{"id":233,"date":"2015-02-11T23:37:33","date_gmt":"2015-02-11T22:37:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=233"},"modified":"2015-02-11T23:37:33","modified_gmt":"2015-02-11T22:37:33","slug":"gli-studenti-nella-buona-scuola-proviamo-a-chiarirci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=233","title":{"rendered":"Gli studenti nella \u201cbuona scuola\u201d. Proviamo a chiarirci"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-79\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/occhiali2-150x138.jpg\" alt=\"occhiali2\" width=\"150\" height=\"138\" \/>Gli studenti nella \u201cbuona scuola\u201d. Proviamo a chiarirci<\/strong><br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>di Antonio Valentino<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Le dichiarazioni del sottosegretario Faraone<\/strong><\/em><br \/>\nIl documento sulla Buona scuola non dedica molto spazio agli studenti in quanto tali. Ovviamente sono i principali soggetti per i quali l\u2019intera operazione governativa di rinnovamento viene messa in campo. Ma l\u2019ottica con la quale il documento \u00e8 costruito \u00e8 , complessivamente, docente-centrica. E questo perch\u00e8 hanno giustamente ravvisato \u2013 gli estensori &#8211; che un processo di riforma della scuola ha negli insegnanti il motore da revisionare e riattivare.<!--more--><br \/>\nLe dichiarazioni del sottosegretario Faraone, sia quelle dei primi di dicembre che quelle di met\u00e0 gennaio , hanno riportato in primo piano &#8211; in termini per\u00f2 che hanno sollevato parecchie polemiche \u2013 il discorso specifico degli studenti delle Superiori.<br \/>\nCon le prime, esprimendo una posizione favorevole alle autogestioni studentesche che ormai da anni si ripetono come rito stanco, ma comunque carico di domande irrisolte; nelle seconde, proponendo di coinvolgere istituzionalmente gli studenti, inserendoli nei nuclei di valutazione, con i compiti previsti per questo organismo; e cio\u00e8: valutare i neoassunti alla fine dell\u2019anno di prova, esprimersi sugli scatti stipendiali (solo in quest\u2019ultimo caso lo studente non arebbe diritto di voto), elaborare il Rapporto di autovalutazione della scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una diversa prospettiva. Per esempio<\/strong><br \/>\nPur condividendo le posizioni critiche diffuse sulle affermazioni e i propositi del sottosegretario, va riconosciuto a queste il merito di aver riproposto un tema che \u00e8 comunque centrale, soprattutto per le scuole superiori: che \u00e8 non tanto quello di quale scuola per quale studente, quanto quello di quale collocazione, quale voce, che tipo di presenza garantire allo studente perch\u00e8 la scuola diventi il luogo attrezzato e organizzato per raccogliere e dare risposte ai suoi bisogni e alle sue aspettative.<br \/>\nSiccome nei decreti sulla buona scuola si faranno scelte su tale questione, l\u2019interrogativo mi sembra debba essere: cosa \u00e8 opportuno aspettarsi perch\u00e9 la centralit\u00e0 degli studenti sia nozione sensata e condivisa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al riguardo appare scelta corretta prendere preliminarmente in considerazione le idee pi\u00f9 qualificanti venute fuori dal dibattito, sia all\u2019interno delle associazioni studentesche che in quella parte del pianeta scuola pi\u00f9 sensibile a questa tematica.<br \/>\nAlcuni approdi tra l\u2019altro sono ormai in larga parte condivisi e condivisibili .<br \/>\nPer esempio, la possibilit\u00e0 per lo studente:<br \/>\n\u2022 di costruire, a partire dal secondo biennio delle superiori, un proprio progetto formativo (che allo stato attuale non c\u2019\u00e8 proprio), anche attraverso attivit\u00e0 opzionali e facoltative ; gi\u00e0 ora previste, ma con modalit\u00e0 e in termini che non possono funzionare, non essendo garantito l\u2019organico necessario (come dire: nozze coi fichi secchi);<br \/>\n\u2022 di disporre di spazi per lo studio autonomo o di gruppo, eventualmente assistito, fuori dal l&#8217;orario curricolare;<br \/>\n\u2022 di dar vita in autonomia ad aggregazioni di vario tito (per es. per attivit\u00e0 musicali o sportive autonomamente gestite) e pi\u00f9 in generale di vivere la scuola anche come spazio di aggregazione e di socializzazione;<br \/>\n\u2022 di far sentire la propria voce su temi come la gestione della scuola sotto il profilo della unitariet\u00e0 delle scelte e dei provvedimenti (con particolare riferimento ad un minimo di omogeneit\u00e0 dei criteri metodologico-didattici e valutativi).<br \/>\nE, sempre per esempio: la garanzia sia di insegnanti che sappiano fare bene il loro mestiere &#8211; e che lo facciano in modo coordinato e collaborativo -; sia di scuole sicure, decorose e attrezzate (in prosecuzione e completamento del piano gi\u00e0 previsto di interventi, che stentano per\u00f2 in molti casi a partire).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Chiarirsi su due punti (almeno)<\/strong><br \/>\nDue punti soprattutto, tra quelli rappresentati nelle esemplificazioni, richiedono per\u00f2 qualche chiarimento.<br \/>\nIl primo \u00e8 sul progetto formativo individuale . Al riguardo \u00e8 da condividere la posizione di quanti ritengono che non debba trattarsi di un curricolo da \u201cpersonalizzare\u201d attraverso un ampliamento del numero delle materie da seguire o attivit\u00e0 aggiuntive a quelle curricolari di scuola; detta in altri termini: no ad un sovraccarico di imput cognitivi, no a curricoli sovraccarichi; s\u00ec, invece, a curricoli sobri e motivanti, fatti, oltre che di discipline obbligatorie, anche di insegnamenti opzionali e facoltativi; ma costruiti secondo logiche non additive e garantiti dall\u2019attribuzione di un organico ad hoc.<br \/>\nPertanto, l\u2019organico funzionale &#8211; di cui si aspetta l\u2019attivazione con la stabilizzazione di un gran numero di precari \u2013 dovrebbe tendere, in questa ottica, ad arricchire le opportunit\u00e0 formative. Con l\u2019obiettivo di rendere possibile, per lo studente, costruire un proprio curricolo con un&#8217; offerta pi\u00f9 ricca. (Si auspica anche che questo organico porti sia a favorire la formazione di classi gestibili per numero e per composizione; sia a permettere di ritagliare risorse orarie per le funzioni di coordinamento e collaborazione)<br \/>\nQuesto criterio dovrebbe valere anche per la primaria.<br \/>\nBene certamente la musica e l\u2019educazione civica, purch\u00e8 siano per\u00f2 inserimenti armoniosi e gestiti in copresenza, cos\u00ec che l\u2019attenzione alle competenze di base sia responsabilit\u00e0 condivisa degli insegnanti.<br \/>\nSe introduciamo ulteriori separatezze disciplinari, la solidit\u00e0 e l\u2019unitarieta degli apprendimenti (quindi il loro valore e il loro senso) rimarr\u00e0 per molti ragazzi, soprattutto per i pi\u00f9 deboli, un obiettivo mancato.<br \/>\nIl secondo chiarimento riguarda il valore legale del titolo di studio. So che la questione \u00e8 delicata e spessa. Ma non dovrebbe impedirci di vedere che gi\u00e0 oggi questo valore \u00e8 poco considerato, non solo ai fini dell\u2019inserimento nelle imprese private, ma anche nell\u2019iscrizione alle universit\u00e0.<br \/>\nComunque \u2013 sto brutalmente semplificando &#8211; se si accetta l\u2019idea di percorsi individualizzati (di progetti formativi personalizzati), bisognerebbe conseguentemente ragionare pi\u00f9 sulla certificazione dei percorsi seguiti (che dovrebbero comunque garantire livelli essenziali di competenze sia per l\u2019area formativa della cittadinanza, sia per quella dell\u2019 indirizzo scelto) che sul valore, pi\u00f9 o meno legale, di uno specifico titolo di studio. O no?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli studenti nel NdV: perch\u00e9 la proposta non convince<\/strong><br \/>\nRitorno ora, con considerazioni pi\u00f9 dirette, sul punto da cui sono partito: la proposta espressa dal sottosegretario Faraone di inserire un rappresentante degli studenti nel Nucleo di valutazione . Proposta che sembra anche a me sostanzialmente sbagliata.<br \/>\nLa ragione appare abbastanza semplice: la centralit\u00e0 dello studente non la si afferma facendogli fare cose che non appartengono all\u2019essere studente. Non valuti (come competenza istituzionale) chi ti valuta. Si stravolge il senso del rapporto insegnante-studente che \u00e8 un rapporto che vogliamo certamente fondato sulla reciprocit\u00e0 (che esclude subalternit\u00e0 e unidirezionalit\u00e0 e chiama in causa piuttosto alleanza e lealt\u00e0). Ma su una reciprocit\u00e0 che parta dal riconoscimento che ruoli, responsabilit\u00e0 e poteri sono diversi; ed \u00e8 bene che lo siano per evitare confusioni, ritorsioni, snaturamento delle funzioni.<br \/>\nFughe in avanti confondono le idee e scaricano sullo studente compiti impropri e fuorvianti, deresponsabilizzando la scuola rispetto ai suoi, di compiti; dobbiamo richiamarne qualcuno? Garantire insegnanti all&#8217;altezza, ad esempio, e ancora: curricoli flessibili e aperti, etc., etc..<br \/>\nPenso, molto semplicemente, che, se veramente vogliamo che la scuola sia per lo studente, dobbiamo piuttosto pensare a provvedimenti e impegni che garantiscano, attraverso opportune e impegnative misure (formazione mirata del personale scolastico, comportamenti e pratiche professionalmente orientate nel senso indicato, controlli che ne verifichino la tenuta), le prerogative di cui alle esemplificazioni precedenti.<br \/>\nComunque, per concludere sul punto: molto meglio il coinvolgimento degli studenti attraverso il ricorso a questionari essenziali e diretti (di cui parla tra l\u2019altro anche il Sottosegretario) e a interviste coi loro rappresentanti. Rappresentanti da considerare, questo s\u00ec, testimoni e interlocutori privilegiati nel processo di elaborazione del Rapporto di autovalutazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli studenti nella \u201cbuona scuola\u201d. Proviamo a chiarirci di Antonio Valentino Le dichiarazioni del sottosegretario Faraone Il documento sulla Buona scuola non dedica molto spazio agli studenti in quanto tali. Ovviamente sono i principali soggetti per i quali l\u2019intera operazione governativa di rinnovamento viene messa in campo. 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