{"id":2163,"date":"2026-04-08T20:13:22","date_gmt":"2026-04-08T18:13:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=2163"},"modified":"2026-04-08T20:13:22","modified_gmt":"2026-04-08T18:13:22","slug":"il-nuovo-digcomp3-0-e-lintelligenza-artificiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=2163","title":{"rendered":"Il nuovo DigComp3.0 e l\u2019Intelligenza Artificiale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><b><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2164\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/competenzedigitali.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/competenzedigitali.jpg 225w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/competenzedigitali-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/>Il nuovo DigComp3.0 e l\u2019Intelligenza Artificiale<br \/>\n<\/b><\/strong><em><strong><b>di Mario Di Maio<\/b><\/strong><\/em><\/p>\n<h5 style=\"text-align: right;\"><em><i>\u201cBisogna imparare a navigare<br \/>\nin un oceano di incertezze<br \/>\nfra alcuni arcipelaghi di certezze\u201d<br \/>\n<\/i><\/em>(E. Morin)<\/h5>\n<p><strong><b>1.Premessa<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Viviamo in una societ\u00e0 in cui il digitale \u00e8 presente in ogni aspetto della vita quotidiana: studiamo online, lavoriamo con computer e piattaforme digitali, comunichiamo attraverso social network, utilizziamo servizi digitali della pubblica amministrazione e sempre pi\u00f9 spesso interagiamo con sistemi di intelligenza artificiale. In questo contesto, non \u00e8 pi\u00f9 sufficiente saper usare un computer o uno smartphone, ma \u00e8 necessario possedere vere e proprie competenze digitali, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di utilizzare le tecnologie in modo consapevole, critico, creativo e sicuro.<!--more--><\/p>\n<p>Alla fine del 2025 \u00e8 stato presentato il nuovo DigComp3.0, sviluppato dal Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea, soprattutto per adeguare l\u2019importante framework precedente (il DigComp2.0), che non comprendeva, a causa del periodo in cui fu formulato, le pi\u00f9 recenti innovazioni tecnologiche introdotte negli ultimi tempi con particolare riferimento all\u2019A.I. (Artificial Intelligence), e alle sue ricadute su sicurezza e su disinformazione.<\/p>\n<p>Il Documento era disponibile nella versione inglese; a marzo il Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei ministri, nell\u2019ambito del programma \u201cRepubblica Digitale\u201d, ha compilato la traduzione italiana in modo tale che esso potesse essere pi\u00f9 fruibile nel rispetto, comunque, dell\u2019impaginazione del formato originale.<\/p>\n<p>Il DigComp (Digital Competence Framework) \u00e8 il quadro europeo delle competenze digitali sviluppato dalla Commissione Europea per definire quali conoscenze, abilit\u00e0 e atteggiamenti sono necessari per essere cittadini digitalmente competenti. Il framework nasce nel 2013 e nel tempo \u00e8 stato aggiornato pi\u00f9 volte per adattarsi all\u2019evoluzione delle tecnologie digitali e della societ\u00e0. Si rileva, anche per fare un confronto con uno degli ultimi Documenti ministeriali, con particolare riferimento alle Nuove Indicazioni per il Curricolo del 2025, che anche nel nuovo impianto le competenze continuano a essere definite come l\u2019insieme di conoscenze, abilit\u00e0 ed atteggiamenti necessari ad affrontare un problema concreto, senza privilegiare le nozioni come elemento fondamentale dell\u2019apprendimento.<\/p>\n<p>\u201cIl DigComp3.0 descrive le conoscenze, le abilit\u00e0 e gli atteggiamenti necessari per essere digitalmente competenti nella vita quotidiana, nella partecipazione alla societ\u00e0, nel lavoro e nell&#8217;apprendimento, e pu\u00f2 essere utilizzato sia per i bambini che per gli adulti.\u201d <em>(1)<\/em><\/p>\n<p>Il DigComp \u00e8 utilizzato in tutta Europa come riferimento sia per i contesti educativi, come scuole ed universit\u00e0, sia per le pubbliche amministrazioni, sia per le aziende, sia per i cittadini in generale. Il suo obiettivo principale \u00e8 quello di fornire un linguaggio comune per descrivere le competenze digitali e aiutare cittadini, studenti e lavoratori a svilupparle.<\/p>\n<p>Possiamo immaginare questo Documento come una bussola per orientarsi nel grande oceano digitale, un po\u2019 parafrasando la frase di Morin indicata in esergo.<br \/>\nIl mondo digitale \u00e8 come un mare enorme pieno di opportunit\u00e0, informazioni, strumenti e possibilit\u00e0 ma anche di rischi, di disinformazione, di pericoli informatici e dell\u2019uso scorretto delle tecnologie. Senza strumenti adeguati, una persona rischia di perdersi, di non saper distinguere tra informazioni vere e false, di usare male la tecnologia o di subirne le conseguenze negative.<\/p>\n<p>Il DigComp3.0, come una bussola, non ci dice dove andare, ma ci d\u00e0 la direzione per navigare in modo consapevole nel mondo digitale. Le sue cinque aree di competenza possono essere viste come i punti cardinali.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong><b> Struttura del DigComp<\/b><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>La struttura del DigComp3.0 non cambia rispetto alle versioni precedenti, ma vengono aggiornati contenuti e competenze rispetto alle 5 aree indicate nel precedente Documento.<\/p>\n<p>Esse sono:<\/p>\n<ol>\n<li>Alfabetizzazione su informazioni e dati<\/li>\n<li>Comunicazione e collaborazione<\/li>\n<li>Creazione di contenuti digitali<\/li>\n<li>Sicurezza<\/li>\n<li>Problem solving<\/li>\n<\/ol>\n<p>Queste aree comprendono 21 competenze digitali che descrivono cosa una persona deve saper fare con le tecnologie informatiche.<\/p>\n<p>La prima Area comprende la capacit\u00e0 di ricercare informazioni online, di valutarne le fonti e di gestire dati e contenuti digitali. In modo particolare fa riferimento a quelle strategie necessarie da mettere in campo per riconoscere fake news e disinformazione.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la seconda Area, un interesse particolare viene rivolto alla gestione dell\u2019identit\u00e0 digitale, una problematica sempre pi\u00f9 complessa nell\u2019ambito dei social media. La terza Area \u00e8 relativa alla creazione di documenti, immagini e video.<\/p>\n<p>La quarta riguarda la sicurezza informatica e il benessere digitale.<\/p>\n<p>La quinta Area<strong><b>\u00a0<\/b><\/strong>pone l\u2019accento sulle competenze relative alla scelta di strumenti digitali adeguati anche per sviluppare efficaci processi di innovazione e promuovere la creativit\u00e0 digitale.\u00a0<em> (2)<\/em><\/p>\n<p>Il DigComp3.0 rappresenta un aggiornamento importante perch\u00e9 oltre a tener conto della diffusione dell\u2019intelligenza artificiale e dei sistemi digitali avanzati, integra questa tecnologia in tutte le competenze digitali in modo trasversale, senza farne un\u2019area specifica. La rilevanza di tale costrutto \u00e8 quella che essere competenti digitalmente significa anche saper usare, capire e valutare l\u2019IA.<\/p>\n<p>Si sottolineano, infatti, i rischi che possono derivare da una sua utilizzazione superficiale e acritica come la disinformazione, la diffusione di deepfake, la perdita di privacy e un<\/p>\n<p>uso non etico dei dati.<\/p>\n<p>Per questi motivi il DigComp3.0 introduce competenze specifiche legate all\u2019uso consapevole dell\u2019intelligenza artificiale. Una persona competente digitalmente deve comprendere cos\u2019\u00e8 l\u2019intelligenza artificiale e come funziona. Deve saperla utilizzare in modo consapevole, conoscendone rischi e limiti.<\/p>\n<p>La conoscenza del framework s\u2019integra in modo efficace con il D.M. n. 166 del 9 agosto 2025 e con l\u2019allegato delle Linee-guida, con i quali il MIM ha fornito un quadro nazionale per l\u2019introduzione dell\u2019Intelligenza Artificiale (o A.I.) nelle scuole italiane. Le Linee guida vogliono essere un riferimento normativo e valoriale per scuole, dirigenti, docenti, e studenti, definendo principi, requisiti e, in modo molto limitato, strategie d\u2019intervento. Costituiscono un Documento importante, perch\u00e9 la diffusione delle tecnologie di I.A. (applicazioni generative, sistemi di tutoraggio intelligente, analisi dei dati) solleva questioni complesse relative all\u2019etica, alla privacy, all\u2019equit\u00e0 nei riguardi degli utenti e alle competenze digitali, problematiche sollevate anche nel DigComp3.0.<\/p>\n<p>Esso \u00e8 molto importante per la Scuola perch\u00e9 definisce in modo concreto le competenze che gli studenti dovranno acquisire relativamente a questa nuova tecnologia.<\/p>\n<p>Essi potranno usare l\u2019IA per studiare ma, nello stesso tempo, dovranno essere guidati a imparare a fare domande corrette attraverso i prompt ed approcciarsi ad un suo uso critico attraverso una verifica attenta degli output di risposta.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo non \u00e8 vietare l\u2019intelligenza artificiale, ma insegnare a usarla in modo consapevole.<\/p>\n<p>La versione aggiornata continua, per\u00f2, a presentare alcune difficolt\u00e0 nella sua utilizzazione, punti deboli gi\u00e0 presenti nel precedente schema.<\/p>\n<p>L&#8217;utilizzo del framework DigComp3.0 continua a comportare, come nella precedente edizione, alcune difficolt\u00e0 o sfide, specialmente per coloro che cercano di implementarlo o di valutare le competenze digitali.<\/p>\n<p>Esso potrebbe sembrare complesso per alcune persone, in particolare per coloro che non hanno una formazione tecnica o una conoscenza approfondita delle competenze digitali. La comprensione delle diverse categorie, sottocategorie e livelli di competenza pu\u00f2 essere un ostacolo.<\/p>\n<p>Un altro punto \u00e8 l\u2019adattamento ai contesti specifici in quanto il framework \u00e8 abbastanza generico e potrebbe non adattarsi perfettamente a tutti i contesti o settori. Bisogna adeguarlo alle esigenze specifiche di un&#8217;organizzazione o di un programma di formazione e questa azione pu\u00f2 richiedere tempo e sforzo.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda un aspetto specifico relativo alle Scuole, quello della valutazione delle competenze digitali, questa operazione pu\u00f2 presentare una certa difficolt\u00e0. Determinare come misurare con precisione il livello di competenza di un individuo in ciascuna categoria richiede un&#8217;attenta pianificazione e l&#8217;uso di strumenti adeguati.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i docenti potrebbero opporre una certa resistenza al cambiamento, con una scarsa disposizione ad impegnarsi nello sviluppo delle competenze digitali indicate dal framework.<\/p>\n<p>Per superare queste difficolt\u00e0, potrebbe essere necessario fornire una formazione adeguata con delle risorse finanziarie, provvedere a un supporto e adattare il framework alle specifiche esigenze dell\u2019organizzazione scolastica. E\u2019, comunque, importante incoraggiare l&#8217;adozione delle competenze digitali e promuovere la consapevolezza dei benefici che esse possono offrire.<\/p>\n<p>Nonostante questi inconvenienti, il framework DigComp3.0 svolge un ruolo importante nel promuovere le competenze digitali in Europa e pu\u00f2 contribuire a preparare i docenti e gli studenti per un futuro sempre pi\u00f9 orientato alla tecnologia<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li><strong><b> Conclusione<\/b><\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Il DigComp3.0 rappresenta oggi uno dei principali riferimenti europei per le competenze digitali e mostra chiaramente come esse non costituiscono pi\u00f9 soltanto una perizia tecnica, ma una competenza culturale, sociale e professionale. Non si tratta semplicemente di saper usare un programma o un dispositivo, ma di saper vivere in una societ\u00e0 digitale in modo consapevole, responsabile e critico.<\/p>\n<p>Se nella premessa abbiamo paragonato il DigComp a una bussola, che ci consente di<\/p>\n<p>\u201cnavigare\u201d nell\u2019oceano del digitale, esso<strong><b>\u00a0<\/b><\/strong>pu\u00f2 essere visto come una palestra.<br \/>\nIn una palestra non si va solo per imparare un movimento, ma per allenare il corpo nel tempo, sviluppare forza, resistenza, coordinazione e consapevolezza. Allo stesso modo, il framework non serve solo a imparare singole abilit\u00e0 digitali, ma ad allenare nel tempo le competenze digitali del cittadino.<\/p>\n<p>Con l\u2019introduzione dell\u2019intelligenza artificiale, questa palestra diventa ancora pi\u00f9 importante, perch\u00e9 le persone non devono solo usare strumenti digitali, ma imparare a lavorare con l\u2019ausilio delle \u201cmacchine intelligenti\u201d, verificare le informazioni prodotte dall\u2019IA, proteggere i dati e utilizzare queste tecnologie in modo etico.<\/p>\n<p>Il DigComp3.0 quindi non forma solo utenti digitali, ma cittadini digitali consapevoli, capaci di comprendere le tecnologie, di usarle in modo responsabile, di adattarsi ai cambiamenti, d\u2019imparare continuamente e di collaborare con altre persone e con sistemi di intelligenza artificiale.<\/p>\n<p>In conclusione, il DigComp3.0 pu\u00f2 essere visto come una bussola che indirizza e una palestra che forma: orienta le persone nel mondo digitale e allo stesso tempo sviluppa le competenze necessarie per vivere, studiare e lavorare nella societ\u00e0 del futuro.<br \/>\nNon rappresenta solo un insieme di competenze tecniche, ma un vero e proprio modello educativo per il cittadino del XXI secolo, in cui la tecnologia non sostituisce l\u2019uomo, ma diventa uno strumento che deve essere compreso e verso il quale il controllo umano, il pensiero critico e la responsabilit\u00e0 etica devono continuare a costituire gli \u201c orizzonti di senso\u201d dell\u2019agire delle persone.<\/p>\n<hr \/>\n<p><em>\u00a0(1) DigComp 3.0, Quadro Europeo delle Competenze Digitali, Quinta edizione, TRADUZIONE IN ITALIANO Versione 1.0 marzo 2026<br \/>\n<\/em><em>(2)\u00a0ibidem, DigComp 3.0,\u00a0Quadro Europeo delle Competenze Digitali.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nuovo DigComp3.0 e l\u2019Intelligenza Artificiale di Mario Di Maio \u201cBisogna imparare a navigare in un oceano di incertezze fra alcuni arcipelaghi di certezze\u201d (E. 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