{"id":2120,"date":"2025-12-17T19:50:13","date_gmt":"2025-12-17T18:50:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=2120"},"modified":"2025-12-17T19:50:13","modified_gmt":"2025-12-17T18:50:13","slug":"misurazione-identita-valutazione-non-e-mai-troppo-tardi-si-puo-fare-sempre-di-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=2120","title":{"rendered":"Misurazione \u2013 Identit\u00e0 \u2013 Valutazione                Non \u00e8 mai troppo tardi&#8230;Si pu\u00f2 fare sempre di pi\u00f9"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">     <\/p>\n\n\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2122\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/test-150x150.webp\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Misurazione \u2013 Identit\u00e0 \u2013 Valutazione<\/strong><br \/><strong>Non \u00e8 mai troppo tardi&#8230;Si pu\u00f2 fare sempre di pi\u00f9<\/strong><br \/><em><strong>di Gennaro Salzano<\/strong><\/em><\/p>\n<h5 style=\"text-align: right;\"><em>[\u2026] \u00e8 d\u2019altronde irrealistico pensare che la situazione<br \/>sia migliorabile solo attraverso un\u2019azione di tipo didattico.<br \/>[&#8230;] In Italia il rendimento scolastico sia fortemente legato<br \/>all\u2019ambiente socio-culturale dei bacini di utenza delle <br \/>singole scuole, che sono da noi fortemente eterogenei fra<br \/>loro, oltre che secondo la dimensione Nord-Sud, anche <br \/>secondo quella citt\u00e0 campagna [\u2026] In Svezia per\u00f2 esiste <br \/>tutta una politica, socio-economica prima che scolastica, <br \/>volta a neutralizzare le disparit\u00e0 regionali, oltre che una<br \/>politica di sviluppo del territorio volta a evitare <br \/>sperequazioni sociali tra zone abitative.<\/em>\u00a0(Aldo Visalberghi, 1977)<\/h5>\n<p><strong>INTRODUZIONE<\/strong><\/p>\n<p>Il calendario delle prove standardizzate, pubblicato dall\u2019ente di ricerca INVALSI per il corrente anno scolastico 2025-26, richiama le singole scuole a programmare e condividere un progetto di miglioramento delle strategie curricolari. <!--more-->\u00a0Non si pu\u00f2 nascondere che permangono ancora opinioni diverse circa l\u2019utilit\u00e0 e i costi del Sistema Nazionale di Valutazione e perplessit\u00e0 di ordine metodologico che si registrano tra la scuola militante\u00a0e i vertici dell\u2019INVALSI, l\u2019ente che, come \u00e8 noto, gestisce questo complesso sistema.<\/p>\n<p>La stessa valutazione degli apprendimenti \u00e8 questione assai complessa poich\u00e9 essa non chiama in causa solo un accertamento dei contenuti, ma coinvolge anche la sfera affettivo \u2013 emotiva, il piano socio-relazionale e il profilo culturale della famiglia per poter esprimere un giudizio d\u2019insieme di processi che restano strettamente correlati fra loro.\u00a0<\/p>\n<p>Corre la necessit\u00e0, pertanto, di favorire riflessioni e suggerimenti all\u2019interno delle singole comunit\u00e0 scolastiche per dare vita ad un clima emotivo disponibile a comprendere meglio le ragioni che sottendono i principi ispiratori di questo complesso sistema alla ricerca della qualit\u00e0.<\/p>\n<p>Il presente contributo intende delineare, in forza dei cambiamenti storici, sociali, economici e culturali, il rapporto tra misurazione scolastica, a carico dell\u2019apparato istituzionale, e valutazione formativa delle scuole, come risposta alle esigenze didattico-pedagogiche, nella prospettiva di assecondare il dibattito tra teoria (idee) e prassi (azioni).<\/p>\n<p><strong>REPORT ESPERIENZIALE<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ANDIS ha organizzato degli incontri specifici sulla tematica valutativa, tra cui il 75\u00b0 Convegno nazionale (Jesolo, 29-30 ottobre 2021) dal titolo \u201cLa scuola italiana alla ricerca di un\u2019identit\u00e0 \u2013 Risultati e prospettive\u201d. Gli interventi del Presidente INVALSI, Roberto Ricci, della dott.ssa Barbara Romano della Fondazione Agnelli e del prof. Cristiano Corsini, Docente di Pedagogia sperimentale Universit\u00e0 Roma Tre, furono occasione di un dinamico e interessante dibattito volto ad analizzare la relazione tra misurazione e valutazione. La questione, nel rispetto delle singole specificit\u00e0 di compiti e ruoli svolta con serenit\u00e0 e spirito di partecipazione, consent\u00ec di condividere alcuni punti essenziali:<\/p>\n<ul>\n<li>Gli esiti di apprendimento delle prove indicano la presenza di una dispersione implicita molto critica<\/li>\n<li>\u00a0Il miglioramento dei livelli di apprendimento e i divari territoriali sono un\u2019emergenza educativa e sociale<\/li>\n<li>La relazione tra approccio didattico e variabilit\u00e0 dei dati non esprime una valutazione, ma una tendenza statistica di un momento specifico, strumento di approfondimento in un\u2019ottica di miglioramento<\/li>\n<li>La ricerca della fondazione Agnelli sulla scuola secondaria di 1\u00b0 grado ha registrato, tra gli alunni, un sensibile peggioramento delle conoscenze disciplinari e, tra i docenti, una adeguata padronanza dei contenuti, ma una preparazione inadeguata degli aspetti didattici<\/li>\n<li>La qualit\u00e0 della relazione didattico-educativa \u00e8 il valore fondamentale per esercitare un significativo cambiamento nell\u2019animo di un alunno, di uno studente, nella misura in cui si \u00e8 capaci di riconoscere le qualit\u00e0 stesse che sono presenti in ciascuno di essi<\/li>\n<li>Le competenze sono pluridimensionali: hanno una natura metacognitiva, emotiva, sociale, dinamica, situata, attiva, cognitiva<\/li>\n<li>Le prove oggettive non misurano le competenze, ma lo sviluppo di alcune conoscenze e abilit\u00e0<\/li>\n<li>La progettazione didattica per gli apprendimenti occorre che sia orientata verso un\u2019evoluzione pedagogica del processo valutativo<\/li>\n<li>La qualit\u00e0 \u00e8 un concetto complesso difficilmente misurabile, ma riconoscibile nella prassi<\/li>\n<li>La Scuola, luogo di educazione e di istruzione, \u00e8 una risorsa che non pu\u00f2 essere lasciata sola.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il direttivo di Napoli diede seguito all\u2019iniziativa nazionale con ulteriori proposte seminariali e nel corso dell\u2019a.s. 2023\/24 ha realizzato un progetto di ricerca-azione in alcuni istituti scolastici del 1\u00b0 ciclo per approfondire la problematica. L\u2019iniziativa \u00e8 stata raccolta in un dossier dal titolo \u201cLe prove INVALSI per l\u2019apprendimento &#8211; La leadership educativa per un\u2019efficace utilizzazione delle Rilevazioni nazionali\u201d\u00a0curato dal collega Mario Di Maio e dallo scrivente e pubblicato sul sito ANDIS nell\u2019area riservata.\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019esperienza di formazione ha dato origine ad uno stimolante e circostanziato interesse circa la questione collegata allo svolgimento e alla restituzione degli esiti delle prove standardizzate INVALSI. \u00a0Nel corso degli incontri sono stati evidenziati diversi punti:<\/p>\n<ul>\n<li>\u00a0Le prove sono considerate per lo pi\u00f9 come un\u2019invasione di campo dell\u2019azione didattica che andrebbe a limitare la libert\u00e0 di insegnamento<\/li>\n<li>La distanza tra esiti delle prove e valutazione scolastica genera disorientamento andando a rinforzare un disinteresse generale<\/li>\n<li>L\u2019interpretazione dei dati statistici esige un esame scrupoloso ed approfondito che richiede molto tempo<\/li>\n<li>I risultati osservati descrivono i livelli raggiunti dagli allievi, ma non dicono nulla sui progressi ottenuti.<\/li>\n<li>Le difficolt\u00e0 del contesto territoriale non sono tenute in debito conto, generando pregiudizi ed atteggiamenti superficiali che vanno a discapito di un pi\u00f9 generale interessamento motivato<\/li>\n<li>L\u2019impegno formale richiesto ai soli docenti delle discipline interessate alla rilevazione degli apprendimenti non produce di fatto un coinvolgimento complessivo del collegio<\/li>\n<li>La preoccupazione formale di dover programmare interventi di preparazione specifica alle prove INVALSI<\/li>\n<li>Le iniziative didattico-educative non trovano, in molti casi, una corrispondenza costruttiva con le altri componenti della comunit\u00e0 scolastica, in particolare con i genitori<\/li>\n<li>La formazione del personale docente \u00e8 un modo per costruire un terreno professionale comune\u00a0<\/li>\n<li>La creazione di un clima scolastico positivo \u00e8 il presupposto per soddisfare i bisogni di alunne, alunni e insegnanti e promuovere lo sviluppo di competenze adeguate.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La presentazione puntuale dei quadri di riferimento, la lettura esauriente di alcuni dati, la partecipazione agli incontri anche di docenti di altre discipline, le delucidazioni sui rischi legati al\u00a0Teaching to the test,\u00a0la presenza attiva delle dirigenti scolastiche, animata da una formazione situata e da un ampio e articolato dibattito, hanno dato vita ad incontri con interesse crescente, che ha generato una comunicazione professionale indirizzata all\u2019uso accorto dei dati per migliorare l\u2019aspetto didattico e convergere verso una valutazione formativa. D\u2019altro canto, non sono state per\u00f2 del tutto sopite le inquietudini e le perplessit\u00e0 in ordine alla corrispondenza tra dati di contesto (<strong>indicatore ESCS<\/strong>) ed esiti di apprendimento (<strong>scala dei livelli<\/strong>) e agli echi mediatici collegati alla diffusione del rapporto annuale INVALSI.<\/p>\n<p>La comparazione dei risultati del Rapporto nazionale descritta dal mondo dei media induce una classificazione di dubbia validit\u00e0 che alimenta\u00a0ombre selettive e di apparente meritocrazia, incidendo, da un lato, sulle dinamiche istituzionali e, dall\u2019altro, sui percorsi di istruzione. \u201c<em>Una valutazione che nasce da un modo di pensare competitivo e orientato alle classifiche conduce a un insieme di convinzioni e atteggiamenti che potrebbero essere incompatibili con un apprendimento in profondit\u00e0 o con l\u2019imparare a imparare<\/em>.\u201d\u00a0(MacBeath e McGlynn da Cristiano Corsini, 2018)<\/p>\n<p>Una siffatta graduatoria, che non tiene in debito conto anche del contesto socio-economico-culturale, evidenzia in maniera sterile\u00a0la presenza dei divari territoriali che minano alla base il principio di equit\u00e0 per garantire a tutti le stesse opportunit\u00e0 di accesso e successo educativo.<\/p>\n<p><strong>SISTEMA NAZIONALE DI VALUTAZIONE (SNV) \u2013 CULTURA DELLA VALUTAZIONE<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0Il mondo della Scuola, che \u00e8 riconosciuto idealmente come l\u2019istituzione principale del settore della formazione, \u00e8 diventato un osservatorio speciale sia del sistema politico sia di quello imprenditoriale perch\u00e9 esso rappresenta il baricentro dello sviluppo sociale, economico ed umano dei paesi sviluppati. Non \u00e8 da sottovalutare altres\u00ec la <strong>necessit\u00e0 di dover garantire su tutto il territorio nazionale la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione<\/strong>.\u00a0(<em>Articolo 117 della Costituzione &#8211; \u00a0Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale; n) norme generali sull&#8217;istruzione<\/em>;).<\/p>\n<p>In Italia, il Sistema Nazionale di Valutazione (SNV),\u00a0che rappresenta una risorsa strategica per le politiche scolastiche e formative, ha il compito, ai sensi del DPR 20\/3\/2013, n.80 \u201c<em>Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione<\/em>\u201d, di valutare le scuole e la dirigenza scolastica per perseguire il miglioramento complessivo del sistema scolastico.<\/p>\n<p>Per l\u2019attuazione di questo programma, il SNV si affida alle attivit\u00e0 dell\u2019istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Educazione (INVALSI, ex CEDE), dell\u2019Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa (INDIRE) e del Contingente ispettivo.<\/p>\n<p>In particolare, l\u2019INVALSI ha tra i suoi molteplici compiti sia quello di fissare gli standard formativi e di monitorare la situazione degli apprendimenti <strong>(Rilevazioni nazionali con prove standardizzate<\/strong>), sia quello di assicurare la partecipazione dell\u2019Italia alle principali indagini internazionali in ambito educativo promosse da IEA (<strong>indagini TIMSS e ICCS<\/strong>) e OCSE (<strong>indagini PISA<\/strong>).<\/p>\n<p>L\u2019istituzione scolastica, e pi\u00f9 specificamente il prodotto formativo, \u00e8 dunque oggetto di attenta analisi, di riflessioni critiche e di specifiche valutazioni poich\u00e9 deve accertare la qualit\u00e0 dell\u2019offerta formativa sia sotto il profilo organizzativo generale dell\u2019istituzione scolastica (<strong>valutazione di sistema<\/strong>) e specifico del singolo istituto (<strong>analisi di istituto<\/strong>), sia sotto il profilo strettamente docimologico (<strong>valutazione degli apprendimenti<\/strong>). \u00a0Si sono andati cos\u00ec affermando criteri che insistono sulla valutazione della prestazione professionale, sulla logica meritocratica, sulla managerialit\u00e0 della gestione.<\/p>\n<p>Le sperimentazioni adottate dai ricercatori INVALSI, in relazione alle priorit\u00e0 strategiche indicate dal Ministero e delle quali l&#8217;Istituto tiene conto per programmare la propria attivit\u00e0,\u00a0sono confluite in una strategia operativa definita <em>autoanalisi d\u2019istituto<\/em>. Quest\u2019approccio non disconosce alcuni specifici supporti dell\u2019analisi di sistema maggiormente configurabili per una struttura organizzativa di tipo pseudo-aziendalistico, ma si caratterizza per una maggiore flessibilit\u00e0 analitica e progettuale, fondata su tre elementi base:<strong> logica sistemica centrata sul dialogo; approccio qualitativo centrato sul processo formativo; verifica interna centrata sull\u2019autovalutazione<\/strong>.<\/p>\n<p>Il responsabile e competente lavoro di ricerca e di supporto (il sito dell\u2019INVALSI \u00e8 un prezioso strumento di diffusione di dati e di iniziative specifiche), pur se condivisibile in molti punti di analisi, quali il monitoraggio sistematico delle funzioni, l\u2019adozione di criteri espliciti di verifica, la conformit\u00e0 del progetto agli obiettivi focalizzati, la metodologia dell\u2019intervento in situazione, la verifica del livello di partecipazione e di consenso dell\u2019ambiente esterno ed interno, presenta comunque dei punti critici che non sempre si adattano alla tipica situazione che si determina all\u2019interno dell\u2019istituzione scolastica, generando un clima apprensivo di diffidenza.<\/p>\n<p><strong>INTERROGATIVI &amp; PROPOSTE<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019elemento congiunturale pi\u00f9 delicato nel rapporto tra istituzioni scolastiche e INVALSI \u00e8 individuabile nelle prove standardizzate che misurano la qualit\u00e0 dell\u2019apprendimento nelle discipline di italiano, matematica ed inglese nei diversi gradi e ordini di scuola. I livelli di apprendimento delle prove sono restituiti in maniera disaggregata per ordini scolastici, indirizzi di studio, istituzione scolastica, classi, status socio-economico, genere, stranieri, ecc. Il confronto dei valori misurati con quelli conseguiti dagli studenti del campione regionale, di macro-area, nazionale costituiscono uno strumento di misurazione per fornire dati significativi e informazioni verosimili circa lo stato di salute del nostro sistema scolastico per orientare, a livello generale, le strategie politiche e, a livello d\u2019istituto, risvegliare forme di interesse sull\u2019agire educativo e didattico del <em>fare scuola<\/em>.<br \/><strong>In questa ipotesi, misurazione scolastica e valutazione formativa come si interfacciano nel processo di insegnamento\/apprendimento?<\/strong> \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<br \/><strong>L\u2019accertamento degli esiti di apprendimento richiesto annualmente alle scuole, in modalit\u00e0 censuaria, \u00e8 oggettivamente di aiuto alle scuole stesse?<br \/><\/strong>La valutazione che si basa solo sull\u2019approccio quantitativo non \u00e8 in grado di sostenere un metodo valido sulla qualit\u00e0 dell\u2019educazione e dell\u2019istruzione. Le misure devono assolvere un compito di servizio pedagogico-valutativo per produrre e registrare un cambiamento nel percorso di apprendimento di ciascun alunno. Dal punto di vista metodologico \u00e8\u00a0necessario superare la logica duale affinch\u00e9 \u201c<em>[&#8230;] la misurazione giochi un ruolo rilevante ma intermedio, giacch\u00e9 l\u2019atto decisivo \u00e8 sempre \u201cun giudizio, una valutazione\u201d in cui i risultati dei test \u201centrano come dati di fatto molto importanti, ma non esclusivi<\/em>\u201d (Cristiano CORSINI (2018) \u2013 Rileggere Visalberghi a cura di Cristiano CORSINI \u2013 Roma: Edizioni Nuova Cultura).\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 comporta la necessit\u00e0 di ambienti di apprendimento coinvolgenti, di tempi pi\u00f9 distesi per evitare conflittualit\u00e0 tra misurazione e valutazione, di un maggior grado di compartecipazione, di mezzi e strumenti pi\u00f9 efficaci, di una programmazione curricolare specifica,\u00a0di esplorare un percorso di ricerca in cui misurazione e valutazione si integrano per dare valore ai dati, nell\u2019ottica di migliorare l\u2019apprendimento attraverso l\u2019insegnamento. La variabilit\u00e0 e la vulnerabilit\u00e0 del sistema Scuola-Territorio ostacolano di fatto, a diverso titolo, le istituzioni scolastiche autonome ad approfondire, in tempi congrui, i continui adattamenti imposti da una normativa discontinua, da una tecnologia in rapida evoluzione, da risorse inadeguate, da strutture precarie, da relazioni problematiche con il territorio e\/o le famiglie, da una formazione del personale disomogenea, ecc. Se non si modificano sostanzialmente le condizioni di contesto e se non si differiscono i tempi della rilevazione sar\u00e0 problematico verificare eventuali cambiamenti nei livelli di apprendimento registrati dalle prove standardizzate per\u00a0organizzare un percorso curricolare quanto pi\u00f9 equilibrato alle esigenze dell\u2019utenza. La conseguenza di questo intreccio di fattori predisponenti determina e amplifica le disuguaglianze\u00a0\u201c<em>la cui soluzione non pu\u00f2 essere affidata alla sola scuola, tanto meno alle singole scuole<\/em>.\u201d \u00a0\u00a0(Bruno Losito, 2018 \u2013 Rileggere Visalberghi a cura di Cristiano CORSINI \u2013 Roma: Edizioni Nuova Cultura).<\/p>\n<p>Il rapporto prove INVALSI 2025 conferma che\u00a0i divari territoriali rimangono molto ampi\u00a0e\u00a0registra la presenza di un leggero aumento della dispersione scolastica implicita rispetto al 2024 ma il trend di medio periodo resta in calo, in particolare nel Mezzogiorno.\u00a0<br \/><strong>\u00c8 possibile ipotizzare in un prossimo futuro un\u2019inversione di tendenza che, in nome dei principi di equit\u00e0 e di uguaglianza costituzionali, possa arginare questa emergenza educativa che, tra l\u2019altro, danneggia lo sviluppo economico del paese e il progresso ideale della societ\u00e0?<\/strong> \u00a0<br \/><strong>La possibilit\u00e0 di sostituire il modello censuario annuale delle rilevazioni nazionali con un modello campionario annuale non potrebbe essere sperimentato per verificare l\u2019equit\u00e0 dell\u2019istruzione, per sostenere la qualit\u00e0 della formazione e per coadiuvare il processo di educazione?<br \/><\/strong>Nelle scuole campione tutte le classi dello stesso grado sarebbero impegnate nella rilevazione e successivamente potrebbero essere affiancate da un team di esperti della valutazione per verificarne l\u2019atteggiamento, sia in termini di esiti di apprendimento sia in termini di efficacia nelle pratiche didattiche adottate cos\u00ec da verificare il cambiamento\/miglioramento. D\u2019altro canto ci\u00f2 non esclude la possibilit\u00e0 che le scuole non-campione potrebbero essere guidati nella lettura dei dati rilevati nel corso dell\u2019anno scolastico dal campione nazionale restituiti ordinariamente con la diffusione di un rapporto INVALSI annuale.<br \/>La sperimentazione proposta \u00e8 indirizzata verso una configurazione funzionale all\u2019ascolto, alla condivisione, alle esigenze territoriali e ai bisogni delle comunit\u00e0 scolastiche, nella prospettiva di incrementare la cultura professionale e organizzativa in termini di responsabilit\u00e0 e di autonomia, affinch\u00e9 il rapporto tra misurazione scolastica e valutazione formativa sia pi\u00f9 aderente alle aspettative didattico-pedagogiche e d\u2019organizzazione manageriale delle istituzioni scolastiche.<br \/>Ulteriore punto di criticit\u00e0 \u00e8 la certificazione delle competenze, prevista al termine del primo ciclo e inserita nel curricolo dello studente alla fine del secondo ciclo.<br \/><strong>Non determina questa pratica amministrativa una doppia valutazione degli studenti con possibilit\u00e0 concrete di verificare una sostanziale differenza tra le due valutazioni, procurando smarrimento negli studenti e confusione nelle famiglie?<br \/><\/strong>Questa situazione non \u00e8 di secondaria importanza poich\u00e9 essa diffonde un doppio giudizio sul percorso scolastico della persona-alunno, utilizzando metodi differenti di rilevazione, che alimentano dubbi sul loro confronto. \u201c<em>Le differenze di rendimento scolastico degli studenti sono associate a variabili di contesto in larga misura indipendenti dall\u2019impegno degli studenti e anche dalle caratteristiche specifiche delle singole scuole.\u00a0E che, quindi, la sola introduzione di procedure valutative omogenee a livello nazionale, ancorch\u00e9 pi\u00f9 rigorose, di per s\u00e9 non rappresenterebbe una soluzione<\/em>.\u201d\u00a0(Bruno LOSITO (2018) \u2013 Rileggere Visalberghi a cura di Cristiano CORSINI \u2013 Roma: Edizioni Nuova Cultura).<br \/>In sintesi, la complessit\u00e0 del fenomeno richiede una disponibilit\u00e0 culturale profonda tra esperti con competenze diverse (politiche, pedagogiche, didattiche, docimologiche, gestionali, amministrative, tecnologiche, ecc.) e una unit\u00e0 di intenti positiva tra i diversi attori istituzionali (ministero, uffici scolastici regionali, scuola militante, enti di ricerca Invalsi, Indire, commissioni parlamentari, associazioni professionali, ecc.) che non \u00e8 facile perseguire, ma \u00e8 necessaria, perch\u00e9 \u201c<em>Il nostro scopo \u00e8 capire come aiutare i ragazzi a crescere, non accreditare le scuole migliori e fare la lista scuola di serie A, scuole di serie B, scuole di serie C. Guardate che il danno di questa cultura della valutazione \u00e8 drammatico<\/em>.\u201d\u00a0\u00a0(Pietro LUCISANO (2018) \u2013 Rileggere Visalberghi a cura di Cristiano CORSINI \u2013 Roma: Edizioni Nuova Cultura).<br \/>Il ruolo pedagogico dell\u2019istruzione, la relazione interprofessionale e il rapporto interistituzionale devono essere orientate verso una visione antropologica\u00a0della valutazione, resistendo a quella sindrome di controllo\u00a0del sistema d\u2019istruzione fine a s\u00e9 stessa. Una scelta di campo da mettere in atto per consolidare una cultura della valutazione, finalizzata allo sviluppo umano e sociale della persona.<br \/>Un invito al dialogo, alla cooperazione, all\u2019equilibrio, alla fiducia perch\u00e9 \u00e8\u00a0responsabilit\u00e0 comune realizzare un sistema scolastico efficiente ed efficace per dare credibilit\u00e0 alla scuola dell\u2019autonomia \u00a0all\u2019insegna di una piena progettualit\u00e0, comunque posta al servizio del singolo alunno e del suo pieno diritto alla formazione.<\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Misurazione \u2013 Identit\u00e0 \u2013 ValutazioneNon \u00e8 mai troppo tardi&#8230;Si pu\u00f2 fare sempre di pi\u00f9di Gennaro Salzano [\u2026] \u00e8 d\u2019altronde irrealistico pensare che la situazionesia migliorabile solo attraverso un\u2019azione di tipo didattico.[&#8230;] In Italia il rendimento scolastico sia fortemente legatoall\u2019ambiente socio-culturale dei bacini di utenza delle singole scuole, che sono da noi fortemente eterogenei fraloro, oltre [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-2120","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2120","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2120"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2120\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2123,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2120\/revisions\/2123"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2120"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2120"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2120"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}