{"id":2186,"date":"2026-06-10T20:51:45","date_gmt":"2026-06-10T18:51:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=2186"},"modified":"2026-06-10T20:51:45","modified_gmt":"2026-06-10T18:51:45","slug":"la-scuola-italiana-naviga-in-un-mare-di-competenze-quali-prospettive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=2186","title":{"rendered":"La scuola italiana naviga in un mare di competenze&#8230;Quali prospettive?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><b><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2187\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/competenze-300x151.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"151\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/competenze-300x151.jpg 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/competenze-457x230.jpg 457w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/competenze.jpg 715w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>La scuola italiana naviga in un mare di competenze&#8230;Quali prospettive?<br \/>\n<\/b><\/strong><em><strong><b>di Gennaro Salzano<\/b><\/strong><\/em><\/p>\n<p><em><i>Ho sempre creduto nella\u00a0scuola\u00a0come luogo dove si sviluppano le potenzialit\u00e0 delle persone e nel diritto di tutti ad essere protagonisti della propria crescita.<\/i> (Franca Falcucci)<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><b><\/b><strong><b>ABSTRACT<\/b><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>Il decreto ministeriale del 15 gennaio 2026, n. 6, attuativo della legge 19 febbraio 2025, n. 22 prevede, per il triennio 2026-2028, l\u2019implementazione di una \u201c<em><i>sperimentazione nazionale finalizzata all\u2019introduzione dello sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nelle attivit\u00e0 educative e didattiche delle istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine e grado, nel rispetto delle prerogative del collegio dei docenti<\/i><\/em>.\u201d <sup>(1)<\/sup>\u00a0Tra i destinatari dell\u2019intervento normativo vi sono anche i centri provinciali per l\u2019istruzione degli adulti (CPIA).<!--more--><\/p>\n<p>\u00c8 una iniziativa che consente di avviare ulteriori riflessioni in ordine al concetto di competenza alla luce delle richieste di innovazione dei percorsi scolastici con metodologie e strategie didattiche pi\u00f9 attente alle trasformazioni tecnologiche, sociali e culturali e alle pressanti esigenze di una societ\u00e0 fortemente terziarizzata e caratterizzata da un mercato dinamico e flessibile. Nell\u2019attuale e complesso sistema formativo integrato diventa indispensabile perseguire una <strong><b>prospettiva ecologica<\/b><\/strong>\u00a0della formazione per creare le condizioni di un nuovo paradigma organizzativo per contrastare le emergenze educative delle giovani generazioni, per migliorare l\u2019offerta formativa e per valorizzare la maturazione personale di studenti e studentesse.<\/p>\n<p>Il contributo si sofferma sulla necessit\u00e0 di privilegiare interventi finalizzati allo sviluppo armonico e integrale della persona affinch\u00e9 le discipline con i loro statuti epistemologici siano promotori di percorsi di insegnamento\/apprendimento innovativi, cos\u00ec da promuovere dinamiche unitarie in grado di valorizzare le competenze affettivo-emotive (non cognitive e trasversali) in maniera progressiva. \u00c8 un percorso complessivo che trova la sua funzionalit\u00e0 nella didattica costruttivista e nella valutazione formativa per riscoprire il valore del tempo condiviso, del dialogo costruttivo, del senso di appartenenza, della consapevolezza dell\u2019impegno, della conoscenza agita, dell\u2019apprendimento permanente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><b><\/b><strong><b>UNA COMPETENZA PER LE COMPETENZE <\/b><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il concetto di competenza \u00e8 complesso. Non esiste una definizione unica.<\/p>\n<p>Le molteplici categorie di competenze [di base, disciplinari, tecnico-professionali (Hard skills), chiave per l\u2019apprendimento permanente (CE, 2018), digitali (DigComp3.0, 2025), trasversali (Soft skills), imprenditoriali (EntreComp, 2016) per l\u2019orientamento (Linee guida, 2022), per la vita (Life skills, OMS 1994), personali, sociali e di imparare a imparare (LifeComp \u2013 JRC,2018)] provocano un disagio generalizzato sia tra i docenti, sia tra gli studenti e le famiglie.<\/p>\n<p>\u00c8 un disagio che procura, nei riguardi della stessa competenza, una reazione di diffidenza che, da un lato, impedisce di restituire valore aggiunto agli esiti di un percorso di studi, che rimane ancorato sostanzialmente al voto numerico, e, dall\u2019altro, di qualificare il suo riconoscimento nella societ\u00e0 dell\u2019economia della conoscenza.<\/p>\n<p>Il recente D.M. 6\/2026, in continuit\u00e0 con i precedenti corsi di formazione sulla progettazione per competenze e sul potenziamento delle diverse competenze, promuove, per il triennio 2026-2028, una sperimentazione nazionale sulle competenze non cognitive e trasversali con diverse finalit\u00e0, ma che, in breve sintesi, tende a un rinnovamento dei curricoli scolastici.<\/p>\n<p>Ma come si inseriscono queste competenze non cognitive e trasversali nelle altre categorie di competenze? Che differenza esiste tra competenze non cognitive e competenze trasversali? In che maniera queste competenze non cognitive intercettano l\u2019ampia e articolata normativa vigente sulle competenze? Qual \u00e8 in prospettiva l\u2019idea di scuola che si intende perseguire e che l\u2019autonomia scolastica garantisce alle istituzioni scolastiche? Qual \u00e8 la sfida didattico-educativa da intraprendere per integrare il curricolo scolastico?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono domande di senso che meritano una riflessione condivisa \u201c<em><i>nel rispetto delle prerogative del collegio dei docenti\u201d <\/i><\/em>volta \u201c<em><i>all\u2019introduzione dello sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nelle attivit\u00e0 educative e didattiche\u201d.<\/i><\/em>\u00a0<sup>(2I)<\/sup><\/p>\n<p>\u00c8 necessario, in primis, stabilire una definizione esplicativa del concetto di competenza per favorire successivamente un indirizzo sulle scelte programmatiche e sulle decisioni operative.<\/p>\n<p>In ambito educativo, si \u00e8 affermato un modello di sintesi in ottica <strong><b>costruttivista<\/b><\/strong>\u00a0in cui le competenze si legano al concetto di contesto (ecologico, concreto, antropologico) e si caratterizzano come interazione diacronica e sincronica di: soggetto \u2013 materiali \u2013 azioni esterne \u2013 setting socio\/culturale<em><i>\u00a0<\/i><\/em><\/p>\n<p>In questo senso, il costrutto della competenza<em><i>\u00a0<\/i><\/em>situa le conoscenze in un <strong><b>contesto<\/b><\/strong>\u00a0e le definisce in funzione di <strong><b>situazioni<\/b><\/strong>.<\/p>\n<p>Ecco che l\u2019esperienza e la ricerca di campo diventano basilari, riconoscendo tre attributi fondamentali e interagenti nel costrutto di competenza: <sup>(3)<\/sup><\/p>\n<ol>\n<li><b><i><\/i><\/b><strong><em><b><i>le conoscenze<\/i><\/b><\/em><\/strong><em><i>, intese come rappresentazioni del mondo che il soggetto si costruisce attraverso gli stimoli che gli vengono dall\u2019ambiente esterno e dal sapere codificato (classificabili in dichiarative, procedurali e condizionali); <\/i><\/em><\/li>\n<li><b><i><\/i><\/b><strong><em><b><i>le abilit\u00e0<\/i><\/b><\/em><\/strong><em><i>, intese come schemi operativi che permettono al soggetto di agire in forma fisica e mentale su oggetti materiali o simbolici; <\/i><\/em><\/li>\n<li><b><i><\/i><\/b><strong><em><b><i>le disposizioni ad agire<\/i><\/b><\/em><\/strong><em><i>, intese come attitudini del soggetto a relazionarsi con la realt\u00e0 in cui opera, sia sul versante soggettivo (rapporto con se stesso e con gli altri), sia sul versante oggettivo (rapporto con il contesto d\u2019azione e con il compito di realt\u00e0).<\/i><\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>Si stabilisce cos\u00ec un concetto di competenza che esclude la possibilit\u00e0 di estrapolare e isolare le competenze non cognitive da un percorso di apprendimento disciplinare afferente alle competenze cognitive, poich\u00e9 entrambe confluiscono in un processo di crescita della persona.<\/p>\n<p>\u201c[&#8230;] <em><i>In definitiva si tratta di un artificio nominalistico per negazione che non intacca la sostanza dell\u2019integrazione, in quanto le competenze cognitive e non cognitive <\/i><\/em><strong><em><b><i>non sono alternative e simmetriche<\/i><\/b><\/em><\/strong><em><i>, bens\u00ec integrate e complementari<\/i><\/em><sup>\u201c(4)<\/sup>: una dichiarazione costruttiva che consente di operare nella consapevolezza che \u201c<em><i>a differenza delle competenze cognitive, che riguardano principalmente processi come la memoria, il ragionamento logico e la comprensione, le competenze non cognitive incidono sul come una persona utilizza le proprie conoscenze e capacit\u00e0, influenzando comportamenti, atteggiamenti e relazioni.<\/i><\/em>\u201d<sup>(5)<\/sup>\u00a0La stessa differenza tra competenze non cognitive (di ambito prevalentemente relazionale-emotivo) e trasversali (di taglio pi\u00f9 legato al contesto socio-culturale) assume pi\u00f9 una funzione terminologica che di significato, in considerazione del fatto che <em><i>\u201cIn molti casi, <\/i><\/em><strong><em><b><i>le due categorie si sovrappongono<\/i><\/b><\/em><\/strong><em><i>: gran parte delle competenze non cognitive \u00e8 infatti di natura trasversale, in quanto trasferibile da un contesto all\u2019altro.<\/i><\/em><em><sup><i>(6)<\/i><\/sup><\/em><\/p>\n<p>Le competenze non cognitive e trasversali, in sintesi, sono necessarie per sviluppare le abilit\u00e0 personali, per stabilire una relazione con gli altri e per fronteggiare le situazioni problematiche della vita quotidiana e professionale nei diversi contesti sociali. Divengono, in tal senso, strumenti indispensabili che si evolvono progressivamente mediante l\u2019esperienza concreta, tendono a promuovere capacit\u00e0 di autocontrollo, di consapevolezza del s\u00e9, delle proprie potenzialit\u00e0 e rappresentano un fattore significativo per l\u2019apprendimento e per la crescita completa di alunni\/e.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><b><\/b><strong><b>DIDATTICA PER COMPETENZE<\/b><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><b>\u00a0<\/b><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019essenza formativa del costrutto di competenza richiama quindi in maniera esplicita una didattica che non pu\u00f2 limitarsi alla mera trasmissione di nozioni o al rigido insegnamento di materie scolastiche. Essa deve essere intesa in senso pi\u00f9 ampio, come <strong><b>processo dinamico<\/b><\/strong>\u00a0che coinvolge sia la formazione intellettuale che quella emotiva e sociale, curando, con la guida del\/i docente\/i, le capacit\u00e0 individuali di alunni\/e per promuovere modelli e comportamenti in relazione diretta con il contesto locale e quello globale.<\/p>\n<p>La controversa questione sulle competenze ha generato pareri favorevoli e contrari, alimentando, comunque, una didattica per competenze distorta poich\u00e9 collegata pi\u00f9 all\u2019assolvimento di pratiche routinarie (<strong><b>progettazione per competenze<\/b><\/strong>) che ad un coinvolgimento fattivo di praticare <strong><b>formule innovative<\/b><\/strong>\u00a0\u201c<em><i>per interpretare e agire sulla esperienza reale\u201d <\/i><\/em><em><sup><i>(7)<\/i><\/sup><\/em><em><i>\u00a0<\/i><\/em><\/p>\n<p>La sperimentazione, prevista dal decreto, indirizza le finalit\u00e0 sulle competenze non cognitive e trasversali nell\u2019ambito di un pi\u00f9 generale <strong><b>successo formativo<\/b><\/strong>\u00a0\u201c<em><i>per favorire lo sviluppo armonico e integrale della persona, delle sue potenzialit\u00e0 e dei suoi talenti<\/i><\/em>\u201d.<sup>(8)<\/sup>\u00a0Il traguardo non esclude a priori le competenze disciplinari, sottolineando, invece, l\u2019importanza delle competenze non cognitive e trasversali come obiettivi educativi per rivedere l\u2019intero percorso didattico-educativo del curricolo, alla luce di un processo olistico di <strong><em><b><i>educare-istruendo<\/i><\/b><\/em><\/strong>, che integri competenze cognitive, emotive e sociali. \u00c8 un invito a sperimentare forme di intervento didattico che non si limitino solo ad un uso strumentale delle nuove tecnologie per sostituire le lezioni frontali, ma che siano finalizzate ad una <strong><b>formazione integrale <\/b><\/strong>attenta a<strong><b>\u00a0<\/b><\/strong>tutelare lo sviluppo personale nel promuovere i talenti e nel contrastare le disuguaglianze.<\/p>\n<p>Risulta, a tal proposito, determinante organizzare un ambiente di apprendimento <strong><b>inclusivo<\/b><\/strong>\u00a0che faccia leva sul senso di responsabilit\u00e0 diffusa del ruolo del docente, sulla <strong><b>centralit\u00e0 dell\u2019alunno<\/b><\/strong>\u00a0nel processo di apprendimento, su una <strong><b>curvatura innovativa<\/b><\/strong>\u00a0delle proposte disciplinari, sulla capacit\u00e0 d\u2019azione dei soggetti coinvolti di modificare il proprio stato d\u2019animo <strong><b>in ascolto<\/b><\/strong>\u00a0con quello esterno, ambientale e relazionale. Ecco che \u201c<em><i>In ogni momento l\u2019insegnante \u00e8 un mediatore, \u00e8 un\u2019interfaccia: da un lato guarda alla cultura e alla tradizione e dall\u2019altro scruta gli occhi dei suoi studenti, il mondo in cui vivono e si impegna a fare da ponte<\/i><\/em>\u201d<sup>(9)<\/sup>\u00a0per promuovere un sistema molteplice di interessi, di motivazioni, di emozioni, di attitudini, di comportamenti.<\/p>\n<p>La cura dell\u2019ambiente di apprendimento si completa con una <strong><b>valutazione formativa<\/b><\/strong>\u00a0in cui gli strumenti tradizionali di valutazione sono affiancati a metodi di <strong><b>feedback continuo<\/b><\/strong>\u00a0e di <strong><b>autovalutazione<\/b><\/strong>, sulla ricerca coraggiosa dell\u2019errore per <strong><b>vincere la paura dell\u2019errore<\/b><\/strong>\u00a0stesso come elemento di discrimine e considerarlo quale fattore di crescita,\u00a0permettendo ad alunni\/e di monitorare il proprio percorso di crescita e di sviluppare una maggiore consapevolezza delle proprie competenze.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><b><\/b><strong><b>ECONOMIA DELLA CONOSCENZA <\/b><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><b>\u00a0<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Il crescente e rapido sviluppo sociale, ambientale e tecnologico dell\u2019economia della conoscenza genera delle sfide che coinvolgono sia la sfera personale che quella collettiva e che richiedono risposte adeguate e tempestive. \u201c<em><i>Stanno emergendo nuove povert\u00e0, non pi\u00f9 o non solo economiche, ma soprattutto affettive, relazionali, comunicative. Si sta diffondendo nei paesi del benessere una minacciosa <\/i><\/em><strong><em><b><i>povert\u00e0 esistenziale<\/i><\/b><\/em><\/strong><em><i>, una drammatica miseria progettuale.<\/i><\/em>\u201d <sup>(10)<\/sup><\/p>\n<p>Al riguardo, il Quadro europeo delle competenze chiave Personali, Sociali e dell\u2019Imparare ad Imparare (Lifecomp, 2023), predisposto dal Joint Research Centre (JRC), richiama l\u2019importanza di migliorare le competenze personali e sociali attraverso l\u2019istruzione e l\u2019apprendimento permanenti. Le competenze fondamentali del XXI secolo richiedono non solo conoscenze teoriche e abilit\u00e0 tecniche, ma soprattutto atteggiamenti di apertura verso le novit\u00e0, la responsabilit\u00e0, la flessibilit\u00e0, l\u2019autoregolazione, la comunicazione: atteggiamenti che non sono pi\u00f9 esclusivi del sistema scolastico, in forza della pervasiva e incessante <strong><b>informazione mediatica<\/b><\/strong>\u00a0che assume sempre pi\u00f9 i caratteri di un apprendimento cognitivo e educativo, che si sostituisce a quello tradizionale.<\/p>\n<p>L\u2019innovazione pedagogica non pu\u00f2 prescindere da una <strong><b>visione sistemica<\/b><\/strong>\u00a0che implica un cambiamento culturale che coinvolge l\u2019intera comunit\u00e0: un impegno che richiede anche un\u2019apertura verso l\u2019<strong><b>extrascuola<\/b><\/strong>\u00a0(enti locali, famiglie e terzo settore) con la stipula di patti educativi di comunit\u00e0 che \u201c<em><i>risponde alla logica del <\/i><\/em><strong><em><b><i>principio di sussidiariet\u00e0<\/i><\/b><\/em><\/strong><em><i>\u00a0e di <\/i><\/em><strong><em><b><i>corresponsabilit\u00e0 educativa<\/i><\/b><\/em><\/strong><em><i>, che fortifica <\/i><\/em><strong><em><b><i>l\u2019alleanza educativa, civile e sociale<\/i><\/b><\/em><\/strong><em><i>\u00a0di cui le istituzioni scolastiche sono interpreti necessari, ma non unici<\/i><\/em>.\u201d <sup>(11) \u00a0<\/sup><\/p>\n<p>Il quadro d\u2019azione si innesta in una pi\u00f9 ampia e articolata cooperazione delle diverse esperienze delle risorse coinvolte per promuovere il dialogo nella comunit\u00e0 educante, per contrastare le emergenze educative (analfabetismi funzionali, dispersione scolastica, povert\u00e0 educativa, cyberbullismo, isolamento e dipendenza virtuale, autolesionismo, violenza cieca), per ottimizzare l\u2019offerta formativa e per sviluppare la maturazione personale di studenti e studentesse. \u201c<em><i>La Scuola, in quanto\u00a0bene di comunit\u00e0, rimane sempre il referente principale del mandato che la Costituzione le ha assegnato. Tuttavia, non \u00e8 lasciata sola nella sua responsabilit\u00e0 educativa ma \u00e8 supportata da\u00a0<\/i><\/em><strong><em><b><i>realt\u00e0 pubbliche e private<\/i><\/b><\/em><\/strong><em><i>, oltre che per mezzo del\u00a0<\/i><\/em><strong><em><b><i>patto di corresponsabilit\u00e0<\/i><\/b><\/em><\/strong><em><i>\u00a0educativa su cui si fonda l\u2019<\/i><\/em><strong><em><b><i>alleanza Scuola \u2013 Famiglia<\/i><\/b><\/em><\/strong><em><i>.\u201d<\/i><\/em>\u00a0<sup>(12) <\/sup><\/p>\n<p>Il D.M. 6\/2026 prevede la possibilit\u00e0 di istruire forme di collaborazione con enti esterni (universit\u00e0, enti di formazione accreditati, scuole di mediazione linguistica, consorzi universitari) per predisporre le condizioni migliori per una sperimentazione ad ampio spettro che promuova percorsi innovativi, sviluppi buone pratiche, verifichi gli effetti, in termini di miglioramento, degli esiti scolastici e di riduzione della dispersione scolastica e della povert\u00e0 educativa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><b><\/b><strong><b>CONSIDERAZIONI FINALI<\/b><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong><b>\u00a0<\/b><\/strong><\/p>\n<p>La scuola nell\u2019odierna societ\u00e0 della conoscenza si deve confrontare con s\u00e9 stessa e con i diversi sistemi sociali per riscoprire un impegno etico-professionale coraggioso, critico, emozionale, efficace per aiutare studenti e studentesse a ritrovare il gusto della sfida, il piacere della ricerca e dello studio per la personale realizzazione e per il benessere comunitario. I diversi quadri di riferimento sulle competenze che molti organismi internazionali hanno elaborato per orientare i differenti settori (lavorativo, educativo, professionale) a sostenere percorsi specifici per stare \u201c<strong><b>al passo coi tempi<\/b><\/strong>\u201d non costituiscono un ostacolo, ma un esercizio per sviluppare nuove idee, nuove teorie, nuovi prodotti e nuove conoscenze.<\/p>\n<p>La competenza rappresenta uno strumento operativo e valutativo nella misura in cui l&#8217;organizzazione dei concetti disciplinari (<strong><b>sapere cosa<\/b><\/strong>) valorizzino le capacit\u00e0 personali per operare consapevolmente fino al raggiungimento dell\u2019obiettivo (<strong><b>sapere come<\/b><\/strong>) e per dare senso e valore allo sviluppo personale (<strong><b>sapere<\/b><\/strong>\u00a0<strong><b>perch\u00e9<\/b><\/strong>).<\/p>\n<p>Il D.M. 6\/2026, in tal senso, pu\u00f2 essere un\u2019opportunit\u00e0 per valorizzare la professionalit\u00e0 docente nella ricerca di attivit\u00e0 volte a sostenere sia le competenze cognitive-disciplinari sia quelle non cognitive, afferenti alla sfera relazionale ed emozionale, cos\u00ec da implementare livelli di consapevolezza positiva del s\u00e9 (<strong><b>self-efficacy\u2013autoefficacia<\/b><\/strong><sup>(13)<\/sup>) quale volano della motivazione intrinseca dell\u2019apprendimento e \u201c<em><i>per promuovere una \u00a0<\/i><\/em><strong><em><b><i>progettazione curricolare<\/i><\/b><\/em><\/strong><em><i>\u00a0virtuosa<\/i><\/em><strong><em><b><i>\u00a0<\/i><\/b><\/em><\/strong><em><i>alla ricerca di un nuovo umanesimo.\u201d <\/i><\/em><em><sup><i>(14)<\/i><\/sup><\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong><b>BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO<\/b><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>MIM &#8211; <em><i>Decreto Ministeriale del 15 gennaio 2026, n.6 <\/i><\/em><\/li>\n<li>Ibidem \u2013 <em><i>DM 15 gennaio 2026, n.6<\/i><\/em><\/li>\n<li>Castoldi M.- <em><i>Valutare le competenze. Percorsi e strumenti<\/i><\/em>. Roma, Carocci, 2009<\/li>\n<li>Previtali \u00a0D.\u2013 <em><i>Le non cognitive skills nella scuola \u2013 Viaggio nelle character skills<\/i><\/em>. Il Mulino, 2021<\/li>\n<li>Di Maio M. &#8211; <em><i>Le competenze non cognitive e trasversali: ruolo, sviluppo e impatto nei contesti educativi<\/i><\/em>. ANDISblog, febbraio 2026<\/li>\n<li>Ibidem &#8211; Di Maio M. \u2013 ANDISblog, febbraio 2026<\/li>\n<li>Castoldi M. &#8211; <em><i>Costruire unit\u00e0 di apprendimento. Guida alla progettazione a ritroso<\/i><\/em>. Carocci,2017<\/li>\n<li>Ibidem &#8211; <em><i>DM 15 gennaio 2026, n.6<\/i><\/em><\/li>\n<li>Polito M. \u2013 <em><i>Comunicazione positiva e apprendimento cooperativo.<\/i><\/em>Erickson, 2005<\/li>\n<li>Ibidem &#8211; Polito M. \u2013 Erickson, 2005<\/li>\n<li>Di Maio M.- Salzano G. \u2013 <em><i>Affrontare le sfide dell\u2019analfabetismo funzionale e della povert\u00e0 educativa per contrastare la dispersione scolastica: esperienze e riflessioni<\/i><\/em>\u2013 ANDIS, 2025<\/li>\n<li>INVALSIopen \u2013 <em><i>Patti educativi di comunit\u00e0: una Scuola per il territorio<\/i><\/em>. \u00a0INVALSI, Aprile 2021<\/li>\n<li>Bandura A. \u00a0\u2013 <em><i>Autoefficacia: teoria e applicazioni<\/i><\/em>. \u00a0Erickson, 2000<\/li>\n<\/ul>\n<p>Salzano G. \u00a0&#8211; <em><i>Intelligenze per il futuro: apprendere per pensare\/pensare per apprendere. <\/i><\/em>ANDISblog, maggio 2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scuola italiana naviga in un mare di competenze&#8230;Quali prospettive? di Gennaro Salzano Ho sempre creduto nella\u00a0scuola\u00a0come luogo dove si sviluppano le potenzialit\u00e0 delle persone e nel diritto di tutti ad essere protagonisti della propria crescita. 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