{"id":240,"date":"2015-02-22T22:42:39","date_gmt":"2015-02-22T21:42:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.andisblog.it\/?p=240"},"modified":"2015-02-22T22:56:56","modified_gmt":"2015-02-22T21:56:56","slug":"240","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.andisblog.it\/?p=240","title":{"rendered":"Con le competenze non si gioca"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-222\" src=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/imagesO83BLOA8-150x150.jpg\" alt=\"imagesO83BLOA8\" width=\"150\" height=\"150\" \/>Con le competenze non si gioca<\/strong><br \/>\n<em><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>di Maurizio Tiriticco<\/strong><\/span><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho letto con molta attenzione i due modelli di certificazione delle competenze che i nostri alunni dovrebbero conseguire al termine della scuola primaria e del primo ciclo di istruzione: sono allegati alla recente cm 3\/15. La prima considerazione critica riguarda l\u2019opportunit\u00e0 stessa di certificare competenze relative a bambini\/e di dieci anni e di adolescenti di quattordici.<!--more--> Il possesso e l\u2019esercizio di una reale competenza sono cose troppo impegnative per riguardare fasce di et\u00e0 cos\u00ec basse. Ma \u00e8 un\u2019osservazione che lascia il tempo che trova, perch\u00e9 la nostra Amministrazione, che in materia di competenze mastica poco o nulla, da quando il concetto stesso di competenza \u00e8 entrato nel linguaggio dei processi di Educazione, Istruzione e Formazione, \u201cimportato\u201d \u2013 se cos\u00ec si pu\u00f2 dire \u2013 da ricerche effettuate oltralpe ed entrate nelle normativa dell\u2019Unione europea, si \u00e8 sentita in dovere di infilare questa sorta di parola, magica e salvifica nello stesso tempo, in ogni testo normativo: ovviamente, senza mai darne una definizione certa, tale che gli operatori scolastici potessero condividere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 un\u2019esperienza che ho mal vissuto personalmente quando, con la prima applicazione della legge 425\/97, che riordinava l\u2019esame di Stato dell\u2019istruzione secondaria superiore, non si riusc\u00ec neanche a dare una definizione di \u201ccompetenza\u201d. Tant\u2019\u00e8 vero che un esame che avrebbe dovuto sostituire alla \u201cvalutazione globale della personalit\u00e0 del candidato\u201d (L. 119\/69, art. 5) la necessit\u00e0 di \u201cdare trasparenza alle competenze, conoscenze e capacit\u00e0 acquisite\u201d (L. 425\/97, art. 6)\u201d, anche per tener conto \u201cdelle esigenze di circolazione dei titoli di studio nell\u2019ambito dell\u2019Unione europea\u201d (ibidem), a tutt\u2019oggi vive ancora nel limbo! E va anche considerato che con l\u2019anno scolastico in corso si conclude il riordino avviato cinque anni fa, con i dpr 87, 88 e 89 e le Direttive 4 e 5 del 16 gennaio 2012, e fortemente finalizzato, proprio, alla certificazione delle competenze!!!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per anni l\u2019amministrazione si \u00e8 prodigata a \u201clegiferare\u201d sul fatto che, alla fine della scuola primaria e alla fine del primo ciclo, le scuole sono tenute a verificare le competenze raggiunte dagli alunni, ma non ha mai indicato quali fossero concretamente queste competenze, lasciando alle scuole l\u2019onore e l\u2019onere di \u201cinventarsele\u201d, letteralmente! Ma una competenza non si inventa! Cos\u00ec per anni i nostri alunni, usciti dai due gradi di istruzione si sono trovati nella mani documenti diversi, incomparabili, inutili ai fini di una concreta utilizzazione. E va poi considerato che oggi, sotto il profilo formale, le uniche competenze spendibili per proseguire gli studi nell\u2018istruzione o nella formazione professionale regionale o per accedere all\u2019apprendistato (nel caso il soggetto abbia conseguito i 15 anni di et\u00e0), sono solo quelle che concludono l\u2019obbligo di istruzione, ormai decennale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E non si capisce perch\u00e9 questo esame di terza media debba essere sempre cos\u00ec impegnativo (appesantito pure dalla prova nazionale Invalsi), quando in effetti non conclude un ciclo completo di studi! Se \u00e8 vero, com\u2019\u00e8 vero, che abbiamo avvertito l\u2019esigenza di innalzare di due anni l\u2019assicella relativa alla conclusione deglii studi obbligatori e necessari per poi fare altre scelte. Pertanto, non sarebbe forse l\u2019ora di pensare a un ciclo decennale obbligatorio continuo e progressivo, pur se, ovviamente, articolato al suo interno? Un\u2019articolazione che, per\u00f2, non debba necessariamente essere l\u2019attuale differenza formale di distinti gradi di istruzione. E l\u2019esame di Stato, previsto dalla Costituzione, coinciderebbe con la certificazione delle competenze raggiunte al termine dell\u2019unico e unitario ciclo decennale finalizzato al conseguimento dell\u2019obbligo di istruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rispetto a queste colossali carenze della nostra amministrazione, qualche eccezione va fatta, ovviamente. Infatti, per quanto riguarda la conclusione dell\u2019obbligo decennale di istruzione, sono state individuate con il dm 139\/07: a) competenze chiave di cittadinanza, necessarie e indispensabili ai fini dell\u2019apprendimento per tutta la vita, in ordine a quanto indicato anche e soprattutto dalla Raccomandazione europea del 18 dicembre 2006; b) competenze culturali rintracciabili lungo quattro assi pluri- ed interdisciplinari, in relazione al fatto che una competenza molto difficilmente \u00e8 afferibile a un unico campo disciplinare. Per\u00f2, quando si \u00e8 trattato di definire il modello di certificazione \u2013 il che \u00e8 avvenuto inspiegabilmente ben tre anni dopo, con il dm 9\/10 \u2013 l\u2019amministrazione ha omesso la certificazione delle competenze di cittadinanza, che sono altra cosa rispetto a quelle culturali, e non possono assolutamente costituirne pessimo ingegnere, oppure un ottimo ingegnere, per\u00f2\u2026 a servizio della mafia!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non va poi dimenticato il lavoro effettuato da gruppi di esperti per quanto riguarda l\u2019individuazione, la definizione e la descrizione delle competenze terminali dei percorsi degli istituti tecnici e professionali, anche se nei limiti delle singole discipline di studio. Non si capisce, comunque, perch\u00e9, per quanto riguarda i percorsi liceali, non sia stata adottata la medesima procedura: di competenze si parla anche troppo spesso nel documento di riordino, ma queste\u2026 \u201cscompaiono\u201d, al termine dei percorsi. Cos\u00ec, di fatto, abbiamo nel nostre Paese due modelli di percorsi di istruzione secondaria di secondo grado: quello dei tecnici e dei professionali, governato da Linee guida, finalizzato all\u2019acquisizione di competenze, e quello dei licei, governato da Indicazioni nazionali, finalizzato non si sa bene a che cosa!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda il merito dei due modelli proposti dalla cm 3\/15, ritengo che:un semplice \u201criferimento\u201d, come si afferma nel citato dm. In effetti, un soggetto pu\u00f2 essere un ottimo cittadino, ma un pessimo ingegnere, oppure un ottimo ingegnere, per\u00f2\u2026 a servizio della mafia!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non va poi dimenticato il lavoro effettuato da gruppi di esperti per quanto riguarda l\u2019individuazione, la definizione e la descrizione delle competenze terminali dei percorsi degli istituti tecnici e professionali, anche se nei limiti delle singole discipline di studio. Non si capisce, comunque, perch\u00e9, per quanto riguarda i percorsi liceali, non sia stata adottata la medesima procedura: di competenze si parla anche troppo spesso nel documento di riordino, ma queste\u2026 \u201cscompaiono\u201d, al termine dei percorsi. Cos\u00ec, di fatto, abbiamo nel nostre Paese due modelli di percorsi di istruzione secondaria di secondo grado: quello dei tecnici e dei professionali, governato da Linee guida, finalizzato all\u2019acquisizione di competenze, e quello dei licei, governato da Indicazioni nazionali, finalizzato non si sa bene a che cosa!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda il merito dei due modelli proposti dalla cm 3\/15, ritengo che:<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\">a) la competenza \u00e8 una cosa troppo seria perch\u00e9 un adolescente di 11 e poi di 14 anni possa essere dichiarato \u201ccompetente\u201d in qualcosa. A meno che non si voglia dire che \u00e8 competente un bambino quando \u00e8 in grado di controllare le sue minzioni (la fine del pannolino!) o di allacciarsi il cappotto o di andare a scuola da solo! In effetti, mi sembra corretta la scelta, molto pi\u00f9 sfumata, dei \u201ctraguardi per lo sviluppo delle competenze\u201d, di cui alle Indicazioni nazionali. Poi bisogna avere ben chiara la differenza che corre tra abilit\u00e0 e competenza e, se vogliamo, in via prioritaria, tra capacit\u00e0 e abilit\u00e0, e ancora, tra conoscenza in quando dati e informazioni appresi, compresi, acquisiti, \u201carchiviati\u201d, e conoscenza in quanto elaborazione e\/o produzione di informazioni. Comunque, \u00e8 la \u201clegge\u201d (il dpr 122\/09 sulla valutazione) che impone la certificazione delle competenze per bambini e adolescenti, quindi\u2026 E non \u00e8 affatto casuale che tanti insegnanti abbiano difficolt\u00e0 a definire e accertare competenze \u2013 se poi di competenze si tratta \u2013 a livelli cos\u00ec bassi di et\u00e0;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">b) perch\u00e9 \u201cprofilo delle competenze\u201d e non, invece, \u201ccompetenze\u201d chiare e tonde? La risposta discende dal punto a). Probabilmente gli estensori del documento si sono resi conto della materiale impossibilit\u00e0 di descrivere competenze a tutto tondo;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">c) ovviamente, la dizione \u201cprofilo\u201d comporta una scritturazione abnorme e a volte involuta. Si guardi ad esempio al profilo 3 della scuola media o al profilo 7 della primaria. Forse era difficile per gli estensori individuare, definire e descrivere una precisa e circoscritta competenza, data la scelta del \u201cprofilo\u201d pi\u00f9 che della vera e propria \u201ccompetenza\u201d. Insomma, tra profilo e competenza corre una grande differenza concettuale e semantica. Se penso a un ingegnare o a un giudice o a un cuoco o a un agente di commercio, non posso contentarmi di un profilo generico, ma esigo un titolo di studio a tutto tondo e con l\u2019indicazione di un preciso e mirato corso di studi;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">d) non convince l\u2019intreccio delle competenze culturali \u2013 <em>lato sensu<\/em> \u2013 con le competenze chiave di cittadinanza, per le ragioni che abbiamo gi\u00e0 ricordate: al limite, un alunno pu\u00f2 essere un genio in matematica, ma nel contempo rubare le merendine ai compagni; un altro pu\u00f2 essere generoso con tutti, ma incapace di fare due pi\u00f9 due, o di esprimere un pensiero compiuto;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">e) perch\u00e9 quattro livelli di indicatori e non tre, come nella certificazione dell\u2019obbligo di istruzione? Per non dire di quella goffa espressione del livello iniziale D: \u201cse opportunamente guidato\/a\u201d: vuole significare una sorta di salvataggio dei mediocri? Sempre che il \u201cmediocre\u201d sia un giudizio accettabile in una scala valutativa che abbia un minimo di correttezza. O forse si \u00e8 voluto evitare che \u00e8 anche possibile che qualche competenza non accertata non venga certificata? Eppure, la scelta fatta con il dm 9\/10 (modello di certificazione conclusivo dell\u2019obbligo) va proprio in questa direzione, quando si afferma: \u201cNel caso in cui non sia stato raggiunto il livello base, \u00e8 riportata l\u2019espressione \u2018livello base non raggiunto\u2019, con l\u2019indicazione della relativa motivazione\u201d;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">f) che cosa significa al livello avanzato che l\u2019alunno \u201cpropone e sostiene le proprie opinioni\u2026\u201d? Un ingegnere o un cuoco deve essere in primo luogo \u201ccerto e padrone di ci\u00f2 che fa\u201d! Non si guida un\u2019auto o un treno Frecciarossa proponendo e sostenendo opinioni. Non si deve confondere un \u201cfare\u201d certo e oggettivo, con un \u201cpensare\u201d o un \u201cdire\u201d, che riguardano un altro aspetto del nostro essere attori;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">g) che cosa significa affermare come \u201cindicatore esplicativo avanzato\u201d che un alunno, sia di 11 che di 14 anni, \u201csvolge compiti e risolve problemi complessi, mostrando padronanza nell\u2019uso delle conoscenze e delle abilit\u00e0\u201d? Tutto e nulla! Quali sono i problemi complessi che un 11enne o un 14enne pu\u00f2 e deve affrontare? Spendere al meglio la paghetta settimanale o costruire un\u2019auto ibrida, che oggi va tanto di moda? La genericit\u00e0 non aiuta a capire che cosa veramente il nostro alunno di livello avanzato sa, sa essere e sa fare;<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">h) e, per concludere, non credo che competenze serie si acquisiscano \u201ca rate\u201d, un primo pezzo a 11 anni, un secondo pezzo a 14 e quello conclusivo a 16!<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di fattori critici non indifferenti Eppure, sembra che qualcuno al Miur stia lavorando alla definizione delle competenze relative alla terminalit\u00e0 dell\u2019istruzione di secondo grado, ma, se tanto mi d\u00e0 tanto, temo molto circa il prodotto che ci verr\u00e0 proposto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per tutte queste ragioni, ritengo che le schede di certificazione redatte dall\u2019amministrazione possano ingenerare pi\u00f9 confusioni che operazioni certe. Pertanto, intendo riproporre all\u2019attenzione di chi legge un modello di certificazione conclusivo del primo ciclo, nato da una serie di percorsi di formazione continua con insegnanti di istituti comprensivi del Lazio e della Campania. E\u2019 stato prodotto come documento intermedio rispetto a quello conclusivo dell\u2019intero obbligo decennale, l\u2019unico formalmente valido ai fini delle ulteriori scelte dell\u2019obbligato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.andisblog.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/certificazione-competenze-scuola-media.pdf\" target=\"_blank\">ALLEGATO: Certificazione della Competenze della Scuola Media<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con le competenze non si gioca di Maurizio Tiriticco Ho letto con molta attenzione i due modelli di certificazione delle competenze che i nostri alunni dovrebbero conseguire al termine della scuola primaria e del primo ciclo di istruzione: sono allegati alla recente cm 3\/15. 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