{"id":2134,"date":"2026-02-26T21:37:13","date_gmt":"2026-02-26T20:37:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=2134"},"modified":"2026-02-26T21:37:13","modified_gmt":"2026-02-26T20:37:13","slug":"autonomia-scolastica-indicazioni-nazionali-curricolo-distituto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=2134","title":{"rendered":"AUTONOMIA SCOLASTICA \u2013 INDICAZIONI NAZIONALI \u2013 CURRICOLO D\u2019ISTITUTO"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><em><strong><em>La progettazione curricolare alla luce delle Indicazioni nazionali 2025<\/em><\/strong><\/em><\/strong><strong><em><strong><em><\/em><\/strong><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em><b><i><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-2136\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/indicazioninazionali2-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\" \/>AUTONOMIA SCOLASTICA \u2013 INDICAZIONI NAZIONALI \u2013 CURRICOLO D\u2019ISTITUTO<\/i><\/b><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em><b><i>La progettazione curricolare alla luce delle Indicazioni nazionali 2025<\/i><\/b><\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><em><b><i>di Gennaro Salzano<\/i><\/b><\/em><\/strong><\/p>\n<h6 style=\"text-align: right;\"><em><i>La scuola del curricolo attribuisce infatti fondamentale<br \/>importanza non solo ai saperi, ma contemporaneamente<br \/>alle metodologie e alle modalit\u00e0 relazionali, agli<br \/>strumenti e agli ambienti di apprendimento.<br \/>Ci\u00f2 che viene particolarmente sottolineato \u00e8 la necessit\u00e0 <br \/>di innovazioni metodologico-relazionali, di ambienti <br \/>e strumenti pi\u00f9 articolati ed adeguati di quelli presenti<br \/>nella scuola del programma. <\/i><\/em><em><i>(Carlo Fiorentini &#8211;<br \/>La progettazione curricolare nella scuola contemporanea <br \/>\u2013 Carocci,2002)<\/i><\/em><\/h6>\n<ul>\n<li><b><\/b><strong><b>INTRODUZIONE<\/b><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Il regolamento delle nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell\u2019infanzia e del primo ciclo, di cui al D.M. 9\/12\/2025, n.221, e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27 gennaio, \u00e8 entrato in vigore l\u201911 febbraio 2026.<!--more--> Il provvedimento sostituisce le precedenti indicazioni, di cui al D.M. 16\/11\/2012, n.254. L\u2019approvazione delle nuove indicazioni impone alle istituzioni scolastiche di procedere ad una rielaborazione del curricolo entro l\u2019inizio del prossimo anno scolastico 2026\/27, ai sensi del DPR dell\u20198\/3\/1999, n.275 <em><i>\u201cRegolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche\u201d.<\/i><\/em>\u00a0<\/p>\n<p>L\u2019atto normativo prevede una graduale sostituzione delle nuove indicazioni 2025 con quelle del 2012. Si comincia dalla scuola dell\u2019infanzia e dalle classi prime della Primaria e della Secondaria di primo grado per poi passare alle classi dei successivi anni scolastici. In deroga a questa adozione progressiva, nell\u2019anno scolastico 2027\/2028, si anticiperanno le indicazioni per la disciplina \u201cstoria\u201d nelle classi terze della scuola primaria. Le Indicazioni 2025 andranno a regime, per la scuola primaria, nell\u2019anno scolastico 2030\/31 mentre, per la secondaria di primo grado, nell\u2019anno scolastico 2028\/2029.<\/p>\n<p>Le istituzioni scolastiche sono quindi chiamate ad un impegno responsabile per elaborare una progettazione curricolare sulla scorta dei campi di esperienza per l\u2019infanzia e delle competenze attese e degli obiettivi generali e specifici di apprendimento delle discipline per il primo ciclo. Le Indicazioni nazionali, che hanno sostituito i programmi, rappresentano una guida operativa e ideale per garantire un&#8217;istruzione unitaria a livello nazionale e per promuovere il successo formativo di alunni\/e.<\/p>\n<p>Le diffidenze e le convergenze manifestate da pi\u00f9 parti sulle nuove indicazioni sono legittime, ma rappresentano anche una opportunit\u00e0 per le comunit\u00e0 professionali dei docenti con la guida del Dirigente scolastico di riflettere sulla capacit\u00e0 di poter esercitare in autonomia la capacit\u00e0 di esprimere, da un lato, la libert\u00e0 di insegnamento e l\u2019identit\u00e0 pedagogico-culturale dell\u2019istituzione scolastica e\u00a0dall&#8217;altro di osservare le disposizioni legislative che definiscono le norme generali sull\u2019istruzione. (Art. 117, L. Cost. 18\/10\/2001, n.3).<\/p>\n<p>Il contributo si propone di riepilogare le principali fasi che hanno caratterizzato l\u2019adozione delle nuove indicazioni, nonch\u00e9 di delineare la composita riforma legislativa che ha introdotto l\u2019autonomia scolastica, di illustrare le ragioni della nascita di un sistema scolastico basato sulle competenze e sul contesto territoriale di appartenenza e di proporre un elenco di attivit\u00e0 per programmare e progettare un curricolo d\u2019istituto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><b><\/b><strong><b>LE NUOVE INDICAZIONI NAZIONALI: DUBBI E CONVINCIMENTI<\/b><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Le nuove Indicazioni sono state oggetto di numerose critiche che hanno contribuito ad alimentare un acceso dibattito tra sostenitori e oppositori. Le considerazioni espresse, in forza dell\u2019importanza del documento, hanno riguardato una molteplicit\u00e0 di interventi circa la struttura del documento, l\u2019organizzazione del curricolo, il profilo dello studente, l\u2019analisi sulle discipline per il primo ciclo, i suggerimenti sui saperi fondamentali, la valutazione e la valorizzazione, ecc. Le riflessioni sono confluite essenzialmente nella diversa visione culturale e pedagogica dell\u2019offerta formativa che rivela nella progettazione curricolare delle istituzioni scolastiche la sua applicazione operativa e valoriale.<\/p>\n<p><strong><b>In poche parole, \u201cLe Indicazioni nazionali non sono un testo neutro\u201d <\/b><\/strong>(Paolo Mazzoli \u2013 Scuola7, 2024).<strong><b>\u00a0\u00a0<\/b><\/strong><\/p>\n<p>In particolare, nella sua fase iniziale, la discussione si \u00e8 concentrata sulle modalit\u00e0 e sui tempi di consultazione della bozza del provvedimento, prevedendo un questionario on line inviato alle scuole e poco pi\u00f9 di un mese per rispondere e inviare osservazioni e sull\u2019indisponibilit\u00e0 del MIM di poter avviare un possibile confronto con le precedenti Indicazioni 2012. Questo documento \u00e8 stato oggetto, tra l\u2019altro, di un significativo aggiornamento nel 2018, dal titolo <strong><em><b><i>\u201cIndicazioni nazionali e nuovi scenari\u201d<\/i><\/b><\/em><\/strong>, volto <em><i>\u201cad un maggiore impegno per la sostenibilit\u00e0, la cittadinanza europea e globale, la coesione sociale\u201d <\/i><\/em>per i rapidi cambiamenti normativi (L. 13\/7\/2015, n.107), tecnologici (sviluppo del digitale e dei social network), economici (disparit\u00e0 di ricchezza), sociali (disuguaglianze di genere, bullismo e cyber bullismo, disagio giovanile, ecc.) riscontrabili in un mondo sempre pi\u00f9 interconnesso.<\/p>\n<p>In seguito, la discussione si \u00e8 alimentata in rete con una serie di interventi da parte di associazioni professionali, del mondo accademico, dei sindacati di categoria, assumendo via via i termini di una contrapposizione ideologica, anche con accenti polemici.<\/p>\n<p><strong><b>Ma tant\u2019\u00e8, \u201cSiamo pi\u00f9 figli del nostro tempo che dei nostri padri\u201d <\/b><\/strong>(Marc Bloch Apologia della storia Feltrinelli,2024)<\/p>\n<p>A sostegno di questa contrapposizione, si riporta qui di seguito un elenco di alcune citazioni estratte da interviste e da alcuni documenti, anche come possibile stimolo ad ulteriori riflessioni per l\u2019impegno istituzionale che le scuole dovranno affrontare gi\u00e0 nel corso del vigente anno scolastico, fra dubbi e convincimenti.<\/p>\n<ul>\n<li><b><\/b><strong><b>FLC\u2013CGIL; Centro Iniziativa Democratica Insegnanti <\/b><\/strong>(CIDI)<\/li>\n<\/ul>\n<p><em><i>Il documento delle nuove indicazioni nazionali \u00e8<\/i><\/em>\u00a0<em><i>una pericolosa operazione di revisione della cultura democratica della scuola e del Paese\u201d <\/i><\/em><\/p>\n<p><em><i>Il nozionismo non \u00e8 affatto il \u201cnaturale\u201d corollario di un diligente ed auspicabile rigore metodologico nel processo di insegnamento-apprendimento [&#8230;] al di l\u00e0 delle dichiarazioni di facciata, non si pongono in alcuna relazione effettiva con le otto competenze europee e non affrontano in alcun modo la questione delle povert\u00e0 educative e di un contrasto efficace alla dispersione scolastica.<\/i><\/em><\/p>\n<ul>\n<li><b><\/b><strong><b> Italo Fiorin<\/b><\/strong>(Direttore della Scuola di Alta Formazione EIS; gi\u00e0 docente di Pedagogia generale e sociale; Coordinatore del Comitato scientifico delle Indicazioni nazionale del 2012)\u00a0<\/li>\n<\/ul>\n<p>&#8230;<em><i>siamo di fronte non a una riscrittura di un testo pur autorevole, come dovrebbe essere quello delle Indicazioni, ma al tentativo di riscrittura della cultura pedagogica del nostro Paese<\/i><\/em>.<\/p>\n<p><em><i>Una scuola che guarda pi\u00f9 al passato che al futuro. <\/i><\/em>[<em><i>&#8230;] da un lato si fa riferimento a un\u2019impostazione di origine attivistica e costruttivista, che dovrebbe incentivare il protagonismo dell\u2019alunno; dall\u2019altro l\u2019impostazione \u00e8 precettistica, in certi casi fino alle minuzie, vi si respira un paternalismo didattico soffocante.<\/i><\/em><\/p>\n<p>&#8230;<em><i>la didattica della nuova pedagogia ministeriale\u00a0\u00e8\u00a0trasmissiva<\/i><\/em>\u00a0<em><i>contraddice non solo la funzione docente \u2013 come\u00a0delineata dalla normativa \u2013 ma limita e comprime la ricchezza delle competenze che a detta\u00a0funzione si riconnette. <\/i><\/em><\/p>\n<ul>\n<li><b><\/b><strong><b>ANDIS-Consiglio Nazionale<\/b><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><em><i>La scuola come presidio di elaborazione delle culture educative ha bisogno di operare dentro spazi di metodo, necessita di quel tipo di spazi per guardare un orizzonte progettuale dove indirizzare creativit\u00e0, competenze, modulazione e ri-modulazione sistematica degli interventi operativi. Occorre operativit\u00e0 prima di operosit\u00e0&#8230;<\/i><\/em><\/p>\n<p><em><i>Il documento traccia qui il profilo di una scuola modello, pi\u00f9 che di un modello di scuola vero e proprio. [&#8230;] \u00e8 necessario tenere conto delle variabili umane, emotive, territoriali e di risorse che l\u2019ambiente scolastico vive quotidianamente.\u201d <\/i><\/em><\/p>\n<ul>\n<li><b><\/b><strong><b>Consiglio Superiore della Pubblica istruzione<\/b><\/strong>(CSPI)<\/li>\n<\/ul>\n<p><em><i>Comunit\u00e0 \u00e8 un concetto che riconosce come l&#8217;educazione non sia confinata alle aule scolastiche, ma sia un processo continuo e diffuso che coinvolge una vasta rete di attori e contesti. [&#8230;] di un sistema interconnesso che comprende istituzioni, associazioni, aziende, enti locali e l&#8217;intera cittadinanza. [&#8230;] A tal proposito la centralit\u00e0 della persona e la cittadinanza sono tematiche che mettono al centro lo studente [&#8230;] in un contesto nel quale locale e globale non hanno confini, in cui essere cittadini italiani \u00e8 connesso all\u2019essere cittadini d\u2019Europa e del mondo. [&#8230;] il concetto di cittadinanza \u201cglobale\u201d risulta non sufficientemente sviluppato [&#8230;] si parla di cittadinanza collegata all\u2019identit\u00e0 nazionale.<\/i><\/em><\/p>\n<ul>\n<li><b><\/b><strong><b>ssa Loredana Perna<\/b><\/strong>(Docente di Didattica e Pedagogia Speciale presso l\u2019Universit\u00e0 di Bari; coordinatrice della Commissione ministeriale per la revisione delle Indicazioni nazionali)<\/li>\n<\/ul>\n<p><em><i>Le nuove Indicazioni Nazionali sono state necessarie dopo oltre vent\u2019anni dall\u2019ultima edizione, per affrontare le nuove esigenze educative e rispondere ai mutamenti nelle dinamiche scolastiche.<\/i><\/em><\/p>\n<p><em><i>&#8230;<\/i><\/em>il <em><i>ritorno della centralit\u00e0 delle\u00a0<\/i><\/em><em><i>conoscenze<\/i><\/em>,<em><i>\u00a0segna un ritorno alla centralit\u00e0 delle conoscenze per l\u2019apprendimento e supera la presunta contrapposizione fra competenze e conoscenze.\u00a0<\/i><\/em>\u00a0<\/p>\n<p><em><i>L\u2019intelligenza artificiale non \u00e8 solo uno strumento ma un ambiente di apprendimento cognitivo e culturale che interpella direttamente le pratiche didattiche, la valutazione, la personalizzazione dell\u2019apprendimento e le modalit\u00e0 di accesso al sapere.<\/i><\/em><\/p>\n<ul>\n<li><b><\/b><strong><b> Ernesto Galli della Loggia<\/b><\/strong><em><i>(<\/i><\/em>storico ed editorialista del Corriere della Sera, gi\u00e0 Professore ordinario di Storia contemporanea)<\/li>\n<\/ul>\n<p><em><i>In Italia \u00e8 rarissimo che si possa discutere nel merito: meglio denigrare l\u2019interlocutore. Parlo per esperienza personale. Avendo insieme ad altri colleghi membri di una commissione incaricata di redigere le indicazioni nazionali dei programmi scolastici per la storia, iniziata la parte orientativa generale del nostro documento scrivendo testualmente \u201cSolo l\u2019Occidente conosce la storia\u201d, da giorni siamo accusati di avere sostenuto che solo i Paesi occidentali hanno una storia.<\/i><\/em><\/p>\n<ul>\n<li><b><\/b><strong><b>Ministro Giuseppe Valditara <\/b><\/strong>(Professore ordinario di Diritto romano all&#8217;Universit\u00e0 di Torino)<\/li>\n<\/ul>\n<p><em><i>Le nuove Indicazioni nazionali per il primo ciclo rappresentano una svolta culturale importante per una formazione di sempre maggiore qualit\u00e0, all\u2019insegna di un modello di scuola centrata sulla persona dello studente e sui valori costituzionali. Una scuola capace di coniugare la storia e la cultura del nostro passato con l\u2019innovazione.<\/i><\/em><\/p>\n<p><em><i>Con la firma delle nuove Indicazioni nazionali si volta pagina. Dal prossimo anno scolastico vi sar\u00e0 il ritorno della centralit\u00e0 della storia occidentale, la valorizzazione della nostra identit\u00e0, la riscoperta dei classici che hanno contraddistinto la nostra civilt\u00e0. [&#8230;] Ci\u00f2 non costituisce il ritorno a un passato superato. [&#8230;] Al tempo stesso innoviamo i programmi di matematica e scienze perch\u00e9, partendo dal reale, possano appassionare i giovani, e mettiamo al centro la cultura del rispetto e della lotta contro ogni discriminazione.<\/i><\/em><\/p>\n<p>Alimentare uno scontro ideologico tra contenuti disciplinari ed esperienze di vita \u00e8 anacronistico e dannoso nella convinzione che <em><i>\u201cil sapere non \u00e8 separato dalla vita poich\u00e9 pi\u00f9 si conosce tanto pi\u00f9 la propria vita si arricchisce\u201d<\/i><\/em>\u00a0(Massimo Recalcati, 2025), ma \u00e8 altrettanto pregiudizievole il contrario. Una scuola lontana dalla realt\u00e0, dai problemi che direttamente o indirettamente vivono alunni\/e \u00e8 un limite al profilo cognitivo e relazionale della persona alunno. La scuola \u00e8 luogo di vita, di costruzione del sapere, di pratica delle abilit\u00e0, di esercizio delle competenze: ognuna di queste dimensioni deve contribuire a dare significato alle esperienze individuali, alle relazioni sociali, alla costruzione della personalit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><b><\/b><strong><b>AUTONOMIA SCOLASTICA E CURRICOLO D\u2019ISTITUTO <\/b><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>\u201c<em><i>&#8230;si pu\u00f2\u00a0fare molto [&#8230;] le Istituzioni scolastiche sono autonome e la legge che riconosce questa autonomia\u00a0\u00e8\u00a0di rango costituzionale.<\/i><\/em>\u00a0<em><i>Le istituzioni scolastiche hanno tutta la possibilit\u00e0\u00a0di\u00a0\u2018compensare\u2019\u00a0i limiti delle nuove Indicazioni, senza doversi molto preoccupare dei numerosi aspetti che non condividono, perch\u00e9\u00a0questi riguardano non la parte prescrittiva del testo (che deve limitarsi alle finalit\u00e0\u00a0generali e alle competenze) ma quel\u00a0\u2018di pi\u00f9\u2019\u00a0esortativo, di raccomandazione, di suggerimento, che non si\u00a0\u00e8\u00a0affatto tenuti a seguire\u201d. \u00a0<\/i><\/em>(Italo Fiorin)<\/p>\n<p><strong><b>Che cosa intende il prof. Fiorin con questa affermazione? \u00c8 una provocazione? \u00c8 un atto di ribellione? \u00c8 una follia?<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Io trovo che questa affermazione sia una grande opportunit\u00e0, nella misura di fornire un contributo concreto per concepire un sistema di valori<strong><b>\u00a0<\/b><\/strong>che faccia da cornice ad uno spazio all\u2019interno del quale ogni unit\u00e0 scolastica possa elaborare un progetto di qualit\u00e0, che sia rilevante e funzionale, evidenziandone, eventualmente, anche rischi e limiti.\u00a0Ciascuna scuola deve farsi carico di analizzare (interpretazione del contesto socio-educativo), progettare (elaborazione di un curricolo di studio), realizzare (applicazione di opportune strategie didattiche) ed esaminare (verifica e valutazione degli esiti) il servizio di istruzione, educazione e formazione che \u00e8 chiamato a svolgere:\u00a0\u00a0una opportunit\u00e0 che \u00e8 riconosciuta dall\u2019autonomia scolastica che ha determinato il passaggio dalla scuola del programma alla scuola del curricolo con la finalit\u00e0 di formare competenze spendibili anche in contesti formativi e professionali diversi da quello scolastico.<\/p>\n<p><em><i>\u201cLa competenza pu\u00f2 essere sommariamente definita come la capacit\u00e0 di usare le proprie conoscenze e le proprie abilit\u00e0 per raggiungere un dato obiettivo (o per fornire una prestazione rispondente a determinati standard di efficacia) in certi contesti. In altri termini, la competenza consisterebbe nella capacit\u00e0 di padroneggiare una conoscenza (componente \u201cendogena\u201d) e di utilizzarla efficacemente (componente \u201cesogena\u201d) in una certa gamma di situazioni\u201d. <\/i><\/em>(Massimo Baldacci &#8211; La didattica per moduli, Laterza, 2003). Una definizione che non contrappone conoscenza e competenza, anzi promuove l\u2019idea che non esiste competenza senza conoscenza. Un chiarimento che, da un lato, \u00e8 un modo di confutare eventuali dispute verbali e, dall\u2019altro, di poter concordare un criterio generale per rispondere alle sfide epocali poste da una societ\u00e0 contrassegnata non solo da un rapido sviluppo ma anche da una elevata complessit\u00e0.<\/p>\n<p>Questo scenario evolutivo, che \u00e8 tuttora in corso con modalit\u00e0 insolite, si \u00e8 verificato in particolar modo nei paesi sviluppati, tra la fine del secondo e l\u2019inizio del terzo millennio, ed \u00e8 stato influenzato da numerosi fattori di ordine tecnologico, politico, sociale, economico e culturale che hanno modificato soprattutto la quantit\u00e0 e la qualit\u00e0 della comunicazione. Le esigenze dettate da una competizione internazionale collegata ad un rinnovato sistema di rapporti dei poteri economici e politici ed identificabile genericamente con il termine di globalizzazione hanno richiesto specifici interventi per affrontare le nuove sfide poste dalla societ\u00e0 post-moderna. Il maggior sviluppo della ricerca psico-pedagogica e antropologica sul processo di apprendimento, gli approfondimenti sul raccordo tra gli statuti epistemologici delle discipline e le implicanze didattico-metodologiche hanno condotto a perseguire l\u2019esigenza di una nuova cittadinanza, basata su una migliore coesione sociale, su pi\u00f9 competenze, su maggior inclusione e su un nuovo umanesimo. Negli anni \u201990, in Italia, a seguito di questi processi di cambiamento e di una significativa scolarizzazione di massa si \u00e8 proceduto con una serie di interventi legislativi (riforma della Pubblica Amministrazione) che ha coinvolto anche il sistema scolastico, tra cui la legge 59\/1997, il cui art. 21 ha sancito l\u2019Autonomia Scolastica. Il nuovo profilo giuridico assegnato alle scuole e il regolamento attuativo della riforma (DPR 275\/1999) hanno prodotto numerose innovazioni che hanno inciso sui diversi livelli strutturali della realt\u00e0 scolastica nazionale e delle singole unit\u00e0 scolastiche, inducendole a sostanziali modifiche nell\u2019organizzazione per soddisfare le esigenze, i bisogni, le attese interne ed esterne.<\/p>\n<p>In riferimento a quest\u2019ultimo aspetto, che maggiormente ci interessa, la riforma ha influito in maniera pi\u00f9 diretta sulle modalit\u00e0 del \u201cfare scuola\u201d e di \u201cstare a scuola\u201d, poich\u00e9 in essa si riconosce alla Scuola autonomia didattica (art.4 del D.P.R. 275\/99), organizzativa (art.5 del D.P.R. 275\/99), di ricerca, sperimentazione e sviluppo (art.6 del D.P.R. 275\/99), determinando una certa flessibilit\u00e0 nell\u2019ambito di norme comuni e di traguardi di competenza e di \u00a0obiettivi generali e specifici dell\u2019apprendimento, stabiliti a livello nazionale nelle Indicazioni.<\/p>\n<p>La singola istituzione scolastica, pur nel rispetto degli standard prefissati, pu\u00f2 dunque esprimere una propria ed originale capacit\u00e0 propositiva e propulsiva, traducibile non solo in risultati formativi, ma anche finanziari ed ordinamentali adeguando opportunamente la sua programmazione e la sua concreta azione alle differenti esigenze e ai bisogni recepiti a livello locale, esplicitati nel Piano Triennale dell\u2019Offerta Formativa (PTOF), secondo quanto stabilito dal novellato art.3 del regolamento, modificato dall\u2019art.1, comma 14 della legge 107 del 13\/7\/2015.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da segnalare comunque che il riconoscimento dell\u2019autonomia scolastica \u00e8 stato intaccato sempre pi\u00f9 da un \u201c<em><i>modello autonomistico per addizione\u201d <\/i><\/em>con carichi amministrativi sempre pi\u00f9 gravosi e linee progettuali vincolanti che provocano un dispendio di energia e di tempo per le comunit\u00e0 scolastiche, <em><i>\u201cacuendo, semmai, una sorta di centralismo del Ministero sulle scuole\u201d<\/i><\/em>\u00a0(Direttivo nazionale Andis, 2025), secondo la logica dell\u2019eterogenesi dei fini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><b><\/b><strong><b>PROGETTAZIONE CURRICOLARE<\/b><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Il curricolo \u00e8 la chiave di volta del processo dell\u2019autonomia scolastica, poich\u00e9 esso rappresenta lo strumento essenziale per veicolare quel rinnovamento culturale che pu\u00f2 spostare il baricentro costitutivo e decisionale della scuola dal centro verso la periferia, da un sistema monocentrico ad un sistema policentrico.<\/p>\n<p>Il successo formativo degli alunni si sostanzia nell\u2019articolazione flessibile di un curricolo che, fatta salva la quota nazionale obbligatoria, a garanzia del carattere unitario del sistema d\u2019istruzione, s\u2019integri con percorsi legati al contesto scolastico e da progetti extracurricolari previsti dalla quota obbligatoria riservata alle scuole, a tutela del pluralismo culturale e territoriale. Itinerari formativi quest\u2019ultimi che possono essere realizzati anche in rete con altre istituzioni scolastiche (art.7 del regolamento), con il concorso potenziale di enti pubblici (regioni, enti locali) e privati (associazioni, fondazioni). \u00c8, quest\u2019ultima, un\u2019opportunit\u00e0 funzionale all\u2019altra coordinata di riferimento dell\u2019autonomia scolastica: l\u2019integrazione nel territorio per una prospettiva ecologica dell\u2019educazione.<\/p>\n<p>Una tale proposta operativa richiede un notevole senso di responsabilit\u00e0 da parte del personale docente e del dirigente scolastico, poich\u00e9 le diversit\u00e0 territoriali inducono a progettare curricoli aderenti ai bisogni specifici. In questa richiesta di un pi\u00f9 accresciuto senso di responsabilit\u00e0 si configura la coordinata, relativa alla professionalit\u00e0 d\u2019un docente in costante formazione che deve modificare il proprio atteggiamento: da professionista esecutore di un compito in un professionista ricercatore di una nuova progettualit\u00e0. La progettazione del curricolo (art.8 del regolamento) e l\u2019ampliamento dell\u2019offerta formativa (art.9 del regolamento) rappresentano il punto di incontro di differenti elementi strutturali e funzionali e che richiedono, inoltre, una integrata azione individuale e, soprattutto, collettiva degli operatori scolastici pi\u00f9 affidabile, pi\u00f9 vicina ad un modello di ricerca (progettare \u2013 organizzare \u2013 operare &#8211; verificare).<\/p>\n<p>In sintesi, l\u2019aspetto saliente del curricolo risiede nella capacit\u00e0 della comunit\u00e0 professionale docente di poter articolare un piano di studi che, analizzando la natura prescrittiva delle competenze attese, degli obiettivi generali del processo formativo e quelli specifici di apprendimento delle discipline e tenendo conto della realt\u00e0 sociale nella quale la scuola \u00e8 inserita, sviluppi un\u2019architettura logico-operativa e didattico-pedagogica implementata su:<\/p>\n<ul>\n<li><b><\/b>Predisposizione verticale del curricolo per soddisfare le ragioni didattiche, pedagogiche e organizzative dei campi di esperienza e delle discipline in coerenza con la continuit\u00e0 progressiva e graduale del processo formativo previsto per alunni\/e della scuola dell\u2019infanzia e del primo ciclo di istruzione;<\/li>\n<li><b><\/b>Provvedimenti organizzativi del tempo scuola, utilizzando gli spazi di autonomia, flessibilit\u00e0 e ampliamento dell\u2019offerta formativa;<\/li>\n<li><b><\/b>Scelte consapevoli circa i contenuti disciplinari (nuclei fondanti) ritenuti indispensabili dagli insegnanti;<\/li>\n<li><b><\/b>Strategie didattiche innovative per favorire processi di insegnamento\/apprendimento significativi volti ad approfondire il contributo educativo delle tecnologie digitali e dell\u2019intelligenza artificiale;<\/li>\n<li><b><\/b>Percorsi disciplinari e\/o interdisciplinari diretti alla promozione di competenze disciplinari (hard skills) e trasversali (soft skills) e coerenti al D.M. 30\/1\/2024, n.14 sui modelli di certificazione delle competenze;<\/li>\n<li><b><\/b>Interventi immersivi e interattivi di educazione etico-sociale per la crescita integrale della persona umana con attinenze ai nuclei tematici dell\u2019insegnamento di Educazione civica (Costituzione; Sviluppo sostenibile; Cittadinanza digitale);<\/li>\n<li><b><\/b>Ambienti di apprendimento molteplici sostenuti da una comunicazione attiva e affettiva, capaci di costruire, veicolare e negoziare significati;<\/li>\n<li><b><\/b>Verifiche funzionali ad una valutazione formativa rivolta a sostenere un orientamento per la persona, in grado di esercitare un accertamento non solo delle conoscenze fini a s\u00e9 stesse, ma anche nei confronti della sfera emotiva, a sostegno della motivazione, dell\u2019autostima e dell\u2019autovalutazione;<\/li>\n<li><b><\/b>Attivit\u00e0 di coordinamento del Consiglio di classe per assicurare a ciascun alunno azioni di accompagnamento (personalizzazione, individualizzazione) per promuovere il suo sviluppo cognitivo, emotivo, sociale, etico, corporeo, estetico e spirituale (scuola inclusiva);<\/li>\n<li><b><\/b>Monitoraggi sistematici per analizzare gli esiti, cos\u00ec da produrre adattamenti a situazioni specifiche per una gestione attenta e regolativa dei processi curricolari.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il decalogo proposto \u00e8 ovviamente solo un modello operativo modificabile sia per qualit\u00e0 (costrutti) che per quantit\u00e0 (azioni).<\/p>\n<p><strong><b>\u00a0<\/b><\/strong><\/p>\n<p><strong><b>CONSIDERAZIONI FINALI<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Le perplessit\u00e0 sulle nuove indicazioni riguardano quindi l\u2019impianto del curricolo che metterebbe in discussione le prerogative dell\u2019autonomia scolastica su almeno tre livelli di intervento: didattico, pedagogico e culturale.<\/p>\n<p>Il primo livello riguarda una pi\u00f9 marcata consistenza trasmissiva delle discipline che richiamano metodi antiquati nelle pratiche di insegnamento dei contenuti comportando un apprendimento ricettivo e poco partecipativo. Il secondo livello interessa la relazione educativa con il rischio di una eccessiva semplificazione e, per alcuni versi, ideale e distante dalle emergenze educative che richiederebbero una maggiore sinergia tra l\u2019esperienza affettiva ed emotiva e quella pi\u00f9 specifica dell\u2019apprendimento. Il terzo livello evidenzia una minore attenzione alla dimensione globale con un approccio identitario pi\u00f9 affine alla multiculturalit\u00e0, trascurando la dimensione solidale, dialettica, interattiva dell\u2019interculturalit\u00e0.<\/p>\n<p>Non sono da trascurare comunque nelle indicazioni 2025 elementi di un certo interesse, anche a seguito di alcuni pareri del CSPI, e che riguardano la comunit\u00e0 educante e il rapporto Scuola, Famiglia e Territorio, l\u2018integrazione delle tecnologie digitali, delle discipline STEM e dell\u2019intelligenza artificiale in un ambito didattico-metodologico di taglio interdisciplinare, la trasversalit\u00e0 dell\u2019apprendimento collaborativo e l\u2019interesse ai progetti extracurricolari di internazionalizzazione, la valorizzazione orientativa della valutazione. \u00a0<\/p>\n<p>La coesistenza dei due documenti sulle indicazioni nazionali per i prossimi anni scolastici potr\u00e0 provocare una forma di ibridazione che richiede da parte dei Collegi docenti un\u2019attenta disamina circa la possibilit\u00e0 di concordare un quadro di riferimento didattico, pedagogico e valoriale che sia in grado di rispondere con determinazione e consapevolezza alle necessit\u00e0 formative degli studenti e alle aspettative delle famiglie e, in generale, del territorio. \u00a0<\/p>\n<p>Nei confronti della costruzione del curricolo non sono da sottovalutare anche le circostanze collegate ai divari territoriali e all\u2019uso di tecniche didattiche tradizionali che impediscono di fatto un\u2019operativit\u00e0 concreta verso la progettazione curricolare. Aspetti che rappresentano due facce della stessa medaglia e che pongono una serie di interrogativi circa la possibilit\u00e0 di poter verificare il raggiungimento degli obiettivi prescritti e delle competenze attese dalle indicazioni. Una difficolt\u00e0 che, purtroppo, si \u00e8 manifestata sin dall\u2019inizio della strategia curricolare con la pubblicazione del primo documento sulle indicazioni (D.Lgs. 19\/2\/2004, n.59) e non ha consentito ad alcune scuole di praticare un\u2019accurata autovalutazione e rendicontazione: evidenze che si manifestano in un ampio e diffuso disagio sociale e culturale, di cui gli studenti, le famiglie e il contesto territoriale ne risentono in maniera significativa, alimentando incertezze sul futuro. A tal proposito, l\u2019indicatore della dispersione implicita fornito dall\u2019INVALSI, sulla scorta degli esiti delle prove standardizzate, pu\u00f2 essere un ulteriore strumento per indirizzare il lavoro di progettazione del curricolo.<\/p>\n<p>In definitiva, la costruzione del curricolo richiede, come raccomanda Howard Gardner nel suo saggio Cinque chiavi per il futuro &#8211; Feltrinelli, 2011, che le forme del conoscere (disciplinare, creativa, sintetica) siano armonizzate con la sfera relazionale (rispettosa ed etica<em><i>)<\/i><\/em>\u00a0poich\u00e9 <em><i>\u201ci saperi e le competenze culturali di base devono costituire strumenti per l\u2019esercizio della cittadinanza attiva e per l\u2019educazione all\u2019autonomia e alla responsabilit\u00e0 dei giovani cittadini.\u201d<\/i><\/em>\u00a0(Franca Da Re, 2018).<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La progettazione curricolare alla luce delle Indicazioni nazionali 2025 AUTONOMIA SCOLASTICA \u2013 INDICAZIONI NAZIONALI \u2013 CURRICOLO D\u2019ISTITUTO La progettazione curricolare alla luce delle Indicazioni nazionali 2025 di Gennaro Salzano La scuola del curricolo attribuisce infatti fondamentaleimportanza non solo ai saperi, ma contemporaneamentealle metodologie e alle modalit\u00e0 relazionali, aglistrumenti e agli ambienti di apprendimento.Ci\u00f2 che viene [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-2134","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2134","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2134"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2134\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2137,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2134\/revisions\/2137"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2134"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2134"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2134"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}