{"id":2159,"date":"2026-04-01T14:11:34","date_gmt":"2026-04-01T12:11:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=2159"},"modified":"2026-04-01T14:11:34","modified_gmt":"2026-04-01T12:11:34","slug":"il-metodo-e-il-merito-nordio-valditara-uno-stesso-destino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=2159","title":{"rendered":"\u00a0Il metodo e\u2019 il merito (Nordio &#8211; Valditara uno stesso destino?)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a0 <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2160\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/meritoemetodo-300x174.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"174\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/meritoemetodo-300x174.png 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/meritoemetodo-1024x595.png 1024w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/meritoemetodo-768x447.png 768w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/meritoemetodo-396x230.png 396w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/meritoemetodo.png 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>\u00a0\u00a0Il metodo e\u2019 il merito (Nordio &#8211; Valditara uno stesso destino?)<\/strong><br \/>\n<em><strong>di Nicola Puttilli<\/strong><\/em><\/p>\n<p>E\u2019 stato ripetutamente rilevato come una delle principali cause che hanno portato alla sonora sconfitta del s\u00ec nell\u2019ultimo referendum sulla giustizia, sia stata la totale indisponibilit\u00e0 del ministro Nordio (e con lui dell\u2019intero governo) alla ricerca di una soluzione concordata tra le diverse parti interessate alla stessa riforma, a cominciare dall\u2019 Associazione Nazionale Magistrati e, in ambito parlamentare, con le forze dell\u2019opposizione. Sui diversi contenuti affrontati si sarebbe forse potuto trovare un\u2019intesa senza toccare la Costituzione e quindi dover ricorrere alla prova referendaria. O forse no, ma un tentativo serio e approfondito in questo senso sarebbe stato doveroso.<!--more--><\/p>\n<p>In realt\u00e0 anche questa vicenda non fa che dimostrare ancora una volta la volont\u00e0 della maggioranza di agire in piena solitudine e autonomia nelle materie pi\u00f9 delicate per la vita del Paese, per il solo fatto di aver avuto qualche voto in pi\u00f9 alle elezioni.<\/p>\n<p>Nel prossimo mese di settembre diventeranno operative le Indicazioni Nazionali per il primo ciclo, ci\u00f2 che si deve e come si deve conoscere nelle scuole dell\u2019infanzia, primarie e secondarie di primo grado. In pratica le basi del sapere futuro di questo Paese.<\/p>\n<p>Un complesso documento approvato circa un anno fa dal Consiglio nazionale dell\u2019ANDIS, associazione di dirigenti scolastici molto radicata nelle scuole del primo ciclo, si apre con la seguente locuzione \u201c\u2026emerge una visione della scuola estremamente piatta, che non fa cenno alla complessit\u00e0 dell\u2019organizzazione scolastica,\u2026 la figura di un Maestro che gi\u00e0 nei programmi del 1985 appariva superata, un Maestro che insegna, trasmette conoscenze e contenuti, poco ricercatore, poco incline a stimolare la ricerca dei ragazzi, la formulazione di ipotesi (soprattutto nelle cosiddette discipline umanistiche), il lavoro di gruppo, l\u2019autoregolazione\u201d, per concludere con un\u2019affermazione piuttosto perentoria: \u201cCi\u00f2 che globalmente si percepisce \u00e8 in definitiva un impianto culturale che propone il ritorno ad una scuola ripiegata su una nota e persistente dimensione trasmissiva\u201d.<\/p>\n<p>A nulla sono servite le osservazioni dell\u2019ANDIS, come a nulla sono servite le osservazioni critiche delle altre associazioni di chi la scuola la vive quotidianamente, delle organizzazioni sindacali, o anche di organismi istituzionali come il Consiglio Superiore dell\u2019Istruzione, il cui parere \u00e8 stato sostanzialmente ignorato.<\/p>\n<p>Come nel caso della riforma della giustizia il ministro \u00e8 andato dritto sulla sua strada accettando solo interlocuzioni formali che non hanno sostanzialmente modificato il progetto iniziale, teso a imporre alla scuola italiana un \u00a0paradigma culturale del tutto nuovo, proprio dei valori di una sola parte politica (quella al governo, ovviamente).<\/p>\n<p>In un intervento al seminario di Camaldoli dello scorso ottobre, poi ripreso in un articolo di \u201cTuttoscuola\u201d dello scorso febbraio, un pedagogista competente, esperto e solitamente prudente come Italo Fiorin parla di \u201c\u2026 cambio di paradigma culturale guidato da tre grandi ossessioni: occidentale, identitaria, autoritaria\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019ossessione, ci ricorda l\u2019intelligenza artificiale, \u00e8 un \u201cpensiero, impulso o immagine ricorrente, intrusivo e indesiderato che tormenta la mente \u2026 fissazione parassita che blocca la serenit\u00e0, spesso vissuta come assedio mentale\u201d. Tale condizione palesemente patologica si eserciterebbe pertanto su temi come, sempre citando Fiorin, \u201c l\u2019esaltazione della supremazia dell\u2019Occidente, l\u2019esaltazione dell\u2019identit\u00e0 nazionale, l\u2019esaltazione autoritaria\u201d. Si tratta in tutta evidenza di temi e di valori, recentemente ribaditi anche in relazione alle Indicazioni per i licei (e sar\u00e0 interessante vedere la reazione degli studenti quando se ne accorgeranno), fortemente connotati nella cultura di destra che contrastano violentemente con i valori di multilateralismo, inclusione, partecipazione democratica, teorizzati e praticati dalla nostra scuola per almeno mezzo secolo.<\/p>\n<p>L\u2019ultima vicenda referendaria ci ha dimostrato, ancora una volta, che non \u00e8 utile n\u00e9 consigliabile intervenire in modo cos\u00ec rozzo e unilaterale su temi delicati e potenzialmente divisivi. La scuola, proprio come la giustizia, \u00e8 questione di interesse nazionale e, in trasformazioni di questa portata, un confronto serio e scevro da pregiudizi, diventa irrinunciabile. Sono casi in cui il metodo conta quanto e pi\u00f9 del merito.<\/p>\n<p>Tra un anno, poco pi\u00f9 o poco meno, si aprir\u00e0 una nuova legislatura. I problemi della scuola saranno quelli di sempre: stabilizzazione, formazione di qualit\u00e0 e valorizzazione, anche e soprattutto stipendiale, del personale; messa in sicurezza degli edifici scolastici e riqualificazione degli ambienti di apprendimento; piena realizzazione dell\u2019autonomia scolastica e snellimento burocratico. La dispersione scolastica, cos\u00ec come le situazioni di maggiore criticit\u00e0, non si risolvono con i progetti speciali e tanto meno con i metal detector: ci vogliono meno alunni per classe, insegnanti e dirigenti scolastici formati e motivati, ambienti di apprendimento stimolanti e adeguati ai tempi.<\/p>\n<p>Ci vuole un progetto ampio, serio, \u00a0possibilmente condiviso e ci vogliono risorse, quelle che sono state sottratte alla scuola nell\u2019ultimo cinquantennio (quota di PIL dedicato quasi dimezzato e tra le pi\u00f9 basse di Europa) che oggi si potrebbero in parte recuperare dall\u2019interno, reinvestendo sul sistema stesso i risparmi derivanti dal consistente calo demografico.<\/p>\n<p>Proprio come nel caso della giustizia nulla \u00e8 stato fatto per risolvere i problemi reali della scuola, anche in questo caso una manovra tutta ideologica e fortemente divisiva, imposta senza dialogo e confronto. Anche senza referendum le analogie potrebbero non finire qui, potrebbe essere la scuola stessa o, in caso di vittoria politica, una nuova maggioranza, a rispedire al mittente la riforma Valditara, proprio come nel caso della riforma Nordio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 \u00a0\u00a0Il metodo e\u2019 il merito (Nordio &#8211; Valditara uno stesso destino?) di Nicola Puttilli E\u2019 stato ripetutamente rilevato come una delle principali cause che hanno portato alla sonora sconfitta del s\u00ec nell\u2019ultimo referendum sulla giustizia, sia stata la totale indisponibilit\u00e0 del ministro Nordio (e con lui dell\u2019intero governo) alla ricerca di una soluzione concordata [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-2159","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2159","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2159"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2159\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2161,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2159\/revisions\/2161"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2159"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2159"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2159"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}