{"id":2079,"date":"2025-09-04T15:12:03","date_gmt":"2025-09-04T13:12:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=2079"},"modified":"2025-09-04T19:08:46","modified_gmt":"2025-09-04T17:08:46","slug":"le-indicazioni-per-il-curricolo-2025-prospettive-pedagogiche-e-paradigmi-dellapprendimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=2079","title":{"rendered":"Le Indicazioni per il curricolo 2025: prospettive pedagogiche e paradigmi dell\u2019apprendimento"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2081\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/Screenshot_2025-09-04-15-09-47-843_com.google.android.googlequicksearchbox-edit-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Le Indicazioni per il curricolo 2025: prospettive pedagogiche e paradigmi dell\u2019apprendimento<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>di Mario Di Maio<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>&#8220;La scuola siede fra il passato<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>e il futuro e deve tenerli presenti<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>entrambi. [&#8230;] E allora il maestro<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>deve essere per quanto pu\u00f2 profeta,<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>scrutare i &#8220;segni dei tempi&#8221;, indovinare<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em> negli occhi dei ragazzi le cose belle che<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>essi vedranno chiare domani e che noi<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>vediamo solo in modo confuso.&#8221;<\/em><\/p>\n<p><strong>1.Premessa<\/strong><\/p>\n<p>Il documento delle Nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo 2025, destinato ad entrare in vigore a partire dall\u2019anno scolastico 2026\/2027, rappresenta una tappa importante nella definizione del quadro educativo italiano per la Scuola dell\u2019infanzia e il Primo ciclo d\u2019istruzione.<!--more--><\/p>\n<p>L\u2019anno scolastico che sta per iniziare dovrebbe costituire un utile periodo per una riflessione costruttiva (ma anche critica) sul Documento delle Indicazioni che il Ministro continua a sostenere, nonostante i numerosi giudizi sfavorevoli, in prima battuta quelli del CSPI che, complessivamente, non ha dato il via libera al testo proposto dalla Commissione Perla anzi ha sottolineato la presenza di pi\u00f9 di una criticit\u00e0 anche nella seconda Bozza. <em>(1)<\/em><\/p>\n<p>Le Indicazioni per il Curricolo del 2012 avevano le loro radici filosofiche e pedagogiche nel personalismo, nell\u2019attivismo, nelle pi\u00f9 aggiornate teorie dell\u2019apprendimento, nelle elaborazioni concettuali di Edgar Morin, mentre quelle odierne, a parte una \u201cpatina\u201d che, almeno superficialmente, si riveste di valori e di concetti ormai consolidati, s\u2019iscrivono in una Weltanschauung di tipo tradizionalistico, richiamano una vera e propria \u201crestaurazione\u201d di concetti piuttosto obsoleti che, come la punta di un iceberg, trapelano in numerosi passaggi del Documento ministeriale. La cornice pedagogica e didattica, infatti, cambia di poco, rispetto alla prima stesura. La Scuola continua ad essere definita come \u201cla sede principale per la trasmissione di conoscenze\u201d, disconoscendo altri ambiti educativi, si propone un\u2019Istituzione scolastica fondata sulla trasmissione di contenuti. L\u2019enfasi sulla figura del docente come \u201cMagister\u201d in cui l\u2019autorevolezza del docente \u201cappare dovuta a priori, che non deve essere conquistata, che nasce dal suo ruolo. In questo senso emerge la scuola dell\u2019insegnamento, a scapito della scuola dell\u2019apprendimento. Nel testo l\u2019accento sembra essere posto solo su uno dei due poli della relazione docente-discente\u201d. <em>(2)<\/em> Le Indicazioni valorizzano l\u2019insegnante come guida autorevole, ma anche come facilitatore e magister, un ruolo quasi imposto e che, invece, dovrebbe essere \u201cconquistato\u201d attraverso una relazione educativa efficace ed empatica. Ci\u00f2 implica trovare un equilibrio tra il protagonismo del docente e l\u2019autonomia attiva dell\u2019alunno, in coerenza con approcci costruttivisti.<\/p>\n<p>L\u2019enumerazione pedissequa di contenuti disciplinari che poco rientrano nei compiti che la Legge (art. 8 del DPR.275\/99) conferisce al Ministro rappresenta un ulteriore tentativo d\u2019indirizzare le Scuole ad un Curricolo che lascia poco spazio all\u2019autonoma progettazione delle stesse.<\/p>\n<p>Proseguendo nella disamina del Testo ministeriale, il principio \u201cnon multa, sed multum\u201d che mira ad un\u2019essenzializzazione delle conoscenze essenziali e approfondite, mostra una scarsa coerenza con la reintroduzione di pratiche tradizionali come la memorizzazione di poesie o l\u2019inclusione del latino che possono suscitare critiche rispetto al rischio di nostalgie formali.<\/p>\n<p>Sebbene le Indicazioni includano l\u2019intelligenza artificiale e l&#8217;innovazione digitale, \u00e8 essenziale evitare un\u2019applicazione tecnocentrica che ignori qualit\u00e0 pedagogiche e contesto didattico.<\/p>\n<p><strong>2.Superare le impostazioni ideologiche del Documento ministeriale<\/strong><\/p>\n<p>La grande questione che si pone nell\u2019implementazione delle Nuove indicazioni per il Curricolo \u00e8 conciliare l\u2019attuazione di quella che \u00e8 la Normativa con il tentativo di mantenere nel lavoro scolastico gli \u201corizzonti di senso\u201d della pedagogia e della didattica dei grandi Maestri del nostro tempo, come Mario Lodi e Alberto Manzi, che si basano su un assioma di fondamentale importanza: mettere al centro del processo formativo il soggetto che apprende con le sue strategie conoscitive.<\/p>\n<p>Lodi e Manzi hanno lasciato un\u2019impronta indelebile. Entrambi hanno vissuto la scuola come luogo di crescita, libert\u00e0 e responsabilit\u00e0, ponendo il bambino protagonista del processo educativo.<\/p>\n<p>Il primo, erede dell\u2019esperienza del Movimento di Cooperazione Educativa, concepiva il maestro come guida discreta e compagna di viaggio degli alunni. Per lui l\u2019insegnamento non era trasmissione di nozioni, ma ricerca condivisa. L\u2019insegnante doveva aiutare i bambini a sviluppare il pensiero critico, l\u2019autonomia e la capacit\u00e0 di osservare la realt\u00e0. Nei suoi testi, come \u201cIl paese sbagliato\u201d e \u201cCip\u00ec\u201d, emerge la convinzione che la scuola dovesse aprirsi al mondo, diventare laboratorio di democrazia e di creativit\u00e0. Lodi vedeva il maestro come colui che ascolta, che d\u00e0 voce agli alunni, che accoglie i loro linguaggi e li trasforma in conoscenza.<\/p>\n<p>Alberto Manzi, celebre anche per il programma televisivo \u201cNon \u00e8 mai troppo tardi\u201d, che alfabetizz\u00f2 negli anni sessanta milioni d\u2019Italiani, aveva una concezione altrettanto rivoluzionaria. Per lui il maestro non era un\u2019autorit\u00e0 distante, ma un mediatore che doveva eliminare le barriere tra sapere e vita quotidiana. Manzi credeva che insegnare significasse liberare energie, ridare dignit\u00e0 a chi non aveva strumenti culturali. La sua lezione andava oltre i banchi, offriva possibilit\u00e0 a chi era escluso. Il suo motto implicito era che l\u2019educazione non finisce mai, e che il maestro resta sempre un \u201capprendista\u201d accanto agli studenti.<\/p>\n<p>In comune, Lodi e Manzi rifiutavano il modello autoritario e nozionistico. Entrambi sognavano una scuola democratica, capace di formare cittadini consapevoli. Se Lodi privilegiava la dimensione creativa e comunitaria, Manzi sottolineava quella sociale ed emancipatrice.<\/p>\n<p>Il loro lascito rimane attualissimo: il maestro non \u00e8 custode del sapere, ma artigiano di relazioni e costruttore di libert\u00e0.<\/p>\n<p>Tali indicazioni sono confermate dalla ricerca pedagogica contemporanea, a partire da Vygotskij e Bruner fino agli approcci costruttivisti e socio-costruttivisti degli ultimi anni, che sottolinea alcuni assunti fondamentali rispetto all\u2019apprendimento, individuando l\u2019 \u201capprendimento attivo\u201d con il quale l\u2019alunno costruisce conoscenze attraverso esperienze concrete e significative; quello \u201csituato\u201d in cui il sapere nasce dal contesto e dall\u2019interazione sociale, attraverso l\u2019utilizzazione di compiti reali e complessi, trasferibili alla vita quotidiana. Nell\u2019\u201dapprendimento cooperativo\u201d il gruppo-classe \u00e8 comunit\u00e0 di pratica in cui l\u2019interazione sostiene lo sviluppo cognitivo.<\/p>\n<p>Questi principi sono alla base delle metodologie innovative, dalla didattica laboratoriale al problem solving, fino all\u2019uso critico delle tecnologie digitali.<\/p>\n<p>Il compito delle istituzioni scolastiche \u00e8 alquanto arduo in quanto esse devono rispettare il Dettame normativo senza, per\u00f2, cadere in una pedissequa adesione ad una visione in cui il richiamo a concetti e pratiche che riportano le Scuole ad un modo d\u2019intendere la pedagogia e la didattica obsoleto e non coerente con le problematiche della contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<p>Una prima risposta alla questione la si ritrova in alcuni articoli del DPR.275 del 99 e nelle successive normative per cui la compilazione del Curricolo di Scuola, derivante dalle Indicazioni, \u00e8 prerogativa del dirigente e dei docenti che, promuovendo una riflessione ponderata e critica sul nuovo Documento, possono trovare , se ne hanno desiderio, tutti quegli elementi attraverso i quali sostenere una didattica innovativa con una progettazione finalizzata all\u2019apprendimento e non, sic et simpliciter, alla trasmissione di conoscenze.<\/p>\n<p>In altre parole sar\u00e0 necessario interpretare le norme in chiave pedagogica, leggendo le disposizioni non come vincoli formali ma come opportunit\u00e0 di progettazione.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 opportuno operare, ancora una volta, per integrare la valutazione normativa con quella formativa, centrata sui progressi e sui processi dell\u2019alunno. In modo particolare il dirigente scolastico dovr\u00e0 promuovere la professionalit\u00e0 docente, intesa come capacit\u00e0 riflessiva di mediare tra norme e apprendimento attivo, acquisendo consapevolezza critica su inclusione, IA, didattica laboratoriale anche attraverso un\u2019efficace formazione.<\/p>\n<p>In altri termini occorre puntare sulla collegialit\u00e0 e sulla comunit\u00e0 professionale affinch\u00e9 la compilazione del Curricolo consenta di conciliare l\u2019applicazione del Documento ministeriale con le istanze pedagogiche e didattiche pi\u00f9 innovative.<\/p>\n<p><strong>3.Conclusione<\/strong><\/p>\n<p>Le Nuove Indicazioni Nazionali 2025 costituiscono, comunque, una cornice normativa da applicare. Tuttavia, la loro reale efficacia dipender\u00e0 dalla capacit\u00e0 della scuola e dei docenti di coniugare prescrizioni e principi pedagogici, affinch\u00e9 la centralit\u00e0 dell\u2019alunno come soggetto attivo dell\u2019apprendimento non venga compromessa da derive burocratiche o formalistiche.<\/p>\n<p>Solo in questo contemperamento tra esigenze normative e didattica centrata sull\u2019apprendimento sar\u00e0 possibile realizzare pienamente la finalit\u00e0 ultima del sistema educativo: garantire a ciascun alunno il diritto a un apprendimento significativo, personalizzato e orientato al futuro.<\/p>\n<hr \/>\n<p><em>(1)\u00a0 R. Palermo, \u201cNuove Indicazioni nazionali 2025: il CSPI non d\u00e0 nessun parere ma chiede diverse modifiche\u201d, La Tecnica della Scuola, 27\/06\/2025<\/em><\/p>\n<p><em>(2)\u00a0 Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, Parere sullo schema di Regolamento recante \u201cIndicazioni nazionali della scuola dell\u2019infanzia e del primo ciclo d\u2019istruzione\u201d. approvato nella seduta plenaria n. 151 del 27\/06\/2025<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le Indicazioni per il curricolo 2025: prospettive pedagogiche e paradigmi dell\u2019apprendimento di Mario Di Maio &#8220;La scuola siede fra il passato e il futuro e deve tenerli presenti entrambi. 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