{"id":2100,"date":"2025-10-31T10:41:02","date_gmt":"2025-10-31T09:41:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=2100"},"modified":"2025-10-31T10:41:02","modified_gmt":"2025-10-31T09:41:02","slug":"la-rigenerazione-culturale-del-nuovo-umanesimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=2100","title":{"rendered":"La (ri)generazione culturale del nuovo umanesimo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2101\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/culturapace1-150x150.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/>La (ri)generazione culturale del nuovo umanesimo<br \/>\n<\/strong><em><strong>di Gennaro Salzano<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><em><i>[\u2026] cercare la conoscenza con la mano destra \u00e8 scienza.<br \/>\nEppure, dire soltanto ci\u00f2 della scienza significa trascurare<br \/>\nalcuna delle sue fonti [&#8230;] che giungono dalla manosinistra.<br \/>\nAccettare <\/i><\/em><em><i>i contributi dalla mano sinistra significa tenere<br \/>\npresente tutto ci\u00f2 che \u00e8 impulso, irrazionalit\u00e0, soggettivit\u00e0,<br \/>\neccezionalit\u00e0 individuale, [&#8230;] Ma la mano sinistra<br \/>\nnon sta mai sola, cos\u00ec come mai sola troviamo la mano destra.\u201d<\/i><\/em><br \/>\n<em> (Jerome)<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Giovani e proteste \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Le manifestazioni a sostegno del cessate il fuoco e della pace in Palestina, che, nelle ultime settimane, hanno animato le strade e le piazze di molte citt\u00e0 italiane, hanno prodotto una vasta eco nell\u2019opinione pubblica.<!--more--> I pareri espressi in proposito hanno suscitato contrastanti giudizi, tali da promuovere un dibattito anche aspro sui media con accuse reciproche di opportunismo politico che hanno generato una certa polarizzazione ideale, a discapito di una pi\u00f9 pacata riflessione socio-culturale. Una costante di questi cortei \u00e8 stata la presenza di molti giovani studenti che \u00e8 stata accolta, in alcuni casi, con fastidio ed interpretata con una certa sufficienza, trascurando il fatto che la loro pacifica partecipazione avrebbe dovuto essere inquadrata pi\u00f9 nella sfera della formazione etico-sociale che in quella dell\u2019appartenenza politica. Questi studenti, nativi digitali, non hanno conosciuto il novecento con i suoi orizzonti di senso, con le sue ideologie, con i suoi drammi, con i suoi sogni e con le sue delusioni. Essi vivono questo mondo in una dimensione pi\u00f9 libera, forse pi\u00f9 trasgressiva, ma con meno limiti sia nel pensiero che nell\u2019azione. <em>\u201c<\/em><em>La novit\u00e0 del nuovo secolo si chiama spaesamento, e<\/em><em>\u00a0<\/em><em>consiste nell\u2019assoluta impossibilit\u00e0<\/em><em>\u00a0<\/em><em>di reperire un senso del tempo, di un\u2019epoca e perfino della propria<\/em><em>\u00a0<\/em><em>vita.\u201d<\/em>\u00a0(Galimberti).<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 trascurare, inoltre, il fatto che i giovani che hanno partecipato ai cortei e altrettanto quelli che non hanno partecipato vivono la propria esperienza personale all\u2019interno delle aule scolastiche e considerare l\u2019evento protesta come un contrattempo, da un lato, non rende merito all\u2019impegno quotidiano e professionale dei docenti e dei dirigenti scolastici e, dall\u2019altro, non incoraggia occasioni di coinvolgimento e di confronto libero. Insomma la partecipazione degli studenti ad una pubblica protesta di dissenso deve essere letta e compresa approfondendo i perch\u00e9 e i come, tralasciando affermazioni convenzionali e investigando in profondit\u00e0 quegli elementi, spesso latenti, di disagio giovanile presenti all\u2019interno del sistema sociale planetario che \u00e8 in crisi di crescita, di instabilit\u00e0 e di fiducia. Si registra, ormai, un progressivo incremento di disuguaglianze, di povert\u00e0, di sopraffazioni e di emarginazione che impedisce di progettare un futuro giusto e credibile, sollecitando, in particolare nell\u2019adolescente e nel giovane, una cultura del carpe diem, dell\u2019edonismo, del consumismo, dell\u2019inquietudine, del sopruso.\u00a0Problematiche che investono comprensibilmente il mondo della scuola che ha tra i suoi compiti quello dell\u2019educazione.<\/p>\n<p>Al riguardo, si segnala l\u2019iniziativa meritoria di un folto gruppo di dirigenti scolastici di Napoli che, in una lettera aperta e sottoscritta \u201c<em>Dirigenti scolastici per Gaza \u2013 Promuoviamo la cultura della pace<\/em>\u201d, si sono assunti la responsabilit\u00e0 di <em>\u201c<\/em><em>riaffermare il ruolo di leadership educativa, in una scuola che trova nella Costituzione il suo faro e i suoi valori di riferimento<\/em>.\u201d di promuovere <em>\u201cinnanzitutto lo sviluppo del pensiero critico e l\u2019educazione alla cittadinanza attiva.\u201d<\/em>\u00a0e di riaffermare <em>\u201cla fiducia nell\u2019importanza della conoscenza e della democrazia e siano in grado di schierarsi a favore dei diritti, della dignit\u00e0 umana e della pace, consapevoli del potere formidabile<\/em>\u00a0<em>che ha la mobilitazione delle coscienze di cambiare il corso della Storia.\u201d<\/em>\u00a0\u00a0Una tesi che \u00e8 in sintonia ideale con quanto riportato dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, approvata dall\u2019ONU nel 1948, che all\u2019art.26 afferma: <em>\u201c<\/em><em>Ogni individuo ha diritto all\u2019istruzione. [&#8230;] L\u2019istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalit\u00e0 umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libert\u00e0 fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l\u2019amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l\u2019opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.\u201d<\/em><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Scuola e Societ\u00e0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>La trasmissione dei saperi non pu\u00f2 essere disgiunta da quella che fa della parola e del dialogo una disamina attenta volta ad eleggere la relazione educativa come una opportunit\u00e0 per dare vita ad una tensione emotiva in cui ciascuno, alunno o docente, contribuisce in proprio a costruire una comunit\u00e0 in cammino.<\/p>\n<p>Una relazione educativa che in un certo qual modo deve contrastare la diffusa e arbitraria informazione dei social media (<em>educazione informale<\/em>), che ha assunto ormai sempre pi\u00f9 i caratteri di un apprendimento cognitivo e formativo tanto che, secondo Postman, l\u2019extrascuola (curricolo secondo) educa ormai pi\u00f9 della scuola stessa (curricolo primo). L\u2019influenza sui giovani, spesso quelli pi\u00f9 fragili per condizioni socio-economiche e culturali, \u00e8 tale che genera progressivamente una sfiducia nel futuro, una potenziale accondiscendenza passiva e conformista e un incremento a preoccupanti fenomeni di bullismo. \u00a0La Scuola della Repubblica, in questo senso, non pu\u00f2 sottrarsi poich\u00e9 essa deve <em>\u201crimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana\u201d<\/em>\u00a0ci ricorda l\u2019art.3 della Costituzione e che \u201c<em>\u00e8 una costituzione che apre le vie verso l\u2019avvenire<\/em>\u201d rammenta Calamandrei nel suo \u201cDiscorso sulla Costituzione\u201d del 1955, e dare la <em>\u201cscuola a tutti\u201d<\/em>\u00a0\u00e8 un impegno profetico da coltivare giorno dopo giorno per favorire un\u2019educazione sostanziale alla cittadinanza.<\/p>\n<p>Ecco che l\u2019efficacia degli interventi scolastici deve essere commisurata in relazione alle sfide educative di oggi per cui risulta fondamentale \u201c<em>educare-istruendo<\/em>\u201d<em>\u00a0<\/em>programmando percorsi curricolari orientati alla persona e cogliendo nel reciproco rapporto tra le discipline fecondi elementi di progettazione nella prospettiva di sostenere una comunicazione dall\u2019ascolto attivo e non autoritaria, di rafforzare la consapevolezza dei soggetti riguardo ai propri problemi, di individuare autonomamente le possibili soluzioni, di stimolare i reali interessi degli alunni e di preferire momenti valutativi in cui la rilevazione dell\u2019errore si trasformi in un punto di partenza e non di arrivo. A tal proposito, si ricorda l\u2019esplicita esortazione del promotore del pensiero complesso: <em>\u201c[&#8230;] per risolvere i problemi fondamentali dell\u2019uomo \u00e8 necessaria un\u2019alleanza educativa tra cultura umanistica e cultura scientifica. Una mancanza di congiunzione tra le due infatti non pu\u00f2 servire ad una adeguata maturazione morale e spirituale<\/em>. <em>[&#8230;]<\/em>\u00a0<em>\u00c8 necessario umanizzare i saperi per limitare la dispersione della conoscenza: questo \u00e8 un problema da affrontare gi\u00e0 nei primi anni di scuola e deve proseguire lungo tutto il percorso degli studi. Una conoscenza priva di contestualizzazione \u00e8 una conoscenza povera. Come fare a riunire i saperi delle varie discipline? Serve un pensiero complesso che permetta di unire ci\u00f2 che \u00e8 separato.<\/em>\u00a0<em>Oggi serve un nuovo umanesimo.\u201d <\/em>(Morin).<\/p>\n<p><strong><em>Un nuovo umanesimo<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Si individua l\u2019urgente necessit\u00e0 di sperimentare forme d\u2019aggregazione dei nuclei concettuali delle varie discipline, tenendo conto del loro statuto epistemologico e del loro valore formativo. Ad esempio, nell\u2019ambito delle discipline scientifiche, il pensiero e il ragionamento matematico sostengono la riflessione rigorosa, l\u2019analisi, la problematizzazione, quello delle scienze naturali, avvalendosi del metodo scientifico, indaga i fenomeni del mondo fisico e della natura, quello informatico-tecnologico sviluppa le tecniche per la progettazione di applicativi a vantaggio del progresso economico e sociale. \u00a0Nell\u2019ambito umanistico, l\u2019indagine storica e filosofica, la ricerca psico-pedagogica e sociologica, le istanze della letteratura, della poesia e gli influssi poliedrici delle diverse forme artistiche esercitano ed affinano quel pensiero narrativo, lirico, critico, espositivo ed estetico che tenta di capire i significati, di attribuire senso alla vicenda umana, di meditare sui valori, di scoprire la bellezza nelle arti figurative, nella musica, nella danza, nel teatro, nel cinema. Per sua parte, il discorso geografico, ponte tra i due ambiti, principalmente contribuisce ad illustrare le relazioni esistenti tra l\u2019uomo e l\u2019ambiente, individuando strategie conoscitive e applicative di tipo sistemico tra spazio geografico e uso del territorio, incentrate sul criterio della sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Qualunque sia l\u2019ambito preso in esame, la ricerca incessante rappresenta la strategia metodologica comune per promuovere una cultura a sostegno di una formazione integrata, completa, organica, da contrapporre ad una societ\u00e0 della conoscenza mercificata, segmentata, specialistica (Lyotard). Ne scaturisce un quadro interpretativo della cultura da fondare su una tela di saperi concettuali, una rete di saperi reticolari, in cui le diverse trame disciplinari, geografiche, storiche, scientifiche, economiche, filosofiche, letterarie, estetiche rappresentino nell\u2019insieme un unico oggetto di studio, restituendo la complessit\u00e0 del reale. I saperi reticolari si fondano sulla costruzione di mappe concettuali e sull\u2019interdisciplinariet\u00e0, poich\u00e9 la realt\u00e0 sempre si frange in temi, in argomenti, in punti di vista e non riposa su materie e discipline che rappresentano soltanto degli strumenti euristici. Da qui l\u2019esigenza di confrontarsi anche con temi, problemi e suggestioni dei tempi presenti, integrando ed aggiornando i curricoli. Ci\u00f2 vuol dire coniugare la prospettiva storica con quella epistemologica e dare dunque pi\u00f9 spazio alle nuove tecnologie digitali, al plurilinguismo, ai pervasivi linguaggi mass-mediali affinch\u00e9 i nostri studenti posseggano le competenze per decodificare la cultura magmatica di un mondo tecnologizzato, globalizzato ed aperto ai rischi striscianti del plagio e del conformismo.<\/p>\n<p><em>\u201cUn confronto tra umanesimo e scienza sembra dunque portare alla conclusione che le varie culture e i vari paradigmi non costituiscono che facce di un\u2019impresa intellettuale che le trascende tutte, e di cui ciascuna non fornisce che un punto di vista limitato strutturalmente, socialmente e storicamente.\u201d <\/em>(Odifreddi).<\/p>\n<p>In tal senso, nessuna delle due impostazioni culturali, l\u2019umanistica e quella scientifica, \u00e8 in possesso di parametri certi per spiegare il mondo ma entrambe hanno paradigmi comuni: non si pu\u00f2 avere certezza di nulla, l\u2019avventura della conoscenza \u00e8 inesauribile, l\u2019uomo deve accettare la precariet\u00e0 della propria esistenza con spirito critico per compiere il suo cammino di cittadinanza in questo mondo con fare consapevole. Le due prospettive culturali rispecchiano una medesima esigenza, uno stesso metodo e presuppongono un\u2019identica flessibilit\u00e0 mentale, una condivisa capacit\u00e0 di interrogarsi e di interrogare, ma soprattutto hanno la stessa capacit\u00e0 di dare significato all\u2019esistenza e al mondo.<\/p>\n<p>La cultura non \u00e8 mai qualcosa di statico, di prefigurato, ma impegna sempre un nostro atto di volont\u00e0 e di comprensione.<\/p>\n<p>Ecco che la formazione culturale, in prospettiva enattiva, diventa alimento della nostra coscienza e della nostra intelligenza e presuppone non solo il pensiero computazionale, algoritmico, analitico, che \u00e8 sorretto dallo studio scientifico-tecnologico, ma anche la creativit\u00e0, l\u2019arte, la capacit\u00e0 critica, poste a base delle cultura umanistica. Una formazione completa si avvale di una conoscenza sempre in situazione, fondata su un sapere essenziale che coniughi il pensiero convergente, divergente e critico.<\/p>\n<p><strong><em>STEAM e Innovazione didattica<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Le indicazioni nazionali del 2012 per il primo ciclo (\u201c<em>\u00c8 quindi<\/em><em>\u00a0<\/em><em>decisiva una nuova alleanza fra scienza, storia, discipline umanistiche, arti e tecnologia, in grado di delineare <\/em><em>\u00a0<\/em><em>la<\/em><em>\u00a0<\/em><em>prospettiva di<\/em><em>\u00a0<\/em><em>un nuovo<\/em><em>\u00a0<\/em><em>umanesimo<\/em>\u201d) e il Profilo educativo, culturale e professionale (PECUP) del 2005 per il secondo ciclo (\u201c&#8230;<em>\u00e8 finalizzato alla crescita educativa, culturale e professionale dei giovani, per trasformare la molteplicit\u00e0 dei saperi in un sapere unitario, dotato di senso, ricco di motivazioni\u201d)<\/em>\u00a0richiamano in maniera esplicita l\u2019importanza di una didattica che sia in grado di far coincidere l\u2019educazione etico-sociale con quella logico-critica (Popper).<\/p>\n<p>Riguardo alle linee guida STEM del 2022, si segnala l\u2019evoluzione dell\u2019idea STEM in STEAM (dove A identifica l\u2019Arte e, di conseguenza, le discipline umanistiche) come<em>\u00a0\u201cun insieme multidisciplinare di approcci all\u2019istruzione che rimuove le barriere tradizionali tra materie e discipline per collegare l\u2019educazione STEM e ICT (tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione) con le arti, le scienze umane e sociali\u201d<\/em>. In questa prospettiva si pone anche il Piano d&#8217;azione per l\u2019istruzione digitale 2021-2027 secondo il quale <em>\u201cl\u2019approccio STEAM per l\u2019apprendimento e l\u2019insegnamento collega le discipline STEM e altri settori di studio. Promuove competenze trasversali quali le competenze digitali, il pensiero critico, la capacit\u00e0 di risolvere problemi, la gestione e lo spirito imprenditoriale. Promuove inoltre la cooperazione con partner non accademici e risponde alle sfide economiche, ambientali, politiche e sociali. L\u2019approccio STEAM incoraggia la combinazione di conoscenze necessarie nel mondo reale e della curiosit\u00e0 naturale\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Anche le nuove indicazioni per il curricolo del 2025 per l\u2019infanzia e il primo ciclo d\u2019istruzione, che entreranno in vigore dall&#8217;anno scolastico 2026\/27,\u00a0accennano il concetto di nuovo umanesimo, osservando che<em>\u00a0\u201cNella sua articolazione verticale la formazione scolastica si attua a partire dalla scuola dell\u2019infanzia per proseguire nella scuola del primo ciclo di istruzione. Finalit\u00e0 principale della scuola \u00e8 l\u2019acquisizione delle conoscenze e delle abilit\u00e0 fondamentali per sviluppare le competenze culturali di base (di ambito umanistico, scientifico e tecnologico) nella prospettiva dello sviluppo integrale della persona e dei suoi talenti.\u201d<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Quali aspettative per il futuro?<\/em><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019auspicio \u00e8 che il Sistema Scuola non si distragga da questo triplice impegno cognitivo, affettivo-emotivo ed etico-sociale, riconoscendo nella ricerca didattica e metodologica la strada per scoprire un rinnovato umanesimo arricchito dalla passione (inseguire un sogno), dal coraggio (accettare le sfide), dalla creativit\u00e0 (sperimentare percorsi innovativi) e dal senso critico (investigare con metodo).<\/p>\n<p>In concreto, educare alla Cultura significa preparare persone che saranno in grado di governare non solo il mondo tecnologico nel quale siamo immersi ma anche quel mondo di donne e di uomini che ha urgente bisogno d\u2019una rigenerazione morale, adottando sempre un atteggiamento d\u2019apertura e di disponibilit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La (ri)generazione culturale del nuovo umanesimo di Gennaro Salzano \u00a0[\u2026] cercare la conoscenza con la mano destra \u00e8 scienza. Eppure, dire soltanto ci\u00f2 della scienza significa trascurare alcuna delle sue fonti [&#8230;] che giungono dalla manosinistra. Accettare i contributi dalla mano sinistra significa tenere presente tutto ci\u00f2 che \u00e8 impulso, irrazionalit\u00e0, soggettivit\u00e0, eccezionalit\u00e0 individuale, [&#8230;] [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-2100","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2100","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2100"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2100\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2102,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2100\/revisions\/2102"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2100"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2100"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2100"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}