,"date":"2025-07-09T22:49:36","date_gmt":"2025-07-09T20:49:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=2021"},"modified":"2025-07-09T22:49:36","modified_gmt":"2025-07-09T20:49:36","slug":"magister-o-ministerconsiderazioni-sulla-figura-del-docente-nelle-nuove-indicazioni-per-il-curricolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=2021","title":{"rendered":"\u201cMagister o Minister!?\u201d(Considerazioni sulla figura del docente nelle Nuove Indicazioni per il Curricolo)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2022\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/er22_1401_headerart_1600x900-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/>\u201cMagister o Minister!?\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>(Considerazioni sulla figura del docente nelle Nuove Indicazioni per il Curricolo)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>di Mario Di Maio<\/strong><\/em><\/p>\n<h5 style=\"text-align: right;\"><em>Il maestro non pu\u00f2 insegnare\u00a0<\/em><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: right;\"><em>pensieri, ma deve insegnare<\/em><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: right;\"><em>a pensare. ( I. Kant)<\/em><\/h5>\n<p>1.Premessa<\/p>\n<p>Nella Bozza delle Nuove indicazioni, pubblicata dal Ministero dell\u2019Istruzione l\u201911 giugno del 2025, trasmessa al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, per il prescritto parere, nella Premessa in cui sono indicati i principali aspetti pedagogici e socio-culturali a cui si \u00e8 ispirata la stesura del Documento programmatico, c\u2019\u00e8 un paragrafo dedicato alla figura dell\u2019insegnante.<!--more-->\u201d Troppo spesso si dimentica che un insegnante \u00e8 magis, di pi\u00f9, e che \u00e8 il volano del desiderio di apprendere di un allievo. Come tale, \u00e8 un punto di riferimento essenziale del suo percorso di formazione [omissis]. E il \u2018modello\u2019 \u00e8 l\u2019esempio di un maestro, esempio fondamentale affinch\u00e9 il desiderio dell\u2019allievo non resti allo stato di pura tensione psicologica ma si orienti verso degli oggetti definiti che sono le esperienze e i contenuti del curricolo. [omissis].Sempre pi\u00f9 gli insegnanti diventano catalizzatori di aspettative affettive e la scuola risolutrice di problemi relazionali delle famiglie.[omissis].Al di l\u00e0 dei cambiamenti sociali in atto nell\u2019universo adulto, restano per\u00f2 sempre uguali i bisogni che bambini e ragazzi rivolgono ai loro adulti di riferimento, genitori e insegnanti: bisogni di sicurezza, di essere amati, di formarsi un\u2019immagine stabile e positiva di s\u00e9, di vivere in un ambiente sereno, di imparare con gioia\u201d<em>(1)<\/em><\/p>\n<p>Queste considerazioni hanno destato delle perplessit\u00e0 in quanto si ripropone una figura di docente che sembrava ormai abbandonata negli scritti e nelle riflessioni dei pi\u00f9 insigni pedagogisti che hanno elaborato, per gli insegnanti, un ruolo di facilitatore per gli apprendimenti degli alunni e non di coloro che trasmettono conoscenze, quindi pi\u00f9 che \u201cMagister\u201d un \u201c mentor\u201d .\u00a0 Nel parere del CSPI, infatti, il rilievo \u00e8 sostanziale: occorre \u201cRimodulare la figura del docente nel paragrafo \u201cInsegnante professionista e Magister\u201d. Nel testo l\u2019autorevolezza del \u201cMagister\u201d appare dovuta a priori, che non deve essere conquistata, che nasce dal suo ruolo. In questo senso emerge la scuola dell\u2019insegnamento, a scapito della scuola dell\u2019apprendimento. Nel testo l\u2019accento sembra essere posto solo su uno dei due poli della relazione docente-discente. Sarebbe opportuno, a tal proposito, dedicare un paragrafo sul ruolo del bambino\/ragazzo che costruisce responsabilmente l\u2019apprendimento con la guida del docente che assume il ruolo di regista\u201d.<em>(2)<\/em> La Commissione, anche se in altre parti delle Indicazioni sembra recuperare un approccio pi\u00f9 legato al ruolo dell\u2019alunno, come soggetto dell\u2019apprendimento, in questo paragrafo continua ad indicare un modello di maestro che \u201ctrasmette\u201d le sue conoscenze, che ha un\u2019autorit\u00e0 \u201c a priori\u201d, non un\u2019autorevolezza che si conquista sul campo attraverso capacit\u00e0 empatiche, di sostegno e\u00a0 di solidariet\u00e0 per gli alunni per comprendere i loro bisogni e le loro aspettative.<\/p>\n<p>Un ulteriore contributo a rifiutare questo obsoleto modello di docente lo si ritrova nella riflessione operata dal Consiglio nazionale dell\u2019Andis del 25 marzo 2025 sulle Nuove Indicazioni che, anche se faceva riferimento ad una precedente versione delle Indicazioni, successivamente emendate, fa alcune considerazioni sempre significative per il dibattito odierno sulla figura del docente. \u201cIl documento insiste sulle competenze relazionali di chi insegna, senza tuttavia mai definirle come tali. In questo modo si tralascia di riconoscerle come competenze professionali, preferendo invece alludervi in termini di impegno o di esperienze di comprensione e di accoglienza o di esercizio quotidiano della valorizzazione reciproca\u201d <em>(3)<\/em> Il Documento continua sottolineando come la visione che traspare dalle Nuove Indicazioni: \u201cAppare anacronistica con i docenti come vecchi saggi e non emerge piuttosto la reale complessit\u00e0 della figura del\/della docente. Il professionista \u00e8 indicato solo nel titolo del paragrafo, ma non declinato attraverso le competenze necessarie. Mancano le dimensioni fondamentali della professione: la collegialit\u00e0, il confronto, le competenze relazionali, sociali, disciplinari, progettuali, di ricerca, la necessit\u00e0 di formazione.\u201d <em>(4)<\/em> Il Documento dell\u2019Andis continua sottolineando che \u201cEmerge la figura di un maestro che gi\u00e0 nei programmi del 1985 appariva superata, un maestro che insegna, trasmette conoscenze e contenuti, poco ricercatore, poco incline a stimolare la ricerca dei ragazzi, la formulazione di ipotesi (soprattutto nelle cosiddette discipline umanistiche), il lavoro di gruppo, l\u2019autoregolazione. Molto maestro, poco professionista dell\u2019educazione\u201d. <em>(5)<\/em> Un modello vetusto e poco attento alla complessit\u00e0 del fenomeno educativo che si riflette anche nelle considerazioni che vengono fatte per descrivere l\u2019universo infantile. Continua il Documento dell\u2019Andis: \u201cSembra configurarsi un universo sociale dove i bambini restano ancorati ad una quotidianit\u00e0 immobile e senza tempo, un ombrello sotto il quale l\u2019adulto deve proteggere, difendere e dare sicurezza\u201d.<em>(6)<\/em><\/p>\n<p>2.Excursus storico<\/p>\n<p>La Commissione, anche nell\u2019ambito di altre indicazioni nei diversi contesti, pi\u00f9 di una volta, ha fatto riferimento ad aspetti e considerazioni che hanno come obiettivo la \u201crivalutazione\u201d di valori e tradizioni oscurati da \u201cfalse\u201d dottrine che hanno provocato lo \u201csfacelo\u201d della Scuola italiana. Questa affermazione, pi\u00f9 volte ripetuta dal Ministro e dai suoi pi\u00f9 stretti collaboratori, mi ha provocato l\u2019esigenza di ritornare alle fonti del sapere pedagogico su come i pi\u00f9 illustri pensatori consideravano il ruolo del \u201cMagister\u201d, con le sue diverse accezioni.<\/p>\n<p>Per Socrate (469\u2013399 a.C.) il maestro, attraverso il \u201cmetodo maieutico\u201d non trasmette conoscenze, ma aiuta l\u2019allievo a \u201cpartorire\u201d la verit\u00e0 gi\u00e0 presente in lui. La figura del maestro \u00e8 guida al dialogo e alla consapevolezza. Nelle opere di Platone, che descrive le azioni del maestro per portare i suoi interlocutori alla ricerca della verit\u00e0, il filosofo ateniese non procede mai per frasi apodittiche che lasciano fuori il dialogo ma si confronta con i suoi ascoltatori attraverso delle argomentazioni di tipo logico, affinch\u00e9 arrivino essi stessi all\u2019acquisizione dei concetti e delle conoscenze. <em>(7)<\/em><\/p>\n<p>Con Sant\u2019Agostino (354\u2013430) la visione pedagogica diventa funzionale agli obiettivi della diffusione del Cristianesimo, per cui l\u2019unico vero maestro \u00e8 Dio. Il Santo d\u2019Ippona mette in secondo piano il ruolo del docente che ha il compito non d\u2019imporre dall\u2019esterno l\u2019acquisizione di concetti, quanto di aiutare l\u2019allievo a trovare la verit\u00e0, che non viene consegnata dall\u2019insegnante il quale, appunto, funge da guida. Il pensiero di Sant\u2019Agostino si concentra nella famosa citazione \u201cNoli foras ire, in te ipsum redi; in interiore homine habitat veritas\u201d.<em>(8)<\/em><\/p>\n<p>Superando a volo d\u2019uccello i secoli arriviamo a Michel de Montaigne (1533-1592). Per il filosofo francese importante \u00e8 la figura del precettore che guidi il proprio allievo alla finalit\u00e0 (ripresa ai giorni nostri da E. Morin) di avere \u201cuna testa ben fatta piuttosto che ben piena\u201d. Un buon precettore \u00e8 l\u2019unico in grado di avviare il proprio allievo alla conoscenza, rendendolo consapevole dei propri punti di forza e di debolezza per poter consolidare i primi e rimediare ai secondi. Montaigne sottolinea che \u00e8 essenziale che le \u201cstrade vengano aperte\u201d una volta dal precettore e una volta dall\u2019allievo in un rapporto simmetrico in cui il maestro non rappresenta l\u2019autorit\u00e0 ma introduce le condizioni per far nascere un rispetto reciproco, ponendo le basi per avviare un apprendimento scambievole, una situazione in cui il precettore e l\u2019allievo\u00a0 \u00a0imparino l\u2019uno dall\u2019altro. <em>(9)<\/em><\/p>\n<p>Per Comenio (1592\u20131670), definito il Padre della Pedagogia moderna, il maestro ha un ruolo fondamentale e nobile. Prima di tutto ne definisce i compiti di guida e mediatore. Egli non \u00e8 solo un trasmettitore di nozioni, ma un facilitatore dell\u2019apprendimento, che deve condurre gli alunni alla conoscenza con dolcezza e metodo. Deve costituire un modello morale che deve essere un esempio di virt\u00f9 e saggezza, capace di influenzare positivamente gli studenti non solo con le parole, ma anche con il proprio comportamento. Comenio, inoltre, sosteneva il diritto all\u2019istruzione per tutti i bambini, senza distinzioni di sesso o ceto sociale, e riteneva che il maestro dovesse essere preparato a insegnare a ogni tipo di allievo. <em>(10)<\/em><\/p>\n<p>Arrivando all\u2019Illuminismo, con Jean-Jacques Rousseau (1712\u20131778), abbiamo, ancora una volta l\u2019affermazione che il maestro \u00e8 osservatore e facilitatore, non impone ma lascia il bambino crescere secondo natura, arrivando, forse, ad una concezione un po\u2019 utopica dell\u2019educazione dei fanciulli.<\/p>\n<p>In questo nostro excursus, giungendo alla riflessione fornita dalla Pedagogia scientifica e dai Movimenti dell\u2019Attivismo a cavallo del XIX e XX secolo, non possiamo tralasciare i fondamentali contributi forniti dalla nostra Maria<\/p>\n<p>Montessori (1870\u20131952). La sua Pedagogia Scientifica non mira semplicemente a dare ai maestri nozioni di psicologia e di pedagogia ma li esorta\u00a0 \u00a0ad uniformarsi allo spirito della ricerca attraverso l&#8217;osservazione e l&#8217;esperimento. Il maestro, secondo la Montessori, deve unire l\u2019atteggiamento dello scienziato ad una modalit\u00e0 comunicativa ricca di umilt\u00e0 e di rispetto. Ancora una volta si sottolinea che \u201cbisogna imparare dal bambino\u201d non sostituirsi a lui, rappresentando un facilitatore tra l\u2019alunno e l\u2019ambiente, un docente che aiuta il bambino a fare da solo, avendo come obiettivo l\u2019autonomia del discente.<\/p>\n<p>Un ulteriore contributo a delineare in che modo il docente deve porsi nei riguardi dei propri allievi \u00e8 fornito da John Dewey (1859-1952) il quale pone la sua teoria in opposizione a quella tradizionale che era incentrata sull\u2019insegnamento come semplice trasmissione dell\u2019informazione a senso unico dal docente, in un\u2019attivit\u00e0 di \u201ctransazione\u201d, un\u2019attivit\u00e0 dialettica basata sullo scambio tra insegnante e allievo. <em>(11)<\/em><\/p>\n<p>Il pensiero dello strutturalista e costruttivista Jerome Seymour Bruner (1915- 2016) sembra proprio seguire Dewey quando definisce il co-apprendere tra insegnante e allievo fondamentale per il reciproco arricchimento personale. L\u2019insegnante \u00e8 come un maestro d\u2019orchestra, il che ricorda la definizione di \u201cmaestro come guida\u201d di Dewey. Seguendo cos\u00ec il pedagogista americano, ritiene che il maestro possa entrare in un contatto di interazione e scambio reciproco. Il docente diventa cos\u00ec un facilitatore dell\u2019apprendimento dell\u2019alunno. <em>(12)<\/em><\/p>\n<p>Continuando nell\u2019ambito della contemporaneit\u00e0, ricordiamo il pensiero\u00a0 \u00a0di Paulo Freire (1921\u20131997), il quale, sinteticamente, afferma che il maestro \u00e8 compagno di apprendimento, non depositario della verit\u00e0.<\/p>\n<p>Critica la \u201cpedagogia bancaria\u201d intesa come l\u2019insieme di obiettivi prescrittivi e di valutazioni poco attente alle esigenze degli alunni, auspicando che il docente e il discente diventino soggetti dello stesso processo per cui non c\u2019\u00e8 insegnamento senza apprendimento. \u201cI due termini si spiegano a vicenda e i loro soggetti, pur con tutte le differenze che li connotano, non si riducono alla condizione di essere oggetto l\u2019uno dell\u2019altro\u201d.\u00a0 <em>(13)<\/em> Freire poneva grande importanza per i saperi degli allievi, in quanto non li considerava una \u201ctabula rasa\u201d da riempire di contenuti ma un bagaglio culturale da tenere in grande considerazione anche per creare un significativo collegamento tra contenuti didattici e la realt\u00e0 concreta degli alunni. <em>(14)<\/em><\/p>\n<p>Edgar Morin (n. 1921) ha riflettuto ampiamente sul ruolo del maestro e sull\u2019educazione in generale. Nelle sue opere, il maestro non \u00e8 concepito come semplice trasmettitore di conoscenze, ma come guida capace di accompagnare lo studente in un percorso di crescita critica, etica e intellettuale. Per Morin, l\u2019insegnamento deve fondarsi su un\u2019educazione che sviluppi la comprensione, il pensiero complesso e la consapevolezza dell\u2019incertezza del sapere.<\/p>\n<p>In uno dei suoi pi\u00f9 importanti saggi, Morin propone una riforma profonda della scuola e del ruolo del docente, auspicando un passaggio dalla \u201ctesta ben piena\u201d (che accumula nozioni) alla \u201ctesta ben fatta\u201d (capace di organizzare e integrare le conoscenze). In questa prospettiva, il maestro diventa colui che insegna a pensare, a collegare i saperi, a porre domande prima ancora che fornire risposte. <em>(15)<\/em><\/p>\n<p>Un altro aspetto centrale del pensiero di Morin \u00e8 l\u2019importanza dell\u2019educazione alla \u201ccomprensione umana\u201d. Egli indica come sia fondamentale per il docente la capacit\u00e0 di educare alla solidariet\u00e0, alla tolleranza e al rispetto dell\u2019altro. Il maestro, secondo Morin, deve quindi coltivare non solo la mente ma anche l\u2019animo degli studenti, aiutandoli a diventare cittadini responsabili e consapevoli.<\/p>\n<p>Il maestro \u00e8 anche colui che accetta e trasmette l\u2019incertezza. Morin rifiuta l\u2019idea di un sapere assoluto e definitivo: la conoscenza \u00e8, per lui, sempre parziale, rivedibile, interconnessa. Per questo, l\u2019insegnante deve abituare gli studenti al dubbio, alla complessit\u00e0 e alla riflessione critica, favorendo un atteggiamento aperto e dialogico nei confronti del sapere. <em>(16)<\/em><\/p>\n<p>Infine, Morin sottolinea il valore dell\u2019autenticit\u00e0 del maestro. Scrive che il vero educatore non \u00e8 solo colui che insegna delle discipline, ma chi condivide il proprio modo di vivere, il proprio spirito critico, il proprio impegno. Il maestro \u00e8, in questo senso, una figura esemplare, che insegna anche con il proprio esempio di vita. <em>(17)<\/em><\/p>\n<p>In conclusione la figura del maestro ha subito una profonda trasformazione: da trasmettitore di conoscenze (modello autoritario e nozionistico), a guida, facilitatore, mediatore dell\u2019apprendimento (modello dialogico, partecipativo e centrato sul discente), trasformazione che i componenti della Commissione ministeriale non sembra abbiano recepito in modo esaustivo.<\/p>\n<p>La pedagogia moderna e contemporanea valorizza sempre pi\u00f9 il ruolo del maestro come educatore attivo, consapevole, empatico, e critico, capace di accompagnare l\u2019alunno nella costruzione del sapere e della propria identit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>3.I Maestri di oggi<\/p>\n<p>Le considerazioni finora espresse trovano un\u2019ulteriore conferma negli scritti e nelle riflessioni di due grandi Maestri del nostro tempo: Mario Lodi e Alberto Manzi.<\/p>\n<p>Del primo vorrei menzionare un episodio particolarmente significativo che il pedagogista cremonese ricorda nel suo libro \u201cIl paese sbagliato\u201d che costituisce un po\u2019 il diario delle sue prime attivit\u00e0. Prima che iniziasse la scuola egli si rec\u00f2 nell\u2019edificio scolastico, nell\u2019aula che gli era stata assegnata, per una prima ricognizione. Rimase particolarmente colpito dal fatto che era un luogo angusto, scarsamente illuminato da una piccola finestrella. L\u2019aula era fornita di una cattedra situata sopra una predella, come una volta si usava per consentire al docente di avere una visione sopraelevata rispetto agli alunni. La prima iniziativa di Mario Lodi, che rappresenta una significativa metafora del suo futuro modo d\u2019intendere il ruolo dell\u2019insegnante, fu quella di spostare la cattedra verso uno dei muri per poter essere utilizzata come ripiano per i libri e gli elaborati dei bambini, mentre la predella la sistem\u00f2 nel corridoio, per dare spazio agli alunni.\u00a0 \u00a0<em>(18)<\/em> In un recente Video-conferenza Italo Fiorin, commentando l\u2019episodio descritto, afferma: \u201cDa magister si \u00e8 fatto minus, che costituisce la radice di minister che indica la persona che \u00e8 al servizio degli altri\u201d. In altri suoi testi Mario Lodi scrive: \u201cOccorre credere nel bambino come persona e soggetto culturale, e come cittadino alla pari, la cui esperienza ha, al suo livello psicologico, la stessa dignit\u00e0 dell\u2019adulto scrittore, artista, scienziato e filosofo\u2026 occorre superare la tentazione di sovrapporsi al bambino invece di stimolarlo a esprimere le sue idee, a confrontarle con quelle degli altri, a sostenerle se reggono alla verifica dei fatti\u201d. <em>(19)<\/em><\/p>\n<p>L\u2019altro grande Maestro dei nostri tempi \u00e8 Alberto Manzi, il docente che ha avuto il compito, a cavallo degli anni \u201960, attraverso il mezzo televisivo che lui utilizz\u00f2 con grande intuito pedagogico e didattico, di alfabetizzare gli Italiani.<\/p>\n<p>La sua attivit\u00e0 di maestro si basava sul metodo \u201cmaieutico\u201d, nel senso che non dava mai soluzioni a quesiti o a fenomeni scientifici che presentava agli alunni ma, attraverso il dialogo e il confronto con gli allievi, li faceva pervenire a formulare delle ipotesi che poi venivano messe alla prova, seguendo il pi\u00f9 efficace metodo scientifico. La stessa metodologia la utilizzava anche per le altre discipline, come la Storia.\u00a0 Era convinto che questa disciplina, come la si insegnava a scuola, non avesse nessun senso per i bambini. Racconta che in quinta elementare port\u00f2 i suoi allievi a Dachau perch\u00e9, diceva, \u201cquella \u00e8 l\u2019unica lezione di storia che io gli faccio. Io non parlo a Dachau. Li porto. Loro guardano. Nessuno fiatava. C\u2019erano i lacrimoni che gli scendevano gi\u00f9 e quando si usciva fuori dal cancello, ci si metteva in cerchio un momento e mi facevano: perch\u00e9 ci hai portato qui, maestro? Perch\u00e9 questa \u00e8 la storia. Ricordatevelo. Io non vi devo dire niente. Andiamo avanti\u201d.\u00a0 <em>(20)<\/em> Queste considerazioni, per superare i limiti dell\u2019argomento trattato, dovrebbero, in qualche modo, essere presenti nelle affermazioni fatte nelle Indicazioni per quanto riguarda il Curricolo di Storia che, secondo gli estensori del Nuovo Documento, dovrebbe basarsi su \u201cfattarielli\u201d letti dall\u2019insegnante con enfasi e partecipazione.<\/p>\n<p>Il maestro Manzi esprimeva le sue perplessit\u00e0 anche nell\u2019ambito dei Documenti programmatici: \u201cSpesso si confonde il programma con quella che deve essere la crescita intellettiva del ragazzo stesso. Ossia ci si dimentica che il ragazzo deve saper sviluppare, saper pensare col proprio cervello e avere sempre desto il proprio senso critico.\u201d E continua, lui che aveva utilizzato il mezzo televisivo con grande sagacia pedagogica: \u201cSe vogliamo dare solo delle nozioni, meglio di un maestro ci sono film, c\u2019\u00e8 la televisione stessa, ci stanno oggi libri, immagini e testi fatti meglio di un maestro. Imparare a pensare forse \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante che possiamo fare a scuola, non tanto di dare dei pensieri fatti, quanto quello di dare il modo e la capacit\u00e0 di ragionare sulle cose, di riflettere, di discutere sulle cose. Imparare a pensare tutti, non soltanto il bambino, non soltanto il ragazzo della scuola media, ma l\u2019insegnante stesso\u2026\u201d <em>(21)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>4. Conclusioni<\/p>\n<p>Questa rapida carrellata relativa a pareri elaborati da Organi istituzionali dello Stato (come il CSPI) o da importanti Associazioni professionali (come l\u2019Andis), insieme al pensiero di filosofi, pedagogisti e educatori che si sono succeduti nelle diverse epoche costituiscono una valida garanzia ad un modo d\u2019intendere la \u201cfigura\u201d del maestro che non si concentri nel compito di \u201cMagister\u201d, dispensatore di conoscenze, che, forse, era valido cinquant\u2019anni fa ma nell\u2019epoca odierna, caratterizzata dalla complessit\u00e0 del contesto socio-culturale, dal continuo modificarsi di concetti e di argomenti causati dall\u2019incalzare delle scoperte scientifiche, dalla fuga in avanti delle tecnologie informatiche (di cui sono particolarmente esperte le nuove generazioni!), \u00e8 una posizione alquanto anacronistica. La figura del docente dev\u2019essere connotata da una capacit\u00e0 di mediazione tra saperi disciplinari ed alunni ma deve essere inserita in una cornice valoriale in cui l\u2019empatia, la solidariet\u00e0, la comprensione, l\u2019apertura al dialogo rappresentano una garanzia per l\u2019efficacia dei processi di apprendimento.<\/p>\n<p>Un\u2019ultima considerazione che pu\u00f2 apparire come un\u2019esortazione agli Organi istituzionali. L\u2019autorevolezza degli insegnanti non nasce da un diktat normativo ma da una serie di provvedimenti come un adeguato salario per il mestiere pi\u00f9 difficile del mondo, un\u2019attenzione al disagio professionale sempre pi\u00f9 diffuso, una diligenza ad evitare cambi di paradigma improvvisi (vedi il passaggio dai giudizi descrittivi a quelli sintetici operato in corso d\u2019anno in seguito all\u2019applicazione dell\u2019O.M. n.3 del 9 gennaio 2025 sulla valutazione nella Scuola Primaria), un interesse a realizzare validi corsi di formazione per consolidare il bagaglio professionale dei docenti. Occorre, infine, incoraggiare un atteggiamento generale della Societ\u00e0 che tenga in maggior conto i valori dell\u2019etica e della cultura rispetto ad una visione fortemente mercantilistica ed economicistica che esalta l\u2019\u201davere\u201d piuttosto che l\u2019\u201d essere\u201d.<\/p>\n<p>In conclusione, il ruolo del docente si conferma fondamentale per il futuro delle giovani generazioni. Non \u00e8 solo trasmettitore di conoscenze, ma guida, esempio e promotore di pensiero critico. Attraverso l\u2019ascolto, il dialogo e la passione educativa, l&#8217;insegnante contribuisce a formare cittadini consapevoli, responsabili e pronti ad affrontare le sfide di un mondo in continuo cambiamento. Investire nella figura del docente significa investire nel futuro della societ\u00e0 stessa.<\/p>\n<hr \/>\n<p><em>1) Bozza Nuove Indicazioni per il Curricolo, MIM, 2025<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a02) Parere del CSPI sulle \u201cNuove Indicazioni nazionali per la scuola dell\u2019infanzia e il primo ciclo d\u2019istruzione., 27 giugno 2025\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>3) Documento ANDIS sulle \u201cNuove Indicazioni\u201d, marzo 2025<\/em><\/p>\n<p><em>4) Documento ANDIS sulle \u201cNuove Indicazioni\u201d, marzo 2025<\/em><\/p>\n<p><em>5) ibidem<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a06) ibidem<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a07) Platone, Apologia di Socrate, Teeteto, Menone \u2013 Dialoghi in cui emerge il metodo maieutico.: Reale, G. Socrate. Milano: Bompiani, 1997<\/em><\/p>\n<p><em>8) Agostino, De Magistro \u2013 Dialogo sull\u2019insegnamento e la verit\u00e0 interiore.; Marrou, H.-I.). Sant\u2019Agostino e l\u2019educazione antica., Firenze: La Nuova Italia, 1971<\/em><\/p>\n<p><em>9) Michel de Montaigne, Saggi, Milano, Bompiani, 2014<\/em><\/p>\n<p><em>10) Comenio, La Didattica Magna, Sandron 2011<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a011) J. Dewey, Conoscenza e transazione \u2013 Firenze, La Nuova Italia 1999<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a012) S. Bruner, La cultura dell\u2019educazione, Milano, Feltrinelli, 2009<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a013) P. Freire, Pedagogia degli oppressi, Gruppo Abele, 2002<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a014) ibidem<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a015) E. Morin, La testa ben fatta. Riforma dell\u2019insegnamento e riforma del pensiero, Milano, Raffaello Cortina Editore, 1999<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a016) E. Morin, I Sette saperi necessari all\u2019Educazione del futuro, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2001<\/em><\/p>\n<p><em>17) E. Morin, Insegnare a vivere Milano, Raffaello Cortina Editore, 2015<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a018) M. Lodi, Il paese sbagliato, Milano, Einaudi, 2022<\/em><\/p>\n<p><em>19)\u00a0 M. Lodi, Da \u00abA&amp;B\u00bb, Anno V, n. 2, aprile-giugno 1988<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a020) A. Manzi in \u201cTV buona maestra. La lezione di Alberto Manzi.\u201d \u2013 di Roberto Farne e Luigi Zanolio &#8211; 1998<\/em><\/p>\n<p><em>21) Alberto Manzi da \u201cScuola Buona maestra \u2013 l\u2019eredit\u00e0 di Alberto Manzi\u201d dvd a cura del LADISC Facolt\u00e0 di Scienze della Comunicazione &#8211; Universit\u00e0 La Sapienza \u2013 Roma &#8211; 2007<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cMagister o Minister!?\u201d (Considerazioni sulla figura del docente nelle Nuove Indicazioni per il Curricolo) di Mario Di Maio Il maestro non pu\u00f2 insegnare\u00a0 pensieri, ma deve insegnare a pensare. ( I. Kant) 1.Premessa Nella Bozza delle Nuove indicazioni, pubblicata dal Ministero dell\u2019Istruzione l\u201911 giugno del 2025, trasmessa al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, per il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-2021","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2021","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2021"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2021\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2023,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2021\/revisions\/2023"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2021"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2021"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2021"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}