{"id":2212,"date":"2026-09-26T13:44:04","date_gmt":"2026-09-26T11:44:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=2212"},"modified":"2026-09-26T13:50:16","modified_gmt":"2026-09-26T11:50:16","slug":"inclusione-scolastica-e-limite-agli-alunni-stranieri-una-riflessione-alla-luce-del-nuovo-decreto-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=2212","title":{"rendered":"Inclusione scolastica e limite agli alunni stranieri: una riflessione alla luce del nuovo Decreto Scuola"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><b><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-2213\" src=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/comunicazione_interculturale-300x174.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"174\" srcset=\"https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/comunicazione_interculturale-300x174.png 300w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/comunicazione_interculturale-397x230.png 397w, https:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/comunicazione_interculturale.png 690w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Inclusione scolastica e limite agli alunni stranieri: una riflessione alla luce del nuovo Decreto Scuola<br \/>\n<\/b><\/strong><em><strong><b>di Mario Di Maio<\/b><\/strong><\/em><\/p>\n<h5 style=\"text-align: right;\"><em>\u201cNella sinfonia dell\u2019umanit\u00e0,<\/em><br \/>\n<em> ogni voce merita un posto<\/em><br \/>\n<em> nell\u2019orchestra dell\u2019inclusione.\u201d<\/em><br \/>\n<em>( Aforisma popolare)<\/em><\/h5>\n<p><strong><b>1.Premessa<\/b><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019inclusione scolastica rappresenta uno dei principi cardine del sistema educativo italiano. Fondata sui valori costituzionali dell\u2019uguaglianza, della non discriminazione e del diritto all\u2019istruzione, sanciti soprattutto dagli Artt, 3 e 34 della nostra Legge fondamentale, essa mira a garantire a tutti gli studenti, indipendentemente dalla loro provenienza sociale, culturale o linguistica, pari opportunit\u00e0 di apprendimento e di partecipazione alla vita scolastica.<!--more--><\/p>\n<p>Negli ultimi anni, il tema dell\u2019integrazione degli studenti con background migratorio \u00e8 divenuto una questione di una certa importanza nel dibattito pubblico anche se, spesso, \u00e8 stata evidenziato per motivi fortemente strumentali legati pi\u00f9 ad intendimenti ideologici che a preoccupazioni di tipo educativo.<\/p>\n<p>In questo contesto si inserisce il recente Decreto Scuola approvato dal Governo nel settembre 2026, che dovr\u00e0 passare al vaglio del Presidente della Repubblica per la sua emanazione, che introduce un limite del 30% alla presenza di determinati studenti con cittadinanza non italiana nelle classi prime della scuola primaria e secondaria. La misura ha suscitato un ampio confronto tra sostenitori e critici, poich\u00e9 tocca direttamente il delicato equilibrio tra inclusione, qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento e coesione sociale<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><b>2.L\u2019inclusione scolastica nel modello italiano<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Il sistema scolastico italiano \u00e8 tradizionalmente orientato verso una concezione inclusiva dell\u2019educazione. Tale approccio si fonda sull\u2019idea che la diversit\u00e0 costituisca una risorsa educativa e che la Scuola debba garantire il successo formativo di tutti gli alunni.<\/p>\n<p>Le Nuove Indicazioni per il Curricolo 2025 sottolineano l\u2019importanza di una scuola inclusiva \u201cL&#8217;idea di inclusione scolastica si basa, infatti, sul riconoscimento della rilevanza della piena partecipazione alla vita scolastica da parte di tutti i soggetti, non solo delle persone con disabilit\u00e0. Peraltro il campo di intervento e di responsabilit\u00e0 delle comunit\u00e0 scolastiche si \u00e8 spostato (ad includere alunni N.d.A)) con difficolt\u00e0 derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perch\u00e9 appartenenti a culture diverse\u201d<em>(1)<\/em>\u00a0 Il Documento ministeriale continua affermando: \u201cTale estensione coincide con la visione di una progettualit\u00e0 che coinvolge la scuola a pi\u00f9 livelli, secondo direzioni di senso volte a costruire le condizioni didattiche di realizzazione dell&#8217;inclusione scolastica. L\u2019Italia \u00e8 stata storicamente crocevia di culture e porta avanti un modello di educazione rispettoso di tutte (e consapevole della propria). La scuola italiana adotta misure sistemiche e prassi specifiche per l\u2019accoglienza e l\u2019integrazione di studenti provenienti da contesti migratori, come specifici patti educativi tra scuole ed enti competenti, la collaborazione con i mediatori linguistico-culturali, piani di insegnamento\/apprendimento dell\u2019Italiano L2. La promozione dell\u2019educazione interculturale, volta a valorizzare e potenziare le competenze linguistiche culturali e civiche di ogni studente \u00e8 assicurata anche con l\u2019assegnazione alle scuole del primo ciclo di docenti aggiuntivi della classe di concorso 23\/A (insegnamento della lingua italiana per i discenti di lingua straniera) per l\u2019insegnamento dell\u2019italiano nelle sezioni con un numero di studenti stranieri, che si iscrivono per la prima volta al sistema nazionale di istruzione, superiore al 20 per cento degli alunni della classe\u201d. <em>(2)<\/em><\/p>\n<p>Bisogna, per\u00f2, ricordare la forte polemica relativa al depauperamento del contingente dei docenti della classe di concorso A-23 (Italiano L2) che, attualmente sull\u2019intero territorio italiano conta 762 docenti di ruolo, tanto che Sindacati e associazioni di categoria denunciano che questo numero \u00e8 del tutto inadeguato rispetto al numero reale di alunni stranieri. <em>(3)<\/em><\/p>\n<p>Nell\u2019ambito dell\u2019organizzazione scolastica per gli studenti stranieri, l\u2019inclusione si realizza attraverso diverse modalit\u00e0 con, in prima battuta, l\u2019inserimento nelle classi ordinarie e percorsi di alfabetizzazione linguistica in italiano L2, pur con le difficolt\u00e0 precedentemente segnalate. Sono poi importanti le attivit\u00e0 di mediazione culturali, i progetti sulla multiculturalit\u00e0 e la collaborazione con le famiglie e i servizi territoriali.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo non \u00e8 soltanto l\u2019apprendimento della lingua italiana ma anche la costruzione di una comunit\u00e0 scolastica capace di valorizzare le differenze culturali e favorire la cittadinanza attiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><b>3.Le principali novit\u00e0 del nuovo decreto<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri introduce un limite del 30% nelle classi prime per alcuni studenti con cittadinanza non italiana. Tuttavia, la norma non riguarda indistintamente tutti gli alunni stranieri.<\/p>\n<p>Secondo le informazioni diffuse sulla bozza approvata nella scuola primaria il limite del 30% si applica agli alunni con cittadinanza non italiana che:<\/p>\n<ul>\n<li>non sono nati in Italia;<\/li>\n<li>oppure non hanno frequentato almeno due anni di scuola dell\u2019infanzia italiana.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Gli alunni stranieri nati in Italia o gi\u00e0 inseriti nel sistema educativo italiano non rientrano nel calcolo della soglia<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la scuola secondaria di primo e secondo grado la soglia del 30% riguarda gli studenti con cittadinanza non italiana che non abbiano frequentato con esito positivo almeno tre anni nel sistema scolastico nazionale.<\/p>\n<p>Secondo il Governo, la misura mira a evitare la formazione di cosiddette \u201cclassi ghetto\u201d e a favorire una migliore padronanza della lingua italiana per garantire condizioni di apprendimento pi\u00f9 equilibrate e, quindi, promuovere una reale integrazione degli studenti neoarrivati.<\/p>\n<p>Il decreto prevede inoltre interventi di potenziamento linguistico negli istituti che non riusciranno a rispettare il limite previsto e nei quali saranno necessarie deroghe, gi\u00e0 previste in precedenti Documenti ministeriali.<\/p>\n<p>Da una prima riflessione sui contenuti del Decreto, esso presenta alcuni elementi che possono essere interpretati come coerenti con una prospettiva inclusiva.<\/p>\n<p>In primo piano c\u2019\u00e8 la centralit\u00e0 della competenza linguistica<strong><b>\u00a0<\/b><\/strong><\/p>\n<p>La norma si concentra principalmente sugli studenti che non possiedono ancora adeguate competenze linguistiche in italiano. L\u2019assunto pedagogico \u00e8 che una limitata conoscenza della lingua possa ostacolare sia l\u2019apprendimento individuale sia il lavoro didattico dell\u2019intera classe. \u201cLa lingua italiana costituisce il primo strumento di comunicazione e di accesso alla conoscenza; rappresenta un mezzo decisivo per l\u2019esplorazione del mondo, per l\u2019organizzazione del pensiero e per la riflessione sull\u2019esperienza e sul sapere\u201d <em>(4)<\/em><\/p>\n<p>Ci sar\u00e0 un maggiore sostegno all\u2019inserimento scolastico, attraverso lo stanziamento<strong><b>\u00a0<\/b><\/strong>di risorse<\/p>\n<p>destinate ai percorsi di alfabetizzazione linguistica che evidenziano la volont\u00e0 di accompagnare l\u2019inclusione con interventi di supporto specifici.<\/p>\n<p>Il Governo, infine, sostiene che una distribuzione pi\u00f9 equilibrata degli studenti contribuir\u00e0 a prevenire fenomeni di concentrazione territoriale e scolastica che possono tradursi in isolamento sociale e minori opportunit\u00e0 educative.<\/p>\n<p>Numerose sono state le criticit\u00e0 evidenziate dal mondo della scuola<strong><b>:<\/b><\/strong>\u00a0accanto agli aspetti favorevoli, dirigenti scolastici, associazioni professionali e forze politiche di opposizione hanno sollevato numerose perplessit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 stato paventato il rischio di una lettura quantitativa dell\u2019inclusione<strong><b>. <\/b><\/strong>Essa \u00e8 sempre stata considerata un processo qualitativo, legato alla capacit\u00e0 della scuola di accogliere e valorizzare, attraverso i percorsi curricolari che tutte le Istituzioni scolastiche progettano, ogni studente.<\/p>\n<p>L\u2019introduzione di soglie numeriche potrebbe apparire in contrasto con questa impostazione, poich\u00e9 la presenza di studenti stranieri verrebbe valutata prevalentemente in termini quantitativi.<\/p>\n<p>L\u2019altra forte criticit\u00e0 \u00e8 quella delle difficolt\u00e0 applicative, in quanto<strong><b>\u00a0<\/b><\/strong>in molte aree urbane caratterizzate da alta presenza migratoria, il rispetto del limite potrebbe risultare complesso. Gli Uffici scolastici territoriali dovrebbero redistribuire gli alunni tra diverse scuole, operazione che potrebbe generare forti inconvenienti organizzativi e logistici per le famiglie, aumentando ulteriormente gli elementi di discriminazione che, formalmente, si vogliono combattere.<\/p>\n<p>Il principio della scuola di vicinanza, infatti, costituisce un elemento importante del diritto allo studio. Lo spostamento degli studenti verso altri istituti potrebbe incidere sui tempi di percorrenza, sui costi per le famiglie e sul radicamento nel territorio, creando cos\u00ec un circolo vizioso tra integrazione e ambiente di vita.<\/p>\n<p>Bisogna, inoltre, ricordare che questo decreto, anche se inconsapevolmente, pu\u00f2 produrre fenomeni di stigmatizzazione, in quanto<strong><b>\u00a0<\/b><\/strong>una normativa focalizzata sugli studenti stranieri pu\u00f2 favorire processi di etichettamento sociale, soprattutto nei confronti degli alunni di recente immigrazione, alimentando percezioni di diversit\u00e0 anzich\u00e9 percorsi di integrazione, accrescendo cos\u00ec il pericolo di derive identitarie che, sempre pi\u00f9, stanno imbarbarendo la vita sociale del nostro Paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><b>Conclusioni<\/b><\/strong><\/p>\n<p>Il nuovo Decreto Scuola rappresenta un\u2019importante modifica delle politiche di integrazione scolastica degli ultimi anni.<\/p>\n<p>Ce n\u2019era bisogno oppure \u00e8 scaturito da un\u2019esigenza contingente relativa ad una problematica di tipo politico-elettorale?<\/p>\n<p>Il Documento ministeriale \u00e8 stato implementato dopo un\u2019accurata verifica delle diverse situazioni presenti nelle Istituzioni scolastiche, dopo una metodica ricerca di tipo scientifico-sociologico sulle problematiche dell\u2019inclusione degli \u201cstudenti stranieri\u201d?<\/p>\n<p>Nel Decreto non mi sembra ci sia traccia di un\u2019analisi del genere, di un riferimento ad uno studio di ricerca \u00a0\u00a0com\u2019\u00e8 quello che \u00e8 stato realizzato dalla Collega Rossella De Luca che ha pubblicato, proprio in questi giorni, un articolo sul Blog dell\u2019Andis, intitolato : \u201cDal \u201ccinque per classe\u201d al 30%: come \u00e8 cambiata la scuola italiana degli alunni con cittadinanza non italiana (CNI)\u201d,<strong><b>\u00a0<\/b><\/strong>frutto di un\u2019attenta e meticolosa ricerca di dati e di informazioni che Le hanno permesso di arrivare a delle conclusioni pi\u00f9 che condivisibili: \u201cLa vera evoluzione della scuola italiana sta nell\u2019aver progressivamente spostato lo sguardo dalla categoria amministrativa alla persona, dalla cittadinanza al bisogno educativo, dalla semplice presenza alla partecipazione effettiva alla vita scolastica. \u00c8 una sfida che non si risolve con una percentuale. La percentuale pu\u00f2 aiutare a programmare. La scuola, per\u00f2, deve continuare a leggere le persone.\u201d <em>(5)<\/em><\/p>\n<p>Il Decreto, richiamandosi all\u2019obiettivo dell\u2019inclusione e del contrasto alle concentrazioni eccessive di studenti con difficolt\u00e0 linguistiche, introduce, pertanto, una logica regolativa fondata su soglie quantitative che modifica l\u2019approccio seguito finora dal sistema scolastico italiano.<\/p>\n<p>Il confronto tra il modello inclusivo tradizionale e la nuova impostazione evidenzia una tensione tra due esigenze entrambe rilevanti: da un lato dovrebbe garantire un\u2019effettiva integrazione linguistica e sociale degli studenti di recente immigrazione, dall\u2019altro continuare a preservare una scuola aperta, accogliente e capace di valorizzare la pluralit\u00e0 culturale come elemento costitutivo della vita democratica.<\/p>\n<p>L\u2019efficacia del provvedimento dipender\u00e0 in larga misura dalle modalit\u00e0 concrete di attuazione, dalle risorse destinate al sostegno linguistico e dalla capacit\u00e0 delle Istituzioni scolastiche di coniugare il rispetto delle nuove disposizioni con i principi costituzionali di inclusione, uguaglianza e diritto all\u2019istruzione per tutti.<\/p>\n<hr \/>\n<p>(1) Indicazioni Nazionali per Il Curricolo 2025<\/p>\n<p>(2) ibidem<\/p>\n<p>(3) Orizzonte Scuola, 24 settembre 2026<\/p>\n<p>(4) Indicazioni Nazionali per Il Curricolo 2025<\/p>\n<p>(5) De Luca, <em><i>\u201cDal \u201ccinque per classe\u201d al 30%: come \u00e8 cambiata la scuola italiana degli alunni con cittadinanza non italiana (CNI)\u201d<\/i><\/em><a href=\"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=2209#more-2209\">ANDISblog<\/a>, Settembre 2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inclusione scolastica e limite agli alunni stranieri: una riflessione alla luce del nuovo Decreto Scuola di Mario Di Maio \u201cNella sinfonia dell\u2019umanit\u00e0, ogni voce merita un posto nell\u2019orchestra dell\u2019inclusione.\u201d ( Aforisma popolare) 1.Premessa L\u2019inclusione scolastica rappresenta uno dei principi cardine del sistema educativo italiano. 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