{"id":2086,"date":"2025-10-10T17:19:53","date_gmt":"2025-10-10T15:19:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=2086"},"modified":"2025-10-10T17:19:53","modified_gmt":"2025-10-10T15:19:53","slug":"siamo-classici-vestiti-da-contemporanei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=2086","title":{"rendered":"Siamo classici vestiti da contemporanei"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2087\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/dress-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Siamo classici vestiti da contemporanei<br \/>\n<\/strong><em><strong>di Gennaro Salzano<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>In italiano, l\u2019espressione \u201cfare scuola\u201d significa<br \/>\n\u201ccostruire conoscenza\u201d, \u201cdivenire un modello\u201d,<br \/>\n\u201cinventare un nuovo modo di fare qualcosa che<br \/>\nverr\u00e0 poi seguito e ripreso dai posteri\u201d.<br \/>\nChi \u201cfa scuola\u201d \u00e8 una sorta di pioniere che, tramite<br \/>\nla propria opera di innovazione, si guadagna<br \/>\nla stima e l\u2019affetto dei propri seguaci.<br \/>\nEraldo Affinati<\/em><\/p>\n<p>Le frequenti riforme e i conseguenti adattamenti normativi (decreti, linee guida, note e circolari ministeriali, ecc.), che si sono concretizzati successivamente al riconoscimento dell\u2019autonomia scolastica, hanno procurato nel sistema scolastico italiano un continuo e, a volte, frenetico cambiamento del pianeta scuola.<!--more--> Le modifiche non sempre sono state accolte dalle comunit\u00e0 scolastiche (personale, alunni, genitori) con favore, procurando, inizialmente, un disagio e, in prospettiva, una certa confusione condizionando la credibilit\u00e0 della Scuola all\u2019interno del sistema sociale. Non si riesce ad assimilare e adattarsi ad una nuova prescrizione, che grava sull\u2019assetto organizzativo-gestionale, sugli aspetti didattico-educativi e sulla valutazione degli esiti di apprendimento, che in poco tempo essa viene sostituita o modificata da successivi interventi legislativi, determinando una sorta di \u201c<em>scuola liquida<\/em>\u201d dove i confini sociali e i riferimenti scolastici si dilatano, creando disorientamento nel presente e diffidenza nel futuro.<\/p>\n<p>In un sistema elefantiaco come quello scolastico nazionale, frammentato e diversificato, le nuove proposte ordinamentali generano legittime difficolt\u00e0 d\u2019intervento curricolare non solo sotto il punto di vista didattico-metodologico ma ancor di pi\u00f9 sul sistema di valori pedagogici e valutativi che dovrebbe costituire una cornice all\u2019interno della quale ogni unit\u00e0 scolastica pu\u00f2 elaborare un progetto curricolare di qualit\u00e0. Occorre pi\u00f9 \u201c<em>tempo critico<\/em>\u201d per trovare forme di intervento funzionali, in grado di rispondere con maggiore autonomia e consapevolezza alle azioni da intraprendere ed essere al servizio della qualit\u00e0 dell\u2019offerta formativa.<\/p>\n<p>Le istituzioni scolastiche, comunque, hanno dimostrato un costante adattamento a queste richieste normative, dando prova di rinnovarsi e, al contempo, mostrare una capacit\u00e0 didattico-organizzativa adeguata per progettare specifici percorsi formativi a sostegno di alunni\/e.<\/p>\n<p>Ma queste capacit\u00e0 di rinnovamento e di adattamento delle istituzioni scolastiche sono condizione sufficiente per sostenere percorsi formativi in grado di rispondere alle sfide educative di una societ\u00e0 in continua evoluzione? Gli esiti di apprendimento possono essere ritenuti soddisfacenti? Gli interventi praticati garantiscono un\u2019equa ricaduta territoriale?<\/p>\n<p>Sono interrogativi che richiedono una costante riflessione e una accurata ricerca di campo per evitare evidenze centripete ed altrettante spinte centrifughe.<\/p>\n<p>In primo luogo, non si pu\u00f2 nascondere che il sistema scolastico vive una contemporaneit\u00e0 concepita e gestita da una condizione mondiale in rapido mutamento e dominata dalle nuove tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione (social network, intelligenza artificiale). L\u2019attuale societ\u00e0 digitale, che si configura con un modello piramidale e verticistico, influisce in maniera preponderante nella vita privata e pubblica delle persone in forza sia della quantit\u00e0 che della qualit\u00e0 di informazioni e sia della percezione effettiva del mondo reale, ormai spesso sostituito pi\u00f9 da un mondo virtuale. Siamo immersi nella dimensione di un \u201c<em>tempo accelerato<\/em>\u201d in cui l\u2019evento singolo (notizia, questione, sospetti, immagini, ecc.) produce un maggiore interesse, trascurando la prossimit\u00e0 spazio-temporale di altri fenomeni con il risultato di vivere una esperienza parziale e transitoria della realt\u00e0. \u00a0Esperienza che, ordinariamente, \u00e8 affrontata, in particolare dal mondo giovanile, con un atteggiamento passionale ed emotivo a discapito di quello logico-argomentativo, che rapidamente viene sostituito da eventi successivi. Si instaura cos\u00ec un ciclo perpetuo di fenomeni, di relazioni, di emozioni che tende ad autoalimentarsi con verifiche insufficienti e\/o assenti, determinando, il pi\u00f9 delle volte, delle pseudonotizie (fake news).<\/p>\n<p>Ecco che la Scuola-apparato e le Scuole-militanti, due realt\u00e0 di uno stesso ecosistema formativo, sono chiamate in sinergia a trovare soluzioni ragionevoli e praticabili ad una duplice sfida: normativa-procedurale e didattico-educativa. Una sfida che genera una complessit\u00e0 sistemica che richiede in tempi pi\u00f9 o meno brevi un confronto responsabile, volto a proporre e a praticare provvedimenti orientati ad ottimizzare il processo formativo di un sistema scuola che non si limiti a garantire il diritto all\u2019accesso a tutti, ma si preoccupi anche di difendere il diritto al successo di tutti.<\/p>\n<p>In secondo luogo, la riconosciuta natura della Scuola, quale luogo della formazione, dell\u2019educazione e dell\u2019istruzione, impone, innanzi tutto, di valorizzare gli aspetti pedagogici dell\u2019azione didattica per individuare nell\u2019umano rapporto di reciprocit\u00e0 insegnante\/alunno, il denominatore comune per una efficace ed efficiente opera formativa e cognitiva. In quest\u2019ottica, sia l\u2019art.1 del regolamento per l\u2019attuazione dell\u2019autonomia scolastica (DPR 275\/1999) che l\u2019art.1, comma 1 della cosiddetta legge della Buona scuola (Legge 107\/2015), affermano il principio secondo cui l\u2019autonomia delle istituzioni scolastiche \u00e8 garanzia di libert\u00e0 d\u2019insegnamento, di pluralismo culturale e di diritto allo studio, nella prospettiva di promuovere attivit\u00e0 mirate allo sviluppo della persona umana, al fine di tutelare il successo formativo.<\/p>\n<p>Sono espliciti, dunque, i richiami ad una scuola che \u00e8 chiamata a sostenere con convinzione un orientamento ai valori della solidariet\u00e0, dello sviluppo del senso critico, della tolleranza, della democrazia (Popper), del pensiero multidimensionale (Morin), dell\u2019attivismo pedagogico (Clapar\u00e8de ed altri), della modifica dell\u2019ambiente scolastico a \u201c<em>misura di bambino<\/em>\u201d (Montessori), \u00a0della strategia del problem solving per l\u2019adattamento all\u2019ambiente (Dewey), delle discipline come mezzi d\u2019indagine del mondo reale (Bruner), dell\u2019importanza degli stimoli da parte degli adulti (Vygotskij), rigettando quella sindrome d\u2019assedio che vorrebbe una scuola votata ad un addestramento precocemente professionalizzante, omologata ad una cultura efficientista e pragmatica.<\/p>\n<p>In terzo luogo, i precedenti richiami pedagogici, che fanno riferimento, come \u00e8 noto, alle pi\u00f9 accreditate teorie cognitiviste del novecento, nei tempi recenti trovano un loro accreditamento nel Costruzionismo (Papert), che tende a valorizzare l\u2019apprendimento interattivo e dialogico (il cooperative learning, il learning by doing, l\u2019experential learning, ecc.), l\u2019accertamento delle mappe concettuali degli allievi, la visione pluralistica dell\u2019intelligenza (Gardner), l\u2019attenzione agli stili cognitivi, il pensiero computazionale per la risoluzione dei problemi complessi \u00a0(Wing) e le tecniche informatiche di programmazione del coding. Metodi e tecniche che rappresentano altrettanti strumenti utili per favorire relazioni efficaci tra l\u2019uomo e la macchina.<\/p>\n<p>Non \u00e8 da trascurare, altres\u00ec, l\u2019importanza dell\u2019uso programmato di piattaforme basate sull\u2019Intelligenza Artificiale Generativa (IAG) per evitare le criticit\u00e0 legate ad un uso indiscriminato e senza controllo con conseguenze gravi per lo sviluppo personale dei giovani studenti. L\u2019introduzione dell\u2019IAG nei diversi settori della societ\u00e0 \u00e8 un\u2019evidenza di fatto che deve essere affrontata dalle istituzioni scolastiche secondo i paradigmi di un impiego abile e responsabile di questa tecnologia. Le scuole non possono arenarsi sui numerosi interrogativi sollevati dal suo uso didattico, ma devono reagire nella consapevolezza che l\u2019IA \u00e8 uno strumento per rafforzare la relazione educativa. \u00c8\u00a0una sfida irrinunciabile che apre nuovi orizzonti socio-educativi per una cittadinanza digitale che sia orientata a fornire non solo competenze disciplinari efficienti, ma altrettante competenze etico-esistenziali (empatia, consapevolezza di s\u00e9, autostima, autoefficacia, visione per il futuro).<\/p>\n<p>In quest\u2019ambito pedagogico, l\u2019azione didattica si deve sviluppare nell\u2019alveo di un apprendimento significativo che, nel rispetto dell\u2019unicit\u00e0 del progetto persona, sia attenta a \u201c<em>trarre fuori<\/em>\u201d quelle potenzialit\u00e0 di cui l\u2019alunno \u00e8 portatore, ma contemporaneamente sia sollecito nel leggere i bisogni formativi della societ\u00e0, promuovendo itinerari in grado di rispondere con efficacia ad una formazione integrale,\u00a0di qualit\u00e0 per tutti e tale da favorire moduli operativi a sostegno dell\u2019individualizzazione e della personalizzazione.<\/p>\n<p>In rapida sintesi, sviluppare un orientamento critico nelle giovani menti di allievi\/e, che sempre pi\u00f9 risentono delle suggestioni d\u2019una educazione informale, spesso acritica, veicolata dal circuito mediatico e dalle pi\u00f9 effimere mode culturali, rappresenta una sfida educativa e contemporaneamente un approccio didattico per trasformare l\u2019impegno scolastico in un\u2019esperienza di vita finalizzata all\u2019acquisizione di competenze cognitive, emotive e relazionali per promuovere <em>\u201ccompetenze che portano a comportamenti positivi e di adattamento che rendono l\u2019individuo capace di far fronte efficacemente alle richieste e alle sfide della vita di tutti i giorni\u201d<\/em>\u00a0\u00a0(OMS, 1994).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo classici vestiti da contemporanei di Gennaro Salzano In italiano, l\u2019espressione \u201cfare scuola\u201d significa \u201ccostruire conoscenza\u201d, \u201cdivenire un modello\u201d, \u201cinventare un nuovo modo di fare qualcosa che verr\u00e0 poi seguito e ripreso dai posteri\u201d. 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