{"id":2173,"date":"2026-05-08T20:35:24","date_gmt":"2026-05-08T18:35:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=2173"},"modified":"2026-05-08T20:35:24","modified_gmt":"2026-05-08T18:35:24","slug":"intelligenze-per-il-futuro-apprendere-per-pensare-pensare-per-apprendere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=2173","title":{"rendered":"Intelligenze per il futuro: apprendere per pensare\/pensare per apprendere"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><b><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-2174\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/pensiero-critico.jpg\" alt=\"\" width=\"247\" height=\"170\" \/>Intelligenze per il futuro: apprendere per pensare\/pensare per apprendere<br \/>\n<\/b><\/strong><em><strong><b>di Gennaro Salzano<\/b><\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><i>Se insegniamo agli studenti di oggi come abbiamo insegnato a quelli di ieri, li priviamo del domani<\/i><\/em>. (John DEWEY)<\/p>\n<p><b><\/b><strong><b>INTRODUZIONE<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Siamo immersi in un\u2019epoca attraversata e dominata dalla tecnologia, che, se da un lato, ha enormemente accresciuto le potenzialit\u00e0 dell\u2019uomo, dall\u2019altro ha posto numerose perplessit\u00e0 in ordine ai rischi afferenti al futuro dell\u2019umanit\u00e0.<!--more--> Non \u00e8 la prima volta che l\u2019uomo, nel corso della sua storia, ha dovuto affrontare questa problematica. Le rivoluzioni precedenti, quella agricola e quella industriale, sono state caratterizzate da altrettante esitazioni per l\u2019introduzione di \u201cnuove macchine\u201d ma quella contemporanea, dominata dalla complessit\u00e0 delle Tecnologie dell\u2019Informazione e della Comunicazione (TIC) e dall\u2019Intelligenza Artificiale (IA), assume un carattere singolare, in quanto pu\u00f2 espropriare l\u2019uomo dalla capacit\u00e0 di dominare il proprio destino. \u00c8 la prima volta che si ha a che fare con un sistema di tecniche computazionali e algoritmi di IA generativa (Machine learning e Deep learning) in grado di imitare la nostra capacit\u00e0 di apprendere, decidere, creare: una minaccia che riguarda la societ\u00e0 nel suo insieme (lavorativo, professionale, economico, politico, etico, gnoseologico, ecc.) e che coinvolge direttamente il mondo della scuola nel suo compito formativo di dover garantire lo sviluppo conoscitivo, spirituale e morale delle giovani generazioni.<\/p>\n<p>Il presente contributo si propone di illustrare una riflessione didattica volta a ri-considerare la questione dell\u2019uso dell\u2019IA intrecciandola con le considerazioni del saggio di Howard Gardner, dal titolo <strong><b>Cinque chiavi per il futuro<\/b><\/strong>\u00a0\u2013 edito dall\u2019Universale Economica Feltrinelli \u2013 2011.<\/p>\n<p>La tesi si fonda sul presupposto che la tecnologia, di per s\u00e9, \u00e8 assolutamente neutrale sul piano dei valori e pu\u00f2 essere impiegata sia in modo positivo che negativo, ma ci\u00f2 implica l\u2019esigenza di dover rappresentare una concezione del futuro, poich\u00e9 le decisioni di oggi avranno un loro peso sulle prossime generazioni. In particolare la scuola, in forza del suo mandato educativo, non pu\u00f2 rimanere indifferente nel delineare una sua visione pedagogica in cui non vengano meno l\u2019armonia, l\u2019equilibrio, la compiutezza di un\u2019esistenza autenticamente umana ed aperta al sentimento, alla socialit\u00e0, alla scoperta dell\u2019altro da s\u00e9, alla \u201ccultura dell\u2019essere\u201d prima ancora che alla \u201ccultura dell\u2019avere\u201d.<\/p>\n<p>Da qui l\u2019esigenza di contrastare una certa presunzione omnicomprensiva ed una certa mentalit\u00e0 pragmatica dell\u2019uso delle TIC e dell\u2019IA per caldeggiare la riflessione critica, per riaffermare l\u2019importanza della relazione educativa, per sostenere il senso di una ricerca didattica aperta all\u2019innovazione, per riproporre il concetto di un cambio di paradigma culturale verso una pi\u00f9 consapevole importanza delle prassi digitali e per affrontare adeguatamente le sfide del futuro in un mondo tecnologizzato, interconnesso, globalizzato, dominato dall\u2019infosfera ed aperto ai rischi striscianti dell\u2019omologazione culturale e del conformismo opportunistico.<\/p>\n<p><strong><b>LE SFIDE DELLA COMPLESSIT\u00c0<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Il terzo millennio coincide con la consapevolezza, ormai diffusa a livello planetario, di far parte di un mondo in continuo cambiamento dove gli eventi sono vissuti e partecipati universalmente, prescindendo da ogni barriera spazio-temporale. L\u2019esistenza di ciascuno \u00e8 condizionata, infatti, anche da eventi remoti ed estranei al proprio orizzonte territoriale: l\u2019influenza e la suggestione provocata dai mass\u2013media, dalle TIC e dall\u2019IA dilatano il nostro orizzonte esperienziale e il tempo si frammenta in episodi. La mente dell\u2019uomo moderno \u00e8 alimentata da nuovi contenuti, da differenti modelli di vita che gli vengono prospettati e che incidono eccessivamente sui sogni, le ipotesi, le scelte, le \u201cidentit\u00e0\u201d sulle quali ciascuno costruisce il suo presente e il suo futuro.<\/p>\n<p>Le sfide della globalit\u00e0 richiedono una direzione didattico-educativa orientata ai saperi necessari per dominare la complessit\u00e0 dei tempi moderni. Occorre perseguire l\u2019obiettivo formativo di alimentare un\u2019intelligenza generale duttile, curiosa, emotiva e autocritica nella consapevolezza che la conoscenza \u00e8 un processo continuo di scoperta di significati. \u201c<em><i>La missione di questo insegnamento \u00e8 di trasmettere non del puro sapere, ma una cultura che permetta di comprendere la nostra condizione e di aiutarci a vivere; essa \u00e8 nello stesso tempo una maniera di pensare in modo aperto e libero<\/i><\/em>\u201d (E. Morin \u2013 <em><i>La testa ben fatta<\/i><\/em>, Cortina Editore, 2000).<\/p>\n<p><strong><b>LE INTELLIGENZE PER IL FUTURO<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Howard Gardner nel suo saggio dal titolo \u201cCinque chiavi per il futuro\u201d descrive le modalit\u00e0 di pensiero necessarie per affrontare le sfide della complessit\u00e0 del XXI secolo. In continuit\u00e0 con le sue intelligenze multiple, l\u2019autore estende la riflessione nella direzione di indicare quali siano le mentalit\u00e0 che <em><i>\u201cdovremmo sviluppare in futuro\u201d<\/i><\/em>, in un mondo che <em><i>\u201ccon gli ubiqui motori di ricerca, robot e congegni informatici di vario tipo, esiger\u00e0 abilit\u00e0 che finora sono state facoltative\u201d<\/i><\/em>.<\/p>\n<p>La pluralit\u00e0 dell\u2019intelligenza trova, quindi, un suo quadro d\u2019insieme nel quale confluiscono quegli elementi indispensabili affinch\u00e9 \u201c<em><i>La persona dotata di queste intelligenze come io le chiamo, o mentalit\u00e0, sar\u00e0 ben attrezzata per affrontare quello che si aspetta, e anche quello che \u00e8 impossibile prevedere; la persona priva di queste intelligenze sar\u00e0 in bal\u00eca di forze che non potr\u00e0 n\u00e9 prevedere n\u00e9 tantomeno controllare.<\/i><\/em>\u201d<\/p>\n<p>Le cinque intelligenze possono essere raggruppate in due ambiti: il <strong><b>cognitivo <\/b><\/strong>e<strong><b>\u00a0<\/b><\/strong>il <strong><b>relazionale<\/b><\/strong>. Nel primo ambito rientrano <strong><b>l\u2019intelligenza disciplinare<\/b><\/strong>\u00a0(specificit\u00e0 del sapere), <strong><b>l\u2019intelligenza sintetica<\/b><\/strong>\u00a0(epitome delle informazioni) e <strong><b>l\u2019intelligenza creativa<\/b><\/strong>\u00a0(nuove prospettive), mentre nel secondo ambito si annoverano <strong><b>l\u2019intelligenza rispettosa<\/b><\/strong>\u00a0(accettazione delle differenze) e <strong><b>l\u2019intelligenza etica<\/b><\/strong>\u00a0(operare in e per la comunit\u00e0). I due ambiti sono tra loro interconnessi per contrastare l\u2019automazione tecnologica, la pervasiva e crescente mole di informazioni e la complessit\u00e0 globale. Al riguardo, Gardner fa esplicitamente riferimento a quattro elementi essenziali: <strong><b>educazione permanente<\/b><\/strong>, <strong><b>innovazione dell\u2019educazione formale<\/b><\/strong>, <strong><b>scienza e tecnologia<\/b><\/strong>, <strong><b>globalizzazione.<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Secondo il noto autore, gli effetti della globalizzazione hanno prodotto la diffusione di modelli tendenti alla movimentazione di capitali (liberalizzazione del commercio mondiale), di popoli (migrazioni di persone verso altri paesi), di contenuti informatici (nascita del cyberspazio) e di orientamenti culturali (presenza di sistemi culturali omologati). L\u2019insieme di questi esiti hanno dato origine ad una <strong><b>societ\u00e0 della conoscenza<\/b><\/strong>\u00a0che richiede un continuo aggiornamento di conoscenze e competenze utili a governare e a dirigere lo sviluppo frenetico e incessante su tutti i piani: socioculturale, comunicativo, tecnologico e scientifico. Emergenze che interpellano l\u2019apparato educativo e formativo per dare adeguate soluzioni sia a livello di sistema sia a livello di singolo istituto. La societ\u00e0 della conoscenza richiede alti livelli di preparazione, una formazione pi\u00f9 e meglio mirata alle esigenze professionali future, il possesso di strumenti utili ad un aggiornamento individuale costante e quest\u2019ultima esigenza chiarisce l\u2019insistenza sulla necessit\u00e0 di sostenere percorsi di <strong><b>educazione permanente<\/b><\/strong>\u00a0(lifelong learning).<\/p>\n<p>\u201c<em><i>L\u2019educazione ha avuto quasi sempre un\u2019impronta conservatrice<\/i><\/em>\u201d. La critica posta nei confronti dell\u2019educazione formale \u00e8 un esplicito invito ad aprirsi a <strong><b>nuovi modelli didattici<\/b><\/strong>\u00a0in grado, sia sul piano pedagogico che valutativo, di essere pi\u00f9 efficaci e pi\u00f9 tempestivi ai mutamenti poich\u00e9 \u201c<em><i>determinati obiettivi, capacit\u00e0 e tecniche potrebbero non essere pi\u00f9 indicati, e potrebbero anzi finire per diventare controproducenti<\/i><\/em>\u201d. In particolare, Gardner, pur riconoscendo l\u2019importanza dell\u2019insegnamento delle materie scientifico-tecnologiche, individua due punti deboli, il primo \u00e8 collegato al metodo di insegnamento fondato sulla <strong><b>trasmissione nozionistica<\/b><\/strong>\u00a0che penalizza l\u2019approfondimento critico poich\u00e9<em><i>\u00a0\u201cnon insegniamo il modo di pensare scientifico, e tanto meno insegniamo i modi per far crescere negli individui le capacit\u00e0 di sintesi e creative che sono indispensabili al costante progresso scientifico e tecnologico\u201d<\/i><\/em>. Il secondo \u00e8 un\u2019accusa alla <strong><b>deriva scientista della conoscenza<\/b><\/strong>: la scienza e la tecnologia da sole non sono in grado di dare alcuna direzione per la vita, dicono come sono le cose, non come dovrebbero essere. I loro \u00a0giudizi sono di fatto, non di valore.<\/p>\n<p>La posizione assunta da Gardner riconosce quindi che \u201c<em><i>l\u2019educazione \u00e8 una questione che riguarda, intrinsecamente e ineluttabilmente, gli scopi e i valori dell\u2019uomo<\/i><\/em>\u201d e pertanto \u201c<em><i>la scienza non pu\u00f2 mai costituire un\u2019educazione sufficiente<\/i><\/em>\u201d. La neutralit\u00e0 del sapere scientifico richiede il superamento e il completamento in una concezione pi\u00f9 ampia che si realizza con il sapere umanistico. \u201c<em><i>E troppo spesso vediamo nella scienza il prototipo di tutto il sapere, anzich\u00e9 un particolare modo di conoscere, efficace ma che deve essere integrato da altri punti di vista di carattere artistico, umanistico, e forse anche spirituale.<\/i><\/em>\u201d<\/p>\n<p>\u00c8 un monito che si configura per le istituzioni scolastiche come un\u2019opportunit\u00e0 di far tesoro delle differenti intelligenze per promuovere una \u00a0<strong><b>progettazione curricolare<\/b><\/strong>\u00a0virtuosa<strong><b>\u00a0<\/b><\/strong>alla ricerca di un nuovo umanesimo\u00a0tra competenze cognitive (processi logici, mnemonici, critici) e quelle non cognitive o trasversali (empatia, motivazione, gestione delle emozioni), in quanto \u201c<em><i>Non si pu\u00f2 nemmeno iniziare a elaborare un sistema educativo senza avere chiaramente individuato quali siano le abilit\u00e0 e le conoscenze cui si intende attribuire valore, e quale genere di persone si miri a ottenere alla fine del processo formativo.<\/i><\/em>\u201d<\/p>\n<p><b><\/b><strong><b>L\u2019INTELLIGENZA ARTIFICIALE<\/b><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019uomo come creatura sociale concorre con le sue decisioni, le sue aspirazioni, i suoi orientamenti a costruire una comunit\u00e0, che via via nel tempo assume caratteri propri in grado, a loro volta, di condizionare le scelte individuali. La societ\u00e0 e l\u2019uomo, pertanto, rappresentano sempre pi\u00f9 due realt\u00e0 interagenti, che si condizionano reciprocamente sia nei comportamenti che nello sviluppo.<\/p>\n<p>L\u2019invasione senza controllo dei social degli ultimi anni e quello rapido ed evolutivo dell\u2019IA hanno procurato un cambiamento apprezzabile del rapporto tra l\u2019umano e l\u2019automazione. Inizialmente, questa interazione uomo-macchina ha prodotto un certo interesse per la novit\u00e0 \u201cdemocratica\u201d e altruista, ma via via, anche per un uso improprio, si sono evidenziate delle \u201ccrepe\u201d, che hanno dato luogo, in particolare nei confronti delle persone socialmente pi\u00f9 fragili, a legittime preoccupazioni, tra cui: isolamento prolungato (hikikomori), sopruso digitale (cyberbullismo), violazione della privacy (data breack), informazioni false ma convincenti (allucinazioni), distorsioni da automazione (bias), egemonia dell\u2019algoritmo (algocrazia). Le reazioni alle ansie generate dall\u2019informazione mediatica incontrollata hanno prodotto molteplici e accese discussioni e la nascita di commissioni di studio a tutela di un uso corretto e legittimo delle nuove tecnologie della comunicazione. Molti paesi, al riguardo, hanno adottato una politica di restrizione, in particolare nei riguardi dei minori, con l\u2019approvazione di specifiche normative per regolamentare l\u2019uso delle tecnologie digitali nel mondo della scuola.<\/p>\n<p>La questione assume una certa rilevanza sotto il profilo didattico-educativo poich\u00e9, in particolare, l\u2019uso indiscriminato dell\u2019IA generativa assume sempre pi\u00f9 i caratteri di un apprendimento cognitivo e educativo che si sostituisce a quello tradizionale, determinando sempre pi\u00f9 la capacit\u00e0 di influenzare le azioni umane. \u201cI<em><i>\u00a0mezzi di comunicazione hanno un \u00abruolo cruciale\u00bb nella \u00abformazione delle coscienze e del pensiero critico\u201d<\/i><\/em>\u00a0(Papa Leone XIV).<\/p>\n<p>Tra le preoccupazioni maggiori che si attribuiscono all\u2019uso dell\u2019IA in ambito scolastico c\u2019\u00e8 la <em><i>delega cognitiva,<\/i><\/em>\u00a0<em><i>cio\u00e8<\/i><\/em>\u00a0<em><i>la tendenza a \u201cscaricare\u201d compiti mentali sull\u2019IA per ridurre il carico di lavoro. <\/i><\/em>(Teresa Scantamburlo Universit\u00e0 di Trieste). Un rischio che, secondo alcuni psicologi e pedagogisti, comporterebbe anche una diminuzione delle capacit\u00e0 del pensiero critico, procurando un apprendimento inefficace e inefficiente sia sotto il profilo della conoscenza che della comprensione. L\u2019apprendimento richiede tendenzialmente un adattamento personale da parte del soggetto apprendente alla nuova conoscenza. La costruzione di un apprendimento significativo si costruisce nel tempo, attraverso un <strong><b>processo attivo<\/b><\/strong>\u00a0dello studente che, come \u00e8 noto dalle principali teorie cognitiviste, facilita l\u2019acquisizione di un sapere pi\u00f9 profondo e duraturo. Inoltre, focalizzare l\u2019attenzione solo sul prodotto finale, sostenuto da un uso eccessivo, invadente e rapido dell\u2019IA, provoca una sorta di <em><i>\u201canoressia dell\u2019agire\u201d<\/i><\/em>, che comporta una diminuzione della capacit\u00e0 di scelta e, nello stesso tempo, darebbe pi\u00f9 credito docimologico ad un impegno volto alla performance fine a s\u00e9 stessa che non al processo di apprendimento stricto sensu. La complessa questione, pertanto, deve nutrirsi di attivit\u00e0 didattiche che facciano riferimento ad un <strong><b>approccio sistemico e integrato<\/b><\/strong>\u00a0finalizzato ad una programmazione didattico-educativa che associ alla molteplicit\u00e0 di metodi e di verifiche una sostenibilit\u00e0 organizzativa e valutativa dell\u2019ambiente di apprendimento.<\/p>\n<p>La conoscenza agita delle TIC e dell\u2019IA pu\u00f2 trasformarsi in risorse utili per <em><i>\u201cSviluppare la cittadinanza digitale a scuola, con studenti che sono gi\u00e0 immersi nel web e che quotidianamente si imbattono nelle tematiche proposte, significa da una parte consentire l\u2019acquisizione di informazioni e competenze utili a migliorare questo nuovo e cos\u00ec radicato modo di stare nel mondo, dall\u2019altra mettere i giovani al corrente dei rischi e delle insidie che l\u2019ambiente digitale comporta, considerando anche le conseguenze sul piano concreto\u201d. <\/i><\/em>(Linee guida per l\u2019insegnamento dell\u2019educazione civica \u2013 D.M. 7\/9\/2024, n.183).<\/p>\n<p><strong><b>CONTESTI EDUCATIVI INTELLIGENTI<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Siamo in piena rivoluzione culturale e tecnologica. La scuola \u00e8 alle soglie di un passaggio epocale che segner\u00e0 i prossimi decenni. Le perplessit\u00e0 sono tante e i sistemi di IA lanciano una sfida che deve essere governata con \u201cintelligenza\u201d e \u201cprudenza\u201d. Le considerazioni di Gardner, pur se valide in molti contesti sia professionali che lavorativi, trovano un\u2019eco nel mondo della scuola circa i procedimenti didattici da implementare per agevolare la trasmissione delle conoscenze e lo sviluppo delle competenze.<\/p>\n<p>In rapida sintesi:<\/p>\n<ul>\n<li><b>A.\u00a0 \u00a0<\/b><strong><b>L\u2019intelligenza disciplinare<\/b><\/strong>, che \u00e8 un modo peculiare per guardare il mondo, si realizza con la <strong><b>padronanza della conoscenza e dei procedimenti<\/b><\/strong>e con la scelta idonea di argomenti che il\/la docente ritiene rilevanti all\u2019interno della disciplina. \u00c8 un processo che deve privilegiare un didattica metacognitiva per sviluppare nell\u2019alunno\/a la consapevolezza di quello che sta facendo, del perch\u00e9 lo fa, di quando \u00e8 pi\u00f9 opportuno farlo ancora e in quali condizioni. \u201cImparare a pensare\u201d \u00e8 presupposto per \u201cimparare ad imparare\u201d. La valorizzazione all\u2019approccio epistemologico delle discipline \u00e8 propedeutica per assecondare la capacit\u00e0 metacognitiva in luogo di un\u2019accettazione passiva delle informazioni che genera atrofia cognitiva.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><b>B.\u00a0 <\/b><strong><b>L\u2019intelligenza sintetica<\/b><\/strong>nel mondo contemporaneo \u00e8 diventata cruciale per filtrare e ri-organizzare le numerose informazioni cui si \u00e8 sottoposti dalle pi\u00f9 diverse fonti. L\u2019uso di <strong><b>unit\u00e0<\/b><\/strong>\u00a0<strong><b>interdisciplinari<\/b><\/strong>, per affrontare la risoluzione di un <strong><b>compito autentico<\/b><\/strong>, reale o simulato, si configura come una strategia utile per promuovere specificamente un\u2019integrazione dei contenuti disciplinari e una convergenza dei saperi. La finalit\u00e0 \u00e8 una scuola che insegni a destreggiarsi nel caos delle informazioni per favorire un apprendimento attivo e il pensiero critico. La qualit\u00e0 dell\u2019apprendimento sia nella sua fase di nuova conoscenza che di approfondimento consiste nella capacit\u00e0 di selezionare e riorganizzare le informazioni per dare un significato concreto e ideale alla ricerca di senso della propria visione del mondo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><b>C.\u00a0 <\/b><strong><b>L\u2019intelligenza creativa<\/b><\/strong>\u00e8 rivolta all\u2019innovazione, alle nuove idee, ai dubbi e agli interrogativi, ai nuovi modi di pensare e alle soluzioni originali. La didattica laboratoriale dell\u2019imparare facendo, del metodo scientifico, dell\u2019esperienza concreta, della sperimentazione, rappresenta un modo privilegiato per superare la lezione trasmissiva, sostenere un <strong><b>ambiente di apprendimento emotivamente coinvolgente<\/b><\/strong>\u00a0e contrastare i guasti dell\u2019omologazione. L\u2019atto creativo si distingue per la sua originalit\u00e0 ma anche per essere in grado di esplorare oltre i confini del conoscibile per trovare risposte a problemi che potenzialmente aprono nuovi destini.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong><b>D.\u00a0 L\u2019intelligenza rispettosa<\/b><\/strong>promuove l\u2019accoglienza, concede il beneficio del dubbio, rispetta le diversit\u00e0 e <strong><b>incoraggia l\u2019atteggiamento simpatetico<\/b><\/strong>. La didattica inclusiva della personalizzazione e dell\u2019individualizzazione rappresenta una modalit\u00e0 operativa concreta per tutelare il diritto ad una partecipazione attiva, per progettare ambienti di apprendimento flessibili e cooperativi, per riconoscere la dignit\u00e0 della persona. L\u2019algoritmo trova risposte statistiche ma non genera alcuna emozione. La capacit\u00e0 di cercare una propria dimensione interpersonale, di incontrare l\u2019altro da s\u00e9 prende corpo nell\u2019incontro, nel dialogo, nel lavoro comune, nell\u2019esercizio di corresponsabilit\u00e0 condivisa, nella mediazione culturale e sociale.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><b>E.\u00a0 <\/b><strong><b>L\u2019intelligenza etica<\/b><\/strong>riflette sulla natura dell\u2019operare del singolo e sui bisogni e le aspirazioni della societ\u00e0 in cui vive per impegnarsi nella costruzione del <strong><b>bene comune<\/b><\/strong>. Risulta opportuno operare con un approccio didattico orientato a far emergere la consapevolezza delle proprie capacit\u00e0, la motivazione all\u2019apprendimento, l\u2019autonomia personale, la responsabilit\u00e0 condivisa, l\u2019autovalutazione delle proprie azioni. Le soluzioni offerte dall\u2019IA non sono consapevolmente elaborate poich\u00e9 artificiali e potenzialmente disfunzionali e non sono neanche in grado di elaborare secondo una visione etica che \u00e8 il frutto di una riflessione condivisa di cittadinanza attiva ed espressione di un esercizio responsabile nei confronti della comunit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><b>CONSIDERAZIONI FINALI \u00a0<\/b><\/strong><\/p>\n<p>La duplice questione didattico-educativa e gestionale-etica dell\u2019introduzione dell\u2019IA nella prassi curricolare del \u201cfare scuola\u201d, deve essere affrontata, tenendo presente alcune questioni di fondo:<\/p>\n<ol>\n<li>Essere consapevoli che l\u2019IA \u00e8 una tecnologia esistente e non si pu\u00f2 ignorare, che l\u2019informazione generata dall\u2019IA \u00e8 verosimile, non vera, quindi non farsi ingannare dall\u2019apparenza, evitando il rischio di innamorarsi di essa con potenziali disturbi del rapporto socio-affettivo;<\/li>\n<li>Mobilitare i collegi dei docenti a prestare una particolare attenzione circa il superamento delle incertezze della nuova tecnologia con la condivisione di un curricolo adeguato \u201cai tempi nuovi\u201d da sostenere con una formazione professionale sistematica, finalizzata all\u2019acquisizione di competenze utili e consapevoli;<\/li>\n<li>Adottare contesti di apprendimento in cui prevalgano, in armonia con le riflessioni delle intelligenze per il futuro di Gardner, un impiego dell\u2019IA pi\u00f9 qualitativa che quantitativa, pi\u00f9 indirizzata all\u2019esperienza adattiva che a una trasmissione riproduttiva, pi\u00f9 diretta ad un processo di integrazione che di sostituzione, pi\u00f9 finalizzata all\u2019ottimizzazione dei processi che a una verifica dei prodotti;<\/li>\n<li>Implementare percorsi specifici volti all\u2019uso statistico dei dati per affrontare compiti di realt\u00e0 con un approccio problematico e cooperativo per l\u2019acquisizione di competenze etico-sociali;<\/li>\n<li>Essere al corrente delle Linee guida per l\u2019introduzione dell\u2019IA nelle istituzioni scolastiche, di cui al D.M. 9\/8\/2025, n.166 per attuare un equilibrato orientamento tra la relazione didattico-pedagogica e la normativa scolastica, evitando profili ad elevato rischio e promuovendo azioni di mitigazione;<\/li>\n<li>Sostenere un indirizzo coerente e sistematico circa una formazione aggiornata delle competenze digitali, di cui al recente documento DigComp 3.0, per facilitare un uso consapevole, creativo e sicuro dell\u2019IA nell\u2019ambito dell\u2019ecosistema educativo.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Tutti questi punti richiamano la necessit\u00e0 di praticare una <strong><b>pedagogia del dialogo<\/b><\/strong>\u00a0per gestire un apprendimento integrato dell\u2019IA. L\u2019informazione acquisita dai sistemi di IA deve essere interpretata come una componente sostenibile del processo di insegnamento\/apprendimento per stimolare domande e riflessioni, per imparare a formulare prompt efficaci, per interpretare criticamente gli output e individuare potenziali errori, per esplorare terreni ignoti, per selezionare le informazioni giuste, per collaborare in armonia, per sviluppare un atteggiamento etico e responsabile.<\/p>\n<p>Si tratta di realizzare una scuola che formi l\u2019uomo secondo un chiaro progetto educativo, programmando e attivando percorsi formativi\/informativi, mirati allo <strong><b>sviluppo della persona<\/b><\/strong>, in grado di rispondere adeguatamente alle esigenze formative di un mondo in cui l\u2019automazione delle macchine sia governata per promuovere un sapere generativo, un sapere orientato a cercare un senso, a mettere in luce le sfumature, a esplorare con spirito critico e a offrire una soluzione credibile per una cittadinanza digitale al servizio della comunit\u00e0 umana.<\/p>\n<hr \/>\n<p><strong><b>BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Amodei D. \u2013 <em><i>L\u2019adolescenza della tecnologia<\/i><\/em>\u00a0<em><i>(Affrontare e superare i rischi di un\u2019IA potente)<\/i><\/em>\u00a0&#8211; 2026<\/p>\n<p>Castrovinci E.L. \u2013 <em><i>IA e Educazione: una sfida aperta \u2013 Tra innovazione tecnologica e centralit\u00e0 dell\u2019essere umano<\/i><\/em>\u00a0\u2013 Scuola7-423, 24\/3\/2025<\/p>\n<p>Cornacchia M. <em><i>Il futuro della scuola e dell\u2019insegnamento di fronte alla sfida dell\u2019intelligenza artificiale &#8211; <\/i><\/em><\/p>\n<p>\u201cAnnali online della Didattica e della Formazione Docente\u201d Vol. 16, n. 28\/2024, pp. 63-76 \u2013 ISSN 2038-1034<\/p>\n<p>Corvatta L. &#8211; <em><i>Intelligenza Artificiale e metacognizione: prospettive pedagogiche per un apprendimento personalizzato e inclusivo <\/i><\/em>\u2013 Rivista online Bricks, 5\/2025<\/p>\n<p>DigComp 3.0, <em><i>Quadro Europeo delle Competenze Digitali, Quinta edizione<\/i><\/em>, Versione 1.0 marzo 2026<\/p>\n<p>Di Maio M.- <em><i>Dall\u2019Aula al Futuro: Le Linee Guida per l\u2019Uso dell\u2019A.I. nelle Scuole \u2013 ANDISblog, 27\/11\/2025<\/i><\/em><\/p>\n<p>Di Maio M. &#8211; <em><i>Il nuovo DigComp3.0 e l\u2019Intelligenza Artificiale<\/i><\/em>\u00a0&#8211; <em><i>ANDISblog, 8\/4\/2026<\/i><\/em><\/p>\n<p>Floridi L. \u2013 Cabitza F. <em><i>Intelligenza artificiale (L\u2019uso delle nuove macchine)<\/i><\/em>\u00a0&#8211; Milano, 2021<\/p>\n<p>Gardner H. &#8211; <em><i>Cinque chiavi per il futuro<\/i><\/em>\u00a0\u2013 Universale Economica Feltrinelli \u2013 Milano, 2011<\/p>\n<p>MIM &#8211; <em><i>Linee guida per l\u2019insegnamento dell\u2019educazione civica<\/i><\/em>\u00a0\u2013 D.M. 7\/9\/2024, n.183<\/p>\n<p>MIM &#8211; <em><i>Linee guida per l\u2019introduzione dell\u2019Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche<\/i><\/em>\u00a0<em><i>Versione 1.0<\/i><\/em>\u00a0\u2013<\/p>\n<p>D.M. 9\/8\/2025, n.166<\/p>\n<p>Morin E. \u2013 <em><i>La testa ben fatta &#8211; Riforma dell\u2019insegnamento e riforma del pensiero<\/i><\/em>, Cortina Editore, 2000- Salzano G. \u2013 <em><i>La ri-generazione culturale del nuovo umanesimo<\/i><\/em>\u00a0\u2013 <em><i>ANDISblog, 31\/10\/2025<\/i><\/em><\/p>\n<p>Scantamburlo T. \u2013 <em><i>Una sfida ecologica. L\u2019IA e i suoi effetti collaterali<\/i><\/em>\u00a0\u2013 Domani, 10\/4\/2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intelligenze per il futuro: apprendere per pensare\/pensare per apprendere di Gennaro Salzano Se insegniamo agli studenti di oggi come abbiamo insegnato a quelli di ieri, li priviamo del domani. (John DEWEY) INTRODUZIONE Siamo immersi in un\u2019epoca attraversata e dominata dalla tecnologia, che, se da un lato, ha enormemente accresciuto le potenzialit\u00e0 dell\u2019uomo, dall\u2019altro ha posto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-2173","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2173","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2173"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2173\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2175,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2173\/revisions\/2175"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2173"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2173"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.andisblog.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2173"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}