{"id":2115,"date":"2025-11-27T21:36:11","date_gmt":"2025-11-27T20:36:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=2115"},"modified":"2025-11-27T21:36:11","modified_gmt":"2025-11-27T20:36:11","slug":"dallaula-al-futuro-le-linee-guida-per-luso-della-i-nelle-scuole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=2115","title":{"rendered":"Dall\u2019Aula al Futuro: Le Linee Guida per l\u2019Uso dell\u2019A.I. nelle Scuole"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2117\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/IA-a-scuola-1-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Dall\u2019Aula al Futuro: Le Linee Guida per l\u2019Uso dell\u2019A.I. nelle Scuole<\/strong><br \/>\n<em><strong>di Mario Di Maio<\/strong><\/em><\/p>\n<h6 style=\"text-align: right;\"><em>\u201cOgni cambiamento culturale ha inevitabilmente<\/em><br \/>\n<em> il suo corteo di scettici. \u00c8 una reazione scontata e<\/em><br \/>\n<em> prevedibile. Ma \u00e8 una sciocca perdita di tempo<\/em><br \/>\n<em> discutere se un cambiamento sia giusto o sbagliato,<\/em><br \/>\n<em> perch\u00e9 quando \u00e8 gi\u00e0 in corso \u00e8 soprattutto una cosa:<\/em><br \/>\n<em> irreversibile.\u201d<\/em><br \/>\n<em>(Seymour Papert)<\/em><\/h6>\n<p><strong>1.Premessa<\/strong><\/p>\n<p>Con la pubblicazione del D.M. n. 166 del 9 agosto 2025 e dell\u2019allegato delle Linee-guida, il MIM ha fornito un quadro nazionale per l\u2019introduzione dell\u2019Intelligenza Artificiale (o A.I.) nelle scuole italiane. <!--more-->Le Linee guida vogliono essere un riferimento normativo e valoriale per scuole, dirigenti, docenti, e studenti, definendo principi, requisiti e, in modo molto limitato, strategie d\u2019intervento. \u00c8 un Documento importante, perch\u00e9 la diffusione delle tecnologie di I.A. (applicazioni generative, sistemi di tutoraggio intelligente, analisi dei dati) solleva questioni complesse relative all\u2019etica, alla privacy, all\u2019equit\u00e0 nei riguardi degli utenti e alle competenze digitali.<\/p>\n<p>Ad un primo esame, soprattutto nel Primo paragrafo, il Documento, che dovrebbe essere relativo alle indicazioni di tipo pedagogico e didattico dell\u2019introduzione dell\u2019 I.A. nelle pratiche scolastiche, fa riferimento a degli aspetti pi\u00f9 legati ad una dimensione di tipo fortemente normativo, quando recita, nel paragrafo 1.1\u201d La strategia e gli obiettivi del MIM\u201d, che intende \u201coffrire indicazioni volte a definire una metodologia condivisa ( di cui non si riescono a trovare che piccoli cenni nei passi successivi )per garantire la conformit\u00e0 alla normativa in materia di Intelligenza Artificiale e di protezione dei dati personali delle iniziative che saranno attivate dalle Istituzioni scolastiche nell\u2019ambito della propria autonomia amministrativo\/contabile, ai sensi del D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275\u201d.<em>(1)<\/em> Subito dopo sottolinea che il documento serve\u201d a migliorare i processi organizzativi, gestionali, formativi e di apprendimento, a velocizzare compiti amministrativi ripetitivi\u201d<em>(2)<\/em>\u00a0 e \u201ca semplificare e ottimizzare i processi interni delle Istituzioni scolastiche attraverso l\u2019automazione e la digitalizzazione delle attivit\u00e0 amministrative <em>(3)<\/em>, riducendo il carico operativo del personale scolastico e delle segreterie amministrative\u201d \u00a0aspetti importanti ma che, come vedremo in seguito, sono stati ritenuti da alcuni esperti delle indicazioni \u00a0che trasformano le Linee-guida in un documento con \u201ctroppa burocrazia, poca didattica\u00bb.<em>(4)<\/em><\/p>\n<p>Un primo accenno all\u2019uso didattico viene fatto solo successivamente quando il Documento recita: \u201cLa diffusione dei sistemi di I.A. nell&#8217;istruzione \u00e8 importante per promuovere un&#8217;istruzione e una formazione digitali di alta qualit\u00e0 e per consentire a tutti i discenti e agli insegnanti di acquisire e condividere le competenze e le abilit\u00e0 digitali necessarie, compresa l&#8217;alfabetizzazione mediatica, e il pensiero critico, per partecipare attivamente all&#8217;economia, alla societ\u00e0 e ai processi democratici\u201d<em>(5)<\/em><\/p>\n<p><strong>2.Aspetti positivi<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che il Ministero ha, comunque, adempiuto ad un\u2019operazione ormai necessaria, anche su input dei Documenti Internazionali, sia di quelli elaborati dall\u2019 Unione Europea, sia di quelli dell\u2019UNES.C.O.<\/p>\n<p>Un primo aspetto rilevante che emerge dalle Linee-guida \u00e8 la<strong> chiarezza di intenti e del quadro valoriale che si va a comporre e che vengono indicati alle Scuole<\/strong>.\u00a0Esse definiscono in modo esplicito una serie di principi di riferimento: centralit\u00e0 della persona, equit\u00e0, trasparenza, non-discriminazione, sicurezza, conformit\u00e0 alla normativa europea, dando cos\u00ec un \u201corizzonte di senso\u201d alle iniziative che le Istituzioni scolastiche dovranno implementare. L\u2019indicazione degli aspetti valoriali \u00e8 pi\u00f9 che utile perch\u00e9 mette in chiaro che l\u2019I.A. non \u00e8 semplicemente un gadget tecnologico, ma va inserita in un eco-sistema educativo con valori e diritti da rispettare.<\/p>\n<p>Definisce un approccio organico e strutturato in quanto il documento non limita l\u2019I.A. al solo ambito didattico, ma la considera anche nella gestione, nell\u2019organizzazione della scuola, nel supporto ai processi amministrativi.<br \/>\nInoltre, il MIM prevede un modello operativo che considera pi\u00f9 figure (dirigenti, docenti, personale ATA, studenti) e pi\u00f9 contesti.<br \/>\nQuesto approccio \u00e8 utile perch\u00e9 la digitalizzazione e l\u2019I.A. riguardano tutto il sistema scuola, non solo le attivit\u00e0 didattiche vere e proprie.<\/p>\n<p>Le Linee guida, inoltre, nell\u2019ambito della\u00a0<strong>formazione e dell\u2019alfabetizzazione digitale<\/strong> richiamano la necessit\u00e0 di far crescere le competenze digitali e di I.A. nel corpo docente, negli studenti, nel personale scolastico.<br \/>\nIn un momento in cui essa entra nella vita quotidiana, prevedere l\u2019\u201cI.A. literacy\u201d \u00e8 sicuramente un segnale positivo.<\/p>\n<p><strong>C\u2019\u00e8 una particolare attenzione alla tutela dei dati, alla privacy e all\u2019etica in quanto<\/strong> il documento richiama esplicitamente la conformit\u00e0 al GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati) dell\u2019Unione Europea, sulla salvaguardia delle informazioni personali, sulla mitigazione dei rischi di bias<em> (6)<\/em> algoritmici, l\u2019importanza della trasparenza e della sorveglianza umana sui sistemi. Questa diligenza \u00e8 pi\u00f9 che opportuna, perch\u00e9 uno dei rischi pi\u00f9 grandi sarebbe l\u2019adozione acritica di strumenti I.A. senza guardare agli effetti sui diritti degli studenti o sul trattamento dei loro dati.<\/p>\n<p><strong>Tra gli altri aspetti positivi c\u2019\u00e8 la previsione<\/strong>\u00a0che le scuole possano partecipare a sperimentazioni, condividere progetti I.A., consultare \u201cbuone pratiche\u201d e che sia attiva una piattaforma per supportare il tutto (es: la piattaforma \u201cUnica\u201d). L\u2019invito a svolgere un\u2019indagine che consenta una riflessione sulle attivit\u00e0 implementate rappresenta un elemento importante: l\u2019innovazione non pu\u00f2 stare solo sui documenti, servono contesti reali, indagini e verifiche.<\/p>\n<p><strong>3. Incongruenze, limiti e aspetti da chiarire<\/strong><\/p>\n<p>Pur con questi punti di forza, il documento mostra alcune criticit\u00e0 o zone d\u2019ombra che \u00e8 bene evidenziare.<\/p>\n<p><strong>Il Documento presenta un\u2019eccessiva teoria con poca concretezza didattica<\/strong>. Esso, infatti, richiama molti principi, requisiti e norme, ma appare pi\u00f9 generico nei suggerimenti operativi nella didattica quotidiana: come usare concretamente l\u2019I.A. in classe? Quali modelli di lezione? Quali esempi di feedback\/valutazione? Manca quindi un \u201ccosa-fare\u201d concreto calibrato su discipline, ordini di scuola e livelli di competenza.<\/p>\n<p><strong>Per quanto riguarda le risorse, le infrastrutture e le disparit\u00e0 territoriali<\/strong>,<\/p>\n<p>la visione \u00e8 ambiziosa, ma non sempre \u00e8 chiaro come si supereranno le differenze infrastrutturali tra scuole (connettivit\u00e0, dispositivi, formazione) e anche tra regioni. Ad esempio: nelle zone con minor dotazione tecnologica l\u2019adozione dell\u2019I.A. rischia di accentuare le disuguaglianze, se non accompagnata da interventi mirati. Qualche fonte lo accenna indirettamente, ma manca un piano dettagliato per superare questo \u201cdigital divide\u201d. \u201cMancano esempi pratici e riferimenti pedagogici per supportare realmente docenti nell\u2019integrazione didattica dell\u2019AI.\u201d <em>(7)<\/em><\/p>\n<p>Nelle Linee-guida i<strong> ruoli e le responsabilit\u00e0 risultano poco calibrati<\/strong>.<\/p>\n<p>Esse affidano un ruolo molto significativo ai dirigenti scolastici e ai docenti nella governance dell\u2019IA., nella supervisione, nel controllo dei sistemi. Tuttavia, non sempre \u00e8 definito in modo preciso come tali figure dovranno essere supportate, formate e coadiuvate. Per esempio: chi valuta i fornitori del software specifico? Chi monitora i rischi? Quali risorse per il personale ATA?<br \/>\nLa discrezionalit\u00e0 delle scuole \u00e8 ampia: pu\u00f2 essere un pregio, ma anche un rischio se non ci sono linee guida pratiche e un supporto concreto.<\/p>\n<p>Sebbene il documento definisca un modello di adozione graduale, le tempistiche, gli step operativi e le modalit\u00e0 di valutazione non risultano sempre chiarissimi. \u00a0Quando tutte le scuole dovranno essere coinvolte pienamente? Quali indicatori useremo per misurare il \u201csuccesso\u201d dell\u2019IA. in ambito scolastico? Chi far\u00e0 il monitoraggio? \u00a0\u00abCi si aspettava forse un intervento che tenesse conto di quanto \u00e8 gi\u00e0 accaduto nelle scuole e soprattutto le pratiche\u00bb.<em>(8)<\/em><\/p>\n<p>Se da un lato le Linee-guida mettono bene a fuoco rischi (bias, privacy, discriminazioni), dall\u2019altro sembra \u00a0che prevalga un\u2019ottica di \u201ccontrollo e tutela\u201d, sempre presente negli ultimi Documenti ministeriali, rispetto ad un\u2019attivit\u00e0 di sperimentazione, nell\u2019ambito dell\u2019Autonomia delle Istituzioni scolastiche, dell\u2019I.A., anche perch\u00e9 la sua introduzione dev\u2019essere veicolata attraverso un progetto, articolato sugli step che vengono indicati, da sottoporre al vaglio dei Collegi Docenti ed inserito nel PTOF. Questa procedura piuttosto \u201ctortuosa\u201d pu\u00f2 portare a un clima di prudenza eccessiva che rallenta l\u2019innovazione o scoraggia docenti e scuole dal prendere iniziative pi\u00f9 innovative.<\/p>\n<p>Le Linee-guida richiamano l\u2019I.A. come opportunit\u00e0 di personalizzazione, tutoraggio intelligente, adattivit\u00e0 del percorso di apprendimento.<br \/>\nNon sono sempre chiaramente definiti i profili di competenza attesi per gli studenti, n\u00e9 come l\u2019I.A. si interfaccia con la valutazione (es: esami, competenze trasversali) o con la dimensione etica e critica (uso responsabile, riflessione sulla sua utilizzazione). Senza un piano didattico ben articolato, l\u2019I.A. rischia di essere un\u2019aggiunta tecnologica e non un cambiamento strutturale.<\/p>\n<p><strong>4.L\u2019azione del Dirigente scolastico<\/strong><\/p>\n<p>Il ruolo del dirigente scolastico nell\u2019ambito dell\u2019implementazione delle Linee-guida assume un duplice aspetto: quello di leader educativo e quello di organizzatore delle attivit\u00e0 che, a livello amministrativo, devono essere svolte dal personale non docente, anche se \u201cqueste Linee-guida indicano tendenze possibili, pi\u00f9 che adempimenti potenziali\u201d<em> (9)<\/em><\/p>\n<p>In questo articolo si vuole privilegiare la riflessione sul primo aspetto che, comunque, tende ad intrecciarsi con il secondo.<\/p>\n<p>La prima azione da realizzare \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 di formazione che consenta ai docenti di acquisire quelle competenze di tipo digitale necessarie per comprendere le problematiche relative all\u2019introduzione dell\u2019I.A. nelle classi anche per superare lo stereotipo che vede l\u2019utilizzazione di questa branca dell\u2019informatica come un pericolo dell\u2019esistenza stessa degli insegnanti. L\u2019obiettivo \u00e8 di formare gli insegnanti sull\u2019uso critico dell\u2019I.A. non come sostituzione del docente ma come supporto (aiuto nella preparazione, differenziazione, feedback). In altre parole il dirigente dovrebbe invitare i propri docenti ad evitare quegli atteggiamenti \u201capocalittici\u201d cos\u00ec ben delineati nel famoso testo di Umberto Eco che si riferiva ai mass media ma che possono essere prospettati anche per l\u2019I.A.<\/p>\n<p>Un ruolo importante per un\u2019efficace formazione \u00e8 svolta dal framework \u201cDigiCompEdu\u201d che tra le altre indicazioni, invita a \u201criflettere sulle pratiche digitali (sia individuali, che della comunit\u00e0 educativa), valutandole in modo critico e contribuendo attivamente al loro sviluppo, anche in collaborazione con i propri studenti.\u201d <em>(10)<\/em> Le competenze descritte tendono a realizzare un bagaglio di conoscenze veramente esaustivo, anche se non c\u2019\u00e8 un riferimento particolare all\u2019I.A. tanto che si prevede un aggiornamento del Documento in una versione .3.<\/p>\n<p>Qualche suggerimento perch\u00e9 l\u2019attuazione abbia successo:<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0Indirizzare i docenti a progettare <strong>modelli didattici concreti<\/strong>\u00a0(lesson plan, casi di studio, esempi per discipline) che li aiutino a muoversi nel complesso mondo dell\u2019I.A.<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0Favorire la partecipazione attiva degli studenti e delle famiglie: non solo come fruitori, ma come soggetti critici dell\u2019utilizzazione di questa branca dell\u2019informatica.<\/p>\n<p>\u00b7\u00a0Mantenere un bilanciamento tra controllo dei rischi e apertura all\u2019innovazione didattica: evitare che il timore paralizzi le sperimentazioni.<\/p>\n<p>Un altro aspetto importante che il dirigente dovrebbe considerare \u00e8 il riferimento ai Documenti sull\u2019A.I. che sono stati formulati a livello internazionale, sia quelli dell\u2019Unione Europea, sia quelli dell\u2019UNESCO. Dalla loro lettura si evince un <strong>allineamento sui principi<\/strong>: tutte e tre le fonti (Italia, UNESCO, CE) concordano su equit\u00e0, trasparenza, tutela dati e sorveglianza umana mentre il documento italiano fornisce un quadro nazionale valido ma \u00e8 pi\u00f9 \u00abgenerale\u00bb \/operativo-strategico che pratico: mancano i dettagli didattici per discipline e un piano infrastrutturale dettagliato \u2014 esigenza su cui UNESCO e CE insistono con raccomandazioni concrete per capacity building e investimenti. Le due organizzazioni offrono indicazioni pi\u00f9 forti sui fornitori e valutazioni d\u2019impatto; la guida italiana ne indica la necessit\u00e0 ma lascia alcuni nodi, come ad esempio i criteri di scelta, non del tutto risolti.<\/p>\n<p>Dalla riflessione sulle indicazioni redatte dagli altri Paesi europei, in modo particolare Inghilterra, Francia e Germania, scaturiscono altri suggerimenti per un\u2019efficace introduzione dell\u2019IA. nelle scuole, che trarrebbe vantaggio dalla realizzazione di\u00a0un repository nazionale (o regionale) di risorse, piani di lezione, attivit\u00e0 didattiche e materiali consultabili per alimentare strumenti I.A. affidabili.<\/p>\n<p>Sarebbe necessario, inoltre, promuovere \u00abcampagne di cittadinanza digitale\/I.A.\u00bb nelle scuole, invitando studenti a riflettere non solo sulla tecnologia ma anche sulle implicazioni etiche\/sociali ed ancora creare partnership regionali\/locali tra ministero, enti di formazione e universit\u00e0 per sperimentare attivit\u00e0 IA. integrate nelle discipline.<\/p>\n<p>Un discorso a parte sarebbe quello di promuovere sperimentazioni pilota in discipline STEM\/digitale che possano poi essere condivise e monitorare casi d\u2019uso prima di essere utilizzati su larga scala.<\/p>\n<p>In ultimo il dirigente dovrebbe invitare i docenti a prendere consapevolezza di alcuni importanti contributi realizzati da altre scuole o da reti di istituzioni scolastiche come il Documento, di estremo interesse, compilato dalla rete di scuole della Regione Friuli Venezia Giulia intitolato \u201cCostruire il futuro\u201d<\/p>\n<p><strong>5. Considerazioni finali<\/strong><\/p>\n<p>In sintesi, le Linee-guida del MIM sull\u2019IA a scuola rappresentano <strong>un passo significativo<\/strong>. Il fatto che la scuola italiana si doti di un documento nazionale che considera etica, trasparenza, diritti, infrastrutture \u00e8 sicuramente positivo e necessario.<br \/>\nTuttavia, l\u2019efficacia del documento dipender\u00e0 moltissimo dalla <strong>attuazione<\/strong>: come le scuole concretamente interpreteranno le indicazioni, come saranno effettivamente supportate attraverso la formazione, le infrastrutture e il budget assegnato, quanto si riuscir\u00e0 a costruire una cultura dell\u2019I.A. consapevole, critica e didatticamente inserita piuttosto che solo tecnologica.<\/p>\n<p>L\u2019introduzione delle linee-guida avr\u00e0 successo se, da parte del Ministero, si garantir\u00e0 che tutte le scuole, anche quelle in zone meno dotate, abbiano infrastrutture adeguate, dispositivi, connettivit\u00e0, formazione. Sarebbe, inoltre, necessario implementare una pratica finalizzata all\u2019attuazione del provvedimento stabilendo <strong>indicatori e tempi\u00a0<\/strong>chiari per la valutazione dell\u2019introduzione dell\u2019I.A. sia per quanto riguarda il numero di scuole coinvolte, sia per gli impatti sugli studenti e per la riduzione delle disuguaglianze.<\/p>\n<p>L\u2019integrazione dell\u2019I.A. nella scuola, infine, non \u00e8 solo questione di dotazioni o tool tecnologici: richiede<strong> politiche nazionali chiare<\/strong>, <strong>formazione docente<\/strong>, riflessione etica e<strong> piani didattici concreti<\/strong>.<\/p>\n<p>Per l\u2019Italia, le opportunit\u00e0 sono grandi, ma anche le sfide.<\/p>\n<p>In ultima conclusione, queste Linee guida non sono un punto d\u2019arrivo, ma una bussola: non impongono la rotta, ma aiutano a orientarsi in un mare ancora in movimento. L\u2019intelligenza artificiale, se usata con consapevolezza, pu\u00f2 diventare un vento favorevole che gonfia le vele dell\u2019apprendimento, non una tempesta che travolge. Sta a noi, come comunit\u00e0 educativa, imparare a governare questa nuova imbarcazione: con il timone saldo nei valori, lo sguardo rivolto all\u2019orizzonte e la volont\u00e0 di trasformare una tecnologia complessa in un ponte verso opportunit\u00e0 pi\u00f9 ampie perch\u00e9 la Scuola del futuro non sar\u00e0 quella che teme le innovazioni, ma quella che insegna a navigarle.<\/p>\n<hr \/>\n<p><em>(1) Linee guida per l\u2019introduzione dell\u2019Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche, MIM, Versione 1.0 &#8211; Anno 2025<br \/>\n<\/em><em>(2) ibidem<br \/>\n<\/em><em>(3)\u00a0 ibidem<br \/>\n<\/em><em>(4) C. Maurizio, Linee\u00a0guida MIM sull\u2019IA a scuola: troppa teoria, poca pratica, 1\u00b0 settembre 2025, Agid<br \/>\n<\/em><em>(5) Linee guida per l\u2019introduzione dell\u2019Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche, MIM, Versione 1.0 &#8211; Anno 2025<br \/>\n<\/em><em>(6) I bias nell\u2019intelligenza artificiale si riferiscono a distorsioni sistematiche nei dati, algoritmi o processi decisionali che possono portare a risultati che sono ingiusti, discriminatori o non rappresentativi della realt\u00e0 (da Agenda Digitale)<br \/>\n(7) Di Donato, Linee guida MIM sull\u2019IA a scuola: troppa teoria, poca pratica1settembre 2025, Agenda Digitale<br \/>\n(8) ibidem<br \/>\n(9) Costruire il Futuro, Linee guida sull\u2019utilizzo dell\u2019IA in ambito scolastico, Rete di Scuole FVG<\/em><br \/>\n<em>(10) DIgiCompEdu, Scuola Futura<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall\u2019Aula al Futuro: Le Linee Guida per l\u2019Uso dell\u2019A.I. nelle Scuole di Mario Di Maio \u201cOgni cambiamento culturale ha inevitabilmente il suo corteo di scettici. \u00c8 una reazione scontata e prevedibile. 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